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SULLO SCHERMO : Fiorenzo Baini

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Incipit

L’inizio, nel nostro linguaggio di oggi, di un testo, da qualche parte, quasi sempre alla sinistra del foglio la storia dovrà pur incominciare. La tipica espressione, con cui dare il via, mischiare il nostro linguaggio, con quello degli autori, potrebbe essere un ” quell’uomo “, sapendo che per principio razionale, dell’agire, esso è, nelle storie, spesso un Homo oconomicus. Avevo scritto questo, nella mia stanza, prima di fare incontri, in piazza, nelle camere d’albergo, mangiando una pizza, passeggiando, non immaginavo, cosa diversa, poi ho capito che tutto incomincia così ” Quell’uomo così aggiornato !!”, per capire che spesso quello che troviamo all’esterno, anche delle nostre stanze, ci serve per tenerci aggiornati, capiamo molte competenze e professionalità.

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Possiamo scriverlo così, il nostro incipit, di ” quell”uomo “, sapendo che ” ecce homo “, quindi, ci potrebbe comparire chi ha ferite, disagi, che lo hanno cambiato, anche sfigurato.

Siamo, tutti, sul sicuro, se ” quell’uomo “, quando lo presentiamo, come incipit, è direttamente un ” homo sapiens “.

Siamo partiti da chi rappresenta l’informazione totale, nelle teorie economiche, a chi deve comprendere, farlo fare, tutte le razze dell’uomo, un’altro totale, vi assicuro anche che tutti abbiamo sul volto ferite e disagi.

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Tutti vorremmo tenere lontano, soprattutto chi amiamo, dalla ” vergogna ” e dalla ” menzogna “; seppure la prima cosa che s’impara a guardarsi da chi conosci bene.

Volevo, ricordare quell’uomo, la posizione primitiva, che è in noi, come incipit, ben descritta nella parola ” homo ludens “, ritornare ad esplorare, volere capire come si è creato, partendo proprio dall’essere primitivo.

Entriamo nella psichiatria, che spiega bene come le immagini interiori, le espressioni artistiche che non danno da mangiare, da vivere, sono cosa umana, vale la pena ricordarlo, quando si vuole dire ” che quell’uomo “, deve essere o non essere accolto, essere stato accolto, in storie e libri.

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Recensione : Il desiderio di Emma.

Parliamo di lei, di Emma, la protagonista di questo libro, di A.S. TWINBLACK, che conosciamo in una stanza, immersa nel suo senso di fare, alle prese con i giovani, che hanno il fisico, alla guida in macchina, con l’amica, vicina al posto di blocco, nascono sentimenti senza vergogna. Un unione, con uomini e donne dunque, sino al classico appuntamento, vicino al valore magico, che possono richiamare le lettere del suo nome, qualcosa a cui appigliarsi, tipiche fantasie femminili, Momenti di riposo, per ricaricare l’energia, possiamo parlare così di lei, di Emma, sino al momento in cui conosceremo chi desidera Emma, con il classico “ ti voglio “, supererà il valore magico, la fantasia, arriverà al bacio e oltre, al bisogno alla necessità, di una storia d’amore. Non sappiamo cosa stia dando fastidio, al momento, lei riesce ad essere fissa in modo intenso, nella vita degli uomini, viene scelta come partner, si fa scegliere anche lei.  Per non coprire il nostro desiderio di Emma, chiediamo all’autrice di presentarcela, il tema, ricorrente il filo rosso, che unisce i personaggi, è proprio lei Emma. Come sottolinea l’autrice : ” Emma rappresenta le donne che dopo tanto “dare” agli uomini, capiscono che amare se stesse non è un atto egoistico ma un atto dovuto. Amare se stesse e riacquistare il diritto di essere, incluso quello di vivere la sessualità senza timore dei giudizi altrui. ” Una lettura non a velocità di tartaruga, visto che gli ‘occhi sono lo spetto dell’anima, nel testo cerchiamo proprio l’anima di Emma, che mai ci appare smarrita, che ci deve coinvolgere anche in sentimenti proibiti, dobbiamo andare a considerare alcune idee del nostro personaggio, le troviamo espresse in chat, dopo avere visto profili e foto, le esprime in merito alle persone ed alla loro sensibilità, è molto significativo trovarla nella classica domanda sul motivo per cui le hanno chiesto l’amicizia.  Le sue idee, non sembrano cambiare, dopo l’incontro con il Principe del Piacere, non solo, abbiamo anche le parole di come Emma inizia a desiderarlo, è lui che conquista la sua anima, anche con momenti fisici di piacere.Per lungo tempo Emma fa uso della chat, entra nel suo quotidiano, è un passaggio di parole, cortesia e sfrontatezza si confrontano, si coglie anche l’espressione della forza del rapporto fisico, sino ad arrivare, ad un altro confronto significativo nel libro, che è quello tra attrazione fisica, molto forte nel suo caso, con l’amore. Confrontarsi per spiegare il motivo del desiderio di una presenza, non in modo minaccioso, sino ad arrivare ad altri nomi, altri incontri come David. Emma sembra in chat dovere recuperare, tutta la passione di cui ha bisogno, tanto da vivere una forte passione anche durante un udienza, arrivare a sorridere, senza offesa, di proposte da vivere senza paura, da donna adulta.  Non pensa a nessuna fuga, non maledice molto i suoi uomini e ne cerca di nuovi, non solo non ha vergogna a mostrarsi, si lega all’altro, non facendo sfuggire alla scrittrice tutto l’impeto e il piacere, nella descrizione, dei suoi rapporti sessuali. Usare le parole per descrivere il sesso è con Emma, capire la sua storia, vederla nelle sue avventure, seppure nella sua vita appare il ” ti amo Emma “.  I dubbi, la coscienza, la paura, arrivano anche a Sebastian, dopo David, come a Manuel, sono i tanti amanti, che hanno chiuso lo spazio, che è quello rimasto nel letto, nel rapporto, spesso eccitante, con Emma che cerca il suo godimento, lasciandolo anche vedere, arriverà lo sguardo dello skipper, di un giovane thaitiano, ha saputo Emma aggiungere ai piacere del senso il suo uomo reale. Abbiamo chiesto un commento di di A.S. TWINBLACK su come abbiamo scritto noi di Emma, ci fa sapere : Un’analisi che mostra la storia di Emma come un susseguirsi di immagini mentali che ben rendono l’evoluzione del pensiero e della coscienza di una donna intenzionata a conquistare l’amore e il piacere sessuale. ” L’autrice ha letto su come noi abbiamo dato vita, abbiamo generato il nostro commento, dopo la lettura, sapendo che con Emma s’incontra anche la bellezza, come dice il detto “le rose sono belle, ma con esse ti puoi pungere “. Nel dire grazie, per averci consentito questa presentazione, dobbiamo anche mettere in evidenza il modo di scrivere, dell’autrice, della quale siamo stati lettori, che ci ha resi contenti, ha soddisfatto le nostre pretese, ha insomma acceso il desiderio di continuare a leggere la storia dalla prima all’ultima pagina.

