La scelta.

Presentiamo la Filastrocca del Minibasket, per quale motivo abbiamo scelto, di proporla online. Giuseppe Di Summa non autorizza nulla nella musica, nel cinema, in televisione, sui giornali, da pubblicare che lo riguarda, che non sia in questo progetto, legato al concetto di Basket e Comunicazione, la risposta spesso leggere, a questo progetto, che comunichiamo, giochiamo, alleniamo noi. . Esiste solo questa di COMUNICAZIONE per quello che mi riguarda.

Vedere un immagine ?

Difficile se non ci sono allievi, soprattutto allieve, al momento l’unica immagine che si vede è che quella dell’Istruttore è un identità che nella sua preparazione, costruzione, accoglie valori sociali e valori sportivi. Lo sport vuole dire il ” sociale “, nulla di male, noi, invece, come filastrocca vogliamo rispondere a chi vede quell’uomo, che bisogna, lo si può fare, anche grazie allo sport, viverlo come uomo, cercando di superare l’apparente semplicità di concetti che riguardano l’uomo, che non è solo segni sul corpo, è anche come uomo, un tipo di apprendimento, che se conseguito, dagli allievi e dalle allieve, gli fa sviluppare il suo cammino di allenatore.

Domanda finale : Hai lanciato la sfida ? Come ? 

1- con un campione dello sport

2- con l’attività che parte dal basso 

Come in 20 giorni scoprire un caso di esempio nello sport in una struttura ?Un editoriale di un giornale, subito si differenzia, nel fornire questo esempio, rispetto ai report degli allenatori. Siamo in casi di buona reputazione, della quale tutti abbiamo bisogno per lavorare in una struttura sportiva, s’incoraggiano i propri tifosi alle self reflective question, domande in cui si prende posizione riflettendo, sia a favore dell’editoriale del giornalista, sia del report degli allenatori, questo accade quando si è studenti, in base al tipo di studente che si è. La tradizione dell’educazione, la scelta, segna anche come si svolgono, nella propria zona, gare, eventi, su come un tecnico, i suoi report, i suoi commenti, è inserito da una comunità sportiva in uno staff.La scelta, seduto in poltrona, è di fare un gradino, mentre saluti i conoscenti, quindi di non fare un ” sito web così grande ” , di non dire che vuoi ammazzarti dalla fatica per dirti ” BIG TOP “, la lista, dei 19 giorni da fare, potrebbe morire in classe, in palestra, per la noia, già in partenza. Se decidi di conoscere i 19 giorni sai anche che il tuo lavoro di autore è sempre unofficial post, cioè posta non ufficiale, che molti ti potrebbero fermare, all’insegna di un ” detto gentile “. Non è facile compiere i 19 giorni per scrivere un E-Book, quando fai vedere, apri le risorse, del tuo libro elettronico, molti finiscono per vedere insieme ai parenti, quindi in quel piccolo spazio che è fatto di un solo gradino e dei saluti, non è sbagliata la filosofia, di chi non ha un programma scritto, si affida al detto ” small steps every day “, piccoli passi ogni giorno. Come ricordava Giovanni Paolo II la grandezza del lavoro è all’interno dell’uomo.

Come dirlo con una ” pillola ” di Minibasket ? La scrittura di un ” blog ” come quella scelta da Giuseppe Di Summa come vedi viene poi incanalata, in quella di tipo formativo, che spesso è compito dei formatori. Il nostro calendario, è integrato, sapendo che un progetto formativo sa differenziare, correttamente, con i formatori, il basket pedagogico, di valore scolastico, con il basket agonistico, che ha la sua valenza pubblicitaria, è spesso meta degli sponsor. A chi scrive spetta come tutti, nel suo calendario, un percorso di ” metodologia- psicologia- tecnica “, lottando contro la ” dispersione ” del nostro calendario, visto che l’impiego del tempo è fondamentale, nella discussione del nostro calendario, il tempo concesso è limitato. 

Il tempo per praticare il proprio interesse.

