Sabrina Schiralli Pianista Cantante Oboista Pittrice

Gli anni della musica

Una scelta importante, nel tuo album Innamorata, di ricordare delle bellissime canzoni della musica italiana e non solo, come hai scelto queste canzoni ?

Sono brani cover completamente rivisitati; brani che sento particolarmente miei di cantautorato italiano e straniero che ho eseguito live in moltissimi concerti sia in Italia che all’Estero con degli arrangiamenti che uniscono le mie due anime: classica e pop. Desideravo che tutti potessero ascoltare ciò che mi emoziona. In chiusura ho registrato una traccia inedita. Un brano che ho scritto io (musica e parole): “Torno qui”.

Il titolo è Innamorata, il tema delle canzoni ovviamente riguarda l’amore, legando i testi al pianoforte, uno strumento che hai imparato già dalla giovane età, nell’album anche un inedito, presentaci questo brano ?

Si, l’album contiene un inedito di mia scrittura. “Torno qui” è nato in un momento di particolare tristezza della mia vita, in realtà in questi momenti ho le ispirazioni migliori! Noi artisti forse siamo più ispirati in questi momenti…

Parla di una storia d’amore in cui potrebbero riconoscersi in molti, un amore impossibile, vietato, il rifiuto di accettare quella condizione e di lottare con le unghie e con i denti per poter coronare il proprio sogno d’amore. La mancanza di rassegnazione e il ritorno, penso che un po tutti desideriamo tornare ad un momento felice trascorso con una persona importante…

In questo brano a livello strumentale ho voluto registrare oltre al pianoforte (mio primo amore e strumento principe di tutto l’album), un dolcissimo assolo di oboe. Questo brano è davvero l’espressione del mio essere.

Nel farti i complimenti per l’interpretazione di Respiro, del mio personale idolo Franco Simone, nel ricordare che molti interpreti hanno scelto la via di album per ricordare grandi autori, si pensi a Mia Martini, con l’album “I miei compagni di viaggio “, esiste tra i brani quello che ti rappresenta maggiormente ?

Oltre all’inedito, per quanto riguarda le cover il brano che più mi rappresenta e sento particolarmente vicino è proprio Respiro, sia per il modo in cui l’ho arrangiato sia per la vocalità.

La musica classica, che hai studiato, con merito, la pittura, sono altre attività della tua carriera artistica, come si realizzano in questo momento ?

Come cantante e musicista lavoro come concertista, docente e Direttrice dell’Accademia di Formazione Artistica La Dimora dell’Arte di Modugno. Sono spesso membro di giuria di concorsi musicali. Con la pittura, invece, espongo in mostre collettive e personali a livello nazionale. L’ultima è stata presso la Biblioteca Nazionale di Bari.

La Puglia, Bari, sono realtà in movimento, cosa pensi debba essere particolarmente apprezzato della nostra regione, dal punto di vista culturale ?

La Puglia è una terra bellissima, è la mia terra, quella che raffiguro spesso nei miei dipinti. Abbiamo tanto da apprezzare dal punto di vista culturale: il mare, i paesaggi di pianura sterminata. E poi c’è il barocco leccese e le bellezze del lungomare di Bari, fino ad arrivare alla natura del Gargano. Per non parlare delle prelibatezze del palato! Un lembo di terra sicuramente da scoprire e apprezzare.

Progetti per il futuro ?

A breve verrà girato un videoclip del brano Torno qui, prossime date in aggiornamento. Sarò a Lecce ad ottobre come vocal coach per insegnare a talenti provenienti da tutta Italia.

A tutti i nostri ospiti chiedo sempre di parlarmi del libro preferito, di ricordaci il loro rapporto con il cibo, lo faccio anche con te ?

Il mio libro preferito è Il Piacere di Gabriele D’Annunzio.

Dico sempre che si mangia per vivere e non si vive per mangiare, non sono una gran buona forchetta! Preferisco cibarmi più di Arte!

Grazie

Sito web ufficiale

MAGNITUDO 12: Come Un Tramonto

Gli anni della musica

Nuovo singolo dei Magnitudo 12 dal titolo ” Come un tramonto “. La voce degli artisti salentini fa sentire la parola ” libertà “. Le tre voci cantano dei sentimenti più comuni del tramonto, che parla ogni giorno di libertà, nella tradizione salentina e con lo stile del gruppo reggae con sonorità dancehall e contaminazioni hip hop. Ottimo lavoro che vi consiglio di ascoltare, per conoscere il sogno, il bisogno di ” dream music “, la libertà intesa anche come bisogno di allegria, di spettacolo, che deve lasciare un segno.

Entriamo nelle informazioni sul brano, che è su tutti i digital stores oltre che su Youtube, al seguente link, il videoclip è a cura di Rosita Liguori per X PROJECT VIDEO FACTORY, il singolo è prodotto da Treble Lu Professore (Elianto Records ).

Intervista a MARIA MAZZOTTA.

Gli anni della musica

MARIA MAZZOTTA, considerata una tra le più belle voci del panorama della world music europea, la parte artistica che ti riguarda, nella registrazione del tuo nuovo album, AMOREAMARO”, è quella della voce, sei soddisfatta della tua interpretazione nel lavoro, cosa ti è particolarmente piaciuto, nel cantare, queste canzoni?

