Intervista con Alberto Diamanti

Scrittori e scritture

Il ruolo della musica nella tua scrittura, come prende forma,  come si riscalda la narrazione ?

La musica ha un ruolo decisivo, in tutte le cose che faccio.

Nel mio ultimo libro, “Il segreto della musica”, il protagonista, all’inizio del romanzo “…è  assorto  nei  suoi  pensieri  e  avvolto  dalla  sua musica, come  una calda, rassicurante  coperta, in quella giornata fredda e  piovosa. Già, la musica. La musica che  è  sempre  stata vicino a lui sin da quando  era  bambino,  da  quando  decise  che  lo  avrebbe  accompagnato per tutto il viaggio della sua vita…”

Questo in realtà sono io… anche se poi ho “lasciato” la musica e la mia chitarra per circa 30 lunghi anni, riprendendo a suonare durante il lock-down del 2020.

In realtà la musica non si abbandona mai del tutto e credo che la musica non abbia mai abbandonato me ;  ci siamo detti solo un “arrivederci” quando avevo circa 25 anni e tante altre cose da fare ed esplorare.

Quindi, come dicevo prima, complice il lock-down, nella primavera del 2020 ho ripreso l’attività musicale, con un canale YouTube dove in circa un anno e mezzo ho quasi raggiunto 40.000 visualizzazioni delle mie cover acustiche ed inediti.

Il romanzo “Il segreto della musica” fonda la sua centralità narrativa sulla musica, ed in particolare, sulla figura di Guido d’Arezzo, il monaco benedettino vissuto ad Arezzo (la mia città) nell’XI° secolo, che per primo traspose in forma scritta la musica, inventando la “notazione musicale”.

Su YouTube è stato pubblicato un book-trailer con una parte del primo capitolo, un vero e proorio film di circa 20 minuti, con la meravigliosa voce narrante di Marino Filippo Arrigoni (attore di teatro e fiction tv) e con le splendide musiche originali composte da Giovanni Monoscalco (musicista e compositore), due “compagni di viaggio” che hanno “impreziosito” e dato un grande valore aggiunto a questa mia opera.

Il trailer, trasmesso su WebTv e su programmi social di “community letterarie”, é vidualizzabile su YouTube all’indirizzo del canale dedicato al libro, su :

Possiamo leggere qui il tuo curriculum, molto ricco, diversi sono i premi ai concorsi a cui hai partecipato. Cosa ricordi di queste partecipazioni, soprattutto come guarda il lettore, queste partecipazioni, se hanno peso sulla volontà dei leggere un tuo racconto ?

Ho cominciato a frequentare i concorsi letterari dopo l’uscita, nel 2014, del mio primo libro, “Il giocoliere di parole”, una silloge poetica per l’infanzia, per parlare ai più piccoli, con la dovuta leggerezza, dei veri valori dellla vita.  Con mia grande sorpresa, ho avuto molti riconoscimenti nei Premi Letterari ed anche tante lusinghiere critiche nel web e sui social media, con accostamenti ad Esopo e Rodari ; spero che tutto ció si concretizzi anche nella volontà del pubblico di leggere questo mio primo romanzo uscito a Novembre 2021. Ancora é troppo presto per dirlo, anche se io auspico che ció si realizzi.

Tra le varie opere troviamo LA BAMBINA E IL LUNGO STRADONE, vuole introdurci in questo racconto, come hai pensato ad un bambina ed a lunga strada ?

“La bambina ed il lungo stradone” é una poesia molto breve che ha ottenuto molti riconoscimenti ; l’ho scritta di getto dopo avere visto in TV un documentario sulla “shoah” in cui si vedeva tanta gente, deportata nei campi di concentramento,  che camminava in uno stradone impolverato ; ad un tratto, su un fermo immagine di una donna che teneva per mano una bambina, mi é venuta l’ispirazione e l’ho scritta, immaginandi un dialogo tra le due figure :

—–

LA BAMBINA E IL LUNGO STRADONE

“Mamma, mammina, perché tu non vedi

che io sono stanca? Mi fan male i piedi…

…da ore noi stiam camminando quaggiù,

in questo stradone che non finisce più!“

“Amor della mamma, amor mia piccina,

tienimi forte con la tua manina…

tra poco sarem noi tutti arrivati

laddove il destino e Dio ci ha chiamati”!

La bimba guardò la mamma sua, fiduciosa,

mentre scendeva una lacrima rosa

sul bel volto che fu, ormai sofferente

di madre che sa… di madre cosciente…

che sa di dover esser lei la più forte.

Mentre lei porta sua figlia alla morte.

—–

Arriviamo all’ultimo libro. Come è nato, come s’intitola, di cosa parla, come avevi previsto fosse scriverlo, che buoni effetti ha avuto tra il pubblico ?

Si tratta di “Il segreto della musica”, che ho scritto mel mese di Marzo 2021 ispirato dalla figura di Guido Monaco che intorno all’anno 1000 inventô la notazione scritta della musica, cioé le note.

Passeggiando per le vie del centro di Arezzo, mi sono soffermato ad osservare la statua dedicata al monaco, che avevo visto chissà quante volte.

E così mi é venuta l’idea di un romanzo incentrato su questa figura, ma senza avere ancora le idee chiare sulla tipologia di quello che doveva essere il mio primo libro di narrativa.

E così mi sono documentato per inquadrare meglio il periodo storico.

Nell’ XI secolo, Guido Monaco, si trasferì dall’Abbazia di Pomposa (Ferrara) ad Arezzo, in quanto inviso dagli altri monaci per le sue innovative teorie musicali.

Già nei secoli precedenti, ad Arezzo si era formato un sito famoso e meta di pellegrinaggio da tutto l’occidente cristiano ; col tempo, questo posto situato nelle colline del Pionta distanti poche centinaia di metri dal centro storico, era diventato una vera e propria cittadella universitaria vescovile, che per gli studi musicali e giuridici era seconday, per importanza, solo a Parigi e Bologna.

Questo sito, di cui oggi restano pochi ruderi, é raffigurato in un celebre dipinto di Giotto, “La cacciata dei diavoli da Arezzo” (che fa parte del ciclo degli affreschi sulla vita di San Francesco) oggi custodito presso la Basilica Superiore di Assisi.

