Sport

Coaching con Nico Delfine.

“Change is promoted by questioning the usual software of our mind activated in the life experience”

foto bari con nico delfine

Il percorso del 2018 con Nico Delfine di Giuseppe Di Summa lo puoi ascoltare nell’audio qui sotto.

Per cortesia devo dirti che non è sempre lì, a Bari, come vedi nella foto, ma che ci siamo trasferiti, per il coaching a Oria, nel 2017, a Latiano e Francavlla Fontana, nel 2018.

Sport

Je m’appelle Joseph

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Les phrases en français à propos de moi

Je m’appelle Joseph

Moi, c’est Joseph

J’étudie français depuis huit mois

C’est mon dernier examen,

Je travaille dans le sport

Je suis un coach de basket

Je suis en sportif depuis trente ans.

J’ai un diplôme en comptabilité

Ma matière préférée c’est la phylosophie.

J’ai passé une année comme objecteur de conscience

Je ne suis pas marié

“La vie est une phrase interrompue”

(La vita è una frase interrotta)

Victor Hugo

 

 

Sport

Etre instructeur de minibasket

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Il faut être du côté des enfants, il est clair que dans les parcours de formation et d’éducation des plus jeunes, ces derniers sont reliés à l’instruction qu’ils reçoivent, l’école valorise capacité et habilité, les transforme en connaissances. Il semble donc évident que nous connaîtrons aussi un enfant qui aime lire, ou bien apprendre les tables de multiplications. Ici c’est l’école qui a rempli son rôle, l’école intervient mieux avec sa formation. Par la suite, le sport saura également faire la même chose, soit créer en partant des habilités, des compétences, qui seront les connaissances d’une discipline sportive.

Clip

Le rôle de l’entraîneur.

– L’instructeur est dans la dimension du jeu, c’est-à-dire dans le parallélisme entre l’élément studieux qui : observe, élabore des hypothèses, expérimente de nouvelles solutions, et les actions d’un enfant qui joue : observe, élabore des hypothèses, expérimente de nouvelles solutions.

Quoi faire ?

1- Les exercices

L’expérience motrice doit correspondre à un « vécu positif ». Les espaces, les temps, les instruments disent que l’enfant, au sein de ce gymnase, est capable de savoir faire assez de choses, avec fair play, il manque souvent cette connaissance de sa santé et de son bien-être, qui influence l’activité.

2- Le jeu

Le schéma classique qui consiste à se présenter et faire voir des jeux ne fonctionne plus si on ne comprend pas le « pourquoi » du jeu. L’élément commun est le jeu, qui doit savoir s’adapter à l’enfant, en sachant que nous devons encourager pour un résultat ludique-formatif et non technico-tactique.

Le modèle du minibasket devrait :

Soigner l’aspect des choses qu’ils doivent savoir ;

Ce que je suis en train d’apprendre et quand j’ai besoin d’habituer les enfants à utiliser leur tête

Faire attention à la compétence et à l’apprentissage technique en sachant qu’il y a abandon s’il y a trop peu d’espace.

Comment l’instructeur doit aider l’enfant ?

En lui permettant d’acquérir des connaissances utiles

Le conduisant à apprendre des habilités qui sont nécessaires pour pratiquer le minibasket

Le faire s’emparer des meilleures connaissances pour jouer un match

Savoir enseigner avec une théorie et une méthodologie des activités motrices et sportives, en sachant très bien que l’éducateur sportif, qui travaille avec les enfants dans le cadre de l’introduction au sport, bien souvent ancien athlète par choix des clubs, doit savoir utiliser toutes les raisons spontanées liées au jeu et au plaisir de bouger.

Sport

Intervista a Flavia Chiarelli

Flavia_Chi Sono_Giorgio Violino

Sport marketing manager in che cosa consiste, a chi si rivolge, come è iniziata questa tua attività professionale ?

Lo Sport marketing manager è una figura piuttosto trasversale, che può operare in azienda, al servizio di uno specifico brand del mondo sport, oppure in agenzia, mettendosi al servizio di diversi clienti e progetti:

Terza opzione,come nel mio caso, in completa autonomia in modalità freelance.


