Intervista a Gina Sorace

Come hai deciso di scrivere un romanzo , hai realizzato un progetto, oppure ti sei lasciata andare ?

Di solito un romanzo nasce con una forte ispirazione ma l’idea va man mano cambiando dipende tutto dai personaggi, vivono sorprendentemente di luce propria, ti stupiscono con la loro indipendenza e quando il romanzo è finito ti lasciano con un grande vuoto.

Tra i tuoi libri un titolo incuriosisce ” come superare un esame universitario studiando solo 2 ore “. Quali consigli ?

Il manuale su come superare un esame studiando 2 h ha venduto tantissimo ed è stato molto apprezzato perchè in 2 ore, sottolineo totali e non giornaliere, cambiando completamente vita, si può davvero padroneggiare una materia. Ma occorre vedere lo studio in modo completamente diverso altrimenti risulta impossibile.

Di cosa parla ” le colpe nel sangue “?

Le colpe nel sangue sono delle accuse ai genitori, i nostri mali interiori dipendono da loro, la provocazione è che non si può fare un figlio se non si è perfetti, infatti il protagonista Roberto è marcio perchè i suoi genitori non sapevano amare nè insegnargli a farlo. Secondo lui lo hanno rovinato invece gli hanno consegnato l’amore vero tra le mani. Un pò come tutti noi che non capiamo mai i disegni di Dio…

Nelle ” Solitudini ” si scrive dell’amarezza delle delusioni, un argomento interessante, possiamo sapere qualcosa sulla protagonista ?

Le solitudini hanno due solitudini, appunto, come protagoniste, una immigrata russa ed una milionaria sola che vivere tra le ceneri di una tragedia e ci insegna che spesso si perde tutto nella vita e che per brevi attimi si ritorna felici per poi riperdere di nuovo tutto. Insegna a cristallizzare i pochi momenti belli della vita e a farne tesoro.

Una famosa canzone di Natale è White Christmas, forse il disco più venduto nella storia, dove si sogna un bianco natale, cosa scriveresti o scriverai su un bigliettino di Natale ?

Scriverei che è bellissimo nascere ma ancora più bello risorgere dopo la morte perchè amo molto di più l’idea della Pasqua, preferisco essere felice dopo aver conosciuto la sofferenza, quella felicità sarebbe doppia

Progetti per il futuro ?

Per il futuro 4 romanzi e un manuale in arrivo perchè non posso nascondere ciò che so sul mondo universitario, sulle difficoltà di apprendimento e non posso non tacere quando so che ci sono molti studenti angosciati a cui, nel mio piccolo, posso dare una speranza. Sento ogni giorno dire che lo studio è una croce e che non serve invece lo scopo della mia vita è diffondere il messaggio contrario: nessuno vuole più studiare o pregare ed essendo questi due dei territori vergini esplorandoli si trova davvero una felicità senza fine, la vita vera è fatta di preghiera intensa e di studio proficuo inteso come curiosità. Io spingo, anche se i miei allievi usano il termine obbligare, a incanalarsi in quelle direzioni.

I LIBRI DI GINA SORACE

IL RIFIUTO DEL SI

IL RIFIUTO DEL SI’ Clara lasciata all’altare dal suo grande amore, dopo 4 anni e una nuova vita, indagherà sull’omicidio proprio del suo ex trovandosi di fronte ad un assassino che non la ha punito come lei avrebbe dovuto fare.

le colpe nel sangue

LE COLPE NEL SANGUE Roberto è un ginecologo insuperabile per fama, ricchezza e bravura, ma a 60 anni dovrà ritrovare una persona senza della quale la sua vita non può dirsi completa, Vassilij…

le solitudini

LE SOLITUDINI Una immigrata russa con una figlia a carico, nata da un brutale stupro, ed una studentessa sopravvissuta allo sterminio della sua milionaria famiglia, si incontrano e tessono una amicizia speciale, con la morte della studentessa si riapre di nuovo la lacerazione del dolore e Anna dovrà indagare su chi e perchè è stata uccisa la sua unica fonte di gioia, Marianna.

come superare...

COME SUPERARE UN ESAME UNIVERSITARIO STUDIANDO SOLO 2 H è una guida che permette in 2 ore globali e non giornaliere di conoscere il contenuto di interi manuali universitari, superare ogni forma di panico, sostenere un esame brillante, ma, attenzione, bisogna rivedere parecchi parametri nella motivazione, nell’approccio all’università e nel proprio modo di intendere la parola cultura. 160 ragazzi di cui si raccontano le storie in queste pagine hanno seguito consigli e metodi stravolgendosi la vita e in due ore sono riusciti a portare a casa un esame!

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L’ESERCITO DI ANA pubblicato quest’anno è la storia di Margherita che ci trasporta nella vera anoressia. L’anoressia non è una malattia ma una soglia a cui solo le migliori possono giungere, quelle che non hanno bisogno di mangiare perchè sono perfette e sono perfette perchè Ana le scegli ad una ad una per creare il più potente esercito. Se non ne sei parte non vali nulla.

Una milanese a Parigi

Per cogliere degli aspetti interessanti della grande città francese, una grande comunità, che ogni buon turista chiama ” Ville Lumière “.

Si consiglia questo sito web : UNA MILANESE A PARIGI

Nel ricevere i miei complimenti, spero anche i vostri, puntate nella navigazione online, la vostra attenzione ai ” luoghi “, al romanticismo della città. Un ambiente che viene ben presentato, sul sito, sulla fan page, dal punto di vista culturale, aiutandoci ad entrare in un grande spazio.

Poi si può scoprire anche Milano, la ” città Meneghina “, della moda  così come lo è anche  Parigi, andiamo alla scoperta di cosa fare.

Gli Inevitabili incontri del destino – Luca Terenzoni –

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Iniziamo con la tua grande passione per la Francia, il Cinema e non solo; nel tuo romanzo “Gli inevitabili incontri del destino”, vi sono diversi luoghi, cosa ti ha legato dunque alla Francia?

La mia grande passione per la Francia nasce essenzialmente dai viaggi che vi ho fatto nel corso degli anni; viaggi che mi hanno portato ad apprezzare questo paese e ad approfondirne anche la conoscenza della lingua.

Nel libro, grazie alla lettura che ci consenti con degli estratti del tuo blog, descrivi il momento della fotografia, della Tour Eiffel, quindi oltre ai luoghi, di cui abbiamo parlato prima, nelle recensioni dei tuoi lettori cosa cattura del libro?

Sulla base dei riscontri ricevuti da parte di chi ha letto “Gli inevitabili incontri del destino”, io direi soprattutto il suo carattere introspettivo, poiché nel cercare di sviluppare le figure dei quattro personaggi coinvolti nella vicenda ho cercato di immedesimarmi in ognuno di loro, e di farli poi interagire sulla base delle loro differenti esperienze di vita.

