Intervista a Gabriella Dipietro

Media, Scrittori e scritture
Visita il sito web : http://www.gabrielladipietro.com/

Iniziamo con un recente evento tenutosi a Trieste, mi riferisco alla mostra fotografica “Donne con la testa fra le nuvole” di Fiorella Dipietro, ove ha curato l’introduzione, di una mostra definita al femminile, di cosa si tratta precisamente?

Una mostra fatta da una fotografa ma soprattutto da una donna, Fiorella Dipietro, per le donne. La Dipietro comincia a dedicarsi alla fotografia fin da giovane, ma è nel 2008 che fotografa all’estero i suoi primi riflessi delle vetrine. Con il tempo si rende conto che si concentra istintivamente sui riflessi che si creano sul volto delle donne (modelle o manichini) poste all’interno delle vetrine, dove si scorgono negli sfondi angoli caratteristici di Trieste, cieli, nuvole. Lo fa senza alcun tipo di rimaneggiamento a livello di saturazioni o esposizioni, senza uso di photoshop o altro programma, quindi con foto in purezza; quello che vede fotografa. Ne risultano rappresentazioni di donne sognatrici, ognuna alle prese con i propri pensieri e le proprie prigioni. Donne perfette, protagoniste insospettabili, donne che desiderano solo essere riscoperte e valorizzate. Manichini a cui si dà finalmente una voce della loro memoria privata e che diventano inconsapevole specchio del nostro territorio. Il pianeta femminile viene scrutato con sguardi gentili, fotografando qualcosa che solo pochi riescono a scorgere, un’esperienza nell’esperienza, in cui anche la scenografia diventa parte fondamentale della narrazione.

Si legge nelle sue note che lei si occupa di comunicazione, come di pittura, come sono nate queste passioni, come prendono corpo realmente? 

Cominciamo con la pittura. Quando avevo 5 o 6 anni erano tempi in cui andava di moda la carta da parati, e a casa mia ce n’era una stupenda: fondo panna con dei filari di piccole rose lilla fino al soffitto… io ho visto solo che era carta. Credo di averle prese, ma come una delinquente seriale ho continuato a fare pupazzi e disegnetti di nascosto dietro le poltrone che spostavo meticolosamente per non farmi beccare mentre sporcavo quella bellissima carta da parati. Qualche anno dopo mio padre, per salvaguardare le pareti di casa, mi ha iscritta a un corso di pittura extrascolastico da un pittore acquarellista, Lido Dambrosi; un periodo bellissimo, studiavo poco, ma passavo interi pomeriggi in Atelier per pitturare ad acquarello, a olio e, con una dispensa di mio padre, facendo lezioni di rappresentazione del nudo con modella. Negli anni poi ho frequentato altri pittori e dal 2009 ho cominciato a seguire l’Atelier di Livio Možina approfondendo la tecnica della pittura a olio con un orientamento realista. Non si finisce mai di imparare e se c’è la passione bisogna continuare a coltivarla e nutrirla. Dipingo un po’ di tutto, ma la cosa che preferisco è studiare delle scenografie dove la presenza umana è inevitabile, rifacendomi a volte a storie di personaggi tratti dalla letteratura o dal teatro. Ho all’attivo sette mostre personali sia a Bologna che a Trieste e almeno un centinaio di mostre collettive. L’ultima risale a giugno di quest’anno alla Galleria Rettori Tribbio proprio a Trieste dove ho riscosso un discreto successo, considerato che sono state vendute praticamente un terzo delle opere esposte.

La passione per il campo della comunicazione è nata più di recente. Negli anni 2000 ho cominciato ad appassionarmi agli studi di psicologia e comunicazione come autodidatta e nel 2004 ho fatto un Master all’Università di Trieste in analisi e gestione della comunicazione pubblica e privata. Ho continuato ad approfondire questa materia per diletto e per naturale inclinazione e nel 2014, in spirito di amicizia, ho curato la presentazione di una mostra d’arte collettiva qui a Trieste: gli artisti erano contenti e si congratulavano con me per la dialettica unita alla mia sensibilità artistica da “addetta del settore”. Questa cosa delle presentazioni mi piace e mi appaga. Nel corso degli anni sono stata chiamata diverse volte per presentare esposizioni e curarne la parte di diffusione mediatica, i comunicati stampa e quanto altro necessario. Dalla fine del 2018 questa attività si è intensificata. Ripeto, è una cosa che faccio per diletto, e forse quello che più piace nelle mie presentazioni è che ragiono come una pittrice, capisco le tecniche, le materie, conosco l’Arte in generale, alcune cose di più, altre forse di meno, ma laddove non mi viene d’aiuto la conoscenza, cerco di approfondire il discorso se mi è utile per spiegare o indagare l’anima di un pittore di cui curo l’evento.

Guardando il suo sito webhttp://www.gabrielladipietro.com si possono vedere diversi dipinti. Si ricorda il suo primo dipinto, oggi alla luce della sua esperienza con la pittura cosa vi è di nuovo, cosa ama invece del suo passato, quale vecchissimo pittore, invece, si sente di consigliare ancora oggi? 

Il primissimo quadro era una copia dal vero di un gallo, sulla base di un galletto impagliato dalle penne coloratissime presente nello studio del pittore Dambrosi. Non c’era un disegno a grafite alla base, ma l’avevo dipinto direttamente con la china, utilizzata come si usa l’acquerello.Sono state tutte importanti le esperienze del passato, perché mi hanno consentito di essere quello che sono; quello che faccio adesso è frutto di quello che ho imparato e che sto continuando ad imparare. La sperimentazione continua, continua sempre.