Sono molto contenta e soddisfatta di questo lavoro, perché con Bruno Galeone abbiamo cucito i brani addosso a me. Sono contenta anche di essermi concentrata su questo repertorio, perchè sentivo forte l’esigenza di tornare alle mie radici, l’Italia, in particolare quella del Meridione.

Un disco presentato alla  Fira Mediterrania de Manresa (Spagna), essere presente, con la tua musica, la tua voce, a questo evento che emozioni ti ha suscitato?

Ero già molto contenta e lusingata di essere stata selezionata alla Fira Mediterrania de Manresa tra moltissimi artisti, proprio per questo motivo prima dello spettacolo (si trattava dell’anteprima assoluta del nuovo show) avevo molta paura, perché in queste fiere il pubblico è formato prevalentemente da programmatori, giornalisti e addetti ai lavori. Durante lo spettacolo mi sono poi tranquillizzata, ma l’emozione restava tanta e forte. Credo che non dimenticherò facilmente questo concerto di cui conservo un bellissimo ricordo e tante belle soddisfazioni.

Nel disco vi è un omaggio a gradi voci come quella di Domenico Modugno, Gabriella Ferri, Rosa Balistreri, pensi che il pubblico giovane, possa essere richiamato a godere di questa musica, che spesso vediamo nei programmi del passato, sono artisti importanti, precisamente canti “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri. Come mai questa scelta ?

Domenico Modugno, Gabriella Ferri e Rosa Balistreri sono delle grandi voci che hanno spesso cantato la tradizione, per questo volevo omaggiarli. Ce ne sono tanti altre che spero presto di omaggiare, magari in un prossimo album. La scelta dei brani invece é stata difficile (considerato il vasto repertorio di questi artisti). Ho scelto quelli che in questo momento risvegliano in me delle emozioni particolarmente profonde. Posso dire che son le canzoni ad aver scelto me.

I  due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e la title track “Amoreamaro”, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. Quando esegui queste canzoni, hai lo spazio a disposizione, il palco, il pubblico, produci la tua musica, hai raggiunto certamente un importante obiettivo. La differenza per te quindi tra incidere su disco e cantare dal vivo, canzoni come queste, quale è la tua esperienza?

Premetto che quando canto è come se mi estraniassi dal mondo reale per crearne uno tutto mio. Le mie sensazioni nel cantare in studio di registrazione o dal vivo nei concerti, é molto diversa. In studio di registrazione sono più tranquilla e rilassata, forse anche più precisa; ma l’energia che si crea grazie alla presenza del pubblico e all’empatia che si genere tra me e loro, rende l’emozione più reale ed intensa.

Per l’uscita di questo disco è previsto un “fitto tour nazionale e internazionale” ci vuoi parlare di questo impegno?
Si, dopo la presentazione in anteprima lo scorso ottobre alla Fira Mediterrania de Manresa, in Spagna, è iniziata una lunga tournée europea che mi porterà in più di 15 diversi Paesi, dalla Finlandia all’Estonia, dal Portogallo alla Romania, dalla Germania alla Francia, Spagna e tanto altro. Ovviamente non mancheranno i concerti in Italia, ecco alcuni dei prossimi appuntamenti: 15 marzo a Cremella (Lecco), 30 aprile ad Alezio (Lecce), 2 maggio a Catania, 3 maggio a Vittoria (Ragusa), 8 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e tanto altro ancora.

Valeria Arnaldi- Madonna L’icona del pop

Gli anni della musica, Scrittori e scritture

Valeria Arnaldi

Madonna

L’icona del pop

Ultra Icon

Pp. 240 – 23,50 euro

16 agosto 2018 – Madonna compie 60 anni

Il look aggressivo e decisamente rock degli esordi. Il body di pizzo e la rapida – e profonda– svolta sexy, dall’abito bianco di Like a Virgin fino al reggiseno a cono firmato da Jean-Paul Gaultier. Lo stile Monroe ripensato in chiave audace, consapevole, ammiccante. L’immagine orientale, sofisticata, di Frozen. E ancora le citazioni punk, grunge, country, dance, nelle canzoni come nei look e nelle suggestioni dei video. Madonna ha attraversato i decenni, rimanendo la regina incontrastata di classifiche e passerelle mediatiche, grazie al suo trasformismo, o meglio alla sua capacità di anticipare e dettare mode. Non è solo questione di musica, né esclusivamente di immagine: a consacrarla è l’indiscutibile talento di sapersi fare testimone e vessillo del suo tempo, portando la sua personale energia. Era il 16 agosto del 1958 quando, a Bay City, in Michigan, nasceva Madonna Louise Veronica Ciccone, e appena ventisei anni dopo quella ragazza, figlia di un italo-americano e di una franco-canadese, dominava le classifiche con Like a Virgin, destinata a non lasciare mai più quel podio. In occasione del sessantesimo compleanno della regina del pop, per la prima volta, una vera e propria indagine sulle ragioni del suo successo, tra musica e stile, alla ricerca del segreto della sua eterna giovinezza. Perché in tante nel tempo hanno cercato di toglierle la corona – Beyoncé, Kylie Minogue, Rihanna, Shakira, Lady Gaga, Katy Perry – ma Madonna rimane il modello con cui confrontarsi. Il mito e l’icona.

