Il Team Senza Paura corre a staffetta lungo l’Adige Da Resia a Rosolina

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Il Team Senza Paura corre a staffetta lungo l’Adige Da Resia a Rosolina

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

Un po’ di tempo fa Andrea Di Somma, il presidente dell’Atletica La Sbarra, di cui io sono vice presidente, mi comunica il suo progetto di organizzare una squadra di 10 atleti per partecipare alla 1^ edizione di “Resia Rosolina Relay”, una gara a staffetta della lunghezza di 431km percorrendo di corsa a piedi la pista ciclabile lungo l’Adige.

Ho aderito fin da subito all’iniziativa e preparato in tal senso fisicamente e mentalmente non trascurando l’abbigliamento essenziale con opportune attenzioni agli aspetti di visibilità in vista di frazioni notturne e con clima atmosferico avverso.

Cosa c’è prima di una gara?

Pensieri, dubbi, preoccupazioni, paure, timori, ansie, entusiasmo, aspettative, incontri, viaggi. Organizzazione, decisioni, previsioni, proiezioni, scelte, incontri, viaggi, pensieri, dubbi, incertezze, timori, ansie, paure, fame.

Nel periodo pre gara si è formata la squadra di 10 atleti più il presidente che organizzava e coordinava tutte le operazioni di iscrizioni, viaggio, frazioni, cambi. Non ci conoscevamo tutti ed è stata una grande prova di condivisione di fatica, obiettivi, paure, timori, tensioni. Erano tante le variabili in gioco, il clima atmosferico, la possibilità di perdersi lungo il percorso, il rischio di infortunarsi.

Cosa c’è tra una partenza e un arrivo?

Un viaggio lunghissimo di un team Senza Paura composto da 10 atleti e un coordinatore, timori e dubbi, decisioni da prendere in corso d’opera, eventi critici da gestire, situazioni avverse da superare. Condivisioni di momenti e situazioni, fatica e gioia, odori e sapori, sorrisi e preoccupazioni. Esperienza comune ricca e preziosa, osservazione e apprendimento, ascolto e conforto. Tramonti e albe, piogge e venti, sterrato e asfalto, salite e discese. Tra una partenza e un arrivo c’è crescita, conoscenza, scoperte.

C’è successo un po’ di tutto e nonostante tutto, abbiamo rimodulato i nostri obiettivi, ci siamo ridimensionati e abbiamo continuato fino alla fine, senza paura, senza mollare, felici e resilienti portando a casa non coppe e non podi ma dentro di noi tanta ricchezza interiore e tanta conoscenza di noi stessi nella difficoltà e tante scoperte di luoghi, ambienti, persone, culture.

Organizzazione minuziosa e perfetta da parte di Andrea, alternanza di momenti di sconforto e di esultanza, condivisione di spazi, alimenti, vestiario. Estrema attenzione ad usare qualsiasi accortezza per evitare rischio di eventuale contagio cercando di essere nel miglior modo possibile le opportune indicazioni in tal senso.

Ogni atleta aveva sue aspettative, motivazioni, preparazione adeguata, ma anche tanti pensieri di faccende e persone lasciate a casa, preoccupazioni riguardanti la lunga traversata dell’Adige correndo lungo una ciclabile che lo fiancheggiava.

È importante avere obiettivi per organizzarsi fisicamente e mentalmente per portarli a termine anche se sono difficili, sfidanti, stimolanti ma non impossibili. È importante conoscere persone che stimolano, coinvolgono, propongono, organizzano.

È importante avere sempre un piano B, cercare di essere sempre pazienti e fiduciosi e rimodulare sempre piani e programmi in base a ciò che c’è nel momento presente, a ciò che si ha a disposizione.

Cosa c’è dopo una gara?

Grande festa! Esultanza, entusiasmo, soddisfazioni, relax, saluti, arrivederci, arrivederci. Un fiume di emozioni dopo tanti allenamenti per la preparazione; dopo tante incertezze se fare questa o un’altra, ma l’importanza è l’esperienza che si porta a casa, tanti incontri, abbracci, sorrisi.

Dopo la gara ci sono i saluti, i congedi, i commenti, le sorprese, i risultati, si ritorna alla quotidianità, si danno appuntamenti per altre gare a partire dall’indomani. Tanti fotografi pronti a immortalare le gesta atletiche dei concorrenti e anche le pose strane e bizzarre degli astanti.

Cosa spinge le persone a fare sport?

Avventurarsi, sperimentarsi, viaggiare, conoscere persone, luoghi, culture, ambienti, situazioni, se stessi. Mettersi in gioco per sperimentarsi, apprendere, scoprire, conoscere. Decidere obiettivi sfidanti, difficili, stimolanti ma non impossibili. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare, per condividere momenti fatti di viaggi e incontri, per superarsi.

È importante lavorare su obiettivi, superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio. Si impara sempre dall’esperienza, solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio.

Questo è lo sport che vogliamo che incrementa consapevolezza, autoefficacia, resilienza e spirito di squadra e appartenenza. Chiamateli pure masochisti o incoscienti, ma in realtà quello che emerge dalle varie storie e testimonianze è che si tratta di un mondo fantastico e sorprendente, affascinante e protettivo.

Cosa c’è dietro lo sport?

Tanta passione, allenamenti, incontri, fatica, tante decisioni, presenza, attenzione, focalizzazione. Squadre, gruppi, associazioni. Lo sport permette di assaporare la ciclicità dell’esperienza come nella vita, fatta di partenze e arrivi, incontri e congedi, attivazione e rilassamento, tensione e relax.

Lo sport è una metafora della vita, c’è la crisi e soluzione senza darsi per sconfitti ma accettando e cambiando il corso degli eventi con fiducia e resilienza uscendone fuori sempre più rafforzati. Lo sport rende felici nonostante la fatica; lo sport permette di approfondire la conoscenza di sé stessi.

Un mondo dietro lo sport, tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale.

Questo è lo sport che vogliamo non solo e non per forza vittorie, podi e prestazioni eccellenti, ma anche partecipazioni, esperienze, mettersi in gioco, apprendere dall’esperienza, grandi scoperte.

Che significa fare squadra? Condividere momenti, situazioni, obiettivi, viaggi, cibo.

Fidarsi e affidarsi, confrontarsi e aiutarsi. Essere risorsa per l’altro, avvalersi delle risorse altrui. Essere coraggiosi senza paura, diventare Team Senza Paura.

Davvero un’avventura di corsa da Resia a Rosolina, staffetta di 10 atleti percorrendo la ciclabile del fiume Adige. Il secondo frazionista si è perso, ha deviato dopo 8 km ne mancavano 2km era forte in discesa andava a 3’30” mi ha dato il cambio 50′ di ritardo. Erano quasi le tre di notte correvo forte la 3^ frazione da Laudes – Ponte a Prato allo Stelvio – Campo Sportivo km 9,86, ma attento alle eventuali segnaletiche per terra e davanti, seguivo l’Adige, ascoltandolo, non molto freddo, non molta pioggia, a volte indeciso dove continuare, ho rischiato anche io di andare fuori percorso ma trovandomi davanti i binari sono subito tornato indietro.