I lettori lo hanno definito anche intrigante, dal momento che, pagina dopo pagina, si è accompagnati in un crescendo di colpi di scena, per poi giungere al finale rivelatore dell’intera vicenda.

Indubbiamente è un libro che ha attirato l’attenzione di chi, come me, ama la Francia. Il fatto di aver visitato i luoghi che fanno da sfondo alle vicende de “Gli inevitabili incontri del destino” mi ha permesso di riversare sulle pagine del romanzo tutte le emozioni da me provate durante i soggiorni nelle varie località francesi da me visitate.

Raccontaci del tuo libro, la storia, come è stato scriverlo?

“Gli inevitabili incontri del destino” narra essenzialmente la storia di quattro persone.

Alla metà degli anni ottanta, Francine, una ragazza madre, sta passeggiando lungo i bastioni di Saint-Malo, nel nord della Francia, e ripensa agli anni della sua adolescenza.

Nella Parigi dei nostri giorni, Lisa, un’ex indossatrice americana, ancora molto impegnata nel mondo della moda, si interroga, insoddisfatta, sull’utilità della propria vita.

Il brillante architetto Daniel, invece, a Parigi sta tornando, dopo essere stato per qualche tempo a New York, dove ha seguito la realizzazione di un importante progetto.

Roger è un celebre attore, fresco di Palma d’Oro al Festival di Cannes, che rimpiange di non aver messo al mondo un figlio quando era più giovane.

Quattro vite che apparentemente non hanno nulla in comune se non un  insospettabile disegno che  li porterà ad incontrarsi e ad intrecciare in modo del tutto inaspettato le loro storie.

Per quanto riguarda la sua stesura, come del resto è avvenuto anche per il mio primo romanzo “Primavera in Borgogna”, tutto è nato dal desiderio di raccontare storie di persone.

Prima mi sono ovviamente concentrato sulla caratterizzazione dei singoli personaggi coinvolti nella vicenda, dopodiché ho scelto in quale contesto farli interagire.

Entriamo ora nella cultura francese quali sono i tuoi punti di riferimento?

Parlando della cultura francese, oltre alla lingua, è il cinema l’altro mio punto di riferimento.

Sono un grande appassionato di cinema, anche di quello italiano, ma fin dagli anni della mia adolescenza ho subito il fascino del cinema d’oltralpe, oltre che per la bravura dei suoi interpreti, per la particolarità delle storie narrate.

Ovviamente non mi ritengo un esperto, ma a ogni modo alcuni anni fa ho deciso di “concretizzare” questa mia passione aprendo un blog: “Cartoline dalla Francia”; per me è essenzialmente un modo per confrontarmi con persone che condividono il mio stesso interesse.

Progetti per il futuro?

Al momento, sto ultimando la stesura del mio terzo romanzo.

Puoi seguire online Luca Terenzoni su :

CARTOLINE DELLA FRANCIA 

GLI INEVITABILI INCONTRI DEL DESTINO

Le tenebre dell’anima – Luigi Angelino

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1) le tenebre dell’anima, scritto sotto forma di diario, si può definire un thriller, noir, fantareale, quasi un multi romanzo?
Credo che “le tenebre dell’anima abbia le caratteristiche sia del romanzo thriller, sia del noir, ma soprattutto del fantareale. Ma gli elementi di ciascun genere sono cosi legati, da creare quasi un diverso genere, difficilmente etichettabile. Di certo può essere considerato un multi romanzo per i tanti generi che comprende, ma soprattutto per la differenza di stile che contraddistingue le quattro diverse parti: lo stile sembra maturare con le fasi di crescita del protagonista e del dipanarsi della vicenda.
2) Siamo davanti ad un romanzo eclettico come il suo autore?
La storia è assolutamente di fantasia. ..la maggior parte degli eventi si commenta da sola..ma gli ambiti in cui si muove sono quelli di mia conoscenza diretta ed esperienza..in questo senso si può attribuire all’eclettismo dell’autore
3) La lotta tra il bene ed il male è uno degli argomenti principali del suo romanzo. L’ ago della bilancia del protagonista Mirko dove si spinge di più?
Bella domanda! Intanto mi costringe a rispondere “alla lontana”, senza cioè rivelare elementi decisivi della trama. Innanzitutto bisognerebbe definire i concetti di “bene” e “male”, ma non basterebbe neanche il compendio dei più grandi ed illuminati pensatori sull’argomento. Mirko Ravella sembra il protagonista di una vicenda di tipo manicheo, dove due principi contrapposti, il bene ed il male, si fronteggiano per superarsi. Ma il romanzo si colloca, fantasiosamente e simbolicamente, in una dimensione di angoscia apocalittica cristiana, nella cui visione teologica esiste un unico pensiero di origine, quello del bene, mentre il male non è altro che allontanamento dal bene, cioè da Dio. L’ intera vicenda è appunto il percorso che Mirko Ravella compie, nella sua travagliata esistenza, ,sempre in bilico, tra il bene ed il male, ma lascio al lettore che voglia intraprendere questa complessa lettura la personale interpretazione.
4) Un romanzo importante che sa spaziare dalla filosofia all’arte, dalla teologia all’astronomia..Tuttavia nella nuova stesura appare più scorrevole, meno ridondante in alcuni punti e più appetibile per il grande pubblico. .Cosa l’ha spinto alla rielaborazione?
Intanto preciso che tutte le descrizioni storiche, filosofiche, artistiche, astronomiche, insomma riguardanti diverse discipline, non hanno assolutamente pretese didascaliche ma sono poste in chiave fantasiosa, seppure in molti casi plausibile. Per quanto riguarda la nuova rielaborazione, essa è maturata da un’attenta e meditata riflessione. Pur lasciando la trama alquanto invariata, nei suoi colpi di scena e cambi repentini di registro, ho eliminato quelle parti descrittive poco utili all’economia del romanzo, che inoltre potevano distogliere il lettore dall’analisi dei significati più importanti.
5) Quale chiave di lettura e’ nascosta nella suddivisione in quattro parti della sua opera letteraria?
L’ aria, l’acqua, il fuoco e la terra, come è noto, rappresentano gli elementi tradizionali su cui si basa la filosofia greca. Manca il quinto: l’etere…magari ispirera’ il prossimo romanzo..L’ aria è la parte del romanzo in cui si accompagna Mirko dall’infanzia fino al compimento degli studi, un periodo in cui forse poteva ancora scegliere…respirare “liberamente ” ed avrebbe potuto sottrarsi alle manipolazioni della setta..L’ acqua è la parte del romanzo in cui il protagonista vive “in apnea”, come immerso in una dimensione onirica e travolto dagli eventi, anche in relazione alla professione intrapresa..Ma è nel “fuoco”, la sostanziosa parte centrale, in cui la vicenda assume contorni universali ed apocalittici e si rivela la missione cui è destinato Mirko Ravella. .Nella quarta parte, la “terra”, il vero protagonista è il nostro pianeta, ma è anche lo stesso Mirko a “tornare coi piedi per terra”…Mi preme sottolineare che il romanzo si apre nel prologo in una determinata dimensione temporale, poi la vicenda inizia con l’infanzia di Mirko fino a ricongiungersi all’episodio del prologo, quasi a delineare il travagliato cammino che ha portato fino ad esso..Poi la storia va oltre fino ad un epilogo inaspettato che attribuisce una diversa chiave di lettura all’intero romanzo.
6) Qual è il messaggio fondamentale del suo romanzo?
La trama è molto fitta…I personaggi sono tanti..le tematiche spaziano in tanti campi. Pertanto richiede una lettura attenta ai particolari, soprattutto perché elementi che possono sembrare marginali, trovano nel prosieguo della vicenda una collocazione ed un significato più nitidi. Alla narrazione di eventi di pura fantasia, ho unito la trasfigurazione di fatti reali, ispirandomi ad argomenti di angoscia collettiva plausibili ed in alcuni casi perfino realistici. Solo la lettura completa del romanzo, a mio avviso, riesce a far comprendere l’unitarieta’ della trama e che nessun elemento è lasciato al caso senza spiegazioni. Credo che in definitiva ogni lettore possa ricavarne un messaggio specifico. Il romanzo è stato scritto con la consapevolezza di non poter trovare soluzioni morali, anzi istilla dubbi, pone interrogativi, può stimolare la ricerca interiore, anche se in alcuni passi meraviglia, scuote…spaventa…Il filo conduttore del romanzo è l’ineluttabilita’ del proprio destino: il protagonista Mirko Ravella più volte cercherà di prendere le redini della biga impazzita della sua esistenza, ma sarà sempre travolto da coincidenze tanto sconvolgenti da sembrare qualcosa d’altro. E’ l’irrisolto contrasto tra il libero arbitrio dell’uomo ed il sentirsi sopraffatto da forze superiori ed incontrollabili…Il travagliato viaggio attraverso “le tenebre dell’anima ” ci farà anche capire che vi è sempre la possibilità di riscatto…perfino dopo atroci nefandezze sarà possibile risalire verso la luce..

