Scrittori e scritture

Intervista a Roberta Calce.

 

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Nasci nel mondo della radio, sei giunta ad esso come, quali notizie puoi darci sul tuo impegno radiofonico di ieri e di oggi ?

E’ una lunga storia, lunga come gli anni che ho ðŸ˜Š Ho iniziato perché amavo la musica, la poesia e una voce alla radio…cominciai a telefonare in diretta al conduttore , declamai le mie poesie e ci innamorammo…Avevo 16 anni . Da quel momento non ho più lasciato la mia passione per la radio…l’amore invece finì

Da allora ho intrattenuto milioni di persone con programmi di ogni genere, perfezionando la mia dizione e ovviamente aggiornandomi sul modo di fare radio , cercando di tenere i tempi .

Oggi sono impegnata nel web e conduco dei format che girano in oltre 70 radio nazionali e alcune internazionali, dando spazio a giovani emergenti …mi sento tanto talent ! ðŸ˜Š

Si chiede, ovviamente di essere professionali, al microfono, poi abbiamo bisogno del resto, quindi sei anche una giornalista, oltre che conduttrice, cosa vuole dire raccontare, ad esempio per te, una città di Roma, non solo dal punto di vista del mondo dello spettacolo ?

Raccontare Roma..??.Roma si ama  , si ama e basta…è la mia città, ma non so se ci tornerei a vivere, dall’età di 23 anni ho scelto di vivere in provincia…non amo il caos

Arriviamo alla passione per la poesia, tu stessa declami poesie, le fai ascoltare, oltre che a scriverle, ha intrapreso anche il percorso delle audiopoesie ?

Più che poetessa mi ritengo una dispensatrice di emozioni…amo scrivere ciò che vivo o che vedo vivere

Fino allo scorso anno avevo anche un sito di poesie nato nel 2009 , ma visti gli impegni non ce l’ho più fatta a portarlo avanti…lì c’erano audiopoesie e videopoesie…inoltre c’era anche un pulsante ideato per gli ipovedenti

Hai pubblicato le tue poesie, 4 raccolte  si pensi a Sottosopra, come nasce questo titolo ?

Nasce dal fatto che mi sento SOTTOSOPRA in un mondo in cui tutto va al rovescio…o quasi tutto cosa ti guida nella scrittura, i miei stati d animo

Non solo quando dalla voce, si passa alle conferenza, a fare vedere il tuo volto, cosa ti piace fare conoscere subito della tua poesia, grazie al contatto diretto con il pubblico ?

Mi piace avere un diretto contatto con il pubblico , in radio come su un palcoscenico, è con la televisione che non ho un bel rapporto…non mi ci vedo ecco

Della poesia vorrei  possa entrare nell’anima del lettore

Quali sono i tuoi progetti per il futuro ?

Di laurearmi, fare carriera, girare il mondo , sposarmi e fare almeno 3 bambini

(ops , non ho l’età , almeno per l’ultima cosa hahaha )

Penso che faccio radio da una vita e spero di farla per tutta la vita

Se dovessi dire qualcosa alla radio su questa intervista, con la tua voce, cosa diresti ?

Seguite sempre i vostri sogni e obiettivi , perché anche se arriverete alla mia età , e avete ancora voglia e piacere di fare ciò che fate , vuol dire che non invecchierete mai

 

