Il messaggio ” COMUNICAZIONE “.

Quelli che leggerai da oggi sono ” i dati di un laboratorio di scrittura “, che sul Blog, è concluso, non vi sono sezioni attive.

Abbiamo inserito la nostra segreteria. Con la nostra rubrica ” SULLO SCHERMO ” abbiamo concluso, il lavoro del Blog, che riprenderà con una nuova programmazione, non prima del 20021.

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Il nostro cammino è ora :

SCRIVERE DEL MARITINO NON DELLA NOSTRA SOCIETA’.

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AVVISO : Dal 24 Aprile il Blog CAMBIO GIORNO trasmette dei post ” registrati “, prima del virus, non forniremo agli utenti, nessun dato da questa data, non scritto prima del Febbraio del 2020. Non possiamo approfondire, aumentare, come forma di occupazione, in questo momento, nessuna forma di scrittura e commento, riguardante il tempo che trascorriamo, che comunque abbiamo brevemente inserito, nel Blog, nella chiusura, definitiva, della sezione dedicata al Parlare e dire di politica, lo abbiamo conosciuto, anche con la rubrica conclusiva dal nome SULLO SCHERMO. Abbiamo scelto un messaggio registrato, da tempo, fino al Dicembre del 2020. Si chiede scusa, al lettore, se alcune questioni sono prolisse, in questo aggiornamento, sono questioni, interne, che riguardano, solo noi e il nostro blog, sono dati che riguardano la nostra scrittura.

Tutte le rubriche dal Maggio 2020 sono concluse, non saranno riaperte, abbiamo deciso di procedere, dal 2021,. alla pubblicazione alla immagine di noi stessi, dopo avere ascoltato bene il mondo professionale della comunicazione, che è entrato in questo blog, soprattutto nelle rubriche GLI ANNI DELLA MUSICA e SCRITTORI E SCRITTURE.

Oggi bisogna fare quadrato sull’immagine di noi stessi, a nostra avviso, sapendo che in molti di noi, io per primo non sappiamo come fare senza musica, cinema, libri, teatro, seppure dobbiamo accettare al sfida.

Quindi si scrive del MARITINO, di noi stessi, come leggiamo, come cuciniamo, come ci vestiamo, fuori dalle idee della comunicazione professionale, quella certificata, da libri, case editrici, corsi di laurea, oggi, dal 2021, dopo i dati di un laboratorio di scrittura, siamo noi a certificare, in modo autentico, l’immagine di noi stessi. ECCO COME ABBIAMO SCELTO DI COMPARIRE, DI PRESENTARCI, FARCI VEDERE, con quello che abbiamo conosciuto, nella scrittura, dopo questa attività di scrittura, dati che arrivano nel nostro laboratorio di scrittura.



I MEZZI CHE FORNIREMO PER COMUNICARE DEL MARITINO E NON DELLA NOSTRA SOCIETA’ SONO QUELLI CHE CI FORNIRA’ LA RETE ( CHE CREDETEMI SI STA RIORGANIZZANDO )

Era l’11 settembre- Mirko Tondi

Mirko Tondi, che io ho conosciuto per l’amore per i brani musicali, in passato, lo incontriamo oggi per presentare un libro, seppure la prima domanda la riservo alla musica. Sei è ancora attento, a quello che propone, il circuito musicale ?

Intanto rivolgo un saluto a tutti e grazie di avermi invitato a rilasciare questa intervista, per uno scrittore è sempre importante poter parlare dei suoi libri. Riguardo alla musica, ricordo con molta nostalgia i tempi in cui facevo radio, e ovviamente rimango sempre sintonizzato sulle novità della scena musicale, certo. Sono soprattutto un appassionato, più che un vero esperto. Tutto sommato ho anche una discreta selezione musicale in vinile e ascolto un po’ di tutto: dal rock all’indie, dal jazz alla musica classica, l’alternative, il blues, il folk, ma soprattutto la musica soul, che rimane il mio genere preferito (prima o poi ci scriverò qualcosa). Mi piace anche scoprire nuovi artisti, sia italiani sia internazionali, e per questo mi affido alle riviste, al web (per esempio semplicemente alla riproduzione casuale di YouTube o a Spotify) e ai consigli degli addetti ai lavori. Per ogni mio libro, poi, creo una particolare colonna sonora: se, per esempio, per Istruzioni di fuga per principianti (Caffèorchidea, 2017) si trattava di brani country e folk, per Era l’11 settembre invece ho scelto quasi esclusivamente pezzi di musica classica, che erano più in tono con la storia;

Entriamo adesso nella scrittura. Un titolo che presenta la storia di un anziano, che vuole mettere su carta le sue memorie, in cosa è nuova la storia, per lui, quando va nelle mani del biografo, che sceglie per raccontarla ?