In una personale visione dello sport marketing management, la mia missione è offrire soluzioni integrate di comunicazione e promozione, rivolte a tutti coloro che vogliono fare dello sport un’attività professionale.

I miei target principali si suddividono perciò tra:

– atleti e sportivi professionisti: ai quali offro servizi di consulenza nella gestione della propria immagine rispetto a sponsor e progetti fino al più completo servizio di gestione dei diritti di immagine e quindi di Manager sportivo.

– guide alpine, società sportive, gruppi alpinisti che hanno bisogno di imparare a comunicare e promuovere nel modo corretto i propri servizi sul Web, e non solo.

– aziende e operatori del turismo, specialmente montano, poiché attualmente è il campo in cui mi sento più forte e competente.

La mia avventura ha avuto inizio nella primavera del 2016 quando, da poco trasferita in alta montagna, in un paesino della Val di Susa, avevo terminato la mia prima esperienza di lavoro stagionale come segretaria in una scuola Sci. In quel momento, dopo quasi un anno fuori dal mondo aziendale, ho capito che volevo tentare di creare un mio modello di business unendo le competenze acquisite da anni di studio e lavoro con la mia grande passione per gli sport Outdoor.

Ed è così che tutto ha avuto inizio..

Recentemente hai presentato il tuo nuovo spazio web, come ti trovi su Internet, come pensi di interagire con i tuoi utenti ?
Utilizzo e amo Internet praticamente da sempre, o comunque da quando ha iniziato a diventare parte delle nostre vite quotidiane.

A partire dall’utilizzo in forma privata, ho sempre voluto testare i diversi strumenti e canali di espressione ( messenger, chat, social network, mailing e cosi via), coltivando per anni l’idea di uno spazio contenitore nel quale racchiudere il mio mondo. Un tempo era MySpace, oggi sono i Blog, personali e aziendali.

Sono curiosa di natura, amo molto scrivere e l’interazione è il mio pane quotidiano, perciò posso affermare di essere piuttosto a mio agio nella rete.

L’interazione con il proprio pubblico credo sia qualcosa di delicato e sottile, che va coltivato nel tempo, puntando maggiormente alla qualità che alla quantità dei contenuti proposti.

I canali sui quali preferisco colloquiare sono sicuramente Facebook e Instagram, i social network che conosco ed utilizzo maggiormente, dando via via da oggi sempre maggiore spazio all’approfondimento che solo uno spazio come il Blog può offrire.

Sto pensando in futuro di approfondire i tools dedicati ai contenuti audio, come i podcast e video, come Youtube, poiché creano un’interazione ancora più forte con il pubblico di riferimento e con e proprie nicchie.
Si legge nelle tue note biografiche che ami lo sport di fatica, ti appassiona la montagna, oltre che provieni anche dal mare, secondo te come è il legame tra sport e turismo, come valorizzarlo ?
Questa è una bellissima domanda!

Credo fortemente nel connubio tra il territorio e lo sport.

Le aziende turistiche più illuminate, hanno compreso da molto tempo l’efficacia incredibile che il linguaggio sportivo può avere nella promozione e comunicazione dei propri territori.

Io per prima, ad esempio, spingo l’utilizzo degli sport Outdoor – quelli cosiddetti di fatica o comunque meno convenzionali e seguiti dai grandi circuiti mediatici- in un’ottica di promozione  del territorio montano, e non solo.


Alcuni punti di valorizzazione su cui mi piace lavorare potrebbero essere:

-la creazione di contenuti multimediali a cura di professionisti dell’immagine, che sottolineino questi aspetti, parlando al pubblico attraverso le attività che si possono volgere su un certo territorio, al di là del consueto connubio cibo&vino molto amato in Italia.

– investimento in  grandi eventi che siano però anche di interazione con i turisti presenti ( pensiamo alle famose gare di sci alpinismo o di corsa in montagna che si svolgono nelle nostre regioni Alpine  e che si trasformano in una vera e propria festa per il territorio);

– la creazione di contenuti multimediali ad hoc per le nuove piattaforme social, attraverso la costruzione di Blog tour con blogger e stampa specializzata, che vivano in prima persona e raccontino il territorio attraverso i loro occhi, creando identificazione nel pubblico.