Che pittore mi sento di consigliare? Perché non una pittrice? Artemisia Gentileschi. Artemisia, pittrice del 600, segnata per sempre dallo stupro subito in età adolescenziale dal pittore e maestro di prospettiva Agostino Tassi, è stata espressione del tormento dell’anima nella ricerca di capire ed affermare ciò che sentiva di essere in un mondo che la limitava e la soffocava nel suo bisogno di libertà. La sua arte e le sue scelte di vita sono frutto di questo tormento, di una rivalsa per quanto subito, espressione di una ricerca della propria identità interiore e di ribellione rispetto allo status sociale che sacrificava la donna strettamente alle mansioni domestiche, ad un protocollo che le dedicava al ricamo, ad una pittura “da donna” consistente in fiori e nature morte. Donna di intelletto pure che, da autodidatta, ha imparato a leggere e scrivere per dedicarsi poi alla lettura delle opere di Petrarca o Tasso. In questo modo è riuscita a tener testa e collocarsi nella società aristocratica dell’epoca, entrando nelle  corti e frequentando i personaggi più rilevanti e influenti del tempo, come Galileo Galilei, di cui era amica.

Un’altra recente mostra da lei introdotta, come si legge sempre sul suo sito web, è quella di Rossella Ghigliotti dal titolo “Sinapsi impreviste”, ove si tratta di sensazioni, emozioni, gioie della vita, Cosa pensa di questa esperienza creativa in mostra?

 L’Arte è tale in ogni sua forma, nella fattispecie si tratta di pittura informale che si sottrae al figurativo, alla geometria oppure al rigore matematico che caratterizzano l’astrattismo, per diventare un percorso emozionale. La Ghigliotti si esprime in questo modo da poco più di un anno, facendo erompere la sua libertà creativa ideando sulla tela contrasti cromatici espressi con la forza della pittura che si fa materia con l’uso della spatola, ma anche con le stesse mani che affondano nella purezza e pastosità del colore per imprimere la sua passione e realizzare quella metarealtà che rappresenta il dedalo del suo inconscio.I colori, uniti talvolta con l’uso di carte e colle e polistirolo, vengono messi sulla tela così come arrivano, in una specie di folgorazione che scaturisce dalla sua mente per poi arrivare alla mano che ne è mero esecutore. Usa tinte che sceglie d’istinto, influenzata da quello che sente nel momento stesso che comincia un’opera.

Parliamo di comunicazione, come la radio, ad esempio, la televisione, oggi trattano l’arte, non solo dato la grande presenza in Italia di patrimonio artistico, cosa pensa si debba fare per valorizzare nella scuola l’arte?

C’è stato un progetto a Caserta l’altro anno, nel 2018, e mi è piaciuto molto: bambini che si sono cimentati a copiare capolavori di Caravaggio, Modigliani o Klimt. Farei questa sperimentazione anche in altre realtà scolastiche: copiare sta alla base dell’insegnamento artistico ma in generale vale per tutta la cultura. Si impara dai grandi e poi si diventa grandi. Nella fattispecie i ragazzi guardano in maniera più approfondita un’opera, imparano a vedere la direzione delle pennellate, a miscelare i colori che più si avvicinano a quello che devono riprodurre. Gli artisti poi vanno conosciuti e amati: va anche bene studiare date e numeri e titoli di opere, ma dietro ogni artista c’è una storia che è la storia di un’epoca. Diventa affascinante sapere come vivevano, cosa mangiavano, le esperienze che hanno avuto, il loro carattere. Adoro le trasmissioni che manda in onda un’emittente dedicate agli artisti e alle epoche storiche. Per valorizzare l’Arte nelle scuole, quindi, sarebbe bello far vivere esperienze pittoriche in prima persona ai ragazzi facendoli contestualmente avvicinare alla “vera” storia degli artisti in quanto uomini e donne.

Oggi il detto “impara l’arte e mettila da parte” è ancora vero secondo lei, in che modo personalizzare, entriamo forse nel complicato, la teoria, quali consigli dare ai giovani, soprattutto ai giovanissimi?

C’era una cosa che mi diceva a volte il mio primo insegnante di pittura: gli amici ci sono e non ci sono, le mogli possono cambiare o mancare, il lavoro esserci o meno. L’Arte è totalmente una cosa tua. Non ti verrà mai a mancare, nessuna te la potrà mai togliere, lei ci sarà sempre con te. Un’ancora di salvezza in pratica per focalizzare sempre che ognuno di noi è unico, e avere una passione personale (in questo caso l’Arte) ti aiuta a vivere e sopravvivere anche nei momenti più bui della vita.


Il suo rapporto con la cucina

E’ un’Arte anche quella, se fatta bene. Ho sempre amato cucinare, sentire gli odori piacevoli delle spezie, miscelare ingredienti che magicamente (o quanto meno grazie ad una questione chimica) cambiano e si modificano. Per non parlare dei colori della verdura e della frutta… ottimi soggetti per nature morte (anzi vive).

Il suo artista preferito?

Magari fosse uno solo… credo, quasi alla pari con Caravaggio e la Gentileschi, Leonardo da Vinci: un genio capace di coniugare nel medesimo foglio delicatissime Madonne con distruttive macchine da guerra e di tortura. Un genio nel bene e nel male. Mi ricordo che quando ero piccolina di notte prima di addormentarmi mi chiedevo cosa avrei fatto da grande, e pregavo il Signore di diventare almeno solo un pochino come Leonardo. No, non lo sono diventata, ma continuo ad applicarmi, cercando di fare quello che più mi piace con passione.


Progetti per il futuro?  

