Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici

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Incontriamo per una breve intervista Lelio Bizzarri, Psicologo Psicoterapeuta Counselor Formatore Blogger e Scrittore, che ci presenta il libro Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici . Empatia, autodeterminazione e resilienza

Il messaggio, da rivolgere in ambito educativo, alla società futura, come rafforza l’apprendimento, quale potenziale umano è utile a tuo avviso,per fare studiare meglio ?

A mio avviso, di base nello studio c’è necessità di avere la capacità di impegnarsi, di faticare e di rimanere concentrati. Possiamo ricercare mille espedienti, ma alla fine la verità è che lo studio è dedizione e fatica, così come nello sport. Un grande talento può andare completamente sprecato se non c’è nella pratica quotidiana la volontà di rispettare il proprio corpo e di allenarlo costantemente. Il cervello, le nostre facoltà cognitive sono come un muscolo che ha bisogno di allenamento costante e di essere preservato da agenti esterni che possano influenzare negativamente le sue attività. A mio avviso, chi ha questa capacità, questa costanza, ha molte più probabilità di riuscire nello studio e nel lavoro di chi ha grandi facoltà cognitive.

Poi, indubbiamente, il metodo di studio è importante. Soprattutto, è fondamentale la capacità di comprendere il testo e di capire qual è l’obbiettivo generale che si pone chi ha scritto un brano o un saggio: ciò consente di selezionare i tratti più importanti da tenere a mente, senza immagazzinare nozioni o informazioni in quantità che se sono slegate tra di loro è impossibile tenerle insieme. L’apprendimento è come una grande impalcatura e i collegamenti sono fondamentali se non si vuole che tutto crolli.

Come socializzare, in ambito sportivo, di studio, soprattutto, quali sono le relazioni, anche interculturali, più importanti per una comunità educativa ?

I bambini e i ragazzi adolescenti hanno bisogno di un contenitore sicuro, di sentire che qualsiasi cosa accada non verranno emarginati. In una società competitiva e categoriale come la nostra, purtroppo, questo senso di inclusione viene ricercato attraverso dinamiche di conformismo acritico e di emarginazione del diverso. Al contrario, nella scuola, nelle società sportive o nei gruppi informali è fondamentale stimolare collaborazione, rispetto e accoglimento delle diversità. In questo modo, non solo si combattono le discriminazioni, ma si comunica un senso di sicurezza che nessuno viene escluso. Ciò calma le ansie dei ragazzi e neutralizza buona parte degli impulsi aggressivi che spesso si manifestano come trasformazione della paura.

Il rapporto con l’handicap, come scrivere ad esempio una relazione, delle schede, quali obiettivi porsi, rapportandosi con terapia e diagnosi?

L’obiettivo che ci si dovrebbe porre nel fare sport con bambini e adolescenti disabili è quello di far in modo che il ragazzo trovi il suo modo più efficace ed efficiente di svolgere i movimenti e compiti motori che richiede l’attività sportiva. Ciò è fondamentale sia per lo sviluppo di competenze psicomotorie sia per preservare/potenziare l’autostima. È fondamentale che nonostante la disabilità riesca a sentirsi parte di un gruppo al quale dà un contributo significativo, non è necessario essere il fuoriclasse della squadra. Lo sport come la terapia occupazionale a mio modo di vedere sono forme di riabilitazione che dovrebbero essere sempre affiancate alla fisioterapia in quanto rispetto a quest’ultima hanno maggiore possibilità di sviluppare la motivazione che serve per fare gli esercizi e soprattutto coinvolgono tutto il processo che genera le azioni complesse, dalla programmazione all’esecuzione. Ciò consente di trovare strategie individuali più efficienti anche alla luce della particolare condizione di disabilità. Ergo nella stesura di relazioni e schede ci si dovrebbe attenere alla verifica del raggiungimento di obiettivi legati alle azioni complesse finalizzate ad attività di vita quotidiana e/o sportive.

Si può essere felici, con una disabilità, lo racconti nel tuo libro, come hai esplorato la ricerca del benessere psicologico ?