Scrittori e scritture

Racconti di vita quotidiana – Stefano Gambelli –

Racconti di vita quotidiana
In uscita a Dicembre cartaceo : FACEBOOK 
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Intervista del blogger Domenico Romano
1) Come definiresti il tuo stile poetico?
Un po’ umoristico e particolare e lo uso diverse volte nel succo dei discorsi e descrizioni dei miei scritti.
2) Quali argomenti affronti nei tuoi scritti?
Luoghi comuni,cibi,animali;altre tematiche compreso ricette rivisitate a modo mio;pure abitudini di vita.
3) In che senso rivisiti le ricette?
Spiegando la preparazione come se fosse un racconto o simili.
4) Cosa trovi di ironico nelle abitudini di vita degli italiani?
Il modo con cui affrontano il lavoro cercando di prenderlo come passatempo per non pensare alle difficoltà della vita,e scherzando su ciò in altre faccende della vita;la rappresentazione nell’arte in genere.Cioè lo spirito nell’affrontare la vita con le abitudini di tutti i giorni.
5) Quali luoghi comuni ti divertono?
La discoteca,il mare,le pizzerie ed osterie.
6) Progetti futuri?
Non ho ancora idee chiare,più che altro un lavoro fisso e fare una famiglia
Stefano Gambelli 
La vita è tutta da vivere e raccontare
Scritti che narrano di vita quotidiana e che descrivono località foto,natura,riti,arte ed animali anche con un pizzico d’humour all’inglese;e ricette descritte a modo mio;descrivo anche il procedimento di una cintura prodotta artigianalmente con le gomme delle bici.Tutto incentrato anche sulla rotazione delle stagioni.
Racconti della nostra vita quotidiana
Scrittori e scritture

La Libreria Di Mommy

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Buona sera a tutti, parto con il ringraziare Giuseppe, per avermi ospitata nella sua rubrica e per darmi la possibilità di spiegare ciò che faccio e per quale motivo.
Mi chiamo Erika, ho 29 anni e sono moglie e mamma a tempo pieno.
Essendo una lettrice accanita di qualsiasi genere, per lo più di autori emergenti, e considerando il fatto che, alla fine di ogni lettura, mi ritrovavo ad aver voglia di condividere il mio parere con qualcuno, un anno fa, mi venne la brillante idea di creare il mio blog, chiamato “LaLibreriaDiMommy”.
Questo nome ha dietro una storia molto simpatica, all’epoca, mio figlio di nome Tommaso, aveva solo due anni e il suo nome lo pronunciava “Mommy”, da li mi si accese una lampadina e cosi mi venne l’idea di adottare questo nome.
Come spero possiate aver già visto sul mio blog (se così non fosse, rimediate subito), questo progetto nasce per dare la possibilità ad autori emergenti, di farsi conoscere per la loro bravura, che a dire il vero, non viene sempre riconosciuta. Per questo motivo m’impegno molto ad aiutare, come posso, questi nuovi scrittori.
Oltre a recensire i romanzi, mi occupo anche di segnalazioni ed interviste agli autori.
Tutto ciò che faccio,  nasce da una grande passione per la lettura e poter far conoscere libri non rinomati, grazie al mio pensiero, mi rende piena di gioia.
Spero di poter crescere sempre di più e, perché no, poter far conoscere ad numero sempre maggiore di persone il mio blog ed i romanzi trattati, che, fino ad ora, mi hanno lasciata davvero stupita, soprattutto, per il vero talento che ho trovato in questi scrittori, ovviamente, in misure differenti tra loro.
Devo anche dire che non mi mancano i romanzi da segnalare o recensire, infatti, ultimamente, mi trovo leggermente in difficoltà non riuscendo ad occuparmi a tempo pieno al mio progetto, per questo, sto prendendo in considerazione di cercare una persona che abbia questa passione e voglia aiutarmi, ma, per ora, è solo un’idea.
Credo di aver detto tutto e per chi fosse interessato, mi trova anche su Facebook e su Instagram dove pubblicizzo i miei articoli.
Per il momento rinnovo la mia gratitudine a Giuseppe e spero possiate venirmi a trovare sul mio blog!
Un caldo abbraccio
Erika (lalibreriadimommy)
Indirizzo web :
Scrittori e scritture

Teodoro Brescia

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Teodoro, ti sei laureato in filosofia a fine ’99 e hai subito iniziato a scrive sul sapere taoista, uno studio filosofico e scientifico. Come hai realizzato e sviluppato il progetto dei primi libri?