Ma nel mio romanzo, “Il segreto della musica”, dietro alla codifica delle note di Guido Monaco, ed alle sue innovative teorie musicali, c’è dell’altro.

Perché una sera mi sono chiesto :

“Ma se Guido Monaco fosse giunto ad Arezzo da Ferrara non per invidie degli altri monaci ma per un segreto che aveva scoperto?”

E quindi é nato così questo romanzo fantasy, che peró parte da basi storiche certe per poi portare il lettore molto, molto lontano nel tempo e nella storia.

Un intreccio tra storia, religione e musica che si perde nella notte dei tempi, da qui arriva fino all’XI secolo, successivamente al MedioEvo, per poi finire ai giorni nostri.

Un professore di musica ;  un chiavistello antico ;  delle antichissime reliquie rinvenute per caso.

Un segreto che rivela l’origine e il destino dell’umanitá, nello sfondo dell’eterna lotta tra il Bene e il Male.

Spero che questo libro possa avere un buon successo ; le basi ci sono tutte, corredate anche una bellissima prefazione di Massimo Beccarelli, giornalista e blogger per L’Espresso e per la Gazzetta di Parma.

Qui sotto, riporto il link per l’acquisto del libro, edito dalla Casa Editrice “Kimerik” :

LINK LIBRO

La critica, le interviste, le recensioni, il parlare di te, ravviva e come il tuo modo di scrivere, non solo, visto che produci in breve tempo diversi testi, come organizzi il tuo tempo per scrivere ?

Tutte queste cose mi danno certamente un enorme stimolo per continuare ; in realtà divido il mio tempo tra musica e scrittura senza pianificare nulla ; quando mi viene un’idea, sia musicale che di scrittura, mi ci dedico fino a quando la porto a conclusione senza dare spazio ad altro.

Il libro “Il segreto della musica” é stato frutto di dieci giorni ininterrotti di lavoro e sette notti del tutto insonni.

Quali sono i tuoi progetti futuri

Per adesso il mio tempo è dedicato a promuovere il mio libro sui social media e nei concorsi letterari ;  ho grandi aspettative su questo testo, che nelle mie intenzioni farà parte di una trilogia, che continuerà nel 2023 e troverà epilogo nel 2025.

Inoltre, nei propositi miei e di chi ha realizzato il video-triler del libro (Arrigoni e Monoscalco) c’è anche l’idea di fare una trasposizione teatrale di questo romanzo.

Recensione : La fabbrica dei sogni.

Scrittori e scritture

Come fabbricare un sogno, in molti pensano alla casa da costruire, in città, in campagna, la casa per le vacanze. Altri si dice inseguono i loro sogni, sognano la musica, sognano di fare il cuoco, creare un ottimo pasticcino, altri insegnano il sogno della fede, di fare il sacerdote, di portare la preghiera sulla terra. Luca Giampaolini, scrive nel libro La fabbrica dei sogni SOTTOTITOLO: Da un’intuizione alla nascita di un prodotto tipico, che di sognare non bisogna evitare, anche se spesso le persone che sognano per molti non si seguono, è un libro che racconta della vita di Giampaolini, noi con il suo linguaggio, abbiamo deciso di leggerlo, seguirlo, nel suo sognare con le righe di un testo. Impariamo cosa significa per lui “ si consiglia una visita “, prima intuizione che cogliamo, quando subito presenta suo nonno Giuseppe, che gli faceva visitare tutta Ancona, a sei anni conosceva monumenti, nomi delle vie, quelle che sono restate nella sua memoria, anche nello scrivere questa storia. Il nonno Peppe, appare ancora nei suoi ricordi, quando lo portava sulle barche, tra i pescatori, lo scambio, le informazioni, non si limitano al ricordo, del solo nonno, appare anche la nonna Anna, i ricordi del campeggio, del mare, una esperienza d’affetto, quella della roulotte, del campeggio, tre mesi estivi. Dei giochi appare il parco, non solo il campeggio, esposto al vento del nord, chiamato “ parco la bora “, non certo il nostro autore nel suo racconto, perde la sua intelligenza per un parco che si chiama “ la bora “, un ‘altra giusta intuizione che inizia a raccontare  oltre le abitudini familiari, presenta quello che ha carpito ascoltando gli altri, inizia a presentare i prodotti locali, con cui conosci i luoghi, i volti cari, i vini, salumi, vasetti di sughi, paste, legumi, che con continuità sviluppano il tema del racconto, la gente lo conosce, per la sua bottega, per come cura gli affari, non solo di frutta e verdura, lo conosce per lo studio della tradizione culinaria marchigiana.  Un uomo che vive in un mondo, che conosce, che appartiene al territorio, che riesce sempre a guardarlo. Si legge nel libro :   L’ultimo giorno del 2018 decretò la chiusura definitiva del mio amato Perbacco e l’inizio dell’attività di agente di commercio per dedicarmi completamente alla diffusione dei miei neonati prodotti e farli conoscere a enoteche e ristoranti. Inizia il viaggio, ci si sposta, a spiegare il prodotto, a fare capire cosa vuole dire, si tratta di studiare, diventare assaggiatore di salumi, altri passaggi, momenti ricordati, espressi con profondità. Non andiamo oltre, il nostro autore va letto, conosciuto. Un libro che ha la sua parte intellettuale, che esprime la libertà delle scelte, che nella sostanza, vede apparire dei mutamenti, le angosce quotidiane, non stupitevi se leggete di padelle, anzi dal passato riappare “la pentola sul fuoco che cuoceva i paccasassi appena comprati e le abili mani del nonno “. Queste padelle conquistano consensi, si arriva  ad uno street food del prodotto tipico marchigiano che offre i miei salumi ai clienti, come ricorda l’autore. Come è pubblicizzato il prodotto alimentare, in modo moderno lo puoi scoprire leggendo il libro, uno spazio che si riempie anche degli amici, il Bianco Sara e il Rosso Diego, prodotte da me nel lontano 2015, sono da bere insieme, per noi che diciamo, un’altra bella intuizione del racconto che è “ noi beviamo il vino “, con l’obiettivo, dello Slow Food,  promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti, per dire che la migliore intuizione da leggere è quella dello ” stare bene “. Il confronto con l’idea, quello che la media pensa sul cibo, su come prepararlo, oltre al colpo d’occhio nel libro, che fa vedere dei piatti, dei prodotti, fa recepire all’intelletto rapidamente, anche il guardarsi dentro del nostro autore, il sapere usare il suo occhio della mente. Un grande autore, a proposito di sogno, scrive un bellissimo racconto dal titolo ” Il sogno di un uomo ridicolo “, è il grande Dostoevskij, si capisce che conta anche il momento della narrazione, come si sviluppa il racconto, che altrimenti potrebbe restare solo un modo di scrivere giornalistico. Il grande autore russo insegna, come sia difficile esprimersi, parlare delle proprie conoscenze, anche se spesso, si scorda la nostra terra, quel sentimento dolce, che esprimendo la coscienza totale verso di essa, torna in sentimenti noti, ti senti di dire quanto ami la tua terra, di dire questo è il nostro sole, il nostro cibo. Si può scegliere di parlare con parole poco ricercate, come fanno i bambini, anche se sapere dare voce ai luoghi d’Italia, non poca voce, è un merito, che questo libro coglie appieno, le lodi, la stima, per i posti che si portano nel cuore dalla nascita.

