Cincilla – Sakè-

Gli anni della musica

Sakè, un brano che invita a vivere il mondo come si vuole, nel video, ti affacci al balcone, solo vasi, nemmeno un fiore, quindi i fiori da comprare sono tuoi. Come oggi l’amore da occhi alla nostra quotidianità, nel video, girato a Venezia, si alternano luoghi malinconici, con la tua presenza ironica. Come nasce questa canzone ?

L’ho scritta un anno fa. Volevo liberarmi del superfluo, di tutto l’extra che ci riempie le vite e che a volte, almeno nel mio caso, mi stava distogliendo dalle cose che contavano sul serio. Volevo riappropriarmi della mia vita e di quello che mi circondava e ho capito che l’unico modo per farlo fosse seguire le mie sensazioni, i miei sogni e le mie esperienze. Ci ho pensato per un po’ di giorni e come spesso accade ho sentito l’esigenza di riassumere tutto quello che mi era passato per la testa in una canzone. Non l’ho cercata, è uscita da sola.

Nasce il tuo percorso artistico nel 2019, cosa di emozionante sino a questo momento ti ha ricompensato dai sacrifici, cosa pensi, invece, ci sia da migliorare ?

Il mio percorso artistico in realtà nasce molto prima, semplicemente avevo un rapporto molto intimo con quello che scrivevo e lo facevo per me. Il 2019 è stato un anno molto importante ma la musica è sempre stata parte della mia vita. Penso si possa sempre migliorare, alla fine un percorso artistico ti offre talmente tanti spunti che sei sempre nella condizione di migliorarti, di scrivere in modo nuovo. Sicuramente stare fermi non è un’opzione per quanto mi riguarda. Però non parlerei di sacrifici, chi fa musica e scrive canzoni risponde per prima cosa ad una necessità. Per me sarebbe un sacrificio non farlo.

Il brano è disponile su tutte le piattaforme digitali, il video ovviamente è su Youtube, si può entrare in contatto con te su Instagram , in questo momento i social sono fondamentali, come ha accolto il pubblico il tuo brano ?

Sakè è piaciuta molto, è stata un ottimo modo per presentarsi e anticipare l’EP.

Quale è il messaggio della canzone Sakè, dovendolo consegnare, a chi ti ascolta, cosa hai voluto trasmettere con questa canzone ?

Di concentrarsi per prima cosa su ciò che si è e si sogna. Di ricordarsi da dove si viene. Di mantenere una propria visione del mondo. Siamo noi a dare un senso alla nostra vita, in tutte le cose, partendo dal quotidiano.

E’ previsto un EP di cinque canzoni, “Sogni In Saldo”, pensi che i sogni di un musicista siano in linea con il suo essere a volte sopra le righe, un po’ fuori dalle convenzioni, in lotta, con i vantaggi commerciali, oppure il sogno sia proprio quello di riuscire a suonare, come lavoro, anche accettando i moderni discorsi di marketing ?

Ognuno ha i suoi sogni, non penso si possa generalizzare. Il titolo nasce perché il percorso che mi ha portato a produrlo è stato molto naturale, senza troppi sforzi, anche grazie al supporto di Pablo Davilla. Quando vedi il risultato del tuo lavoro il sogno diventa realtà; considerata la fluidità con la quale tutto è successo ho deciso per “Sogni in Saldo”.

Parlaci, in conclusione, di questo EP, che tipo di canzoni ascolteremo, poi spiegaci, come la musica ti fa sentire meglio, se esiste, ad esempio, un pezzo, che ti rende felice, che suoni spesso ?

E’ un EP-presentazione. Mi sono voluto presentare: ciascun brano sottolineerà una mia caratteristica, sia dal punto di vista del sound che da quello dei testi. La musica ha, come altre forme d’arte, il potere di portarti in un’altra dimensione. A volte ti fa dimenticare i problemi, altre invece amplifica certi sentimenti. Non ho un pezzo particolare che suono per tirarmi su. Anche perché a volte hai bisogno di tirarti su, altre invece di pensare, dipende…di solito quando sento l’esigenza di esprimermi attraverso la musica scrivo un pezzo nuovo, forse sì, quella è la cosa che mi fa stare meglio.

Maluwa Williams-Myers

Gli anni della musica

In inglese ed in Italiano cerchiamo di conoscere questa ” nostra amica “. Chiedendogli di rispondere ad una breve intervista. In English and Italian we try to get to know this “fantastic woman”. I asked her for a short interview.Una laurea in Belle Arti presso il California Institute of Arts e un Master presso la New York University e l’International center of Photography. A Bachelor in Fine Arts from the California Institute of Arts and Masters from New York University and the International center of Photography.

Link da seguire – Link to follow



The sound that makes the soul in peace.

We can see Maluva in some awesome pictures,we can read her in the specialized press,in the youtube videos and also we can appreciate her also live.We can hear her voice,her ideas,in a song,we thank her,for the empathy,that he has shown,in granting us this interview,allowing us,to get to know her on a personal level,before asking her questions.

Il suono che rende l’anima in pace.

Vediamo Maluva in delle splendide foto, la leggiamo sulla stampa specializzata, nei video su YOUTUBE, possiamo apprezzarla, anche dal vivo. Possiamo sentire la sua voce, le sue idee, in una canzone, la ringraziamo, per l’empatia, che ci ha dimostrato, nel concederci questa intervista, permettendoci, prima di farle delle domande, di conoscerla personalmente.

L’intervista è inglese. The interview is in English.


Music, art, how do they meet with you?

I am a visual artist and photojournalist as well. My passion always lies with the suffering of the people, for through suffering one’s soul becomes enlightened. These gifts create a kaleidoscope of a visual language around the plights of humanity. For example, when I photograph a person I am not only capturing an image but as well merging with my humanitarian self by interacting with another human being. My paintings and collages are visual mathematical equations excluding the separatist elements and labels that divide us and adding on our reality to create equality. Coming from a family which is White, Black and Asian (more labels), oneness is one of the seeds that my creativity has germinated from. As human beings we represent what is real and natural in a materialistic world constantly trying to categorize us and define us, while learning to function within certain structures and frameworks that are not tangible to one’s spirit.  I   address ideas that will give artistic expression to the means by which to deconstruct what is essentially a symbiotic illusion within this society. My music is another voice, an extension of my art work. Music is a conduit. Music is a message that unites and brings clarity and it lifts the veil of a particular powerful force at play that obscures and steals our right to live and love rightly. I see music as a way to tell the truth, music is part of the truth, and when people start to hear it they cannot turn away.