Sin da ragazzo ho avuto la passione per le arti orientali, in particolare le arti marziali. Poi ho approfondito il taoismo e lo zen, la filosofia alla base di quelle arti. Infine mi sono laureato in filosofia, con una tesi sul taoismo, e in fisioterapia, “specializzandomi” in medicina cinese. Da qui lo studio filosofico e scientifico sul sapere taoista. Il primo libro, che ho pubblicato nel 2000, è stato il frutto della mia tesi di laurea in filosofia. Il primo Editore a cui l’ho proposto ha accettato di pubblicarlo, col titolo Il Tao dello spirito. Il libro mi è valso nel 2001 il Premio della Cultura e così è partita la mia avventura di ricercatore e scrittore.

 

Come sei approdato alla “scienza olistica”? E cos’è per te la pace interiore?

Il modello olistico di pensiero – l’unità di corpo, mente e spirito – deriva dall’antico Oriente e sta prendendo piede anche nella scienza moderna, specie a partire dall’ultimo quarto del secolo scorso. Nonostante viviamo ancora in una fase di forte materialismo, l’interesse per la spiritualità sta “tornando di moda”. La ricerca della pace interiore, la via dello zen, secondo la tradizione orientale non solo aiuta a vivere meglio e fa bene alla salute ma serve anche alla ricerca e alla scienza. È stato dimostrato, infatti, che la meditazione stimola anche le intuizioni.

 

Hai studiato diverse civiltà e personaggi storici. Quali sono le grandi eredità che gli antichi hanno lasciato a noi e che ti hanno ispirato?

Oggi siamo abituati a credere che tutte le conoscenze siano aperte a tutti, per il solo fatto che tutti possono andare a scuola o informarsi. Ma in ogni epoca della storia ci sono state conoscenze aperte a tutti e altre no. La storia delle civiltà è piena di segreti, di conoscenze nascoste ancora da svelare, che si aggiungono alle cose nuove ancora da scoprire. E questo è di grande stimolo e ispirazione per chi fa ricerca. Per esempio, la storia ufficiale ha creduto fino allo scorso anno che un certo tipo di geometria, la trigonometria, l’avessero inventata i greci  intorno al 130 a.C. Poi nel 2017 è stata decifrata una tavoletta babilonese, Plimpton 332, ritrovata circa cento anni fa, nascosta magari per secoli in qualche tempio antico. E così abbiamo scoperto che i babilonesi già conoscevano la trigonometria, almeno dal 1700 a.C.

 

Il cristianesimo, come studio, ti è costato fatica? Cosa lega ciò che scrivi alla religione?

Ogni studio richiede impegno e fatica, ma è anche fonte di nuove energie e di crescita personale se lo si fa con passione. Cosa lega ciò che scrivo alla religione? Tutto, praticamente. Filosofia vuol dire ‘amore per la sapienza’, quella che gli antichi chiamavano scienza sacra. Basti pensare che nella Bibbia c’è il Libro della Sapienza. A scuola, ancora oggi, ci raccontano che la filosofia nasce come pensiero razionale che si separa dal pensiero religioso dei miti. Niente di più falso. La filosofia nasce come scienza sacra trasmessa nel linguaggio del mito. Il mito era la favola, che serviva per educare i bambini e il popolo. Chi aveva le chiavi di decifrazione poteva leggere nei miti anche i segreti della sapienza …quelle conoscenze non aperte a tutti di cui parlavo.

 

Parlaci del tuo libro Il codice nel Cenacolo.

In quel libro ho sviluppato ulteriormente una ricerca sulle origini del cristianesimo, nella quale avevo già individuato, scolpita sulla più antica scena completa del “Presepe”, una mappa astronomica con la stella vista dai re Magi e di conseguenza la data di nascita di Gesù. Nel libro Il codice nel Cenacolo ho riportato dieci elementi inediti che ho scoperto nell’Ultima Cena di Leonardo – fatto che, di per sé, è già un grosso risultato se pensiamo che si tratta di una delle opere più famose al mondo, osservata nei secoli da una marea di studiosi, appassionati, visitatori e anche romanzieri. Poi ho provato a unire quei dieci elementi ed è emerso un possibile messaggio in codice …torniamo di nuovo a quelle conoscenze non aperte a tutti. Il codice sembra svelarci il vero motivo che portò all’accusa e alla condanna di Gesù da parte dei giudei, l’antica casta sacerdotale ebraica.