INTERVISTA A SIMONA COLAIUDA

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“Storie di donne di oggi, diverse eppure con un una caratteristica comune: la ricerca di quella leggerezza necessaria per far volare alto cuore e sentimenti.”
Simona Colaiuda vive a L’Aquila dove svolge la professione di consulente assicurativo e Life & Business Coach. Scrive su diverse riviste nazionali e per la casa editrice Lettere Animate ha scritto ‘Storie d’amore’, inserito nella collana ‘I nuovi brevissimi’.
Simona presentaci il libro che hai scritto: come è nata questa idea?
L’idea è nata grazie a una persona con la quale collaboro da diverso tempo e che qui colgo l’occasione di ringraziare pubblicamente: Ginevra Cardinaletti. In ogni racconto ho voluto raccontare una storia, una donna, dipingendone sogni ed emozioni. Quelle emozioni che cerco di far rivivere e trasmettere al lettore.
Il tuo stile di scrittura come è stato appreso?
Sembrerà banale dirlo, ma ho sempre amato scrivere. Oggi la scrittura è una parte fondamentale della mia vita. Ho seguito anche dei corsi di scrittura creativa, ma la palestra migliore è senza dubbio la lettura.
Che tipo di libri ami leggere? Qual è il tuo libro preferito?
Leggo molto. Mi piace leggere libri di psicologia, di crescita personale che alterno alla narrativa italiana contemporanea. Il mio libro preferito è ‘Pensieri lenti e veloci’ di Daniel Kahneman.
Come ti senti con l’amore quando scrivi?
Anche l’amore è una parte fondamentale della mia vita, ecco perché è sempre presente in quello che scrivo e, non ha caso, ha dato anche il titolo al mio ebook. Quando scrivo, cerco di catturare le emozioni e tradurle in storie. Storie d’amore, appunto.
Il percorso del libro: presentazioni, conferenze, eventi, … ?
Al momento non ho un percorso stabilito. Sicuramente la promozione è importante per la vendita e ci sono in programma incontri con i lettori.
Cosa si deve rimproverare oggi al mondo degli autori?
Ti rispondo partendo da un’intervista fatta a Giorgio Armani che ho letto qualche giorno fa. Lo stilista diceva che avrebbe voluto fare lo scrittore perché nel suo lavoro è costretto a fare quello che il mercato vuole e non ciò che lo esprime pienamente, come, a suo dire, può fare uno scrittore. La sua opinione è che uno scrittore scrive quello che vuole. Secondo me non è proprio così. Se da un lato è vero che uno scrittore può scrivere ciò che vuole, non è altrettanto scontato che quello che scrive venga puoi pubblicato o addirittura letto. Oggi c’è il boom dell’erotico. Ci sono bestseller che hanno venduto moltissime copie e da cui hanno ricavato film di successo. Molte case editrici, anche importanti, cercano questo genere. Quindi, per avere una maggiore probabilità di essere pubblicato da una casa editrice ed essere letto, anche lo scrittore deve fare i conti con le richieste del mercato. Oggi, con il selfpublishing, ogni persona può pubblicare ciò che vuole. Ma chi percorre questa via oltre al talento deve mettere in gioco un livello maggiore di accuratezza e professionalità. C’è un mio caro amico, Roberto Tartaglia, che ha dedicato una vera e propria accademia al selfpublishing. Lui è uno scrittore che si autopubblica con successo, ma lo fa con professionalità. Ogni lavoro dovrebbe essere svolto con serietà professionale.
Secondo te nei libri, come ieri, c’è spazio per i veri sentimenti?
C’è sempre spazio per i sentimenti. Anzi la differenza la fa proprio l’autenticità dei sentimenti trattati.