Proseguendo c’era una sbarra e sterrato, ma avevo chiesto com’era il percorso e mi aspettavo sia lo sterrato che i laghetti a Prato dello Stelvio, sono andato forte. Paesaggi stupendi, montagne, fiume, prati, colline, meleti e vigneti. Stanchezza, poco riposo, mi ero portato un contenitore con riso, legumi, pane con noci, frisella integrale con olio e pomodorini, mi è durata per il pranzo e cena pre gara e per il termine prima frazione, poi barrette, banane.

Seconda mia frazione era la 15^ da Nave san Felice al Carcere di Trento km 10,90, dopo tanta pioggia un po’ di sereno ma il vento mi bloccava e spostava a sinistra, ma andavo avanti verso le montagne spettacolare arrivando al carcere di Trento.

Uno dei nostri si è infortunato e ci siamo confrontati, qualcuno pensava e proponeva di ritirarci per i due eventi spiacevoli che ci comportava sovraccarico di stress e di chilometri in più, ma il team Senza paura decide di continuare fino alla fine, direzione Rosolina. In squadra avevamo Serena Natolini, nazionale ultramaratona 24h e 100km. Prima della terza mia frazione, la 21^ di km 9,19, con partenza da Bicigrill Avio un posto spettacolare ritrovo di ciclisti, per pranzo pasta in bianco e zuppa di fagioli, mischiando tutto, eccezionale, ed arrivo a Ossenigo.

Nei pressi di Verona ancora qualche dubbio da parte di qualcuno se era il caso di continuare o fermarsi, fare una cena insieme e tornare a casa. Ma non abbiamo mollato, abbiamo ripreso da Verona con una grandissima frazione di Roberto del Negro. È ritornata a tutti la voglia di correre più forte fino alla fine fino a Rosolina. Mi sono offerto per anticipare le mie frazioni o fare frazioni in più ma ognuno ha cercato di fare il proprio meglio cercando di recuperare energie riposando e cercando di mangiare o bere qualcosa.

Al cambio n. 30° c’è la possibilità di mangiare un panino al riso con funghi e melanzane e un riposino nel palazzetto in attesa della partenza di Serena Natolini, molto carica e attenta a curare ogni aspetto per fare del proprio meglio per sé stessa e per l’intera squadra. Incontro anche Sara Valdo, ex atleta della nazionale ultramaratona ed era lì per dare una mano agli organizzatori, le dico che avrebbe corso Serena e così prima della partenza l’ha presentata alle autorità sportive locali per le foto di rito.

Corro la 33^ frazione da Badia Polesine Loc. Bova a Barbuglio di Lendinara km 10,86, alle 3 di notte, la mia 4^ frazione vado fortissimo, senza orologio, scopro di aver corso a 4’31 al km, doveva essere la mia ultima frazione e mi sembrava impossibile avere ancora tutte queste energie, ma avevo tanta fiducia. Quando arrivai al cambio avevo bisogno di defaticare un pochetto, mi aspettava Serena per accompagnarmi alla macchina e poi di corsa al prossimo cambio.

Dorotea non si sentiva di correre la sua 4^ frazione, la 35^ da Ca’ Zen Di Lusia a Boara Polesine Fraz. di Rovigo km 6,91, e mi propongo di sostituirla dopo di un recupero di meno di 1 ora che era la frazione che correva Vincenzo. Parto inizialmente piano per finirla e non farmi male, dopo qualche chilometro mi affianca un atleta e mi supera, lo seguo, va fortissimo ma sono fiducioso e resto attaccato a lui, io senza orologio, lui inizia a guardare l’orologio e dice che dovevamo trovare la postazione del cambio ma niente si continuava a correre, finalmente la individuiamo e vado ancora più forte perché intravedo i miei amici di squadra, avevo corso 8km, avendo la conferma che se vuoi puoi, abbiamo energie residue che nemmeno noi ci aspettiamo.

Mancavano 5 frazioni e potevamo docciarci al Palazzetto dello sport di Rovigo e poi verso Rosolina per la colazione e l’attesa di Serena che avrebbe corso l’ultima frazione, ero contentissimo per lei. Decidiamo di correre con lei gli ultimi 500 metri ed è stato un vero trionfo, avevo avvisato lo speaker che sarebbe arrivata una ultramaratoneta della nazionale e così è stata un grande accoglimento per lei e per la nostra squadra che finalmente abbiamo festeggiato questo grande evento, questa grande corsa contro il tempo, contro le avversità, ma ce l’abbiamo fatta tutti insieme. Serena aveva portato il prosecco per brindare e darsi l’appuntamento per l’anno prossimo, tutto è bene quello che finisce bene.

Il Team Senza Paura si classifica al 9° posto della classifica assoluta e al 6° posto come squadra mista con un temo totale di 35h38’58”

Un po’ di tempo fa intervistai Serena Natolini e sono interessanti le sue risposte.

Quale esperienza ti dà fiducia nel riuscire?Non c’è un’esperienza in particolare. Ho sempre affrontato ogni situazione a testa alta; a volte è andata bene, altre meno, ma da ognuna ho sempre imparato qualcosa. Penso che a darmi fiducia sia la consapevolezza che ogni situazione ci insegni qualcosa e ci faccia crescere.”

C’è una parola o una frase che ti aiuta in eventuali crisi?The moment you’re ready to quit is usually the moment right before a miracle happens (Il momento in cui sei pronto a smettere è di solito il momento giusto prima che accada un miracolo) …DON’T GIVE UP (NON ARRENDETEVI)! Come stato su Whatsapp ho da tempo questa frase che mi dà molta forza nei momenti difficili e mi aiuta a non mollare mai.

Quale aspetto del tuo carattere ti aiuta nell’affrontare gare importanti?Penso sia la mia determinazione e la mia grande forza di volontà. Sono molto testarda e quando mi metto in testa una cosa, non mollo fino a quando non la ottengo. Questo mi permette di allenarmi costantemente in modo da arrivare alla gara nelle migliori condizioni ed affrontarla con grinta e consapevolezza”.

Questo sembra essere un buon approccio, infatti da ogni esperienza si apprende sempre e si porta a casa qualcosa di importante, e piano piano si costruisce sempre di più autoefficacia e resilienza. Insomma, l’essenza sembra essere che non bisogna mollare, è sempre il momento di essere pronti ad andare avanti per trasformare sogni in realtà. È importante potersi ancorare nei momenti difficili a frasi o allenatori interni che ti incoraggiano, che suggeriscono, bisogna sviluppare tanta immaginazione per superare momenti difficili che spesso vengono per poi andarsene. Bisogna solo essere fiduciosi e utilizzare qualche strategia che abbiamo già sperimentato.

