Test center

Il sito si chiude, quello filastroccamb.it, nell’Agosto del 2020, con una serie di TEST. Il progetto risponde alla domanda : chi è questo ? con un test sul ” chi sono “. Le parti fisiche allenate, sanno trasmettere l’energia giusta, per la costruzione, con dei test, di questo ” chi sono “. La scelta del modo di allenarsi, basso, medio, alto, cambia le percentuali, potrebbe vincere un cardiologo, che vedendo un valore basso, dice non ti alleni o sei poco allenato, oppure il fisioterapista che ti controlla per i tuoi dolori, non solo molti, possono anche dovere migliorare le prestazioni per gareggiare, quindi il chi sono diventa sempre più complicato, si sa molti nello sport devono registrare i punteggi acquisiti, essere riconosciuti la squadra o l’atleta vincente, quindi se non si hanno quei punteggi, si riceve l’interrogativo ” chi è questo? “

Alla fine del test, in pieno Agosto, siamo oramai anche alla conclusione dello sport, con la Champions League, spesso i test atletici, i test in genere, servono per misurare prestazioni fisiche atletiche che sono dissimili, tra atleti è molto frequente, la nostra abilità, lo abbiamo visto nel video a livello minibasket rimane quella se è meglio palleggiare, avvicinarsi al canestro, per fare canestro, come vedi nel video facendolo sbagliamo, seppure è un esercizio corretto che ripetuto, fa fare canestro anche dalla distanza.

Fra tutti i video il test che viene meglio è il ” livello minibasket “, seppure è tutta la sequenza che vedi qui, le nostre risorse i fondamentali ed il gioco che riesce appieno, si sa il carico di lavoro, nello sport, deve essere capace di sviluppare la qualità fisica e tecnica che si vuole sviluppare.

Il palleggio ha una visione fondamentale, la simultaneità rispetto al tempo ed allo spazio, in cui va usato, non se ne abusa, devi essere osservatore corretto, sapere che è in quel momento che serve palleggiare.

Qui vedi un TEST sul tiro, lo stile cognitivo scelto, le abilità visivo-spaziali differenziamo maschi e femmine.

Terminati i test, rimaniamo nelle nostre risorse i fondamentali ed il gioco, ci vuole un opera intenzionale dell’educatore, per sviluppare degli allievi, ecco le nostre intenzioni, sono proprio le nostre risorse i fondamentali ed il gioco.

Gli auguri te li voglio fare con un concetto, di un Clinic Dirigenti Minibasket a Treviso, della bravissima psicologa della Benetton che diceva ricorda ” non hai nessuno davanti ! vai a canestro !! “

Un pallone e una squadra è la scelta, espressione della propria volontà, della propria scelta di fare sport, l’intensità del lavoro, si sceglie con la consapevolezza, con l’autorizzazione dell’atleta, chi conduce una squadra oggi oltre a stare bene con loro, deve mettersi, sempre, a disposizione di tutti. Non devi dire ad un gruppo, una frase tipo io non ti voglio, è sbagliato, come è da sottolineare che guardando i video, cogli, come un playmaker sposta il capo, nello spazio, di che visione periferica è dotato. Spesso un richiamo, va capito, se ti è stato fatto per individuare se la tua voglia di fare movimento è spontanea e voluta, non che non sei a disposizione di tutti. La verifica, nel TEST CENTER, oltre a dove scatta il livello minibasket, è quella se un playmaker muove la testa, ha visione periferica, non se guarda le targhe come un vigile, oppure muove la testa per il fatto che è stato militare. Devi imparare a vedere la via giusta, che è quella che è tra te e il canestro, imparando come fare. Abbiamo visto il primo TEST CENTER, quello del noi non la vogliamo numero 1, prima della quarantena, tra un anno, sperando nella fine definitiva dell’emergenza, torneremo per il noi non la vogliamo numero 2, per vedere quali movimenti sono rimasti sul campo, che possiamo fare, un test per dire che i ” report debbono essere con appeal “, se sono lunghi noiosi, non si leggono. I testimoni ci sono solo se l’ambito e il significato ci sono, è un modo di dire che il non la vogliamo viene dall’ambito, la risposta viene dal ” lived out “, dal nostro vissuto, da come ci siamo ” lined out “, cioè allineati, all’ambito, richiesto, all’appeal, quindi dal test si passa alla parola ” testified ” cioè cosa testimoniata.

