OVERTURE – “COME GODO SE”

Il brano “ Come godo se “ è in radio dal 17 Gennaio del 2020, ci spieghi come è nato, un brano che vuole creare rumore, per fare identificare con esso il vostro suono, quindi possiamo presentarlo al pubblico come rap, cosa vi interessa che il pubblico colga col brano, oltre al rap ?

Come godo se è nato per esprimere l’ipocrisia della gente e abbiamo cercato di trovare un suono che rappresentasse l’odio.
Nel brano bisogna cogliere la metafora del suicidio della persona che è l’unico modo per cancellarle quella parte di noi che odiano.

Spieghiamo il vostro lavoro, come siete nati, il vostro modo di fare musica come nasce, in cosa siete uniti nello scrivere un brano, in cosa, invece, siete diciamo in “ polemica “ ?

 Il nostro lavoro è la scelta musicale e mettere in pratica un’idea collettiva.
Siamo nati da circa un anno,ci siamo conosciuti tramite conoscenze e parentele, ora siamo inseparabili.
La nostra musica è nata inizialmente in sala prove e si sviluppa in studio, la scrittura unisce i nostri pensieri e probabilmente non ci troviamo quasi mai in polemica. Ci troviamo a discutere le poche volte che si parla di satira.

Oggi si è molto vicini anche al pubblico lontano, grazie ai social, secondo voi quale è la differenza del contatto live ?

Che il social in questo momento è la vetrina del negozio che tutti possono osservare il contatto live e quando entri a contatto con il commesso.

Cosa state preparando per il futuro ?

Per il futuro stiamo lavorando ad un progetto nuovo che avrà all’interno i due singoli usciti finora.

Avete in mente delle collaborazioni, suonare, scrivere per altri artisti, in modo particolare vi è qualcuno con cui vi piacerebbe collaborare ?

Le collaborazioni sono una suggestione per ora anche parecchio lontana.
Lo scrivere per altri non pensiamo sia un modo per esprimerci.
Ci sarebbe piaciuto collaborare con Michael Jackson.

Valeria Arnaldi- Madonna L’icona del pop

Valeria Arnaldi

Madonna

L’icona del pop

Ultra Icon

Pp. 240 – 23,50 euro

16 agosto 2018 – Madonna compie 60 anni

Il look aggressivo e decisamente rock degli esordi. Il body di pizzo e la rapida – e profonda– svolta sexy, dall’abito bianco di Like a Virgin fino al reggiseno a cono firmato da Jean-Paul Gaultier. Lo stile Monroe ripensato in chiave audace, consapevole, ammiccante. L’immagine orientale, sofisticata, di Frozen. E ancora le citazioni punk, grunge, country, dance, nelle canzoni come nei look e nelle suggestioni dei video. Madonna ha attraversato i decenni, rimanendo la regina incontrastata di classifiche e passerelle mediatiche, grazie al suo trasformismo, o meglio alla sua capacità di anticipare e dettare mode. Non è solo questione di musica, né esclusivamente di immagine: a consacrarla è l’indiscutibile talento di sapersi fare testimone e vessillo del suo tempo, portando la sua personale energia. Era il 16 agosto del 1958 quando, a Bay City, in Michigan, nasceva Madonna Louise Veronica Ciccone, e appena ventisei anni dopo quella ragazza, figlia di un italo-americano e di una franco-canadese, dominava le classifiche con Like a Virgin, destinata a non lasciare mai più quel podio. In occasione del sessantesimo compleanno della regina del pop, per la prima volta, una vera e propria indagine sulle ragioni del suo successo, tra musica e stile, alla ricerca del segreto della sua eterna giovinezza. Perché in tante nel tempo hanno cercato di toglierle la corona – Beyoncé, Kylie Minogue, Rihanna, Shakira, Lady Gaga, Katy Perry – ma Madonna rimane il modello con cui confrontarsi. Il mito e l’icona.

Valeria Arnaldi

Laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista. Scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Tra i suoi libri più recenti, Chi è Banksy? E perché ha tanto successo?, Chi è Obey? E perché fa tanto discutere?, Gli amori di Frida Kahlo. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Ha ideato e curato C’era una volta…, primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale. Per Ultra ha pubblicato, tra gli altri, Audrey – Mito e icona, Hasta siempre! Mito e icona del Che, In grazia e bellezza – L’evoluzione della donna secondo Disney, Bomba sexy – Storia e mito della femminilità a cavallo del millennio.

Andrea Muccin – Intervista –

In rotazione radiofonica dal 17 Gennaio “Gaucho” (Noize Hills Records), l’ultimo singolo di Andrea Muccin uscito sulle piattaforme digitali lo scorso novembre

Grazie di essere qui tra di noi, noi ti scriviamo qui dal sito Cambio Giorno, come ricordi, nella tua canzone un Vestito Bordeaux, anche noi ascoltiamo come De Andrè. Inizi nel 2011, come è stato il tuo debutto, quali difficoltà, cosa ti ha reso felice ?