Valeria Arnaldi

Laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista. Scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Tra i suoi libri più recenti, Chi è Banksy? E perché ha tanto successo?, Chi è Obey? E perché fa tanto discutere?, Gli amori di Frida Kahlo. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Ha ideato e curato C’era una volta…, primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale. Per Ultra ha pubblicato, tra gli altri, Audrey – Mito e icona, Hasta siempre! Mito e icona del Che, In grazia e bellezza – L’evoluzione della donna secondo Disney, Bomba sexy – Storia e mito della femminilità a cavallo del millennio.

Filippo Poderini_Moshi Moshi Pronto Pronto

Gli anni della musica


Una volta Filippo incontrò Mogol, che gli disse che doveva decidere che genere di musica fare. Siccome Filippo è cocciuto figurati se gli dava retta a Mogol.
Iniziò quindi a provarli tutti, i generi.
Così studia jazz al conservatorio di Bologna mentre scopre i CCCP, Thom Yorke lo ascolta mentre è in tour in Est Europa con la Mr No Money Blues Band, poi gli prende nostalgia di Bill Evans al concerto dei Telefon Tel Aviv e finisce a ballare i Moderat in cuffia mentre fa un altro tour a Fuerte Ventura.
Non si è mai ben capito, a vederlo dall’esterno, se lo faccia apposta di esser fuori luogo o sia solo un’abitudine consolidata.
Dal 2017 si mette a fare i concerti in solitaria e a produrre i dischi,
Dopo un date da Roma a Praga e pure 2 dischi(Irony & Sorrow, Acoustic Dj con Meltina Records) con lo pseudonimo “iF L”, e arrangia pure il disco “Altrove” col duo elettro rock “Algo vuol dire qualcosa”(Resisto Distribuzione) nel 2020, finalmente l’outing al mondo intero col suo vero nome “Filippo Poderini”, col disco dal titolo profetico “Moshi Moshi Pronto Pronto”. 11 canzoni inquiete, tra entropia pop e meraviglia cantando qua e là qualche romantica e dolce idiozia, dispensando pure qualche buon consiglio che chissà se Filippo stesso riesce poi a mettere in pratica.
Un disco pervaso da una strana miscela di ottimismo e malinconia dalla quale lasciarsi trasportare senza opporre resistenza,. Filippo, dal vivo, con una loop station Boss, un synth svedese e una chitarra col delay fa dei beat elettro pop a 133bpm.
Ci dice sopra delle cose anche importanti, a volte lucide e altre acide, ma sempre cantando, anche in coro, con l’harmonizer. Un suo live è un viaggio in cui potremo ballare a 133 bpm
da soli o tutt’uno con qualcun altro, per perderci negli spazi sonori che si rarefanno con lo scendere dei bpm.

Abbiamo raggiunto Federico, per tre brevi domande, in modo che possa presentarsi ai lettori del nostro blog.

Come passerai l’estate ?

 L’estate la passerò come passo le altre stagioni, con la musica, con la didattica, con l’arrangiamento.Non se sia riduttivo pensarla così, ma la musica ha un unico difetto, se così si può chiamare:non puoi amarla un po’, devi dedicargli sempre qualcosa(più di qualcosa),oltretutto c’è un livello altissimo di produzione musicale al mondo, la cui diffusione è amplificata dai mezzi comunicazione moderni e, se un musicista non vuole accontentarsi di ciò che ha appreso ma approfondirla finchè morte non vi separi, non può che fare come faccio io.

Quando arrivi in Puglia ?

Il concerto sarà nel festival Elettro Cantautorale “Combustioni sonore”, al quale farà da apripista Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi).Tutto inizierà il 20 agosto, il mio set sarà il 24.per questa opportunità posso ringraziare il mio amico leccese Andrea Rizzo,che fa parte dell’organizzazione.

Cosa preferisci tra la pineta e il mare per ricaricarti ?

Sono umbro, per ricaricarmi preferisco le colline, la corsa; non sono un amante dei bagni al mare, che in fondo preferisco guardare ed ascoltare piuttosto che immergermi.Sono profondamente legato alla terra, volare e nuotare non sono cose che fanno per me.

Walter Celi

Gli anni della musica

 Iniziamo con la canzone My Zone”, come è stata creata, come ti senti nella tua zona ?

My Zone è un brano che ho scritto durante la quarantena.
Ero chiuso in casa, da solo e avevo molto tempo libero. Passavo metà del giorno ad ascoltare musica e l’altra metà al pianoforte a imparare pezzi nuovi.
In quel momento ascoltavo molto artisti come Kendrick Lamar, Flying Lotus, Thundercat, Anderson .Paak.
Ho tratto da loro l’ispirazione per scrivere My Zone.

Durante i due mesi di quarantena ho riscoperto la bellezza della solitudine, dato che passavo molto tempo solo.
Ho provato a guardarmi dentro.
Ad ascoltare il silenzio e poi ho cercato di comunicare al mondo esterno le mie sensazioni.

My Zone, è quel luogo dove mi rifugio per riflettere, migliorare, ascoltare me stesso, quello che voglio davvero, la mia zona e quella dove nessuno può accedervi.


Passiamo al progetto “Blend Project”. come vederlo da vivo, secondo te cosa azzardare. oggi, con audacia, su un palco live, musicalmente parlando ?

Blend project è nato nel 2019 subito dopo l’uscita del mio secondo album ‘Blend’.
Si tratta del mio trio, formato da Donny Balice alla tromba, Dario Starace alla batteria e me.