– ed infine, il mio pane quotidiano, il coinvolgimento di atleti nella comunicazione del territorio, attraverso iniziative trasversali e non sempre e solo competitive: l’atleta si racconta attraverso il territorio.

La cultura sportiva è spesso giustamente legata al benessere, Per te, sia negli eventi, che nella comunicazione, come si può valorizzare il proprio impegno nello sport ?

Sport e benessere vanno a braccetto, l’antico detto “mens sana in corpore sana” è difficile da smentire. Io personalmente, quando mi occupo di un progetto per un mio cliente, faccio in modo di coinvolgere solo interlocutori e brand sponsor che siano in linea con un concetto di valorizzazione della chiave sportiva.

Che si tratti di promuovere un atleta, una manifestazione o un territorio, è importante tenere sempre al centro lo SPORT e i valori sani che lo caratterizzano.

Questi,a loro volta, si andranno a riversare sul soggetto che stiamo promuovendo


* spero di aver centrato la domanda !

Progetti per il futuro ?
La mia attività è partita da poco e, al momento, le dedico metà della mia giornata lavorativa, poiché coltivo ancora un part time nel turismo qui in Valle.

Conto tuttavia di farla crescere progressivamente e con costanza, su diversi fronti.

Da un lato sto lavorando per far conoscere maggiormente la mia professione, puntando sul Personal Branding, e sulla comunicazione attraverso i miei canali.

In parallelo, mi confronto quotidianamente con professionisti dell’outdoor, e non solo, per portare avanti una rete di collaborazioni volta ad offrire servizi sempre più completi ai miei clienti, attuali e futuri. Nell’anno in corso prevedo di partecipare nuovamente alle consuete fiere di settore e a eventi outdoor di rilevanza.

Nella mia vision futura, non escludo di avere dei collaboratori più fissi con cui confrontarmi, su modello “agenzia” e di poter un domani reinvestire parte dei miei guadagni su progetti pro-bono rivolti a quei ragazzi dalle grandi potenzialità ma con poche risorse, in modo che anche loro possano permettersi di vivere della propria passione sportiva.

Vivere secondo i propri talenti e il proprio cuore, come sto cercando di fare io ogni giorno, è quello che mi sento di augurare ad ognuno di noi.

Sport

“The Heart of Kenyan Running”

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Il Sentiero Alternativo Blog
SCHEDA

L’obiettivo e Mission del progetto “The Heart of Kenyan Running

un viaggio unico di corsa, benessere, cultura e tradizioni nel cuore degli altipiani del Kenya

a unique journey through running, wellness and culture in the heartlands of Kenya

L’obiettivo e Mission di “The Heart of Kenyan Running” è quello di organizzare Running Camp per Runners di tutti i livelli, amatori e professionisti, Italiani in Kenya, in collaborazione con l’High Altitude Training Centre di Iten, la famosa “Home of Champions” dei più forti corridori al mondo Kenyani.

The Heart of Kenyan Running offre un supporto organizzativo e tecnico ai gruppi di runner che partiranno dall’Italia, per consentire a tutti i partecipanti di vivere un’esperienza unica nel suo genere in un luogo magico per la corsa, il Kenya, dove sono nati i migliori maratoneti al mondo. Il viaggio sarà anche un’occasione di scoperta di popoli lontani e di condivisione di tanti aspetti culturali legati non solo all’allenamento ma anche alla vita quotidiana di tutti i giorni.

Tutti i partecipanti, compresi gli accompagnatori o familiari dei runners, avranno la possibilità di soggiornare e allenarsi in quota, sui meravigliosi altipiani della Great Rift Valley, una delle regioni più affascinanti del Kenya, e di correre o passeggiare sui percorsi battuti quotidianamente dai leggendari campioni Keniani, i più forti corridori per eccellenza, in particolare nelle discipline della corsa su strada.

Un’esperienza che consigliamo a tutti gli appassionati del running di cogliere almeno una volta nella vita: THE HEART OF KENYAN RUNNING è un viaggio unico, all’insegna della corsa, DEL benessere, dell’agonismo e/o della semplice pratica sportiva, della scoperta di nuove culture e tradizioni, che vi arricchirà immensamente dal punto di vista umano e culturale.