Be io felice lo sono sempre e mai la cosa che più mi ha reso felice e stato sentirmi fare complimenti per la scrittura dal maestro Marco Zangirolami che ha curato il mix e il master dei miei brani

Il tuo genere musicale, potresti darne una definizione, con canzoni che sono solo tue di Andrea Muccin, aggiungendo anche chi come musicista ti ha ispirato, chi ti ha fatto compagnia da giovane, con la sua musica ?

Non riusciamo bene a piazzarsi nel panorama musicale odierna siamo un po’ pop un po’ hip hop in po’ camtautorato, perdonatemi il termine ma vorrei essere qualcosa che nasce da me, anche se l amore per la musica mi é arrivato dalla prima cassetta di proprietà domani smetto degli articolo

Piacenza dorme già, canzone molto bella, che racconta dei sogni di un musicista, cosa hai realizzato, di questo sogno ?

Di questo sogno ho realizzato, la mia città nella mia piazza, che canta il ritornello insieme ad un importante evento cittadino

Nel 2017 esce l’Ultimo spettacolo, un bellissimo testo, tra diversi titoli famosi trovi il modo di descrivere il tuo amore, in un attimo, senza tutta quella trasmissione di immagini, in un momento. Ci racconti come è nato il brano ?

Be questo pezzo nacque perché una ragazza mi disse di andare al cinema con un suo nuovo spasimante, io andai a casa di fretta. Quella ragazza mi interessava parecchio. E io l ultimo spettacolo, al tempo, avrei voluto vederlo con lei

Scrivi spesso della donna, oggi la sua presenza nella musica italiana, con canzoni d’amore è sempre apprezzabile, in Gaucho, aggiungi a questo tema, i tuoi ricordi di bambino, secondo te la canzone italiana, che si rivolge al pubblico, fa sempre rima cuore e amore ?

Non c e bisogno di generalizzare. Per me le donne sono la cosa più bella che c é mia mamma la mia ragazza mia nonna mia sorella sono i ricordi migliori. Sono le persone che mi hanno insegnato a vivere di cuore poi se fa rima con amore non importa,se la rima cuore amore la facesse Vasco suonerebbe ancora bene

Come procede la promozione del disco, Ti lascio ” carta bianca ” descrivi ” liberamente ” i brani che ti sembrano interessanti

Be i brani più interessanti a parere mio sono l alba in provincia che parla di una donna

San benedetto del Tronto che parla di mia mamma

E la nostra canzone che parla della storia d amore di un Andrea che non sono io

Quali sono i tuoi progetti per il futuro ?

Fare musica farla bene e non pensare al futuro ma migliorarmi e migliorare ciò che ho ora

Come sono gli anni della musica.

Una rubrica terminata, non tanto per la ” nostalgia ” dello ieri, spesso, quando ci ” caccia “, siamo come un ” neonato “, che non ha nessun potere, nasce in noi il desiderio di essere ” definiti “, di ” presentare le fonti ” , molti vorrebbero dare musica alla loro ” nostalgia “. Vogliamo rivivere amori, case, nazioni, come se fosse come a quel tempo, avessimo ancora quel luogo. Come tutti abbiamo conosciuto la musica, quando abbiamo compiuto il nostro cammino di educazione nella società, non solo, con lo sport, abbiamo imparato che la sensibilità verso la musica, ci porta ad essere più veloci nei movimenti. Si dice che ballare faccia bene al sistema nervoso. I suoni musicali sono espressivi, riconoscono una forma di intelligenza, non solo il nostro sistema nervoso ha bisogno della giusta forza per cogliere il bene della musica.

Non sappiamo se la musica, lo sport, il cinema, danno valore alla esperienza corporea, tutti noi che siamo amanti, io da sempre, di Madonna, aspettano da lei aggiornamenti, nel suo ascolto. Il libro ” Madonna : Santa e peccatrice ” di Mary Cross, esprime il valore, che ha per una cantante, anche famosa, lo studio di registrazione, le persone giuste. Prima della sua prima apparizione televisiva, importante, il mio idolo, rispondendo ad una domanda, su cosa stesse facendo, cosa avrebbe fatto, nei suoi anni della musica, rispose, senza usare le parole precise, che avrebbe guidato il mondo, diciamo non avrebbe conosciuto frontiere.

Nel tempo abbiamo imparato, dai nostri idoli, che la musica è piena di cose strane, che farebbero di tutto per avere una immagine, una foto, un video, che attiri l’attenzione del pubblico.