INTERVISTA A RITA CHARBONNIER

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Rita Charbonnier è autrice di un trittico di romanzi storici incentrati su grandi figure di donne che lottano per uscire dall’ombra. Il primo, “La sorella di Mozart”, uscito per Corbaccio nel 2006 e riedito da Piemme Bestseller nel 2011, è stato tradotto in diverse lingue. “La strana giornata di Alexandre Dumas”, uscito per Piemme nel 2009, ha ottenuto la Medaglia della Presidenza del Senato; il terzo romanzo, “Le due vite di Elsa”, ambientato a Roma durante l’era fascista, è uscito per Piemme nel 2011. Dal tardo ‘700 al primo ‘900, le tre appassionanti storie offrono uno spaccato della condizione femminile nel passato recente, mostrando quel che è cambiato e quel che ancora c’è da cambiare.
La scrittrice ha anche avuto una lunga esperienza come attrice di teatro. Ha lavorato con Nino Manfredi, Aldo Trionfo, Lucia Poli, Renato Nicolini, Tonino Conte, Sandro Massimini e altri artisti. È stata coprotagonista del musical “On Broadway”, prodotto dalla New York University e andato in scena a New York. È inoltre giornalista pubblicista e ha collaborato con diverse riviste culturali; ha anche scritto soggetti e sceneggiature per la televisione.
Quando per la prima volta si è accorta che aveva bisogno di esprimersi con la scrittura?
Non lo ricordo di preciso, perché dovevo essere molto piccola. Mi hanno insegnato a leggere verso i quattro-cinque anni e quasi subito ho iniziato a scrivere piccole cose che dovevano essere a dir poco molto goffe. E che chissà dove sono finite… ma da allora al momento in cui ho deciso di “farlo sul serio”, naturalmente, è passato parecchio tempo.
Quali opere tra i classici la ispirano e che rapporto ha con i classici?
Un classico è sempre fonte di ispirazione… altrimenti non sarebbe un classico! Per il resto, il mio rapporto con i classici è molto buono, a parte il fatto che di certo non li ho letti tutti e che devo lottare per trovare il tempo di leggerne, o rileggerne, uno…
Come valuta i social network, i nuovi spazi per gli scrittori: le sono utili?
I social media sono strumenti, e come tali possono essere utilizzati in diversi modi. C’è chi usa Facebook solo per scrivere comodamente messaggi brevi via computer; c’è chi lo utilizza per appagare il proprio bisogno di consenso, ed è opinione comune che uno scrittore non possa non essere attivo sui social, per farsi conoscere. Bisogna però vedere come lo si fa. Coloro che tempestano le bacheche altrui di propri brani di scrittura, ad esempio, risultano invadenti.
Tra le sue opere, qual è quella che ha avuto più successo in Italia?

Senza dubbio il mio primo romanzo: La sorella di Mozart. È stato pubblicato da due diverse case editrici, la seconda delle quali – Piemme – l’ha inserito nella collana Bestseller. Inoltre è stato tradotto in diverse lingue. Che sia il migliore dei miei romanzi,

però, è da stabilire…

Ringraziandola per l’intervista le chiedo: quali sono i suoi progetti per il futuro?
Ho aperto da un anno un’agenzia di servizi editoriali, “Scrittura a tutto tondo”, e naturalmente dovrò continuare ad occuparmene; sto inoltre scrivendo un nuovo libro. Molto diverso dai precedenti. Non è un romanzo storico; non è neppure un romanzo…

 

INTERVISTA A GINO PITARO

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Il titolo è ‘Benzine’, nasce quindi la prima domanda: come mai questo titolo?
In effetti, mentre concepivo l’idea di questo romanzo avevo osservato che il fuoco, o la metafora e l’allegoria di questo e ciò che ha a che fare con esso, ritornava spesso in situazioni diverse, che i vari capitoli che andavano delineandosi nella mia mente avevano a che fare con questo e anche con alcune metafore geometriche, se così si può dire. Tutto assumeva una forma precisa ma non rigida. Lo svolgimento della storia andava insinuandosi come del carburante versato, il quale in silenzio si espande e poi all’improvviso una scintilla ne innesca gli effetti. Aspetto non espressamente ricercato, che ha un curioso parallelismo con determinate dinamiche dei tempi che viviamo. Mi viene in mente adesso una cosa che non avevo pensato, ma che è ovvia. Se il mio primo libro aveva come suo elemento l’aria, il secondo ‘Babelfish’ l’idea dell’acqua, il terzo invece è fuoco. Non è una trilogia degli elementi, essendo poi libri diversissimi tra loro. C’è poi una certa specificità nel chiamarlo ‘Benzine’ invece di ‘Benzina’, non principalmente perché ‘Benzina’ è un titolo di alcuni libri, fra cui quello di Elena Stancarelli, ma anche perché la benzina è come il vino! Pochi lo sanno, ma i carburanti non si dividono solo per tipologie, ma la benzina in commercio per un medesimo utilizzo varia per compagnia e prodotto, e anche per composizione e studi specifici. Esistono carburanti che più facilmente partecipano alla consunzione dei veicoli, a seconda pure degli interessi che ci sono in gioco. Il greggio ha qualità organolettiche estremamente variabili. Ci sono poi da tenere in considerazione la componente organica e inorganica, gli additivi di vario genere. La benzina che l’Italia esporta per esempio è migliore di quella nazionale. Può venire scambiata anche con il greggio, come avviene talvolta con quello libico, perché quest’ultimo è di alta qualità. Esistono compagnie migliori perché fanno molti test prima e durante la vendita sugli idrocarburi e altre meno. Ho amici che lavorano nel settore, che si occupano di controlli o addirittura del cosiddetto skillaggio degli impianti di raffinazione in giro per il mondo. Una questione questa delle ‘benzine’ che torna di striscio durante il romanzo.
Quali sono secondo te i punti forti del libro?
Precisiamo che ‘Benzine’ è un tipico romanzo di narrativa, non è un romanzo-saggio. Come autore penso che abbia la sua forza nelle situazioni aneddotiche, nella storia che gradualmente si innesca, nel ritmo, nell’ironia e in un certo umorismo. Tuttavia i libri sono solo di chi li legge, io come scrittore mi rimetto interamente e con umiltà al giudizio dei lettori. Certo, è ipocrita scrivere e non leggersi. Se non si avesse un’opinione del proprio lavoro non si potrebbero portare in corso d’opera nemmeno eventuali correttivi. Un autore deve avere sempre un’idea del proprio lavoro.
Ecco, se tu dovessi dire qualcosa del testo, cosa consiglieresti al lettore di non perdere?
La verità del romanzo, la sua articolata semplicità.
Tra gli autori di oggi c’è qualcuno che ti ha ispirato?
Nessuno. Leggo molto, ma quando scrivo non penso a libri o altri scrittori, a tendenze. Non esiste nel fondo della mia ispirazione un dato libro o un autore dei molti che mi piacciono. Tuttalpiù gli autori letti mi aprono delle porte verso sentieri in cui però mi incammino io.
Quale sarà il percorso del libro?
Quello che il libro vorrà percorrere. Ho scoperto nei miei due libri precedenti che sono questi a prenderti per mano e a indicare la via, quindi di volta in volta organizzeremo o parteciperemo ad eventi o situazioni che il romanzo o il mio ‘momento storico’ come autore richiamerà. Posso dire per esempio che una costante dei miei libri è rappresentata dagli apprezzamenti di sconosciuti lettori che poi hanno innescato il passaparola, nei limiti delle dimensioni editoriali riservate alle medio-piccole case editrici. In questo senso sarà importante l’appuntamento di ‘Più Libri Più lLberi’ dal 4 all’8 dicembre qui a Roma e poi del Salone del Libro di Torino. Stand Q12… A furia di parlare di benzine non confondetevi con Q8, come il nome del distributore di idrocarburi! Diciamo che al Q12 ci sono ottimi idrocarburi e vi controllano pure le gomme. Il ‘flusso’ della crescita dei miei lettori segue per adesso quello delle grandi kermesse. Ogni volta che un mio testo è stato venduto in queste circostanze ha fatto da moltiplicatore, ha generato un’onda. E io cresco con i lettori e per loro.
Dove possiamo trovarlo?
E’ richiedibile nelle migliori librerie, meglio quelle indipendenti, o al proprio libraio di fiducia, specificando che i testi Ensemble sono distribuiti anche da Medialibri Diffusione e nello specifico della Lombardia pure da DEM (distribuzione editoriale milanese). In Toscana, Marche ed Emilia-Romagna si aggiunge Euroservizi. Di solito i miei libri si richiedono senza problemi negli esercizi del circuito Ibs, Ubik, Giunti, Arion e Rinascita. Online il testo è ovunque e a breve sarà disponibile in ebook.