Come ti sei incontrata con musica e arte?

Sono anche un artista visuale e fotogiornalista. La mia passione risiede sempre vicino alla sofferenza delle persone, perchè attraverso la sofferenza l’anima di s’illumina.Questi doni creano un caleidoscopio di linguaggio visuale attorno alle vicissitudini dell umanità. Per esempio,quando fotografo una persona,non sto solamente catturando un immagine,ma mi sto anche avvicinando alla mia parte umanitaria attraverso l’interazione con un’altro essere umano.I miei dipinti e collage sono equazioni matematiche visuali che escludono gli elementi e le etichette del separatismo.Queste equazioni ci dividono e si aggiungono alla nostra realtà per creare disuguaglianza.Venendo da una famiglia che è composta da bianchi,neri e asiatici (più etichette),unita è uno dei semi dai quali la mia creatività ha germinato.Come esseri umani noi rappresentiamo quello che è reale e naturale in un mondo materialistico che prova costantemente a categorizzarci e definirci,mentre imparando a funzionare entro certe strutture e contesti che non sono tangibili con lo spirito di una persona.L’ indirizzo, le idee , che daranno un espressione artistica ai mezzi, Ii quali demoliscono quella che è essenzialmente un illusione simbiotica entro questa società.La mia musica è un altra voce,un estensione del mio lavoro artistico.La musica è un canale.La musica è un messaggio che unisce,chiarifica e solleva il velo di una particolarmente potente forza in gioco che oscura e ruba I nostri diritti di vivere e amare giustamente.Io vedo la musica come un modo per dire la verità,la musica è parte della verità,e quando le persone iniziano a sentirla,non possono ignorarla.




 How are you active in social work?

 I just left an assignment overseas where women were being sexually abused in high numbers and my colleagues were quiet about it for years. I brought it all the way to the government.  I believe sometimes the higher power moves us to other places to teach a life lesson in compassion, understanding and tolerance. Those of us who are the healers, teachers, sages and mentors to the leaders of tomorrow, have been on paths that are not always on the straight and narrow yet, we know that something divine led us there to be that light within a world of darkness and chaos. Sometimes we serve as an instrument of change, walking with a mighty sword to sleigh the beast of injustice. As well, we must bathe in, breathe in, and drink the blood of the suffering. Only then by becoming One with the blood of the suffering can we rise up and speak. When you have the right people around you and that divine seed of solidarity is planted in the right soil, it can grow forth and create a mighty movement of awakening. Every where you go in the world some ugly separatist ideology is present. 

In che modo sei attiva nell’ambito sociale?

Ho appena lasciato un incarico oltremare,nel quale le donne erano abusate sessualmente in gran numero,mentre I miei colleghi rimanevano zitti a riguardo.Io ho portato la vicenda fino al governo.Credo che a volte le potenze superiori ci spostino per insegnarci una lezione di vita sulla compassione,la tolleranza e la comprensione.Quelli di noi che sono guaritori, insegnanti ,saggi e mentori dei leader del domani,sono stati su vie che non sono sempre strette e immediate ma,sappiamo che qualcosa di divino ci ha condotto li per essere la luce all’interno di un mondo caotico e oscuro.Alle volte serviamo come uno strumento di cambiamento,camminiamo con un spada possente per abbattere le bestie dell’ingiustizia.Altrettanto,dobbiamo bere,respirare e rilassarci nel sangue della sofferenza.Solo allora diventando tutt’uno con questo sangue,possiamo alzarci e parlare.Quando hai le persone giuste al tuo fianco e quel seme divino della solidarietà è piantato nel giusto suolo,può crescere forte e creare possenti movimenti di risveglio.Ovunque andrai nel mondo qualche macabra ideologia separatista sarà presente.

 What is singing for you, what causes you, how emotions?

Most of my songs, one could say, are just “given to me” and some arise from my day-to-day interactions with other souls or are a reflection of the apparent deafness of the government to the suffering of the people. It is Prayer for change and ancestral remembrance. Music is the voice of my ancestors combating the ills of society. the ill usion that the separatist elements try to feed us.  I also started writing while seeing horrific images as a journalist then those images became songs.  Music is like praying for the betterment of humanity in the same temple of Love. When you release that song you hope it serves as a catalyst for positive changes or plants perennial seeds of solidarity. 

Cosa rappresenta per te cantare,quali emozioni ti stimola?

La gran parte delle mie canzoni,si potrebbe dire,sono solo “date a me” mentre altre nascono dalla mia interazione quotidiana con altre anime o sono un riflesso dell’apparente sordità del governo riguardo la sofferenza delle persone.è una preghiera per un cambiamento e per un ricordo ancestrale.La musica e la voce dei miei antenati che lottavano contro le malattie della società.L’illusione che gli elementi separatisti cercano di affibiarci. Ho iniziato a scrivere mentre  vedevo alcune orribili immagini come giornalista,e poi queste immagini sono diventate canzoni.La musica è come una preghiera per il miglioramento dell’umanità nello stesso tempio dell’amore.Quando pubblichi una canzone,speri che serva come catalizzatore per un cambiamento positivo o che pianti il perenne seme della solidarietà.

 The reaction, seeing you, is to look at a beautiful woman, what do you think of beauty?

 Well I am definitely not a Diva. One thing that I always hold close to my heart and keeps me blossoming, is a true concern for the state of mankind and the unnecessary suffering that continues to take place.  Beauty is in the heart. As a highly spiritual person I have always tried my best to represent on a deeper level than appearances. Beauty to me is upliftment and Empowering others besides oneself. That is aesthetically pleasing for my soul.

La reazione instantanea che susciti,è di vedere una bellisima donna,quali sono I tuoi pensieri sulla bellezza?

Beh,sicuramente non sono una Diva.Una cosa che tengo sempre stretta al mio cuore e che mi fa sbocciare,è una preoccupazione per lo stato in cui la razza umana si trova e le sofferenze inutili che continuano ad accadere.La bellezza è nel cuore.Essendo io una persona molto spirituale,ho sempre provato a rappresentare ad un livello più profondo dell’apparizione.Per me la bellezza è qualcosa che abilita e eleva gli altri oltre a se stessi.Ciò è esteticamente piacevole per la mia anima.

What do you not see, in our society, that you would like to have space?