Viviana Nobilini intervista Giuseppe Di Summa

Scrittori e scritture

1) Ciao Giuseppe, di cosa ti occupi nella vita?

Ciao Viviana, Ciao Lettori del Blog, diciamo che non sono ” famoso “, non sono un ” influencer “, in Italia sarebbe un errore dirlo, sono un uomo di 49 anni che cura un Blog, fuori dalle attività degli editori classici, con i quali non ho nessun contratto, nessun legame, di nessun tipo. Siamo in rete ed ognuno di noi deve avere un ” target “, una parola stimolo, io ho scelto come tecnico sportivo, anche per bambini, la parola ” filastrocca “, con tutta la sua semantica, creando un E- Book, che trovi su Amazon dal titolo ” La filastrocca del Minibasket “, quindi prima della pandemia mi occupavo di sport, ora ho ripreso anche se solo per finalità amatoriali. Vivo con due genitori anziani ai quali dedico molto tempo, quindi nella vita faccio, senza essere sposato, il ” casalingo “, in un piccolo paese della Provincia di Brindisi, come vedi nel Blog, come anche sui social, pur appartenendo, sopratutto sportivi, cantanti, attori, alla categoria degli opposti a me, non mi piace mai ricordargli in modo negativo, quindi ho aperto uno spazio per loro su un Blog, collaborando anche con una web radio.

2) Come è nata l’idea di creare un blog?

CAMBIO GIORNO nasce dopo altri blog, si porta dietro la filastrocca del minibasket, scrittori e scritture, gli anni della musica, rubriche sviluppate nella web radio. L’idea nasce ad un esame di Francese, l’ultimo prima della laurea triennale, che ho conseguito qualche anno fa, molto spesso la percezione delle persone, chi siamo nella musica, chi siamo in Italia, nella vita porta ad una ” sovrastima “, noi nel Blog ci conosciamo veramente rimettiamo tutto in ordine, dove abbiamo fatto confusione, un esame di lingua straniera ti apre la strada per dire, grazie alla dimensione linguistica, i francesi sono così, gli italiani sono così, ecco per me l’Italia è così come la vedi su CAMBIO GIORNO.

3) “Cambio giorno” …un nome originale. Come ti è venuto in mente?

L’esame di Francese, l’ultimo, non lo passavo mai, il giorno della laurea cambiava sempre, ecco da dove nasce CAMBIO GIORNO. Le conoscenze, anche la lingua straniera, sono seducenti, hanno fascino, sono delle relazioni anche sul web, seppure per giungere alla teoria come viene richiesta, bisogna completare una metodologia.

4) Nel tuo blog dai molto spazio agli scrittori. Hai mai pensato di scrivere?

Scrivere ? Ti mette qui un mio saggio in PDF che si chiama IL RITORNO DEL CAMPANILE. Molti di noi pensano che negli studi basti una ” tesi ” con cui fare sapere, non il ” le faremo sapere ” di un testo per editori. Scrivere non è automatico, molti termini vengono dal cervello, si entra nel pensiero. Questo PDF nasce dalla lettura degli Eroi del Pensiero di Will Durant. Per me un buon testo deve essere, nel caso in questione, scritto in ogni facoltà universitaria, cercando i pezzi nell’Ateneo dove serve, anche se chi scrive non è, non sarà mai in Italia, un docente, riconosce la presenza dei luoghi giusti nelle Università, per studiare, anche se non spetta a me riconoscere la ricerca accademica italiana, sono libero da questo, non solo fare queste proposte di riconoscimento è pericoloso, non si può traslare il lessico, dal proprio testo, nel mio caso, a quello di un docente italiano, vi sono molti parametri sociali diversi.

5) Che hobby hai?

Per me l’hobby è qualcosa da fare senza metodo, per divertirsi, in questo caso ti dico la ” cucina “, fare pizze, verdure, pasta, mi piace. Come cliente sono sensibile alla qualità del prodotto locale, che viene usato per salutarsi, per dire che ci ” conosciamo “. Non mi piace, nonostante il testo che leggi sopra, chi fa ” politica e protesta pubblica “, anche se il mio hobby è sentire ” Parlare e dire di Politica “, anche da dentro i partiti, per me il quadro di riferimento intellettuale e sociale sta nello scrittore in italiano, in inglese, pacifista e pro- globalizzazione, quello seguo, leggo, per hobby, è giusto dirlo per me la politica non è un lavoro.

28 DICEMBRE ORE 6.58.06 PIAZZA DI SPAGNA A ROMA.

Andrea Ansevini intervista Giuseppe Di Summa

Scrittori e scritture
Giuseppe Di Summa in un momento della sua attività nello sport amatoriale. Della esperienza quasi ventennale nel Minibasket presenta su Amazon un E- BOOK DAL TITOLO” LA FILASTROCCA DEL MINIBASKET, UN COMPITO MOTORIO, RELAZIONALE, TERAPEUTICO “.

Siamo alla fine dell’anno è tempo di bilancio, il nostro Blogger Giuseppe Di Summa, che guida CAMBIO GIORNO, risponde a delle domande degli autori ospitati, con molto piacere le domande arrivano da Andrea Ansevini.

