Scrittori e scritture

Pausa estiva 2019.

In attesa di ripristinare il collegamento, con altro materiale, che riguarderà la sola attività di Giuseppe Di Summa, in conclusione dei progetti intrapresi, ringrazio per la collaborazione e la disponibilità.

Il rapporto con il sito web, parte sempre dal ” come ti chiami ? “, chiederlo a me che non sono famoso è obbligatorio, sappiamo che ora nella nuova era della digitalizzazione, questa domanda diviene la migliore da soddisfare.

Sono allo studio di un nuovo spazio che possa ripristinare il collegamento quotidiano.

Scrittori e scritture

Il testo narrativo.

ARRIVEDERCI DA NOVEMBRE 2019

Stiamo lavorando per voi. Da Novembre 2019 compariranno, probabilmente per il Mio Libro, due libri di Giuseppe Di Summa, uno dedicato alla Filastrocca del Minibasket, uno invece, racconto fantastico, dedicato alla ” pace “.

E’ tra gli obiettivi di CAMBIO GIORNO raggiungere i lettori in questo modo, destinatari quindi di un progetto completo, l’evoluzione tecnologica, ci porta a un breve racconto, dei momenti essenziali di questo progetto, quindi saranno libri brevi.

Molti vogliono persone silenziose, con abitudini regolari, affianco, quindi mi raccomando abbiamo bisogno della presenza del lettore, durante l’estate, per non costringere Di Summa mai scrittore, a dimettersi dall’incarico.

Il computer non è luogo per gli ” effetti speciali “, spesso belli sui ” maxi-schermi “, non solo se vedi delle abitazioni in giro, delle case, hai vissuto nelle strade, qui cito, un libro che mi piace molto di Lorenza Ghinelli, dal titolo ” Sogni di sangue “, della Newton Compton Editore, dove un tredicenne racconta il suo rapporto con le prepotenze dei coetanei. Quando dorme, il protagonista, fa sogni particolari. Chi scrive vi consiglia di ” dream music “, sognare la musica, anche se come Jane Austin descrive la natura luciferina di certi personaggi, è una tentazione.

Giuseppe Di Summa ha raggiunto a lunghi passi il riposo, non sa se come scrittore cambierà i suoi sogni, se farà personaggi della letteratura, oppure se troverà l’ispirazione sempre nella musica.

Per non fare un processo sommario come scrittore, mi permetto di fare un nuovo giro per Roma, dove nascono le mie parole, è in quella città che decido di scrivere, di trovare ispirazione nel testo.

Giuseppe Di Summa, è cambiato, con la sua età, 46 anni, non fa il Signore, oppure l’aristocratico, è molto più nella povertà, è cambiato molto, non è facile come prima, proporre solo la musica, per fare vedere che ci vogliamo bene, ci sono altre trame da sviluppare.

A Roma, rispettando questi impegni, scoverò tutti i nascondigli.

Tutto succede per le strade di ROMA

Controlleremo se la musica è ” impazzita ” per il maritino, comunque chi scrive ha chiuso il suo spazio di studio, a Bari, nella Puglia, resta attivo solo nella sua amata Lecce e Provincia, che non ha nulla da invidiare a Roma, per quello che riguarda la mia ispirazione. Ricorda che come scrive Luciano De Crescenzo, un grandissimo scrittore italiano, lo fa in Ordine e Disordine, la prima cosa che si capisce dal computer che hanno un modo freddo di lavorare. Quindi bisogna lavorare per un 1 contro 1, dal vivo, senza il computer, per colorare l’impossibile. Poi nella rete esiste chi vaga per incontrare un italiano, vale la pensa presentarsi e darsi appuntamento, nella nostra capitale, che è Roma, per spiegare che noi italiani non possiamo essere politici, Presidenti, di altre nazioni, io nemmeno della mia amatissima America. Poi è differente il posto che hai imparato ad amare, nel mio caso Roma, sin da bambino, rispetto alle bellissime strade di montagna, di villaggi interessanti, tipo le Alpi.