There is no greater power than Love. Love can heal and once it takes a hold of you it can’t be denied. Love is who we are. We are living in a time where there is a need of more love. We have the power to be love and loving towards others. I want to continue to make lifetime friendships with souls that believe in the Divine healing qualities of LOVE.  Somewhere out there someone needs your smile, your words of wisdom, your ear, your hug, your presence, your guidance, YOU! That part of you is our divine medicine for each other. We can all be beacons of truth and light.

Cosa manca,nella nostra società,che andrebbe aggiunto?

Non c’è forza più grande dell’amore.L’amore può guarire e quando ti afferra non può più essere negato.L’amore è ciò che siamo.Viviamo in un tempo dove c’è bisogno di più amore.Noi abbiamo il potere di essere amati e amari chi le persone attorno a noi.Voglio continuare a fare amicizie che durano tutta la vita con anime che credono nelle qualità divine e guaritrici dell’AMORE.Da qualche parte lì fuori,qualcuno ha bisogno del tuo sorriso,delle tue parole di saggezza,della tua presenza,che TU lo ascolti,abbracci e guidi.Quella parte di te è nella nostra medicina divina per chiunque.Noi tutti possiamo esseri portatori di verità e luce.

AUDIO GREETING MESSAGE

Il commento di Giuseppe Di Summa

Nella prima domanda Maluwa si presenta, come un artista visuale, una fotoreporter. La sua passione la vede alle prese con le sofferenze dell’anima delle gente, visto che è attraverso la sofferenza dell’anima che una persona si illumina. Quando fotografa una persona interagisce con quello che in lui vi è di umano. Usa nella prima domanda proprio queste parole ” i miei dipinti e collage sono equazioni matematiche visive, che escludono gli elementi separatisti e le etichette che ci dividono e aggiungono la nostra realtà per creare l’uguaglianza “.

La sua voce.

Per lei la musica è un condotto, è un messaggio che unisce, che porta chiarezza, aggiunge poi nell’intervista, che vede la musica come un modo di dire la verità.

Siamo alla prima domanda, quella che ci svela come s’incontrano con lei, la musica, l’arte. Tra le persone che si possono incontrare su questo blog, il mio personale, che non è una testata giornalistica, ho scelto Maluwa, per il genere musicale, che mi ha affascinato. Nella sua conoscenza, andiamo anche oltre alle canzoni, poniamo la nostra attenzione su questioni popolari, come la musica, l’arte, seppure conosciamo anche la parte sociale di Maluwa.

Il percorso con cui conosciamo la nostra ospite arriva nel ” sociale “. Del bisogno che lei esprime della ” solidarietà “, che deve crescere in ogni territorio, lei usa proprio queste parole precise ” quando hai le persone giuste intorno a te e quel seme divino di solidarietà è piantato nel terreno giusto “. La nostra ospite parla nella seconda domanda del percorso della propria cultura, di come ha lavorato, ha partecipato, anche a proteste, che la riguardano in prima persona, esperienze che ha vissuto.

Ritorno nella terza domanda alla musica, che voglio fare entrare nella vostra testa, amici del Blog, in modo che possiate seguirla come voce, cantante che a me ha affascinato, nell’ascolto. La sua musica è una ” preghiera per il cambiamento “, musica come voce dei suoi antenati, qui si esprime in modo molto convincente nelle domande, dichiarando che ” la musica è come pregare per il miglioramento dell’umanità nello stesso tempio dell’amore “. Non solo in merito all’importanza della solidarietà, mette ancora in risalto,in modo convincente che ” quando rilasci quella canzone, speri che serva da catalizzatore di cambiamento positivo o pianta di semi perenni di solidarietà “. Questa intervista è un modo per farvi conoscere Maluwa, con foto, video, con le pagine che la ospitano, anche grazie ai social, dobbiamo ringraziarla per l’interazione, che speriamo la faccia conoscere ai nostri visitatori.

La bellezza.

Arriva per la nostra ospite la domanda sulla bellezza, qui si esprime in questo modo : ” come persona altamente spirituale, ho sempre fatto del mio meglio, per rappresentare me stessa a un livello più profondo delle apparenze “, non solo per entrare proprio nella questione posta da noi di CAMBIO GIORNO, la nostra ospite sottolinea : ” la bellezza per me è elevazione e responsabilizzazione degli altri, oltre a se stessi “.

La nostra società.

Gli chiedo quello che ” non vede ” nella nostra società, a cui vorrebbe dare uno spazio, sottolinea subito che non esiste potere più grande dell’amore, qui le sue parole sono : ” voglio continuare a stringere amicizie a vita con anime che credono nella qualità di guarigione divina dell’amore, da qualche parte là fuori qualcuno ha bisogno del tuo sorriso, delle tue parole di saggezza, del tuo orecchio, del tuo abbraccio, della tua presenza, della tua guida,. TU ! Quella parte di te è la nostra medicina divina l’una per l’altra. Tutti possiamo essere fari di verità e luce “.

Nel ringraziare Maluwa per l’intervista, per avere accettato, nonostante la lingua diversa, di parlarci di quello che spesso ci rende speciali, che ci porta sulla strada della stima degli altri, aspettiamo suo notizie e gli auguriamo ogni bene futuro.

Intervista a MARIA MAZZOTTA.

Gli anni della musica

MARIA MAZZOTTA, considerata una tra le più belle voci del panorama della world music europea, la parte artistica che ti riguarda, nella registrazione del tuo nuovo album, AMOREAMARO”, è quella della voce, sei soddisfatta della tua interpretazione nel lavoro, cosa ti è particolarmente piaciuto, nel cantare, queste canzoni?

Sono molto contenta e soddisfatta di questo lavoro, perché con Bruno Galeone abbiamo cucito i brani addosso a me. Sono contenta anche di essermi concentrata su questo repertorio, perchè sentivo forte l’esigenza di tornare alle mie radici, l’Italia, in particolare quella del Meridione.

Un disco presentato alla  Fira Mediterrania de Manresa (Spagna), essere presente, con la tua musica, la tua voce, a questo evento che emozioni ti ha suscitato?

Ero già molto contenta e lusingata di essere stata selezionata alla Fira Mediterrania de Manresa tra moltissimi artisti, proprio per questo motivo prima dello spettacolo (si trattava dell’anteprima assoluta del nuovo show) avevo molta paura, perché in queste fiere il pubblico è formato prevalentemente da programmatori, giornalisti e addetti ai lavori. Durante lo spettacolo mi sono poi tranquillizzata, ma l’emozione restava tanta e forte. Credo che non dimenticherò facilmente questo concerto di cui conservo un bellissimo ricordo e tante belle soddisfazioni.