Nella foto l’autrice A.S. TWINBLACK,

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Recensione : Simona Colaiuda – Rivoluzione Leadership

La crisi, il nostro grado di preparazione per essa, ci pone problemi di “ leadership “, vivere per il futuro, può essere un obiettivo, che l’autrice esprime nel suo testo, in apertura ci presenta una serie di significati, cambiamenti in corso, mentre viviamo la pandemia. Incontriamo la parola progetto, superare le difficoltà, anche la semplice noia, essere capaci di allestire il nostro allenamento, per non vivere con la paura, morire per essa, essere capaci di superarla. La leadership ha effetto sulla nostra società, tutti possiamo esprimerla, un modo anche di dire che tutti dobbiamo sapere che cosa sia, nel testo vengono anche citati esempi di persone famose che sono state brave ad esercitarla. Come sottolinea l’autrice Simona ColaiudaE sì, ognuno di noi è chiamato a esprimerla, la leadership, per un proprio indirizzo personale, ma anche come esempio guida per gli altri “ Come si legge nel libro lo psicologo parla in vari modi di leadership, viene scritto, si può leggere, nella giusta maniera, il concetto, che molti hanno conosciuto nei loro studi, che nel libro possono rivedere. Si fa notare soprattutto l’effetto del comportamento del leader, si entra sempre di più leggendo, nella teoria della psicologia, sino a giungere a grandi studiosi come Maslow. Il leader, dopo avere sottolineato il grado di preparazione per studiarlo, ha anche bisogno dell’identità che gli deve essere riconosciuta, condivisione, a lui va riconosciuto il carisma. Si dice sempre come slogan di pensare positivo, non negativo, la nostra autrice entra nel pensiero, soprattutto quello laterale, qui sul come pensare, entra in scena un altro grande studioso come Dewey. Spesso la nostra stanza è una gabbia che ferma il volo del nostro pensiero, non solo dobbiamo avvicinarci, fare esercizio grazie al coaching, vengono proposti una serie di esercizi nel testo che sono molto utili. Vale la pena sottolineare il ruolo dell’impegno volontario, trovare forza in se, ci si confronta anche con il proprio luogo di lavoro, che è un’altra gabbia a volte. Dopo tali riflessioni si giunge anche a Goleman, per mettere in evidenza il rapporto tra intelligenza emotiva e leadership, sono da condividere anche diverse definizioni di leader, spesso in prima pagina, si sottolinea anche il ruolo importante della comunicazione. L’autrice ricorda come : L’integrazione delle teorizzazioni mi ha permesso di trovare la base necessaria e solida per spiccare il volo verso una mia personale direzione e teorizzazione, adatta ai nuovi eventi che stiamo vivendo e che hanno ridefinito le dimensioni spazio-temporali in cui siamo immersi e che ridefinisco noi stessi e il significato della nostra vita. In questa recensione, abbiamo soprattutto interagito con l’autrice, io vorrei sottolineare, nella descrizione dei vari stili, che deve avere la leadership, come si deve essere capaci di confrontarsi con il “ grande cambiamento “, sapendo, come si legge a riguardo della comunicazione, che bisogna riflettere sulla storia, sulla cultura. Vorrei sottolineare, fare guardare al lettore, tra le righe, la relazione che riesce a dare una buona comunicazione, sapendo accogliere, nella nostra lettura, il riconoscimento delle qualità di chi abbiamo davanti a noi. Siamo stati tra le pagine di Rivoluzione Leadership, libro pubblicato da Simona Colaiuda, con la casa editrice Aloha, che ha nel sottotitolo il percorso per diventare leader nel post- Covid, nel testo troverete diversi ed interessanti esercizi, come già scritto, vale la pena ricordarlo, si cerca nelle nostre ricchezze, si cerca di apprendere qualcosa di nuovo. Qui Simona ci aiuta ad esprimere un commento sul tempo che stiamo vivendo : ” Il Covid ha segnato in modo indelebile la nostra vita individuale e relazionale, a ogni livello di espressione. Fare finta che tutto tornerà come prima è una forma di auto-ipnosi che non aiuta, anzi non permette la giusta apertura alla creazione e alla messa in atto strategie risolutive delle problematiche attuali. Faccio ricerca, studio e mi applico quotidianamente nella mia professione per aiutare i singoli individui e i gruppi di persone, organizzati a vari livelli relazionali, a trovare la propria integrità e solidità per affrontare, gestire e superare in modo più agevole eventi accidentali e avversi che possono incontrare e trovarsi a vivere. La loro vittoria e il loro riscatto è anche il mio, anzi, lo amplifica. ” . Molti amano ancora leggere, non solo orientarsi nello spazio di commento del nostro tempo, a mio avviso aiuta, con questo libro riusciremo sicuramente a comprendere meglio.