Molto spesso, nei programmi dei discografici, delle radio, gli artisti imparano che non suonano per il loro solo ” capriccio “, non molti suonano per il fatto che a noi ci ” cacciano ” da un luogo, anche se la musica, nel passato, per difendere concetti, come amore, patria, ad esempio, ha creato i poemi sinfonici, con temi molto nazionalistici, Bedřich Smetana, tra il 1874-1879, compose ” La mia patria “, non solo divenne famoso per ” La sposa venduta “, ponendo le basi di un linguaggio musicale di carattere nazionale, è famoso anche per il tema di apertura di questo post, che il sistema nervoso, ci deve permettere di ascoltare la musica, in lui insorge una forma di sordità sempre più grave (sentiva una nota acuta nella testa, poi riprodotta nel Quartetto n.1 “Dalla mia vita”),

Sia la musica, quella classica, oppure, quella del nostro idolo pop, il maestro, il musicista, il cantante, rimane nel tempo ” famoso nella città “, in quei luoghi, i giovani ancora ne parlano, sia per amore, che per chiasso, divertimento, questi sono gli anni giusti della musica.

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“AMOREAMARO”, IL NUOVO ALBUM DI MARIA MAZZOTTA

“AMOREAMARO”, IL NUOVO ALBUM DI MARIA MAZZOTTA

Una delle voci più apprezzate del panorama della world music internazionale

Il tour partirà il 13 da Napoli e il 15 da Malgrat (Barcellona, Spagna) e toccherà più di 10 nazioni europee

Un’intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell’amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. E’ “Amoreamaro” (Agualoca Records), il nuovo album di Maria Mazzotta, una delle personalità musicali più emblematiche del Sud Italia, che esce oggi, 10 gennaio, nei negozi di dischi, sulle piattaforme di streaming e in digital download.

Già nel “Canzoniere Grecanico Salentino”, la Mazzotta è arrivata ad essere una delle voci più apprezzate del panorama della world music europea.

Dieci brani in tutto, di cui due inediti, per un disco – presentato in anteprima alla Fira Mediterrania de Manresa (Spagna) nell’ottobre scorso – che attraversa senza timore tutte le emozioni che l’amore può suscitare, trovando nel canto, come da tradizione popolare, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura”. Si va dagli stornelli ai brani di tradizione riarrangiati ed arricchiti con nuove sonorità e parole, sino alle pietre miliari che hanno lastricato la strada della grande canzone Italiana come “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri.

Ma il cuore del disco alberga nei due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e la title track “Amoreamaro”, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. “Amoreamaro” è il singolo che accompagna l’uscita dell’album e che ha ispirato anche un videoclip di visual art che sarà on line dal 15 gennaio.

A guidare musicalmente il tutto ci sono la fisarmonica ed il piano del malgascio Bruno Galeone, al quale talvolta si uniscono i tamburi etnici e le percussioni dell’iraniano Bijan Chemirani (in “Tore Tore Tore”) e il didgeridoo di Andrea Presa (in “Amoreamaro”).

L’illustrazione in copertina è un lavoro esclusivo di Simone Lomartire. Grafica di Giulio Rugge.

Maria Mazzotta, coadiuvata dall’agenzia di booking e management Zero Nove Nove, ha voluto legare a questo suo ultimo lavoro discografico anche l’apertura di una collaborazione con Save the Children per raccogliere fondi da destinare a operazioni umanitarie.

L’uscita dell’album sarà accompagnata da un fitto tour nazionale e internazionale che partirà il 13 febbraio da Napoli e il 15 febbraio da Malgrat, in Spagna. Il tour farà inoltre tappa in alcune delle città più importanti d’Europa come Marsiglia (Francia, 5 marzo), Parigi (Francia, 9 marzo), Vienna (Austria, 10 marzo), Lubiana (Slovenia, 14 marzo), Saragozza (Spagna, 28 marzo), Monaco di Baveria (Germania, 17 aprile). Non mancheranno le tappe nello Stivale: Milano (15 marzo), Catania (2 maggio), Roma (Auditorium Parco della Musica, 8 maggio) e Trento (14 maggio).

CHI E’ MARIA MAZZOTTA

Maria Mazzotta è una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale. Nella sua carriera ha collaborato con nomi del calibro di Bobby McFerrin, Ibrahim Maalouf, Rita Marcotulli, Ballake Sissoko, Piers Faccini, Justin Adams e Juldeh Camara, Mannarino, Hysni (Niko) Zela e Fanfara Tirana, Eva Quartet, Klapa Otok, Bojken Lako, Raiz, Roy Paci, Roberto Ottaviano, Raffaele Casarano, Bijan Chemirani e Mario Arcari.