Ci occuperemo ancora di psicologia dello sport, come vedi in questo commento, abbiamo tutti bisogno di una lista di buone parole chiave. Il sovraccarico delle fonti informative, ecco il motivo per cui i video sono brevi, fa crollare l’attenzione. Molto spesso la rete è interessata al business del futuro, un’altro modo di dire che a chi scrive non interessa, dove volgere lo sguardo, rimane il problema, ad esempio una parola chiave che oggi va molto di moda è ” flow “, che non riguarda il nostro test, riguarda le squadre che affrontano prestazioni straordinarie. Noi non siamo nemmeno in routine preparatorie, in questo test, siamo il contrario di un mio grande idolo, “Non guardare la palla: cosa è (per me) il calcio”, Ruud Gullit, edizioni Mondadori. Noi la palla la guardiamo, come vedi nel test, lui da campione guarda bene la psicologia dello sport, dice che cosa è il calcio. Il nostro, nel test, è un livello diverso, noi entriamo nella impiantistica sportiva, nella disciplina sportiva e tecnica di allenamento, come prepararsi ad affrontare una possibile situazione agonistica. Il problema non è cosa è per un atleta famoso lo sport, il problema è chi doveva essere ” clemente “, invece ha pensato a fare la storia, molti per fare carriera, non di certo gli sportivi, decidono che si devono rendere scientifici tutti i corsi, non manifestano la dovuta clemenza, sono alla ricerca finale, di ogni test possibile, che confermi che loro hanno fatto carriera, non è il nostro caso ovviamente, noi siamo molto clementi. Non solo oltre che a non essere clementi, dimenticano che le spese, le tasse, per fare carriera devono essere loro a sopportarle, visto che il primo passo, per gli esercizi che si scelgono, per validare un piano di allenamento, è nelle risorse che si hanno a disposizione, in tempo di crisi, bisogna essere molto clementi, non fare molte storie, non pensare a fare la storia, tutti dobbiamo arrivare alla full scale giusta, proporre le cose che riguardano tutti, in vasta scala, al naturale, con pochi artifici scientifici.

Manfredonia sempre più città dello sport.

Il racconto di Matteo SImone ( Psicologo dello Sport ).

Manfredonia sempre più città dello sport con atleti del passato e del presente che si mettono in gioco, ognuno con i propri mezzi e proprie possibilità, ognuno è una risorsa per l’altro e per il gruppo che cresce non solo numericamente ma anche qualitativamente diventando un punto di riferimento per altri che si vogliono sperimentare nelle acque libere del Golfo di Manfredonia la mattina alle 6.30 in acqua all’Isola che non c’è.Manfredonia sempre più città dello sport con diverse modalità e gruppi che invogliano a mettersi in gioco e a sperimentarsi gradualmente con fiducia e resilienza.

Che succede a Manfredonia? È facile imbattersi in qualcuno che fa sport e che ti invoglia a fare un’uscita in compagnia, soprattutto se si tratta di un campione come Filippo Castriotta, meglio conosciuto come “Il pirata del Gargano” per i suoi trascorsi in bici sfidando i campioni del ciclismo locale e ora fortissimo ultrarunner già sul podio di due 100km a Torino e nel Gargano.E vuoi mettere una location come la città di Manfredonia alle porte del Gargano tra mari e porti, al tramonto? Questi sono i regali dello sport.Lo sport permette di sperimentare sia benessere che performance, fa rincontrare vecchi amici e ne fa conoscere nuovi amici, fa conoscere nuovi luoghi e nuove culture, fa apprezzare luoghi e persone. Lo sport abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi.

Non c’è un età per iniziare o per smettere, se sei stanco puoi rallentare.Il treno dello Sport raccoglie gente e le porta in giro per allenamenti e gare, per faticare e divertirsi insieme, per sperimentarsi e mettersi in gioco, condividere partenze, percorsi e arrivi. Questo è lo sport che vogliamo, uno sport che rende felici nonostante la fatica.Conosci la Puglia? Il Gargano? Manfredonia? Lo sport diventa un treno che ti porta in giro per continenti, nazioni, città e paesi per sperimentare fatica e condivisione, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Non c’è un momento preciso per salire sul treno dello sport, è sempre il momento per provare, per iniziare; non c’è un’età per smettere ma è importante ascoltare le proprie sensazioni e apprendere sempre dall’esperienza. Il treno dello sport a volte passa e bisogna farsi trovare pronti e decisi per prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi, monti, mari e spiagge.Lo sport avvicina persone e incrementa consapevolezza corporea, mentale, amorevole e ludica, apprendendo sempre dall’esperienza trasformando errori in perle preziose e utili.Nella vita prima o poi lo trovi uno Sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi.