L’attività nella pallacanestro di chi scrive si è conclusa, quindi il progetto su musica, cinema, scrittura, collegato allo sport è concluso, quindi non seguiranno altre definizioni, che possano prendere corpo, con un testo.

Vi sono suoni, odori, sapori, che si possono anche non riconoscere per motivi genetici, accade, non tutti ad esempio i suoni, sono udibili durante il giorno, non tutti possono tenere la porta aperta, molti capiscono dalla direzione che prendi, quando cammini, se hai o meno delle buone articolazioni. Si ricordi che molti di noi diventano pazienti, di una clinica, per creare con la fattura, gli scontrini, uno spazio di vendita, che se le cose non vanno bene è giusto sia ” off limits “. Se si fa diventare paziente, per fare vedere tutta una scienza, che fa vedere tutto un paese, nessuno può nulla contro la pianificazione, ad esempio, di una efficace politica di vendita, che fa leva sul ” ci conosciamo !!”.

Allora vuole rispondere alla domanda chi scrive ? Per lei un tecnico sportivo è un genio americano ?

No, il programma di chi scrive, i suoi messaggi sono restati in Italia, nel tempo le immagini, quelle dello spettacolo, sono state italiane. Quindi il programma è italiano. Lo leggerai nel testo ” La filastrocca del Minibasket ” che è scelto per essere un libro.

Nel progetto web rimane il ” maritino “, personaggio che ringrazia tutte le famiglie, per la fiducia accordata, che è un buon successo. Tutti devono imparare a sapere cosa vogliono gli altri, per migliorare, per rendere più proficuo un rapporto di collaborazione, a chi scrive non viene chiesto, da uno sport, il basket, un programma che invia dei messaggi, quindi è chiusa come esperienza, senza nessuna polemica.

Buona Estate.

Scrittori e scritture

Semplici mali.

Vita sine proposito vaga est.

La vita, senza una meta, è vagabondaggio.

(Lucio Anneo Seneca)

ARRIVA UNA NUOVA ESTATE.

L’uso e il pregio di una lingua sono indiscutibili, spesso ci chiediamo, ad esempio, come usare l’italiano. Per l’italianità si battono in molti, come, quasi tutti, sono convinti che il terreno sia misurato dalla geometria.  Con un gioco si possono comprendere entrambi italiano e geometria, visto che entrambi sono fondamentali nella misurazione della terra. Tutti sappiamo che aggiungendo i punti giusti, lo spazio diventa finito, come inserendo i punti e virgole giuste, la frase diventa compiuta. Gli uomini hanno pregiudizi, spesso pensano, lo sa fare, lo fa, misurare bene, s’intende, oggi molti programmi riescono a produrre le sintesi delle conoscenze giuste, per rispondere alle “ questioni “.

Citiamo un noto studioso di matematica, Federigo Enriques[1], che ci propone l’importanza di agire verso la sintesi, dice la verità “ una visione dinamica della scienza porta nel terreno della storia “.  Quindi il contesto culturale che si analizza è sempre importante, quello dell’essere italiani e fieri di esserlo è un buon contesto.

Le scienze si dividono subito dalla fantasie del compilatore, è difficile resti un testo non preciso nel mondo scientifico, non solo quello che non è consueto e popolare, è ritenuto, da chi ha una cultura, abbastanza volgare, quando è pieno di fantasia.

Per la tv norvegese, ad esempio, in tema di “ made in Italy “ da difendere, i cannoli sono i “ dolci della mafia “, una cosa che noi non possiamo accettare, condividere, quindi memoria e raziocinio, diranno che questa è una “ fantasia “, cosa tipica davanti alla televisione.

I fanciulli, di cui tutti si preoccupano, debbono apprendere le lingue vive, non quelle che si parlano da solo, non quelle che fanno ridere, nemmeno quelle che non hanno le cifre di un lavoro.

Quando si dice che sono le pubblicazioni che contano, non si sbaglia, dal punto di vista scientifico, è da segnalare quello che conta. Qualcosa che da aiuto ai colleghi di chi lo ha scritto, qui ovviamente si supera, soprattutto nel testo, nella grammatica, la capacità dei fanciulli nello studiare.