Nel libro ci sono due personaggi: Nando Barrella, che è sull’ottantina, e un biografo e ghostwriter, che ha la metà dei suoi anni. Il primo non sa affatto scrivere, per questo decide di affidarsi al secondo. Le sue memorie in quel momento sono sfuggenti, rischiano di dissolversi, così Barrella sente il bisogno di fissarle una volta per tutte. Il suo obiettivo principale, in realtà, non è tanto di testimoniare il proprio dolore ma vedere per iscritto una sorta di confessione, nella quale colpevolizza sé stesso per la morte del figlio, così da incidere il suo senso di colpa nell’eternità;

Come hai scelto questo tipo di storia. che non solo scrive dell’anziano, della sua famiglia, si confronta anche su come la nostra società ha vissuto dell’11 Settembre ?

Sì, per me la storia dei due personaggi principali serviva da puro pretesto per cercare di raccontare qualcosa di molto più ampio, uno spaccato della società dei nostri tempi. Si parte dall’11 settembre del 2001, giorno dell’attentato al World Trade Center, ma allo stesso tempo il giorno in cui muore il figlio di Barrella in un incidente stradale. Queste due diverse tragedie, una personale e una di portata mondiale, corrono in parallelo nel romanzo; come si dice nella quarta di copertina, si tratta dell’incontro tra due decadenze. Il cerchio si chiude con gli attentati di Nizza nell’estate del 2016, e mi interessava focalizzarmi su questi quindici anni per cercare di capire come li abbiamo assimilati, che tracce hanno lasciato in noi, un senso di precarietà e di inquietudine generale, ma anche dietrologie e teorie del complotto;

Come scrittore descrivi l’anziano come padre, come marito, il suo rapporto con gli affetti, presentacelo in questo senso ?

Nando Barrella è la tipica persona che sente di aver sbagliato tutto nella vita: come padre, non si è mai sforzato di comprendere il figlio, e anzi ha sempre avuto un rapporto conflittuale con lui; come marito, ha tarpato le ali ai sogni della moglie e non l’ha mai valorizzata veramente, anzi l’ha costretta in un angolo, impedendole di sviluppare una sua personalità. Dunque a livello affettivo il personaggio si presenta bloccato, un coagulo di sentimenti negativi o inesplorati, se non addirittura repressi. Inconsciamente, sa che il libro potrà aiutarlo a liberasi da questo ingorgo emotivo, rivelandosi e compiendo quello che in genere viene definito un atto terapeutico: raccontarsi;

Cosa invece, hai voluto inserire, nel libro, di particolarmente significativo, che riguarda la nostra società e il suo modo di vivere l’undici settembre ?

Come detto in precedenza, i personaggi agiscono in primo piano, ma sullo sfondo c’è la società con tutte le conseguenze che quei terribili attentati hanno comportato. Un aspetto che mi piace rimarcare, giacché ritorniamo su questo punto, è quello relativo allo strapotere dell’informazione. Il libro mi serviva anche per lanciare questo messaggio, qualcosa che possiamo constatare anche oggi con la situazione che stiamo vivendo a proposito del Coronavirus: il cosiddetto “bombardamento mediatico” è uno stillicidio di notizie nefaste, che giungono ogni giorno e a ogni ora del giorno da più direzioni. Come sosteneva il sociologo e filosofo Jean Baudrillard, il nostro mondo è dominato dal concetto di “iperrealtà”, per cui non esisterebbe più una realtà a sé stante ma una realtà filtrata dalla televisione, una realtà di grado superiore affidata alle immagini che vediamo;

La nuova generazione a quali memoria arriva, in questa storia, in cosa è importante il rapporto tra l’anziano e il giovane biografo, quali ” miti “, ad esempio, vengono raccontati ?

Il rapporto tra i due può considerarsi sicuramente un’amicizia, o almeno è questo che diventa col tempo in cui i due si frequentano. Ma il biografo vede in Barrella anche una figura paterna, visto che pure lui non aveva con suo padre un rapporto idilliaco, affatto. Riguardo alla nuova generazione, c’è senz’altro la presenza imperante dei social. Non so se questo si possa considerare un “mito” della nostra epoca, ma i social sono ormai parte integrante delle nostre vite. Nel libro c’è soprattutto il riferimento a Facebook, anche perché è stato scritto qualche anno fa; tutto sommato, nelle ultime revisioni ho preferito comunque evitare di parlare di Instagram (di sicuro oggi più popolare e diffuso tra i giovanissimi), anche quando nel libro si narrano i fatti del 2016. Il personaggio del biografo è sulla quarantina e vive di interessi culturali, per questo Instagram non mi sembrava il mezzo più adatto a rappresentare il suo universo;

Come presenterai il libro, in questo periodo, particolare, per fare conoscere il proprio lavoro ?