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LA SCUOLA EMPATICA

Definizione del Movimento

La Scuola Empatica è un movimento letterario, artistico, culturale, nato nel 2020 all’interno del ‘Nuovo Triangolo Culturale del Cilento Antico’: Omignano – “Paese degli Aforismi”, Salento – “Paese della Poesia” e Vallo della Lucania – “Sede del Centro Contemporaneo delle Arti”, che, partendo dai valori e le idee espresse nel “Nuovo Manifesto sulle Arti”, pone al centro dei suoi interessi la relazione empatica e dunque la persona nella sua costituzione ontica e ontologica (intersoggettiva). Ne discende che ogni sperimentazione creativa o didattica non possa prescindere da un processo di immedesimazione nell’altro da sé, dal suo mondo culturale e dalla sua contemporaneità quale occasione di studio e condivisione di saperi e di storie di vita interiore, di epifanie del tempo attuale e di trascorsi momenti storici.

Tale orizzonte di senso implica una vocazione per il territorio e una promozione civile della società articolata da una crescita individuale e comunitaria secondo finalità etiche e valoriali mediate da una dimensione estetica: l’Arte.   

Le ragioni primarie

Il nostro millennio sta entrando nella terza decade, ed è tempo di costruire insieme una visione del mondo all’insegna della bellezza e dell’armonia. L’interdisciplinarità e l’idea di “Artista totale” (una singola persona o una

combinazione di contributi da parte di persone impegnate in ambiti culturali diversi), proposti nel “Nuovo Manifesto sulle Arti”, si pongono come base per afferrare le “frammentarie verità” di questo periodo storico che, mai come adesso, necessita della figura dell’Artista come guida. A tal

fine, dal 2019, opera il Centro Contemporaneo delle Arti, che dona al territorio nazionale e del Cilento molteplici e innovative iniziative artistico-culturali di grande rilievo, animate da un fondamentale sentimento comune: l’empatia, il sentirsi vicini gli uni agli altri, come esseri umani e come artisti. Per tale principale ragione il Centro Contemporaneo delle Arti fonda la Scuola Empatica, tenendo ancor più fermi i propositi educativi e formativi che lo contraddistinguono. Dal triangolo del Cilento antico (Vallo della Lucania, Omignano, Salento), partiranno nuovi impulsi per lo sviluppo delle Arti e della Cultura attraverso le emozioni.

La Piramide e il nuovo Triangolo

Un triangolo culturale racchiude la magia di un territorio, il suo “genius loci”, ricco di mito, storia e tradizioni, luogo di unione tra umanità e natura: Omignano – Paese degli Aforismi, Salento – Paese della Poesia e Vallo della Lucania, sede del Centro Contemporaneo delle Arti, che è custode di valori artistico-letterari svelati nel “Nuovo Manifesto”.

Questo triangolo si inserisce idealmente nella proporzione e nell’armonia di un quadrilatero che ha l’apice piramideo nel Monte Stella, la cui porta d’accesso è Omignano, mentre i suoi nodi sono Paestum, Salento, Velia e Palinuro. La proiezione della luce dalla Stella sul piano di base del Cilento coincide con il “Centro delle Arti”.

L’antica piramide rivela un’anima pulsante.