La creazione di questo trio ha cambiato completamente la performance che offrivamo sul palco Donny e io prima, ai tempi del primo tour, in duo.
Adesso ci sentiamo più pronti ad affrontare grossi palchi.
Io sono più libero di interagire con il pubblico, non dovendo dedicarmi alla loop station ma solo a cantare e a suonare e sono più libero di esprimermi con il sostegno di due musicisti di eccezione come Donny e Dario.

Secondo me è giusto che ogni artista si esprimi sul palco nella sua maniera più personale. Il nostro punto forte a mio parere è l’energia, che trasmettiamo al pubblico con il nostro groove, e che viene restituita. È quindi questo scambio di energia tra noi e le persone che caratterizza i nostri live.


Gli importanti concorsi a cui hai partecipato, hai familiarizzato, su come oggi il talento viene conosciuto, valutato, cosa ti piace, cosa è stato particolarmente apprezzato nella tua formazione ?

Credo sia stata apprezzata l’originalità del mio progetto.
Non è una cosa che può essere catalogata facilmente e collocata in un genere ben preciso. Sono sempre stato semplicemente me stesso sia in studio che sul palco, ovviamente influenzato dai tanti artisti e tanti generi da cui traggo ispirazione, ma sempre rielaborato in chiave personale.


Si legge tra le tue note, dello strumento che suoni, Ha lavorato come batterista turnista per band di molteplici generi musicali viaggiando in lungo e in largo tra Europa, di questi viaggi, cosa ricordi, cosa non ha mai detto nella tua musica e vorresti dire, quale stella della musica, hai potuto apprezzare, se è stato possibile da vicino ?

Dal 2013, anno in cui mi sono laureato, ho fatto tante esperienze, suonando per altri progetti, altre band, anche al di fuori dell’Italia.
Ricordo che cercavo di farmi largo in questo difficile mondo della musica, ricordo che ero convinto che la musica sarebbe stata la mia strada ma non ero forse convinto che la strada del turnista sarebbe stata la più adatta a me. A lungo andare, mi sono stancato di stare dietro alle pelli, in fondo al palco, le emozioni e l’adrenalina che provavo all’inizio erano cessate.
E come se avessi bisogno di sfidare i miei limiti e così ho deciso di creare un mio progetto in cui ho cambiato ruolo e strumento. Una passo difficile ma che mi ha regalato tante sensazioni nuove e tante soddisfazioni.



Polistrumentista, cantante e songwriter. Ti chiedo delle genuine e ottimistiche parole sulla musica di oggi, come procede dopo il lockdown, soprattutto quanto sei emozionato nel tornare Sabato 27 giugno 2020 all’ Angelè Pub ?

Secondo me viviamo in un periodo di stallo. La musica è ferma.
Mi spiego meglio: non ci sono cose nuove al momento da scoprire, nuovi generi, nuove correnti, qualcosa di mai sentito prima.
Ci sono solo tanti bravi artisti, sparsi per il mondo e tanti artisti meno bravi.

Per quanto mi riguarda, tutto quello che sento di nuovo e che mi piace, riprende il sound degli anni sessanta, settanta, ottanta, quel sound che si era perso con l’uso esagerato dell’elettronica e che adesso si è ripreso alla grande.
Spesso mi capita di ascoltare pezzi vecchissimi che neanche conoscevo e stupirmi per quanto sono simili ai brani del 2018-19
Non si inventa niente al momento, per quanto mi riguarda, tutto ritorna di moda a intervalli di tempo, così come nell’arte e nella moda appunto.

Questa era un mio parere generale riguardo la musica di oggi, ma non saprei fare pronostici riguardo la musica dopo il lock down, perché le cose cambiano ogni giorno.
Posso però sperare che la gente sia più consapevole di quanto la musica sia importante per la vita dell’uomo soprattutto dopo questo fermo forzato, e che le persone siano “affamate” di musica  che si apprezzino sempre di più i  concerti.
Per quanto mi riguarda, sono emozionatissimo e felicissimo di tornare a calcare i palchi dopo 4 mesi.


Il tuo legame con la Puglia e come ti piace dare visibilità alla nostra Regione ?

Amo la Puglia e amo particolarmente suonare qui. L’anno scorso d’estate, Donny, Giuseppe, il mio manager, ed io abbiamo avuto la fortuna di partecipare a diversi festival nella mia regione ed è stato bellissimo.

Mi sento molto legato a questa regione anche se la maggior parte del tempo suoniamo fuori, in giro per l’Italia. Quando si torna a calcare palchi pugliesi è come una festa, ogni volta.


“Percorsi d’estate tra note e sapori”

Gli anni della musica

l giardino di Torre del Parco apre le sue porte per la rassegna “Percorsi d’estate tra note e sapori”

A Luglio e Agosto cinque cene concerto con le eccellenze gastronomiche e della musica

Venerdì 17 luglio Davide Berardi canta Domenico Modugno tra comicità e poesia

È uno dei luoghi simbolo della città di Lecce, scorcio amato e rappresentativo dell’anima elegante e storica del capoluogo: Torre del Parco, con la sua particolare struttura architettonica, è una delle dimore ricettive cittadine più ambite per festeggiare i momenti importanti.

Un giardino incantevole nel cuore pulsante della città, suggestivo e intimo, diventa in questa stagione estiva lo scrigno di una rassegna tutta nuova, una proposta nata dopo il lockdown per restituire valore all’arte e alla socialità.