Purtroppo il libro è uscito proprio in coincidenza con l’esplosione della pandemia, per cui finora non ho potuto fare molto, anzi ho dovuto giocoforza annullare tutti gli eventi programmati. Per il momento mi sto muovendo attraverso la rete, rilasciando interviste come questa, cercando recensioni, facendo video promozionali e rinnovando di tanto in tanto la notizia che il romanzo esiste. Tuttavia questo è un libro in cui credo, e quando si potrà tornare alla normalità riprenderò da dove avevo lasciato, cominciando a presentarlo in giro. Sono sicuro che, al contrario di me, non invecchierà col tempo

Più lontano di così di Lucrezia Lerro

Sto leggendo, da alcuni giorni, con interesse, questo libro, del quale vi propongo l’incipit.

Ricordandovi che potete leggere la recensione al seguente link :

Con la voglia di cercare ” più lontano di così “.

Il libro ve lo ricordo, parla di un fatto di cronaca realmente accaduto, l’uccisione di un soldato, avvenuta nella Capitale, il 4 Dicembre 1951, è proprio Luigi il nostro soldato, un uomo alla ricerca di una buona educazione, con una vita sfortunata, che il lettore ricostruisce pagina dopo pagina.

“Più lontano di così” di Lucrezia Lerro, è una lettura bellissima.
” Il dolore, il dolore parassita”.
Una storia di una passione che finisce in cinque colpi di pistola, Leda ha ogni giorno il compito di cercare qualcosa di sè, ha il suo militare, quello con cui non perdere tempo. Ha scoperto Luigi, mentre è immersa nella sua vita dura, quella di studentessa di legge, vive un dolore abissale. #piùlontanodicosì
#lanavediteseo
#cambiogiornoblog

16 APRILE 2020

Filastrocche Cucaricu

Cucaricu’ (sarebbe il verso del gallo in russo)

Si tratta di una app mobile per bambini: Le filastrocche pubblicate in questa applicazione sono tradotte dal russo e destinate ai bambini di età prescolastica. Il folclore russo per bambini è un mondo meraviglioso di fantasia e amore verso sé stessi e l’ambiente circostante. La tradizione del folclore russo è quella di accompagnare i minimi eventi nella via del bambino con le strofe rimate, che sia un momento del bagnetto o della pappa per i più piccini, ma anche i giochi all’aperto per i bimbi più grandi. Attraverso il folclore i bimbi imparano a parlare, a contare, a relazionarsi con le persone e animali, a capire i meccanismi e i ruoli nella società. L’applicazione contiene 60 filastrocche adatte ai bambini da 3 anni in su’, accompagnate da immagini originali.Essendo folclore ogni filastrocca in lingua originale può avere più versioni. Come testo di riferimento in russo puoi consultare l’enciclopedia del folclore per bambini «Al nostro gran cancello…» (Энциклопедия детского фольклора “Как у наших у ворот…”, серия «Моя первая книга», изд.: «Белый город», 2009).

APP “‘ google play store “

APP ” apple store “

PAGINA FACEBOOK

Con la voglia di cercare ” più lontano di così “.

Più lontano di così è un libro di Lucrezia Lerro , pubblicato nel  2019, dalla casa editrice La nave di Teseo, una romanzo mai banale e benefico, che ho letto negli ultimi giorni, senza mai sentirmi ” soffocato ” dalla storia, sempre con la voglia di cercare una nuova pagina. Ho scelto dopo la lettura, di fare una breve recensione, guardando personalmente, con impegno, la vicenda dei personaggi, ricordando che per avere tutto chiaro il libro, dovete portarlo via dalla libreria, oppure acquistarlo in rete, impegnandovi anche voi in prima persona nella sua lettura.

Il nostro protagonista vuole realizzarsi al Nord, all’inizio si sente protetto dalla sua famiglia, che lo ospita, vive degli incontri, che in modo imprevisto per lui, essendo giovane, gli fanno comprendere che l’aiuto dei parenti è venuto meno, che ora di lui, dopo averlo ospitato, non ne vogliono sapere.

Luigi decide di fare il soldato, non scoraggiato dalla famiglia, in questo caso, le cose belle che vuole incontrare nella sua vita, riguardano sempre di più una donna a cui si sente legato, anche se non manca tra le righe del libro la descrizione, fatta risultare in modo preciso dall’autrice, dello “ sforzo “ nell’affrontare la vita militare, a cui Luigi si sottopone gradualmente nella sua permanenza a Roma, città che lo accoglie dopo la sua scelta.