Nella descrizione, nella programmazione, che leggi non vi sono risultati dell’attività di Istruttore, anche per il fatto che potete considerarmi un ” ex “, essendo oramai dentro allo studio del ” Manager “, che è quello che segue quello che accade all’interno di una associazione sportiva. Giuseppe Di Summa  va seguito non per curriculum tecnico, la sua strada non è questa, non solo risultati e professionalità, tipo di finalità, rientrano nel mostrare la ” prestazione sportiva “, non per il fatto che essa sia un attività diretta, ascrivibile ad una associazione. Siamo sul sito, nelle pagine personali, di Giuseppe Di Summa, in un momento di informazione e formazione, che grava come spese solo su di me, che richiede, come ogni formazione, visite mediche di supporto, anche queste tutte a mie spese. Non abbiamo collaborato nello sport, come attività, per questioni diverse da questa performance, che è il modo in cui noi sappiamo praticare, in un luogo, sport. Chi scrive ha sempre vissuto, guardato da vicino lo sport dei dilettanti, mi hanno sino al 2000, consentito ogni forma di attività sportiva, ho praticato anche corsa, calcio, tennis, ho acquisito dei momenti, ho selezionato, una forma di attività, che ora è di supporto a questo progetto web, sempre a mie spese, senza nessun guadagno personale, nel tempo. Per la prima vota chiedo di essere pagato una piccola cifra, con un E- Book, un modo di dire che un corso, viene scelto attrae, per una forma di attività sportiva, dipende per molti da quante volte ha avuto successo in un club, la nostra è indipendente dal club, ha saputo usare la struttura, le risorse, pianificare, costruendo un testo, spiegando la soluzione di uno spazio, sapendo, che il proprio spazio, nello sport, anche sul web, incontra poi, come leggi su FILASTROCCAMB.IT, la sfida in nome della popolarità, che decretano i praticanti, noi dobbiamo ringraziare bambini e bambine che ci hanno reso noti. 

Come dirlo con una ” pillola ” Minibasket ?

Un fondamentale, oltre al lavoro del Manager, è che il bambino con noi deve stare bene ed il mondo della scuola e dello sport debbono collaborare. Come ricordano i saggi l’educazione motoria e il giocosport sono obiettivi fondamentali che vanno perseguiti, garantendo che siano animati, nel loro svolgimento, dal pensiero e della riflessione. 

I video della Filastrocca del Minibasket, sono nel CANALE YOUTUBE di Giuseppe Di Summa, ricorda che dalla stagione 2020-2021 chi scrive non è più un Istruttore attivo, dopo 20 anni, lascio questo ” simpatico impegno “, per occuparmi di altro. Si tratta di mettere in ordine, questi venti anni, anche con i video, molti si chiederanno per quale motivo non ti sei ” fermato prima “, se tante cose ti davano pensiero, non eri spensierato, non solo, la parte video, di foto, audio, ha dovuto essere di ” gradevole aspetto estetico “, quindi è una cosa ” impegnativa “, diciamo che ogni buon allievo, anche io come Istruttore, lo sono stato, quindi ho capito che del mio modello, nel tempo, quello che si presenta in modo ” artificiale “, si deve differenziare con quello che in un modello è reale, si presenta, si legge, si vede, si sente, si scrive, questo è impegnativo, aggiungendo il messaggio a impegnativo non bisogna sbagliare, non si può scrivere come messaggio che si copia una prova, bisogna dimostrare di ” vedere “, di superare la lotta tra quello che è chiaro e quello che è scuro.

Di cosa parliamo.

 Essere un Istruttore Minibasket, un coach per bambini, spesso vuole dire avere poche risorse, essere in un piccolo ruolo, che dal punto di vista remunerativo, deve garantire solo la sopravvivenza. Spesso, negli anni di questo progetto, giunto alla sua seconda edizione, ho valutato l’impatto del metodo usato, con il mio nome, Giuseppe Di Summa, nel creare un servizio, che cerchi la collaborazione con colleghi, quindi, per arrivare alla STRUTTURA GRANDE, bisogna dimostrare di sapere dirigere, anche i progetti, con capacità di tipo manageriale. Dal 2020 il mio passaggio, quello in corso, è da Istruttore Minibasket, a vero e proprio MANAGER, che sa che, dimostrando di non avere nulla nei confronti della politica, deve sapere selezionare impegni ed obiettivi. Molti devono subito, sapere che cercare, un lavoro per il proprio percorso di studi è fondamentale, chi scrive ha compiuto dal punto di vista accademico studi in scienze dell’amministrazione. Sotto trovi lo spazio dedicato a registrare, il livello dei nostri testi, delle nostre domande, nelle fonti.