Bis pueri senes.
(I vecchi son due volte fanciulli)

Impariamo nella rassegna clinica, ad esempio, l’importanza del codice di un medicinale, qui il riassunto scritto, il riassunto tabellare, ci portano nel percorso di valutazione di un dispositivo medico, qui le misure sono diverse, studiando una “ sostanza attiva ben definita “.

Quindi dopo la quantità di terra, dobbiamo comprendere come comportarci con la quantità di un farmaco, seppure torniamo al nostro bisogno di cultura.

Don Primo Mazzolari[2], spiega che nel dialogo con i lontani, sotto i nostri occhi vi sono gli errori, quindi quando misuriamo ricordiamoci, questo approccio culturale.Nel 1949 fonda l’Adesso, chiuso per il fatto di essere, diciamo, abusivo, nel 1951. Lui conosce, il contrario, delle pubblicazioni che contano, che è il divieto di un’autorità di pubblicare. Attacca, con grande stima di noi pacifisti, il concetto di guerra giusta, la resistenza cristiana, contro il nascente fenomeno della bomba atomica, è un suo merito.

Bis peccare in bello non licet.
(In guerra non è permesso sbagliare due volte).

Una malattia produce uno “ scoloramento “ di qualcosa, chi scrive avendo la vitiligine, sa benissimo cosa significa, sa che non si fa un assalto furioso con malignità a nessuno, spiegando, che i giovani, sono casi mai veduti, è ovvio, non bisogna che sorridere.

Tutti sappiamo che perdere per molto tempo la “ vitalità “ porta nella vecchiaia, anche i giovani, seppure poi le malattie maligne, che possono arrivare per tutti, è la vita, portano a molte cessazioni di abusi.

Tutti vogliamo sapere sempre come riprenderci, quando perdiamo le forze, non possiamo farcela. Il prete, come il bravo medico, sa portare la vita ove vi è la morte, quindi se un medico ti ha rilevato uno spazio, in modo corretto ha fatto bene. Non solo, non sempre chi riempie di energia i muscoli, sa rilevare lo spazio, con il proprio lavoro, bisogna fare attenzione alla tecnica sonora, visto che i muscoli e l’energia, spesso passano per momenti di divertimento, quando si è giovani, dopo l’uso del suono, a mio avviso è sconsigliato. Per molti l’energia della psiche, la forza del pensiero, può spostare l’oggetto comunicazione, qui la riflessione sulla scienza magica è obbligatoria. Esiste energia che si differenzia da quella del fisico, dei muscoli, che non è facile, per il medico di sopra da rilevare, quindi se consumiamo un energia per fare qualcosa, spesso ne subentra un’altra di energia di pari grandezza, di diversa forma, quindi questo potrebbe fare scomparire, vedi il caso della libido, questa nostra ricerca di energia, seppure quando ascoltiamo una tecnica sonora, è chiaro che accettiamo di essere alla ricerca dell’energia.


Ad impossibilia nemo tenetur
(Nessuno è tenuto a fare l’impossibile)

ESTATE 2019 IN ARRIVO…………..

[1] Problemi della scienza (1906)

[2]  libertà religiosa

Scrittori e scritture

Senti l’aria e Memoria.

Presentazione.

Siamo alla ricerca delle origini comuni, la critica non nasconde che il testo prende credibilità, quando le parole e la forma, di un uomo vivo, con forza, sanno superare il problema della ” voce interiore “. Vi sono lettere che si raddoppiano, il problema è che la lettera che viene ascoltata, deve trovare forza e grazia nella sua espressione. La domanda sarebbe ” che cosa è l’amore vero ? “. Qui esiste l’amore quando ti parla e ti cura in modo da dire è vero, ti salva dall’amore narcisistico, non si approfitta della pazzia, ti fa vivere la passione. Esplorare la memoria, per fini di studio è cosa diversa.