INTERVISTA A VINCENZO LUBRANO

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Mostrando la tua scrittura ( prima domanda ) in giro e sostenendo dei tratti di essa, parlandone tu in prima persona, al pubblico, le opinioni dei lettori ti fanno continuare su questa strada oppure hai in mente dei cambiamenti ??
1 . Nel corso dell’ esistenza ovvero valorizzando ogni giorno che ci viene donato siamo immersi nella crescita e puro insegnamento anche quando la monotonia appare alla nostra attenzione più dura che mai , spesso si ha bisogno di chi ci ascolta … altre volte invece possiamo imparare ascoltando gli altri . La scrittura per me ha ricoperto entrambi i ruoli , scrivendo per esprimere il mio pensiero e ogni volta che la mia penna tocca il foglio la serenità entra a far parte di me , la stessa serenità che chi legge i miei testi che spaziano da situazioni autobiografiche alla vita sociale che accomuna ognuno di noi , guardando oltre alle proprie possibilità dove oltrepassando la MATERIA viene accolto il vero senso della vita. Ho capito nel mio cammino intrapreso che i NO spesso servono a rivedere e dare forza mettendo alla prova se stessi , che le difficoltà vanno affrontate con il cuore in mano stringendolo ogni volta che il traguardo sembra essere lontano , ma non impossibile da raggiungere . Il sostegno ricevuto dalle persone che hanno letto il mio libro L’IMPRONTA DEL PENSIERO e che seguono la mia pagina Facebook Sotto lo Stesso Cielo , che ringraziano di aver condiviso i miei pensieri sa essere ogni volta un lieto passo in avanti per la realizzazione di un sogno che con tanto sacrificio porto e porterò avanti , la scrittura e l’espressione è un’arte di cui non ne posso fare a meno e l’unico cambiamento sarà dato solo dalla mia crescita.
Cosa ti suggerisce facebook, il web, quando scrivi un testo ? ( seconda domanda )
2. Il Network come il Web in generale oggi giorno è diventata la fonte di comunicazione più utilizzata ed estesa a livello globale , per me l’utilizzo di tale servizio è una possibilità per promuovere la mia scrittura che per un autore emergente è molto complicato pubblicizzare le proprie opere. L’utilizzo del web mi offre l’opportunità di poter comunicare il mio pensiero affinché arrivi al cuore di un vasto numero di persone come successo nella mia pagina Facebook citata nella prima risposta la quale a piccoli passi ha raggiunto la quota di 2600 utenti e che spero possa salire ancora per far in modo che i miei testi possano regalare un sorriso all’anima di chi ne ha bisogno e una marcia in più per affrontare un nuovo giorno.
I vocaboli che usi nel tuo libro, vengono da pensieri accumulati nel tempo, sono spesso nobili, tu ti ritrovi in qualche classico della letteratura che si rifà alla tua scrittura ? ( terza domanda )
3. Nei miei testi cerco di utilizzare un linguaggio adatto a tutti utilizzando termini che raramente non se ne conosce il significato , faccio questo per poter permettere alle persone di tutte le età di comprendere il senso dei miei pensieri in modo fluido e leggero , rendendo la lettura un attimo di piacere che accompagna la mente oltre gli orizzonti della realtà . Le tematiche che affronto nella mia scrittura determinano il mio modo di comporre , esprimendo le mie sensazioni forti che daranno un ritmo più veloce e grintoso al testo stesso o magari dolce e leggero che descriverà l’amore e la felicità in tutte le sue forme ricalcando il sentimento trasmesso … Beh, io penso che non si possa parlare di similitudine tra gli artisti dato che le parole suggerite da un pensiero restano uniche e inimitabili , facendo riferimento ad un’artista che possa rifarsi alla mia scrittura mi viene in mente solo Vincenzo Lubrano
Leggendo, si scopre un uomo, una terra, vicino al mare, dovresti tu parlare contro come persona, di qualcosa, con la tua scrittura a quale conclusione sei giunto, vi è una tematica di forte impegno sociale ? ( quarta domanda )
4. L’Uomo nasce libero e come ogni essere vivente possiede il diritto alla Vita. Anche se la differenza vige sulle capacità di ognuno , il rispetto e l’uguaglianza regna alla base del ciclo dell’esistenza in quanto l’essere Umano ritrova la sua completezza al contatto con la Natura circostante e tramite il pensiero può divenire parte integrante di essa . Le regole da rispettare per raggiungere l’apice della propria serenità interiore sono caratterizzati dalla spontaneità dove la differenza di ogni colore o linguaggio vien spiazzata dall’unione che unisce ogni singolo essere sotto lo stesso cielo , essendo guerriero del proprio destino. La società pecca ancora oggi di razzismo e la MATERIA è la causa principale di guerre e dolore , della dura lotta da affrontare se ne conosce l’inizio ma non ancora la fine e partendo da sè la rivoluzione avverrà accompagnata dalla solidarietà che unirà il mondo in un abbraccio universale accogliendo il risveglio al mattino ogni volta come un nuovo inizio. Sarà proclamata l’EVOLUZIONE lontano da ogni giudizio perché dei veri valori l’Uomo ne apprezzerà la vera importanza nell’assenza di questi.
Tu sei un cuoco, quindi bisogna anche dire che spesso ti trovi nella cucina durante il giorno, come influenza, quella sede lavorativa, il tuo spazio di scrittura, gli amici, la tua casa, ti permettono di esplorare, altre tematiche ? ( quinta domanda )
5. Il lavoro e il sacrificio mi porteranno alle vere soddisfazioni e nei miei piccoli spazi di tempo riesco a trovare gli attimi per me , di quelli dove ciò che non si riesce a realizzare in una Vita intera lo si fa in pochi istanti, non conta quanto tempo si ha o quanto ci vorrà , il mio pensiero è sempre in benvenuto anche tra i miei impegni perché rispetta la mia concentrazione e ravviva in me l’energia portando via ogni stress. Le tematiche possono essere ritrovate in ogni piccolo elemento che possa trasmettermi delle sensazioni ribadendo un concetto comune che dice : “Dalle piccole cose emergono grandi Inventive ed immensi valori” ..
Spesso si sente parlare di marmaglia, ragazzi di strada, siamo nell’Estate del 2013, come pensi possa la scrittura possa aiutare a togliere i giovani dalle strade ? ( sesta domanda )
6. La STRADA è spesso una scuola di vita , quando il mondo sembra essere crollato addosso ci si fa i conti con la propria coscienza prendendo in considerazione la propria persona, ogni senso aumenta come la capacità di vivere la propria vita da un’altra prospettiva , si ritorna alle origini lottando per la sopravvivenza … “L’uomo è un’animale che ha perso l’istinto diventando vittima del vizio” . All’età di 14 anni scrivevo i miei testi sui muri del mio quartiere, venivano letti e apprezzati e spesso a distanza di giorni commentati con l’inchiostro … una sorta di Network underground , per noi era segnare il nostro cammino sulle mura della crescita, per la legge eravamo vandali… La scrittura come il fuoco riunisce e separa , è libera dalle offese e rispetta ogni opinione , le strade più importanti portano il nome di grandi scrittori … Chissà se su quei vicoli che mi hanno insegnato tanto troverò scritto in onore il mio nome … Rinnegare le proprie origini è per l’anima una condanna , per tanti ragazzi di strada la propria storia sarà un’immenso romanzo da leggere e chi come me … Scriverà con inchiostro indelebile “il sogno del suo Futuro”
Il pezzetto che ci leggi, del tuo libro, che hai composto tu in prima persona, induce ad un complimento per te come autore, la tua voce passa da un irrequieto, agitato, ad un senso letterale, che comunque, con voce da suonatore, non sopprime l’agitazione dell’anima. Grazie per avere letto per me…..( conclusione )
7. La voce è il canto dell’espressione , rappresenta il suono dell’anima leggendo le sensazioni , le emozioni scritte sul foglio rivivendole al momento ogni volta , di questo ne sono felice perché … dicono che chi sa leggere saprà anche scrivere … Per me il grande lettore è chi legge nel suo cuore e scrive con l’inchiostro della sua anima dove l’emozione non bada a punti e virgole. Grazie a voi per l’opportunità che mi avete dato , spero prossimamente di poter nuovamente condividere il mio pensiero con lieto piacere di partecipare alle vostre prossime iniziative.
Vincenzo Lubrano