Credo che non ci sia soluzione di continuità tra patologia e benessere psicologico. È un continuum di vissuti intrapsichici e dinamiche interpersonali nel quale è difficile tracciare limiti di demarcazione netti nonostante i vari manuali di psicodiagnosi possano fornire dei riferimenti utili, ma non assoluti. Credo che ricercare il proprio benessere psicologico sia la strada migliore per preservare la salute mentale e fisica: è molto più probabile che una persona si impegni nel risolvere problematiche psicologiche o che si cimenti nel migliorare la sua condizione fisica se ha un progetto o delle relazioni che lo motivano a stare bene e vivere la vita pienamente. Come si dice fin dalle prime pagine del libro ci sono persone che congelano le proprie aspirazioni e speranze in attesa della guarigione, e persone che prendono atto della condizione del proprio corpo e ricercano modalità di vita diverse per vivere una vita piena. Ciò fa la differenza nel determinare uno stato di patologico e la salute, nonché getta le basi per una buona qualità della vita.

Il racconto, la costruzione, di un libro, cosa ti ha dato dal punto di vista professionale, il libro ti serve con i pazienti e le famiglie ?

Il libro nasce dall’esigenza di fissare alcune intuizioni derivanti dalla mia decennale attività di clinico e psicoterapeuta in questo particolare ambito. Noto che ha l’effetto di rompere alcuni luoghi comuni. Molto spesso le persone che lo hanno letto, magari anche senza rendersene conto, esprimono riflessioni controintuitive che, mi piace pensare, siano state stimolate anche dal mio libro. Diciamo che il mio obiettivo è quello di favorire uno spostamento di paradigma rispetto alla disabilità, da quello assistenzialista a quello inclusivo autodeterminante. Senza troppe pretese, ho voluto contribuire ad un cambio di mentalità e di rappresentazione (e direi anche autorappresentazione) delle persone diversamente abili, quali soggetti attivi nella società piuttosto che fruitori passivi di assistenza.

Il viaggio di Luigi Angelino

Un libro dedicato ai viaggi. Presentiamo il titolo, come lo hai scelto, cosa ricordi oggi, che magari hai tenuto silenzioso nel libro, di questi viaggi ?

Le città e, più in generale i luoghi raccontati nel libro, rappresentano momenti importanti della mia vita. Ovunque andiamo, sia solo per un viaggio o per una semplice gita, oppure per un soggiorno che duri un breve o un lungo periodo della nostra esistenza, alcuni particolari si fissano nella nostra mente fino ad entrare nel bagaglio del nostro vissuto.In accordo con l’editore (ricordo che il libro è edito da auralcrave), per dare un volto simmetrico al testo,ho individuato 12 città italiane, più o meno distribuite su tutto il territorio nazionale, 12 città europee, anch’esse di diverse aree del continente e 7 capolavori artistici, di cui tre appartenenti al nostro Paese ed i restanti quattro ad altri.Nei racconti sono disseminati alcuni riferimenti personali , avendo avuto la fortuna di aver visitato direttamente tutti i luoghi narrati “

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Tra i luoghi ve ne sono di mare ?

Certo che si, tra le principali città italiane ed europee trattate, ve ne sono alcune di mare.Anzi il “mare nostrum”, il Mar Mediterraneo è uno dei protagonisti del libro…

Nella vita cosa è per te viaggiare ?

Viaggiare è una delle più belle esperienze che si possano compiere a qualsiasi età, anche se le emozioni del bambino, del ragazzo, dell’adulto e dell’anziano sono orientate in maniera alquanto diversa.Il bambino vuole scoprire, il ragazzo vive più intensamente, l adulto cerca di comprendere, l’anziano preferisce ricordare.Gli scopi del viaggiare sono molteplici e, molto spesso, neanche tanto chiari a noi stessi. A volte prevale l’irrequietezza, con il desiderio quasi spasmodico di conoscere nuove culture, così come può prevalere la volontà di concedersi un periodo di meritato riposo oppure quello di intraprendere attività non possibili nel luogo della propria dimora abituale.

Spesso il turismo è valutato a stelle, fai anche tu lo stesso, con i tuoi luoghi preferiti, quali sono a 5 stelle ?

Non si tratta assolutamente di un libro “turistico”. Si scoprono città e luoghi, attraverso la loro storia, gli aneddoti, le leggende, i simbolismi e la letteratura, cercando di dosare elementi culturali con altri più attinenti alla vita quotidiana.Non amo e non condivido la classificazioni “a stelle” del mercato turistico e commerciale.

Cosa diventa per te un libro, quando alla scrittura, si aggiungono le immagini ?

Immagini e scrittura sono complementari. La stessa scrittura si basa su immagini “ideali” custodite nella nostra mente, così il lettore quando leggerà, cerchera’ di ricavare delle immagini che lo aiutino a comprendere meglio il testo. Vediamo come nei secoli la letteratura abbia sempre attinto ad immagini in ogni percorso creativo: a cominciare dell’epopea di Gilgamesh, elaborata in Mesopotamia nel 3 millennio a.C., per passare dalla classica Odissea attribuita ad Omero ed arrivare all’onirica incursione ultraterrena di Dante nella Divina Commedia.