1. Cosa ti ha portato a scrivere?

Il ” confronto “, ho iniziato ad amare la scrittura grazie ad Omero, nel libro XIX il confronto tra Odisseo e Penelope, ignara di parlare al marito, ha deciso di ” risposarsi “. La scrittura come ” presenza ” è il banco di prova. Con Omero si vivono momenti del tempo ” dal sorgere dell’aurora fino al sopraggiungere della notte “, con la scrittura dobbiamo guadagnarci la ” notte “. Anni fa, era la metà degli anni ’90 in una visita a Trieste lessi di un concorso di storia per testi sul Fascismo, decisi di fare una ricerca, che ora si legge al seguente indirizzo web : STORIA DEL FASCISMO. Come vedi nella foto, per me è fondamentale, ricordare che la ” cultura di una piazza e di una Università si devono legare nel nostro andare in giro, la foto è quella di Trieste, dove manca la mia presenza, quella di persona, che vede con i suoi occhi, che è fondamentale per la scrittura, quindi mi auguro di tornare a viaggiare “.

Foto della Città di Trieste e delle sue Festività 2021. In primo piano la Piazza Unità d’Italia.

2. A cosa ti ispiri quando scrivi?

Ho iniziato a scrivere di storia, quindi Omero è stato una grande ispirazione, è un momento di conoscenza della trasmissione della memoria. Odisseo è distruttore della città, è audace, anche se a chi scrive è piaciuto sempre l’urbanista e l’idea di città , ho avuto, grazie agli studi, per la scrittura un impulso tecnico e conoscitivo, che ora ho soddisfatto.

3. Chi è il protagonista principale?

Il mio è un E- Book che si chiama la Filastrocca del Minibasket, proprio nell’ottica tecnico-conoscitivo, il protagonista, in un percorso di comunicazione, sono la società sportiva, il bambino, l’Istruttore. In esso si cerca molto spazio al commento, sapendo che hanno importanza ” le letterature del mondo “, guardare il sito web http://www.filastroccamb.it, per avere informazioni.

4. Dove si trova il tuo libro?

Su Amazon disponibile in versione E-BOOK.Il piccolo lavoro si chiama ” LA FILASTROCCA DEL MINIBASKET , UN COMPITO MOTORIO, RELAZIONALE, TERAPEUTICO “, dovendo usare uno slogan per consigliarlo ” BOX FROM BASKETBALL”

5. Progetti futuri?

Al momento non prevedo altri testi scritti, visto che come dimostra l’Odissea, divisa in 24 canti e costituita da 12.000 versi, la scrittura in modo preciso è frutto di molto studio, in questa fase ho delle idee, seppure non ho intenzione di pubblicare a breve.

Recensione : Arturo Onofri ” Nell’inferno “.

Scrittori e scritture

Arturo Onofri è un conosciuto poeta italiano, di origine borghese, è nato, cresciuto a Roma, nel periodo che va dal 1885 al 1928. Ne registra la voce poetica, un interessante libro, Editore Pan Di Lettere, che si presenta al lettore con il titolo “ Nell’inferno “. Caro lettore non avere un atteggiamento chiuso davanti all’inferno, letterario s’intende, l’essere umano nel contatto diretto con le cose, spesso non lo considera, questo è un autore, come si legge nella Prefazione, a cura di Magda Vigliante, che scrisse volumi di carattere teorico, critico letterario, musicologico, è una presenza che potrebbe anche aumentare, non ridurre, nella lettura, i nostri conflitti interni. Il 1907, si legge nella Prefazione, è un anno creativo e laborioso, si ricorda Liriche. Si è interessato di scrittura, nelle sue collaborazioni con Riviste, ha scritto del “ verso libero “. Ha pubblicato anche analisi letterarie critiche. Nel 1927 iniziò a pubblicare la prima delle cinque parti del Ciclo lirico della Terrestrità del sole. In lui l’arcobaleno dello ieri, c’invita a considerare se vedere o meno lo stesso arcobaleno, anche se la giovinezza è perduta, non è facile da ricreare, decide non solo di usare parole, artisticamente, indaga, si serve, della scultura, per scrivere, legame che non sfugge, nella bella Prefazione, tra l’autore è l’arte.  Del libro dei piccoli frammenti, per invitare a leggerlo in prima persona, dopo avere conosciuto alcune delle regole, nella scrittura, dettate dal nome Arturo Onofri, vale la pena leggerlo nei contenuti. Il suo amico Giorgio, che viveva nella solitudine campestre, che passa per una via di città, possiamo chiederci più un individuo è intelligente, maggiore sarà il suo adattamento, gli entra nel pensiero, al nostro autore, il suo amico, quando passa per una via stretta, angusta, buia. Gli si presenta davanti agli occhi proprio Giorgio, non come se lo ricordava, molto dimagrito, con voce fioca. Caro lettore mi fermo qui, per non entrare nelle parole del testo che devi leggere in prima persona, anche se funziona la passeggiata, il moto, per uscire dalla solitudine eccessiva di una campagna, problema tipico del tempo. Altro passaggio è l’incontro tra Romeo ed Ada, si vedono di notte, questo è un confronto efficace nel testo, dove si cerca un letto, che non si sa se ci sia ancora, ora lei è nella stanza, in lui vi è il ricordo di vecchie prestazioni sentimentali, seppure non bastano a non fargli girare completamente la testa, la comunicazione tra i due si propaga, sino a diventare un caldo “ amor mio “. Questi alcuni passaggi del bellissimo testo, sei entrato per poco, con alcuni frammenti, in quel titolo, hai letto un po’ d’inferno, hai letto di chi può essere visto come abbandonato a se stesso, in attesa di essere riqualificato, dall’incontro con la bellezza.

A thought for you : Out for XMAS

Scrittori e scritture
Photo by Nadi Lindsay on Pexels.com

Dickens and the Christmas wishes
Through Scrooge dialogue Christmas places, such as a little walk, are present all around for everybody, there are in place where it’s beautiful give credit to the city for example when Ebenizer meets the businessman, they aren’t satisfied with a still city they want one that has movement, coming towards them. The society always comes out with Dickens, wonderful apparitions not only we also realise the value of modern fiction.