Non c’è un’età per iniziare o per cambiare uno sport, importante è quello che si sperimenta e a volte le sensazioni e le emozioni sono ricche e intense. Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza e portare a casa sempre insegnamenti. Lo sport permette di sperimentare tanto, dalla fatica negli allenamenti e nelle gare alle soddisfazioni per essere riuscito a raggiungere propri obiettivi. Si impara a conoscere la vita come ciclica, tensione e rilassamento, fatica e gioia, sconfitte e vittorie, seguendo proprie direzioni che portano a mete e a raggiungere obiettivi difficili e sfidanti ma raggiungibili, cercando di trasformare sogni in realtà. Sali in carrozza, la carrozza dello Sport, fatti trasportare e coinvolgere, contribuisci a spingere la carrozza con la tua volontà e le tue forze, segui un coach o un atleta più esperto o diventa il coach di te stesso, non aspettare il momento migliore, non rimandare, è ora il momento. All’inizio può bastare anche un solo minuto al giorno, il resto viene da sé, sperimentando sempre più benessere e performance. Lo sport diventerà la tua vera zona di comfort, fidati. È importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.

Si impara sempre dall’esperienza, l’importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente, migliorando. Solo chi fa sa. Lo sport che vogliamo è competitivo ma non aggressivo; uno sport dove si rispetta sé stessi e gli altri, dove si può sperimentare uno spirito di squadra accogliente e rispettoso dove c’è posto per tutti e ognuno apporta il proprio importante contributo; uno sport dove la fatica e l’impegno vengono ripagati con riconoscimenti e attestati di stima e di rispetto. Lo sport che vogliamo è lo sport che ci permette di metterci in gioco apprendendo dall’esperienza; uno sport dove si sperimentano sensazioni ed emozioni; uno sport che fa ritornare a casa soddisfatti e contenti.

Lo sport è un mondo dove si può scaricare tensione, dove ci si può mettere alla prova, dove puoi sentire il tuo corpo, dove ti puoi testare, dove c’è un percorso, un inizio e una fine, come nella vita, dove trovi tanti compagni di viaggio lungo percorsi sconosciuti, un mondo dove si attraversano ansie, tensioni, paure, stanchezza, incredulità, gioia, precarietà: niente è stabile, niente è per sempre.

Sullo schermo ” Sandro Castorina “

Dove siamo rimasti nel basket, prima della pausa, prima di riprendere a camminare, con tutti i problemi che lo sport deve affrontare. Il settore giovanile rimane protagonista, sopratutto nella ” volontà ” dei giovani atleti di fare sport, la pallacanestro, in aggiunta, è uno sport con la palla, dei fondamentali, con un allenamento tecnico ed atletico. Ospitiamo Sandro Castorina, per parlare del suo sito web BASKETASK, che mette in evidenza, con noi, il ruolo del settore giovanile, del responsabile tecnico, la differenza tra Istruttore e Allenatore, commentando gli attuali problemi del ” fare ” pallacanestro.

Non possiamo ” giudicare ” l’attività sportiva, come vedi nel video, la ospitiamo, per farla andare avanti, sapendo anche tutti vorrebbero il ” modello di giocatore ideale ” da allenare, invece, possiamo sfruttare l’idea di fare sport insieme, di continuare a fare basket, di apprendere come giocatori e giocatrici, fondamentali tecnici, anche in questo periodo.

Sullo Schermo ” Silvia Bianchi “

Appuntamento della nostra rubrica dedicato al ” mindfulness “, con ospite la Dott.ssa Silvia Bianchi, che da anni se ne occupa. Parliamo insieme, del modo di pensare, di dibattere, sul ” mindfulness “, un modo per ricordare il bisogno di concentrarci, di vivere cose piacevoli, non solo, in conclusione, la nostra ospite, ci ricorda anche un ottimo libro sull’argomento.

Sullo schermo ” Matteo Vagli “

Intervistiamo per la nostra rubrica uno psicologo dello sport Matteo Vagli, che ci spiega come gli sportivi, i praticanti,nel creare la loro performance, non si contrappongono al bisogno che viene dall’intervento di uno psicologo dello sport.. Nell’intervista una interessante riflessione sull’essere sportivo, sul rapporto tra lo sport e la socialità, oggi alla luce del periodo che stiamo vivendo. Possiamo anche ascoltare, nel rispondere alle domande, un passaggio dedicato agli studenti, non solo per l’importanza della promozione sportiva tra i giovani, si sottolinea nel rispondere ad una domanda, anche il bisogno di motivazione che hanno i giovani nello studio.

Sullo Schermo ” Visualizza l’azione “.