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto terminando un nuovo libro che mi ha riportato alla vecchia passione per le arti orientali. Ho individuato alcune tecniche di potenziamento della mente utilizzate negli anni ’60-’70 dal famoso attore e mito delle arti marziali. Parlo di Bruce Lee. Si tratta di tecniche psico-fisiche che possono essere usate in ogni altro sport e azione quotidiana della vita. Per ora non posso aggiungere altro. Il libro uscirà a gennaio, come novità 2019.

Cop. Codice Cenacolo

Scrittori e scritture

Intervista Anna Venturini

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Si legge nella tua biografia del tuo incontro con la fotografia, come decidi di fotografare qualcosa, che cosa ti spinge a fare una foto ?

1. Quando dieci anni fa ho iniziato a fare fotografia in modo non occasionale, fotografavo principalmente ciò che mi piaceva e ciò che vivevo: incontri tra amici, feste in famiglia, la mia città e i luoghi che visitavo nei miei viaggi, ecc. Era un modo di fotografare molto spontaneo. Mi piaceva uscire, passeggiare e osservare. Mi colpivano anche le cose più quotidiane. In questi anni, molte cose son cambiate, ho seguito corsi, incontrato maestri, iniziato progetti. Oggi fotografo perchè “cerco” qualcosa. La fotografia è diventata uno strumento di conoscenza, qualcosa che mi permette di scoprire qualcosa di me e del mondo. Fotografo perchè ho un’idea o un progetto da sviluppare e da indagare.

Hai realizzato un libro con una nota poetessa Barbarah Guglielmana, parlarci di questo testo, come è nato come progetto artistico ?

2.Nel 2010, quando il progetto è nato, conoscevo Barbara e sapevo che scriveva poesie. Un giorno di neve – era gennaio – ero in giro per Pavia con la mia fotocamera. Entrai in un bar per scaldarmi, il gestore notò la mia Nikon, cominciammo a chiacchierare e lui mi disse che nel suo locale c’era la possibilità di esporre fotografie. In quel momento nella mia testa vidi un’immagine: fotografie abbinate a parole. Non so perchè, ma fu così che mi ritrovai a pensare a Barbara. Subito le mandai un messaggio, proponendole di incontrarci e provare a lavorare insieme. Lei ne fu entusiasta e da lì iniziò la nostra collaborazione, che tutt’oggi prosegue. Il nostro è un libro di fotografie e poesie che dialogano e si alternano. S’intitola “Andavo per nuvole e onde” e sintetizza bene la nostra natura di donne con forti radici ed insieme con ali pronte a prendere il volo, desiderose di scoperta e libertà. Nel libro parliamo di movimenti e di viaggi.

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Cosa pensi delle immagini di oggi, ad esempio, nella vita facendo l’educatrice, insegnando anche ai bambini, quali soggetti, oltre agli amici sui social, per te dovrebbero avere spazio ?

3.Siamo talmente abituati a vedere una quantità enorme di immagini ogni giorno che non ce ne rendiamo più conto. Io sento, in particolare usando Instagram, che si tratta di una fruizione meccanica, che poco ci spinge a farci domande, a riflettere. Penso due cose: abbiamo perso la lentezza che gli strumenti tecnologici di oggi non possono più darci (e lo dico senza giudizio, ma come constatazione) e quindi la possibilità di fermarci e riflettere. Quindi io non aggiungerei immagini, ma aggiungerei strumenti in grado di renderci capaci di “leggere” le immagini. Seconda cosa: abbiamo bisogno di immagini non stereotipate, immagini nuove perchè le immagini che vediamo costruiscono l’idea che ci facciamo sul mondo.

Cosa fai adesso come fotografa ?