Il nostro gusto letterario va verso il segreto di una famiglia, che per molto tempo è stato trattato con me il “ nostro segreto “, qualcosa da tenere nascosto. Con Leda, il lettore comincia a comprendere della memoria di un parente ucciso, di un mancato amore, che lo ha portato ad una fine tragica, per capire come lei, dopo le dovute autorizzazioni, studia il caso, affronta le sue paure,  facendo diventare viva nel libro anche la sua storia di bambina, ossessionata dalla fine tragica di suo zio Luigi, si comprende seguendo la storia che nelle ricerche non sta giocando, seppure per il lei il caso vuole dire viverlo anni dopo, quando oramai tutto sembra dimenticato, non cerca come di solito accade di saperne di più di un avventura amorosa, a lei tocca affrontare un periodo della sua vita, quella di tutti i giorni, alla ricerca della verità . Scopriremo che per affrontare i fantasmi della sua famiglia, decide di “ fare un indagine “, giunge sino a Francesca, zia di Luigi, la donna che gli ha sparato. Aprendo la nostra recensione abbiamo descritto qualcosa che capita in tutte le famiglie, quella di dovere trovare lavoro ad un giovane, quella di scegliere per lui la vita militare, si tratta della vita di molti che debbono cercare la fortuna, soprattutto ai tempi a cui si riferisce la storia, qui siamo, a qualcosa che “ scotta “, un caso di omicidio, con dei colpi di pistola, tra parenti, che lascia in Leda la voglia di capire, una voglia che forse prende di sorpresa lei stessa, che continuerà ad avere fino alla fine, anche quando si renderà conto di come lei può vivere realmente, in base alle sue possibilità, mentre indaga.

Francesca arriva a Roma, con la sua pistola, lui le scriveva lettere dalla caserma, non un vero dialogo, non si era trovato il contatto per stare vicini, come due innamorati. Non si trattava di lettere di buona educazione tra parenti, quanto di suppliche d’amore, poi il caso, dopo il delitto andrà sul giornale, con un titolo che non lascia molto alla nostra immaginazione, dove si segnala come l’ opinione pubblica rifletta su un delitto, in cui la zia 28enne, uccide il nipote che la perseguitava con lettere di morbosa passione. Non se ne parla con entusiasmo, tanto che Leda, in vari momenti dovrà fingersi un’altra persona, per potere interloquire, in varie telefonate, con i testimoni del tempo, anche se lontani parenti, fingendosi chi non è.

Il libro va letto con il ricordo di questo omicidio in Piazza dell’Indipendenza, nel 1951, dove la nipote Leda Linzio, indaga sulla morte di Luigi Linzio, Non entriamo in tutti i luoghi nei quali la nipote rivive la morte dello zio, con il sogno in testa di studiare giurisprudenza, che poi vedremo leggendo il libro come andrà a finire, lasciamo al lettura la sua voglia di leggere, senza rivoluzionare la storia, accennando ad un piccolo studio di un personaggio, sapendo che spesso, ancora oggi, sono i cronisti specializzati a scrivere di cronaca nera. Scoprirai come Leda nella sua opera di ricerca spesso è sola, come molte delle strutture che possono aiutarla non hanno molto materiale, che è lei, con le sue intenzioni, con la sua voglia di andare avanti, che sceglie come dirigere la sua ricerca.

Mantenere la “ forza “ per giungere a delle conclusioni non è facile, la vista delle fonti sul caso, il modo in cui si ricostruisce il “ desiderio “ di Luigi, fanno entrare in un rapporto tra il comportamento “ strano “ della vittima, con la risposta “ crudele “ dell’omicida, non tutti accettano di sentirsi coinvolti, tanto che quando Leda entrerà, molti anni dopo, nella caserma di Luigi, nessuno si ricorda dell’accaduto oppure ne ha sentito parlare, non una cosa importante per molti, a cui fare attenzione, non è facile per chi vuole capire la storia riuscire a vederla chiaramente, rimane sempre nella sua evoluzione, che non sveliamo al lettore, in una specie di fitta nebbia, causata dal tempo, come dal fatto che tutti i protagonisti vogliono dimenticare.

A Roma, voglio capire la ragione di un uomo ucciso per amore, cosa ha lasciato alla nostra famiglia, potremmo così scrivere di Leda, invece, in una piccola frase, potremmo dire del libro che Leda è viva per scrivere, per farci vivere una storia, che conquisterà il lettore.

Giuseppe Di Summa.

Configurazione Tundra

Titolo: Configurazione Tundra

Autrice: Elena Giorgiana Mirabelli

Editore: Tunué

Configurazione Tundra è un romanzo distopico che racconta la storia di una citta bioma e di tre donne.