Puntata finale con il tennis, nostro ospite Max Gaggino, regista e match analyst, nella impostazione giornaliera di un allenamento, arriva anche il nostro secondo ospite Valerio Lonoce, che si occupa di sport marketing, segue in questa stagione un gruppo giovanile di basket, confrontiamo due sport molto amati, uno individuale, l’altro che si basa sulla motivazione di un gruppo di atleti, come il basket. Il nostro appuntamento SULLO SCHERMO non è stato una conversazione casuale, ha sottolineato il lavoro del messaggio scritto, nel contattare i nostri ospiti, che ringraziamo. Gli ospiti ci hanno consentito, i nostri commenti nelle interviste, per questo ringraziamo chi nel mondo dello sport è stato nostro ospite, abbiamo mostrato l’obiettivo della rubrica, in questi post sul blog.

Il tennis è il mio sport preferito, ho voluto, con questo sport chiudere le interviste della rubrica, per quello che riguarda lo sport. Arrivare sullo schermo, premere la tastiera del computer, sapere come il lavoro con la telecamera, il computer, entra in un campo da tennis, è molto interessante.









Quando si arriva alla stessa zona geografica di origine, come nel caso di Valerio Lonoce, essendo anche noi pugliesi, il pubblico, inizia a sapere dove ci sono le nostre attività. Quello che spesso, nella struttura sportiva è invisibile, viene riportato alla mente con queste interviste.

Sullo schermo ” 25 Maggio 2020- Doppia Intervista “

Video Match Analysis è il ruolo di Lorenzo Favaro. La pausa non rompe il rapporto che ogni buon allenatore ha con il video. Molti esprimono la loro approvazione e vogliono conoscere chi si occupa di fare il lavoro. Vi spieghiamo come funziona.

Performance Coach presso Damac F.C Arabia Saudita è il ruolo di Luca Scordo. Per seguire il tecnico, nello staff, ha scelto campionati, momenti, in giro per il mondo. Un allenatore deve stare con altri tecnici per lavorare, ci viene spiegata questa attività, si riflette su questo periodo di pausa.

SULLO SCHERMO ” Mattia Matricardi “

Ascolta l’intervista con Mattia Matricardi. Segui il link. Puntata dedicata alla pallavolo, anche se si parla di tutto lo sport, in questo momento. Siamo in fase di preparazione, all’interno degli sport si preparano infatti a tornare i protagonisti, all’esterno della nostra casa ritorniamo a fare sport. Si riflette su quelle che sono le fasi con cui si riprenderà a fare attività.

Sport e turismo.

Dopo la pausa, parte il nostro laboratorio di scrittura, nel rispetto della nuova organizzazione dello sport, le sole lezioni di minibasket di Giuseppe Di Summa che potrai vedere riguardano il programma Sport e Turismo, sono rimaste poche ore, si sa, indagando sui nostri anni di Istruttore, classificando in modo paziente la nostra pazienza, si deve rafforzare il corpo e la mente, del nostro piccolo viaggiatore, sapendo che con la ” quarantena ” il turismo ha sofferto, ha una nuova diagnostica, per il nostro fisico, la nostra motivazione, ad essere un ” turista “. Speriamo, che come tutti noi, il grado di reazione, del turismo, sia quello che tutti si aspettano.

Il genere dell’E-Book.


La formazione per scrivere questo testo passa per la parola CLINIC, che è il corso di formazione, nel percorso ufficiale di un Istruttore, questo è un lavoro che da una certa stabilità al testo, visto che sono saperi condivisi da tutti. La disciplina sportiva ha la sua retorica, chi scrive ha seguito diversi corsi online di lingue, per preparare la conoscenza della lingua straniera, ha seguito dei brevi corsi anche per il brand, l’uso dei social, le tecniche di comunicazione, i social. Per quello che concerne la parte educativa, oltre ad una serie di corsi sul territorio, operatore socio-educativo, operatore di sostengo per disabili, psicologia dello sport, oltre alla conosce in inglese, della psicologia, dell’allenamento del giovane atleta, del rapporto tra sport e società, qui usando molto i MOOC, che attualmente offrono una buona formazione.