Torre del Parco, infatti, apre per la prima volta il suo giardino per delle cene concerto, in programma a luglio e agosto, in cui i percorsi di degustazione si legano alla musica dal vivo.

Sono cinque le date, a partire da venerdì 17 luglio (poi a seguire 30 luglio, 6, 20, 27 agosto), che hanno il fine di trasportare in un viaggio che parte dall’esperienza del cibo di qualità, passa dalle tradizioni popolari e arriva ai suoni più internazionali, tra i grandi classici della musica rielaborati, riletti e rivisitati in chiave innovativa. Solleticare la memoria abbracciando tutti i sensi e stupire con interpretazioni originali: questo è alla base del progetto firmato da ARTEN, ideato dal direttore artistico Andrea Rizzo.

Le cene sono composte da un menu di degustazione con più portate che prediligono le eccellenze gastronomiche locali, mescolando tradizione e sperimentazione, così come è cifra distintiva della cucina di Torre del Parco. Ad ogni piatto, inoltre, è dedicata una specifica bevanda in abbinamento, in una esaltazione reciproca di tipicità.

La rassegna “Percorsi d’estate tra note e sapori” prende il via venerdì 17 luglio alle 21. La degustazione in giardino sarà accompagnata dalla musica dell’immenso Domenico Modugno, interpretata in modo del tutto originale dal cantautore Davide Berardi. “Meraviglioso” è uno spettacolo in cui sonorità acustiche miste ad arrangiamenti folk, jazz e latin, si accosteranno a momenti teatrali, gags comiche della commedia dell’arte da cui Modugno tanto ha attinto.

Poesia e comicità sono gli ingredienti principali di questa ricetta che, attraverso un uso sui generis della luce, trasmette atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili, cercando di risvegliare nel pubblico i sentimenti di cui Mimì si fece portavoce e simbolo.

Per partecipare alle cene concerto è necessario prenotare chiamando lo 0832 347694 (per consentire l’organizzazione dei tavoli che rispetti le normative anti-covid i posti sono limitati).

Tutti gli appuntamenti della rassegna:

Venerdì 17 luglio: “Meraviglioso”.

Davide Berardi canta Domenico Modugno. La vita e le canzoni di Mimì raccontate tra comicità e poesia

Giovedì 30 luglio: “L’amore sacro e l’amor profano”

Rachele Andrioli e Daniele Vitali

Le più belle canzoni d’amore, interpretate a volte fedelmente a volte in modo sorprendente

Giovedì 6 agosto: “Canzone… trovala se puoi”

Davide Sergi & Havana Trio

I grandi classici della canzone italiana

Giovedì 20 agosto: “More than words”

Marcello Zappatore & Gary Hazard Band

I pezzi internazionali che han fatto la storia della musica, riarrangiati in maniera briosa

Giovedì 27 agosto: “’E parole nun fanno rummore”

Suonno D’Ajere

Un tuffo nel golfo di Napoli: il peso della tradizione tramandato con leggiadra musicalità

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Andrea Rizzo ♫ ARTEN

Art Director & Booking Manager

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+39 347 4417421

Roma International Buskers Festival

Gli anni della musica

Si è conclusa ieri, 20 settembre 2020, la Prima Edizione del Roma International Buskers Festival. Una tre giorni di musica e arte di strada a 360° che ha animato il Porto Turistico di Roma.Dodici postazioni e un Main Stage che hanno visto protagonisti i migliori musicisti e performer della scena Busker Italiana e Nazionale:Borja Catanesi – Dario Rossi – Federico Nathan – Adriano Bono e The Reggae Circus – Gabriele Pollina – Marco Sbarbati ft Bruna Di Virgilio – Jacopo Mezzanotti – Scoss – Sabrina De Mitri – Wonky Monkeys – Falkatrazz – Simone Spirito e Aurora Arenare – Radiocantilena ft Saxobass & il Naya – Le Swingeresse – Bagarija Orkestar – Caracca Tamburi – Aurora Trippetta – Edo Sparks – Hiram Show 

Ad arricchire il programma si sono esibiti anche Jacopo Mastrangelo in una suggestiva performance dalle terrazze del lungomare del Porto Turistico di Roma, l’Orchestra SIO di San Fior e Godega ha emozionato il pubblico con un repertorio eclettico e vario suonato dai suoi 48 giovanissimi elementi diretti dal Maestro Roberto Fantinel. Nel corso della tre giorni anche molti altri artisti, pur non avendo risposto alla call for action (che ha contato oltre 180 candidature), abbracciando appieno lo spirito del Roma Buskers Festival si sono uniti alla grande festa ed hanno avuto spazio per dare vita alle loro performance liberamente tra 12 postazioni buskers. A chiudere il Festival una incredibile Jam Session sulle note di Don’t Worry Be Happy eseguita da Federico Nathan, Borja Catanesi, Marco Sbarbati, Gabriele Pollina, Jacopo Mezzanotti e Scoss. Grandissima l’affluenza di pubblico nei tre giorni che ha passeggiato lungo gli 1,2 km della marina del porto turistico di Roma con curiosità ed interesse per le numerose performance, giocando con la web app del Roma Buskers Festival e vincendo oltre 2000 gadget, il tutto nel rispetto delle normative con grande spirito collaborativo.