Nel disco vi è un omaggio a gradi voci come quella di Domenico Modugno, Gabriella Ferri, Rosa Balistreri, pensi che il pubblico giovane, possa essere richiamato a godere di questa musica, che spesso vediamo nei programmi del passato, sono artisti importanti, precisamente canti “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri. Come mai questa scelta ?

Domenico Modugno, Gabriella Ferri e Rosa Balistreri sono delle grandi voci che hanno spesso cantato la tradizione, per questo volevo omaggiarli. Ce ne sono tanti altre che spero presto di omaggiare, magari in un prossimo album. La scelta dei brani invece é stata difficile (considerato il vasto repertorio di questi artisti). Ho scelto quelli che in questo momento risvegliano in me delle emozioni particolarmente profonde. Posso dire che son le canzoni ad aver scelto me.

I  due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e la title track “Amoreamaro”, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. Quando esegui queste canzoni, hai lo spazio a disposizione, il palco, il pubblico, produci la tua musica, hai raggiunto certamente un importante obiettivo. La differenza per te quindi tra incidere su disco e cantare dal vivo, canzoni come queste, quale è la tua esperienza?

Premetto che quando canto è come se mi estraniassi dal mondo reale per crearne uno tutto mio. Le mie sensazioni nel cantare in studio di registrazione o dal vivo nei concerti, é molto diversa. In studio di registrazione sono più tranquilla e rilassata, forse anche più precisa; ma l’energia che si crea grazie alla presenza del pubblico e all’empatia che si genere tra me e loro, rende l’emozione più reale ed intensa.

Per l’uscita di questo disco è previsto un “fitto tour nazionale e internazionale” ci vuoi parlare di questo impegno?
Si, dopo la presentazione in anteprima lo scorso ottobre alla Fira Mediterrania de Manresa, in Spagna, è iniziata una lunga tournée europea che mi porterà in più di 15 diversi Paesi, dalla Finlandia all’Estonia, dal Portogallo alla Romania, dalla Germania alla Francia, Spagna e tanto altro. Ovviamente non mancheranno i concerti in Italia, ecco alcuni dei prossimi appuntamenti: 15 marzo a Cremella (Lecco), 30 aprile ad Alezio (Lecce), 2 maggio a Catania, 3 maggio a Vittoria (Ragusa), 8 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e tanto altro ancora.

OVERTURE – “COME GODO SE”

Gli anni della musica

Il brano “ Come godo se “ è in radio dal 17 Gennaio del 2020, ci spieghi come è nato, un brano che vuole creare rumore, per fare identificare con esso il vostro suono, quindi possiamo presentarlo al pubblico come rap, cosa vi interessa che il pubblico colga col brano, oltre al rap ?

Come godo se è nato per esprimere l’ipocrisia della gente e abbiamo cercato di trovare un suono che rappresentasse l’odio.
Nel brano bisogna cogliere la metafora del suicidio della persona che è l’unico modo per cancellarle quella parte di noi che odiano.

Spieghiamo il vostro lavoro, come siete nati, il vostro modo di fare musica come nasce, in cosa siete uniti nello scrivere un brano, in cosa, invece, siete diciamo in “ polemica “ ?

 Il nostro lavoro è la scelta musicale e mettere in pratica un’idea collettiva.
Siamo nati da circa un anno,ci siamo conosciuti tramite conoscenze e parentele, ora siamo inseparabili.
La nostra musica è nata inizialmente in sala prove e si sviluppa in studio, la scrittura unisce i nostri pensieri e probabilmente non ci troviamo quasi mai in polemica. Ci troviamo a discutere le poche volte che si parla di satira.

Oggi si è molto vicini anche al pubblico lontano, grazie ai social, secondo voi quale è la differenza del contatto live ?

Che il social in questo momento è la vetrina del negozio che tutti possono osservare il contatto live e quando entri a contatto con il commesso.

Cosa state preparando per il futuro ?

Per il futuro stiamo lavorando ad un progetto nuovo che avrà all’interno i due singoli usciti finora.

Avete in mente delle collaborazioni, suonare, scrivere per altri artisti, in modo particolare vi è qualcuno con cui vi piacerebbe collaborare ?

Le collaborazioni sono una suggestione per ora anche parecchio lontana.
Lo scrivere per altri non pensiamo sia un modo per esprimerci.
Ci sarebbe piaciuto collaborare con Michael Jackson.

Valeria Arnaldi- Madonna L’icona del pop

Gli anni della musica, Scrittori e scritture

Valeria Arnaldi

Madonna

L’icona del pop

Ultra Icon

Pp. 240 – 23,50 euro

16 agosto 2018 – Madonna compie 60 anni

Il look aggressivo e decisamente rock degli esordi. Il body di pizzo e la rapida – e profonda– svolta sexy, dall’abito bianco di Like a Virgin fino al reggiseno a cono firmato da Jean-Paul Gaultier. Lo stile Monroe ripensato in chiave audace, consapevole, ammiccante. L’immagine orientale, sofisticata, di Frozen. E ancora le citazioni punk, grunge, country, dance, nelle canzoni come nei look e nelle suggestioni dei video. Madonna ha attraversato i decenni, rimanendo la regina incontrastata di classifiche e passerelle mediatiche, grazie al suo trasformismo, o meglio alla sua capacità di anticipare e dettare mode. Non è solo questione di musica, né esclusivamente di immagine: a consacrarla è l’indiscutibile talento di sapersi fare testimone e vessillo del suo tempo, portando la sua personale energia. Era il 16 agosto del 1958 quando, a Bay City, in Michigan, nasceva Madonna Louise Veronica Ciccone, e appena ventisei anni dopo quella ragazza, figlia di un italo-americano e di una franco-canadese, dominava le classifiche con Like a Virgin, destinata a non lasciare mai più quel podio. In occasione del sessantesimo compleanno della regina del pop, per la prima volta, una vera e propria indagine sulle ragioni del suo successo, tra musica e stile, alla ricerca del segreto della sua eterna giovinezza. Perché in tante nel tempo hanno cercato di toglierle la corona – Beyoncé, Kylie Minogue, Rihanna, Shakira, Lady Gaga, Katy Perry – ma Madonna rimane il modello con cui confrontarsi. Il mito e l’icona.