La città bioma è Tundra. Una città lineare. Una lunga strada ai cui lati sorgono strutture ed edifici suddivisi per quartieri a seconda della loro funzione.

Il lettore entra in contatto con l’architettura urbanistica e politica di Tundra attraverso i testi di Marta Fiani, teorica e architetta delle nuove tipologie di città.

Marta Fiani è mossa da un desiderio: rendere l’umanità felice anche a costo di rendere trasparente, un puro evento sua figlia Lea.

Lea Fiani testimonia il segno della propria presenza e della propria esistenza, compiendo un piccolo ma straordinario atto di ribellione. Il protocollo delle città bioma prevede che, qualora qualcuno lasci il suo appartamento, questo sia privo di oggetti e segni. Neutro. Lea contravviene alla regola lasciando nella propria casa lettere, mappe, quaderni e video.

Questi segni sono letti e studiati da Diana, a cui è stata assegnata la casa di Lea dopo il suo insediamento a Tundra. È a Diana che si deve la ricostruzione della storia di Tundra, di Marta Fiani e del rapporto con sua figlia Lea.

Attraverso un percorso di ricordo, immaginazione e racconto della vita delle due Diana intraprende un percorso di rinascita e di conoscenza di sé.

Mappa di Tundra[1]

Le Case [2]

Il suono di Tundra

Tundra | Squarepusher

get your body beat | combichrist

David Bowie | Sound and vision https://www.youtube.com/watch?v=WoDamvrfUbQ


[1] La mappa è realizzata da Laura Migliano.

[2] Le planimetrie delle case sono realizzate da Francesca Sprovieri.

Vitruvio Entertainment

Vitruvio Entertainment, un’officina artistica. Spiegaci di cosa si tratta ?

[Davide Bottiglieri – scrittore, responsabile settore editoriale] La Vitruvio Entertainment è una riproposizione in chiave moderna delle antiche botteghe rinascimentali, alveari di artisti, in cui studio, creatività, innovazione, disciplina e sperimentazione davano vita a molteplici forme d’arte. È con questo spirito che un regista, uno scrittore, un fotografo, un attore e un fumettista hanno deciso di mettere insieme le proprie competenze. Già largamente collaudati, hanno scelto di creare una realtà riconosciuta per dare alla propria passione un raggio d’azione nazionale, con la concreta ambizione di mirare a una crescita sostenibile che dirotti loro oltre i confini italiani. L’incontro e la fusione di letteratura, cinema, teatro, fotografia e fumettistica permettono alla Vitruvio Entertainment di fornire un ventaglio di novanta e più servizi di qualità, oltre un’attenta cura del cliente.

Di quale messaggi hanno bisogno oggi le persone per leggere e guardare immagini ?

[Salvatore Parola – fumettista, responsabile settore editoriale] Per buona percentuale, senza fare numeri, siamo nutriti da immagini spazzatura, e queste prendono via via spazio nel nostro inconscio. In poco tempo, queste immagini modulano i nostri gusti, i nostri comportamenti, i nostri sogni. Io do una grande importanza all’immagine che va oltre la sua plasticità, ma sono molto più accorto all’aspetto simbolico, il sottostrato. Un’immagine si presenta alla coscienza in modi molto misteriosi; a volte può provenire dalle profondità oscure e altre dalle vette più elevate e fresche, a vette che ispirano l’osservatore emozioni profonde, fino alla commozione. Quindi prima di trasferirla, bisogna tradurla, chiedersi cos’è che vuole emergere- questo vale anche per il lavoro commissionato, almeno lo è per me- poiché chi emette immagini, in qualche modo è responsabile di cosa sta emettendo, poiché in seguito l’immagine si emancipa dal suo creatore ed ha una vita propria, potrebbe diventare un simbolo. Sovente si cade in stereotipi come il sesso o il potere – anche se non più come prima, ma c’è ancora in buona parte- per richiamare l’attenzione. Non che non bisogna utilizzarle, ma è necessario cercare di non stimolare solo l’aspetto pulsionale di chi osserva, tentare, attraverso un lavoro sulla propria sensibilità, di trasformare il fango in oro, di stimolare le ispirazioni elevate, quindi l’intelletto, anche attraverso immagini messaggi come la sessualità e il potere, quanto possibile.

Quindi per concludere, secondo il mio punto di vista, i messaggi da veicolare sono quelli che catturano le idee inconsce dell’individuo e che, dopo una seconda occhiata, ispirano ad una ascesa, seppur minima, dell’osservatore attraverso l’emozione.

A Salerno una casa di produzione cinematografica con marchio registrato. Quale sarà il legame con il SUD ?