Come dirlo con una ” pillola ” Minibasket ? In uno spazio occupato da giocatori, non va dimenticato il valore della preparazione, come quello della ” conclusione”, che questo giocatore sa fare, nel nostro caso come conclude a canestro. Si può provare liberamente, il fondamentale, apprenderlo con un modello, sapendo che esso va eseguito, vedi il palleggio, con un ritmo diverso. Portare ” qualcosa di diverso “, in quella considerata la nostra società, non è cosa facile, per una ” spinta in avanti “, del nostro allenamento, il valore di quello che viene giocato, quanto piace, quanto emoziona, quindi quanto è ” famoso “, fa dire al gruppo questa frase fondamentale, che spesso si disturba nella sua ricezione, che è questo ” giochiamolo “. 

FLASHBACK

Disse Re Lear la ” maturità è tutto “, spesso per noi Ragionieri, vuole dire essere commercialisti, per altri vuole dire fare il militare, come vedi, nella foto, per noi la maturità è altro, è un mettersi a studiare, fare i compiti, solamente, in molti cercano, per se stessi, appena possibile, l’eccellenza, che non è cosa semplice. Quindi come Istruttore abbiamo dovuto imparare quali sono le esperienze accettate, cioè fare il commercialista, fare il militare, oppure fare solamente i compiti.

Chi scrive in panchina non ha raggiunto nessuna eccellenza, la sua maturità vale solo ” uno “, nel senso che ho fatto solo i compiti, quindi nel tempo, nello spazio, ora abbiamo bisogno di ” uno che esiste “, possiamo capirlo con un ” flashback “.

Il testo è del 1985, anno in cui ho finito il minibasket, la diagnosi, arriva nel 2020, anno in cui ho debuttato, anche io, in un  corso di Mindfulness, che mi ha molto interessato. Nello sport tutti vediamo in televisione, leggiamo sui giornali, le high-performance, che sappiamo quanto sono difficili dal punto di vista sanitario. Le condizioni di fatica, possono ritardare anche di molto, il ritorno al tipo di allenamento che noi amiamo. Non solo tutti abbiamo scelto di fare un pò di sport restando a casa, sapendo benissimo che ognuno di noi ha il suo profilo di rischio, che deve sempre rimanere nelle mani del personale sanitario. Un atleta, non deve preoccuparvi, per giungere al suo 100% ha bisogno di uno staff medico. Un allenatore, realisticamente, sa cosa aspettarsi, all’interno di uno staff, fatta questa precisazione, si aggiunge che tutti gli esperti nei vari settori, possono collaborare alla metodologia di un buon allenamento. 
Faccio miei dei nuovi concetti, facendo dei piccoli passi, partendo da zero. La preparazione tecnica, passa anche per l’incontro con la formazione. Pochi movimenti, targeted movement, un movimento mirato, per passare il tempo a casa, facendo esercitazione sportiva.
Mi sono calato nella parte del novizio, del debuttante, del neofita, con piacere.
Anche io ho trovato il modo per allenarmi in questi mesi, un modo nuovo, per me, una scoperta. Un allenamento molto leggero, nella tecnica esecutiva, dal punto di vista motorio, seppure riempito nel tempo da esercizi di Mindfulness. Era per me la prima volta, con questo risultato si evidenzia, di averlo fatto per la prima volta, in linea di massima queste due forme di allenamento, dal punto di vista motorio, con o senza, sono diverse, seppure dobbiamo vedere come migliora o meno, una tecnica esecutiva, tipo il tiro, il palleggio, nel basket. Mi sono sentito trattato in modo giusto dallo sforzo fisico, seppure blando, questo mi ha affascinato molto.
Nello sport spesso si vive il triangolo, genitore. atleta, coach, in campo, un allenatore, spesso ti deve ricordare di non essere in ritardo difensivo, di servire la palla ai lunghi, sono caratteristiche importanti, a livello giovanile, come avere saputo sviluppare una tecnica esatta di uso della palla, sopratutto al tiro. Questo è il percorso della tua annata sportiva, che si confronta, sempre con lo stesso principio, quando arriva una nuova nuova tecnica, si sa che la correzione dipende dagli obiettivi della società, dalla motivazione dei giocatori.
Come migliorare ?
Il mio caso personale, come quello di un gruppo, dimostra la stessa cosa ci vuole un intervento corretto, in modo che una volta applicato una prima volta, sui novizi, i debuttanti, esso possa essere continuato nel tempo.

