Ancora ” Sullo schermo “

Secondo appuntamento, qui sul blog, per SULLO SCHERMO, tra poco appariremo su Twitter, a seguito di questa ulteriore registratore video grazie al nostro canale YOUTUBE. I protagonisti del video dedicato alla musica, vengono dal salento, dall’amatissima Puglia, che per tutti noi è la nostra terra. Due video impegnativi, dove si sottolinea che è bene parlare di musica, come è bene parlare di sport. Creare uno strumento comunicativo, come un blog, passa per ricordare le nostre tradizioni, non solo stilisticamente la società contadina, descritta nella musica è molto bella.

Questo è il primo video. Presentato nel canale YOUTUBE con una didascalia che ti presenta gli artisti, i contatti, tutte le informazioni che gli riguardano.

Dall’arte, al divertimento, quello sportivo, con una società di pallacanestro, che ci da input ed usi, per la nostra comunicazione online, il problema di un NO ACCOUNT, si supera con le giuste relazioni, per creare un ACCOUNT su Twitter abbiamo iniziato con assumed functional relationship- assunto rapporto funzionale. Oggi una performance, musicale, sportiva, si misura, nel suo valore, se viene realizzata con o senza comunicazione.

RITORNIAMO GRAZIE A SULLO SCHERMO SU TWITTER.

Il messaggio ” COMUNICAZIONE “.

Quelli che leggerai da oggi sono ” i dati di un laboratorio di scrittura “, che sul Blog, è concluso, non vi sono sezioni attive.

Abbiamo inserito la nostra segreteria. Con la nostra rubrica ” SULLO SCHERMO ” abbiamo concluso, il lavoro del Blog, che riprenderà con una nuova programmazione, non prima del 20021.

Photo by Bia Sousa on Pexels.com

Il nostro cammino è ora :

SCRIVERE DEL MARITINO NON DELLA NOSTRA SOCIETA’.

Photo by Chelsi Peter on Pexels.com

AVVISO : Dal 24 Aprile il Blog CAMBIO GIORNO trasmette dei post ” registrati “, prima del virus, non forniremo agli utenti, nessun dato da questa data, non scritto prima del Febbraio del 2020. Non possiamo approfondire, aumentare, come forma di occupazione, in questo momento, nessuna forma di scrittura e commento, riguardante il tempo che trascorriamo, che comunque abbiamo brevemente inserito, nel Blog, nella chiusura, definitiva, della sezione dedicata al Parlare e dire di politica, lo abbiamo conosciuto, anche con la rubrica conclusiva dal nome SULLO SCHERMO. Abbiamo scelto un messaggio registrato, da tempo, fino al Dicembre del 2020. Si chiede scusa, al lettore, se alcune questioni sono prolisse, in questo aggiornamento, sono questioni, interne, che riguardano, solo noi e il nostro blog, sono dati che riguardano la nostra scrittura.

Tutte le rubriche dal Maggio 2020 sono concluse, non saranno riaperte, abbiamo deciso di procedere, dal 2021,. alla pubblicazione alla immagine di noi stessi, dopo avere ascoltato bene il mondo professionale della comunicazione, che è entrato in questo blog, soprattutto nelle rubriche GLI ANNI DELLA MUSICA e SCRITTORI E SCRITTURE.

Oggi bisogna fare quadrato sull’immagine di noi stessi, a nostra avviso, sapendo che in molti di noi, io per primo non sappiamo come fare senza musica, cinema, libri, teatro, seppure dobbiamo accettare al sfida.

Quindi si scrive del MARITINO, di noi stessi, come leggiamo, come cuciniamo, come ci vestiamo, fuori dalle idee della comunicazione professionale, quella certificata, da libri, case editrici, corsi di laurea, oggi, dal 2021, dopo i dati di un laboratorio di scrittura, siamo noi a certificare, in modo autentico, l’immagine di noi stessi. ECCO COME ABBIAMO SCELTO DI COMPARIRE, DI PRESENTARCI, FARCI VEDERE, con quello che abbiamo conosciuto, nella scrittura, dopo questa attività di scrittura, dati che arrivano nel nostro laboratorio di scrittura.



I MEZZI CHE FORNIREMO PER COMUNICARE DEL MARITINO E NON DELLA NOSTRA SOCIETA’ SONO QUELLI CHE CI FORNIRA’ LA RETE ( CHE CREDETEMI SI STA RIORGANIZZANDO )

Roberta Canu intervista Giuseppe Di Summa

Photo by Pixabay on Pexels.com

UNA SENSAZIONE OTTICA DEL NATALE

Roberta Canu intervista Giuseppe Di Summa

Questionario per Giuseppe di Summa:

Intanto grazie per avermi contattata! Iniziamo con il questionario.

Domanda numero 1:  Che cosa significa per te scrivere?