MAESTRI SCUOLA EMPATICA

MENOTTI LERRO – ANTONELLO PELLICCIA – LUIGI LEUZZI – DIANA NESE – UMBERTO CURI – MILO DE ANGELIS – MAURO AFRO BORELLA – FRANCESCO D’EPISCOPO – BERNARDO LANZETTI – GIAMPIERO NERI – VALERIO MAGRELLI – MARIA RITA PARSI – OMAR GALLIANI – ELENA PONTIGGIA – FRANCO LOI – RAFFAELE NIGRO – RENATO GALBUSERA – VICTOR LUCENA – ELIO PECORA – GINO FINIZIO – ROBERTO CARIFI – DOMENICO  GIORDANO – FRANCESCO MASSANOVA – MAURIZIO IACOVAZZO – MARIA JANNELLI – TOMASZ KREZYMON – OTTAVIO ROSSANI – ATTILIO DURSI – WILMA LEONE – EDOARDO LANDI – CARLANGELO MAURO – LUIGI MOGROVEJO – VINCENZO GUARRACINO – ANTONINO NESE – SANTA AIELLO – ERMANNO PALEARI – ROSA MARIA VITOLA – GIUSY RINALDI – ORIANA RISPOLI – VALENTINA SENTSOVA – GIAMMARIA OCCHI – PAOLO EMILIO ANTOGNOLI VITI – VITTORIO SANTOIANNI – JOANNA KUBICZ – ATTILIO BENCASTER – AMNERYS BONVICINI – ANNA BIANCHI – CESARE NARDI – CARLO ANDREI – GIANCARLO SAMMITO – GIANCARLO TURACCIO – GIULIANO LADOLFI – VINCENZO DI GIROLAMO, MASSIMO BACIGALUPO – TOMASO KEMENY – EMILIO COCO.

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“Lo scorpione dorato”

“Lo scorpione dorato” edito da Augh Edizioni, è il tuo secondo libro, ha come protagoniste due donne, sullo sfondo la città di Istanbul , spiegaci come vivono le due protagoniste, come arrivano al loro incontro ?

Chiara e Beyan sono due donne molto diverse, che vivono due realtà lontane sia socialmente che geograficamente. Chiara è una donna benestante, ha tutto, ma perde ciò che ha di più caro e dovrà ricominciare a ricostruire la sua vita partendo da zero. Beyan è una profuga curda che vive con una famiglia adottiva fuori dal comune in uno scantinato del quartiere più povero di Istanbul. Ha un passato alle spalle fatto di abusi e indifferenza, eppure nonostante tutto riuscirà ad affermare la sua forza e la sua determinazione.

Le due donne incrociano i loro destini perché guidate da un istinto superiore, un istinto che le porta ad agire e reagire guidate dall’amore e dalla volontà di aiutare chi è più fragile di loro. Questa esplosione di altruismo e amore avverrà in un luogo ostile e ai limiti della disumanità: un campo profughi turco siriano.

Cosa ti rende felice di avere scritto, in questo libro, che volevi fare conoscere di te, al pubblico, e come hai fatto a metterlo nel libro ?

Diciamo che la parola felicità non è quella giusta. Questo romanzo è un calcio in faccia, fa male, è doloroso, fa riflettere. L’ho scritto senza censure alcun aspetto, neanche quello più crudo, per mettere il lettore di fronte alla realtà, senza via di scampo.

Molti lettori hanno pianto amaramente durante la lettura, ma poi mi hanno ringraziata. Leggere le cose come stanno, senza fronzoli e orpelli fa aprire gli occhi.

Nel libro scegli un ambientazione che è quella della povertà, del campo di profughi, come mai ?

Per scrivere questa parte mi ha aiutata l’associazione Support and sustain children. Per sei mesi mi sono sentita con la presidente Arianna Martini per descrivere in modo realistico il campo profughi ad Adana in Turchia. Nello stesso campo di rifugiati del romanzo ora si sta scavando per costruire un pozzo che potrà dare acqua pulita ai bimbi che ora bevono l’acqua del fiume. Mi auguro che questo progetto vada fino in fondo, ho partecipato alla raccolta fondi con una piccola donazione fatta con i primi proventi del romanzo.

Possiamo dire di te , se ti fa piacere ” scrittrice romana “, cosa pensi della cultura della città di Roma e Provincia, in questo momento, magari, stai pensando anche a qualcosa per un tuo libro ?

Amo scrivere di ciò che conosco, per questo nei miei scritti associo sempre la cultura occidentale a quella del Medio oriente, essendone appassionata. Il prossimo romanzo sarà ambientato a Terracina e Catania e il medio oriente sarà rappresentato dall”affascinante figura di una danzatrice. Penso che la cultura non sia mai abbastanza, personalmente nella mia regione ho ricevuto per il mio primo romanzo una grande accoglienza. Mi auguro di replicare con Lo scorpione anche se i tempi sono molto difficili per tutti.

Come hai intenzione di promuovere il libro nei prossimi mesi ?

Le presentazioni sono il modo migliore per dialogare e farsi conoscere dal pubblico. Anche se i tempi sono duri non mi arrendo. Ho presentato Lo scorpione dorato a Terracina, Fondi e Gaeta. Il 22 ottobre lo presenterò a Civitavecchia e il 14 Novembre a Duino.

Sono anche molto attiva sui social, ho una pagina Facebook molto seguita e anche il profilo Instagram mi aiuta molto con la promozione.