Oggi la stanchezza la dobbiamo superare, non solo per fare sport, anche per riprenderci tutto quel suono, per fare la nostra radio, quella di Giuseppe Di Summa.

Il sito web SULLO SCHERMO

I tre progetti GLI ANNI DELLA MUSICA, SCRITTORI E SCRITTURE, LA FILASTROCCA DEL MINIBASKET sono andati a rotazione sul DISPALY del sito CAMBIO GIORNO.

Questi progetti sono il curriculum personale di Giuseppe Di Summa, si accompagnano ad una formazione, volutamente, senza crediti, senza punteggi per concorsi, proprio per non essere legati a questo tipo di formazione.

Il giovane coach, parte con un DIARIO, come quello di un adolescente, poi già dal primo imprenditore capisce il valore della parola ” organizzazione “, come gli viene presentato il valore delle relazioni, dell’essere ” AMICI NELLA PALLACANESTRO “. Quando qualcuno arriva al successo professionale, di solito te ne accorgi, non tanto da un sito web, quanto da come è vestito, sponsorizzato, in quale grande palazzetto ha il suo ufficio. Molti dimenticano, che essere proprietari economicamente, del proprio progetto di sviluppo professionale sia una cosa fondamentale.
Come dirlo con una ” pillola ” Minibasket ?Le idee sono spesso ” immaginazione “, nella lezione minibasket, gli occhi e le mani debbono essere combinati, sollecitando l’intelligenza, sapendo che siamo un una fase di educabilità. Siamo con queste parole al compito di ” creazione e sviluppo motorio “. Chi ha detto che Giuseppe Di Summa è famoso ? Ti presento, nei video, un modello generale di sviluppo di una prestazione sportiva, in un campo da basket, a livello minibasket. E’ ovvio che chi ha detto una ” buona sequenza ” ha capito, che gli obiettivi programmati dall’allenamento, sono stati raggiunti. Come vedi dalle immagini, non sono famoso, seppure la ” comunicazione motoria, il tempo, lo spazio, la strategia, che vedi nella parte video, in una struttura, che sono la mia struttura del movimento, ci portano a ” montare ” tutta una serie di abilità del nostro piccolo giocatore. Dal punto di vista motorio e tecnico possiamo guardare insieme. 
Dirlo brevemente a livello Under 13 : Il ” timing ” del movimento, vedi lo smarcamento, arriva alla sua importanza., Oltre a questo concetto, nel sistema d’attacco, ha grande importanza sapere ” responsabilizzare ” tutti i giocatori in campo. Ogni attività, del gruppo, del coach, ha la sua conoscenza teorica, a cui si aggiunge il sapere dimostrare, con un efficace sistema di gioco, una buona capacità esecutiva del movimento. 

BIG GIUSEPPE- BIG FEELING- BIG TOP- BIG GOODBYE

IL LUOGO DI PARTENZA DI CULTURA E BENESSERE.

Nella stagione 2020-2021 Giuseppe Di Summa non sarà più impegnato come Istruttore Minibasket, percorso concluso, dopo 20 anni. Si passa a nuovi impegni.

La formazione di un coach. Il nostro primo ” schema di gioco della Filastrocca del Minibasket “

Tutto inizia nel 2001, quando il problema dopo pochi anni di Istruttore era per me, la formazione da intraprendere per un ” giovane coach “, che sarebbe poi sfociata, come per tutti, nei risultati in campo. Chi scrive decide di conoscere il cervello, collegato ai muscoli, di rimanere anche fedele alle parole che ogni ” mente ” ascolta. Non solo propongo partecipazione, parità nello sport maschile e femminile, uso del cammino, degli alimenti, delle statistiche, in piani di di allenamento. In seguito molto cambia, i valori nel campo da gioco, creano degli spazi concreti. Oggi nel 2020 abbiamo concluso, con il problema che hanno in molti, per avere uno stipendio più alto, quello di alzare le parole, la loro competenza, la loro comunicazione, all’interno di uno ” staff “.