Anni fa ero a Grottaferrata, vicino Roma, in piena estate, leggendo in una biblioteca, piccola, dei libri sulla storia del mio paese di origine. Era la prima volta che leggevo del mio paese nativo, soprattutto di uno storico locale di cognome Palumbo, prima avevo letto a scuola di Calvino, un po’ di libri suggeriti da qualche ragazza. Avevo letto per essere carino, per fare la corte, non per scrivere. E’ un pò come il vecchio muratore del quale scrive D’Annunzio, in Di me a me stesso, che citerò, se riesco a farlo anche in un’altra risposta, che porta al poeta un fiore, visto che era rimasto male del fatto che il fiore non vi era più. Quindi scrivere vuole dire per me consumare il tempo, con le parole in regalo degli autori, che mi portano le loro pagine, il loro testo, quando resto male per qualcosa. Ascoltare le parole per me “ vere “, sottolineo per me, che poi scrivo oggi nel blog, che non sono quelle del paese di origine, della scuola, che sono parole belle, che non ascolto, alla radio, in tv, quasi mai, vuole dire crearmi un mio mondo di lettore.. Dopo l’ascolto di una parola, scatta una lampadina accesa, scrivo se mi interessa, leggo D’Annunzio, oppure altri grandi maestri, mi ricordo che il genio è vicino alla natura.

Domanda numero 2: Lo sport quanto può aiutare uno scrittore a rapportarsi con il mondo odierno senza farlo sentire emarginato o poco socievole?

Lo sport non ti fa rimanere sicuro quello che ti credi tu, ha sempre progetti pronti, si aggiorna, vive il suo tempo. Non è facile scrivere dello sport, proponendo interventi motori, accelerazioni, non si sbaglia, ma sono calcoli difficili, si dovrebbe tornare alla calma, al piacere di passare il tempo e divertirsi, accontentarsi del segno di una presenza. Voglio citare il mio scrittore preferito Sheakespeare, che forse non entra nel discorso sportivo, seppure ” un buco cosmico ” è in agguato, quindi fuori dal proprio mondo, in questo caso, quello sportivo, possiamo trovare risposte, facendo pratica nella scrittura, cosa non facile, possiamo così creare della socialità, il poeta ricorda che dagli occhi delle donne deriva la sua dottrina, sono quelli, le accademie, le arti, sostiene che nutrono il mondo. Questo è per me il confronto tra sport e scrittura, entrambi sono connessi con le persone, non si può non essere socievoli con lo sport, dato che oggi, praticare una disciplina, è questione, sempre di più di forza mentale, per avere la quale è necessario un rapporto con la gente, seppure si deve selezionare il gruppo di persone che ti permette un allenamento tranquillo, non fa troppo ” rumore ” sulle tue performance, sa farti crescere. Accade che lo sport diventa ” impersonale”, che un atleta senza il suo insegnante, allenatore, non riesce più a vedere è privo di riferimenti, quindi non bastano solo le persone, per fare il record personale.

Domanda numero 3: Hai scritto ‘La filastrocca del minibasket’ un compito motorio, relazionale, terapeutico.

Quanto c’è di te in ciò che hai scritto e quanto i giovani possono vedere di se stessi?

Il testo un E- Book ha il tema che hai messo in evidenza,  è un testo piccolo, per essere tradotto in lingua straniera, è in corso la traduzione in inglese, dopo passerà in francese. E’ un testo che si propone di spiegare come organizzarsi per fare una lezione, un programma, un intervento, un progetto. Si deve avere sempre “ stima nei giovani “, proponendo loro, anche con un nome, come il mio non famoso, le risorse che riteniamo giuste, che vengono dal mondo della formazione dei tecnici.

Domanda numero 4: Secondo te i bambini oggi imparano ancora a memoria le filastrocche come le poesie oppure la tecnologia le ha soppiantate?

La poesia è bella, ripeterla da bambini a memoria, con l’uso della filastrocca è bellissimo. Il titolo la Filastrocca del Minibasket è stato scelto proprio per il fatto che un bambino, ripeteva sempre alla madre, la filastrocca del 10, in treno mentre andavo a Bologna, io ho colto l’idea, ho pensato che il bambino fosse ingegnoso, , visto che nello sport, soprattutto agonistico, si vive in modo diverso, rispetto alla scrittura, alla poesia, che spesso usiamo per dire che non stiamo bene, lui usava la filastrocca per imparare la matematica. Quindi con me sfondi una porta aperta. Nel discorso sulla cultura, sul benessere, vi sono problemi come la “ videodipendenza “, che si devono tenere d’occhio, spesso per sostituire il software, si fa una fatica impressionante, con Internet, ci sono i rischi e le sfide della comunicazione.

Domanda numero 5: Nei tuoi blog/siti ci metti proprio la faccia, nel senso che ti mostri per come sei realmente e metti anche delle foto tue. Complimenti, è davvero una bella cosa, a tal proposito volevo chiederti, hai mai pensato di aprire un blog a tema completamente Natalizio? Magari aprendolo con l’incipit del romanzo di Dickens, canto di Natale?

Lo so è una domanda un po’ bizzarra ma la vedo una cosa fantastica.