Si confrontano ottimismo, volontà e ragione, con l’aggiunta di rammarico e amarezza. Molti, come leggi in questo testo, presentano un esempio sulle sembianze, le sensazioni, che fanno prendere l’abitudine e la fiducia in dei segni, che hanno visto l’ascolto, la visione, la nascita di una memoria di spettatore.

Scrittori e scritture

Alfonso Pistilli – L’ultimo sorriso –

Il titolo del tuo libro è ” L’ultimo sorriso “, viene subito in mente una domanda, cosa pensi si debba salvare con un sorriso, raccontaci la storia, parlarci dei protagonisti ?

1 – Con il sorriso si salvano anche vite umane, si affrontano anche i peggiori problemi, si regala un momento di pace che non costa nulla.La storia di questo libro nasce da un misterioso suicidio di una escort a cui il suo più intimo amico, Alessandro, non riesce a dare una spiegazione, se non quella del suo ennesimo fallimento. L’incapacità di comprendere il malessere della sua amica che si somma a quelli di una vita in cui ancora non riesce a realizzarsi, un po’ per il suo carattere troppo accondiscendente, un po’ per il contesto del sud Italia che spesso non offre ai giovani opportunità di crescita. Alessandro comincerà a indagare, sollecitato da un’amica di Halina (la escort) su aspetti che non sembrano del tutto chiari e si ritroverà nel mezzo di vicende che lo coinvolgeranno anche personalmente che sarà costretto a dipanare per venirne fuori.

Descrivi Bari, la città, la squadra di calcio, ami sicuramente la tua città, cosa ti piace particolarmente, come lo hai raccontato nel libro ? 


2 – Penso sia abbastanza evidente l’amore per una città che ho cercato di descrivere nei suoi scorci poetici ma anche nel chiaroscuro di storie che purtroppo la popolano. Mi è piaciuto sottolineare la cordialità di persone come Vitino del bar, che fanno di questa città un posto da vivere e da condividere.

Il testo è un giallo, come consigli al lettore di entrare nella lettura, come, invece, uscire dalla storia, con quale messaggio, senza svelare, ovviamente tutta la trama ?


3 – Il libro è un giallo che però si prefigge di uscire dai canoni del genere letterari, ecco perchè io consiglio di farsi trasportare sì dalle vicende che investiranno i protagonisti, ma soprattutto di lasciarsi ispirare da qualche spunto di riflessione. Ad esempio l’amicizia tra un uomo e una donna, o la corruzione dilagante nella società, ma anche come accennavo in precedenza agli aspetti psicologici di un giovane del sud che non sente di avere la forza per sovvertire il destino della sua vita che sembra incanalata in binari di un’ordinaria mediocrità. Questo ho cercato di raccontare in queste pagine e spero sia quello che arrivi ai lettori.

Il nostro Blog al momento si occupa di cucina, parlarci del tuo rapporto con il cibo, poi se hai piacere puoi ricordarci uno dei tuoi autori preferiti, magari un suo passo, una sua frase, una sua citazione, che ha ispirato il tuo amore per la scrittura ?


4 – Parlarvi del mio rapporto con il cibo proprio mentre sono a dieta mi sembra una crudeltà. Scherzo, ovviamente. Con il cibo mi piace sperimentare, assaporare gusti nuovi, abbinamenti particolari, oppure abbandonarmi nelle nostre focacce e pizze o frittelle. Sono un amante del salato rispetto al dolce, e spesso giro alla ricerca di sapori che identifichino la loro terra di appartenenza. Conservo sempre un ricordo legato al cibo di tutti i posti che ho visitato, è uno degli aspetti che la cultura di un popolo non può trascurare.Parlando di autori, devo ammettere che non ho più un autore preferito, lo avevo, ma poi lo spaziare tra autori e generi letterari mi ha fatto staccare un po’ dal singolo autore per apprezzare invece i testi di ogni genere. Mi piace citarvi una frase che ha fatto un po’ da traino, mentre ero nel pieno del mio percorso formativo di scrittura che ha portato poi alla pubblicazione de “L’ultimo sorriso”. La citazione è di Joel Dicker nel famoso giallo “La verità sul caso Herry Quebert” – “Non devi scrivere in nome della nostra amicizia Marcus. Devi scrivere perchè è l’unico modo per trasformare in un’esperienza giusta e gratificante questa minuscola, insignificante cosa che chiamiamo vita.”