Valeria Arnaldi

Laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista. Scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Tra i suoi libri più recenti, Chi è Banksy? E perché ha tanto successo?, Chi è Obey? E perché fa tanto discutere?, Gli amori di Frida Kahlo. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Ha ideato e curato C’era una volta…, primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale. Per Ultra ha pubblicato, tra gli altri, Audrey – Mito e icona, Hasta siempre! Mito e icona del Che, In grazia e bellezza – L’evoluzione della donna secondo Disney, Bomba sexy – Storia e mito della femminilità a cavallo del millennio.

Andrea Muccin – Intervista –

Gli anni della musica

In rotazione radiofonica dal 17 Gennaio “Gaucho” (Noize Hills Records), l’ultimo singolo di Andrea Muccin uscito sulle piattaforme digitali lo scorso novembre

Grazie di essere qui tra di noi, noi ti scriviamo qui dal sito Cambio Giorno, come ricordi, nella tua canzone un Vestito Bordeaux, anche noi ascoltiamo come De Andrè. Inizi nel 2011, come è stato il tuo debutto, quali difficoltà, cosa ti ha reso felice ?

Be io felice lo sono sempre e mai la cosa che più mi ha reso felice e stato sentirmi fare complimenti per la scrittura dal maestro Marco Zangirolami che ha curato il mix e il master dei miei brani

Il tuo genere musicale, potresti darne una definizione, con canzoni che sono solo tue di Andrea Muccin, aggiungendo anche chi come musicista ti ha ispirato, chi ti ha fatto compagnia da giovane, con la sua musica ?

Non riusciamo bene a piazzarsi nel panorama musicale odierna siamo un po’ pop un po’ hip hop in po’ camtautorato, perdonatemi il termine ma vorrei essere qualcosa che nasce da me, anche se l amore per la musica mi é arrivato dalla prima cassetta di proprietà domani smetto degli articolo

Piacenza dorme già, canzone molto bella, che racconta dei sogni di un musicista, cosa hai realizzato, di questo sogno ?

Di questo sogno ho realizzato, la mia città nella mia piazza, che canta il ritornello insieme ad un importante evento cittadino

Nel 2017 esce l’Ultimo spettacolo, un bellissimo testo, tra diversi titoli famosi trovi il modo di descrivere il tuo amore, in un attimo, senza tutta quella trasmissione di immagini, in un momento. Ci racconti come è nato il brano ?

Be questo pezzo nacque perché una ragazza mi disse di andare al cinema con un suo nuovo spasimante, io andai a casa di fretta. Quella ragazza mi interessava parecchio. E io l ultimo spettacolo, al tempo, avrei voluto vederlo con lei

Scrivi spesso della donna, oggi la sua presenza nella musica italiana, con canzoni d’amore è sempre apprezzabile, in Gaucho, aggiungi a questo tema, i tuoi ricordi di bambino, secondo te la canzone italiana, che si rivolge al pubblico, fa sempre rima cuore e amore ?

Non c e bisogno di generalizzare. Per me le donne sono la cosa più bella che c é mia mamma la mia ragazza mia nonna mia sorella sono i ricordi migliori. Sono le persone che mi hanno insegnato a vivere di cuore poi se fa rima con amore non importa,se la rima cuore amore la facesse Vasco suonerebbe ancora bene

Come procede la promozione del disco, Ti lascio ” carta bianca ” descrivi ” liberamente ” i brani che ti sembrano interessanti

Be i brani più interessanti a parere mio sono l alba in provincia che parla di una donna

San benedetto del Tronto che parla di mia mamma

E la nostra canzone che parla della storia d amore di un Andrea che non sono io

Quali sono i tuoi progetti per il futuro ?

Fare musica farla bene e non pensare al futuro ma migliorarmi e migliorare ciò che ho ora

“AMOREAMARO”, IL NUOVO ALBUM DI MARIA MAZZOTTA

Gli anni della musica

“AMOREAMARO”, IL NUOVO ALBUM DI MARIA MAZZOTTA

Una delle voci più apprezzate del panorama della world music internazionale

Il tour partirà il 13 da Napoli e il 15 da Malgrat (Barcellona, Spagna) e toccherà più di 10 nazioni europee

Un’intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell’amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. E’ “Amoreamaro” (Agualoca Records), il nuovo album di Maria Mazzotta, una delle personalità musicali più emblematiche del Sud Italia, che esce oggi, 10 gennaio, nei negozi di dischi, sulle piattaforme di streaming e in digital download.

Già nel “Canzoniere Grecanico Salentino”, la Mazzotta è arrivata ad essere una delle voci più apprezzate del panorama della world music europea.

Dieci brani in tutto, di cui due inediti, per un disco – presentato in anteprima alla Fira Mediterrania de Manresa (Spagna) nell’ottobre scorso – che attraversa senza timore tutte le emozioni che l’amore può suscitare, trovando nel canto, come da tradizione popolare, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura”. Si va dagli stornelli ai brani di tradizione riarrangiati ed arricchiti con nuove sonorità e parole, sino alle pietre miliari che hanno lastricato la strada della grande canzone Italiana come “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri.

Ma il cuore del disco alberga nei due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e la title track “Amoreamaro”, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. “Amoreamaro” è il singolo che accompagna l’uscita dell’album e che ha ispirato anche un videoclip di visual art che sarà on line dal 15 gennaio.

A guidare musicalmente il tutto ci sono la fisarmonica ed il piano del malgascio Bruno Galeone, al quale talvolta si uniscono i tamburi etnici e le percussioni dell’iraniano Bijan Chemirani (in “Tore Tore Tore”) e il didgeridoo di Andrea Presa (in “Amoreamaro”).

L’illustrazione in copertina è un lavoro esclusivo di Simone Lomartire. Grafica di Giulio Rugge.

Maria Mazzotta, coadiuvata dall’agenzia di booking e management Zero Nove Nove, ha voluto legare a questo suo ultimo lavoro discografico anche l’apertura di una collaborazione con Save the Children per raccogliere fondi da destinare a operazioni umanitarie.

L’uscita dell’album sarà accompagnata da un fitto tour nazionale e internazionale che partirà il 13 febbraio da Napoli e il 15 febbraio da Malgrat, in Spagna. Il tour farà inoltre tappa in alcune delle città più importanti d’Europa come Marsiglia (Francia, 5 marzo), Parigi (Francia, 9 marzo), Vienna (Austria, 10 marzo), Lubiana (Slovenia, 14 marzo), Saragozza (Spagna, 28 marzo), Monaco di Baveria (Germania, 17 aprile). Non mancheranno le tappe nello Stivale: Milano (15 marzo), Catania (2 maggio), Roma (Auditorium Parco della Musica, 8 maggio) e Trento (14 maggio).