Come dirlo con una ” pillola di Minibasket “?Un programma tecnico- didattico per educazione e perfezionamento dei fondamentali, ad esempio camminando seguendo il guado del fiume, attraverso il ponte, sulla sabbia, sotto il ponte. Sono gli esercizi, cosa fondamentali, ad esempio se siamo davanti al muro, prendiamo una distanza, facciamo rotolare la palla per terra, prima che tocchi il muro dobbiamo battere le mani. Abbiamo fatto il nostro primo esercizio che è camminare ed usare bene le mani. Una cosa va sottolineata su piedi e mani, quello che vediamo è un esercizio per piedi e mani facile, lento, visto che si cammina, nel gioco abbiamo sempre bisogno di rendere le cose più difficili aumentando la velocità. Non ci puoi credere che l’istruttore voglia la ” pillola di Minibasket ” ? Si, loro vogliono il bambino che collabora, socializza, accetta le regole, che consenta ai bambini, di avere con lui, l’Istruttore, una esperienza pratica, Questo possiamo condividerlo, aggiungendo sempre, come leggi nell’esercizio che ti propongo, un  passo di creazione e sviluppo motorio, che quando è presente Giuseppe Di Summa non deve mai mancare, si aggiunge, si integra, alla pillola di minibasket che ha scelto l’Istruttore per la sua esperienza pratica.  Ovviamente, a noi come programma online, gli Istruttori, ci sceglieranno se nella loro proposta pratica, inserita in una programmazione, oppure in una singola lezione, apparirà la ” filastrocca del Minibasket “. 
Come farlo adesso in una settimana ?A ” livello UNDER 13 ” : Dobbiamo arrivare ad un buon 1 contro 1 vicino a canestro, da una distanza in cui è possibile un buon tiro, spesso nell’operare degli avversari si nota il valore di una buona difesa, si dice che il pressing è utile per evitare all’attacco una buona circolazione, ad esempio, non solo, il fondamentale del palleggio per il nostro 1 contro 1 è la base, va reso semplice, quindi se la difesa è buona, invece, di perdere palloni impariamo che è importante sapere quando passare. In una settimana il nostro 1 contro 1 deve  diventare un ” entrare in palleggio “, ” smarcarsi “, ” difendere “, con questa forma d’attenzione propria di un gioco di squadra, stare attenti a non forzare un 1 contro 1, vuole dire apprendere una situazione di gioco, che deve essere sempre facile. Ricordate una cosa molto importante, nelle partite di basket, che iniziano per noi a 13 anni, il sapere resistere allo schema degli avversari, creare quelle che si chiamano delle ” buone sequenza ” è per un allenatore e la sua squadra il primo vero banco di prova, s’impara che ogni allenatore cerca le informazioni, per mettere sotto pressione un’allenatore, oppure il suo gruppo. Il modo di stare sul campo, l’attenzione ai movimenti dell’avversario, è cosa molto importante, bisogna capire quando gli avversari avanzano in modo pericoloso, quindi il valore del lavoro di gruppo, del lavoro individuale, prevede un necessario completamento in quello che si chiama ” problem solving “.

Giuseppe Di Summa è un Istruttore – Giocatore – Dirigente nella pallacanestro, non è collegato a nessun insegnamento, che riguardi i docenti, di scuola, di ogni ordine e grado, non essendo interessato a questa forma di attività se non a fini puramente promozionali. Con il nome Giuseppe Di Summa non si riconosce nessun insegnamento in Italia. I docenti, hanno in comune, con l’Istruttore il percorso di apprendimento delle abilità motorie, quello che io aggiungo con il nome ” creazione e sviluppo motorio “, sapendo che il disturbo, che spesso è l’ansia, la fatica, non deve riguardare la figura di chi deve proporre queste attività, che hanno nel loro studio la massima collaborazione.

E- BOOK SU AMAZON.

Schema di sviluppo.

Il programma per la stagione 2020-2021

INTRODUZIONE : Lo spazio della Filastrocca del Minibasket

Lo spazio che sceglie un Istruttore è fondamentale, la prima volta che ti dicono ogni volta che questi esercizi non vanno bene, puoi apprendere, se dopo esercizi non te ne fanno proprio fare, devi capire che a volte le collaborazioni con delle direzioni tecniche non sono possibili, vanno interrotte. Un rapporto funzionale, all’interno di un modello è cosa fondamentale, in questo spazio ti faccio vedere emergere una positiva valutazione, di una serie di concetti, anche non in spazio cittadino, ci spostiamo anche in campagna. Spesso la storia, il livello, di una città nel basket, è una questione storica, noi non siamo interessati a queste considerazioni. I progetti credibili, che hanno interazioni, sono inseriti in dei percorsi. in opinioni condivise,  nella cultura collettiva.