Come ti trovi con le presentazioni, soprattutto se quando sono virtuali ti senti solo, magari vuoi il pubblico, che ri vede leggere, anche ad alta voce, cosa ne pensi della differenza ?

Anche le presentazioni virtuali ti permettono di raggiungere un buon numero pubblico e credo che, in relazione alla pandemia covid-19, si apra un’era di comunicazione digitale ancora più accentuata. Certo mi manca il contatto diretto con il pubblico e spero che quanto prima si possa tornare alla normalità.

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Vuole ricordare ?

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Giuseppe Di Summa presenta il testo ( di Giuseppe Di Summa )

VUOLE RICORDARE.

Soli nel sole, soli senza parole, un muto silenzio, un raggio che batte sull’occhio attento

Non vedo parole, non vedo da leggere, non leggo

Guardo in alto, sono vicino al mare, cammino, cammino, la poesia deve arrivare

Il sole e il mare, poesia lucente, uno sguardo, un abbaglio, un pensiero, la parola da intermittente diventa nascente.

Vuole ricordare, forse, dall’essere in dubbio, all’essere senza forse

quel mare, quel suono alla sua nascita, oggi al mare è arrivato, senza dubbio

per ricordare quel suono, che ha sempre fatto, nel suo cuore, quella palla rossa

Photo by Anastasia Shuraeva on Pexels.com

Quel rosso, ora bianco, un viso, conosciuto, dall’aspetto immediato,

Non una palla, una donna, al mare, non la dolce vita, da mascherato

Quel suono è ora conversazione umana, lo si vede, sul florido viso.

Sullo Schermo ” ENJOY “

Una rubrica, nasce e si sviluppa, per trattare un determinato argomento, aprire una finestra, grazie ai servizi offerti dal web, su quello che può arricchire il nostro blog. Tutti insieme dobbiamo raggiungere la parola ENJOY, nel senso di piacere, godere, vivere, ammirare, trascorrere, fare. Visto che nel periodo a casa, il gioco, il divertimento, è stato qualcosa che ci è venuto in aiuto. Qualcuno ha già pubblicato ” Mah ! Roba da matti “, nel senso che le frasi esclamative, il modo di dirlo, ci porta a collegare gli schermi personali, per una esperienza di visione, per aggiungere che ci piace leggere, quindi nel nostro repertorio, ” ci sei cascato un’altra volta “, abbiamo la fase del ” mi piace leggere !! “. Il nostro flusso, sullo schermo, ha scelto le domande, ha aggiunto, al divertirsi per gioco, per divertimento, anche il divertirsi leggendo. Abbiamo solo creato un momento che vuole migliorare la nostra presenza digitale.

Dopo l’esperienza denominata SULLO SCHERMO, arriva un nuovo modo di fare nel nostro Blog, arriva l’esperienza del testo da scrivere, senza le interviste. Abbiamo vissuto come tutti, SULLO SCHERMO, il momento di prova principale per tutti, che è quello di vivere quanto siamo empatici per uno spettatore.

Cercare parole, per dire SULLO SCHERMO, vuole dire anche dopo averlo conosciuto, dare un ruolo allo spettatore. Abbiamo vissuto, la nostra inquadratura in due, un bel momento, per il Blog.

Sullo Schermo : Alessandra Iannotta

“GLI OCCHI DI ASHA

E’ la storia di un’Anima che, prima d’incarnarsi, in uno spazio senza Tempo, intorno a un Fuoco sacro, compie una danza rituale con alcuni animali: un’Aquila, un Lupo, una Tigre, una Libellula e una Tartaruga.

L’Anima rincontrerà tutti gli animali danzanti sotto sembianze umane in sette vite diverse di difficile collocazione spazio temporale.

In Lei abiterà sempre una Tigre.

Nella prima vita avrà un nome indiano, Asha.

Nelle sei vite successive il suo nome sarà, rispettivamente, Emma, Zoe, Matilde, Elena, Maddalena e Delia.