A tal proposito segnalo alcuni libri:

Lo sport delle donne. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti

Nello sport non è importante solo la forza, la resistenza e i muscoli, ma è importante sviluppare anche la forza e la resistenza mentale che permettono di andare oltre, di consolidare lo stato di forma. Raggiungere traguardi importanti diventa il coronamento di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo ambito, la ricompensa di tanti sforzi e tanta fatica per ottenere qualcosa che si desidera con determinazione, tenacia, passione e con l’aiuto di qualcuno che sostiene. Lo sport permette di sperimentare la resilienza, non mollare mai, andare avanti e continuare per portare a termine la propria impresa, la propria sfida personale; per alzare gradualmente l’asticella e affrontare gradualmente situazioni sportive o della vita quotidiana sempre più difficili con la convinzione di saperne uscire fuori sempre più rafforzati. Si apprende dalle esperienze, aumenta l’autoefficacia attraverso esperienze di successo o superamento di difficoltà; superare momenti difficili aiuta ad andare avanti, se ce l’hai fatta una volta, ce la farai anche una seconda volta. La pratica di uno sport diventa onerosa dal punto di vista dell’impegno fisico e mentale ma in cambio si riceve tante soddisfazioni, si forma il carattere, si aderisce a dei valori unici e si fa parte di un gruppo di persone condividendo sensazioni ed emozioni uniche.

Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida 

La Resilienza e l’Autoefficacia sono concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo. Gli atleti sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisioni, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, scoprono di possedere capacità insospettate: l’ultracorsa diventa una palestra di vita.

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Cosa spinge le persone a fare sport?

Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazioni che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi.

https://www.libreriauniversitaria.it/cosa-spinge-persone-fare-sport/libro/9788825528275

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

Sito web: www.psicologiadellosport.net

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

INTERVISTA CON GLAUCO PERANI

Sport

INTERVISTA CON GLAUCO PERANI, SOCIO FONDATORE DELLA ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA ATLETICA SPORT TERAPIA RIETI, CHE DAL 1990 PROMUOVE L’ATTIVITA’ MOTORIA/SPORTIVA DI PERSONE CON DISABILITA’ INTELLETTIVA/RELAZIONALE NEL CAPOLUOGO PROVINCIALE.

A lui abbiamo sottoposto le seguenti domande.

– Lo sport vissuto con chi è meno fortunato. Quali emozioni?

Premetto che rigetto, anche nel mio vivere una condizione di disabilità fisica, la definizione della persona disabile come ”meno fortunata”; piuttosto, in prima battuta, la definirei persona ”con bisogni particolari”. E’ indubbio che fra questi, specialmente tra i disabili intellettivi, assume spesso carattere predominante il bisogno di affettività, che si manifesta nei confronti dei compagni, degli Istruttori, dei volontari e finanche degli avversari – sul piano sportivo – in modo naturale e per loro appagante, parte costitutiva del correlato impegno sportivo. La nostra emozione nasce dal vivere in modo partecipe questa evoluzione e manifestazioni dei sentimenti in soggetti tradizionalmente definiti ”handicappati psichici”.

– Come realizzare un intervento educativo, ad esempio, nello sport, come il basket, quando abbiamo davanti la disabilità?

Mi fa piacere che tu parli di intervento educativo perché, nei bambini e ragazzi disabili, attraverso la pratica motoria e sportiva, vengono acquisiti contenuti e comportamenti essenziali al migliore inserimento nella vita sociale, obiettivo di tutti gli interventi a loro rivolti, come la scuola, la formazione, professionale o in situazione, la maturazione della maggiore autonomia raggiungibile in relazione alla patologia. Nello specifico la nostra Società svolge attività motoria di base, giocosport per i più piccoli – con età dai 4 ai 9 anni, inseriti nello Young Athletes Program di Special Olympics Italia, al quale aderiamo, atletica leggera con i ragazzi più dotati e bocce, una disciplina che favorisce lo spirito collaborativo, la concentrazione, il controllo corporeo. In generale, nel corso degli anni, si sono generalmente raggiunti i seguenti risultati:

  • miglioramenti posturali, delle capacità motorie, dell’orientamento spazio-temporale;
  • aumento del benessere psico-fisico e delle capacità di interagire positivamente con gli altri;
  • maggiore integrazione sociale, soprattutto attraverso la presenza costante degli assistenti, perlopiù studenti delle Scuole superiori cittadine;
  • sviluppo dell’autonomia personale e dell’autostima, come acquisizione della consapevolezza di possedere abilità e potenzialità (le medaglie conquistate). anziché deficit e limitazioni.  

– Una serie di eventi, per promuovere, fare conoscere l’attività, si possono vedere, ad esempio, nella vostra pagina facebook, cosa cercate, ad esempio, quando dovete selezionare dei volontari ?

Utilizziamo diversi mezzi per far conoscere la nostra attività, dai social – abbiamo una pagina facebook ed un sito web su altervista, purtroppo poco aggiornati – ma abbiamo un forte radicamento sul territorio. Rieti è un capoluogo molto piccolo con 47.000 ab. circa, nel quale i rapporti personali hanno ancora un peso rilevante; quindi è semplice accedere ai mass media locali e pubblicizzare eventuali iniziative, avere contatti con il mondo sportivo – Rieti è conosciuta a livello internazionale per l’atletica leggera – e soprattutto con il mondo della scuola, dal quale provengono la maggioranza dei membri del Direttivo e tutti i nostri 4 Istruttori. Appunto dalle Scuole secondarie del territorio provengono i nostri volontari, mediante progetti di alternanza scuola lavoro, oltre ad alcuni volontari ”storici” che da anni collaborano con noi.

– Ogni giorno si prova quanto sia importante lo sport per sentirsi meglio. Le cose più importanti da non scordare per aiutare nel migliore modo possibile?

Ovviamente l’attività fisica dovrebbe essere promossa e facilitata in ogni contesto, sia in età infantile – al fine di contrastare il fenomeno sempre più diffuso dell’obesità già a partire dai 6 – 7 anni – adolescenziale, per favorire un più armonico sviluppo muscolo-scheletrico, nella fase adulta (attraverso iniziative dirette a ridurre il ricorso all’auto privata, incentivando l’uso di biciclette e promuovendo una vita attiva) e in quella anziana, per contrastare i fenomeni di invecchiamento, limitare cadute o possibili incidenti, consentire la conservazione del maggior benessere possibile, sul piano psico-fisico. Per le persone disabili, oltre ai comuni benefici indicati sopra, credo di poter dire che la pratica sportiva rappresenti un potente veicolo all’integrazione, al recupero di autostima ed all’acquisizione di possedere potenzialità positive e non solo deficit.

– Il territorio è molto importante per una Associazione. Voi da quanto tempo operate e come vi legate allo sport nel vostro territorio?

Come ho accennato sopra, Rieti è “città dello sport” per eccellenza, ancora oggi in cima alle classifiche nazionali per la pratica dell’atletica leggera (la Società Sportiva Atletica Studentesca Andrea Milardi è ai vertici nazionali per l’attività agonistica junior e senior) e la quantità/qualità degli impianti sportivi, come lo Stadio Raul Guidobaldi, dove si e disputato per molti anni il Meeting Internazionale Città di Rieti, nel corso del quale sono stati stabiliti numerosi record mondiali e nazionali. Grazie alla collaborazione di questa Società e degli Enti Locali, Comune e Provincia, utilizziamo tale struttura per l’allenamento dei nostri Atleti nei mesi estivi, in un contesto integrato con gli altri atleti che frequentano il campo. Inoltre, nei 30 anni di vita della nostra Associazione, abbiamo organizzato numerose Manifestazioni Sportive, regionali e interregionali, nell’ambito dei circuiti della Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale e dello Special Olympics Italia, che hanno visto la partecipazione di centinaia di atleti disabili provenienti da diverse Regioni italiane.