Istruttore e Dirigente si scambiano un messaggio, spesso si scrivono un ” lei lo fa per …..”, non solo ” amore ” è la risposta, sanno che per giocare bene, lo hanno imparato da atleti, bisogna essere dei ” buoni compagni “. Non solo, il giocatore di basket ha una sua valutazione funzionale, quindi nel formare i giovani tecnici, spesso entrambi sono fondamentali, per fare capire che il centro, la palestra, lo si frequenta per questi due motivi, essere ” buoni compagni di gioco ” ed essere ” un buon giocatore “. Spesso, per rendere importanti, pieni di significato i momenti, bisogna fare allenamenti per fare conoscere ” giovani tecnici “, ” buoni giocatori “, ” buoni compagni di squadra “.

La prima osservazione è su come l’uomo assiste, nelle sue forme, all’incontro con lo sport. Vedersi è oggi possibile anche grazie al web, non solo, se riesce la visita cardiologica, la dieta, la regola, riesce, si conferma di essere buoni giocatori, tecnici, compagni di squadra, lo sport deve fare vedere, con calma, che non si è sedentari, si sceglie di essere soggetti attivi, come si dice si sceglie di fare sport.

Chi è alla direzione tecnica, spesso oltre a chiedersi del lavoro, degli amici, della famiglia, cosa fondamentali, vuole sapere in che stato di forma è un suo giocatore, se è pieno di entusiasmo, vuole capire quali sono i bisogni del suo atleta, come comportarsi su quello che deve apprendere in quel preciso momento.

Questo è un processo lungo e difficile per un Istruttore, che necessità di un rapporto con la squadra, abbiamo individuato, dopo ricerche, il come chiedersi, il motivo per cui un partecipante è legato al gruppo.

Non è legato per una visita di un Ospedale, per uno spazio pubblico sorvegliato dai Vigili Urbani, per i voti a scuola, che prende quando studia, questi sono fattori importanti, comunque, lo stesso, nel legare un partecipante al gruppo, nel loro ragionamento, che abitano ogni giorno tra chi si occupa di sport.

 Come vedi in questo spazio web, appare la direzione tecnica, che è dentro ai ragionamenti, seppure guarda, con competenza, come un abilità s’insegna all’atleta e nel caso, le cose non vanno bene, essa deve essere insegnata, anche in modo nuovo, all’Istruttore, in modo che sia chiaro ” che debbono apprendere entrambi “, sia il giocatore, che l’Istruttore.

Vi è come leggi a fianco, l’inevitabile collegamento con lo spazio, che spesso è creato grazie all’impegno economico, di chi lavora nello sport.

L’adeguatezza, il valore, di chi deve svolgere la funzione di Istruttore è fondamentale come punto di partenza. Le società attrezzate, quando il lavoro cresce, raggiunge gli obiettivi, riescono subito a dare maggiori responsabilità a chi ha fatto un buon lavoro.

Ogni giocatore, come leggi in questa presentazione, ha la sua individuazione spazio- temporale, ovviamente tutti ci occupiamo di come andare, ad esempio, verso canestro, lo sport ci chiede, qualcosa da raggiungere, da fare, nel nostro caso, il fare canestro. 

 Nella nostra rubrica abbiamo spesso i dati di monitoraggio di un allenamento, non solo questo monitoraggio è una gerarchia di significati, attribuiti in base ai ruoli nello staff. Spesso vorremmo dire ” se potessi fare così tornerei indietro “, un giocatore spesso, su cui abbiamo lavorato, anche insieme, ci ha fatto esprimere, in base al nostro ruolo.

Il sito web che leggi è strutturato in due fasi, la prima ti presenta lo schema di sviluppo ” cultura e benessere “, dopo si aggiunge lo schema di gioco della ” filastrocca del Minibasket “

Ogni mese avremo un POST su come dire la FILASTROCCA.

Manfredonia sempre più città dello sport.