Dal 2000 al 2015 ha fatto parte del Canzoniere Grecanico Salentino, band con la quale ha inciso sei album e partecipato ai più importanti festival di world music.

Nel suo percorso di approfondimento delle varie tecniche volali ha incontrato Sayeeduddin Dagar, tra i più noti cantanti Dhrupad Indiani, e Bobby McFerrin che la sceglie per duettare nell’edizione 2008 del “Bari in Jazz”.

Volgendo lo sguardo ad est si appassiona alla musica balcanica e a soli 21 anni inizia una ricerca musicale con vari musicisti di diverse nazionalità (greci, albanesi, macedoni, croati, rumeni, bulgari e

tzigani che incontra nei suoi numerosi concerti). Da qui nasce il sodalizio col violoncellista albanese Redi Hasa in una simbiosi musical-culturale da cui scaturisce il duo “Hasa-Mazzotta”.

Nel 2006 fa parte dell’Orchestra Notte della Taranta diretta dal M° Concertatore Ambrogio Sparagna. Dal 2011 al 2014 è voce solista della stessa con la direzione del M° Ludovico Einaudi, del M° Goran Bregovic e del M° Giovanni Sollima.

Dal 2013 collabora, in qualità di cantante, con la compagnia di danza di Miguel Angel Berna realizzando gli spettacoli “Mediterraneo”, “La jota e la taranta”, “Cardia”, “Dos Tierras” esibendosi in diversi teatri nel mondo tra i quali Teatro Olimpico di Roma, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro del Canal di Madrid, Suzanne Dellal di Tel Aviv. Nel 2015 partecipa come cantante nella nuova pellicola di Carlos Saura “La jota”.

Ha cantato in festival e rassegne in tutto il mondo, tra questi: Womad (Australia, Nuova Zelanda, Uk), GlobalFest (New York), South by Southwest (Texas), Small World Music Festival (Canada), Rainforest (Malesia), TarabTanger (Marocco), Soglie (Arabia Saudita), Womex (Grecia), Babel Med Music (Francia), Les Suds a Arles (Francia), Sete Sois Sete Luas (Portogallo e Spagna), Karneval der Kulturen (Germania), At-tension (Germania), Festival Mito (Milano).

AMOREAMARO traccia dopo traccia (Guida all’ascolto)

01- VORREI VOLARE / BALLATA DELLA PRESA DI COSCIENZA

(Trad. / R.Durante – D.Durante)

Si tratta di due stornelli, che nella tradizione sono una forma musicale utilizzata per comunicare qualcosa che solitamente in pubblico non si può comunicare, come una dichiarazione d’amore o, al contrario, delle offese.

“Vorrei volare” é uno tra gli stornelli d’amore tradizionali più conosciuti in Salento.

“Ballata della presa di coscienza” è invece scritto da Rina Durante, una scrittrice salentina che negli anni 70 descriveva la condizione sociale della donna in Salento.

02- SCURA MAJE (Trad.)

Brano tradizionale abruzzese, conosciuto anche come “Il canto della vedova”. É la disperazione per la perdita dell’amore, tanto che la moglie vorrebbe morire nelle braccia del marito defunto.

(VIDEOwww.youtube.com/watch?v=mbnXp4x7aXU&feature=emb_logo)

03- NU ME LASSARE (M.Mazzotta – B.Galeone)

Primo inedito del disco. Una ballata d’amore in salentino, il desiderio di «ritrovare» qualcuno che non c’é più.

04- ROSA CANTA E CUNTA (Rosa Balistreri)

Un omaggio a Rosa Balistreri. Racconta la sua storia: la sofferenza, la fame, la sopraffazione dei padroni, la rabbia per le ingiustizie della sua terra. Ma anche la non rassegnazione, il desiderio di restare quel che si è, di mantenere la propria dignità.

05- NO POTHO REPOSARE (S.Sini – G.Rachel)

É una canzone d’amore sarda scritta nel 1920 ma oramai considerata un classico della canzone tradizionale dell’isola. Racconta della fragilità dell’amore che è tenero come un bambino: “Se mi fosse possibile ruberei lo spirito invisibile dell’angelo, prenderei il sole e le stelle del cielo e creerei un mondo bellissimo per te, per poterti regalare ogni bene”.

06- TORE TORE TORE (Trad. – el. M.Mazzotta, B.Galeone)

Una ninna nanna in griko o grecanico (lingua minoritaria parlata nei comuni detti della Grecía Salentina, risalente probabilmente al periodo bizantino). Il testo in salentino è inedito, scritto appositamente per questa versione del brano, mentre quello grecanico (tradizionale) è stato adattarlo musicalmente su un tempo dispari, tipico dei balkani, proprio per creare un ponte, un legame più stretto tra queste due terre.