Dickens and the Christmas spirit

In conclusion Dickens in a Christmas carol is clear, he wrote “man, listen with your heart” withdraw telling “these hateful things”. then like he writes it you have to find it out, obviously reading it on the book which original title is “ A Christmas Carol in prose. Being a ghost story of Christmas”. Scrooge looks bad and answers even worse at whomever tries to sing a christmas carol. As you read Dickens is best to say that “ a beautiful place like the sun” with Christmas is also very quoted for publishing house because of its difficult style and vocabulary.
it’s up to Scrooge to support with precision everywhere, if you want to be good find place in the journey of the soul in every man

Ricordi di un Natale presente

Scrittori e scritture

Con noi la scrittrice Grazia Riggio, conosciamo i ricordi del Natale, non solo fonte di svago e piacere. Un piccolo testo, che fa conoscere, in profondità, una esperienza natalizia di oggi. Siamo in Italia, in Sicilia, precisamente a Messina, si sente la sensazione, il sentimento, la sensibilità, della festa.

Photo by Du01b0u01a1ng Nhu00e2n on Pexels.com

Ricordi di un Natale presente

Percorrevo il corridoio sfregandomi le mani per il freddo. L’odore del braciere che ardeva sotto al tavolo arrivava prima del calore concentrato nell’unica stanza adibita ad accoglierci. L’albero di Natale sopra al mobile sembrava dire: ci sono anch’io, ma non conto tanto. Il presepe, invece, ne occupava lo spazio restante e lui sì che attirava la mia attenzione. La mancanza di proporzioni fra i pastori e gli altri personaggi non mi disturbava affatto, incantata com’ero dalla parete rivestita di carta blu ricoperta di stelle. Non esisteva differenza fra grandi e piccoli, o fra nonni, zii e prozii, i cugini di qualunque grado erano cugini e basta. Non ho mai più rivissuto l’unione che si respirava in quella stanza, che oggi definiremmo piccola, ma che accoglieva più di venti persone attorno a un tavolo con le carte siciliane già pronte e i portamonete sistemati davanti al proprio posto. Da giorni mi impegnavo per raccogliere più soldi spicci possibili.

Trentuno, sette e mezzo, cucù; chiamo con cinquanta lire, con cento, ma che fai? Duecento lire è il massimo, non si gioca per vincere; presto che inizia la Messa, leviamo tutto che u Bambineddu sta pi nasciri. E dopo si dormiva in quattro in un letto matrimoniale, i più fortunati in due in un letto singolo, uno dalla testa e uno dai piedi.

Bordonaro, un rione del comune di Messina dove sono nati entrambi i miei genitori, mi ha regalato questi ricordi, le cui sensazioni sono incapace di trascrivere in pieno. Sto parlando di più di trent’anni fa, quando ogni piccola cosa era importante, quando non si cercava la perfezione, ma l’unione, quando i bambini si divertivano a far scoppiare i fiammiferi dentro al braciere, che serviva anche per cuocere le uova, e restavano a bocca aperta davanti alla Chiesa contornata di luci. Il freddo non si sentiva, era la notte di Natale, la più bella dell’anno, e avere il permesso di stare svegli fino a tardi faceva sentire grandi.

Le giocate a carte ci accompagnavano fino all’Epifania, un altro giorno che ricordo con commozione. Anche da grande ho assistito a u Pagghiaru, una tradizione che continua ancora oggi, pandemia permettendo; ho portato anche i miei figli, qualche anno fa, e mentre guardavo i loro occhi da bambini assistere alla gara, mi chiedevo se vivessero le stesse cose che vivevo io alla loro età. Il gioco consiste nell’arrampicarsi su un albero, più un capanno sospeso su un palo, in realtà, addobbato con rami, arance e ciambelle. Qualche concorrente non riesce neanche a salire, altri si accontentano di tirare gli addobbi al pubblico sottostante, solo il più caparbio vince raggiungendo la cima e afferrando la croce ricoperta di salsiccia; ma ciò che trovo ancora più divertente, oggi come all’ora, è il cavadduzzu e l’omu sarbaggiu, una battaglia inscenata fra un cavallo e un uomo armato di corazza, scudo, elmetto e lancia. Due volontari esperti nell’assecondare la danza al rumore degli spari, indossano delle strutture in legno ricoperte di petardi, che esplodono durante la danza. Vince chi fa esplodere l’ultimo colpo.

Oggi so che queste tradizioni esistono da centinaia di anni, che la battaglia appena descritta rappresenta la lotta fra il bene e il male, e so anche che tutti i paesi e le città, grandi o piccole che siano, lottano per non farsi sopraffare dalla quotidianità che spesso aberra eventi del genere. Quello che mi ricordo di allora era la gioia di essere lì, come l’anno prima, e come quello successivo, un punto fermo che aiutava la fantasia a viaggiare libera di vedere e immaginare anche quello che gli altri non vedevano.

Oggi è tutto diverso. Sono diversa io, è diversa la città, sono diverse le possibilità. Non so quanto contino le tradizioni, forse per qualcuno tanto, per altri meno, ma fino a quando esisterà un gruppo di persone, anche piccolo, che si riunirà davanti a qualcosa, che sia un pranzo di Natale, o l’accensione dell’albero della propria città, o ancora l’attesa di Babbo Natale o i volontari che preparano il cenone per i bisognosi, i ricordi continueranno a formarsi e la vita continuerà a scorrere, con un prima e un dopo che continuerà per sempre.

Foto natalizia della città di Messina scelta da Grazia Riggio

Simile ed usato da Dickens

Scrittori e scritture

Insegnamenti adattati a tutti.

Come ogni anno arriva il Natale su CAMBIO GIORNO, puoi andare alla ricerca, nella categoria Scrittori e Scritture, dei precedenti speciali. Oggi il Natale non è una ” voce da LEONE “, nella tua casa, non siamo alla ricerca, per usare Dickens, con Canto di Natale, di una prodigiosa agilità, del corpo, della voce, del sorriso, dei passi, non è certo il nostro rapporto da Scrooge con i fantasmi, che ti ricorda quanto valga una voce, un posto tranquillo, vediamo quello che con questo autore si disse, si dice, vale ancora nelle nostre stanze natalizie.