CHI E’ MARIA MAZZOTTA

Maria Mazzotta è una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale. Nella sua carriera ha collaborato con nomi del calibro di Bobby McFerrin, Ibrahim Maalouf, Rita Marcotulli, Ballake Sissoko, Piers Faccini, Justin Adams e Juldeh Camara, Mannarino, Hysni (Niko) Zela e Fanfara Tirana, Eva Quartet, Klapa Otok, Bojken Lako, Raiz, Roy Paci, Roberto Ottaviano, Raffaele Casarano, Bijan Chemirani e Mario Arcari.

Dal 2000 al 2015 ha fatto parte del Canzoniere Grecanico Salentino, band con la quale ha inciso sei album e partecipato ai più importanti festival di world music.

Nel suo percorso di approfondimento delle varie tecniche volali ha incontrato Sayeeduddin Dagar, tra i più noti cantanti Dhrupad Indiani, e Bobby McFerrin che la sceglie per duettare nell’edizione 2008 del “Bari in Jazz”.

Volgendo lo sguardo ad est si appassiona alla musica balcanica e a soli 21 anni inizia una ricerca musicale con vari musicisti di diverse nazionalità (greci, albanesi, macedoni, croati, rumeni, bulgari e

tzigani che incontra nei suoi numerosi concerti). Da qui nasce il sodalizio col violoncellista albanese Redi Hasa in una simbiosi musical-culturale da cui scaturisce il duo “Hasa-Mazzotta”.

Nel 2006 fa parte dell’Orchestra Notte della Taranta diretta dal M° Concertatore Ambrogio Sparagna. Dal 2011 al 2014 è voce solista della stessa con la direzione del M° Ludovico Einaudi, del M° Goran Bregovic e del M° Giovanni Sollima.

Dal 2013 collabora, in qualità di cantante, con la compagnia di danza di Miguel Angel Berna realizzando gli spettacoli “Mediterraneo”, “La jota e la taranta”, “Cardia”, “Dos Tierras” esibendosi in diversi teatri nel mondo tra i quali Teatro Olimpico di Roma, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro del Canal di Madrid, Suzanne Dellal di Tel Aviv. Nel 2015 partecipa come cantante nella nuova pellicola di Carlos Saura “La jota”.

Ha cantato in festival e rassegne in tutto il mondo, tra questi: Womad (Australia, Nuova Zelanda, Uk), GlobalFest (New York), South by Southwest (Texas), Small World Music Festival (Canada), Rainforest (Malesia), TarabTanger (Marocco), Soglie (Arabia Saudita), Womex (Grecia), Babel Med Music (Francia), Les Suds a Arles (Francia), Sete Sois Sete Luas (Portogallo e Spagna), Karneval der Kulturen (Germania), At-tension (Germania), Festival Mito (Milano).

AMOREAMARO traccia dopo traccia (Guida all’ascolto)

01- VORREI VOLARE / BALLATA DELLA PRESA DI COSCIENZA

(Trad. / R.Durante – D.Durante)

Si tratta di due stornelli, che nella tradizione sono una forma musicale utilizzata per comunicare qualcosa che solitamente in pubblico non si può comunicare, come una dichiarazione d’amore o, al contrario, delle offese.

“Vorrei volare” é uno tra gli stornelli d’amore tradizionali più conosciuti in Salento.

“Ballata della presa di coscienza” è invece scritto da Rina Durante, una scrittrice salentina che negli anni 70 descriveva la condizione sociale della donna in Salento.

02- SCURA MAJE (Trad.)

Brano tradizionale abruzzese, conosciuto anche come “Il canto della vedova”. É la disperazione per la perdita dell’amore, tanto che la moglie vorrebbe morire nelle braccia del marito defunto.

(VIDEOwww.youtube.com/watch?v=mbnXp4x7aXU&feature=emb_logo)

03- NU ME LASSARE (M.Mazzotta – B.Galeone)

Primo inedito del disco. Una ballata d’amore in salentino, il desiderio di «ritrovare» qualcuno che non c’é più.

04- ROSA CANTA E CUNTA (Rosa Balistreri)

Un omaggio a Rosa Balistreri. Racconta la sua storia: la sofferenza, la fame, la sopraffazione dei padroni, la rabbia per le ingiustizie della sua terra. Ma anche la non rassegnazione, il desiderio di restare quel che si è, di mantenere la propria dignità.

05- NO POTHO REPOSARE (S.Sini – G.Rachel)

É una canzone d’amore sarda scritta nel 1920 ma oramai considerata un classico della canzone tradizionale dell’isola. Racconta della fragilità dell’amore che è tenero come un bambino: “Se mi fosse possibile ruberei lo spirito invisibile dell’angelo, prenderei il sole e le stelle del cielo e creerei un mondo bellissimo per te, per poterti regalare ogni bene”.

06- TORE TORE TORE (Trad. – el. M.Mazzotta, B.Galeone)

Una ninna nanna in griko o grecanico (lingua minoritaria parlata nei comuni detti della Grecía Salentina, risalente probabilmente al periodo bizantino). Il testo in salentino è inedito, scritto appositamente per questa versione del brano, mentre quello grecanico (tradizionale) è stato adattarlo musicalmente su un tempo dispari, tipico dei balkani, proprio per creare un ponte, un legame più stretto tra queste due terre.

07- LU PISCI SPADA (D. Modugno)

Famosissimo brano di Domenico Modugno, ispirato alla pesca del pesce spada che fino agli anni 50 si praticava nello stretto di Messina. Una volta presa la femmina, i pescatori aspettavano il maschio che per istinto non abbandonava la compagna ma si lasciava morire con lei. Un amore unico ed esclusivo, il modello romantico dell’immaginario femminile, almeno del sud Italia, in un passato non tanto lontano.

“Ma l’esclusività oggi – spiega la Mazzotta – talvolta ha ben altre conseguenze, spesso irreparabili”.

08- BEDDHA CI STAI LUNTANU (trad.)

Brano tradizionale salentino, una delle poesie d’amore più belle. Qualcuno, da molto lontano, parla al suo amore e dice: “bella, se sei lontana e vuoi vedermi affacciati alla finestra di ponente, se hai freddo sono i miei sospiri, se hai caldo è questo mio cuore che arde, se vedi onde in mare non le temere, sono le mie lacrime, fiumi correnti, e se senti voci e lamenti, sono io che ti chiamo, e tu non mi senti”.