07- LU PISCI SPADA (D. Modugno)

Famosissimo brano di Domenico Modugno, ispirato alla pesca del pesce spada che fino agli anni 50 si praticava nello stretto di Messina. Una volta presa la femmina, i pescatori aspettavano il maschio che per istinto non abbandonava la compagna ma si lasciava morire con lei. Un amore unico ed esclusivo, il modello romantico dell’immaginario femminile, almeno del sud Italia, in un passato non tanto lontano.

“Ma l’esclusività oggi – spiega la Mazzotta – talvolta ha ben altre conseguenze, spesso irreparabili”.

08- BEDDHA CI STAI LUNTANU (trad.)

Brano tradizionale salentino, una delle poesie d’amore più belle. Qualcuno, da molto lontano, parla al suo amore e dice: “bella, se sei lontana e vuoi vedermi affacciati alla finestra di ponente, se hai freddo sono i miei sospiri, se hai caldo è questo mio cuore che arde, se vedi onde in mare non le temere, sono le mie lacrime, fiumi correnti, e se senti voci e lamenti, sono io che ti chiamo, e tu non mi senti”.

09- AMOREAMARO (M.Mazzotta – B.Galeone)

E’ il secondo inedito del disco. Un canto al “mondo malato” che si tenta di guarire con questa pizzica, tradizionalmente usata per curare le donne “tarantate”, simbolicamente morse dal ragno, ma realmente affette da una sorta di depressione. “É quello che cerchiamo di fare con questo brano – spiega Maria Mazzotta – cerchiamo e sperimentiamo le diverse possibilità di vibrazione, del corpo strumento e della terra, per scatenare una reazione, provocare il caos che riporta alla quiete, all’equilibrio”.

10- TU NON MI PIACI PIÙ (M.Castellacci – D.Gribanovski)

Un omaggio alla grande Gabriella Ferri e un ideale chiusura con il lieto fine: il riscatto di chi si libera, con dignità, dal dolore di una storia finita e guarda avanti.

CREDITS

Agualoca Records – www.agualocarecords.com

Booking Management: Zero Nove Nove – www.zeronovenove.com

Recorded, mixed and mastered by Guglielmo Dimidri

Recorded at Corrado Productions in Supersano (Le/Italy)

Artwork by Simone Lomartire – Graphic Design by Giulio Rugge

Nell’album hanno suonato:

Maria Mazzotta – voice, tamburine

Bruno Galeone – accordeon, piano

Bijan Chemirani – zarb, percussions (nella traccia nr.6)

Andrea Presa – didgeridoo (nella traccia nr.9)

COMUNICAZIONE A CURA DI :

Zero Nove Nove
www.zeronovenove.com

MARIA MAZZOTTA “SCURA MAJE”

MARIA MAZZOTTA
“SCURA MAJE” primo singolo e video del nuovo disco di Maria Mazzotta

L’ALBUM SI INTITOLERA’ “AMOREAMARO” E USCIRA’ A GENNAIO 2020
Anteprima live il 12 dicembre al teatro Koreja di Lecce

Esce oggi “Scura maje”, il primo singolo del nuovo album di Maria Mazzotta, una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale; il disco si intitolerà “Amoreamaro” (Agualoca Records) e vedrà la luce all’inizio del 2020. Il primo brano estratto esce accompagnato da un video live in studio realizzato da Giuseppe Pezzulla presso la “Corrado Productions” di Supersano (Lecce).

Diventato famoso grazie a Nino Rota che lo utilizzò nel film “D’amore e d’anarchia”, “Scura maje” è un brano tradizionale abruzzese conosciuto anche come “Il canto della vedova”. All’interno del prossimo disco dell’artista pugliese, un’intensa e appassionata riflessione sui vari volti dell’amore, rappresenterà la parte più drammatica di questo sentimento: il dolore pietrificante della perdita. Attraverso dieci brani, di cui due inediti, il nuovo album della Mazzotta attraverserà senza timore tutte le emozioni che l’amore può suscitare, trovando nel canto, come tradizione popolare vuole, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura“.

Amoreamaro” sarà presentato live, in anteprima, giovedì 12 dicembre al Teatro Koreja di Lecce. Sul palco, con Maria Mazzotta, il fisarmonicista Bruno Galeone e alcuni ospiti speciali che saranno annunciati nei prossimi giorni. Nel foyer del teatro ci saranno alcuni volontari di Save The Children, organizzazione umanitaria che Maria Mazzotta vuole sostenere attraverso campagna di raccolta fondi.