Il racconto di Matteo SImone ( Psicologo dello Sport ).

Manfredonia sempre più città dello sport con atleti del passato e del presente che si mettono in gioco, ognuno con i propri mezzi e proprie possibilità, ognuno è una risorsa per l’altro e per il gruppo che cresce non solo numericamente ma anche qualitativamente diventando un punto di riferimento per altri che si vogliono sperimentare nelle acque libere del Golfo di Manfredonia la mattina alle 6.30 in acqua all’Isola che non c’è.Manfredonia sempre più città dello sport con diverse modalità e gruppi che invogliano a mettersi in gioco e a sperimentarsi gradualmente con fiducia e resilienza.

Che succede a Manfredonia? È facile imbattersi in qualcuno che fa sport e che ti invoglia a fare un’uscita in compagnia, soprattutto se si tratta di un campione come Filippo Castriotta, meglio conosciuto come “Il pirata del Gargano” per i suoi trascorsi in bici sfidando i campioni del ciclismo locale e ora fortissimo ultrarunner già sul podio di due 100km a Torino e nel Gargano.E vuoi mettere una location come la città di Manfredonia alle porte del Gargano tra mari e porti, al tramonto? Questi sono i regali dello sport.Lo sport permette di sperimentare sia benessere che performance, fa rincontrare vecchi amici e ne fa conoscere nuovi amici, fa conoscere nuovi luoghi e nuove culture, fa apprezzare luoghi e persone. Lo sport abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi.

Non c’è un età per iniziare o per smettere, se sei stanco puoi rallentare.Il treno dello Sport raccoglie gente e le porta in giro per allenamenti e gare, per faticare e divertirsi insieme, per sperimentarsi e mettersi in gioco, condividere partenze, percorsi e arrivi. Questo è lo sport che vogliamo, uno sport che rende felici nonostante la fatica.Conosci la Puglia? Il Gargano? Manfredonia? Lo sport diventa un treno che ti porta in giro per continenti, nazioni, città e paesi per sperimentare fatica e condivisione, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Non c’è un momento preciso per salire sul treno dello sport, è sempre il momento per provare, per iniziare; non c’è un’età per smettere ma è importante ascoltare le proprie sensazioni e apprendere sempre dall’esperienza. Il treno dello sport a volte passa e bisogna farsi trovare pronti e decisi per prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi, monti, mari e spiagge.Lo sport avvicina persone e incrementa consapevolezza corporea, mentale, amorevole e ludica, apprendendo sempre dall’esperienza trasformando errori in perle preziose e utili.Nella vita prima o poi lo trovi uno Sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi.

Non c’è un’età per iniziare o per cambiare uno sport, importante è quello che si sperimenta e a volte le sensazioni e le emozioni sono ricche e intense. Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza e portare a casa sempre insegnamenti. Lo sport permette di sperimentare tanto, dalla fatica negli allenamenti e nelle gare alle soddisfazioni per essere riuscito a raggiungere propri obiettivi. Si impara a conoscere la vita come ciclica, tensione e rilassamento, fatica e gioia, sconfitte e vittorie, seguendo proprie direzioni che portano a mete e a raggiungere obiettivi difficili e sfidanti ma raggiungibili, cercando di trasformare sogni in realtà. Sali in carrozza, la carrozza dello Sport, fatti trasportare e coinvolgere, contribuisci a spingere la carrozza con la tua volontà e le tue forze, segui un coach o un atleta più esperto o diventa il coach di te stesso, non aspettare il momento migliore, non rimandare, è ora il momento. All’inizio può bastare anche un solo minuto al giorno, il resto viene da sé, sperimentando sempre più benessere e performance. Lo sport diventerà la tua vera zona di comfort, fidati. È importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.

Si impara sempre dall’esperienza, l’importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente, migliorando. Solo chi fa sa. Lo sport che vogliamo è competitivo ma non aggressivo; uno sport dove si rispetta sé stessi e gli altri, dove si può sperimentare uno spirito di squadra accogliente e rispettoso dove c’è posto per tutti e ognuno apporta il proprio importante contributo; uno sport dove la fatica e l’impegno vengono ripagati con riconoscimenti e attestati di stima e di rispetto. Lo sport che vogliamo è lo sport che ci permette di metterci in gioco apprendendo dall’esperienza; uno sport dove si sperimentano sensazioni ed emozioni; uno sport che fa ritornare a casa soddisfatti e contenti.