Come è il tuo rapporto con il web nella presentazione della tua scrittura, secondo te è una porta aperta, se preferisci raccontarti solo in italiano oppure ti piacciono anche modi di farsi conoscere in inglese, francese, spagnolo o di altre lingue ?


5 – Il web oggi è una grande porta da cui si può accedere al grande mercato dell’editoria. L’impresa è sicuramente ardua quando si è esordienti come me, ma di sicuro si creano molteplici opportunità. Credo molto nella promozione del proprio lavoro attraverso il web, anche per questo ho aperto un mio sito internet all’indirizzo www.alfonsopistilli.com dove è possibile conoscere un po’ più di me, di quello che leggo, di quello che scrivo, degli eventi a cui partecipo, dove è anche possibile contattarmi e, perchè no, anche acquistare il mio libro.Al momento il libro esiste solo in lingua italiana, ma non nego che l’idea di poterlo tradurre per fargli varcare i confini nazionali mi alletta molto, il mercato internazionale è sicuramente molto più ampio di quello italiano che, ahimè, occupa le ultime posizioni in classifica tra le nazioni occidentali come numero di lettori.

Progetti futuri ?


6 – Il primo progetto futuro, quello più imminente, è la partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 9 al 13 maggio, dove presenterò il mio primo libro, appunto L’Ultimo sorriso, giovedì 9 maggio, ore 18:30 in sala avorio. Poi sarò presente fino a domenica per incontrare lettori ed addetti ai lavori.Sto anche scrivendo il mio secondo romanzo. Ho messo da parte, almeno per ora, il mondo dei gialli per cimentarmi in un romanzo che tratterà da vicino la corruzione dilagante e gli intrecci tra la Finanza e la Politica. Una storia ambientata tra America e Africa negli anni dello scoppio della crisi finanziaria dei mutui. Anche in questo lavoro sono partito da questo intento, ma all’interno di questo romanzo, che con molta probabilità si intitolerà On the (h)edge of precipice (Sull’orlo del precipizio), vi sarà molto di più che questo, ci saranno le vite dei personaggi che lo popolano che puntano dritto al cuore dei lettori. 

Scrittori e scritture

Susanna Valpreda Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino

Il libro che presentiamo è ” Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino, autrice Susanna Valpreda, Editore Bonanno, tratta della cultura fiorita ai tempi di bisanzio, oggi dovessimo trasmettere sulla Sicilia, questa cultura, in cosa dobbiamo soffermarci, cosa è molto siciliano ancora ad esempio ?


Se la domanda venisse rivolta a un Siciliano DOC, molto probabilmente risponderebbe che tutto è ancora molto siciliano: usanze, ricette, dialetto, etimologia di nomi e luoghi, feste tradizionali, riti, liturgia… moltissimo della cultura contemporanea siciliana affonda le sue radici nella Magna Grecia classica e ancor più nel periodo bizantino. Il bizantinismo non tramontò con l’arrivo degli Arabi, ma rimase vivo fino all’epoca normanna e oltre. Basti pensare che, come nei Balcani, le icone e le pitture rupestri, per esempio, ancora in epoca moderna (XVIII secolo) erano in stile bizantino

Dato la tua professione, di bibliotecaria, lo ricordiamo, oggi come creare il documento d’identità di un buon autore, non solo quali scritti hanno offerto spunti alla tua ricerca ?