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Recensione : Gli echi del mare.

Seduti a guardare il mare, averne desidero,  spesso lo sguardo è fisso, è difficile litigare con il mare, non volerlo guardare più. Un mare che come scrive la poetessa Antonia Flavio, nella raccolta Echi del Mare, passa dall’essere pacifico a distruttore. Sono 50 poesie che hanno come argomento proprio il mare, tutti lo abbiamo immaginato, molti lo abbiamo nei pensieri, a concepirlo come poesia, è il volere aprire le porte, alle nostre giornate al mare, è una poetessa che  ci porta la parola eco, quindi il ritmo, arricchisce la rima, sono tante le voci, del mare, che possiamo ascoltare, per noi il luogo diviene raro, genera l’eco.

In “ Come se fosse un quadro “ ad esempio, la poetessa ricorda la mente che vaga ed investe sentimenti, possiamo sottolineare la parola investe nel senso di crescere, dare al mare il suo incarico preciso, come dire care onde vi passo il problema. Con il sole si  dipinge una scena, che non è quella su tela, è dietro le quinte il mare, si manifesta agli occhi, le reali sensazioni,  con il sole ci appare una cosa meravigliosa.

 La chiave, per noi che amiamo il grande fratello blu , è certamente nei versi di “ Essere sirena “, il ricordo di un invincibile creatura mitologica, quindi dall’impegno si passa al mito, con la sirena tipico soggetto poetico, il mistero per noi è risolto, ci stiamo come tutti facendo incantare dal mare.

Siamo ad una serie di citazioni, dalle pagine del libro, come lettore voglio essere liberato, quasi non leggere lo scritto, ascoltarlo, sentire il mare, spesso con il mare balza agli occhi, per il lettore, il vincolo amoroso, si pensi alla poesia “ Io e te “, un mare per due pesci della stessa specie, un legame forte, passionale, a sentire l’aria del mare, a guardarne la corrente, un mare che vince, che è forte.  

Nella nostra lettura ci ispiriamo a D’Annunzio, che ricorda come recuperare l’indicibile sensazione, è arriviamo nella Nebbia, quel seguire il mistero che ci spaventa, senza fingere di non essere impauriti, nella fitta nebbia vorremo nasconderci, seppure quella sensazione, anche se indicibile, acquista coraggio con la luna, che esiste nella nebbia, riesce a farsi vedere, a fare luce.

Molti abbiamo deciso di “ andare al mare “, per andarci in villeggiatura, è nell’Estate che verrà, che molti di noi hanno speranza, rivivere delle emozioni da ricordare, che sole e luna sembrano dire te le ricorderemo noi, qualcosa che non possiamo scordare, che come l’autrice sottolinea in Ricordi, sono nel caso di un bel ricordo, qualcosa che può essere come un bel fiore.

Non voglio svelare oltre del testo della poetessa Antonia Flavio, vi invito a leggerla, per me che leggo la poesia è anche enigmatica, ovviamente con la lettura del mare si rischia di scrivere sulla sabbia, lasciare un ricordo breve momentaneo, che dura pochi istanti. Come quando da bambini imparavamo le poesie a memoria, le abbiamo ricordate per anni, a volte le abbiamo scritte sulle mani, beccati dalla maestra, non sono fatte per essere scritte sulla sabbia, per pochi istanti, cancellate dal mare, le poesie.A molti sfugge il grande momento in cui il testo ci fa acquistare pacatezza, ci rende calmi, un motivo per cui leggere, questa serie di poesie.

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Recensione : Gli occhi di Asha

Oggi il ruolo del romanzo, culturalmente è ancora importante, in esso troviamo storie e persone, racconti. In questo lavoro di Alessandra Iannotta conosciamo Asha, che ama danzare, vive diverse vite, è una donna che produce diverse sensazioni. Si trova in spazi che non conosce, vive le sue amicizie, sono diverse le cose che catturano la sua attenzione. Lei vivrà anche in Emma, Zoe, Matilde, Elena, Maddalena e Delia sotto le sembianze di sette donne. Nel romanzo entra in scena Ayrton che vuole rivedere Giselle, conosciuta a Parigi, cerca la maniera giusta per farlo. Incontriamo Kamala e le sue estati. Giordana con al giornata che le cambia la vita e il suo grande amore. In breve, con stile, appare e prende vita, la storia, il racconto, che si legge con eleganza nel modo di scrivere.

Come leggi sono dei caratteri ben definiti dalla scrittrice nel suo libro, che hanno preoccupazioni diverse, il racconto nel libro, saprà mettere in evidenza la direzione che prenderanno le loro storie con delle precise parole, che citeremo tratte del libro.