09- AMOREAMARO (M.Mazzotta – B.Galeone)

E’ il secondo inedito del disco. Un canto al “mondo malato” che si tenta di guarire con questa pizzica, tradizionalmente usata per curare le donne “tarantate”, simbolicamente morse dal ragno, ma realmente affette da una sorta di depressione. “É quello che cerchiamo di fare con questo brano – spiega Maria Mazzotta – cerchiamo e sperimentiamo le diverse possibilità di vibrazione, del corpo strumento e della terra, per scatenare una reazione, provocare il caos che riporta alla quiete, all’equilibrio”.

10- TU NON MI PIACI PIÙ (M.Castellacci – D.Gribanovski)

Un omaggio alla grande Gabriella Ferri e un ideale chiusura con il lieto fine: il riscatto di chi si libera, con dignità, dal dolore di una storia finita e guarda avanti.

CREDITS

Agualoca Records – www.agualocarecords.com

Booking Management: Zero Nove Nove – www.zeronovenove.com

Recorded, mixed and mastered by Guglielmo Dimidri

Recorded at Corrado Productions in Supersano (Le/Italy)

Artwork by Simone Lomartire – Graphic Design by Giulio Rugge

Nell’album hanno suonato:

Maria Mazzotta – voice, tamburine

Bruno Galeone – accordeon, piano

Bijan Chemirani – zarb, percussions (nella traccia nr.6)

Andrea Presa – didgeridoo (nella traccia nr.9)

COMUNICAZIONE A CURA DI :

Zero Nove Nove
www.zeronovenove.com

MARIA MAZZOTTA “SCURA MAJE”

Gli anni della musica

MARIA MAZZOTTA
“SCURA MAJE” primo singolo e video del nuovo disco di Maria Mazzotta

L’ALBUM SI INTITOLERA’ “AMOREAMARO” E USCIRA’ A GENNAIO 2020
Anteprima live il 12 dicembre al teatro Koreja di Lecce

Esce oggi “Scura maje”, il primo singolo del nuovo album di Maria Mazzotta, una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale; il disco si intitolerà “Amoreamaro” (Agualoca Records) e vedrà la luce all’inizio del 2020. Il primo brano estratto esce accompagnato da un video live in studio realizzato da Giuseppe Pezzulla presso la “Corrado Productions” di Supersano (Lecce).

Diventato famoso grazie a Nino Rota che lo utilizzò nel film “D’amore e d’anarchia”, “Scura maje” è un brano tradizionale abruzzese conosciuto anche come “Il canto della vedova”. All’interno del prossimo disco dell’artista pugliese, un’intensa e appassionata riflessione sui vari volti dell’amore, rappresenterà la parte più drammatica di questo sentimento: il dolore pietrificante della perdita. Attraverso dieci brani, di cui due inediti, il nuovo album della Mazzotta attraverserà senza timore tutte le emozioni che l’amore può suscitare, trovando nel canto, come tradizione popolare vuole, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura“.

Amoreamaro” sarà presentato live, in anteprima, giovedì 12 dicembre al Teatro Koreja di Lecce. Sul palco, con Maria Mazzotta, il fisarmonicista Bruno Galeone e alcuni ospiti speciali che saranno annunciati nei prossimi giorni. Nel foyer del teatro ci saranno alcuni volontari di Save The Children, organizzazione umanitaria che Maria Mazzotta vuole sostenere attraverso campagna di raccolta fondi.

Giovedì 12 dicembre, ore 20,45
Teatro Koreja |  Via Guido Dorso, 70 – LecceBiglietto intero € 10 | Ridotto (under 30 e over 60) € 8
Info e prenotazioni 0832.242000

Comunicato Stampa a cura di : Zero Nove Nove -Giuseppe Bortone

Leone Marco Bartolo – Questione siciliana-

Gli anni della musica

Tra i circa 300 artisti ammessi al premio “Musica contro le mafie” anche il siciliano Leone Marco Bartolo con il ritmato fiume di parole del brano “Questione siciliana”, ecco il link per ascoltare e votare:

Abbiamo rivolto sull’argomento due brevi domande.

Come fermare con la musica fenomeni sociali, di crimine, famosi, con quali idee, musicali s’intende ?

Per fermare certi fenomeni nel meridione serve arte, natura cibo di qualità e cultura, insieme ad una certa cattiveria verso la struttura criminale, questo per offrire una valida alternativa al soldo facile e al favoritismo dilagante, elementi caratteristici dei luoghi con la maggior concentrazione di criminalità organizzata.

Parlaci di questo pezzo, come lo hai realizzato, quale è il suo contenuto ?

Il brano è un fiume di parole, uno sfogo rimato verso un fenomeno che sembra sempre stia per essere sconfitto ma che si ripresenta con violenza, ormai, senza limiti geografici. Disprezzando la realtà cerco di offrire un’alternativa al brutto che avanza elogiando la cultura senza la pretesa di farla, la cultura. Cerco di parlare dell’importanza della cultura facendo intrattenimento, ecco. La cultura è la cura a tante cose.

MAGNITUDO 12: Come Un Tramonto

Gli anni della musica

Nuovo singolo dei Magnitudo 12 dal titolo ” Come un tramonto “. La voce degli artisti salentini fa sentire la parola ” libertà “. Le tre voci cantano dei sentimenti più comuni del tramonto, che parla ogni giorno di libertà, nella tradizione salentina e con lo stile del gruppo reggae con sonorità dancehall e contaminazioni hip hop. Ottimo lavoro che vi consiglio di ascoltare, per conoscere il sogno, il bisogno di ” dream music “, la libertà intesa anche come bisogno di allegria, di spettacolo, che deve lasciare un segno.

Entriamo nelle informazioni sul brano, che è su tutti i digital stores oltre che su Youtube, al seguente link, il videoclip è a cura di Rosita Liguori per X PROJECT VIDEO FACTORY, il singolo è prodotto da Treble Lu Professore (Elianto Records ).

P40 ” BAR ROYAL BAR “

Gli anni della musica

Una canzone pensata e scritta per un bar, luogo dove prendere il caffè, leggere il giornale, etc…Cosa è nel tuo immaginario un bar? Cosa è, per te, il bar che racconti?


L’hai appena detto: un bar. È un luogo dove prendere il caffè, leggere i giornali etc…Il Bar Royal, che racconto nella mia canzone dal titolo “Bar Royal Bar”, è (oltre quello specificato di base, poco sopra) «fuori dal tempo qui troverai il tuo tempo… Bar Royal Bar… Ognuno col suo stile qui ognuno c’ha da dire… Bar Royal Bar… personalità variegate non omologate… Bar Royal Bar… Ci entri da Lecce ma qui troverai la tua città…». Mi sembrava immediato rispondere con il ritornello della canzone.