Carpe diem. Ho chiuso da un paio di mesi la mia settima personale ma ho già in cantiere l’ottava. Realizzare quadri, con il livello che mi piace di più, mi porta via da uno a due mesi per opera. Per fare una mostra decorosa i quadri da preparare devono essere minimo una ventina, quindi direi fra 2 o 3 anni, un tempo giusto per realizzare un’altra mostra… da favola. E non uso casualmente il termine.

L’unione falla forse

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Omofobia e unioni civili: anteprima a Roma del film L’unione falla forse
Il nuovo documentario di Fabio Leli sarà al Cinema Farnese il 20 Giugno
L’unione falla forse, il nuovo film documentario di Fabio Leli, dopo le presentazioni in vari festival nazionali e internazionali, arriva nelle sale italiane con un tour di proiezioni in diverse città. Giovedì 20 Giugnosarà presentato per la prima volta a Roma, al Cinema Farnese, alle ore 21:00.
Nel nuovo progetto del giovane regista pugliese, presentato in anteprima nazionale alla 34° Edizione del Lovers Film Festival di Torino in cui si è aggiudicato il premio “La Stampa”, i temi centrali sonol’omofobia e le unioni civili. Protagoniste della pellicola due famiglie Arcobaleno, una coppia di ragazzi pugliesi con due bambini e due donne palermitane con la loro figlia. La vita tranquilla e serena delle due famiglie, così simile a tante altre, viene interrotta dalle interviste ad esponenti di partiti e movimenti vicini al Family Day e al recente Congresso delle Famiglie di Verona, tra cui Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Silvana de Mari e Massimo Gandolfini, che espongono liberamente le proprie bizzarre idee sull’introduzione della legge, sul tema dell’omofobia e sull’omosessualità. 

Il quadro che ne viene fuori è quello del “primo film che, con amore ed ironia, lotta contro l’omofobia”.

Il film si impone come un importante documento d’attualità, a causa della crescita esponenziale dei movimenti ProLife di stampo cattolico estremista nonché della loro ascesa politica, grazie all’exploit dei partiti di destra che li hanno accolti nelle loro fila (il ministro della Famiglia Fontana e il senatorePillon, entrambi membri del Family Day, ne sono un chiaro esempio). Ma anche per il crescente bisogno di riconoscimenti giuridici che le famiglie omogenitoriali chiedono a gran voce e a cui a volte solo la magistratura concede l’approvazione, a causa del taglio della Stepchild Adoption dalla legge sulle unioni civili del 2016 e del recente ritorno, sulla carta d’identità, alla dicitura di “padre” e“madre” imposta dal ministro Salvini.
L’evento è organizzato in collaborazione con il Roma Zeta Festival ed è sostenuto da Associazione Famiglie ArcobalenoRete Genitori RainbowI Sentinelli di RomaAgedo RomaUaar e Cgil Nuovi Diritti. Dopo la proiezione seguirà un Q&A con il regista Fabio Leli, il giornalista Simone AllivaDario Accolla di Gaypost.it ed esponenti delle associazioni presenti in sala.

L’unione falla forse, già presentato a Marzo in anteprima internazionale al Festival Vues D’en Facedi Grenoble, è approdato ad Aprile anche in Romania al Serile Filmului Gay Film Festival di Cluj, inIndia per l’Out&Loud Queer Film Festival di Pune dove ha vinto il “Best India Premiere” e inNorvegia per il DokFilm, il più antico e prestigioso festival di cinema documentario norvegese. 

INGRESSO: INTERO 8€,

RIDOTTO 6€ per soci associazioni partner, studenti universitari, over65, tessere Bibliocard e MetribusIn allegato il poster del film e il banner evento. 
A questo link il trailer ufficiale.Per maggiori informazioni sul film, press book e rassegna stampa:
www.lunionefallaforse.it
Per interviste al regista:

Ufficio Stampa – Carmen Cafarella

Mail: carmencafarella@lunionefallaforse.it

Pegaso Lounge, il set delle Star

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Hotel Excelsior (1)

L’Università Telematica Pegaso alla 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Per la prima volta sponsor ufficiale

di Biennale College

Pegaso Lounge, il set delle Star

Pegaso Lounge, situata nella Presidential Suite dell’Hotel Excelsior, promette di diventare uno degli spazi più glam di questa edizione.

Durante i giorni del Festival, l’Università Telematica Pegaso, Sponsor Ufficiale di Biennale College, incontrerà il mondo del cinema nella Pegaso Lounge, location d’eccezione che ospiterà registi e attori, eventi e parties esclusivi.

Grande inaugurazione, mercoledì 29 settembre alle 17.30. Ad attendere le star in mostra, Danilo Iervolino, Presidente dell’Università Telematica Pegaso, con un esclusivo cocktail ad inviti.

L’Università Telematica Pegaso sposa, per la prima volta, Biennale College, il progetto della Biennale di Venezia dedicato alla formazione dei cineasti di domani, accoglie nella sua Lounge le Celebrities più attese della Mostra e ospita, per il secondo anno consecutivo al Festival di Venezia, il ciclo di Masterclass di Pegaso Cinema Days, tre giorni di experience dedicate al cinema.

Partner dell’iniziativa, il prestigioso marchio del settore dell’occhialeria BOLON Eyewear, Doucal’s, brand di eccellenza calzaturiera made in Italy, che concilia tradizione artigianale e modernità, e Cinemotore, media partner di tutti gli eventi organizzati da Pegaso a Venezia.

Ufficio Stampa Emmepi Strategie:

Cristina Borsatti

crisborsatti@gmail.com

I DOG YOU AL GIFFONI FILM FESTIVAL

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Logo Giffoni Experience

SABATO 21 LUGLIO A PARTIRE DALLE 17

PIAZZA UMBERTO I – GIFFONI VALLE PIANA

Ospita chi ci rende migliori

Giffoni Film Festival dedica l’edizione all’ambiente e ospita nel cuore del Giffoni Experience#I DOG YOU, iniziativa dedicata agli amici animali e di chi di loro si cura, in silenzio e nell’ombra.