[Luigi Di Domenico – regista, sceneggiatore, responsabile  settore cinematografico]
Il Sud è una terra ricca di storie, folclore e location incredibili che meritano davvero di essere raccontate. Noi di Vitruvio Entertainment amiamo il nostro territorio e questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di partire proprio da qui. Col passare del tempo, speriamo di far ricevere il plauso che meritano tutte queste peculiarità che rendono la nostra terra meravigliosa.

Siete insieme 5 professionisti con questo progetto,. Cosa esiste al momento, cosa avete in programma, cosa, invece, non esiste che vorreste, come sogno, insieme, realizzare ?

[Danilo Napoli – attore, scrittore, responsabile settore teatrale] Al momento esiste la nostra arte e numerosi progetti che abbiamo in mente di realizzare. Progetti che daranno un contributo importante all’arte e alla cultura salernitana. Ma tempo al tempo. Siamo appena nati e dobbiamo organizzarci per operare al meglio sul territorio. Ciò che conta in questa fase sono le idee: e quelle non ci mancano.
Tuttavia, siamo già operativi con un bellissimo cortometraggio firmato da Luigi Di Domenico, il nostro regista e sceneggiatore, in collaborazione con il giovane e talentuoso direttore della fotografia Luigi Risi. Il lavoro si chiama “La caduta di Francesco Totti” e rappresenta una sorta di battesimo della nostra officina artistica, poiché è stato reso pubblico sui nostri canali social in concomitanza con la nascita di Vitruvio Entertainment.
Siamo solo all’inizio di un’avventura che già pregustiamo come fantastica: siamo cinque amici, nonché giovani artisti con competenze e talenti riconosciuti, emozionati all’idea di aver creato un’officina, una bottega evocante quelle del passato (che hanno formato tanti artisti), con un unico obiettivo: diventare un punto di riferimento per la cultura e la formazione artistica prima a Salerno, po in Campania e, infine, sul territorio nazionale e internazionale.

Tra gli articoli di presentazione su questo progetto quale è il messaggio che andrebbe scritto, per farlo arrivare, al lettore, dei nostri post ?

[Luigi Risi – fotografo, direttore della fotografia, responsabile settore fotografico] Il nostro punto di forza è sicuramente la nostra personalità eccentrica, che si distacca largamente da un prototipo accademico ingessato. Siamo creativi con voglia di lavorare bene, in modo professionale, senza dimenticare di divertire e divertirci. Amare il proprio lavoro è fondamentale per lavorare bene. Lavorare a modo nostro sarà la chiave per portare ai clienti prodotti il cui marchio Vitruvio sarà immediatamente riconoscibile.

Un messaggio ai giovani, Come avvicinarsi oggi al mondo della produzione, come fare l’editor cinematografico, ad esempio, quindi dare ordine all’idea del regista. Come passare dall’idea allo scrpt un vero e proprio copione. Chi per te, oggi è diventato un realizzatore di film, deve sapere superare il classico concetto di soggetto e sceneggiatura, in che modo, in quale maniera ?

 [Luigi Di Domenico – regista, sceneggiatore, responsabile  settore cinematografico]  Leonardo Da Vinci si definiva “discepolo dell’esperienza”, sono d’accordo con lui quando sostiene che gran parte dell’apprendimento avviene attraverso l’esperienza. La Cultura è fondamentale in tutti settori, l’esperienza e la sperimentazioni sono necessarie. Concordo con Tarantino quando afferma che se si vuole girare un film basta farlo, Al di là delle conoscenze, del budget e della qualità dell’attrezzatura. Studio e pratica è tutto quello che serve. Più giri e più capisci cosa fare e cosa studiare per arrivare ad avere una produzione organizzata.

L’idea è un seme che, per crescere e diventare una sceneggiatura, necessita di un terreno fertile, acqua e sole. Con questo voglio che, per arrivare ad avere una sceneggiatura finita, bisogna seguire un vero e proprio processo creativo.
Il compito della produzione è verificare che la pianta sia cresciuta bene, quindi leggere ed analizzare il testo, prima dal punto di vista artistico e drammaturgico, poi dal punto di vista economico e di fattibilità. Realizzare un film che non uscirà dalle mure domestiche non è giusto, quindi bisogna valutare se il prodotto possa interessare un buon numero di persone prima di partire con la pre-produzione. Valutato ciò, si parte con la pre-produzione. È fondamentale che ci sia una buona comunicazione con il regista, l’aiuto regia e con tutti gli altri reparti. È qui che il film inizia a mostrare “le prime foglie verdi”. Il dovere della produzione è far si che tutti lavorino nelle migliori condizioni, garantendo la propria presenza e supporto, fino alla fine dell’intero sistema di produzione.
Perché vuoi girare questo film? Quanto sei disposto a sporcarti le mani, a sacrificarti? È un film che ti cambierà la vita? Queste sono le domande che dovremmo porci ogni qual volta che iniziamo a creare un’opera. Il processo il creativo ha delle regole abbastanza precise, ma a volte vanno in contrasto con quello che vogliamo raccontare o con come lo vogliamo raccontare. Se così fosse, cosa facciamo? Le “regole” sono linee guidano che ci aiutano a non cadere in errori gravi, ma non per questo vanno accettate come dogmi. Se credi che la tua storia vada raccontata in quel modo allora raccontala in quel modo, ma fallo quando sai realmente il motivo per cui vuoi farlo così.