Come bibliotecaria, posso dirti che un autore “pesa” in base alla sua produzione scientifica, non tanto alla quantità di scritti, ma soprattutto alla qualità (valutabile solo da esperti dello stesso settore) e alla loro visibilità. In gergo tecnico parliamo di “impact factor” di una pubblicazione: quanto più viene citata da altre opere, tanto più alto è il suo impatto. L’impatto di un autore è direttamente proporzionale a quello delle sue pubblicazioni. Io però sono una scrittrice “dilettante”, mi occupo di storia bizantina in Sicilia per passione, nel tempo libero, perciò non ho la pretesa che i miei scritti abbiano un grande impatto nel mondo accademico. Mi fa più che altro piacere che siano letti e condivisi da altri appassionati, gente comune come me. 
Il mio mestiere mi ha avvantaggiata nello svolgere le mie ricerche, perché ho a disposizione gli strumenti più completi, come cataloghi e banche dati, usati nelle università, con cui ho dimestichezza per anni di utilizzo, svolgendo ricerche per docenti e studenti.


Dobbiamo anche fare risvegliare, nella curiosità dei lettori, architettura, scultura, prodotti dai popoli di quel periodo, da questo punto di vista cosa offre quel periodo storico, che ha catturato attenzione nel tuo testo ?


Diciamo che il mio libro apre uno spiraglio su un periodo poco conosciuto. Tutti sanno che la Sicilia ha i templi greci, le cattedrali normanne e bellissimi esempi di barocco. Pochi sanno che per secoli è stata una regione molto importante dell’impero bizantino e che ci sono moltissime testimonianze, anche se non tutti visibili o in buone condizioni di architetture, pitture, sculture, monete, gioielli di quell’epoca. Gli esperti del settore (archeologi, numismatici, storici, sigillografi…) hanno studiato molto e scritto importantissimi testi che però non sono conosciuti a livello popolare e non sono nemmeno facilmente comprensibili a chi non abbia fatto studi umanistici. Il mio libro (e il prossimo, già terminato e che spero possa essere presto pubblicato) si pongono come meta quella di riunire tante notizie prese da moltissime fonti, tradurle in termini più comprensibili ai non addetti ai lavori e in questo modo diffondere in modo più ampio la conoscenza di una parte dell’inestimabile patrimonio culturale del nostro Paese. Il mio sogno è che uno di quei documentaristi televisivi molto seguiti potesse dedicare almeno una puntata del suo programma a questo capitolo della Sicilia!


Una curiosità su Susanna Valpreda autrice, vi sono autori che prediligi, se vuoi puoi anche citare un passo, di un autore a te particolarmente gradito ? 

Mi è difficile dire quali autori prediligo perché di fatto leggo un po’ di tutto. Le mie letture per svago, di solito mentre viaggio per andare al lavoro (sono una “donna in corriera”!) spaziano dai romanzi storici ai gialli, dai polizieschi ai noir… Di solito amo l’azione e l’avventura, ma al momento sono totalmente presa da un autore tutt’altro che avventuroso, come Amos Oz!!! 
Invece una citazione da libro al momento non mi sovviene, che non sia banale e ritrita, preferisco invece citare una bellissima frase di Sebastiano Tusa, l’archeologo recentemente scomparso nel tragico incidente aereo in Etiopia, che l’estate scorsa, nel corso di una premiazione disse  “L’archeologo è quello che decodifica i segni del passato… e un’altra cosa fondamentale per me che è sempre stata una sorta di stella polare nella mia azione e quella che per me è un dovere la divulgazione”. Diciamo che nel mio piccolo, piccolissimo di fronte a un gigante come lui!, io sento questo dovere, che però è anche un piacere, della divulgazione. Quando faccio una scoperta mi piace poterla condividere con moltissime altre persone e la mia massima soddisfazione è la sorpresa e la gratitudine di alcuni per le “scoperte” che permetto loro di fare.


Quali è il rapporto tuo come autrice con il cibo, argomento del nostro Blog, in questo momento, non solo, visto che siamo in uno spazio web, ti piace usare Internet per promuoverti ? 