– Come associazione quale messaggio vi piace trasmettere in questo momento di attenzione particolare per la salute?

Purtroppo l’emergenza mondiale causata dalla pandemia da coronavirus, ed i conseguenti lockdown, hanno colpito profondamente l’intero mondo sportivo, che ha interrotto e rimandato per parecchi mesi, ogni tipo di Manifestazione. Anche la nostra Società è stata costretta a sospendere, dal mese di marzo, l’attività del Centro Sport Terapia, che funziona costantemente, da 25 anni, per il periodo ottobre/giugno. Ora stiamo apprestandoci a riprendere le attività, pur con le ulteriori difficoltà derivanti dalle disposizioni governative in materia di COVID 19, in materia di distanziamento sociale, utilizzo dei DPI, sanificazione degli ambienti e delle persone. E tuttavia non ci arrendiamo e, finché i nostri ragazzi e le loro famiglie ce lo chiedono, porteremo avanti la nostra azione – con la massima prudenza e attenzione – consapevoli della necessità di non abbandonare nuovamente nelle loro case persone che, più degli altri, hanno bisogno di vivere la vita.

Intervista con Tafuto Carlo

Sport
  • Risponde alle nostre domande Tafuto Carlo

Istruttore 2°grado federazione italiana tennis

Grazie al tennis possiamo fare sport, iniziare anche da piccoli, come è organizzato il percorso per i bambini che vogliono praticarlo ?

Allora  l’eta’ per avviare i bambini al tennis e ‘identificata sui 6/7 anni,ma  in effetti  la verita’ e’ che si  puo’  iniziare quando ci si rende conto che un bambino dedica un minimo di attenzione pari a 20 minuti in un ora.Quando si inizia, il bambino deve attraversare un percorso che inizia col minitennis,praticamente in questa fase il tennis viene somministrato sotto forma di giochino prettamente ludico in modo da non far pesare nulla sulla fase iniziale.Poi col passare degli anni iniziano i vari step,e’ ovvio che per una specifica su ogni passaggio bisogna sentirci al telefono. 

   Il tecnico sportivo, il coach di tennis che vediamo spesso durante i time out tecnici parla, motiva il giocatore, è uno sport dove si vedono spesso sguardi in campo, verso la tribuna, come secondo te in questi momenti i giocatori giustificano il loro insuccesso in campo, come lavorare per questo colloquio ?

      Per quanto riguarda il rapporto durante i match tra giocatore ed allenatore,non si fa altro che riportare durante la partita tutto cio’ che e’ stato fatto durante gli allenamenti,ma non possiamo parlare di giustificazioni per le sconfitte o andamento cattivo della partita,ma bensi’ analisi logica del match in corso d’opera.    

Fognini un tennista con la T maiuscola, è uno dei talenti che abbiamo visto durante gli internazionali d’Italia, il nostro tennis ha degli ottimi giocatori al momento,. Su cosa si è lavorato bene sino a questo momento e secondo te il tennis arriva alla gente, al cuore dei tifosi, con questi big nei primi posti della classifica ?

    Fognini e’ sicuramente una nostra punta di diamante,grande talento,grande classe,ma peccato per il carattere troppo spesso in controtendenza con questo sport,spesso ha buttato al vento partite  gia’ vinte e fatto brutte figure perche’ non sempre ci si controlla,ma sulla bilancia abbiamo un TOP PLayer dal nome di Matteo Berrettini,nonche’top ten mondiale e grande prospetto per un prossimo futuro,grande potenza esplosiva,grande talento,ma soprattutto grande testa e grande volonta’ di emergere,ingredienti fondamentali per ben riuscire,oltre poi ad altri due nomi buoni  per sognare in grande,Jannik Sinner e Lorenzo Musetti .E quando poi ai vertici mondiali hai tanti ragazzi,e’ ovvio che entri nella testa delle persone e la disciplina prende piede.   

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Arrivare al top durante una stagione prevede una programmazione, tu cosa prediligi e come ti organizzi con i tuoi atleti ?

Non si arriva al top in una sola stagione,ma ci si arriva col tempo seguendo specifici programmi,per quanto mi riguarda il lavoro sul campo prevede modi ed usi  sempre in base all’utenza con la quale si ha a che fare, le scuole che costruiscono campioni sono altre.     

  Come lavorare sui colpi in campo, quando alleni, ad esempio, ti influenza la forza di salto, la capacità di movimento, oppure parti da zero sul movimento, sul gesto, del colpire la palla ?

     Oggi i protocolli di allenamento vengono dettati dalla federazione sempre in base alle scoperte fisiche e biomeccaniche che si fanno negli studi giornalieri sugli atleti di punta.                                                                                                                                                                                                       

      Il momento che ricordi con maggiore affetto della tua carriera tennistica ?

               Il momento che ricordo con maggiore affetto della mia carriera e’ sicuramente la mia prima finale alla quale ho partecipato nel lontano 1983,persa purtroppo,ma sicuramente stella cometa per i tanti successi poi maturati negli anni successivi.   

     Durante il gioco quali sono i fattori ambientali che influenzano il gioco ?

      I fattori ambientali che possono influenzare il gioco possono essere tanti,uno su tutti il vento,non tutti i giocatori si adattano alle condizioni atmosferiche avverse,dipende molto dalle caratteristiche tecniche del soggetto in questione,comunque trovare un buon ambiente generale e’ molto importante.                                                                                                                                                                                                     

    Progetti per la stagione 2020- 2021 ?

                   Progetti x la stagione 20/21 sicuramente curare il fisico,stare bene in salute e trovare situazioni lavorative consone alle mie caratteristiche.                                                                                                                                                                      

Manfredonia sempre più città dello sport.

Sport

Il racconto di Matteo SImone ( Psicologo dello Sport ).

Manfredonia sempre più città dello sport con atleti del passato e del presente che si mettono in gioco, ognuno con i propri mezzi e proprie possibilità, ognuno è una risorsa per l’altro e per il gruppo che cresce non solo numericamente ma anche qualitativamente diventando un punto di riferimento per altri che si vogliono sperimentare nelle acque libere del Golfo di Manfredonia la mattina alle 6.30 in acqua all’Isola che non c’è.Manfredonia sempre più città dello sport con diverse modalità e gruppi che invogliano a mettersi in gioco e a sperimentarsi gradualmente con fiducia e resilienza.