A me del Natale piace la sensazione ottica, ci metto la faccia dappertutto nel Blog, quindi mi fa piacere presentarmi, sapendo che in tanti fanno comunicazione, costruiscono pagine web. Il Natale come visione fantastica di un fantasma nel cuore della notte, è bello come tema, non tocca a me dirlo, Dickens apre con ” Marley era morto “, quindi non crede al fantasma, capirà sulla sua pelle, nella storia, che invece questo ” morto ” esiste, è venuto per fargli dire che la vita gli piace, un modo questo libro per non scordare, spesso dicono le ricordiamo noi gli scrittori le peripezie, le perle di saggezza dei nostri antenati, che magari ci chiamavano solo ” ragazzo “, ” scugnizzo ” ” bambino “. Oggi sono le segreterie, i press- agent, il management, che fissano gli impegni natalizi. Persino i bambini sono contesi per gli eventi natalizi, il momento di “ bontà “ merita attenzione, la pace, la solidarietà anche, seppure mi fermo alle interviste sul blog, non so se riuscirei a resistere a fare il Manager del Natale.

Domanda numero 6: Riallacciandoci alla domanda di prima, che ne pensi dello spettro del Natale passato che generalmente viene a trovare un po’ tutti noi mettendoci malinconia?

La luce che viene, che va via, quando sei abituato che sia sempre vicino a te, il buio che arriva, non fa effetto, quasi mai a Natale, dato che ci si sforza di creare un luogo caldo, illuminato, vivo, come una Chiesa, una Scuola.. Proprio tutte le luci del Natale, quando vanno via, ci portano ad essere di cattivo umore. Il passato, nella letteratura, nell’arte, va vissuto con la giusta attenzione. Il problema dei ricordi è difficile per me, visto che tutti i giorni di festa, non sono stati sempre felici, del Natale, mi piace comunque ricordare, pensando alle poesie di D’Annunzio, le irradiazioni più vive e una coppa di champagne.

Domanda numero 7:  Quali emozioni provi quando sai che un ragazzino magari sconosciuto ha vinto una menzione d’onore per una poesia o un racconto su temi che generalmente non tratta più nessuno?

Emozioni tante, anche se non è mio erede, visto che sono sconosciuto pure io, quindi lo apprezzo anche di più, come scrive sempre D’Annunzio, complimenti a chi con un linguaggio sa raccontare la sua vita.

Domanda numero 8:  La poesia per te può essere davvero catartica oppure è solo un qualcosa di talmente evanescente da non poter essere nemmeno additata come bella, pura, graziosa ecc?

Il linguaggio poetico è bello, puro, grazioso, poi quando si riferisce a qualcosa è chiaro che siamo in un’altra forma di lettura. Per me la poesia deve essere un testo che fa “ sognare “, che rimane nel segreto, nell’incognito.

Domanda numero 9: Secondo te la poesia è più maschile o femminile al giorno d’oggi? Pensi che le donne siano riuscite a farsi valere anche in ambito poetico oppure c’è ancora molta strada da fare?

Le donne devono coinvolgere tutti. Leggevo di popolazioni, che per questioni religiose, riunivano, nell’antichità gli uomini, per dirsi tutto quello che la donna non doveva sapere. Oggi, invece, le donne partecipano, per me dovrebbero essere Presidente del Consiglio, della Repubblica, sono già delle bravissime scrittrici, professoresse, poetesse. Come ricordano anche i dati statistici si laureano più donne che uomini.

Ultima domanda: ( 10) Negli ultimi anni, nello sport c’è stato del bullismo tra i giovanissimi, soprattutto razzismo nei confronti di ragazzi di colore ( calciatori e altri sportivi) scriveresti a questo riguardo una poesia sul tema citato per solidarietà nei confronti delle vittime che devono subire ogni giorno soprusi verbali?

Che tipo di allievo hanno oggi i docenti, gli istruttori sportivi, è importante. Non spetta a noi nel transito educativo dire la “ devianza “, che va accertata in modi professionali. Possiamo solo dire che sul territorio deve crescere solidarietà. La poesia te la scrivo qui, accetto la sfida, con poche parole direi ancora D’Annunzio,certe pagine sembrano cercare il confronto con i tappeti di Persia,quindi propongono una superficie piatta, questa è l’idea che mi viene in mente, sai entrare nel pensiero, in questi casi, non è facile, bisogna rispettare privacy e sensibilità, non sempre lo spazio della scrittura esiste. Conoscessi persone famose, tra cantanti, attori, che non conosco purtroppo, girerei la tua domanda loro, dovrebbero spiegare le qualità che ci vogliono, non solo dei prodotti commerciali, quelle vive anche tra gli esseri umani, cosa che fanno sempre, le star della tv, in modo anche carino, a volte anche “ bellissimo “, una ” chance ” da prendere con loro per essere a favore e non contro, guardandoli ed ascoltandoli, soprattutto nella musica e nel cinema.

Grazie per il tuo tempo Giuseppe, a presto e auguri per tutto.

SPECIALE NATALE.