Una terra misteriosa, gli occhi descritti, dall’autrice già in partenza, il concetto di spazio, che a ragione viene anche esso descritto, il sapere spiccare il volo, ci portano dentro questa storia, il posto non è vacante, abbiamo per noi, personaggi da immaginare, pensieri, entra in noi la musica, il suo grande valore, anche nel rapporto con la propria malattia, è feconda la scrittura. Riempiamo, con questo libro, questo posto, dove la musica ci trasforma. Dobbiamo anche pronunciare, d’accordo con la storia da leggere, da non svelare, la parola vita, sono tanti, nel testo. i momenti in cui confrontarsi con questa parola, è appuntito, penetrante e sottile, il personaggio di Zoe. la fa conoscere anche a noi, il suo vivere il momento del monologo di Scarpe a spillo, nel quale lei aveva sentito, si deve vivere il momento per imparare a camminare, un momento non da vivere con astuzia, con il pericolo di uno schianto, un momento di pace, che si cerca anche sulla faccia di Zoe, si tratta di volare, non di camminare. Che dire di Matilde, non le presento tutte, sono protagoniste naturali e semplici, lei stessa, viene definita con un bel corpo, alla ricerca dell’uomo giusto, qui si tratta di sognare, cosa che non si può far credere a tutti gli uomini. Qui, con questo personaggio, il viaggio arriva nel posto, nei dettagli precisi, in un Hotel, dove tutto è curato nei minimi dettagli, ogni momento ha i suoi nemici, quel luogo sembra comunque possedere tutto per giungere al rapporto con quell’uomo, uno sconosciuto, che avrebbe creato un’altra donna. Asha, vive le sue vite, lentamente, danzando, vivendo i ritmi del sole, con i suoi vari nomi, fino a quando non ha letto del giardino incantato, dell’emozione, di rivedersi, in questo caso come uomo, lo fa Roberto, un bambino, felice, incantato, non sveliamo cosa di questo incanto e minacciato dal vizio.

Ci si illumina si cerca di apprendere, nel segreto, come si possa conoscere, solo restando in un posto, cambia il tempo e in modo saggio puoi entrare lì, non dove va tutto il mondo, non solo, devi trovare la donna, quella che ti regala più emozioni, continuando nella lettura, conosci gli alti e bassi che la vita ci destina. Non si tratta solo di raccontare di un posto magico, incantato, si racconta anche l’inferno, con amicizia e amore non ci si deve chiudere davanti a questo inferno, una donna futuro medico, vuole staccarsi dal dolore, ci si confronta con il fallimento della propria vita, il luogo spesso chiede in modo solenne, di essere legittimo. Non compare esplicitamente l’insidia, essa si comprende, tra le righe, per concludere, il nostro breve momento di lettura insieme, il nome di Delia, che forse doveva avere un altro nome, che sa dare colore alla cucina, indovina i giusti colori della casa, come dire di questa casa un parere di una donna, arriviamo in un posto meno magico, forse comune come la nostra casa, il posto legittimo dove viviamo, dove possiamo dire che ritorniamo alla nostra casa. L’autrice, con grande bravura, non può non soffermarsi su poesia e scrittura, sui musicisti, sulle mostre, sul brivido che tutti abbiamo vissuto nel fare compagnia, su prove difficili della vita. Un invito, in conclusione, molto ben scritto a prendere le precauzioni dai propri pensieri, spesso gli eroi del nostro pensiero, sono sulle nostre spalle, possiamo fare spallucce, oppure avere le spalle larghe,

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Sullo Schermo : Daniele Ossola

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Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici

LINK SU IL MIO LIBRO

Incontriamo per una breve intervista Lelio Bizzarri, Psicologo Psicoterapeuta Counselor Formatore Blogger e Scrittore, che ci presenta il libro Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici . Empatia, autodeterminazione e resilienza

Il messaggio, da rivolgere in ambito educativo, alla società futura, come rafforza l’apprendimento, quale potenziale umano è utile a tuo avviso,per fare studiare meglio ?

A mio avviso, di base nello studio c’è necessità di avere la capacità di impegnarsi, di faticare e di rimanere concentrati. Possiamo ricercare mille espedienti, ma alla fine la verità è che lo studio è dedizione e fatica, così come nello sport. Un grande talento può andare completamente sprecato se non c’è nella pratica quotidiana la volontà di rispettare il proprio corpo e di allenarlo costantemente. Il cervello, le nostre facoltà cognitive sono come un muscolo che ha bisogno di allenamento costante e di essere preservato da agenti esterni che possano influenzare negativamente le sue attività. A mio avviso, chi ha questa capacità, questa costanza, ha molte più probabilità di riuscire nello studio e nel lavoro di chi ha grandi facoltà cognitive.

Poi, indubbiamente, il metodo di studio è importante. Soprattutto, è fondamentale la capacità di comprendere il testo e di capire qual è l’obbiettivo generale che si pone chi ha scritto un brano o un saggio: ciò consente di selezionare i tratti più importanti da tenere a mente, senza immagazzinare nozioni o informazioni in quantità che se sono slegate tra di loro è impossibile tenerle insieme. L’apprendimento è come una grande impalcatura e i collegamenti sono fondamentali se non si vuole che tutto crolli.

Come socializzare, in ambito sportivo, di studio, soprattutto, quali sono le relazioni, anche interculturali, più importanti per una comunità educativa ?