Che succede a Manfredonia? È facile imbattersi in qualcuno che fa sport e che ti invoglia a fare un’uscita in compagnia, soprattutto se si tratta di un campione come Filippo Castriotta, meglio conosciuto come “Il pirata del Gargano” per i suoi trascorsi in bici sfidando i campioni del ciclismo locale e ora fortissimo ultrarunner già sul podio di due 100km a Torino e nel Gargano.E vuoi mettere una location come la città di Manfredonia alle porte del Gargano tra mari e porti, al tramonto? Questi sono i regali dello sport.Lo sport permette di sperimentare sia benessere che performance, fa rincontrare vecchi amici e ne fa conoscere nuovi amici, fa conoscere nuovi luoghi e nuove culture, fa apprezzare luoghi e persone. Lo sport abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi.

Non c’è un età per iniziare o per smettere, se sei stanco puoi rallentare.Il treno dello Sport raccoglie gente e le porta in giro per allenamenti e gare, per faticare e divertirsi insieme, per sperimentarsi e mettersi in gioco, condividere partenze, percorsi e arrivi. Questo è lo sport che vogliamo, uno sport che rende felici nonostante la fatica.Conosci la Puglia? Il Gargano? Manfredonia? Lo sport diventa un treno che ti porta in giro per continenti, nazioni, città e paesi per sperimentare fatica e condivisione, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Non c’è un momento preciso per salire sul treno dello sport, è sempre il momento per provare, per iniziare; non c’è un’età per smettere ma è importante ascoltare le proprie sensazioni e apprendere sempre dall’esperienza. Il treno dello sport a volte passa e bisogna farsi trovare pronti e decisi per prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi, monti, mari e spiagge.Lo sport avvicina persone e incrementa consapevolezza corporea, mentale, amorevole e ludica, apprendendo sempre dall’esperienza trasformando errori in perle preziose e utili.Nella vita prima o poi lo trovi uno Sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi.

Non c’è un’età per iniziare o per cambiare uno sport, importante è quello che si sperimenta e a volte le sensazioni e le emozioni sono ricche e intense. Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza e portare a casa sempre insegnamenti. Lo sport permette di sperimentare tanto, dalla fatica negli allenamenti e nelle gare alle soddisfazioni per essere riuscito a raggiungere propri obiettivi. Si impara a conoscere la vita come ciclica, tensione e rilassamento, fatica e gioia, sconfitte e vittorie, seguendo proprie direzioni che portano a mete e a raggiungere obiettivi difficili e sfidanti ma raggiungibili, cercando di trasformare sogni in realtà. Sali in carrozza, la carrozza dello Sport, fatti trasportare e coinvolgere, contribuisci a spingere la carrozza con la tua volontà e le tue forze, segui un coach o un atleta più esperto o diventa il coach di te stesso, non aspettare il momento migliore, non rimandare, è ora il momento. All’inizio può bastare anche un solo minuto al giorno, il resto viene da sé, sperimentando sempre più benessere e performance. Lo sport diventerà la tua vera zona di comfort, fidati. È importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.

Si impara sempre dall’esperienza, l’importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente, migliorando. Solo chi fa sa. Lo sport che vogliamo è competitivo ma non aggressivo; uno sport dove si rispetta sé stessi e gli altri, dove si può sperimentare uno spirito di squadra accogliente e rispettoso dove c’è posto per tutti e ognuno apporta il proprio importante contributo; uno sport dove la fatica e l’impegno vengono ripagati con riconoscimenti e attestati di stima e di rispetto. Lo sport che vogliamo è lo sport che ci permette di metterci in gioco apprendendo dall’esperienza; uno sport dove si sperimentano sensazioni ed emozioni; uno sport che fa ritornare a casa soddisfatti e contenti.

Lo sport è un mondo dove si può scaricare tensione, dove ci si può mettere alla prova, dove puoi sentire il tuo corpo, dove ti puoi testare, dove c’è un percorso, un inizio e una fine, come nella vita, dove trovi tanti compagni di viaggio lungo percorsi sconosciuti, un mondo dove si attraversano ansie, tensioni, paure, stanchezza, incredulità, gioia, precarietà: niente è stabile, niente è per sempre.

Sullo schermo ” Sandro Castorina “

Sport

Dove siamo rimasti nel basket, prima della pausa, prima di riprendere a camminare, con tutti i problemi che lo sport deve affrontare. Il settore giovanile rimane protagonista, sopratutto nella ” volontà ” dei giovani atleti di fare sport, la pallacanestro, in aggiunta, è uno sport con la palla, dei fondamentali, con un allenamento tecnico ed atletico. Ospitiamo Sandro Castorina, per parlare del suo sito web BASKETASK, che mette in evidenza, con noi, il ruolo del settore giovanile, del responsabile tecnico, la differenza tra Istruttore e Allenatore, commentando gli attuali problemi del ” fare ” pallacanestro.

Non possiamo ” giudicare ” l’attività sportiva, come vedi nel video, la ospitiamo, per farla andare avanti, sapendo anche tutti vorrebbero il ” modello di giocatore ideale ” da allenare, invece, possiamo sfruttare l’idea di fare sport insieme, di continuare a fare basket, di apprendere come giocatori e giocatrici, fondamentali tecnici, anche in questo periodo.

Filastrocca in campo.

Sport

PLEASE DISPLAY THE TEXT in that specific location.

Quindi possiamo dire : motion contact with the ear, contatto di movimento con l’orecchio, se è giusto, nascerà in web radio, uno spazio, che stiamo studiando, così would appear, apparirebbe questo Giuseppe Di Summa, anche con i suoi corsi personali, la parola è proprio function nel senso di funzione, la forma sarà the same force move by set out from Di Summa studies, la stessa mossa di forza da parte degli studi Di Summa

Lo studio al quale mi sono dedicato.

Comportamento, ricerca, figura, riunione

Giuseppe Di Summa a lungo si è interessato di politica, tutto inizia con la lettura dei giornali, i telegiornali verso gli undici anni, dopo divento fan di un partito i ” verdi “, un partito che ho sempre amato, come Pannella, i Repubblicani, che sono il primo partito che ho votato, essendo da sempre un liberal-democratico. Siamo allo scontro, nel partito politico, che poi è divenuto tesi di laurea, per me anni dopo, tra grande partito e piccolo partito, il secondo è da sempre in una piccola cronaca, io mi ricordo che mi sedevo alla scrivania ripetendo, da bambino, il programma dei verdi a memoria, simulando una trasmissione televisiva. Il partito, come ognuno di noi ha la sua identità, si è allineati, oppure no, contro la società capitalistica, nel caso degli ambientalisti, spesso si critica, giustamente, il capitalismo. Spesso in politica si rinuncia a molte delle proprie idee, a vantaggio di un leader, di un gruppo di persone che ci conquista, che crea un movimento trasversale, a volte anche populista. Oggi Giuseppe Di Summa, guarda con favore alla Lega e Fratelli d’Italia, tra i nuovi partiti, non essendo in linea, da tempo, con quella che è la sinistra, La cognizione della cultura politica, si decide, grande o piccolo partito, nel giudizio oltre che dei giornali, anche dei funzionari nei loro uffici. Molti hanno progetti di ricerca in politica storici e sociologici, spesso arrivano ad una disparità, con le valutazioni, a me tocca Parlare e dire di Politica, il Ritorno del Campanile, che trovi assieme alla letteratura, sulla mia pagina di ACADEMIA EDU. Dentro la cultura, quella politica, è evidente, che ci si allena al mondo, cercando di rifiutare il meno possibile, anche la sinistra, vale la pena ricordarlo.