Il cibo per me è non solo sostentamento del corpo, ma anche nutrimento dello spirito, è la coccola quando si è stanchi o tristi, è un modo per viziare le persone a cui voglio bene. Mi piace molto cucinare, non mi è mai pesato, amo sperimentare spesso piatti nuovi, diversi,  anche di altre nazioni.
Diciamo che la momento Internet è il mio unico modo di promuovermi! Non ho né tempo né soldi per andare a presentare il mio libro in giro per il Paese perciò ho creato una pagina facebook che ha raggiunto un buon numero di seguaci e gestisco anche un gruppo di appassionati della civiltà bizantina che mi permettono non solo di invogliare a leggere i miei scritti, ma anche di conoscere molti amatori, esperti, professionisti, accademici che mi aiutano inviandomi immagini o testi, mi consigliano letture, mi suggeriscono nuovi temi. 


Progetti per il futuro ?
Dopo aver pubblicato il primo libro pensavo mi sarei fermata, invece, oltre ad aver pubblicato un paio di articoli su una testata che si occupa di archeologia, ho scritto un nuovo saggio che si occupa anche della Sicilia occidentale e delle sue isole che al momento è al vaglio del mio editore. Spero vada in porto questo progetto su cui mi sono molto impegnata negli ultimi tre anni e per il quale ho consultato più di 250 fonti bibliografiche… un vero lavorone che mi dispiacerebbe andasse sprecato!grazie mille e tanti saluti!

Susanna ValpredaSikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino
https://www.facebook.com/SikeliabySusannaValpreda
http://www.mediterraneoantico.it/author/susanna-valpreda/
https://unipd.academia.edu/SusyMicelli

Scrittori e scritture

STORIELLE PAESANE INTERVISTA

copertina storielle paesane

Domanda 1:

Un autore salentino, un contributo importante per la cultura, per i posti dove viviamo e per quelli che non abbiamo mai visitato, che interessano il lettore salentino ma non solo.

Come possiamo conoscere Vitale Boccadamo? In cosa è salentino ed in cosa è universale?

È senza dubbio salentino nella lingua. Nelle varie espressioni, nell’attaccamento alla terra natia, alla sua natura, alle tradizioni di una realtà contadina costantemente rievocata. È universale nello stile, nella scelta dei contenuti e dei personaggi. Le storielle che racconta emergono dalla dimensione “paesana” per riconoscersi in classici topoi ricorrenti in tutte le declinazioni della letteratura. Luoghi, azioni e parole descritte rispecchiano in toto l’anima del poeta, che non si limita ad ascoltare un’eco lontana nel tempo, ma è in grado di riviverla e farla rivivere rendendola tangibile ad ogni verso.

Domanda 2:

Per trovare Boccadamo scrittore, in quali luoghi ci dobbiamo recare? Come ha visto l’autore, scrivendo, il nostro salento?

Ci sono dei posti particolarmente cari all’autore per pura appartenenza. Si tratta delle coste adriatiche del basso Salento e di Marittima, paesinu che gli ha dato i natali. Edifici storici come Torre Lupu, quartieri come L’Aria ‘a Corte, scorci come L’Acquaviva, rappresentano fonti di continua e genuina ispirazione. Ma questa si riverbera poi in qualsiasi ramoscello d’ulivo, in tutte le “petre, mise ‘n fila o sparpajate”, nell’intera vastità del mare ed in ogni tramonto, che pur essendo l’unico disponibile per tutte le creature, riesce comunque ad assumere colori e contorni tipicamente salentini. Questo lembo di terra è quindi innanzitutto casa. Una dimora comune, abitata, condivisa e rispettata da intere generazioni di “ggente forte e ‘ntica”.

Domanda 3:

La forma dello scrivere, le immagini, che possiamo vedere, conoscere, anche in questa intervista, ci portano ad una attività letteraria, alla cultura salentina, contadina, quali sono le immagini, i versi, più significativi, proprio della cultura contadina?