FABRIZIO PASANISI – A Dublino con James Joyce.

Fabrizio Pasanisi, A Dublino con James Joyce, Giulio Perrone Editore

Vogliamo conoscere oggi, tramite un autore come Joyce, quello che ai tempi, dei link, rimane degli autori e del loro rapporto con il loro territorio. Come si ricorda Joyce visse a Dublino solo un terzo della sua esistenza, dalla nascita avvenuta il 2 Febbraio 1882 sino alla sua partenza, per il continente, avvenuta il giorno 8 Ottobre 1904. Esiste per noi lettori Joyce a Dublino, non solo, nella capitale irlandese dai suoi concittadini, lo scrittore è ricordato. Sono i libri, come Gente di Dublino e Ulisse, in cui Joyce descrive la capitale irlandese, con un ottica realistica, anche se vi aggiunge quelle illusioni, quella parte fantastica, per difendere il suo essere figlio di quella terra, che creano questo legame, alimentato socialmente anche dai ritorni dello scrittore nella sua città natale, non solo Dublino, diviene uno spazio simbolico, che gode anche di spunti che provengono dalle zone del mediterraneo, come è il luogo dell’eterno vagare che ha nel protagonista di Ulisse, Leopold Bloom, la figura centrale del libro.

Tra le recensioni interessanti di questo libro ve ne consiglio una a questo link : https://www.classicult.it/

IL TITOLO DELL’ARTICOLO E’ : FABRIZIO PASANISI CI ACCOMPAGNA NELLA DUBLINO DI JAMES JOYCE

Angelo Torge – Guardare ma non vedere.

Angelo Torge

Guardare ma non vedere.

Recensione di Giuseppe Di Summa

Blog CAMBIO GIORNO.