“Programmi ed indicazioni didattiche. Lo schema e il resoconto”

— ” La filastrocca del Minibasket “- Cultura e benessere


Up to the present – To play at home

Questa mano possiamo definirla, per noi che abbiamo compiuto il ” the first step “, il primo passo, per leggere e scrivere, online, un raggiungimento ufficiale di un ” word ranks “, un rango di parola, per restare solo, online s’intende, un ” author of words “, un autore di parole.


Il metodo indiretto

Come gli altri parlano di…………………………

Giuseppe Di Summa inizia la sua attività in web radio nel 2014, il percorso si chiama PLAYLIST, anche qui il modello deve entrare nel mondo reale. Per me funzionava così da bambino, con un FESTIVAL ORO, una gara tra le canzoni dell’estate, cosa che ho poi portato nelle trasmissioni, da quei Festival usciva spesso una HIT INTERNATIONAL, questi sono stati i miei ANNI DELLA MUSICA. Oggi siamo nel 2021, non basta l’ascolto come comportamento, il mezzo web media con le sue tecniche, quindi sono arrivate le LETTURE DEL MONDO WEB, con la nuova generazione GIOVANE ITALIA, il modello si completa, la massa degli ascoltatori musicali, mantiene o meno, nel tempo, una mentalità, questo è il motivo del farmaco, del suono, come egli dice, se lo dice, stile anni 80/9’0 o meno, quando il cibo preferito lo cantava, ad esempio, Madonna, le parole, gli insegnamenti, li recitava, con voto alto, Nicole Kidman, che sono da sempre entrambe, nel mio cuore, a me piace come lo dicono loro. La teoria, spesso, deve accettare la sfida della sintesi, Le figure leggendarie, del reparto artistico, di una radio ad esempio, aiutano, visto che sono capaci di fare conoscere una immagine verso l’esterno, si lavora, anche per l’inquadratura giusta, per la visualizzazione come si dice oggi, devi dire anche questo, si misura alla luce della particolare importanza, che il web decreta, oggi la promessa, anche grazie al web, di fare amicizia, di salutarsi, di fare cose insieme, su queste vigilano dall’Osservatorio dei social, nei vari Comuni, si deve garantire, spesso in modo modesto, grazie alla musica, al cinema, una proposta, per mettere in rapporto bambini, ragazzi, adulti.

“Quando il sole sulla terra cadrà il nostro amore scomparirà.”

— Giuseppe Di Summa

Gave a shoot– La filastrocca del Minibasket è la nostra parte EDUBLOG.

Per questo video possiamo dire una sola frase ” from that time he look just basketball “. Molti vogliono che l’esaminatore sia la palla a spicchi, anche nell’Economia Aziendale, Il banco di prova è sempre “cosa continua a legare un partecipante ad un gruppo “, meglio detto ” learn to work a team “, imparare a lavorare in squadra, questo crea il tecnico nel senso “ task in turn “, attività a sua volta. Per l’attività della palla a spicchi, che vedi nel video, è stato portato nella FIP, il Dott. Giuseppe Di Summa, come Istruttore Minibasket, per null’altro, lo spazio, la connessione, aumenta, grazie al nostro E- Book, programma, sito web, on to express location, si traduce in inglese, che sono nel campo, con la palla, la posizione espressa, in una semplice location, a pochi km da casa, la nostra vera casa.


Interviste e questionari

Il punto di vista

Potrei essere scrivilo tu…………………………..

Nasce SCRITTORI E SCRITTURE, è ovvio che un testo noioso, non affascina, siamo in uno spazio ” omaggio ” del Blog. Per molti bisogna essere ” sincero “, risparmiare, risultare nel web.

In questo caso scrivilo tu diventa un ” un poco, un pò ” una espressione di tempo. Stando attento a non cadere, stando attento a non morire, oggi nel 2021, lo scritto è una spugna, che assorbe tutto quello che ha davanti a lui, spesso, come sempre, quando si cambia un valore, per denaro, si hanno sempre delle obiezioni. Per molti la risposta, alla domanda, è un mistero da inseguire, facendo lo sbaglio che sia custodita, nella mente, della scuola, senza cambiare valore, quello scolastico, si torna sempre d’attualità, nel fare scrittura. Non sono sul blog, per riconoscere punteggi ai docenti in maniera precisa, cosa che non mi riguarda, siamo alla comune fatica, di uomini e donne, nello scrivere, nell’essere in tal senso volenterosi. Spesso, giustamente, s’invita a leggere e lasciare perdere ogni vanità, sapendo che il libro, lo scrittore, nella fitta nebbia, deve sapersi muovere, come in un bosco incantato, restando lontano dalla stravaganza, per dare a quello che mette sulla carta un effetto concreto, che non sia il ricordo, della mente, di tipo scolastico. L’amministrazione, della rubrica SCRITTORI E SCRITTURE, da mantenere aperta con la web radio, la politica, la storia, lo sport, molti riflettono su come dare motivazioni, volontà ai figli, a tenerli il giusto lontani dai curriculum ufficiali, a coltivare il proprio talento, la propria passione, molti in passato hanno sorriso su questa mente, sul valore dello scritto, è la mano industriosa che crea valore, non solo la zucca sapiente, non lasciarti dire che sei un genio oppure pazzo, come se la tua mano non avesse mai scritto, mai lavorato, non basta essere ingegnosi, come scrittore, oggi molte scritture hanno qualità specifiche richieste dal commercio, di libri, ad esempio, ci si prepara di continuo a vivere per il futuro, ad incontrare generazioni, che l’innovazione dovranno viverla, non solo tenerla a mente.


Gli obiettivi di un corso

” La pazienza di leggere / competenza/ allenamento/ piano

“Nel solo ricordo possibile, nel silente mare azzurro, la vita insegna molto, vedi le stelle lontane ” – G. Di Summa