Photo by Nadi Lindsay on Pexels.com

Arriva il testo, con l’immagine, il modo di descrivere il Natale, anche come luogo fisico dove passarlo, come festa tra amici, festa comunitaria. Come viene detto ad Ebenezer, il Natale insegna che vi deve essere lo spazio per muoversi, anche per fare l’amore, anche se quello è un’altro spazio, Scrooge, con il suo rapporto con il Natale, con lo spirito del Natale, alla fine del racconto, entrerà in Chiesa, si farà una semplice passeggiata, non criticando, non facendo discorsi strani sui mendicanti, tira aria di Natale. per un testo, anche di giornale, si condivide, si concorda, si svela il Giornalista con ” voce da Leone “, per dire riempi anche tu una casa, buia e vuota, fa il voto di essere buono, pure tu buono con lui, questo lo sa pure lui, il giornalista s’intende, che molto spesso con il Blogger non è buon per nulla, tutti a Natale, imparano, che il tempo è prezioso per noi e per gli altri, è tempo di confrontare con lo scrittore il nostro ” opinare “, esporre il nostro modo di vedere, su cose e fatti, sulle cose dubbie, spinti senza ragione apparente.

Photo by George Milton on Pexels.com

Lo spazio Cambio Giorno, come ogni anno ci prova, vuole darti uno ” spazio online “; di storie, di racconti, di immagini, di luoghi, di descrizione, seppure a molti piace sempre nella loro casa l’agilità del gatto, del cane, del leone, nell’aria di Natale ritorna la speranza, qualcosa che si aspetta da tanto tempo, ci vuole effervescenza. Il Natale che spesso è un periodo di pace, non ha bisogno del censore Scrooge, ci vuole tantissimo spazio per i balli in casa del nipote non le catene del fantasma, spesso per riconoscere, per creare la presenza fisica al nome, ci vuole un un udito, in questo spazio ci vuole la musica, con la voce del fantasma, il nostro Scrooge, viene del suo spazio quello di un ufficio, riconosce senza presenza fisica, spesso le parole sono di provocazione, cerchi di non riconoscere, parli del censo, della mortalità cerchi di non fare dire pubblicazioni che si recitano, come il nostro buon Ebenizer, anche tu lo fai, nasce la disputa, come si legge in Grandi Speranze, altro libro di Dickens, stai attento a quando suonano le campane, bisogna sempre sapere che ora è, se è l’ora giusta per quelle speranze, nella voce, nel testo, chi è pratico del posto, fa del posto una bottega, potrebbe, nel luogo gradire l’aria di sfida, anche amichevole, tra gatto e cane, seppure a Babbo Natale per dire che devi ringraziare tutti quelli che con generosità, ti restituiscono un pensiero scritto, un foglio, dove parlano, raccontano il Natale, devi spiegare che è un obbligo morale, convenire, il giusto, sulla recita di Natale, un modo di dire aziendale che il ” team ” si è legato da buone relazioni, di tipo amichevole e professionale.

Photo by James Frid on Pexels.com

A tutti i Giornalisti l’editore ha promesso un mondo iconico, fatto di scrittori e scritture, di righe precise, anche noi come Blogger lo auguriamo loro, non solo, tutti si preoccupano da Blogger e Giornalista, di sapere, allo spazio del Natale, alle strade delle luminarie, cosa è accaduto, se il mondo del Natale si è depresso. Anche Dickens, quando seguiva il teatro, per amore di una lei, era catapultato in un mondo molto iconico, quello di chi recita, non solo per l’amore per Ellen, era in furia, non è questo che deve interessare il Giornalista, il discorso è diverso, in conclusione, il grande Dickens autore del nostro Natale, decise che si poteva leggere in pubblico la letteratura, senza che fosse sconveniente, non solo, non si ferma, come nessun autore di testo, alla lettura in pubblico, decide anche di avere un legame personale, con chi è suo ammiratore, lo segue, anche se Dickens, si ricorda per essere innamorato furioso di un’attrice, di avere detto parole alle attrici rapide e frettolose. Dickens insegna, a tutti, che anche il Padre del Natale, per problemi di famiglia, anche lui autore del capolavoro del nostro Natale, appare con dichiarazioni malvagie, da chiarire, sul Times.

Tra ambizione o possibilità di seguire la propria strada.

Non si tratta di usare la ” voce da leone ” della musica italiana, che dice ” mia bella sposa “, la più bella è quella di Ligabue, un ottimo prodotto della discografia, si tratta di ” farsi una pagina “; sapendo che nella pagina sono esperti, dello spazio, a giusta ragione, quando si scrive un testo, che definisce un luogo uno spazio, proprio i ” Giornalisti “. Chi scrive come descrizione poetica, dopo il testo di Dickens, deve anche consigliare una donna. Per me va bene ” La passeggiata ” di Anna Achmatova ( 1889- 1966 ), dove il luogo, il posto, hanno la loro descrizione, di testo, con questo bel passaggio ” il Bois de Boulogne pareva tracciato a china in un album antico “. Non si può dormine, la notte in cui ti fanno visita gli spiriti, non si può essere inerti, dopo avere passato quella notte, il componimento di Canto Natale, è molto poetico, va bene per esprimere molte sentenze.

Un autore popolare tra i poveri e i non letterati.

Il Canto di Natale di Dickens è molto bello, come scrive Neruda si affronta la questione del vuoto, quello di una terra assetata, invece, con la conversione di Scrooge i luoghi del Natale, come quelli di una passeggiata sono sempre presenti, aperti a tutti, sono uno spazio, è bello dare valore alla città, come quando Ebenizer incontra gli uomini d’affari, che non si accontentano di una città ferma, la vogliono in movimento, che sembra si muova, vada verso di loro. Come ricorda il fantasma del vecchio socio di Scrooge, si possiede ancora una strada ed una speranza, non esiste solo quel luogo, quel viaggio, che ti tiene lontano dai ” luoghi del cuore “. Con Dickens emerge sempre la società, si vivono delle ” fantasmagoriche ” apparizioni, non solo si conosce il valore della modernità narrativa, si impara cosa sia il successo di un protagonista, spesso si scorda la lettura mitica, quasi comica, con eroi, che sa dare un organo di stampa, di Provincia, che è un pezzo di bravura, è Dickens, che in Grandi Speranze, presenta Estella, la minacciosa figura femminile, non solo spiega, che i sudditi britannici, impallidiscono al fatto, che non vi sia uno spazio, che Londra non abbia ogni cosa. Come si legge in Grandi Speranze, bisogna stare attenti al libro che si passano gli scolari, che deridono, che giudicano un libro, un testo, di tipo squinternato. Con questo grande autore il Natale, la letteratura, acquista grande valore, anche cinematografico, non solo, lo scrittore, il Blogger, il giornalista, che ha un modo strano di scrivere il Natale, può migliorare la sua mediocre scrittura, la sua mediocre lettura, seppure le lettera sul Natale è d’amore, di sentimento, di parole dolci, di speranza. Vediamo nei film sul testo, un moto vero e metaforico, non come il moto di un docente, che con gli allenamenti, ti dice che non insegnano cantanti ed attori, qui lo spazio è per la recitazione, anche di grande livello, non ci si ferma, non ci si trattiene, da proporre il testo con cantanti ed attori, in quel moto, in quella metafora, non ci si confonde.