Lo sport è un mondo dove si può scaricare tensione, dove ci si può mettere alla prova, dove puoi sentire il tuo corpo, dove ti puoi testare, dove c’è un percorso, un inizio e una fine, come nella vita, dove trovi tanti compagni di viaggio lungo percorsi sconosciuti, un mondo dove si attraversano ansie, tensioni, paure, stanchezza, incredulità, gioia, precarietà: niente è stabile, niente è per sempre.

Sullo schermo ” Sandro Castorina “

Dove siamo rimasti nel basket, prima della pausa, prima di riprendere a camminare, con tutti i problemi che lo sport deve affrontare. Il settore giovanile rimane protagonista, sopratutto nella ” volontà ” dei giovani atleti di fare sport, la pallacanestro, in aggiunta, è uno sport con la palla, dei fondamentali, con un allenamento tecnico ed atletico. Ospitiamo Sandro Castorina, per parlare del suo sito web BASKETASK, che mette in evidenza, con noi, il ruolo del settore giovanile, del responsabile tecnico, la differenza tra Istruttore e Allenatore, commentando gli attuali problemi del ” fare ” pallacanestro.

Non possiamo ” giudicare ” l’attività sportiva, come vedi nel video, la ospitiamo, per farla andare avanti, sapendo anche tutti vorrebbero il ” modello di giocatore ideale ” da allenare, invece, possiamo sfruttare l’idea di fare sport insieme, di continuare a fare basket, di apprendere come giocatori e giocatrici, fondamentali tecnici, anche in questo periodo.

Sullo Schermo ” Silvia Bianchi “

Appuntamento della nostra rubrica dedicato al ” mindfulness “, con ospite la Dott.ssa Silvia Bianchi, che da anni se ne occupa. Parliamo insieme, del modo di pensare, di dibattere, sul ” mindfulness “, un modo per ricordare il bisogno di concentrarci, di vivere cose piacevoli, non solo, in conclusione, la nostra ospite, ci ricorda anche un ottimo libro sull’argomento.

Sullo schermo ” Matteo Vagli “

Intervistiamo per la nostra rubrica uno psicologo dello sport Matteo Vagli, che ci spiega come gli sportivi, i praticanti,nel creare la loro performance, non si contrappongono al bisogno che viene dall’intervento di uno psicologo dello sport.. Nell’intervista una interessante riflessione sull’essere sportivo, sul rapporto tra lo sport e la socialità, oggi alla luce del periodo che stiamo vivendo. Possiamo anche ascoltare, nel rispondere alle domande, un passaggio dedicato agli studenti, non solo per l’importanza della promozione sportiva tra i giovani, si sottolinea nel rispondere ad una domanda, anche il bisogno di motivazione che hanno i giovani nello studio.

Sullo Schermo ” Visualizza l’azione “.

Puntata finale con il tennis, nostro ospite Max Gaggino, regista e match analyst, nella impostazione giornaliera di un allenamento, arriva anche il nostro secondo ospite Valerio Lonoce, che si occupa di sport marketing, segue in questa stagione un gruppo giovanile di basket, confrontiamo due sport molto amati, uno individuale, l’altro che si basa sulla motivazione di un gruppo di atleti, come il basket. Il nostro appuntamento SULLO SCHERMO non è stato una conversazione casuale, ha sottolineato il lavoro del messaggio scritto, nel contattare i nostri ospiti, che ringraziamo. Gli ospiti ci hanno consentito, i nostri commenti nelle interviste, per questo ringraziamo chi nel mondo dello sport è stato nostro ospite, abbiamo mostrato l’obiettivo della rubrica, in questi post sul blog.

Il tennis è il mio sport preferito, ho voluto, con questo sport chiudere le interviste della rubrica, per quello che riguarda lo sport. Arrivare sullo schermo, premere la tastiera del computer, sapere come il lavoro con la telecamera, il computer, entra in un campo da tennis, è molto interessante.









Quando si arriva alla stessa zona geografica di origine, come nel caso di Valerio Lonoce, essendo anche noi pugliesi, il pubblico, inizia a sapere dove ci sono le nostre attività. Quello che spesso, nella struttura sportiva è invisibile, viene riportato alla mente con queste interviste.