PERCORSO DI AUTOFORMAZIONE

IL LAVORO DI ALLENAMENTO E LE SUE DINAMICHE

Per molti bisogna essere ” scritti per strada “, qui siamo ” bloccati “, per altri abbiamo ” sempre un link da seguire “, è questo il nostro ” confronto “, con Giuseppe Di Summa non troverai uno spazio, di canali di ogni tipo, aperto per la televisione, la radio, il cinema, siamo ad un Blog personale che si manifesta in proprio, per il fatto di essere ” personale “. Non andremo nei media ufficiali, non abbiamo ” notizie per essi “. E’ sostanzialmente simile, un progetto, un programma nello sport, poi diviene personale, lo fai solo tu, lo proponi, con il tuo ruolo, le tue valutazioni, in un centro. Noi partiamo con uno schema di sviluppo cultura e benessere, siamo ancora nella Fip, era il 2001, nel rapporto tra scuola e basket, abbiamo fatto lo stesso di un movimento, del quale facciamo parte. Il secondo passaggio, dopo il progetto sport e genitori, è la pausa nella scuola, il movimento sportivo, accoglie, l’analisi, accoglie il nostro movimento sportivo, nella lezione, ” le nostre risorse i fondamentali ed il gioco “, il rapporto con il movimento del basket, è andato a buon fine. Abbiamo saputo, poi nel 2021, che ci giocavamo la maggiore superficie possibile, come vedi nei video, per usare le nostre mani, le nostre dite, sul pallone, il rapporto tra giocatori di basket e partita, non è solo professionistico, chi lo ha perso nel 2020-2021, quando da amatore lo ha potuto recuperare per pochi momenti, ha capito che il lavoro in corso, con l’ausilio delle norme di sicurezza, è quello di farne una ricostruzione, come abbiamo fatto noi nel 2019, sperare nel ritorno di superficie e palla per tutti. In passato, quello della superficie, del suolo, nazionale, è stato ruolo della Educazione Pubblica Nazionale, in diversi stati, noi possiamo solo dire, al ” logo “, a chi lo ascolta, che il metodo costruttivo, è quello di vedere il metodo di Giuseppe Di Summa, non quello di un Tecnico Federale, anche importante, che ha lo stesso suolo, rappresenta l’educazione pubblica, con noi siamo ad un programma personale, ci accorgiamo di cosa significa, oggi, per molti di noi autostima, nel correre, ad esempio, spesso, in passato, si è scelto, oltre al suolo, anche l’illustrazione italiana, a chi scrive piace il binomio italiano ed inglese. Il basket rimane sempre ” bello “, chiede a tutti di fare vedere cosa conosciamo, l’ effettivo lavoro che abbiamo realizzato, anche in modo facile da comprendere, che è quello che ci ” vuole il fisico”, per sopportare i carichi. Ricordate che l’allenatore sa il gioco vero e proprio. Giuseppe Di Summa è un passo indietro Istruttore – Educatore- Giocatore di Minibasket e Pallacanestro, ha ancora parti del gioco vero da conoscere, anche se si fermerà a questo ruolo, in modo ” multi- sport “, quindi come previsto una ricerca di ” multi-sportività “, con uno studio di fattibilità, ricordando che Istruttore e Coach hanno due modi diversi di comunicare, con una squadra, anche per l’uso della voce, seppure si confrontano in un modo di lavorare tecnico- motorio diverso, come nella diversa conoscenza del gioco.


“Potrei essere un semidotto, un semifilosofo, nella fitta nebbia, un verso antico colpisce alla schiena, non è più formula moderna, dicesti.”

— Giuseppe Di Summa

“Sono innamorato di una sfida che si chiama vita”

–Giuseppe Di Summa

“E’ VECCHIA LA STORIA MA A FURIA DI SENTIRLA E’ SVANITA DALLA MEMORIA.”

— Abbiamo tutti avuto addosso gli occhi della ” psicologia “, per la nostra maturità, siamo entrati in ” un girone “, sapendo che, a proposito della frase di sopra ” è vecchia la storia ma a furia di sentirla e svanita dalla memoria “, a nessuno sfugge il legame tra memoria e stato depressivo, si ricorda di meno, quindi nel ” girone ” è ” apparsa la frase te lo ricorderemo noi “, oltre agli interessi culturali bisogna sapere immagazzinare l’informazione giusta, qui la memoria, quella ufficiale, ci vuole. Molti tecnici, anche federali, ci hanno aiutato rispondendo alle nostre domande, questioni, altri ci hanno visto, da compagni di classe, un simpatico rompiscatole, se dal ” girone non esce con la memoria “. Oggi Giuseppe Di Summa ha 48 anni, oltre alla depressione, si deve interessare, lo farà, di teorie dell’invecchiamento, il motivo, l’istinto, la posizione, per molti sono subito decisione, azione veloce, seppure nell’azione comunicativa, ci sono dei tempi, non così veloci, bisogna aspettare, anche di parlare inglese. Quindi anche noi dobbiamo sapere custodire le news, le nostre informazioni, sul nostro Blog, al riparo da ogni rischio, Spesso tutto di conclude, come interesse, sul nome filastrocca, nella tradizione dei nostri padri, pronunciato in italiano. Il nostro ” girone ” è stato pianificazione teorica, prestazione peggiore, svolgimento attività, che diventano ” quattro “, con il famoso ” lei chi è “, quindi in questo siamo stati impegnati, nella notte, spesso in casa, entra le predizione, giusta, della ferita, del colpo della frusta, diciamo predizioni che può fare solo chi fa il lavoro di segreteria, alla ricerca del punto, come della virgola, che chiede di fare il punto, ti ricordi eri un Istruttore, seppure nel ” girone “, nel ” campionato ” , non hai quello che loro cercano. Decidere, cosa fare sul pavimento, sulle superfici diverse dello sport, è cosa importante, noi abbiamo un ” correre, saltare, camminare, bisogni primari anche in una città “, quando sbagliamo direzione, spesso è anche per il fatto che non siamo due gocce d’acqua con chi ci si aspetta, in quelle comunicazioni, che dobbiamo essere bravi a coinvolgere e non scavalcare. Spesso non si fa bene attenzione ad un foglietto, ad un sns, ad un messaggio, pensando che questo ” per noi non è lavoro “, anche se non si può cantare della gioia, dare solo complimenti, ai nostri ospiti, bisogni coinvolgere anche loro nel ” girone del campionato “.

INTERVISTE ED ARTICOLI

LELIO BIZZARRI : SPORT E DISABILITÀ

LINK : LA PREPARAZIONE FISICA – DAL MINIBASKET ALL’UNDER 13

INTERVISTA CON GLAUCO PERANI

INTERVISTA CON TAFUTO CARLO

MANFREDONIA SEMPRE PIÙ CITTÀ DELLO SPORT.

IL BASKET : IL VALORE EDUCATIVO DEL GIOCO E LE PRATICHE DELL’INSEGNAMENTO

PSICOLOGIA DELLO SPORT : CLAUDIA MAFFI

INTERVISTA A STEFANO PORCINI

INTERVISTA A LORENZO LARRY LEOPIZZI

INTERVISTA A SARETTA DOMANIN

LE GIORNATE DELLO SPORT- CULTURA E SALUTE MENTALE

IL MINIBASKET IN CARTELLA.

ANNAMARIA FANTINI – INTERVISTA.

LINK : PARIS BASKETBALL

VIVAIO

VALORIZZAZIONE

LINK : ATHLETA MAGAZINE

LINK : ATHLETA MAGAZINE

LINK : EMANUELE ISIDORI – FILOSOFIA DELLO SPORT –

INTERVISTA A HEATHER REID

BRUNO BOERO – “SILL@BASKET”

INTERVISTA A FLAVIA CHIARELLI

LA CARTA DI TORONTO PER L’ATTIVITÀ FISICA E L’IMPORTANZA DELLO STILE DI VITA ATTIVO

Abbiamo sempre un link da seguire, in questo caso interno, un punto nella nostra rete, spesso nella struttura sportiva si è connessi dal punto di vista terapeutico, questo è molto importante come ” compito motorio, relazionale, terapeutico “. Il migliore editore è quello che ti ricorda che il terapeutico va creato con i ” nostri soldi “. Spesso, nel proprio compito, si vuole essere duri e puri, fare i numeri precisi del movimento di cui si fa parte, considerare una formula normale, quella che ha un valore gerarchico.