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ASCOLTA L’AUDIO DI VINCENZO LUBRANO

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INTERVISTA A SIMONA SPARACO

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Come ci si sente a scrivere in Italia in questo momento, data la sua esperienza di studi all’estero, come cambia il bisogno, l’interesse, per una scrittrice ?
L’Italia è il mio paese, e l’italiano la mia lingua. Mi piace scrivere di quello che conosco bene, di tutto quello che mi comunica profondamente qualcosa. Gli interessi e i bisogni di uno scrittore mutano con il tempo, di pari passo con quello che capita nella vita di tutti i giorni. Osservo il mondo e il mio sguardo cambia e acquista nuove prospettive a seconda del mio stato d’animo, delle esperienze che sto vivendo.
Anime di carta, viene riportato come il suo debutto, di cosa parla e come ha accolto il giudizio del pubblico ?
Anime di carta era un romanzo acerbo e di formazione, importante come lo possono essere i primi passi di un bambino, incerti e traballanti, ma molto motivati a diventare agili e scattanti
Lei scrive per la televisione, come giudica il mondo delle fiction di oggi, in Italia ed all’estero, cosa cambia rispetto a quelle del passato ?
La televisione si sta evolvendo molto velocemente, almeno all’estero, e oggi ci sono fiction che non hanno nulla da invidiare ai più stimati film d’autore. Mi piacerebbe che anche in Italia venisse lasciato più spazio alla sperimentazione e al rispetto delle professionalità.
Arriviamo a Lovebook il successo editoriale per lei. Ricostruiamo come è nato il libro e se è stata sorpresa di un così buon riscontro nelle vendite ?
Lovebook è stato scritto contemporaneamente all’uscita di Facebook ed è andato a sostituire il mio libro di esordio, “Bastardi senza amore”, la cui uscita doveva anticipare quella di Lovebook. E’ stata una delle mosse più intelligenti che ho fatto. Il successo era prevedibile, visto che ero la prima a mettere in scena una storia ambientata sui social network.
Entriamo ora nel mondo dei social, usa il web, quale rapporto ha con Facebook e con Twitter ?
Non ho un buon rapporto né con FB né con Twitter, mi sforzo però di esserci, perché oggi la promozione passa soprattutto da lì.
Con Bastardi senza amore è stata tradotta anche in Inglese, le piace come lingua straniera, trova in futuro utile dovere scrivere in spagnolo, francese, inglese, una storia ad hoc ?
La traduzione in Inglese è un bel traguardo per un autore. Io però non scriverei mai né in inglese né in qualunque altra lingua, perché per me è l’italiano la materia plasmante delle mie narrazioni.
Con Nessuno sa di noi è giunta alla finale del Premio Strega come è stata questa esperienza ?
Lo Strega è il premio più ambito del nostro paese, finire in finale è stata la vera sorpresa della mia vita. Sono stata felice di farne parte con un libro così difficile
Il suo ultimo romanzo è Se chiudo gli occhi, di cosa parla, come procede la sua promozione, quali sono i commenti che le fanno maggiormente piacere ? Ringraziandola per avere accettato l’intervista le chiedo quali sono i progetti per il futuro ?
Se chiudo Gli occhi è la storia di un padre e di una figlia che compiono un lungo viaggio che li ricondurrà verso casa, una delle storie più romantiche e profonde che abbia mai raccontato. Mi scrivono in tanti per ringraziarmi, il commento ricorrente è che sono usciti dalla lettura arricchiti.
Per il futuro sto scrivendo una storia ma è ancora presto per parlarne

INTERVISTA A FRANCESCA FRAZZOLI

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Le silenziose vie della bellezza, è già un titolo che fa effetto, molto creativo, cosa ne pensi degli scrittori in italia in questo momento, come secondo te si può scrivere del benessere, dell’anima, di cose molto personali, per il pubblico ?