I bambini e i ragazzi adolescenti hanno bisogno di un contenitore sicuro, di sentire che qualsiasi cosa accada non verranno emarginati. In una società competitiva e categoriale come la nostra, purtroppo, questo senso di inclusione viene ricercato attraverso dinamiche di conformismo acritico e di emarginazione del diverso. Al contrario, nella scuola, nelle società sportive o nei gruppi informali è fondamentale stimolare collaborazione, rispetto e accoglimento delle diversità. In questo modo, non solo si combattono le discriminazioni, ma si comunica un senso di sicurezza che nessuno viene escluso. Ciò calma le ansie dei ragazzi e neutralizza buona parte degli impulsi aggressivi che spesso si manifestano come trasformazione della paura.

Il rapporto con l’handicap, come scrivere ad esempio una relazione, delle schede, quali obiettivi porsi, rapportandosi con terapia e diagnosi?

L’obiettivo che ci si dovrebbe porre nel fare sport con bambini e adolescenti disabili è quello di far in modo che il ragazzo trovi il suo modo più efficace ed efficiente di svolgere i movimenti e compiti motori che richiede l’attività sportiva. Ciò è fondamentale sia per lo sviluppo di competenze psicomotorie sia per preservare/potenziare l’autostima. È fondamentale che nonostante la disabilità riesca a sentirsi parte di un gruppo al quale dà un contributo significativo, non è necessario essere il fuoriclasse della squadra. Lo sport come la terapia occupazionale a mio modo di vedere sono forme di riabilitazione che dovrebbero essere sempre affiancate alla fisioterapia in quanto rispetto a quest’ultima hanno maggiore possibilità di sviluppare la motivazione che serve per fare gli esercizi e soprattutto coinvolgono tutto il processo che genera le azioni complesse, dalla programmazione all’esecuzione. Ciò consente di trovare strategie individuali più efficienti anche alla luce della particolare condizione di disabilità. Ergo nella stesura di relazioni e schede ci si dovrebbe attenere alla verifica del raggiungimento di obiettivi legati alle azioni complesse finalizzate ad attività di vita quotidiana e/o sportive.

Si può essere felici, con una disabilità, lo racconti nel tuo libro, come hai esplorato la ricerca del benessere psicologico ?

Credo che non ci sia soluzione di continuità tra patologia e benessere psicologico. È un continuum di vissuti intrapsichici e dinamiche interpersonali nel quale è difficile tracciare limiti di demarcazione netti nonostante i vari manuali di psicodiagnosi possano fornire dei riferimenti utili, ma non assoluti. Credo che ricercare il proprio benessere psicologico sia la strada migliore per preservare la salute mentale e fisica: è molto più probabile che una persona si impegni nel risolvere problematiche psicologiche o che si cimenti nel migliorare la sua condizione fisica se ha un progetto o delle relazioni che lo motivano a stare bene e vivere la vita pienamente. Come si dice fin dalle prime pagine del libro ci sono persone che congelano le proprie aspirazioni e speranze in attesa della guarigione, e persone che prendono atto della condizione del proprio corpo e ricercano modalità di vita diverse per vivere una vita piena. Ciò fa la differenza nel determinare uno stato di patologico e la salute, nonché getta le basi per una buona qualità della vita.

Il racconto, la costruzione, di un libro, cosa ti ha dato dal punto di vista professionale, il libro ti serve con i pazienti e le famiglie ?

Il libro nasce dall’esigenza di fissare alcune intuizioni derivanti dalla mia decennale attività di clinico e psicoterapeuta in questo particolare ambito. Noto che ha l’effetto di rompere alcuni luoghi comuni. Molto spesso le persone che lo hanno letto, magari anche senza rendersene conto, esprimono riflessioni controintuitive che, mi piace pensare, siano state stimolate anche dal mio libro. Diciamo che il mio obiettivo è quello di favorire uno spostamento di paradigma rispetto alla disabilità, da quello assistenzialista a quello inclusivo autodeterminante. Senza troppe pretese, ho voluto contribuire ad un cambio di mentalità e di rappresentazione (e direi anche autorappresentazione) delle persone diversamente abili, quali soggetti attivi nella società piuttosto che fruitori passivi di assistenza.

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Il viaggio di Luigi Angelino

Un libro dedicato ai viaggi. Presentiamo il titolo, come lo hai scelto, cosa ricordi oggi, che magari hai tenuto silenzioso nel libro, di questi viaggi ?

Le città e, più in generale i luoghi raccontati nel libro, rappresentano momenti importanti della mia vita. Ovunque andiamo, sia solo per un viaggio o per una semplice gita, oppure per un soggiorno che duri un breve o un lungo periodo della nostra esistenza, alcuni particolari si fissano nella nostra mente fino ad entrare nel bagaglio del nostro vissuto.In accordo con l’editore (ricordo che il libro è edito da auralcrave), per dare un volto simmetrico al testo,ho individuato 12 città italiane, più o meno distribuite su tutto il territorio nazionale, 12 città europee, anch’esse di diverse aree del continente e 7 capolavori artistici, di cui tre appartenenti al nostro Paese ed i restanti quattro ad altri.Nei racconti sono disseminati alcuni riferimenti personali , avendo avuto la fortuna di aver visitato direttamente tutti i luoghi narrati “

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Tra i luoghi ve ne sono di mare ?