I volontari e Associazioni di varie regioni d’Italia incontreranno i ragazzi del Giffoni, per raccontare le storie di tanti animali, le loro esperienze, ma soprattutto per far comprendere l’importanza di tanti aspetti del volontariato a molti sconosciuto.

Non è pericoloso chi fa del male, ma chi guarda e non fa nulla, per questo l’informazione è basilare.

Animali visti da tutti ma abbandonati da tutti o quasi, che sono per strada o sono dimenticati nei canili di tutta Italia.

Una vera e propria emergenza soprattutto in Campania e nel sud Italia, una emergenza che potrebbe non essere più tale se fossero seguite poche e semplici regole.

Da qui l’idea di promuovere questa manifestazione volta a far comprendere quanto sia importante divulgare l’educazione al rispetto di tutti gli esseri viventi, siano essi umani o animali, di divulgare l’operato di tanti volontari migliaia e migliaia che giorno dopo giorno si impegnano a salvare vite.

Ai giovanissimi protagonisti del Festival, i volontari, gli educatori cinofili e le Associazioni spiegheranno il loro ruolo e racconteranno le storie di Rodolfo, Lillo, Neve, Cesare, e di tanti animali che grazie a loro sono sopravvissuti, stanno cercando o hanno trovato una casa.

Un progetto di sensibilizzazione che vede coinvolte numerose associazioni, promosso da Io, cane di strada Onlus di Castel San Giorgio in provincia di Salerno, Una zampa per Birillo Onlus di Roma, I Pastori Tedeschi Rescue di Modena, Les Enfants du Paradis Onlus di Roma, con la partecipazione di Beagle Rules Forever “Beaglelandia”di Roma, Dpa Onlus di Eboli, Dalle Zampe al cuore Onlus Associazione Zoofila Rocchese, Uniti per Chicca, Associazione Amici di Pluto di Castel San Giorgio, Associazione SOS Natura di Avellino, La Combricola dei Dogs no profit di Nocera Inferiore, Il recinto degli Invisibili di Salerno e dalle tante volontarie e volontari, non appartenenti a nessuna associazione, ma fondamentali e necessari in questo progetto.

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Per ulteriori informazioni:

Emmepi Strategie:

Ufficio Stampa Cristina Borsatti

mail: crisborsatti@gmail.com

LA FESTA DEL CINEMA A VIA DELLA FREZZA

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FONDACO Roma Red Carpet

FONDACO Roma

TRA STAR DEL CINEMA E DELLA MUSICA, LA FESTA DEL CINEMA

 A VIA DELLA FREZZA

Via della Frezza, location ufficiale della 12a edizione dellaFesta del Cinema di Roma,è pronta ad ospitare tante Star del cinema e della Musica.

La Festa del  Cinema allarga i suoi confini e arriva nel cuore della Capitale, tra Piazza di Spagna e Piazza Augusto Imperatore, dove durante i giorni della manifestazione sono previsti eventi cinematografici e altrettanti eventi musicali. Sono attese tante Star del cinema e della musica, ma anche del mondo della cultura, dell’arte e del fashion system.

Il primo evento live è previsto sabato 28 ottobre alle 17.00. La musica che uscirà dagli altoparlanti di Via della Frezza sarà quella dei Daiana Lou, colonna sonora del film Terapia di coppia per amanti, commedia fresca di uscita in sala interpretata da Ambra Angiolini, Pietro Sermonti e Sergio Rubini. I DaianaLou, che si sono fatti conoscere al grande pubblico grazie alla loro partecipazione ad X-Factor si misureranno con una performance live e con i brani del loro primo progetto discografico, dal titolo Streetherapy. Per l’occasione saranno presenti il regista Alessio Maria Federici e il cast del film.

Gran chiusura sabato 4 novembre con la presentazione della mostra Jupiter in Saturn – A Twin Peaks Tribute, mostra realizzata in onore della celebre serie televisiva Twin Peaks dal Digital artist& Creative director Fabio Timpanaro e curata da Nero Gallery,  all’interno dello spazio Fondaco.

La mostra vuole essere un omaggio al capolavoro di David Lynch che ha rivoluzionato la storia e il linguaggio della serialità mondiale e al regista stesso, ospite d’onore della dodicesima edizione del Festival. Le opere esposte si basano su una tecnica innovativa che unisce fotografia, pittura digitale e pittura ad olio quasi a riprodurre in chiave figurativa l’universo mistico e simbolico di Twin Peaks. L’evento è realizzato anche allo scopo di anticipare la mostra collettiva che si terrà dal 27 gennaio al 10 marzo 2018 presso Nero Gallery.

Nel mezzo, una settimana di musica, cinema, arte, letteratura e tanto fashion.

Domenica 29 ottobre alle 17.00, sarà la volta di Simona Marchini. L’attrice presenterà gli artisti protagonisti di Trame d’autore – Sei video-opere tra arte e letteratura, progetto ideato e promossa da Simona Marchini. Alle 18.30, seguirà un Omaggio alla città di Roma con la performance live di Valentina Galdì, cantautrice romana pronta a raccontarci la sua città attraverso una voce che rappresenta la romanità in modo contemporaneo.

Mercoledì 1 novembre alle 18.30 verrà presentato il libro Le mie ragioni te le ho dette di Annalisa De Simone. Lettrice d’eccezione l’attrice Francesca Valtorta.