 

Il titolo Le silenziose vie della Bellezza indica un percorso, quello per arrivare all’Anima quando ne perdiamo il contatto. Esso è silenzioso, inteso come il silenzio che si genera quando smettiamo di credere a tutto ciò che ci dice una mente intrisa di desideri indotti.

 

Il romanzo si basa principalmente sulla mia vicenda personale e sugli insegnamenti appresi durante gli ultimi anni della mia vita.

 

Credo che per scrivere sul benessere occorra aver vissuto in prima persona le esperienze da raccontare affinchè sia credibile il messaggio che si vuole dare ma è fondamentale anche l’aiuto dei propri “maestri che, con il loro esempio possono integrare ed arricchire l’esperienza stessa.

 

 

 

Nelle interviste di scrittori e scritture spesso si parla di cultura, tu sul tuo sito web elenchi una serie di maestri che ti hanno arricchita, hai letto molto, partecipato a corsi, come tutto questo poi nel libro è diventato materiale da leggere, queste riflessioni culturali in cosa ti hanno arricchito ?

 

I miei maestri talvolta mi hanno indicato una via altre volte hanno proprio guarito le ferite della mia anima in uno dei momenti più bui della mia vita.

 

Per questo ho sentito la necessità di condividere il mio percorso, volevo poter contribuire ad illuminare quello degli altri nel caso, come era successo a me, smarrissero il sentiero .Quello per la pace, quella vera, quella che viene da dentro, che talvolta è messa a dura prova dagli eventi, ma quando sai come si fa ti è più facile tornare.

 

 

 

Parliamo del libro, se ci puoi raccontare, senza svelare nulla, di cosa parla ?

 

E’ la storia di Stella e Lorenzo entrami usciti da situazioni sentimentali disastrose. Stella dovrà immergersi nel dolore per poter tornare a vivere, mentre Lorenzo dovrà perdonare per poter tornare ad amare.

 

Entrambi si trovano a percorrere una via, quella che porta alla Bellezza, intesa come la gioia di poterla scorgere in ogni sfumatura esistenziale anche quando si cela dietro un’ombra.

 

Una via che alla fine li farà incontrare.

 

 

 

Scrivi che è un romanzo d’amore e di rinascita. Cosa intendi precisamente ?

 

Intendo dire che solo quando due persone intraprendono un percorso di crescita possono scambiarsi il dono di sè depurato dai conti che tornano dal passato affinchè non debbano essere pagati due o più volte.

 

 

 

Quale il tuo rapporto con la rete, soprattutto con i social network, come fare ad entrare in contatto con te ?

 

Mi piace molto Facebook perchè si presta bene all’ unione di immagini e parole, cosa che a me sta molto a cuore. Nella mia pagina Le silenziose vie della Bellezza vi sono molte fotografie tratte da fotografi amici, o dal web, e frasi ispirate nello spirito del progetto, cioè quello di contribuire a creare armonia con i colori e luce di consapevolezza su questioni che via via si delineano nel mio quotidiano e che sento di voler condividere.

 

 

 

Quali sono i tuoi progetti futuri ?

 

Sto scrivendo un secondo romanzo, questa volta incentrato su una storia d’amore antica e modena in grado anche questa, spero, di risvegliare lo stimolo a voler evolvere perchè: è solo quando cresci che non vedi più salite

INTERVISTA A DONATO DI CAPUA

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E’ il tempo di presentare uno scrittore che si è segnalato, mettendosi in luce, per l’assegnazione a Fiuggi del 23° premio fratellanza nel mondo, che sfida lo spazio del nostro BLOG, nella parte dedicata a scrittori e scritture,già con molte buone accoglienze, in questa sezione spero si meriti gli applausi del lettore, un autore che ha partecipato a vari saloni del libro compreso quello di Torino e Francoforte. Un autore da ricordare anche per il livello internazionale delle sue pubblicazioni, il libro e’ distribuito negli Usa in Canada e in Europa ed e’ il libro in testa alle vendite nella classifica Kimerik.
Link per conoscere l’autore.
Ho posto delle domande dunque a Donato di Capua autore di :
Il buio della mente – la luce nell’anima
1 Domanda : il tuo libro ha un bellissimo titolo ” il buio nella mente, la luce nell’anima “, come nasce l’idea del titolo, come hai creato poi il racconto, quali sono i tuoi commenti che arricchiscono l’attenzione verso il testo il suo titolo e la successiva lettura ?
– Il titolo è commento stesso del mio libro in quanto esprime la metamorfosi del protagonista che passa dal buio della sua anima, annegata nell’oblio, per poi risplendere nella luce della memoria per aver ritrovato se stesso. è dunque un libro che arricchisce l’uomo per la sua varia ed intensissima dose di valori ed emozioni.
2 Domanda : Si legge di spazio della memoria, i volti di sempre, le identità che si incontrano, è forse un mondo ” irripetibile “, che descrivi con molta lucidità, si sente il senso dell’unione con la famiglia, come ha contribuito questo spazio, che descrivi nel testo, a creare la tua educazione, a creare un tuo studio di lingua ( voci e volti ) ?
– La mia educazione ha creato l’alter ego di me stesso, ovvero il protagonista del mio libro, che proprio come me conserva e conosce i valori di una famiglia sana, portatrice di una sana cultura d’affetti, di sani rapporti interpersonali che formano volti e sensazioni dei colori della vita.
3 Domanda : Occorre dare uno scopo alle parole ” improvvisavo qualche musichetta con le pentole di cucina “, lo si sente nella lettura di un capitolo del tuo libro, la memoria di questo spazio in musica, il territorio, le zone, in cui sei vissuto, ti hanno rivelato la possibilità di accompagnare con la musica le tue parole, quale musica preferisci, essendo autore di parole ?
– La musica che preferisco è quella che decide la mia anima, e cambia e si accorda al variare delle mie emozioni, all’andirivieni dei miei pensieri, al placarsi ed al ruggire dei moti della mia anima.
4 Domanda : Come è il mondo dell’editoria oggi, come il web influisce su di te, si dice che aiutano ad illustrare il libro, a te danno una mano ?
– La tecnologia ed il web sono stati importantissimi ai fini della pubblicizzazione del mio libro, della sua diffusione. ovviamente essenziale è stato il rapporto con la mia casa editrice la Kimerik, che per la prima volta ho sperimentato e che mi ha dato soddisfazioni soprattutto per quanto concerne la qualità e l’aspetto grafico del mio romanzo.
5 Domanda : Ti saluto e ti ringrazio per avere risposto a queste mie brevi domande, portare un autore davanti ad un pubblico è importante, che rapporto hai tu con chi ti segue ?
– E’ un onore per me avere persone, anime che seguono la mia di anima. è per questo che ho stabilito un ottimo rapporto con loro. stupendi sono i nostri dialoghi, ciò che condividiamo. “il buio della mente, la luce dell’anima” ha avuto un grande e profondissimo fine e ci è riuscito: ha creato condivisione. Vi saluto con la mia frase preferita, ” l’immortalità è quell’attimo fugace che sconvolge e carezza diventando istante dopo istante la concretizzazione dei sogni…”dal vostro cantastorie delirante.