Certo che si, tra le principali città italiane ed europee trattate, ve ne sono alcune di mare.Anzi il “mare nostrum”, il Mar Mediterraneo è uno dei protagonisti del libro…

Nella vita cosa è per te viaggiare ?

Viaggiare è una delle più belle esperienze che si possano compiere a qualsiasi età, anche se le emozioni del bambino, del ragazzo, dell’adulto e dell’anziano sono orientate in maniera alquanto diversa.Il bambino vuole scoprire, il ragazzo vive più intensamente, l adulto cerca di comprendere, l’anziano preferisce ricordare.Gli scopi del viaggiare sono molteplici e, molto spesso, neanche tanto chiari a noi stessi. A volte prevale l’irrequietezza, con il desiderio quasi spasmodico di conoscere nuove culture, così come può prevalere la volontà di concedersi un periodo di meritato riposo oppure quello di intraprendere attività non possibili nel luogo della propria dimora abituale.

Spesso il turismo è valutato a stelle, fai anche tu lo stesso, con i tuoi luoghi preferiti, quali sono a 5 stelle ?

Non si tratta assolutamente di un libro “turistico”. Si scoprono città e luoghi, attraverso la loro storia, gli aneddoti, le leggende, i simbolismi e la letteratura, cercando di dosare elementi culturali con altri più attinenti alla vita quotidiana.Non amo e non condivido la classificazioni “a stelle” del mercato turistico e commerciale.

Cosa diventa per te un libro, quando alla scrittura, si aggiungono le immagini ?

Immagini e scrittura sono complementari. La stessa scrittura si basa su immagini “ideali” custodite nella nostra mente, così il lettore quando leggerà, cerchera’ di ricavare delle immagini che lo aiutino a comprendere meglio il testo. Vediamo come nei secoli la letteratura abbia sempre attinto ad immagini in ogni percorso creativo: a cominciare dell’epopea di Gilgamesh, elaborata in Mesopotamia nel 3 millennio a.C., per passare dalla classica Odissea attribuita ad Omero ed arrivare all’onirica incursione ultraterrena di Dante nella Divina Commedia.

Come ti trovi con le presentazioni, soprattutto se quando sono virtuali ti senti solo, magari vuoi il pubblico, che ri vede leggere, anche ad alta voce, cosa ne pensi della differenza ?

Anche le presentazioni virtuali ti permettono di raggiungere un buon numero pubblico e credo che, in relazione alla pandemia covid-19, si apra un’era di comunicazione digitale ancora più accentuata. Certo mi manca il contatto diretto con il pubblico e spero che quanto prima si possa tornare alla normalità.

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Scrittori e scritture

Le nostre storie.

La lettura dei classici su EDX


Giuseppe Di Summa ha letto una serie di classici grazie alla piattaforma web EDX, molto utili, letti in inglese, per trovare ispirazione nel Blog. Autori famosi come Conan Doyle, Dickens, C. Brontè, O. Wilde, Forster, senza citarli tutti, molto interessanti, per noi che vogliamo scrivere. Come ricorda, tra le letture, il grande personaggio Jane Eyre, noi tanto tempo fa eravamo zingari, andavamo in giro, ci piaceva leggere, viaggiare con la fantasia, è una bambola a cantare questa canzone, quando eravamo zingari, appunto, si sentiva cantare spesso, lo si ascoltava con piacere. Ecco, noi abbiamo, con il Blog, anche il suono opposto, quello rimasto nella nostra casa, mentre andavamo in giro.

su di noi, che siamo lettori, si spera in modo costante……

Queste sono pagine, scritte, in lingua inglese, che sono internazionali, spesso si chiede una certificazione del livello delle lingue, chi scrive nel suo percorso, non ha ancora scelto di conseguire dei livelli, anche se è in arrivo anche verso questa certificazione. Il mio inglese possiamo definirlo tra A2 e B1. Le nostre storie, spesso in italiano, sono diverse da quelle originali, scritte in inglese, che spesso fanno giustamente protestare gli studenti, che non ritrovano la precisione, dei loro studi ufficiali, con i quali ricordate, noi non ci confrontiamo, per questi di titoli o professionali. La lingua inglese, quella nostra di CAMBIO GIORNO, è per i nostri utenti.

Accade come leggi, sopra, anche in piccolo, di dovere scrivere un ” gergo tecnico “, rivolto ai tecnici, cosa diversa, anche nelle fonti, anche nelle immagini, nella foto, il nostro scritto, che trovi nel blog ha messaggi e destinatari diversi, chi fa parte di CAMBIO GIORNO, spesso lo fa come ospite, bisogna semplificare il nostro scritto, scegliere di essere coincisi. Gli obiettivi sono spiegati, sul Blog, in questo senso, da Giuseppe Di Summa.

EDUOPEN

Anche i corsi su EDUOPEN hanno garantito lo studio del modo di stare online sul Blog. Chi non legge CAMBIO GIORNO, ovviamente conosce il suono delle pagine delle buone storie, quelle di Giuseppe Di Summa, sono pagine e storie, del tipo che leggete a fianco.