Venerdì 3 novembre, in Via della Frezza si mescoleranno teatro e musica, con la presentazione del Festival del Teatro Eco Logico di Stromboli.

Non sarà difficile imbattersi nelle Star di questa 12a edizione della Festa del Cinema di Roma. Perché Via della Frezza ospiterà cene e party di film presenti al festival.

Grazie al patrocinio di Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Cinema per RomaeFondaco Roma porteranno così la Festa del Cinema nel cuore della città, in uno spazio dove regnano glamour e stile,dove cinema, art design e moda si incontrano.

Nato da un’idea di Alessandra Marino con Emanuela Mafrolla e Nathalie Aalbers, FONDACO Romaè uno di quegli esempi di imprenditoria coraggiosa, mecenatismo e visione che diventano realtà.UnConcept unico ed innovativo, che vede la Capitale di nuovo protagonista tra le grandi città mondiali nell’anno in cui è stata riconosciuta dall’UNESCO “Creative City of Film”.

L’iniziativa che lega Via della Frezza alla Festa del Cinemadi Romanasce grazie alla collaborazione di Gruppo HDRA eEMMEPI STRATEGIE, agenzia leader nel suo settore, specializzata nello studio, nella progettazione e realizzazione di progetti mirati nel mondo del cinema e dell’entertainment. Media partner della prestigiosa iniziativa il magazine “F” diretto da Marisa Deimichei.

VIA DELLA FREZZA, IERI, OGGI E DOMANI

Partiamo dal nome del progetto. FONDACO significa “casa-magazzino” e deriva dal nome che nell’antichità si dava agli edifici che svolgevano funzioni di magazzino e, spesso, anche di alloggio per i mercanti. FONDACO ROMA a Via della Frezza è un “Concept street shop” che non risulta abbia pari nel suo genere. Insomma, un posto dove mangiare, bere, vestirsi e, volendo, anche dormire e coccolarsi (anche intellettualmente).

Una strada vittima dell’incuria delle passate amministrazioni, questo era via della Frezza prima di Fondaco. Una parte agonizzante del cuore storico di Roma, dove cittadini e turisti facevano fatica a intravedere le bellezze architettoniche di un tempo.

Per amore verso la città Alessandra Marino (creatrice di Gusto) si fa capofila di una cordata, le sue due socie – Emanuela Mafrolla e NathalieAalbers – e di un team tutto al femminile, per restituire nuova linfa a via della Frezza.

Un gruppo di donne, amiche, unite dal desiderio di regalare alla propria città – Roma – un momento di maggiore attenzione. Partendo da una via nel cuore della capitale, con l’obiettivo di lasciare l’immaginazione libera di concepire un “numero zero”, un progetto urbano di riqualificazione adattabile ad altri luoghi romani, o parigini, o berlinesi o americani chissà.

L’immaginazione prende forma, il tè del pomeriggio diventa riunione e ben presto business plan. Ad Alessandra, Emanuela e Nathalie presto si aggiungono altre figure, tutte donne: architette, uffici stampa, esperte di media marketing, cuoche, manager si ritrovano tutti i giorni – da tre anni – attorno ad un tavolo per dare vita a Fondaco Roma.

Oggi Fondaco è una strada intera, 20 attività, un salotto a cielo aperto, un pezzo di urbe rinato. Fondaco Roma significa entrare in un luogo magico e senza tempo, dove mangiare, dormire, bere un drink, fare shopping, acquistare arredi, arte, interior, biciclette, matite, quaderni, divani, visitare una mostra regalarsi una pausa nella day spa. Ma questa è solo una parte di Fondaco Roma. Il resto è ancora progetto, è il futuro.

Alessandra Marino

La sua storia da imprenditrice inizia nel 1998, anno in cui realizza il primo concept food d’Italia, ‘Gusto. Il progetto che ha scardinato il sonnacchioso mondo della ristorazione italiana fino ad allora vissuta come semplice proposta di cibo. ‘Gusto: 1000 mq dedicati alla cucina creativa, alla ricerca nelle materie prime italiane, alla pizza, al buon bere, ma anche alla musica live e allo shopping, con l’emporio libreria aperto da mattina fino a tarda notte. Negli anni il marchio ‘Gusto, celebrato da tutte le guide e i magazine internazionali, moltiplica la sua attività con ‘Gusto Osteria e ‘Gusto al 28. Ma la creatività di Alessandra è incontenibile e, attraverso il suo studio di architettura, firma tanti locali romani e non, e bellissime case pubblicate dalle grandi testate di design.

NathalieAalbers

Storica dell’arte olandese si è trasferita in Italia per studiare la vita e le opere degli artisti fiamminghi del ‘600 a Roma innamorandosi del nostro Paese.

Cura le relazioni commerciali nazionali ed internazionali per FONDACO Roma.

Emanuela Mafrolla

Dopo gli studi in scienze politiche a Milano, ha vissuto tra Ginevra, Parigi e Bruxelles prima di approdare a Roma nel 2007 sviluppando solide competenze nelle pubbliche relazioni, affari istituzionali, progettazione europea e comunicazione esterna. Per FONDACO Roma cura le relazioni istituzionali e lo sviluppo del progetto.