In molti paesi scrivono a Babbo Natale, In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0 . Giuseppe Di Summa e il suo indirizzo sono molti i codici che non usano per scrivere, sappiamo che un testo non sempre arriva a destinazione, ad esempio, il nostro compito ” motorio, relazionale, terapeutico, “, dell’E- Book, dal titolo ” La filastrocca del Minibasket “, non è stato consegnato ancora a nessun indirizzo, con codice postale, quindi rimane un testo che non ha ancora conquistato i bambini. Siamo sicuri, invece, che il codice di Babbo Natale, il suo cap, sia molto attivo. Vi ricordo che esiste anche il codice delle visite mediche, anche quelle da un buon medico chirurgo, dove chi vuole imporre la sua comunicazione, potrebbe essere in agguato, non è il nostro caso. Abbiamo spiegato cosa sia un testo, in un intervista, chiesto di leggere e spiegare la propria scrittura, inserendosi nel Natale, che ha il suo percorso di invio di lettere, di mail, il cui copyright va riconosciuto a Babbo Natale.

Vi presento la programmazione, ottenuta usando la mail CAMBIO GIORNO, inserendo il codice di avviamento postale del Natale 2019. Stiamo ancora lavorando per voi per completare la programmazione.

INTERVISTA AD ANTONIA FLAVIO

INTERVISTA A VERO BABBO NATALE

Intervista a Malusa Kosgran

ROBERTA CANU INTERVISTA GIUSEPPE DI SUMMA

PAOLA RAMBALDI – BRISA

INTERVISTA A ROSANNA CASTIGLIA

PRESENTAZIONE LINK LE RICETTE DI IRENE

LILIANA MARCHESI CAVIE

Su CAMBIO GIORNO come al solito, quando si tratta della mia scrittura per bambini, ci sei anche tu Babbo Natale, in Inglese.

BABBO NATALE ” CI PUOI CREDERE ” HA IL PIANO MIGLIORE PER IL NATALE.

Esempio di texture – struttura – nel senso ci consistenza del suono della voce musicale, che è consistente quando sa creare il ” feeling ” giusto.

” Santa Claus have a letter for a kids. For say peace, house, music, and happy holiday ” ( Babbo Natale ha una lettera per bambini. Per dire pace, casa, musica e buone vacanze )

Remember this voice ? The question is Christmas and this holiday is topic for a kids. The argument is happiness and the scrpt is a value of a letter to Santa Claus. ( Ricorda questa voce? La domanda è Natale e questa vacanza è argomento per bambini. L’argomento è felicità e lo scrpt è un valore di una lettera a Babbo Natale )

Abbiamo anche il francese per gli appassionati del TESTO.

Le père Noël a une lettre pour les enfants. Pour dire “paix, maison, musique et bonnes vacances”. Il se souvient de Noël ? La question est Noël et ces vacances sont des prétextes pour les enfants. Le prétexte est le bonheur et le script est une valeur d’une lettre au père Noë

Santa Claus có 1 lá thư dành cho trẻ em. Chúc các em có một mùa giáng sinh an lành trong ngôi nhà ấm cúng của mình, âm nhạc – traduzione dal Vietnamita : Babbo Natale ha una lettera per i bambini. Ti auguro un felice Natale nella tua accogliente casa, musica

Grazie a YOUTUBE alla letterina a Babbo Natale, alla scrittura raccolta, dedichiamo una canzone ” sul tempo a cui credere al Natale “. Si tratta di una canzone sul feeling natalizio che ho scelto tra le tante.

A Natale su CAMBIO GIORNO

Photo by bruce mars on Pexels.com

UNA SENSAZIONE OTTICA DEL NATALE. CAMBIO GIORNO E IL NATALE 2019

Dal giorno 8 Dicembre arriva lo speciale dedicato dal blog al Natale, con interviste, notizie, messaggi di saluto. Il Natale non è uno spazio in molti Comuni, se non cura gli affetti, rinsalda legami. Spesso, suona per le vie la musica natalizia, si rappresentano scene, soprattutto della religione cattolica.

Photo by Kristina Paukshtite on Pexels.com

CAMBIO GIORNO, non è Scrooge il ” supereroe ” del Natale, che rappresenta delle bellissime scene, da sempre molto apprezzate. Una inimmaginabile torta di mele spolverata di zucchero, per usare Dickens in Canto di Natale, che il vecchio avaro non sa apprezzare, seppure come arriva Scrooge versione buono arriva il denaro per tutti, ci si scorda pure di come ha trattato il suo impiegato. Nel testo si coglie benissimo l’effetto dell’arrivo del Natale, nel cuore di noi umani, grazie all’aiuto di un prezioso spirito, che rimane un fantasma, che nessuno può vedere ed ascoltare, tranne Scrooge, quindi lo spirito del Natale, nel libro di Dickens si alza.

Photo by Public Domain Pictures on Pexels.com

Con noi arriverà sempre il clima del Natale e gli auguri. Uno speciale che è un ” regalo ” per i nostri affezionati. Sapendo che il bambino, si aspetta da Babbo Natale, ad ogni sua battuta un modo per potere essere sereno e ridere. Feste serene siano, in modo che nella vivere la sua festa dicendogli noi adulti, è tuo il Natale, è tuo il Natale, il bambino sia capace di dirlo a tutti il suo ” spirito natalizio “. lo si dica tutti, come fa Scrooge, per la felicità, dopo che si è convertito, dicendo che ” ama la vita e la via lo ama “, Un augurio e che si possano così tornare a vivere giornate di ” buon umore “, con dolci e canzoni, fare coincidere, per una volta, con l’aiuto degli educatori, il suono della strada, con quello della casa, augurandosi partecipazione nella festa. Pace e felicità, speranza, tradizioni tutte presenti nella città, grazie anche ad un buon Sindaco, che dolci, canzoni, film, non fa mancare, a nessuno, per una volta quello che viviamo in casa, sia rappresentato nelle vie colorate del Natale.