 L’Organizzatore Andrea Cicini (Gruppo Matches) ed il Direttore Artistico Massimo Di Stefano (ESound) hanno ringraziato lo staff, gli artisti, le istituzioni e tutti i partner annunciando con grande entusiasmo l’edizione 2021 del Roma International Buskers Festival. «Un evento ricco di emozioni e sorrisi del pubblico. È stato bello respirare allegria tra la gente, grazie all’impegno degli artisti di strada che hanno colto questa grande opportunità approdando al Porto Turistico di Roma. È sempre bello vedere sogni che si realizzano, per noi di Gruppo Matches è stato un importante investimento e ci abbiamo creduto da subito. Ma se abbiamo raggiunto un ottimo risultato è anche grazie al prezioso gioco di squadra fatto tra l’Amministrazione e la Direzione della marina, le istituzioni ed i partner che si sono fidati ed affidati alla nostra passione e determinazione. Chiudiamo questo primo Festival con estrema energia, con uno sguardo al 2021, al ritmo di   “Don’t worry Be Happy”». A.Cicini (Gruppo Matches) L’evento è stato ideato ed organizzato dall’Agenzia di Comunicazione Gruppo Matches con la direzione artistica di Esound, in collaborazione con il Porto Turistico di Roma e il Patrocinio di Regione Lazio nell’ambito di Youth Card, del Municipio X, di SIAE – Società Italiana degli Autori ed EditoriANLAIDS Onlus e della Guardia Costiera. La Radio Ufficiale dell’evento Dimensione Suono Roma. Partners ufficiali dell’evento: LVL PRO EVENTJungel Film Production, Mediamorfosi – Officina Creativa, Biosanyx, Artemisia Lab Ostia, Biraz, Il Confine, Eventi di Cartone, Sogno Veneto, Cambusando, Laboratorio Olfattivo, Ostia Antica Park HotelAbitart HotelHotel La Scaletta RomaFy Decò Hotel, Aran Blu HotelIsola Sacra Rome Airport Hotel, Best Western Hotel i Triangoli e la Roma Mare Asshotel.  

SitoUfficiale: 

www.romabuskers.comIG https://www.instagram.com/romabuskersfestival/FB https://www.facebook.com/RomaBuskersFestival Info: info@romabuskers.com

Ufficio Stampa: safe&SOUND
Sara Salaorni sara@safeandsound.it
Giovanni Boscaini giovanni@safeandsound.it

FattoSano ” Buffet “

Gli anni della musica

“Buffet”, un nome originale per una canzone, come nasce, a cosa ti sei ispirato?

La composizione rock, punk di Adriano Sette Vecchio ha suscitato in me un’immagine. Il pogo. Ho pensato “qual è l’immagine perfetta per rappresentare il pogo?”. Non so voi, ma dalle mie parti, all’ora dell’aperitivo, le persone si trasformano in guerrieri ed hanno un unico solo obbiettivo: “il bufffet”. Tra le sfumature di questa rappresentazione divertente, si cela la tematica importante dell’incapacità dell’uomo di saper condividere col prossimo. 

Mi piace molto l’uso che fai nella canzone del termine “condividere”, cosa a te piace leggere, vedere, condividere, in tema musicale?

Ora qualcuno mi lapiderà. Non sono amante della lettura a meno che non si tratti di biografie o simili di artisti (non per forza musicali). Preferisco guardare e condividere bei film, ascoltare e condividere canzoni che mi piacciono. Insomma, se una cosa mi piace mi fa piacere condividerla, anche se non legata strettamente al tema musicale.

Ma che sbatta, rap e musica, spesso fanno rumore, tu cosa pensi del messaggio di una canzone al pubblico?

L’artista quando si esprime, non può pensare troppo a dove andrà a finire la propria arte, rischierebbe di comprometterla e non essere sincero pienamente con se stesso. Il rap ha sempre fatto rumore e ne farà per sempre, c’è bisogno di maestri in grado di renderlo digeribile, spiegarlo, soprattutto per le menti più giovani.

Il titolo Italiano loco Yankee è un bel titolo, il nostro paese spesso butta in “caciara”, come ricordi nel pezzo, tu come ti comporti con una canzone, quando invece accade il contrario non si sente bene?

Il comportamento deriva dalle sensazioni che si provano. Le canzoni a volte non troppo “caciarose” sono le più belle e più sentite. Questa domanda mi ricorda una canzone scritta un po’ di tempo fa: “Lacrima”.

Quali sono le prossime novità che ti riguardano?

Verso l’autunno organizzeremo i Live. Abbiamo voglia di raccogliere i frutti de “Il ballo del grizzly” i FanFrutti (ride).

Come seguirti sul web e sui social?

Mi trovate su Instagram, Facebook, Soundcloud, YouTube e Spotify. Basta cercare “fattosanofficial” o “Fattosano” . Buon ascolto!

Musica Nuda

Gli anni della musica

Musica Nuda   con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e la partecipazione eccezionale di Frida Bollani Magoniprimo evento live post Covid ad Arezzo venerdì 19 giugno 
Sarà Musica Nuda con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e la partecipazione speciale di Frida Bollani Magoni  a riaprire la musica live ad Ad Arezzo post Covid Venerdì 19 giugno alle ore 21.15 nell’ambito della Rassegna “Preludio d’estate” in piazza San Domenico, una delle più belle piazze della toscana con la sua chiesa con il famoso crocefisso di Cimabue.