Tutte queste donne riusciranno a superare le prove difficili che si troveranno a dover affrontare nelle rispettive varie esistenze, solo quando, in modo più o meno consapevole, avendo memoria sia pur sempre più rarefatta della prima incarnazione si arrenderanno con leggerezza e gioia a ciò che non hanno scelto…  

Musa sciamana

Oggi niente virgole punti

Fuoco di rinascita

Danza di parole

come Dea danza, danza, danza

sopra il brutto, sul dolore, sulla menzogna sull’ignoranza, sull’avidità.

Come ballerina leggera e sorridente

danza, danza,

senza fermarti,

trasforma il sangue dei tuoi piedi in scintille di luce.

Fuoco sacro.

Luce per chi ancora teme…

Alessandra Iannotta 

Sullo Schermo ” Antonia Flavio “

“La Mia Vita I Miei Amori Racchiusi In Una Poesia” è una raccolta di poesie d’amore, ispirate ad amori passati che hanno lasciato un segno, ricordi indelebili. “Echi del Mare” è sempre una raccolta di poesie, dove i temi sono l’amicizia, l’amore, la natura, tutte collegate da un unico filo conduttore che è il mare.Entrambi i libri sono autobiografici, la poesia per quanto mi riguarda: “prima deve essere vissuta e successivamente può essere scritta. La poesia è emozione, gioia, dolore, rabbia, sentimenti in alcuni momenti contrastanti, provati e poi raccontati, trasformati in lode.

Sullo Schermo ” Alberto Fiori “

Foto di Mauro Trabalza

Presentiamo nella nostra puntata di Sullo Schermo, che continua con gli scrittori, uno scrittore che è anche musicista, gli abbiamo posto delle domande nella nostra intervista, abbiamo la possibilità dato la sua voce, di essere portati in diversi contenuti che ha realizzato recentemente.

E’ presente nella rubrica con un suo racconto.

Chi è Alberto Fiori lo conosciamo in questa breve intervista, di cosa si occupa in questo momento lo vedi anche nelle foto, non solo nell’intervista puoi apprezzare come ha costruito sia nella scrittura, che nella musica, la sua esperienza.

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Puoi apprezzare, nell’ascolto del nostro ospite, il ritmo, la vitalità che deriva dall’avere potuto conoscere la sua attività.

L’intervista parte con una domanda sul libro IL CAPITOLO CHE NON C’ERA UNA VOLTA, che ricorda un libro nobile, per la letteratura italiana, spiegandoci anche il formato creato per il lettore con dei bambini.


Vi consiglio la lettura del nuovo libro di Alberto Fiori.

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Sullo Schermo ” Antonella Twinblack Scarfagna

Max Rouge, giovane aspirante giornalista, ha un chiodo fisso: rintracciare la donna con i capelli rossi alla guida di un Audi R8 nera. Conosciuta una sera in discoteca, quello che doveva essere un incontro di piacere, ha avuto, invece, una conclusione inaspettata.Scoprire l’identità della rossa non sarà per niente facile, tanto più che sembra essere scomparsa nel nulla.Durante le sue ricerche, Max conosce Tania, una trentottenne solitaria e con problemi a relazionarsi con gli uomini. È accaduto qualcosa di orribile nel passato della donna, ma lei ha solo pochi ricordi frammentari, e gli incubi che la svegliano di notte.Le strade di Max e Tania si incrociano con quelle di altri personaggi, ciascuno con oscuri segreti da nascondere, e man mano che Max si avvicina a scoprire chi è la donna dai capelli rossi, anche Tania inizia a riacquistare la memoria.La verità verrà a galla in una trama complessa e intricata in cui nessuno è come sembra, ma tutti nascondono la loro vera natura per soddisfare la sete di vendetta.”Ciascuno di noi ha nell’anima, una ferita che ne condiziona l’agire. Profonda o superficiale, nessuno può dirlo, se non chi ne avverte il dolore. È per questa ragione che vittima e carnefice sono solo due facce della stessa medaglia.”

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LA CACCIATRICE Formato Kindle

GUARDA NEL VIDEO LA PUNTATA DI SULLO SCHERMO DEDICATA ALL’AUTRICE

Era l’11 settembre- Mirko Tondi

Mirko Tondi, che io ho conosciuto per l’amore per i brani musicali, in passato, lo incontriamo oggi per presentare un libro, seppure la prima domanda la riservo alla musica. Sei è ancora attento, a quello che propone, il circuito musicale ?