Sport

Intervista a Veronica Brutti.

 

veronica brutti fotografia

 

Lavorare nello sport più popolare come il Calcio è impegnativo. Come è essere donna nel calcio di oggi ?

Essere donna nel nostro mondo è difficile, lo è ancora di più nel calcio che è considerato ancora oggi uno sport maschile (in Italia). Mi sono successi diversi episodi in tutto questo tempo…ad esempio, Un giorno mi è stato chiesto dal responsabile della mia società di palleggiare ogni tanto in campo per far vedere ai genitori che ero capace di giocare a calcio….oppure un’altra volta un genitore ha chiesto al responsabile “perché proprio a mio figlio è capitata una donna?”

Hai giocato in diverse squadre nella massima serie femminile, cosa porti con te come esperienza sia di gioco, che di relazioni umane ?

 Il calcio giocato mi ha dato tantissimo. Mi ha aiutato a costruire relazioni umane, a capire l’importanza delle relazioni stesse, a cercare di trarre la positività da tutto quello che mi accadeva sia di bello che di brutto. Le amicizie più importanti che ho sono ancora quelle di quando giocavo a calcio da piccola. Il calcio mi ha aiutato nell’arte dell’organizzazione: giocare e studiare non è stato semplice perché uscivo da scuola e correvo a calcio, poi tornavo la sera tardi. Studiavo in macchina, sul treno…sono stata costretta ad organizzarmi ma se non ci fosse stato il calcio probabilmente non sarei mai riuscita a crescere da questo punto di vista. Inoltre, ho avuto la grande fortuna di viaggiare in tante città e anche questo ha arricchito la mia anima

 

Il calcio femminile ha anche un’attività internazionale. Quali sono le nazioni ove si è sviluppato di più ?

 Oramai in quasi tutte il calcio femminile è decollato: Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Francia…..sono stati creati progetti seri tra Federazioni, scuole e società. È così che si dovrebbe fare anche in Italia, costruire una rete formativa tra soggetti che operano in campo educativo. Ho giocato in Canada e là il calcio è uno sport “da donne”, perché i ragazzi fanno baseball, hockey, basket…

Ai giovani viene chiesto di crescere a livello tecnico spesso, secondo te, quale è la prima cosa che deve curare un responsabile tecnico del settore giovanile ?

 La prima cosa che si deve curare è la relazione. Se la relazione è positiva allora migliora anche l’aspetto tecnico. Come a scuola, la materia che piace di più di solito è quella dove c’è l’insegnante che più ci piace. Inoltre, ci deve essere una programmazione tecnica che rispetti la psicologia dello sviluppo. Ogni gesto tecnico è legato ad un’età.

Progetti per il futuro ?

Ne ho tantissimi, forse troppi, dovrei mettere un po’ di Ordine! Però la mia priorità attuale rimane quella di lavorare su me stessa. Formarmi, informarmi, confrontarmi, riflettere…ho capito, con il tempo, che non si può prescindere da un allenamento e una formazione personale prima di confrontarsi con gli altri, soprattutto quando si ha a che fare con i bambini. Tutto quello che ci accade dipende da noi.

Sport

Dentro un centro Minibasket.

 

Di Summa Istruttore

 

Il programma “ La filastrocca del Minibasket “

Servicio ofrecido a los participantes : Centro, investigación, observación, lista de participantes, informes, evaluación de un proyecto.

Escribiendo en las lengua española e italiana

Presentazione :

Spesso andrebbe ricordato come anche le Nazioni Unite abbiano riconosciuto ai bambini “ il diritto al riposo e allo svago , a dedicarsi al gioco e alle attività ricreative proprie della loro età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica “. Molti dovrebbero essere coinvolti nella idea di partecipare ad un Campo Estivo. Non dovrebbe essere una sorpresa per loro passare l’estate a giocare dato che già nel Medioevo si praticavano “ I primi giochi d’Estate “ anche se non seguivano nessun tipo di regolamento.

Oggi i campi estivi servono a scoprire siti archeologici ma anche lo sport.

 

Facciamogli fare un giocosport : il Minibasket.

Il minibasket è rivolto ai bambini tra i 5 e gli 11 anni , siano essi creativi , introversi , estroversi , deboli , tenaci , siano più bambini che bambine dovranno confrontarsi con una maturazione fisica , tecnico e tattica.