Il concerto organizzato dal comune di Arezzo, la fondazione Guido d’Arezzo, la partecipazione del Calcit e la direzione artistica della fondazione Arezzowave Italia è il primo nella città toscana e uno dei primi in assoluto post Covid, a riportare  in scena nomi famosi della musica italiana. La serata è dedicata a tutti gli operatori del sistema sanitario della provincia di Arezzo e avrà uno scopo benefico: il ricavato dell’evento verrà infatti devoluto al progetto del Calcit SCUDO-cure domiciliari oncologiche.L’ingresso con biglietto ad offerta pro Calcit avverrà con prenotazione visti i posti ridotti (160 posto distanziati a 2mt uno dall’altro) e seguirà tutte le procedure previste dalle normative vigenti .Petra Magoni e Ferruccio Spinetti sono la coppia della musica italiana con maggior numero di concerti in Italia e all’estero.  I loro spettacoli sono apprezzati da moltissimi fan per la voce affascinante di Petra e il virtuosismo di Ferruccio con il suo magico contrabbasso.  Musica Nuda su YouTube supera il milione di visualizzazioni tra rivisitazioni di pezzi storici della musica di tutti i tempi e brani inediti.Al concerto di venerdì 19 giugno si aggiunge alla coppia per la prima volta ufficiale (come spesso è avvenuto in passato per le proposte di Arezzowave), il talento e la grazia al pianoforte della giovanissima  figlia di Petra Magoni e Stefano Bollani: Frida Bollani Magoni. La serata è resa possibile anche grazie al sostegno del Centro Chirurgico Toscano, Union B.I.O, pasta Fabianelli e Ecologia Falcinelli.
Le prenotazioni obbligatorie potranno essere effettuate:

  • telefonando alla fondazione Guido d’Arezzo allo 0575356203 oppure al 3312289744 
  • scrivendo a info@calcitarezzo.it 
  • via whatsapp al 3287254025 cui seguirà risposta immediata per info su acquisto 
  • In caso di maltempo il concerto si terrà il giorno dopo sabato 20 giugno ore 21:15

Ad Arezzo La musica riparte ! 

©_ANGELO_TRANI

Dionisio ” Dammi una ragione “

Gli anni della musica

DAMMI UNA RAGIONE” è il nuovo, movimentato biglietto da visita della band siciliana dei DIONISO. La band nasce in Sicilia nella provincia di Catania a febbraio del 2018 ed è costituita da quattro elementi: Francesco Campo (chitarrista 15/11/1993) ne è considerato il fondatore, fu lui a contattare Andrea Sciacca (batterista-percussionista laureato al conservatorio 08/12/1995), insieme cercarono il frontman che trovarono presto in Filippo Ferro (cantante 29/05/2000) e infine fu aggiunto l’ultimo elemento versatile Filippo Novello (bassista-tastierista 11/09/2002).. Gli abbiamo incontrati per una breve intervista.

Dammi una ragione, scrivere pagine di vita, rende migliori anche i guai, è un messaggio che mi piace molto, nel testo fate un invito a rompere, alle barriere, ci spieghi come è nato l’incontro con questo testo?

L’idea di questo brano è nato dal nostro frontman Filippo Ferro, insieme al nostro produttore abbiamo improntato la linea melodica, una ballabile a tratti psichedelica, poi Filippo ha trovato il connubio perfetto tra parole e intenzione musicale inserendo concetti forti come quello di non poter tornare indietro nelle scelte di vita per cambiare le cose.

Siete una band siciliana, questo pezzo, è definito un vostro movimentato biglietto da visita, come consigliare ai fan, a chi vi vuole conoscere, di farvi visita oltre al pezzo che abbiamo già presentato?

Stiamo cercando il nostro sound e ci stiamo vestendo di uno stile tutto nostro che possa contenere le sfumature caratteriali di tutti e quattro i componenti della band.

Stiamo lavorando molto e ci auguriamo di piacere a quante più persone possibili, le sorprese non tarderanno ad arrivare in quanto i brani che saranno contenuti nel nostro album di cui ancora usciranno alcuni singoli abbracciano stili ed epoche musicali diverse rimanendo però riconoscibili nel sound, ne vedrete, anzi, ne sentirete delle belle!

Una band, che racconta storie di passioni folli, ripensamenti, la scelta di una musica moderna, come vive la vostra musica, nel mondo dei giovani, delle loro conquiste, non solo amorose, che devono portarli a fruire liberamente della loro voglia di musica?

Noi viviamo la nostra musica nel modo più sincero possibile, attraverso i testi e attraverso il sound, cerchiamo di vestirci con un abito che ci incalzi proprio come vorremmo. Le nostre influenze certamente sono caratterizzate dal sound rock degli anni 70/80, contestualizzate nel periodo storico che stiamo vivendo e con il giusto spirito di sperimentalismo. 

Stiamo vivendo un periodo particolare per la musica, con questo ” stop “, adesso essere qui, essere ascoltati, arrivare ad una platea è cosa ancora più importante, voi come avete deciso di farvi sentire dal pubblico che via ama, che vi è stato vicino in questi giorni di ” quarantena ” ?

In questo periodo davvero particolare i social ci hanno aiutato parecchio a raggiungere, seppur da casa e senza l’impronta dei live una grande fetta di pubblico, restiamo fiduciosi di poter tornare presto a suonare perché il contatto diretto col pubblico è senza dubbio più gratificante e coinvolgente per una rockband come la nostra che ama esprimere fisicamente le proprie emozioni.