Organizzo laboratori di fotografia per i bambini e per i ragazzi. Inoltre, lavoro su un progetto fotografico personale che mi piacerebbe concludere con una mostra e un libro fotografico: racconto la storia di una mia amica adottata e della sua ricerca verso le origini. Si chiamerà “Nuda Veritas”.

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Antonella Fimiani : Intervista sulla Hillesum

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Scrivi del novecento, dando parola a Etty Hillesum, che considerò lo scrivere atto di vita, ci presenti la protagonista del tuo libro ?

 

Etty Hillesum è una giovane donna alla ricerca di sé in un periodo storico unico e tremendo, la seconda guerra mondiale. E’ donna ed è ebrea in un contesto socio politico, quello dei totalitarismi, in cui lo spazio per “l’altro” è ridotto a zero. La sua storia appartiene all’umano perché si sintetizza nella libertà del cercare se stessi, nonostante tutto. La sua è la forza prodigiosa di preservare la propria umanità, contro l’odio xenofobo che investe l’Europa, fino alla scelta di  andare volontaria al campo di Westerbok per testimoniare la Storia.  Ho trovato questa figura moderna; il suo diario è la storia di uno spaccato di vita, quello tra il 1941 e il 1943, fatto di amori, dell’esperienza dell’aborto, della passione per la scrittura, della ricerca di dio, della guerra in cui intelligenza e passione, corpo e spirito si muovono in parallelo.

 

Ringrazi nel libro il tuo maestro, Antonio Petti, oltre che a degli amici, nella tua ricerca su questa autrice, oltre a questi incontri, cosa ti ha guidato, come nasce l’interesse per l’argomento ?

 

Ho iniziato a lavorare su di lei per pura passione, il personaggio mi ha stregata da subito. Poi c’è stato l’incontro con Gerrit Van Oord, storico ed editore, presidente del Centro Studi Italiano Etty Hillesum. Da qui il progetto del libro e la possibilità di accedere a materiale inedito non reperibile in Italia. Antonio Petti è un pittore mio amico, maestro d’arte e di vita che mi è stato molto vicino durante la stesura del lavoro.

 

La storia che acquista un significato umano e comprensibile, secondo te, quale è il modo migliore per raccontare la storia, se ne esiste uno ?

 

La lettura del diario  è una via di accesso alla grande storia a partire dalla piccola storia della vita individuale per scoprire quanto il nesso tra le due sia indissolubile. Il suo incontro mi ha lasciato tanto amore per la vita e la possibilità di poterlo raccontare nelle presentazione che hanno accompagnato il mio libro. Il contatto col pubblico, il suo interesse è stata una conferma crescente di quanto questa figura sia in grado di arrivare alla gente.

 

Come procede la presentazione del libro ?

 

Attualmente il libro è finalista al premio nazionale Carver 2018, per la sezione saggistica.

 

Quali sono i tuoi impegni futuri come scrittrice ?

 

Cosa c’è in programma per il futuro? Sto lavorando alla figura di Carlo Levi, antifascista, pittore, scrittore ed ebreo.

Scrittori e scritture

Mondo di ferro vol.1 Atto primo

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Giuseppe Di Summa intervista :

Orpheus Magi

D: Come sei arrivato a scrivere un libro?

R: Sentivo il bisogno di mettere su carta certe dinamiche e un certo livello di approfondimento dei personaggi che in altre opere o non vedevo oppure non le vedevo come piace a me. Quindi la mia era una necessità se vogliamo “concorrenziale”, l’idea era creare qualcosa di nuovo e innovativo, adesso spetta ai lettori stabilire se ci sono riuscito.

D: Quale è il tuo percorso?

R: quel piccolo particolare che ha messo in moto tutto era la mia ammirazione per un personaggio di un’altra opera. Questo personaggio in quell’opera, secondo me, aveva un ruolo troppo marginale, così per gioco l’avevo ricostruito nella mia testa dandogli l’importanza di un protagonista. Da lì in poi la dinamica che ho finito per creare attorno a quel personaggio mi ha spinto a distaccarmi sempre di più da quel capriccio originale, in parte infantile, creando quello che poi è diventato un personaggio tutto mio, che sto tutt’ora sviluppando, con un universo e con delle dinamiche e dei personaggi tutti miei. Questo primo libro, ora pubblicato, di fatto ha poco a che fare con la fase, diciamo embrionale, di Mondo di Ferro. Ma rappresentò quello che per me fu un esperimento, una prova sul campo che forse mi permetterà di capire se le mie idee possano essere davvero apprezzate da un pubblico di lettori.