Intanto rivolgo un saluto a tutti e grazie di avermi invitato a rilasciare questa intervista, per uno scrittore è sempre importante poter parlare dei suoi libri. Riguardo alla musica, ricordo con molta nostalgia i tempi in cui facevo radio, e ovviamente rimango sempre sintonizzato sulle novità della scena musicale, certo. Sono soprattutto un appassionato, più che un vero esperto. Tutto sommato ho anche una discreta selezione musicale in vinile e ascolto un po’ di tutto: dal rock all’indie, dal jazz alla musica classica, l’alternative, il blues, il folk, ma soprattutto la musica soul, che rimane il mio genere preferito (prima o poi ci scriverò qualcosa). Mi piace anche scoprire nuovi artisti, sia italiani sia internazionali, e per questo mi affido alle riviste, al web (per esempio semplicemente alla riproduzione casuale di YouTube o a Spotify) e ai consigli degli addetti ai lavori. Per ogni mio libro, poi, creo una particolare colonna sonora: se, per esempio, per Istruzioni di fuga per principianti (Caffèorchidea, 2017) si trattava di brani country e folk, per Era l’11 settembre invece ho scelto quasi esclusivamente pezzi di musica classica, che erano più in tono con la storia;

Entriamo adesso nella scrittura. Un titolo che presenta la storia di un anziano, che vuole mettere su carta le sue memorie, in cosa è nuova la storia, per lui, quando va nelle mani del biografo, che sceglie per raccontarla ?

Nel libro ci sono due personaggi: Nando Barrella, che è sull’ottantina, e un biografo e ghostwriter, che ha la metà dei suoi anni. Il primo non sa affatto scrivere, per questo decide di affidarsi al secondo. Le sue memorie in quel momento sono sfuggenti, rischiano di dissolversi, così Barrella sente il bisogno di fissarle una volta per tutte. Il suo obiettivo principale, in realtà, non è tanto di testimoniare il proprio dolore ma vedere per iscritto una sorta di confessione, nella quale colpevolizza sé stesso per la morte del figlio, così da incidere il suo senso di colpa nell’eternità;

Come hai scelto questo tipo di storia. che non solo scrive dell’anziano, della sua famiglia, si confronta anche su come la nostra società ha vissuto dell’11 Settembre ?

Sì, per me la storia dei due personaggi principali serviva da puro pretesto per cercare di raccontare qualcosa di molto più ampio, uno spaccato della società dei nostri tempi. Si parte dall’11 settembre del 2001, giorno dell’attentato al World Trade Center, ma allo stesso tempo il giorno in cui muore il figlio di Barrella in un incidente stradale. Queste due diverse tragedie, una personale e una di portata mondiale, corrono in parallelo nel romanzo; come si dice nella quarta di copertina, si tratta dell’incontro tra due decadenze. Il cerchio si chiude con gli attentati di Nizza nell’estate del 2016, e mi interessava focalizzarmi su questi quindici anni per cercare di capire come li abbiamo assimilati, che tracce hanno lasciato in noi, un senso di precarietà e di inquietudine generale, ma anche dietrologie e teorie del complotto;

Come scrittore descrivi l’anziano come padre, come marito, il suo rapporto con gli affetti, presentacelo in questo senso ?

Nando Barrella è la tipica persona che sente di aver sbagliato tutto nella vita: come padre, non si è mai sforzato di comprendere il figlio, e anzi ha sempre avuto un rapporto conflittuale con lui; come marito, ha tarpato le ali ai sogni della moglie e non l’ha mai valorizzata veramente, anzi l’ha costretta in un angolo, impedendole di sviluppare una sua personalità. Dunque a livello affettivo il personaggio si presenta bloccato, un coagulo di sentimenti negativi o inesplorati, se non addirittura repressi. Inconsciamente, sa che il libro potrà aiutarlo a liberasi da questo ingorgo emotivo, rivelandosi e compiendo quello che in genere viene definito un atto terapeutico: raccontarsi;

Cosa invece, hai voluto inserire, nel libro, di particolarmente significativo, che riguarda la nostra società e il suo modo di vivere l’undici settembre ?

Come detto in precedenza, i personaggi agiscono in primo piano, ma sullo sfondo c’è la società con tutte le conseguenze che quei terribili attentati hanno comportato. Un aspetto che mi piace rimarcare, giacché ritorniamo su questo punto, è quello relativo allo strapotere dell’informazione. Il libro mi serviva anche per lanciare questo messaggio, qualcosa che possiamo constatare anche oggi con la situazione che stiamo vivendo a proposito del Coronavirus: il cosiddetto “bombardamento mediatico” è uno stillicidio di notizie nefaste, che giungono ogni giorno e a ogni ora del giorno da più direzioni. Come sosteneva il sociologo e filosofo Jean Baudrillard, il nostro mondo è dominato dal concetto di “iperrealtà”, per cui non esisterebbe più una realtà a sé stante ma una realtà filtrata dalla televisione, una realtà di grado superiore affidata alle immagini che vediamo;

La nuova generazione a quali memoria arriva, in questa storia, in cosa è importante il rapporto tra l’anziano e il giovane biografo, quali ” miti “, ad esempio, vengono raccontati ?