Abbiamo davanti a noi l’Estate, a cui Dammi una ragione fa pensare, avete intenzione di cantarla magari in spiaggia seduti sulla sabbia, organizzare delle feste, fare ballare, penso che questo contatto vi piaccia molto e quindi dopo avere descritto il ritorno, vi chiedo cosa sentite dentro, come band, che volete esca fuori?

Dammi una ragione è perfetta per l’estate, l’abbiamo da subito immaginata proprio così, la classica canzone da cantare in spiaggia seduti sulla sabbia, con una voce calda ed emozionata ma anche ballabile, perfetta per movimenti sensuali o sbarazzini, dipende da quello a cui pensi mentre l’ascolti.

Quali sono i vostri impegni e progetti futuri ?

Al momento l’uscita dell’album è il nostro primo pensiero e alla pari c’è senza dubbio quello di poter finalmente programmare date live per far sentire il nostro progetto al completo. Stiamo proseguendo con costanza e impegno e ci stiamo dedicando con passione al nostro progetto.

Alex & Athlos-Moonlight

Gli anni della musica

Presentiamo la canzone Moonlight” di Alex & Athlos, nomi d’arte rispettivamente di Alessandro Spagnuolo Antonio Papagna.

Iniziamo le nostre domande con Alessandro.

Come nasce l’idea di questo brano?

Nasce dall’idea di Athlos di realizzare una hit estiva e dalla mia voglia di scrivere un brano che fosse fuori dai canoni commerciali, senza seguire i trend della moda del momento. 

Da quanto tempo lavorate insieme?

All’incirca da tre o quattro anni. Siamo cresciuti nello stesso quartiere e suonavamo nella stessa band.



 Cosa vi aspettate da questo brano?

Ci aspettiamo che diventi una hit a livello provinciale e ci auspichiamo di allargarci sempre di più sul territorio nazionale, singolo dopo singolo. 


Cosa volete trasmettere?

Questa canzone nasce da un sentimento di rivalsa che non ha nulla a che vedere con l’ostentare, perché è un testo che parla di meritocrazia, di valori e di ideali senza sfociare  perbenismi e moralismi. 


Che tipologia di persone sono i vostri fan?

 Non intendiamo focalizzarci su un target in particolare, anche perché la nostra  base è molto varia.  
Chi vi sostiene, supporta, aiuta? Possiamo contare sul sostegno di amici e famiglia e sul supporto della  fanbase. 


In che modo superate contrasti, problemi, difficoltà?

In generale abbiamo pochi contrasti fra di noi, ma li superiamo parlando in modo diretto e aperto. 


Il momento più bello e significativo della tua carriera artistica?

Quel momento arriverà a breve. 

Progetti futuri?

Il 28 luglio Moonlight è fuori in tutti gli storie digitali, e in autunno, abbiamo in progetto l’uscita del nuovo singolo con i Catena Entertainment al completo. 


Quando e come hai scoperto la passione artistica? In realtà è iniziata con la passione per la scrittura, la musica mi piaceva soltanto da ascoltare finché, sei anni fa, non ho deciso di unire le cose e iniziare a studiare l aspetto tecnico. 


In che modo l’hai assecondata e coltivata?

L’ho coltivata con sacrificio e dedizione, ma anche con una lunga gavetta.  

Passiamo ora alle domande per Antonio.

Come nasce l’idea di questo brano?-

Circa un anno fa ebbi l’ispirazione per questo brano. Quando l’arrangiamento fu ultimato, lo feci ascoltare ad Alex che subito si adoperò a scrivere il testo. Fu così che nacque Moonlight. 

Da quanto tempo lavorate insieme?-

In passato suonammo per qualche anno nella stessa band, io come batterista ed Alex come cantante. 


C’è un leader tra di voi?-

Ognuno di noi ci mette il suo e contribuisce in maniera eguale alla realizzazione dei brani. 
Cosa vi aspettate da questo brano?- Sarebbe bello potersi affermare in provincia e perchè no? Arrivare su tutto il territorio nazionale! 

Cosa volete trasmettere?-

Tema centrale della canzone è quello del riscatto e della meritocrazia. 

Che tipologia di persone sono i vostri fan?

– Avendo una grande varietà nelle sonorità e nello stile, non abbiamo un pubblico ben definito. 

Chi vi sostiene, supporta, aiuta?

– Senz’altro possiamo contare su amici e famigliari e sulla nostra fanbase. 

In che modo superate contrasti, problemi, difficoltà?

– Oltre ad essere musicisti che collaborano, siamo amici che escono nello stesso gruppo. Semplicemente si parla e ci si organizza sul “da farsi”.

Il momento più bello e significativo della tua carriera artistica?

– Il bello deve ancora venire!! 

Progetti futuri?

– Abbiamo qualcosa che “bolle in pentola”. Seguiteci per aggiornamenti!! 

Quando e come hai scoperto la passione artistica?

– Potrei dire di essere figlio d’arte in quanto proveniente da una famiglia di musicisti. Vivo la musica da ancor prima di nascere! 

In che modo l’hai assecondata e coltivata?

– Da piccolo mi dilettavo suonando alcuni accordi sulla tastiera e cantando Celentano, ma è dal 2015 che decisi di intraprendere un percorso di studio della batteria, assieme al mio maestro Mario Ciuffreda. In contemporanea è iniziata la mia produzione di musica.