“Luce sullo spazio MULTI- SPORT”

–FILASTROCCA DEL MINIBASKET

MINDFULNESS PER LO SPORT

“LO SPORT DELLE DONNE.

VITTORIO BRANDI ALLE OLIMPIADI

State leggendo, in modo gratuito, il materiale selezionato dal blog CAMBIO GIORNO, che sino al 2019 era lo spazio del nostro divertimento. Quando Giuseppe Di Summa era bambino aveva in mente un ” networking “, radio e tv, mi sarebbe piaciuto farlo a San Marino, avevo anche io in mente il mio girone e il mio campionato, che chiamavo ” tennis open “. Nella vita essenzialmente sono un Istruttore Regionale Minibasket, niente di più, è ” tutto lo sport nella mente “, che è apparso tra i pensieri della notte, a volte entrare dentro la notte, per ricostruire uno studio, passa anche per il sapere ” entrare nel pensiero “. Nello sport, spesso di notte il corpo riposa, non solo durante il giorno si affrontano, per fare sport, molte penitenze e digiuni, questo entra subito nel pensiero, spesso sul nostro palmo della mano, sappiamo quale sia la notizia che riguarda noi. Una materia esercita una forza di attrazione reciproca, forse il Basket si aspetta di essere ” molto seducente “, è uno sport, per chi scrive molto bello, anche se il mio preferito è il Tennis, per potere codificare bene, bisogna essere concordi, pensiero e parole vanno insieme, vivono le stesse emozioni, come una moglie, lo sport, il tuo, si aspetta che da te modi affettuosi e devoti. Finta la notte arriva ” la musica etnica e la contaminazione “, nessuno pensa subito così, in molti vorrebbero casa loro, il loro paese, E’ stato, ad entrare nella tua stanza, riempendola di cose, di materiale, che non va nel cesrino quello che è il bello, diciamo è bello oggi con i like, i mi piace, dando eloquenza, in inglese nice it, quindi il concetto migliore, in modo che fuori casa, nel campo, nella palestra tu sappia dove andare. Dove sei ? Dove vai ? Spesso l’intolleranza, il darsi battaglia, passano per sapersi incontrare, sapere dimostrare di essere esperto, conoscere le ricerche. Chi scrive non ha lasciato questo tipo di incontro per chi studia economia, come leggi sopra, mi occupo solo di Scienze Politiche, tutti vogliamo tornare a passeggiare, a vivere, nella città europea. Il materiale deve essere caricato bene, abbiamo lo spazio http://www.filastroccamb.it, il programma è completato, con i miglioramenti che cerchiamo nella rete. Noi siamo per un approccio ” multiculturale “, non solo, debbo aggiungere, che nella notte, dentro la notte, è la ” pace ” che si è inserita in noi, sapendo che lo sport si evolve in modo scientifico, lo stesso livello minibasket, entra in un livello socio economico, ha le sue notizie spontanee in sorte, ha gli stessi luoghi, lo sport quando parla avvicina ricchi e poveri, laureati e non, italiani e stranieri, se devi inserire la tua storia di vita ti chiede di farlo con questa ” notte ” nella testa, si sa devi registrare il record, lo sforzo fisico, l’allenamento, la capacità di sopportare lo stress, la struttura, nei suoi commenti, può essere positiva oppure negativa, spesso quello sul quel riflettiamo di ” notte ” non lo si capisce, si passa alla perdita del sonno, che allo sportivo non fa bene, come lo stare senza pensieri essere svagato, ti si chiede di registrare il record, di farlo. Oltre al negativo, al positivo, al tipo di record, di registrazione, nella struttura si confrontano la presenza e l’assenza, chi sa realizzare, nel tempo, una presenza consolidata, ha l’immagine, rende possibile la visione, il corpo dello sportivo, spesso si deve preparare all’attività, può scegliere, tra i vari coach in concorrenza, come farlo, spesso tra società vi sono elementi comuni, che rendono il territorio pieno di una tradizione sportiva, che accomuna, altre volte vi sono offerte assai diverse.

SPORT SENZA FRONTIERE

INTERVISTA A VERONICA BRUTTI.

INTERVISTA CON VERONICA BUDAI PSICOLOGA DELLO SPORT

INTERVISTA A LORENZO BONETTI

GOOGLIAMO

COACHING INTERVISTA CON GIANCARLO FORNEI

PSICOLOGIA DELLO SPORT INTERVISTA A MATTEO SIMONE

INTERVISTA A STEFANO CALZOLARI SUGLI US OPEN EDIZIONE 2016.

IN LINEA CON CAMBIO GIORNO.

Dal mese di Aprile 2021 la Filastrocca del Minibasket torna ” indipendente ” dal sito CAMBIO GIORNO, con la quale è stata in linea, abbiamo da riflettere sui TEST USATI , come le simbologie creative e le mappe mentali, spesso la ” decisione ” di fare allenare o meno, passa per una struttura aziendale, noi siamo con i nostri POST uno spazio aperto, con una lista di controllo, che leggi, sul Blog CAMBIO GIORNO, della Filastrocca, per essere formali, con un clima piacevole, sapendo che la decisione su di noi riguarda sempre l’allenamento di bambini tra i 5 e gli 11 anni, con l’aggiunta dello sport amatoriale di livello base, aperto a tutti. La tecnologia deve essere abbastanza matura, nel senso che la linea si occupa di ogni attività, che riguarda la Filastrocca, che deve funzionare, dipende, dalla struttura sportiva, questo funzionamento, da come si presenta nella seconda parte del 2021, particolarmente in un momento di pausa come questo, scrivere struttura ereditaria di trasmissione, vuole dire che la trasmissione nella struttura dura ore, minuti, secondi, ricostruito questo minutaggio, abbiamo, con il collegamento sul Blog CAMBIO GIORNO, avuto il termine di quanto tempo, minuti, spesso, abbiamo a disposizione per la nostra ” comunicazione “, in una struttura, ereditata dalle ore di sport, descritte e vissute nel Minibasket.

Sullo schermo ” Matteo Vagli “

Blogging, Sport

Intervistiamo per la nostra rubrica uno psicologo dello sport Matteo Vagli, che ci spiega come gli sportivi, i praticanti,nel creare la loro performance, non si contrappongono al bisogno che viene dall’intervento di uno psicologo dello sport.. Nell’intervista una interessante riflessione sull’essere sportivo, sul rapporto tra lo sport e la socialità, oggi alla luce del periodo che stiamo vivendo. Possiamo anche ascoltare, nel rispondere alle domande, un passaggio dedicato agli studenti, non solo per l’importanza della promozione sportiva tra i giovani, si sottolinea nel rispondere ad una domanda, anche il bisogno di motivazione che hanno i giovani nello studio.