La comunicazione arriva, al testo, grazie ai moderni mezzi, che permettono il funzionamento, in rete, di un blog, di un sito web, il comportamento, dell’Istruttore Giuseppe Di Summa, passa nella valutazione, come per tutti gli Istruttori sportivi, dell’evento che nella nostra vita è la ” precarietà “, la mancanza di lavoro, non è facile rispondere all’ambiente esterno, dal punto di vista lavorativo. Non solo lo sport richiede anche accortezza per questioni di salute pubblica, quando si scrive, si lavora, si deve fare attenzione al valore dello stato di salute. Il ruolo, dell’E- Book, qui sul progetto web, introduce dal Maggio del 2020, il valore dell’abbreviazione nella comunicazione, si sa che come si arriva alla comunità sportiva, si entra nel loro lavoro, con un testo, passa anche per il tipo di educazione che da tale comunità è consentita di comunicare, non solo, non tutti gli Istruttori sono connessi con l’industria dei media, con i loro testi, con scrittori, giornalisti, tutti sanno di dovere esprimere il genere dominante, per chi educa, per avere la maggiore condivisione possibile. Non solo lo sport, per esprimersi, ha il suo linguaggio colloquiale, la sua tradizione linguistica, spesso lo schermo del computer serve solo a fare uscire fuori i giovani incollati al pc, ai social, i vecchi, ancora in edicola per il giornale. Chi scrive sul web sa di rivolgersi a chi lo usa, si gioca la chance di essere compreso, con un allenamento, con un apprendimento. 

Siamo nel Maggio del 2020 in aggiornamento, tutti abbiamo vissuto un periodo a casa, chi scrive, ad esempio, dal 8 Marzo al 16 Maggio, è uscito solo 5 volte, per pochi minuti, non più di 20, è stata una scelta, la casa, etimologicamente, tutti sappiamo essere un luogo protetto, come una stirpe, una dinastia, non solo lo stare a casa, ci ha subito ricordato il luogo nativo, che abbiamo scelto per il commercio, dove lavoriamo, quindi questo valore, anche etimologico di casa, è ritornato a tutti. L’altra parola, da spiegare etimologicamente, è ombra, uno spazio privo di luce, ombra intendesi una immagine senza corpo, quindi è nato quello spazio, che molti si aspettavano, dove noi siamo sempre stati, nel tempo, che è rimasto là fuori, con la nostra ombra, senza la nostra presenza, mentre eravamo, stavamo a casa, noi siamo andati subito SULLO SCHERMO, come insegna il motto ” sono pronto ad una pittura “, proprio da una terra d’ombra, abbiamo preso la luce, il colore, per il nostro schermo. La lezione da imparare, per molti, sullo schermo, è cosa ” significa ” per noi che parliamo italiano, ” questa casa !!!” . La terza, ultima parola italiana, è ” bisogno “, tutti hanno molto spesso il segreto, con attenzione, di quello che ci manca, del nostro spazio, quando non lo abbiamo avuto più con noi. 

Ti ricordo dove puoi acquistare il nostro E- BOOK

Come ti avevo indicato nei post, nel testo vi è un pausa sino al Dicembre del 2020, vedrai solo dei post che ti invitano a conoscere il mio E- BOOK. Il messaggio arriva quindi al cliente, un esperto che usa il web, costruisce un messaggio di testo per interagire con il suo cliente, in questo caso l’Istruttore Minibasket, proponendo come leggi nel sito web lo studio del lavoro, descrivendo quello che si fa, sapendo che ogni messaggio, sarà sempre personalizzato, da ogni Istruttore, che potrà arrivare in caso di coincidenza con quello di cui si occupa con noi. Leggi sino al Dicembre 2020 il messaggio che noi abbiamo personalizzato per il nostro Istruttore. Se vuoi o meno questo E-BOOK vuoi che Giuseppe Di Summa abbia il suo numero di Istruttori, che tutto sia all’attenzione dei clienti che si occupano nello sport, di queste tematiche. Dal Gennaio 2021, il progetto web cambierà con una tecnologia ad hoc realizzata per CAMBIO GIORNO, che si trova attualmente in fase di progettazione, che cambierà la messa in rete del progetto.

Sullo Schermo ” Francesca Gargiulo “.

Con noi ospite, in questa puntata di SULLO SCHERMO, la psicologa dello sport Francesca Gargiulo, che si occupa di calcio femminile. Alle atlete vengono insegnate delle tecniche per sviluppare le loro capacità mentali, parliamo di questo nell’intervista, non solo poniamo l’accento sulla comunicazione, intesa non solo come informazioni all’atleta, al genitore, all’allenatore che uno psicologo dello sport deve sapere gestire, vediamo anche come possibilità, nella buona comunicazione, di presentare lo psicologo all’interno della società, per fare comprendere come sia supportata l’iniziativa che riguarda il suo intervento. Non solo, in conclusione, chiediamo come sarà gestita, l’intenzione di molti di continuare la propria attività fisica, dopo la lunga pausa.