Appassionante.

” Esibendosi “, con la scrittura, la fotografia, il montaggio video, la musica, il cinema, si riesce a dare vita e fantasia anche la gatto ed al cane, si riesce a registrare anche la ” voce da Leone “, non propria del Cantico di Natale, si sorpassa in affetto, anche se Dickens, come ogni buono scrittore, richieda che tu stia le ore giuste, a leggere, a capire, chino sul libro. Dickens, scioglie i dubbi in Grandi Speranze, descrivendo la bocca nella forma che voleva dire lei, ecco cosa vuole fare la ” voce da Leone “, farsi dire ” lei “, come un ragazzo che fa tante domande.

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO.

Dickens, in conclusione, nel Cantico di Natale, è chiarissimo, lo scrive ” uomo, ascolta il tuo cuore “, rinuncia a dire” queste cose odiose “, poi come lo scrive devi scoprirlo, ovviamente leggendolo sul libro, che ha un titolo in inglese che suona così ” A Christmas Carol, in Prose. Being a Ghost-Story of Christmas “.  Scrooge guarda storto e risponde male a tutti coloro che intonano un “Canto di Natale” .

Come leggi Dickens è il meglio per dire che ” un posto è bello come il sole “, con il Natale, è anche molto quotato nei progetti di una casa editrice, aggiungi che ha parole difficili, per le quali ci vogliono gli editor. Tocca a Scrooge, sostenere, con grande precisione, che in ogni posto, se vuoi che sia bello, trova spazio il viaggio dell’anima di ogni uomo.

Con gli occhi del cuore.

Scrittori e scritture

Spesso il Natale è molto canterino, ripete un verso trillante in modo vivace, nella nostra ricerca, su CAMBIO GIORNO, per la scrittura di questa festa, incontriamo un racconto natalizio “Con gli occhi del cuore” che ha vinto il premio “Emozioni” nel concorso “Natale tra le righe” 2018. Ricordo che tutti i diritti sono riservati. Ringraziamo l’autrice Carola Cestari, che ci dona la sua scrittura, rende possibile leggerla sul Blog, un racconto da gustare, che merita attenzione, tra quelli che si esprimono sulla tradizione natalizia.

Photo by cottonbro on Pexels.com

Carola Cestari nasce a Milano, città che lascia per trasferirsi prima a Treviso e in seguito, a Padova, dove si laurea in Statistica Economica. Durante l’università trascorre un anno a Glasgow, in Scozia.  Consegue poi un Master in Intercultural Competence and Management all’Università di Verona. Per lavoro si trasferisce per tre anni a Torino e dal 2007 vive a Milano con la famiglia. Viaggia spesso, per lavoro e per passione. Ha iniziato a scrivere racconti e storie brevi nel 2018: da allora è stata premiata in più di quaranta concorsi letterari. Ama i gatti e gli orti sui balconi.

Nel 2021 è stato pubblicato il primo romanzo poliziesco “Nero Catrame” con la casa editrice Dragonfly Edizioni.

Racconti premiati e pubblicati in Antologie di Autori Vari:

Baco da seta  – 3° classificato “Premio Letterario Emozioni 2018” – Edizioni Eterna

Baco da seta  – Menzione d’onore “Trofeo Penna d’Autore” Edizioni Penna d’Autore   

L’angelo – Menzione d’onore – “Premio letterario Emozioni 2019” Edizioni Eterna        

Il regalo – Finalista “Parole sotto l’albero 2019” Tra le Righe                    

Legami familiari – 4° classificato “Antologia dei racconti vincitori Premio Città di Melegnano 2019”

Il mondo di fuori – Finalista “Scriviamo per conoscerci” Concorso letterario Laveno E-venti    

Un temporale in arrivo – Menzione di merito, Antologia AA.VV. “Tu, il mio tutto” – Edizioni Apollo

Un temporale in arrivo – 3° classificato “Premio letterario Emozioni 2020” Tra le Righe          

In fondo – Premio Donatori “Concorso letterario nazionale Ostia 2020: 500 parole” Edizioni Spazi all’Arte

Indovina chi viene a pranzo – Finalista “Garfagnana in giallo”

Natale a sorpresa – Finalista“Parole sotto l’albero 2020” 

Femmina bastarda   – 1° classificato “Concorso Dragonfly Edizioni 2020”        

Venti   – Finalista “L’Isola degli orrori” Apollo Edizioni

Sudore e salite – FinalistaA mio padre” Apollo Edizioni

Il percorso sbagliato – Menzione di merito “Il rumore del silenzio” Antologia del Concorso Nazionale Letterario “Artisti” per Peppino Impastato, Sapendo Leggendo edizioni

Gli occhi del cuore – Premio Emozioni “Natale tra le righe 2018” 

Cuore pallido            – Menzione d’onore, “Premio letterario internazionale – A.A.V.V. Penne d’oro della Letteratura Italiana 2020      

Nemici – 1° classificato “Premio Encyclopaedia” Antologia del concorso, Dragonfly Edizioni

La scatola – finalista “Premio Marguerite Yourcenar 2021” Antologia del concorso

Il resto non conta – finalista Premio “parole sotto l’Albero 2021” Antologia del Concorso

Racconti pubblicati su Riviste on line:

L’ultimo vagone – El Ghibli

Morfeo – El Ghibli

In viaggio verso il mare – El Ghibli

Baco da seta – Fili d’aquilone n. 55

Fratello vento – Fili d’aquilone n. 56           

Finché amicizia non ci separi – Fili d’aquilone n. 58

Ulteriori racconti premiati:

La scatola – Finalista “Premio letterario Laveno E-venti”              

Il Condominio (Raccolta di racconti) – 2° classificato “I° Premio letterario Edizioni Kanaga International”     

