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E’ difficile essere SULLO SCHERMO. Andando sul nostro display conosci la nostra rubrica. Siamo stati in streaming, in quarantena, conoscendo questo, per il nostro blog, nuovo mondo, quello del tempo. Buona visione, di un Giuseppe Di Summa non in diretta sulla CBS, per fare una battuta, bensì del Giuseppe che hanno avuto tutti, in diretta, streaming. Ci vuole un pò di ironia, visto che i concorsi gli dicono ancora, nella musica, nel cinema, i grandi network. Adesso hai quello che si può sentire o meno, sullo schermo, con Giuseppe Di Summa.

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Non sempre è facile comunicare il ” nuovo “, oltre la capacità tecnica di scriverlo, ognuno di noi ha dei disturbi fisici, per i quali a volte deve passare la mano. Pensata a dovere fare un file ” sui figli nostri “, un termine figlio, che si vuole associare ad un significato comunicativo molto preciso. Si può dire, è molto comune come termine dirlo, è anche un modo di dire che chi scrive, chi legge, si fanno delle ” pressioni “, se si vuole catturare un linguaggio, che trasmetta, online, sul web, nella lettura, nella musica, nello sport, l’esperienza dei figli nostri, si apre il confronto. Molti si chiedono di scrivere, con i figli nostri, della lingua che si parla nella tua casa. Ti ho fatto conoscere, grazie alla rubrica SULLO SCHERMO, proprio la lingua creata in una stanza.

Se non ci dobbiamo rivedere, in questa maniera, la cosa è difficile, da spiegare. Spesso uno staff, che fa comunicazione, serve proprio a quello a rendere felice, di parlare, leggere, scrivere di qualcosa. SULLO SCHERMO, come ogni buono spazio video che si rispetti, serve a sorridere, divertirsi, nella lettura, scrittura, musica, sport, con la frase, il motto, lo slogan, che potrebbe essere : i’m looking for my missing, sto cercando la mia scomparsa. Non solo, per togliere, un pò di rumore sui figli nostri, bisogna terminare, fare funzionare lo schermo, che si completa, con la sua parte nel sito web della filastrocca del minibasket, del quale ti consiglio anche l’E- BOOK. Ora possiamo dire la parola magica, sui figli nostri, da conquistare che è ” RUN OUT “ , cioè terminare. Abbiamo anche noi il giocatore, il nostro libro, il bambino. Ricordate che Giuseppe Di Summa è un Istruttore Minibasket, che guarda sempre al tennis, essendo quello il mio sport preferito.

Ho scelto il minibasket, che nelle sue associazioni, è composto da giocatori di pallacanestro, che spesso si occupano di fare promozione, per portare i bambini in palestra. Il bambino vuole una proposta ludica, vuole stare bene, non solo spesso avere una palestra, un palazzetto, a disposizione, è uno ” sforzo burocratico “. Si programma un’attività, si comprendono tutti i risultati nelle varie attività sportive, che interessano i programmi. Nella tappa dell’apprendimento psicofisico dello sport, del bambino, sono coinvolti allenatori, educatori, volontari, dall’attività ludica, poi si passa alla scelta di un vero sport. Finito tutto il materiale, ti ho fatto vedere il libro che non è sullo scaffale, devi sapere che spesso uno sport, si chiede con i suoi professori, anche accademici, quanto durerà la sua fama. A te la scelta, dopo il minibasket, per me puoi scegliere qualsiasi sport, non essendo chi scrive professore, accademico, non occupandosi della fama del basket, spesso la fantasia ti sostiene, in una struttura sportiva, lo sport che hai scelto nella vita ti continua a piacere, non sarà io ad interrompere il tuoi ” mi piace “. Anche io ti auguro di rimanere vicino, tutta la vita al canestro, al campo da basket, che tu voglia leggere sempre un testo, che dal punto di vista narrativo, in quello ti che dice e racconta, sia sempre fedele alla pallacanestro. Rimane una tua scelta.