Info per la stampa:

EMMEPI STRATEGIE

Ufficio Stampa Cristina Borsatti  crisborsatti@gmail.com

Gruppo HDRA

Ufficio Stampa Francesco Lener  f.lener@consensoeu.com

Per la performance live dei Daiana Lou:

Giorgio Cipressi comunicazioneglobale@gmail.com

Giovanna Palombini palombini.giovanna@gmail.com

Per la mostra Jupiter in Saturn – A Twin Peaks Tribute:

info@nerogallery.com

SLOW FILM FEST

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SLOW FILM FEST

III EDIZIONE

ROMA – 14 e 16 OTTOBRE 2017

CINEMA CARAVAGGIO

TOLFA – 19/22 OTTOBRE 2017

POLO CULTURALE – TEATRO CLAUDIO

INGRESSO GRATUITO

SFF manifesto 2017

AL VIA DOMANI A ROMA, SABATO 14 OTTOBRE,

LA TERZA EDIZIONE DELLO SLOW FILM FEST

Giunto alla sua terza edizione, lo SLOW FILM FEST, organizzato dall’Associazione Culturale Muovileidee con il contributo della Regione Lazio, sbarca a Roma domani, sabato 14 ottobre.

Dopo il successo delle prime due edizioni, lo SLOW FILM FEST, la prima kermesse interamente dedicata ad una visione cinematografica “slow”, si presenta ai nastri di partenza con un ricco programma che promette di essere sorprendente, vivace e differenziato. Come il concetto alla base della kermesse.

Partenza a Roma, con ROMA SLOW FILM FEST (dal 14 al 16 ottobre) all’insegna delle passeggiate (due itinerari previsti il 14 ottobre: Parco degli Acquedotti e San Lorenzo a cura di Irene Ranaldi) in pieno stile Slow. Durante il percorso sono previste soste per far conoscere botteghe di artigiani e realtà culturali ed eno-gastronomiche del territorio.

Il 16 ottobre, la manifestazione avrà luogo al Cinema Caravaggio, con il Convegno Città Slow visioni del futuro: la memoria come progetto, moderato dal prof. Amedeo Pistolese, antropologo culturale. A seguire è prevista la proiezione di due documentari e cortometraggi.

Appartiene alla sezione DOCUMENTA (dedicata al film documentario e indipendente, nazionale e internazionale, con tematiche d’interesse culturale con approccio slow) Passando le reti. Piccola pesca nell’alto Lazio di Aldo Milea e Marco Loperfido, storie, voci, colori e suoni provenienti dai pescatori di Montalto di Castro. Fa parte della sezione WUMAN VISIONS (sezione dedicata a temi dove le donne sono protagoniste; SMART, dedicato al cinema breve, ai più giovani e a tematiche territoriali) il documentario Funne – Le ragazze che sognavano il mare di Katia Bernardi, storia vera di un gruppetto di ragazze ottantenni di Daone, un paesino sospeso fuori dal tempo, tra le montagne del Trentino Alto Adige.

Verranno, inoltre, proiettati tre documentari appartenenti alla sezione SMART (dedicata al cinema breve, ai più giovani e a tematiche territoriali): Acquario di Andrea Valvasori (in collaborazione con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma), il corto animato Second Hand del canadese Isaac King e Solenne triduo dei morti di Andrea Grasselli.

A partire dal 19 ottobre, la kermesse si sposterà a Tolfa, città natale dell’iniziativa.

SLOW FILM FEST, diretto da Maria Luisa Celani e Marco Bartolomucci (con la collaborazione di Cristina Borsatti e Susanna Stivali), è interamente ad ingresso gratuito, grazie al contributo della Regione Lazio, al Patrocinio e sostegno del Municipio II di Roma Capitale, del Comune di Tolfa, di Città Slow, di CNA Roma e Lazio, di CNA Cinema e Audiovisivo Roma, di Rome City of Film e alle tante preziose collaborazioni a partire da quelle con il Cinema Caravaggio, il Polo Culturale di Tolfa, il Teatro Claudio, l’Università Agraria di Tolfa, l’Associazione Culturale Chirone, l’Associazione Culturale PMT Progetto Mediazione e Territorio, l’Associazione Ottavo Colle, l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma.

Per info:

Maria Luisa Celani – info@muovileidee.it   

Ufficio stampa:

Cristina Borsatti

crisborsatti@gmail.com

borsatti.ufficiostampa@gmail.com 

“TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL”

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28 settembre 2017

IL CONCERTO DI STEFANO BOLLANI

PER LA NOTTE DEI MÉLIÈS D’OR, GLI OSCAR DEL CINEMA FANTASTICO EUROPEO

IN PROGRAMMA IL 3 NOVEMBRE AL “TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL”

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TRIESTE Trieste Science+Fiction Festival annuncia che sarà il concerto di Stefano Bollani a illuminare la notte della cerimonia dei Méliès d’Or in calendario il 3 novembre 2017 al Politeama Rossetti.

Dal 31 ottobre al 5 novembre Trieste ritornerà ad essere nuovamente la capitale europea del cinema fantastico, con la 21a Golden Méliès Ceremony, cerimonia di consegna del premio Méliès d’Or della European Fantastic Film Festivals Federation per il migliore lungometraggio e cortometraggio. Un appuntamento d’eccezione in sé che gli organizzatori de La Cappella Underground hanno voluto rendere ancora più prezioso con il concerto di Stefano Bollani.

Daniele Terzoli, direttore del festival, dichiara: “Trieste città della scienza e della fantascienza, Trieste Capitale europea della scienza 2020 e Trieste capitale della fantascienza 2017 con il ritorno della cerimonia di consegna del premio Méliès d’Or, vero e proprio Oscar del cinema fantastico europeo. Per festeggiare l’evento ospitiamo un artista simbolo dell’eccellenza italiana come Stefano Bollani, tra i più importanti pianisti jazz del mondo. Nelle opere di Bollani, grande appassionato di fantascienza, il tema degli alieni è un tema ricorrente, dall’album “Arrivano gli alieni” al recente libro “Dialogo sugli alieni”. Da qui è nata l’idea di chiedere a Stefano Bollani di sonorizzare dal vivo un programma di film del cinema delle origini, tra classici, sorprese e simboli del cinema fantastico italiano ed europeo, nella splendida cornice del Politeama Rossetti. Siamo veramente onorati che il grande pianista milanese abbia raccolto la nostra sfida!”