Giovedì 12 dicembre, ore 20,45
Teatro Koreja |  Via Guido Dorso, 70 – LecceBiglietto intero € 10 | Ridotto (under 30 e over 60) € 8
Info e prenotazioni 0832.242000

Comunicato Stampa a cura di : Zero Nove Nove -Giuseppe Bortone

Leone Marco Bartolo – Questione siciliana-

Tra i circa 300 artisti ammessi al premio “Musica contro le mafie” anche il siciliano Leone Marco Bartolo con il ritmato fiume di parole del brano “Questione siciliana”, ecco il link per ascoltare e votare:

Abbiamo rivolto sull’argomento due brevi domande.

Come fermare con la musica fenomeni sociali, di crimine, famosi, con quali idee, musicali s’intende ?

Per fermare certi fenomeni nel meridione serve arte, natura cibo di qualità e cultura, insieme ad una certa cattiveria verso la struttura criminale, questo per offrire una valida alternativa al soldo facile e al favoritismo dilagante, elementi caratteristici dei luoghi con la maggior concentrazione di criminalità organizzata.

Parlaci di questo pezzo, come lo hai realizzato, quale è il suo contenuto ?

Il brano è un fiume di parole, uno sfogo rimato verso un fenomeno che sembra sempre stia per essere sconfitto ma che si ripresenta con violenza, ormai, senza limiti geografici. Disprezzando la realtà cerco di offrire un’alternativa al brutto che avanza elogiando la cultura senza la pretesa di farla, la cultura. Cerco di parlare dell’importanza della cultura facendo intrattenimento, ecco. La cultura è la cura a tante cose.

Qui gli anni della musica.

Vedremo nel 2020 dei video, di musica, ascoltata da noi ai tempi delle ” cassette audio”, che riempie il blog, con la visione degli ” Anni della Musica “. Il concerto, spesso, serve a ” rivederci in un luogo “, non solo il post, soprattutto quello del ” blogger ” serve a rivederci ai concerti, negli studi delle radio, per continuare a guardare, anche se oggi le cassette oggi le usano in pochi, i blogger, nella musica, oltre che dai manager, master d’impresa, sono aiutati da YOUTUBE e WIKIPEDIA. Per rivedere la musica nella nostra casa ci sono nuovi modi.

Il cantante, che merita in Italia, un premio alla carriera in tutto il mondo, è Umberto Tozzi, Con 80 milioni di copie vendute, Tozzi è tra gli artisti italiani che hanno venduto il maggior numero di dischi. Il padre del cantante era originario della Puglia. Nel 1973, entrò come chitarra elettrica nel brano Incontro d’amore, incisa in un 45 giri per la casa discografica Numero Uno di Lucio Battisti. Queste sono note, su di lui, che si possono leggere su Wikipedia. Nel 1979 uscì una sua canzone famosa, Gloria, la quale, dal 1979 al 1984 vendette ben 29 milioni di copie. Un premio alla carriera meritato, chi scrive ha avuto il piacere di sentirlo dal vivo nel Comune di Oria, Provincia di Brindisi. Sugli Anni della Musica, Umberto sta proprio bene, qui dobbiamo ricorrere alla Treccani ” mì piace Maria o il *sòl dell’avvenire “, quindi nel mondo della musica, come nel mondo del lavoro, bisogna affrontare e conoscere, ogni segnale di cambiamento.

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Tutti vorrebbero nella famiglia della musica italiana, che la ragazza ” sua ” fosse ” Gloria “, ovviamente, la protezione della ” madre ” nella storia d’amore, è cosa fondamentale. Ricordate che i testi sono d’ispirazione, la letterata francese O. de Gouges (1748-1793) scrisse una Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina che ricalca quella del 1789, quindi ” donne al lavoro ” per una nuova Gloria.

MAGNITUDO 12: Come Un Tramonto

Nuovo singolo dei Magnitudo 12 dal titolo ” Come un tramonto “. La voce degli artisti salentini fa sentire la parola ” libertà “. Le tre voci cantano dei sentimenti più comuni del tramonto, che parla ogni giorno di libertà, nella tradizione salentina e con lo stile del gruppo reggae con sonorità dancehall e contaminazioni hip hop. Ottimo lavoro che vi consiglio di ascoltare, per conoscere il sogno, il bisogno di ” dream music “, la libertà intesa anche come bisogno di allegria, di spettacolo, che deve lasciare un segno.

Entriamo nelle informazioni sul brano, che è su tutti i digital stores oltre che su Youtube, al seguente link, il videoclip è a cura di Rosita Liguori per X PROJECT VIDEO FACTORY, il singolo è prodotto da Treble Lu Professore (Elianto Records ).

P40 ” BAR ROYAL BAR “

Una canzone pensata e scritta per un bar, luogo dove prendere il caffè, leggere il giornale, etc…Cosa è nel tuo immaginario un bar? Cosa è, per te, il bar che racconti?