Hai scelto di presentare il pezzo a Lecce, proprio nel bar di cui parla, in data 15 settembre.

Raccontaci come è andata…?


…è andata. Condivido le emozioni con il pubblico che c’è stato, con il luogo e la parte gestionale. Sto ancora elaborando alcune sensazioni… è stato come rendere in 3D una canzone. La musica è fatta di radio, magliette, fan, ma anche di notti di ordinaria follia all’interno di un bar…

Come hai vissuto il momento creativo della canzone, come autore, e come quello organizzativo, al fianco di un operatore culturale come Andrea Rizzo, direttore artistico di ARTEN?


L’ho vissuto d’istinto, una notte pensando ai miei incontri con il Bar Royal, un bar H24, che io incontro di solito a tarda notte. È nato il ritornello nel quale disegno, attraverso la contemplazione del Royal, i tratti salienti dell’umanità che osservo passarci attraverso, compreso me, e poi nelle strofe ho pensato di raccontare il mio tragitto per andarci, quello che faccio spesso quando sono dentro… quello che osservo, è come se mi fossi messo una telecamera in testa. Per farvi vedere la scena attraverso il mio sguardo. Dal punto di vista organizzativo insieme ad Andrea l’ho vissuta in modo conviviale anche perché anche lui lo frequenta il Royal e ci siamo incontrati varie volte. È stato come stappare una bottiglia (nella quale ci stava la canzone) e condividerla con l’intorno attraverso l’aiuto di Andrea, che mi supportava a distribuire i “bicchieri musicali” tra il pubblico e il locale tutto, comunicazione compresa, che impacchettava la bottiglia prima di essere aperta.

Il pezzo si collega ad altri lavori? Cosa hai in cantiere in questo momento? Si tratta del secondo singolo ufficiale dopo “Nu me ‘mbrazzi mai”, possiamo aspettarci il nuovo album di P40?


Da un po’ vado avanti a singoli, oltre a “Nu me ‘mbrazzi mai”, con il quale attraverso la collaborazione di Lucia Minutello sto sviluppando una serie di iniziative collaterali.

L’idea di sviluppare un videoclip intorno a “Bar Royal Bar” ci sta.

Un nuovo album?!… Penso che è lui che sta aspettando me.
Le canzoni ci sarebbero, mi serve “una carta regalo con un fiocco” e completare delle registrazioni audio. La tua domanda la prendo come stimolo a concretizzarla.

Sabrina Schiralli Pianista Cantante Oboista Pittrice

Gli anni della musica

Una scelta importante, nel tuo album Innamorata, di ricordare delle bellissime canzoni della musica italiana e non solo, come hai scelto queste canzoni ?

Sono brani cover completamente rivisitati; brani che sento particolarmente miei di cantautorato italiano e straniero che ho eseguito live in moltissimi concerti sia in Italia che all’Estero con degli arrangiamenti che uniscono le mie due anime: classica e pop. Desideravo che tutti potessero ascoltare ciò che mi emoziona. In chiusura ho registrato una traccia inedita. Un brano che ho scritto io (musica e parole): “Torno qui”.

Il titolo è Innamorata, il tema delle canzoni ovviamente riguarda l’amore, legando i testi al pianoforte, uno strumento che hai imparato già dalla giovane età, nell’album anche un inedito, presentaci questo brano ?

Si, l’album contiene un inedito di mia scrittura. “Torno qui” è nato in un momento di particolare tristezza della mia vita, in realtà in questi momenti ho le ispirazioni migliori! Noi artisti forse siamo più ispirati in questi momenti…

Parla di una storia d’amore in cui potrebbero riconoscersi in molti, un amore impossibile, vietato, il rifiuto di accettare quella condizione e di lottare con le unghie e con i denti per poter coronare il proprio sogno d’amore. La mancanza di rassegnazione e il ritorno, penso che un po tutti desideriamo tornare ad un momento felice trascorso con una persona importante…

In questo brano a livello strumentale ho voluto registrare oltre al pianoforte (mio primo amore e strumento principe di tutto l’album), un dolcissimo assolo di oboe. Questo brano è davvero l’espressione del mio essere.

Nel farti i complimenti per l’interpretazione di Respiro, del mio personale idolo Franco Simone, nel ricordare che molti interpreti hanno scelto la via di album per ricordare grandi autori, si pensi a Mia Martini, con l’album “I miei compagni di viaggio “, esiste tra i brani quello che ti rappresenta maggiormente ?

Oltre all’inedito, per quanto riguarda le cover il brano che più mi rappresenta e sento particolarmente vicino è proprio Respiro, sia per il modo in cui l’ho arrangiato sia per la vocalità.

La musica classica, che hai studiato, con merito, la pittura, sono altre attività della tua carriera artistica, come si realizzano in questo momento ?

Come cantante e musicista lavoro come concertista, docente e Direttrice dell’Accademia di Formazione Artistica La Dimora dell’Arte di Modugno. Sono spesso membro di giuria di concorsi musicali. Con la pittura, invece, espongo in mostre collettive e personali a livello nazionale. L’ultima è stata presso la Biblioteca Nazionale di Bari.

La Puglia, Bari, sono realtà in movimento, cosa pensi debba essere particolarmente apprezzato della nostra regione, dal punto di vista culturale ?

La Puglia è una terra bellissima, è la mia terra, quella che raffiguro spesso nei miei dipinti. Abbiamo tanto da apprezzare dal punto di vista culturale: il mare, i paesaggi di pianura sterminata. E poi c’è il barocco leccese e le bellezze del lungomare di Bari, fino ad arrivare alla natura del Gargano. Per non parlare delle prelibatezze del palato! Un lembo di terra sicuramente da scoprire e apprezzare.

Progetti per il futuro ?

A breve verrà girato un videoclip del brano Torno qui, prossime date in aggiornamento. Sarò a Lecce ad ottobre come vocal coach per insegnare a talenti provenienti da tutta Italia.

A tutti i nostri ospiti chiedo sempre di parlarmi del libro preferito, di ricordaci il loro rapporto con il cibo, lo faccio anche con te ?

Il mio libro preferito è Il Piacere di Gabriele D’Annunzio.

Dico sempre che si mangia per vivere e non si vive per mangiare, non sono una gran buona forchetta! Preferisco cibarmi più di Arte!

Grazie

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