Pianista e compositore, Stefano Bollani si è esibito con direttori d’orchestra come Zubin Mehta, Daniel Harding, Kristjan Järvi, Leonard Slatkin, Gianandrea Noseda e Antonio Pappano e ha suonato, tra le altre, con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, l’Orchestre de Paris, l’Orchestre de Lyon, la Danish Radio Orchestra e la Toronto Symphony Orchestra.

Nel 2007, con la Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino e la direzione di Jan Latham-Koenig ha registrato il “Concert champêtre di Poulenc” (AVIE Records). Insieme alla Gewandhausorchester di Lipsia, diretta da Riccardo Chailly, ha inoltre inciso la “Rapsodia in blu” e il “Concerto in fa” di Gershwin (Decca 2010) e il “Concerto per pianoforte in sol” di Ravel (Decca 2012). L’album dedicato a Gershwin ha vinto il Disco di platino in Italia rimanendo in classifica per numerose settimane; dallo stesso repertorio e dalla collaborazione con il maestro Chailly è inoltre nato il dvd “Live at La Scala”, realizzato questa volta con la Filarmonica della Scala. Come compositore, ha scritto il “Concertone per trio jazz e orchestra”, registrato nel 2004 con l’Orchestra della Toscana (etichetta Label Bleu; direzione e arrangiamento di Paolo Silvestri). Al Maggio Musicale Fiorentino 2017 ha debuttato dal vivo “Concerto azzurro”, nuova composizione per pianoforte e orchestra, diretta da Kristjan Järvi, con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri.

La musica per Stefano Bollani è un gioco da ricreare di volta in volta, da soli o con partner diversi.

Bollani cerca costantemente stimoli, nella musica del passato e nell’esplorazione del presente, improvvisando a fianco di grandi artisti come il suo nobile mentore Enrico Rava, Richard Galliano, Bill Frisell, Paul Motian, Chick Corea, Hamilton de Holanda. Ha celebrato la forma canzone a fianco di Caetano Veloso e Hector Zazou, e con celebri compatrioti come Irene Grandi, Fabio Concato, Elio e le Storie Tese.

Quando non suona, scrive libri o crea spettacoli teatrali come “Primo Piano”, con la Banda Osiris o “La regina dada”, scritto e interpretato con Valentina Cenni. Fresco di stampa il suo “Dialoghi tra Alieni”, per Trigono Edizioni, un viaggio attraverso storia, religione, filosofia, fisica e scienza, per far luce sui tanti misteri che ancora sfuggono alla nostra comprensione: dall’esistenza di dimensioni e universi paralleli alla presenza di vita su altri pianeti.

Alla radio, con la collaborazione di David Riondino, ha dato vita al Dottor Djembè, musicologo omnisciente che per diversi anni ha diffuso semi di ironia e sarcasmo dai microfoni di Radio Rai 3.

Dopo l’esperienza con Renzo Arbore, Stefano Bollani ha il merito di aver portato la musica jazz in televisione, cercando di veicolarla in modo originale e all’insegna delle contaminazioni, gettandosi in spettacolari jam session nella sua trasmissione “Sostiene Bollani” su Rai 3.

La musica per comunicare la gioia. La gioia nonostante tutto, come dice il titolo del suo recente lavoro per ECM, prendendo in prestito una frase di Tom Robbins.

La vendita degli accrediti per il festival sarà disponibilie online sul sito del festival a partire da lunedì 2 ottobre. I biglietti per il concerto di Stefano Bollani al Politeama Rossetti saranno disponibili a partire dal 9 ottobre. Per informazioni:  www.sciencefictionfestival.org

Trieste Science+Fiction Festival è organizzato dal Centro Ricerche e Sperimentazioni Cinematografiche e Audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBACT – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Sport e Solidarietà, PromoTurismo FVG, Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, Università degli Studi di Trieste, ARPA FVG – LaREA.

La manifestazione gode del patrocinio dei principali enti scientifici del territorio: AREA Science Park, ICGEB, ICTP, INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste, IS Immaginario Scientifico – Science Centre, SISSA.

Per informazioni:

La Cappella Underground +39 040 3220551

http://www.sciencefictionfestival.org

info@scienceplusfiction.org

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Casa Pegaso e Pegaso Cinema Days

Media

L’Università Telematica Pegaso arriva alla 74a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Casa Pegaso e Pegaso Cinema Days

CASA PEGASO

L’Università Telematica Pegaso, in occasione della 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, sbarca per la prima volta al Lido di Venezia con tre giorni di Masterclass con i protagonisti della settima arte, in collaborazione con il sito di cinema MYmovies.

Leader nel settore della formazione online, l’Università Telematica Pegaso si propone a Venezia di formare i cineasti di domani.

Casa Pegaso sarà il cuore dell’iniziativa, cui parteciperanno gratuitamente, oltre a un gruppo di iscritti all’Università Telematica Pegaso e ai giovani che hanno partecipato alla Masterclass lo scorso Giffoni Film Festival, quanti invieranno la loro adesione nell’area dedicata del sito www.mymovies.it (http://www.mymovies.it/cinemanews/2017/144322/).

Da oggi, sarà possibile iscriversi online, fino ad esaurimento posti: l’iniziativa si rivolge a ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Ma a tutti sarà data la possibilità di seguire in streaming le masterclass, sia su http://www.mymovies.it, sia sul sito http://www.unipegaso.it.