L’ultimo vagone – 1° classificato ex aequo “Premio letterario Ada Negri Arcore”

L’ultimo vagone – 2° classificato ex aequo “Festival Internazionale Venezia”     

In viaggio verso il mare – Finalista Cumani Quasimodo 2019                  

In viaggio verso il mare – Diploma di merito “Premio letterario Il picchio San Giuliano”

Western Motel – 1° classificato “Premio Mario Berrino”   

Western Motel -2° classificato “Premio letterario Ti meriti un amore”      

Western Motel – Finalista “Premio Emozioni”       

D’amore, d’amicizia e di disastri vari – Finalista “Premio letterario Divina Follia”         

D’amore, d’amicizia e di disastri vari – Finalista “Premio letterario Filo d’Arianna”      

L’alfabeto nascosto – 2° classificato “Alda Merini 

L’alfabeto nascosto   – Menzione di merito “Dimensione Autore Club dei 100”

Pozzanghere e sale– Finalista “Premio Marguerite Yourcenar” Il Club degli Autori

A notte fonda            – 1° classificato “Premio letterario Panta Rei”        

Le scalette vecchie di Feltre – Finalista “Premio Levada Onigo”  

Una vita sussurrata – 2° classificato “Premio Arcobaleno “

Una vita sussurrata  – Premio Giuria “Premio letterario I fiori sull’acqua”           

Passeggiata autunnale – Finalista “Premio letterario Beggi”        

Orizzonti metropolitani – 3° classificato “Premio Letterario Althedame”

Il mondo di fuori – 3° classificato “Premio Letterario Indimenticabili di Baiano”           

Nero Catrame – Menzione di merito “Premio letterario Jacques Prevert” 

Paguri            – Finalista, 4° ex aequo “Premio letterario Cumani Quasimodo 2020”      

Paguri – Menzione di merito “Premio Letterario Tre Ville Clementina Borghi”   

L’amore addosso – 1° classificato “Premio letterario Adotta l’orso”         

Memorie dell’armadio – 1° classificato “Premio letterario ANPI”

Le chiavi del paradiso – Menzione di merito “Premio letterario Milano Metropoli”        

Bambi – 2° classificato concorso “I colori delle Parole 2021”

Photo by Jonathan Borba on Pexels.com

Con gli occhi del cuore

Tic tac tic

Pump pump pump

È la mezzanotte di Natale e Marco ascolta il ticchettio dell’orologio che batte all’unisono con il suo cuore. Tra poco aprirà il suo regalo: ne ha chiesto uno bellissimo. La mamma dolcemente lo guida fino alla grande scatola posta sotto l’albero.Marco vorrebbe un fratellino con cui condividere il suo tempo, ma chissà cosa troverà. La sua mano avverte qualcosa di peloso. Non è un bambino: è un animale. “Ti presento Rocky, la tua guida” lo informa il papà. La delusione sul viso di Marco dura pochi istanti: il cucciolo comincia a fargli le feste e ogni resistenza è vinta. Marco con le mani tocca freneticamente il nuovo amico: nota così che ha la coda mozzata. Gli spiegano che è stato un po’ sfortunato: ha avuto un incidente ma ciò non gli impedisce di correre e giocare. La sera il bimbo si addormenta sorridendo, convinto che anche Babbo Natale sia cieco, come lui. Le letterine dei bambini, infatti, non le legge con gli occhi, ma le interpreta col cuore.

Un Natale di antiche tradizioni

Scrittori e scritture

Un Natale di antiche tradizioni

Chiara Mattozzi

A cosa vi fa pensare la parola Natale? Alla neve; alle lucine colorate che lampeggiano ovunque nelle vetrine, sulle strade, nelle case, letteralmente ovunque;  agli alberi decorati; alle canzoni di Michael Bublé e Mariah Carey; ai film natalizi e, sicuramente, anche ai regali. E poi, ci sono i profumi, quello della cannella, del vin brûlé, del pan di zenzero, della scorza di arancia fatta essiccare o bruciata nei camini, degli abeti, della cioccolata calda e degli stufati di carne o verdure. Il Natale è quasi come una poesia di Baudelaire, coinvolge tutti i sensi, a volte è quasi rintronante, ma il più delle volte mette molta allegria. Per i bambini, il Natale è pura magia, ci sono regali che appaiono dal nulla sotto agli alberi, si mangiano dolci e tutti i cibi più buoni e particolari preparati dalla famiglia. Ma il Natale non è magia solo per i più piccoli. Il Natale è un insieme di antichissime tradizioni, di celebrazioni per il ritorno della luce in un periodo buio come l’inverno, un momento di calore e raccoglimento per amici e famiglie. O almeno, questo è ciò che è sempre stato per me. Candele rosse e oro accese ovunque, il suono delicato delle campanelle, ghirlande di agrifoglio, alberi colorati e pesanti di decorazioni un po’ vintage e un po’ nuove, presepi quasi più popolati di tanti paesini reali, con minuscoli pastori che hanno atteso per un anno intero rinchiusi in una scatola per rivedere di nuovo il piccolo Gesù. E poi ci sono gli elfi, Babbo Natale, Santa Claus, San Nicola, Gesù bambino, e tante altre figure che portano doni. Il Natale per me racchiude un insieme di tante altre celebrazioni come la germanica Yule, il solstizio d’Inverno e le feste romane del Sol Invictus e i Saturnalia. E questo mix di feste mi ha seguita anche qui a Galway, sulla costa Ovest dell’Irlanda, dove lo spirito del Natale è sempre molto forte tra pub, mercatini, artisti di strada e negozi di artigianato. Anche se, in passato, questo periodo era sempre dedicato alla famiglia con pranzi, cene e pomeriggi passati con i parenti tra Roma e le Marche, le tradizioni rimangono e, grazie alla tecnologia, si possono rivedere le persone care nonostante le distanze. E così, si resta uniti da un filo rosso fatto di gioia, speranza e tradizioni, che unisce l’Italia, l’Irlanda e un’infinità di altri luoghi. Con questa piccola raccolta di immagini, profumi e pensieri, vorrei augurare a tutti un felice periodo di feste, che siano per celebrare il ritorno della luce, la nascita di Gesù, di Mitra o di altre divinità.   
Con amore,
Chiara Mattozzi