INTERVISTA AD ANTONELLA IULIANO

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Come petali sulla neve è un libro con una copertina molto bella, subito si nota tra gli scaffali, come è stata realizzata ?
Ciao, innanzitutto voglio ringraziare chi si occupa di questo progetto “Scrittori e scrittura” per avermi coinvolta con questa intervista. La copertina del mio primo romanzo è un’idea mia ed è ovviamente legata alla storia ivi raccontata. La persona che l’ha realizzata è mia cugina. Siamo entrambe portate per l’arte, con la sola differenza che io tramuto il tutto in scrittura mentre lei in pittura. L’originale di questa copertina è un disegno fatto con materiali come la polvere di marmo , colla e tempere e il giorno in cui ci siamo riunite per realizzarlo, io dando le mie indicazioni e lei eseguendo, fuori c’era tantissima neve che ha contribuito all’ ispirazione.
Parlaci di questa contagiosa ed indelebile passione per le lettere, come ti mette alla prova, continui a scrivere per passione ?
La mia passione per le lettere è innata, ce l’ho da sempre. Da bambina erano le favole, da adolescente i primi romanzi adatti a quell’età e negli anni a seguire romanzi di un certo spessore. Tutte queste letture mi hanno fatta maturare fino al momento in cui mi sono resa conto che ero davvero pronta per scrivere anch’io una storia, due, tre, insomma a provare se “il mestiere di scrivere” faceva al caso mio. Amo i libri, leggo tantissimo e questo aiuta la mia scrittura. Come scrittrice sono cauta nel mettermi alla prova, cerco di creare le mie storie in base a ciò che conosco o a ciò che mi interessa approfondire. Scrivo sempre mossa dalla passione, qualora la passione dovesse venire meno credo che il lettore, che di solito non è stupido, si accorga che è stata una forzatura.
Chi è Antonella Iuliano e la tua migliore dote di scrittrice ?
Sono principalmente una sognatrice, ma sono anche una ragazza semplice, senza troppe pretese, che non ama la confusione, precisa nelle mie cose, ordinata. Per quanto riguarda la mia miglior dote credo che in merito a ciò dovrebbe rispondere chi mi legge, io posso solo dire che mi sento fortunata ad essere una giovane donna diligente e caparbia nell’inseguire il mio sogno di scrivere.
Charlotte, protagonista femminile di un tuo libro, è conquistata dalla passione della lettura, quale è la pagina meglio riuscita secondo te, se te la senti di rispondere, dove si coglie questa passione ?
In Charlotte la passione per la lettura si avverte un po’ in tutto il romanzo perché è una storia basata proprio sull’amore per i romanzi e in particolare per quelli delle famose sorelle Brontë. Forse le pagine dove tutto ciò viene percepito in modo particolare si trovano all’inizio del libro quando la protagonista incontra per la prima volta la letteratura iniziando a leggere “Cime tempestose” e non riesce a staccarsene. Da lì tutto cambia per lei e la storia inizia a correre.
Leggo in un intervista che ti piace la musica, pensi che nella preparazione di chi scrive canzoni, ci sia un legame con la letteratura, è un incontro che tu auspichi o no ?
Ho sempre amato la musica, ma non tutta, sono selettiva nei miei ascolti. Ho una grande preferenza al sound inglese anni ‘80/90. Sinceramente non so se esiste un legame tra chi scrive canzoni e la letteratura, ma penso di si, penso che un filo che leghi le due cose ci sia. Coloro che scrivono canzoni particolarmente belle o riuscite, di quelle che restano negli anni e sembrano migliorare a ogni ascolto, sono un po’ come i grandi poeti, senza tempo e vengono ricordati per quello che hanno composto.
Chi ha ispirato il tuo amore per lo scrivere, il ruolo dei sentimenti per una scrittrice oggi, secondo te è giusto mantenere private le proprie confessioni, oppure scriverle per i lettori ?
Come ho già detto il mio amore per lo scrivere è nato con me, è un sentire che mi porto dentro da quando ho memoria, ma ovviamente ho dei modelli a cui guardo e che mi ispirano. Le mie letture sono principalmente classiche quindi le grandi penne che mi ispirano sono per la maggior parte tutte appartenenti ad altre epoche, per citarne qualcuna dico Charlotte ed Emily Brontë, Fedor Dostoevskij, Victor Hugo.
Il ruolo dei sentimenti è importantissimo, alla fine i romanzi così come la vita reale, ruotano attorno ad essi, sia che siano sentimenti positivi che negativi.
Personalmente non scrivo per confessare la mia vita. Questa è una visione sbagliata che molti hanno: pensare che chi scrive un libro lo fa per raccontarsi. Io scrivo per creare, perché nella testa ho delle storie, un mondo parallelo che scorre accanto alla mia vita reale e questo mondo parallelo spesso bussa, varca i confini e diventa più importante della realtà stessa. Ovviamente i personaggi posseggono delle caratteristiche che sono dell’autore per cui chi mi conosce può esclamare “questo personaggio sembri tu”, ed è così perché chi scrive forgia in base alla propria esperienza e conoscenza, ma da qui a parlare di confessioni ce ne vuole, almeno per me.
Ti ringrazio per la tua gentilezza e disponibilità e per concludere quale è l’autore italiano che segnali di valore, come tecnica di scrittura, nell’ambiente degli scrittori di oggi ?
Purtroppo devo eludere questa domanda perché non leggo autori italiani, ne conosco veramente pochi. Potrei citarti forse solo Paolo Maurensig che mi è particolarmente piaciuto sia per la tecnica di scrittura che per la fantasia, per il resto sono molto esterofila e questo si nota anche nei miei scritti. Grazie a te