L’hai appena detto: un bar. È un luogo dove prendere il caffè, leggere i giornali etc…Il Bar Royal, che racconto nella mia canzone dal titolo “Bar Royal Bar”, è (oltre quello specificato di base, poco sopra) «fuori dal tempo qui troverai il tuo tempo… Bar Royal Bar… Ognuno col suo stile qui ognuno c’ha da dire… Bar Royal Bar… personalità variegate non omologate… Bar Royal Bar… Ci entri da Lecce ma qui troverai la tua città…». Mi sembrava immediato rispondere con il ritornello della canzone.

Hai scelto di presentare il pezzo a Lecce, proprio nel bar di cui parla, in data 15 settembre.

Raccontaci come è andata…?


…è andata. Condivido le emozioni con il pubblico che c’è stato, con il luogo e la parte gestionale. Sto ancora elaborando alcune sensazioni… è stato come rendere in 3D una canzone. La musica è fatta di radio, magliette, fan, ma anche di notti di ordinaria follia all’interno di un bar…

Come hai vissuto il momento creativo della canzone, come autore, e come quello organizzativo, al fianco di un operatore culturale come Andrea Rizzo, direttore artistico di ARTEN?


L’ho vissuto d’istinto, una notte pensando ai miei incontri con il Bar Royal, un bar H24, che io incontro di solito a tarda notte. È nato il ritornello nel quale disegno, attraverso la contemplazione del Royal, i tratti salienti dell’umanità che osservo passarci attraverso, compreso me, e poi nelle strofe ho pensato di raccontare il mio tragitto per andarci, quello che faccio spesso quando sono dentro… quello che osservo, è come se mi fossi messo una telecamera in testa. Per farvi vedere la scena attraverso il mio sguardo. Dal punto di vista organizzativo insieme ad Andrea l’ho vissuta in modo conviviale anche perché anche lui lo frequenta il Royal e ci siamo incontrati varie volte. È stato come stappare una bottiglia (nella quale ci stava la canzone) e condividerla con l’intorno attraverso l’aiuto di Andrea, che mi supportava a distribuire i “bicchieri musicali” tra il pubblico e il locale tutto, comunicazione compresa, che impacchettava la bottiglia prima di essere aperta.

Il pezzo si collega ad altri lavori? Cosa hai in cantiere in questo momento? Si tratta del secondo singolo ufficiale dopo “Nu me ‘mbrazzi mai”, possiamo aspettarci il nuovo album di P40?


Da un po’ vado avanti a singoli, oltre a “Nu me ‘mbrazzi mai”, con il quale attraverso la collaborazione di Lucia Minutello sto sviluppando una serie di iniziative collaterali.

L’idea di sviluppare un videoclip intorno a “Bar Royal Bar” ci sta.

Un nuovo album?!… Penso che è lui che sta aspettando me.
Le canzoni ci sarebbero, mi serve “una carta regalo con un fiocco” e completare delle registrazioni audio. La tua domanda la prendo come stimolo a concretizzarla.

Sabrina Schiralli Pianista Cantante Oboista Pittrice

Una scelta importante, nel tuo album Innamorata, di ricordare delle bellissime canzoni della musica italiana e non solo, come hai scelto queste canzoni ?

Sono brani cover completamente rivisitati; brani che sento particolarmente miei di cantautorato italiano e straniero che ho eseguito live in moltissimi concerti sia in Italia che all’Estero con degli arrangiamenti che uniscono le mie due anime: classica e pop. Desideravo che tutti potessero ascoltare ciò che mi emoziona. In chiusura ho registrato una traccia inedita. Un brano che ho scritto io (musica e parole): “Torno qui”.

Il titolo è Innamorata, il tema delle canzoni ovviamente riguarda l’amore, legando i testi al pianoforte, uno strumento che hai imparato già dalla giovane età, nell’album anche un inedito, presentaci questo brano ?

Si, l’album contiene un inedito di mia scrittura. “Torno qui” è nato in un momento di particolare tristezza della mia vita, in realtà in questi momenti ho le ispirazioni migliori! Noi artisti forse siamo più ispirati in questi momenti…

Parla di una storia d’amore in cui potrebbero riconoscersi in molti, un amore impossibile, vietato, il rifiuto di accettare quella condizione e di lottare con le unghie e con i denti per poter coronare il proprio sogno d’amore. La mancanza di rassegnazione e il ritorno, penso che un po tutti desideriamo tornare ad un momento felice trascorso con una persona importante…

In questo brano a livello strumentale ho voluto registrare oltre al pianoforte (mio primo amore e strumento principe di tutto l’album), un dolcissimo assolo di oboe. Questo brano è davvero l’espressione del mio essere.