Inizia con la fantasia, con quello che è nella mente, dei pensieri cupi, con delle sensazioni di pericolo, per lui e la sua famiglia, il nostro protagonista, un intrecciarsi di dita dal dottore.  Naturalmente il medico, lega il termine paziente a pazienza, consigliando di mantenere la calma in questo periodo nefasto.  Sappiamo che questa virtù la pazienza esige un allargamento del tempo presente, ovviamente il nostro protagonista, deve subito dire chi è, dato le problematiche, ha bisogno di una diagnosi. Si presenta come Avvocato, spiega che nel suo ambiente di lavoro è ovviamente un po’ stressato, ha avuto delle allucinazioni, ne ha parlato solo con la moglie, gli si dice di prendersi del riposo.  Potremmo noi che leggiamo pensare di essere entrati nei “ vizi del carrierismo “ della nostra società, cerchiamo meglio nella nostra lettura, con un medico che guarda il viso, le mani, del paziente, che gli ha proposto la prima cosa che viene in mente in questi casi, quella di “ prendersi una pausa di riflessione “. Il nostro protagonista vuole sapere dal primario di psichiatria della sua città se può essere curato, se deve passare da un altro medico,  sarebbe riduttivo per lo specialista, non sottolineare come stia cercando di capire i suoi rapporti umani, gli fa fare delle visite in Ospedale, dove vede quali sono i movimenti di chi è riempito di farmaci, gli salgono delle ansie, capisce che la sua malattia deve avere dei limiti, non deve abusare dei farmaci.  Al paziente viene proposta una cura, un impegno assiduo, una dolorosa cura, che non sempre si coglie cosa sia,  si fa vedere come il medico si serva dei suoi mezzi terapeutici, si tratta delle classiche prescrizioni mediche per guarire dalla malattia.  Siamo “ sotto cura “, con un ammalato da guarire, che deve spiegare le sue relazioni su come ha finito un corso di aggiornamento, i due si spiegano, si decide di prendere dei farmaci.  Parte in questo modo la storia del nostro Avvocato, il libro non va svelato nella sua scrittura, nella sua trama, ne citiamo un passaggio, che sceglie di raccontare “ questa mente “. Il nostro secondo passaggio è dedicato a come leggere, il nostro autore Angelo Torge, per dire “ leggo il suo libro “. Come prima cosa devo ringraziarlo di averlo inviato alla mia attenzione, la storia di un Avvocato, poi ritorna in rapporti con i clienti, dopo tutte queste domanda da affrontare con un medico, con i Giudici, di preparazione di cause, sono i suoi momenti professionali, che non mancano come linguaggio nel libro. L’autore pensa di scrivere di coraggio, di occhio spento, d’insicurezze, per ricordare il mondo degli scrittori, che spesso, come insegna Leopardi, sanno soffermarsi sul vivere come sventura.  Sa descrivere i momenti di divertimento con gli amici, sa descrivere lo spazio di un incidente con la macchina, si riflette sulla “ sicurezza collettiva “ , il sapere stare tra la gente del nostro Avvocato,  il suo vivere tra suoni aggrovigliati che gli fanno perdere l’orizzonte delle persone.  Il nostro scrittore propone qualcosa di “ chimerico “,  qui possiamo usare D’Annunzio, con il suo verso “credevano di sentir crescere chimericamente la loro passione oltre ogni limite “, una immaginazione quella del protagonista, che diviene tenebrosa, oltre che fantastica, Una rotonda visione del protagonista, che viene descritto facendo leva sul “ francamente “, con la presentazione delle sue anime della notte, si parla ovviamente di eros,  se ci credi andando oltre al classico particolare anatomico, spesso in termini tecnici di una cura, di tipo o prendi o paghi, la passione, l’amore, il sesso, ne fanno le spese, questo lo scoprirai leggendo il libro.  Voglio ritornare, alla nostra prima parte, a come si racconta di questa mente, con un passaggio preciso del libro : “ l’anelito ricorrente e possente dell’immagine del volto capriccioso e gradevole condizionava l’evoluzione della mia mente “.  Il nostro protagonista è Avvocato, nel concludere la recensione, è abbastanza eminente, nel  lavoro, per sentirsi anche offeso, dal suo minore rendimento intellettuale, sul quale riflettiamo all’inizio, poi affronta, nella storia, grazie all’autore, in modo franco, spesso benevolo, anche leggero a volte, il modo spesso risoluto di trattare le opinioni, che richiedono tali cure.  

Maggiori riferimenti sul libro e sul personaggio .

Torge che usa anche lo pseudonimo di Torre sui social e nella vita, come autore è disponibile a rispondere a tre brevi domande, che possono farci superare alcune perplessità nella nostra lettura.  Gli abbiamo “ chiesto “ di aiutarci a distinguere, come autore, il mondo in cui i capitoli sono legati, nella realizzazione della storia.  Angelo esordisce con i complimenti, dei quali ringrazio, dopo avere letto questa presentazione,  si esprime con queste parole, mentre cerca di spiegare la sua idea, quella che nel testo, ha creato, dalla sua mente di scrittore, il personaggio, dichiara a noi : prima di tutto la ringrazio per il lavoro svolto che e’ inestimabile per come e’ riuscito ad entrare nel personaggio.  Grazie dell’impegno. Nello scambiare con lui dei messaggi, su come consultare meglio il suo libro. Gli chiedo come è nato il personaggio, mi risponde in questa maniera ,che è in parte autobiografico e soggettivo, che si è realizzato in degli ambienti, come un ufficio legale, un ufficio dell’agenzia delle entrare, in cui si è vissuto un periodo oscuro.  Nell’illustrare il professionista, mentre svolge la sua attività, ci possiamo servire di materiale presente sul libro, in modo che non si perdano le informazioni presenti nel testo, sul protagonista e la sua storia, che vi consigliamo di ricercare. Angelo, nel salutarci, ci segnala che sta preparando un nuovo libro. Come ricorda il grande Umberto Eco, all’inizio del suo capolavoro, Il nome della Rosa, per desiderio, abbiamo intrapreso questa via libera, sapendo che dal maestro, dobbiamo apprendere la voglia di imparare, anche quando la via è tortuosa, questo messaggio vogliamo lasciare a voi lettori, non solo quindi di compiacersi per una bella lettura come questa, di poterla fare, di volere anche entrare, già dall’esordio del libro, già dal primo capitolo, in questa storia in modo convinto, nel mondo in cui, grazie allo stile di scrittura, lettore ed autore condividono un libro, in questo caso con un tema impegnativo come la ” violenza di genere “, che come ci ricorda Angelo Torge, con le sue parole : “ e’ stata l ‘idea conduttrice che mi ha fatto scrivere l’intero libro. L’argomento, l’ho seguito per un certo periodo, fino a quando si e’ coagulata l ‘idea e l’ho messa nero su bianco “