Alessandro Bagnato intervista Giuseppe Di Summa

Vi consiglio di leggere l’intervista che ho rilasciato ad Alessandro Bagnato, https://www.blogalmente.blog/

Oggi ho il piacere di intervistare l’amico e professionista esemplare Giuseppe Di Summa. Una vita trascorsa nel mondo del basket con una passione vivissima per le nuove forme di comunicazioni. Il suo curriculum parla di esperienze radiofoniche in radio locali e web radio, con una grande conoscenza e studioso della musica internazionale. Ha creato da poco un contenitore che prende il nome di “CambioGiorno”, una nuova espressione del linguaggio comunicativo. Ma con lui discutiamo del legame tra sport e social.

D-    Benvenuto     sul blog “BlogAlMente”. Ti ringrazio per aver accettato  l’intervista, è un orgoglio averti tra le pagine del mio  contenitore.

Grazie per l’intervista, che sono sicuro potrà dare notizie sull’economia dell’informazione, sullo stato della macchina, il nostro computer oggi. Cose che tu fai benissimo. Cercherò di essere ordinato nelle mie risposte. 

   D-    Ogni     giorno ci accorgiamo che le nostre abitudini sono totalmente     cambiate.  Tu vivi costantemente tra i social, che noi tutti usiamo,     è l’attività di Coach di Mini Basket. Com’è cambiato l’approccio     dei ragazzi e dei loro genitori al mondo legato allo sport?

E‘ cambiato molto da quando venti anni fa ho iniziato, diciamo che l’impegno è sempre la cosa più importante, anche se nel lavoro di creazione di una società, di un centro minibasket, appare l’uso dei social, il tuo nome è cognome viene conosciuto anche grazie agli account. L’Istruttore deve sapere valorizzare il contesto educativo, creare delle relazioni concrete, non virtuali, riportare tutto allo sviluppo delle capacità motorie, sottolineare come si debba risolvere, oltre al problema della pigrizia che può dare un social, verso l’attività ludica, anche il problema dell’attenzione tipico nell’ apprendimento di oggi.

D-  Internet     è veramente un mondo variegato e senza confini. Esiste secondo te ,     un legame indissolubile tra sport e social? Perché amiamo     notificare e condividere le fatiche sportive?

Accade che ti venga detto „ non sei allenatore, non sei atleta, non sei un professionista „, anche sui social, che per molti sono oggi una „ memoria storica „. Che il tuo nome sia ricordato fa piacere, visto che la  fatica sportiva va elogiata, questo accade anche grazie ai social, dove a seguito di una vittoria leggiamo subito i post di condivisione del successo. I social vanno comunque utilizzati per creare un legame con i tifosi, per dire in modo esatto quello che fai, per vincere, allenarti. Uno strumento di comunicazione ha sempre il suo momento di analisi e di programmazione. Il social, oggi, ad esempio, viene usato per le dirette su Facebook per seguire la squadra del cuore quando è possibile, cosa interessante, positiva. I social servono anche a studiare il mercato dello sport, dal punto di vista pubblicitario,   

D-  Nella     tua attività di esperto in comunicazione digitale, hai potuto     costatare tutti i cambiamenti qui portati in esame, ma c’è qualcosa     che sinceramente non pensavi che si  propagasse come poi è accaduto?

 Non possiamo andare avanti con questo bla, bla, bla, lo dicono molti oggi, i toni devono essere moderati, anche a costo di non pubblicare,  post,  che possono catturare audience, che sarebbero troppo sopra le righe. Per me bisogna essere molto cortesi con l’interlocutore. Oggi i grandi, influencer sottolineano cosa fare contro gli heaters  i cosiddetti  leoni da tastiera, che non cercano il confronto. 

  D-  Abbiamo     degli stereotipi sbagliati, secondo te, parlando ancora di sport in     generale, che ci fanno credere in qualcosa di irrisorio? Il web è     realmente come ci viene raccontato?

Se sei qui in campo e fai un canestro, pazzo,  magari allo scadere, vai subito tra i video che piacciono ai tifosi,  e quindi dai credito alla azione e ci credi ciecamente. Credi a un atto, no sportivo, ma vicino all’habitat che ogni giorno viviamo. Premesso però che fare un’azione del genere è veramente difficile. Il testo a cui credere, multimediale, ha il suo racconto, Il linguaggio dei nuovi media entra nelle nostre case, la nostra percezione è importante, oggi al modo di scrivere ha cambiato gli spazi. Spesso ripetere nelle foto, la sua bella o brutta figura, non è sufficiente. Il mercato del cinema, della letteratura, sa superare le cose banali, come sempre. Voglio salutarti, ricordando il grande sociologo Franco Cassano, che nel testo  “Modernizzare stanca”  che dice quello che noi dobbiamo recuperare, un esistenza meno competitiva, non orientata solo all’innovazione, nel decidere quale sia la nostra  meta.