D: Tra gli autori di ieri e di oggi chi ti ispira maggiormente?

R: la risposta che potrei dare a questa domanda è quanto meno impegnativa, nel senso che se io adesso segnalo un autore o più darei l’impressione di essere un assiduo lettore di quello scrittore, attirandomi quindi domande fastidiose da parte di coloro che sono effettivamente assidui lettori del suddetto autore, che si aspetterebbero una mia infallibile conoscenza sui suoi libri, fin nei minimi dettagli. Volendo essere sinceri, io non sono un lettore assiduo di nessun autore in particolare. Posso dire che tra gli autori storici e tra quelli inglesi in particolare mi piacevano Byron e Joyce, in questo senso tra gli autori italiani posso trovare piacere nel leggere un Italo Svevo (che era grande amico di Joyce). Però in tutta umiltà, non posso dire di conoscere questi autori, posso solo dire che a livello concettuale mi piacciono, difficile chiamare questo ispirazione. A mio modestissimo avviso, come ho avuto modo di verificare nella scrittura non di questo libro, ma nel lavorare al suo seguito (che non è ancora pubblicato). Allora mi sono reso conto che il mio lavoro iniziale era viziato dalle influenze di altri autori che, in un modo o nell’altro, finivano per snaturare la mia visione del libro, privandolo di originalità ed efficacia, il che mi ha poi costretto a riscrivere da capo tutta la trama quando me ne sono reso conto. Quindi secondo me come in arte e in filosofia, un artista o un filosofo deve differenziarsi da tutto ciò che esisteva prima, lo stesso discorso dovrebbe valere per gli scrittori, purtroppo non è sempre così, ed è sempre esistito nei fatti il fenomeno dei libri-fotocopia, opere eccessivamente ispirate ad altre che finivano per essere una loro versione alternativa, a mio giudizio priva di valore.

D:Dove pensi il lettore si debba fermare quando legge il tuo libro? Su cosa vuoi attirare l’attenzione?

R: questa è una domanda che mi piace. Sicuramente, come in tutti i libri del resto, il lettore deve porre massima attenzione suoi personaggi e le loro relazioni, questo non solo perché i personaggi sono la linfa vitale di ogni libro, ma anche perché era mio obiettivo approfondire al massimo i miei “attori”, come mi piace chiamarli, non a caso l’immagine in copertina è il simbolo del teatro. Il lettore però deve essere attento perché io scrivo dando per scontato che questi capisca che tutte le relazioni e tutte le dinamiche sono lasciate a libera interpretazione, nel mio libro non esistono frasi del tipo “Tizio ha fatto questa cosa a Caio perché era nella sua indole farlo”… infatti io non voglio descrivere “il perché” ma piuttosto “il come”. Inoltre non esistono nel mio libro dei trafiletti di diverse righe che descrivono caratterialmente i personaggi. La comprensione di un personaggio avviene leggendo i suoi dialoghi con gli altri, come peraltro avviene nella realtà. La gente per strada non ha un bigliettino in fronte con scritto “sono irascibile”, “sono timido”, eccetera. Per capire una persona bisogna parlaci e ascoltarla per parecchio tempo, e anche allora non l’avremo compresa del tutto. Questo aspetto della realtà lo volevo riprodurre anche nel mio libro.

Oltre a questo chiaramente nel libro sono presenti riferimenti storici, mitologici e di dinamica sociale, che contestualizzati nelle situazioni e negli scenari possono contribuire a rendere gli stessi più suggestivi e affascinanti.

D: Ti piace essere intervistato?