Il rapporto tra i due può considerarsi sicuramente un’amicizia, o almeno è questo che diventa col tempo in cui i due si frequentano. Ma il biografo vede in Barrella anche una figura paterna, visto che pure lui non aveva con suo padre un rapporto idilliaco, affatto. Riguardo alla nuova generazione, c’è senz’altro la presenza imperante dei social. Non so se questo si possa considerare un “mito” della nostra epoca, ma i social sono ormai parte integrante delle nostre vite. Nel libro c’è soprattutto il riferimento a Facebook, anche perché è stato scritto qualche anno fa; tutto sommato, nelle ultime revisioni ho preferito comunque evitare di parlare di Instagram (di sicuro oggi più popolare e diffuso tra i giovanissimi), anche quando nel libro si narrano i fatti del 2016. Il personaggio del biografo è sulla quarantina e vive di interessi culturali, per questo Instagram non mi sembrava il mezzo più adatto a rappresentare il suo universo;

Come presenterai il libro, in questo periodo, particolare, per fare conoscere il proprio lavoro ?

Purtroppo il libro è uscito proprio in coincidenza con l’esplosione della pandemia, per cui finora non ho potuto fare molto, anzi ho dovuto giocoforza annullare tutti gli eventi programmati. Per il momento mi sto muovendo attraverso la rete, rilasciando interviste come questa, cercando recensioni, facendo video promozionali e rinnovando di tanto in tanto la notizia che il romanzo esiste. Tuttavia questo è un libro in cui credo, e quando si potrà tornare alla normalità riprenderò da dove avevo lasciato, cominciando a presentarlo in giro. Sono sicuro che, al contrario di me, non invecchierà col tempo

Più lontano di così di Lucrezia Lerro

Sto leggendo, da alcuni giorni, con interesse, questo libro, del quale vi propongo l’incipit.

Ricordandovi che potete leggere la recensione al seguente link :

Con la voglia di cercare ” più lontano di così “.

Il libro ve lo ricordo, parla di un fatto di cronaca realmente accaduto, l’uccisione di un soldato, avvenuta nella Capitale, il 4 Dicembre 1951, è proprio Luigi il nostro soldato, un uomo alla ricerca di una buona educazione, con una vita sfortunata, che il lettore ricostruisce pagina dopo pagina.

“Più lontano di così” di Lucrezia Lerro, è una lettura bellissima.
” Il dolore, il dolore parassita”.
Una storia di una passione che finisce in cinque colpi di pistola, Leda ha ogni giorno il compito di cercare qualcosa di sè, ha il suo militare, quello con cui non perdere tempo. Ha scoperto Luigi, mentre è immersa nella sua vita dura, quella di studentessa di legge, vive un dolore abissale. #piùlontanodicosì
#lanavediteseo
#cambiogiornoblog

16 APRILE 2020

Filastrocche Cucaricu

Cucaricu’ (sarebbe il verso del gallo in russo)

Si tratta di una app mobile per bambini: Le filastrocche pubblicate in questa applicazione sono tradotte dal russo e destinate ai bambini di età prescolastica. Il folclore russo per bambini è un mondo meraviglioso di fantasia e amore verso sé stessi e l’ambiente circostante. La tradizione del folclore russo è quella di accompagnare i minimi eventi nella via del bambino con le strofe rimate, che sia un momento del bagnetto o della pappa per i più piccini, ma anche i giochi all’aperto per i bimbi più grandi. Attraverso il folclore i bimbi imparano a parlare, a contare, a relazionarsi con le persone e animali, a capire i meccanismi e i ruoli nella società. L’applicazione contiene 60 filastrocche adatte ai bambini da 3 anni in su’, accompagnate da immagini originali.Essendo folclore ogni filastrocca in lingua originale può avere più versioni. Come testo di riferimento in russo puoi consultare l’enciclopedia del folclore per bambini «Al nostro gran cancello…» (Энциклопедия детского фольклора “Как у наших у ворот…”, серия «Моя первая книга», изд.: «Белый город», 2009).

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