Nel farti i complimenti per l’interpretazione di Respiro, del mio personale idolo Franco Simone, nel ricordare che molti interpreti hanno scelto la via di album per ricordare grandi autori, si pensi a Mia Martini, con l’album “I miei compagni di viaggio “, esiste tra i brani quello che ti rappresenta maggiormente ?

Oltre all’inedito, per quanto riguarda le cover il brano che più mi rappresenta e sento particolarmente vicino è proprio Respiro, sia per il modo in cui l’ho arrangiato sia per la vocalità.

La musica classica, che hai studiato, con merito, la pittura, sono altre attività della tua carriera artistica, come si realizzano in questo momento ?

Come cantante e musicista lavoro come concertista, docente e Direttrice dell’Accademia di Formazione Artistica La Dimora dell’Arte di Modugno. Sono spesso membro di giuria di concorsi musicali. Con la pittura, invece, espongo in mostre collettive e personali a livello nazionale. L’ultima è stata presso la Biblioteca Nazionale di Bari.

La Puglia, Bari, sono realtà in movimento, cosa pensi debba essere particolarmente apprezzato della nostra regione, dal punto di vista culturale ?

La Puglia è una terra bellissima, è la mia terra, quella che raffiguro spesso nei miei dipinti. Abbiamo tanto da apprezzare dal punto di vista culturale: il mare, i paesaggi di pianura sterminata. E poi c’è il barocco leccese e le bellezze del lungomare di Bari, fino ad arrivare alla natura del Gargano. Per non parlare delle prelibatezze del palato! Un lembo di terra sicuramente da scoprire e apprezzare.

Progetti per il futuro ?

A breve verrà girato un videoclip del brano Torno qui, prossime date in aggiornamento. Sarò a Lecce ad ottobre come vocal coach per insegnare a talenti provenienti da tutta Italia.

A tutti i nostri ospiti chiedo sempre di parlarmi del libro preferito, di ricordaci il loro rapporto con il cibo, lo faccio anche con te ?

Il mio libro preferito è Il Piacere di Gabriele D’Annunzio.

Dico sempre che si mangia per vivere e non si vive per mangiare, non sono una gran buona forchetta! Preferisco cibarmi più di Arte!

Grazie

Sito web ufficiale

Davide Berardi a Torre Ovo.

Il mare in estate offre delle bellissime località, tu hai ad esempio suonato a Torre Ovo, in un evento sull’Estate Torricellese del 2019, con lo spettacolo dedicato a Domenico Modugno, il pubblico, il mare, insieme alla musica, cosa provocano in te ?

È sempre una gioia tornare a suonare in Puglia specialmente in estate nelle piazze sul mare. L’incontro con il pubblico è sempre una festa. Lo scenario mozzafiato e le canzoni di Mimmo aiutano molto. Alla fine dei concerti siamo tutti sudati ma molto felici

Lo spettacolo dedicato a Modugno vive anche momenti teatrali, che spesso la musica sa supportare, tu come vivi il passaggio da musica a teatro, pensi anche in modo provvisorio di impegnarti in un altro impegno di cantante- narratore ?

Più che di momenti teatrali lo spettacolo si sofferma sugli aneddoti della vita di Modugno che ancora oggi risultano essere attuali e di gags che mi piace improvvisare col pubblico traendo spunti dalle canzoni. La teatralità è un elemento base nelle storie e nei personaggi della DISCOGRAFIA di Mimmo, potrei fermarmi ad ogni rigo e commentare gli scenari e i sentimenti che le canzoni scaturiscono ma per fortuna prevalgono i tempi della scena. La cosa affascinante è che gli spunti sono diversi ad ogni concerto e gli interventi sono molto improvvisati.

Folklore è una parola importante anche per la musica, cosa ne pensi, dei momenti musicali, dialettali, popolari ?

Il Modugno folk prima di volare per noi pugliesi o per chi ne comprende il dialetto è direi fondamentale. Racconta la vita i sentimenti le speranze del sud pre boom economico. Prima di Volare appunto in quelle canzoni si percepiscono tutta la forza l’energia e la voglia di vivere che aveva Modugno. Doti che lo hanno reso unico anche dopo il successo nazionale.
E che hanno continuato a caratterizzare la sua poetica.
Semplice efficace diretto.
Potente.

Ti sei recentemente sposato, intanto auguri agli sposi, ora dopo l’addio del Celibe, dovrai scrivere una canzone favorevole al matrimonio, magari chiamarla ” maritino “, intanto ti rinnoviamo gli auguri.

Ti ringrazio per gli auguri. Mi spiace deluderti ma le canzoni le scrivo quando voglio raccontare qualcosa. Il matrimonio credo sia tutto da vivere. Al momento raccontare sarebbe solo presunzione. Anche perché il titolo non mi convince molto….

😅