R: Be’, mi vergogno un po’ nel dirlo ma questa è la mia prima intervista. Da quel che ho avuto modo di vedere dipende molto dalle domande, ovviamente. Ci sono domande a cui non vorrei rispondere e alcune che invece trovano il mio apprezzamento per come sono state poste. Ma d’altro canto questo è il bello di un’intervista, immagino.

D: Progetti per il futuro?

R: Se come credo Lei mi sta chiedendo del futuro sviluppo nella saga che questo libro apre, Le posso dire che il progetto è quanto meno ambizioso. Quello che è appena stato pubblicato è il primo libro di una trilogia di tetralogie. Da cui poi la ragione del titolo “Mondo di Ferro Parte I Atto Primo”. “Mondo di Ferro” è il titolo della saga, che si divide in tre parti: Parte I, Parte II, Parte III. Le quali a loro volta hanno tre atti al loro interno. Quindi la domanda sorge spontanea: “ma come? Non erano tetralogie?”. Certo che lo sono, infatti oltre ai tre atti sono presenti anche tre monografie dedicate al protagonista di ogni parte. Per intenderci Parte I è così diverso da Parte II che cambia persino il protagonista, che quindi necessita di una sua monografia nella forma di un libro per essere definito nel suo ruolo centrale all’interno della sua tetralogia di riferimento. Un libro diciamo per far comprendere in modo chiaro il significato che ha quel personaggio all’interno dell’opera. Nel caso di Parte I il protagonista è Roro, che viene introdotto in questo libro, si svilupperà per Atto Secondo e Terzo e avrà la sua conclusione come protagonista in un quarto libro, con un titolo particolare che non specifico perché va contestualizzato con quello che sarà lo sviluppo di Roro, che come quasi tutti i miei “attori” è un personaggio dinamico, nel corso dei primi tre libri di Parte I.

 

 

Link dell’opera librerie online

 

http://www.albatrostore.it/1/mondo_di_ferro_parte_i_orpheus_magi_11544541.html

 

https://www.lafeltrinelli.it/libri/orpheus-magi/mondo-ferro-vol-1-atto/9788856793642?utm_source=Trovaprezzi&utm_campaign=comparatori&utm_medium=cpc&utm_term=9788856793642

 

https://www.eprice.it/Letteratura-Italiana-GRUPPO-ALBATROS-IL-FILO-Orpheus-Magi-Mondo-Di-Ferro-1-9788856793642/d-54936200

 

https://www.ibs.it/mondo-di-ferro-vol-1-libro-orpheus-magi/e/9788856793642?lgw_code=1122-B9788856793642&gclid=Cj0KCQjwguDeBRDCARIsAGxuU8aq4Lz4TnNTcqgijtE–lM_MNJLdJxgyTxHQRS4mq2TWisgnSkXf-gaAshxEALw_wcB

 

Sinossi

Gabriel e Roro sono padre e figlio. Ma nel mondo in cui vivono hanno preso due strade completamente diverse. Il primo, nobile, folle e senza scrupoli, desidera conquistare il potere su tutto l’Impero, sovvertendo l’ordine costituito. Per questo, in gran segreto, muove i fili di un’organizzazione che miete vittime tra gli eruditi e i civili. Roro, invece, è un militare, un uomo ligio al dovere e fortemente convinto dei suoi ideali, tanto da non arrendersi nemmeno di fronte alle più evidenti contraddizioni. Lo scontro tra i due è inevitabile, e al loro fianco prende corpo una lotta furiosa tra fazioni contrapposte, all’inizio mascherate grazie a falsi indizi e ad azioni in incognito. Il mondo fittizio ma realistico nell’impianto storico, le idee contrapposte che i personaggi esprimono, i loro sentimenti disegnano una realtà alternativa, che fornisce un punto di vista anche sulla nostra società. Un mondo altro creato su misura per mostrare la rabbia, l’amore, la tristezza, contestualizzandole nella sicurezza di una società simulata: con le sue contraddizioni, i suoi ideali, i suoi criminali e i suoi giustizieri.