CAMBIO GIORNO A NATALE.

CAMBIO GIORNO A NATALE.

Stiamo preparando le interviste, i momenti, per vivere insieme il Natale 2019, qui sul Blog. Non sono uno scrittore, sono un ” blogger ” , che incontra nel mio tempo sul web, chi sa scrivere, incontra il pubblico, con il suoi libri, un tempo per imparare, dalle copertina, le facce, degli autori e della autrici, come guardare un testo, conoscerlo.

Photo by Markus Spiske temporausch.com on Pexels.com

Non possiamo stare lontano, da testi a cui credere, da cercare, da incontrare, nel nostro tempo, anche quello dedicato a Natale, quando tra di noi ci sono i sentimenti, i momenti di felicità con i nostri cari. Per i bambini che ci credono, tra noi è il Natale vi è Babbo Natale, difficile non entrare nel gioco, fare vedere immagini nelle stanze, sul computer, equipaggiarsi per la registrazione giusta, spingere per una fusione morbida tra il Natale in carne ed ossa, con quello virtuale, per non farsi dimenticare, per farsi ” fare ” gli auguri, nel modo giusto. Il contenuto principale, sul Blog, rimane l’intervista, che assicura la migliore visibilità, con le modalità oramai collaudate su CAMBIO GIORNO.

SLOW FILM FEST 5.0

SLOW FILM FEST 5.0

V EDIZIONE

ROMA – 6/8 OTTOBRE 2019 – SPAZIO APOLLO 11

ANTRODOCO – 12/13 OTTOBRE 2019

ACQUAPENDENTE – 25/27 OTTOBRE 2019

AL VIA A ROMA DAL 6 ALL’8 OTTOBRE

TUTTI GLI EVENTI SARANNO A PARTECIPAZIONE GRATUITA

IL PROGRAMMA NELLA CAPITALE

Mancano pochi giorni all’inizio della quinta edizione. Anche quest’anno lo Slow Film Fest sarà una kermesse itinerante e prenderà avvio nella Capitale.

Appuntamento a Roma dal 6 all’8 ottobre nel cuore dell’Esquilino, nello Spazio Apollo 11 (Via Nino Bixio, 80A), con un programma attento ai nuovi linguaggi e alla produzione cinematografica indipendente.

Dopo il successo delle prime quattro edizioni, lo Slow Film Fest, la prima kermesse interamente dedicata ad una visione cinematografica “slow”, continua ad essere un festival itinerante ed esperienziale, “slow” come il concetto alla base dell’iniziativa. Un evento che punta all’aggregazione e al confronto, non ad una semplice visione passiva, ad un “rallentamento” che è alla base del ritrovarsi e dell’incontro.

Al centro della manifestazione, organizzata da Maria Luisa Celani e Susanna Stivali per l’Associazione Culturale Muovileidee e diretta da Maria Luisa Celani (con la collaborazione alla programmazione di Florencia Santucho, Ilaria Iovine e Cristina Borsatti), le immagini (proiezioni di documentari e cortometraggi sia docu sia di animazione) e i temi, ma anche passeggiate tra storia e cultura, escursioni, degustazioni, incontri e matinée con le scuole.

La prima giornata (domenica 6 ottobre), il festival propone una passeggiata alla scoperta della Capitale, a cura di Irene Ranaldi per Ottavo Colle Associazione Culturale. Titolo dell’iniziativa: Sulle tracce dell’archeologia industriale tra Testaccio e Ostiense. Un viaggio nel primo quartiere operaio di Roma, leggendo passi di Pasolini, cercando riferimenti cinematografici (dal neorealismo italiano a Ferzan Ozpetek), soffermandosi sulle opere artistiche murarie in quello che viene considerato il più grande museo di street art di Roma.

Le proiezioni inizieranno lunedì 7 ottobre con alcuni imperdibili corti d’animazione appartenenti alla Sezione Smart, una vetrina sul “nuovo”, in cui si dà spazio ai giovani autori e alle nuove forme di sperimentazione cinematografica e audiovisiva, e con i documentari Unfructured della canadese Chenda Chevannes e Terre di cannabis di Gianluca Marcon.

Appartenente alla Sezione Wuman Vision, dedicata a quei documentari, di produzione nazionale e internazionale, che affrontano l’importante tematica della parità di genere, Unfructured verrà presentato per la prima volta a Roma. La canadese Chanda Chevannes ritrae la lotta appassionata della biologa Sandra Steingraber, leader del movimento popolare più importante di New York degli ultimi anni.

Inserito nella Sezione Documenta, dedicata ai film documentario indipendenti, di provenienza italiana ed internazionale, Terre di Cannabis racconta la storia di Jacopo, deciso a lasciare un lavoro sicuro per inseguire un sogno: trasformare l’Abruzzo in una regione produttrice di cannabis a scopo terapeutico. Insieme a un pugno di agricoltori improvvisati pianterà un seme destinato a crescere contro l’ostilità e il pregiudizio di un territorio difficile.