Chi è l’ allievo ? Il bambino che sceglie di sua volontà di praticare Minibasket e che ci piace pensare aspetti di scoprirlo da anni.

Dobbiamo quindi occuparci del sogno dei bambini e delle loro emozioni , ma non possiamo lavorare solo sulla base della nostra esperienza, dobbiamo evitare l’errore di creare un contesto inadeguato. L’Istruttore non deve essere un maestro triste ma chi si trova nella situazione di stimolare la conoscenza del Biddy Basket-ball deve sapere distinguere le emozioni del bambino da quelle dell’adulto, accettando un ruolo , nel quale bisogna essere pronti a mettersi in discussione.

Cosa insegnare e cosa è importante apprendere ?

– un apprendimento motorio

– formare la personalità

– motivare nell’apprendimento scolastico

Apprendere significa sviluppare :

– Area Affettiva

– Area Corporea

– Area Sociale

– Area Cognitiva

Adquisición del conocimiento de algo por medio del estudio, el ejercicio o la experiencia

Come realizzare il nostro Intervento.

Cercando di creare la collaborazione con le istituzioni, prima fra tutte la scuola , che assieme alle società sportive può garantire che non si dia spazio all’investimento di “ tanto denaro “, anche se di esso c’è la necessità, ma che si crei la possibilità di educare e formare.

Sarebbe opportuno trovarsi un capo magari un professionista della attività motoria , laureato in scienze motorie , ma anche giovani collaboratori che abbiano voglia di condividere solidarietà , amicizia e passione (viviamo insieme un interesse ).

Cerchiamo di valorizzare quello che il bambino ha vissuto , di rendere la sua voglia di movimento anche possibilità di giocare e di farlo comunicare.

Va ricordato che è con la pratica quotidiana che si verifica e si migliora quello che già i bambini imparano durante l’inverno sia in classe che in palestra.

Acción de intervenir.

Su intervención fue clara y concisa .

 

A ME PIACE L’ATTIVITA’ MOTORIA (  Me gusta el movimiento )

La mia scelta è stata “ creazione e sviluppo motorio “, tutti hanno il loro progetto motorio ( proyecto motor ), quando sono uscito per seguire negli sport di squadra gruppi femminili, oppure maschili, in sport come pallacanestro o calcio, mischiandomi con gli adulti, mi è mancata l’attività motoria di base, che si trova presente nel Minibasket, nell’Easy-Basket, in ogni insegnamento sperimentale.

I Ringraziamenti di fine anno ( dopo l’attività del 2017-2018 )

Il Minibasket di Giuseppe Di Summa, arriva alla sua versione completa ( versión completa ),con la collaborazione, nella stagione 2017, con 3 centri nei Comuni di Oria, Latiano, Francavilla Fontana, dopo 20 anni di attività di Istruttore, esercitata, in modo autonomo, indipendente, partendo da un correre, saltare, camminare, bisogni primari in una città, si è giunti nei Palazzetti, nelle aule scolastiche, a strisciare, rotolare, sapendo che prima dei 9 anni la corsa, vero obiettivo, per molti, anche per me, è carente.

Nell’asilo, ad esempio, è bello proporre salti e saltelli, dentro e fuori dal cerchio, nei percorsi motori ( camino del motor ). Chi scrive il 21, 22, Maggio 2018, ne ha tenuti due a Latiano, per bambini dell’asilo, si deve interessare e divertire, come primo obiettivo.

Un grazie va fatto dunque alle società di pallacanestro che hanno accettato la collaborazione per questa stagione sportiva ( la 2017-2018 )

Nella stagione 2018/2019 si riparte da zero. Non impegnandosi in nessuna competizione, solo in forme di avviamento allo sport, consentite dal ruolo di Istruttore ( Rol de instructor )

 

En este artículo se ha presentado el caso de la tecnologias para crear nuovos espacios

 

Information de estudio : palabra verdadera
Comunicación Y Deporte
Palabras
Importancia de la gestion del conocimiento del sistema deportivo

 

 Para ampliar información : 

proyecto motor

versión completa

camino del motor

Rol de instructor