Tre le giornate previste, da giovedì 31 agosto a sabato 2 settembre, moderate da Piera Detassis e da Alessandra Tieri, con l’obiettivo di fornire un quadro d’insieme delle professionalità che concorrono alla nascita e al successo di un film. Verranno presentate due case history di film di successo come Lo chiamavano Jeeg Robot e Jackie, e saranno approfonditi i mestieri del cinema attraverso le voci di prestigiosi addetti ai lavori, oltre che sarà possibile video-partecipare al Junket di Diva! di Francesco Patierno, calcare il RedCarpet e assistere assieme  a regista e interpreti alla Premiere del film.

Interverranno, solo per citarne alcuni, molti dei protagonisti di questa 74° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Da Donatella Finocchiaro a Francesco Patierno, da Barbara Bobulova a Anita Caprioli, da Silvia D’Amico a Michele Riondino, da Carlotta Natoli a Greta Scarano.

All’interno di Casa Pegaso sarà inoltre allestita la mostra fotografica, aperta al pubblico venerdì 1 settembre, SHUT Close Your Eyes, con gli scatti realizzati dal fotografo dei Divi Adolfo Franzò, ad occhi chiusi. Una selezione di 20 (dei 38 che fanno parte della collezione) celebri volti del cinema, e non solo, ritratti ad occhi chiusi. La Mostra è promossa da Marlù Gioielli.

Casa Pegaso (Villa Il Nidiolo, Via Candia 14, Lido di Venezia) ospiterà inoltre le attività stampa di numerosi titoli in Concorso e Fuori Concorso alla Mostra.

Partner dell’iniziativa, oltre a MYmovies, Chinotto Neri, Woolrich,My Style Bags Milano, Insal’Arte OrtoRomi, Montini Vini Bio& Vegan, Ottaviani, MarviseProraso.

Per maggiori info:

www.unipegaso.it

www.mymovies.com

Trasfigurazione

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Artista: Lucio De Salvatore Titolo: trasfigurazione Tecnica: olio su tela Dimensioni: 100×80

Questa opera rappresenta la trasfigurazione di due esseri animali in una sorta di fusione insolita che vede la testa di cavallo e il corpo di uccello ossia per l’artista simbolo di libertà e spirito libero due aspetti che rispecchiano l’essere dell’autore. L’ opera è rappresentata in un luogo quotidiano, uno scorcio di Muro leccese che raffigura il fronte del convento dei Domenicani. Il fatto di rappresentare l’insolito animale in un angolo nascosto tra gli arbusti sta a significare molto il lato nascosto dell’artista, ossia la riservatezza.

L’ artista Lucio De Salvatore detto il Bagnolese nome d’arte legato al suo paese di origine ossia Bagnolo del Salento, De Salvatore ha uno stile artistico contemporaneo surrealista,opere che richiamo artisti come Hopper o Magritte. Le opere del talentuoso artista salentino De Salvatore, svelano un attento percorso formativo, attraverso diverse tecniche che ne testimoniano l’impegno percettivo. L’ immaginazione dell’artista raggiunge livelli di notevole impatto evocativo rivelando un singolare talento creativo. Il mondo contemporaneo di De Salvatore si snoda davanti ai nostri occhi lasciandoci la profonda sensazione di assistere ad un second-life, una sorta di vista virtuale fantastica e parallela vissuta in contesti che lo stesso artista definisce insolite ambientazioni. De Salvatore ha già alle spalle prestigiosi e diversi riconoscimenti artistici nazionali ed internazionali. La sua arte è molto ammirata da galleristi e di alcuni direttori dei musei nazionali ed internazionali.

Contatti

Studio d’Arte De Salvatore

lucio.desalvatore@libero.it

3287177854

Via salentina Muro leccese

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Memorie

Media

memorie

Questa opera dell’artista dal titolo Memorie è una rappresentazione che appartiene molto all’artista, a livello affettivo si perché narra quella che è la storia delle origini del suo nonno paterno, origini room. Nell’opera rappresentata con un trittico dell’artista De Salvatore si vede in primissimo piano ha raffigurato un bel pony dall’aria più umana che è adagiato comodamente su un divano con lo sguardo quasi a tre quarti diretto verso l’osservatore, poi guardando in basso a destra troviamo raffigurato un piccolo tavolino con sopra carote la prelibatezza del pony e sotto il tavolo sulla mensola una sella in miniatura che sta a simboleggiare l’avvenuta sedimentazione del suo nonno nel contesto quotidiano. Alzando lo sguardo vediamo a sinistra un autoritratto dell’artista che si è ritratto in due fasi una la fase della riflessione e l’altra diretta verso l’osservatore come per comunicare con estrema attenzione quello che è il suo inconscio emotivo con un aria rilassata ma al contempo stesso pensierosa.

 

L’ artista Lucio De Salvatore detto il Bagnolese nome d’arte legato al suo paese di origine ossia Bagnolo del Salento, De Salvatore ha uno stile artistico contemporaneo surrealista,opere che richiamo artisti come Hopper o Magritte. Le opere del talentuoso artista salentino De Salvatore, svelano un attento percorso formativo, attraverso diverse tecniche che ne testimoniano l’impegno percettivo. L’ immaginazione dell’artista raggiunge livelli di notevole impatto evocativo rivelando un singolare talento creativo. Il mondo contemporaneo di De Salvatore si snoda davanti ai nostri occhi lasciandoci la profonda sensazione di assistere ad un second-life, una sorta di vista virtuale fantastica e parallela vissuta in contesti che lo stesso artista definisce insolite ambientazioni. De Salvatore ha già alle spalle prestigiosi e diversi riconoscimenti artistici nazionali ed internazionali. La sua arte è molto ammirata da galleristi e di alcuni direttori dei musei nazionali ed internazionali.

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