Martedì 8 ottobre sarà la giornata del pluripremiato documentario “Youth Unstoppable”, realizzato dalla giovanissima regista esordiente Slater Jewell-Kemker, che all’età di soli 15 anni ha iniziato a partecipare ai summit ambientali con la sua macchina fotografica in mano per realizzare un documentario di strettissima attualità capace di raccontare un movimento giovanile mondiale in gran parte sconosciuto e incompreso.

È opera di una giovane donna anche Veleno, opera prima della napoletana Rosaria Della Ragione. Ambientato nella sua terra, il documentario, prodotto dalla CGIL Campania, è dedicato a Michele Liguori, tenente dei Vigili Urbani di Acerra e Eroe della Terra dei Fuochi.

Chiude il cerchio Overseas di Irene Felici. Ci catapulta in Bangladesh, dove è impossibile poter parlare con parenti o amici che sono lontani. A tentare di risolvere il problema sono un gruppo di donne (soprannominate Info Ladies) che portano Internet con sé e lo distribuiscono in ogni villaggio. Quella di Irene Felici è una riflessione sulla figura della donna all’interno di una realtà che non favorisce ancora del tutto l’emancipazione, ma anche sul digitale, sul mezzo tecnologico e sul suo intervento in una realtà fin ora sprovvista.

Tanti i temi, tra tutti quello dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, che continueranno ad essere messi in scena anche ad Antrodoco e ad Acquapendente nel corso dell’intera iniziativa. Una finestra sul mondo che si apre sul Canada, il sud America e il Bangladesh, tanta animazione e sperimentazione, molti sguardi femminili sui temi dell’amicizia, della parità di genere, della solitudine e dell’intolleranza.

Slow Film Fest è interamente a partecipazione gratuita, grazie al contributo della Regione Lazio, al sostegno della Fondazione Cinema per Roma, City Fest, Cna Roma, i Patrocini di Legacoop Lazio, del Comune di Acquapendente, del Comune di Antrodoco e alle tante preziose collaborazioni a partire da quelle con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma e con il Cisterna Film Festival.

Questo il programma nel dettaglio:

ROMA

6/10

PASSEGGIATA

a cura di Irene Ranaldi per Ottavo Colle Associazione Culturale.

ore 11:00 – 12:30

SULLE TRACCE DELL’ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE TRA TESTACCIO E OSTIENSE.

Partendo dal museo MACRO (ex Mattatoio) in piazza Orazio Giustiniani (davanti al nuovo Mercato di Testaccio) arriveremo al nuovo Ponte della Scienza a Marconi seguendo il filo rosso che lega il primo quartiere operaio di Roma (Testaccio) e il Mattatoio, con lo sviluppo, realizzato parzialmente, della prima industria romana (Centrale elettrica Montemartini, Magazzini Generali, Mercati Generali, Saccheria Sonnino, Ponte dell’Industria, Granaio dell’urbe, Tipografia Salomone, Mira Lanza, la raffineria di petrolio Purfina). Il tutto leggendo passi della ricerca di I. Ranaldi “Testaccio da quartiere operaio a village della capitale”, Franco Angeli, Milano 2012 e poesie di Pier Paolo Pasolini ambientate nella zona e i riferimenti cinematografici del regista Ferzan Ozpetek e di maestri del neorealismo italiano.

Ci soffermeremo a fotografare le tante opere artistiche murarie che incontreremo nel percorso e che fanno dell’area Ostiense-Testaccio il più grande museo di street art di Roma. 

Prenotazione obbligatoria scrivendo a info@muovileidee.it

07/10

CINEMA APOLLO 11

ore 19

proiezioni

SEZIONE WUMAN VISIONS

NARANJA di Hanna Isua – cortometraggio di animazione 2’42”

EN BOCA DI TODAS Lavoro Collettivocortometraggio di animazione 4’28”

UNFRUCTURED di Chanda Chevannes – documentario 91’

ore 21

proiezioni

SEZIONE SMART

BREAK di Riccardo Pavonecortometraggio di animazione 2’45

a seguire

SEZIONE DOCUMENTA

LENTAMENTE di Cristian Scardigno – documentario 17’  (sarà presente il regista)

TERRE DI CANNABIS di Gianluca Marcon – documentario 43’

8/10

CINEMA APOLLI 11

ore 19

proiezioni

SEZIONE WUMAN VISIONS

OVERSEAS di Irene Felici – documentario 25’

(saranno presenti regista e produttore)

a seguire

SEZIONE SMART

AILIN EN LA LUNA di Claudia Ruizcortometraggio di animazione 5’19”

GUAXUMA di Nara Normande – cortemetraggio di animazione 14”

a seguire

SEZIONE DOCUMENTA

in collaborazione con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith

opera prima e prima assoluta

VELENO di Rosaria Della Ragione – documentario 15’ (sarà presente la regista)

ore 21

proiezioni

SEZIONE WUMAN VISIONS

YOUTH UNSTOPPABLE di Slater Jewell-Kemker – documentario 86’

Per info:

Maria Luisa Celani 

info@muovileidee.it  

marialuisa.celani@muovileidee.it

Link alla sigla del festival:

Ufficio stampa:

Cristina Borsatti

crisborsatti@gmail.com

borsatti.ufficiostampa@gmail.com 

SLOW FILM FEST

SLOW FILM FEST 5.0

V EDIZIONE

ROMA – 6/8 OTTOBRE 2019 – CINEMA APOLLO

ANTRODOCO – 12/13 OTTOBRE 2019

ACQUAPENDENTE – 25/27 OTTOBRE 2019

Giunto alla sua quinta edizione, lo SLOW FILM FEST, organizzato dall’Associazione Culturale Muovileidee con il contributo della Regione Lazio e il sostegno della Fondazione Cinema per Roma e del CNA Roma e Lazio, con i Patrocini dei Comuni di Antrodoco, Acquapendente e Tolfa e di LegaCoop Lazio sbarca a Roma, Antrodoco, Tolfa (date in via di definizione) e Acquapendente dal 6 al 27 settembre.

Dopo il successo delle prime quattro edizioni, lo SLOW FILM FEST, la prima kermesse interamente dedicata ad una visione cinematografica “slow”, si presenta ai nastri di partenza con un ricco programma, attento ai nuovi linguaggi e alla produzione cinematografica indipendente.

Lo SLOW FILM FEST, diretto da Maria Luisa Celani con la collaborazione alla programmazione di Florencia Santucho e Ilaria Iovine, continua ad essere un festival itinerante ed esperienziale, “slow” come il concetto alla base dell’iniziativa. Un evento che punta all’aggregazione e al confronto, non ad una semplice visione passiva, ad un “rallentamento” che è alla base del ritrovarsi e dell’incontro.

Al centro della manifestazione, le immagini (proiezioni di documentari e cortometraggi sia docu sia di animazione) e i temi, ma anche passeggiate tra storia e cultura, escursioni, degustazioni, incontri e matinée con le scuole.

Quanto ai temi, lo SLOW FILM FEST 5.0 abbraccia quest’anno anche il tema dell’ambiente e dei cambiamenti climatici. Tra i titoli principali, spicca infatti la proiezione del pluripremiato documentario “Youth Unstoppable”, realizzato dalla giovanissima regista esordiente Slater Jewell-Kemker, che all’età di soli 15 anni ha iniziato a partecipare ai summit ambientali con la sua macchina fotografica in mano

per realizzare un documentario capace di raccontare un movimento giovanile mondiale in gran parte sconosciuto e incompreso. Per la prima volta a Roma.

È dedicato alla ricchezza del mare il documentario “Anche i pesci piangono” di Francesco Cabras e Alberto Moniari. Un ritratto avvincente su come sia ancora possibile tutelare gli ambienti marini e le risorse umane dipendenti da esso.

È un documentario di speranza anche “Unfracruted”, che verrà presentato in anteprima nazionale. La canadese Chanda Chevannes ritrae la lotta appassionata della biologa Sandra Steingraber, leader del movimento popolare più importante di New York degli ultimi anni.

La finestra sul mondo di i questa edizione si apre sul Canada, il sud America e il Bangladesh, a cui è dedicato il documentario di Irene Felici “Overseas”. In Bangladesh l’assenza è la mancanza della possibilità di poter parlare con parenti o amici che sono lontani, ma per fortuna questo appartiene al passato: ci sono delle ragazze (soprannominate Info Ladies) che portano Internet con sé e lo distribuiscono in ogni villaggio. Sono le Info Ladies.

La donna sarà ancora al centro dell’iniziativa, con una sezione interamente dedicata all’universo femminile. E protagonista sarà anche l’animazione, filo rosso all’interno della sezione dedicata ai cortometraggi. Dall’argentino “Ailin en la Luna” di Claudia Ruiz al colombiano “Naranja”, dal film collettivo “En Boca de Luca” al francese “Guaxuma” di Nara Normade, solo per citarne alcuni. Molti sguardi femminile che utilizzano l’animazione per soffermarsi sui temi dell’amicizia, della parità di genere, della solitudine e dell’intolleranza,

Questi alcuni titoli dell’iniziativa che, come da tradizione, si svilupperà attraverso le sezioni DOCUMENTA, dedicata ai film documentario indipendenti, di provenienza italiana ed internazionale, WUMAN VISIONS, dedicata a quei documentari, di produzione nazionale e internazionale, che affrontano l’importante tematica della parità di genere, e SMART, una vetrina sul “nuovo”, in cui si dà spazio ai giovani autori e alle nuove forme di sperimentazione cinematografica e audiovisiva.

Slow Film Fest è interamente a partecipazione gratuita, grazie al contributo della Regione Lazio, al sostegno della Fondazione Cinema per Roma, City Fest, Cna Roma, Legacoop Lazio, i Patrocini Comune di Tolfa, Comune di Acquapendente, Comune di Antrodoco e di Città Slow, e alle tante preziose collaborazioni a partire da quella con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma.

Per info:

Maria Luisa Celani  

info@muovileidee.it   

marialuisa.celani@muovileidee.it

Ufficio stampa:

Cristina Borsatti

crisborsatti@gmail.com

borsatti.ufficiostampa@gmail.com 

Tel. 0039 347 93 40 720