Il tema più rappresentato è di certo quello bucolico. Si va dall’allegria del lavoro nei campi di grano o Sull’Aria, alla fatica di quello nei campi di tabacco; dalla rivalutazione di vegetazione simbolo, come La Cornula, L’Ulivo e La Fica, all’esaltazione della varietà di ortaggi che imbandiscono la tavola, come U Pummidoru, U Pipirussu, A Cipuḍḍa e Pignate varie. Trova sempre spazio la vena ironica che condisce macchiette e mestieri: A Vecchiareḍḍa, U Furbu, U Mbriacu, U vinnigne e L’Ambulanti. La narrazione avviene quasi sempre in prima persona plurale. Quel nui è il più efficace testimone di una vera e propria cultura che si percepisce e si racconta, orgogliosa, come tale.

Domanda 4:

Parlate di “format”, in cosa consiste precisamente? Ed all’interno di esso che come vengono presentati i testi di Boccadamo?

Il format teatrale è la modalità con cui abbiamo deciso di comunicare al pubblico questo progetto. Significa muovere dallo schema classico della presentazione di una raccolta poetica, per assumere le dinamiche di un vero e proprio spettacolo, che possa valere anche e soprattutto come una reale esperienza per il lettore/ascoltatore. Il miglior modo per gustare dei versi è appunto leggerli o ascoltarli, senza mezzi termini. È esattamente quello che succede durante i nostri incontri: reading di poesie dialettali, con intermezzi musicali. L’idea funziona e varia molto di volta in volta, grazie alla versatilità dei contenuti, che si affiancano benissimo tanto ai canti della tradizione popolare, quanto a melodie e sonorità di altri generi musicali, provenienti spesso da aree geograficamente molto distanti.

Domanda 5:

Nei vari incontri di presentazione quali sono gli aspetti più piacevoli sino ad ora?

L’efficacia degli incontri risiede totalmente nel coinvolgimento del pubblico. Gli schemi delle poesie di Vitale Boccadamo risultano a volte talmente immediati e diretti che è molto divertente ad esempio far indovinare la rima che sta per chiudere il verso. Ed è davvero molto emozionante ascoltare un’intera platea che risponde in coro ai (cosiddetti) canti alla stisa che intoniamo tra una lettura e l’altra. In questo modo si fa di fatto anche una reale opera di divulgazione storica. È molto bello anche ascoltare le fragorose risate che scoppiano appena dopo i versi più esilaranti. Ma l’aspetto più rilevante, fino a momento, lo hanno indubbiamente rivestito le varie occasioni di collaborazione con grandi artisti come: Giacomo Precone (veterano interprete delle poesie di Vitale); Donato Chiarello (regista e attore professionista della Compagnia Teatrale Calandra); Giacomo Casciaro (front-man dei Civico 22 ed esperto di musica popolare); gli Emian Pagan Folk (Emilio Cozza, Anna Cefalo, Danilo Lupi, Martino D’Amico, band ormai da anni sulla scena folk di tutt’Europa). La riuscita degli eventi è in larga misura merito loro.

Domanda 6:

Come condividere “Storielle paesane” format o acquistare “Storielle paesane” libro? Dove possiamo informarci sul vostro percorso?

Le parole chiave da digitare sui motori di ricerca sono Vitale Boccadamo – poeta salentino. L’omonima pagina facebook è dedicata, oltre che alla diffusione e promozione dei vari incontri, anche alla condivisione di contenuti quali video, foto e diverse strofe estrapolate dalle raccolte, spesso accompagnate da illustrazioni a tema. Per rimanere sempre aggiornati lasciate quindi un like sulla pagina appena descritta e su quella della direzione artistica ARTEN, curata da Andrea Rizzo, che si occupa del management, prende in gestione gli eventi e la relativa comunicazione.
Cercando Storielle Paesane (Vitale Boccadamo) su Amazon è possibile ordinare online e farvi spedire a casa questa raccolta appena ripubblicata. Partecipando ai nostri incontri inoltre si può acquistare di persona, oltra a questa, anche la seconda raccolta edita, Versi no-strani.
Il progetto è a lungo termine e siamo appena all’inizio. Di materiale inedito il poeta ne ha lasciato (purtroppo e per fortuna) in gran quantità. Seguiteci quindi, perché le novità saranno sempre di più!

 

Matteo Boccadamo

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