“LA VITA È UN SOGNO”-TAMBURELLISTI DI TORREPADULI

Gli anni della musica

TAMBURELLISTI DI TORREPADULI

È USCITO IL VIDEOCLIP

“LA VITA È UN SOGNO”

primo estratto dal nuovo album degli artisti pugliesi

“La via dell’armonia: pizzica d’autore”

Dopo l’uscita nei negozi e in digitale del nuovo album dei TAMBURELLISTI DI TORREPADULI “La via dell’armonia: pizzica d’autore”, venerdì 22 gennaio è uscito sul canale Youtube di ARTEN il videoclip “La vita è un sogno”,primo singolo estratto dal nuovo lavoro discografico degli artisti pugliesi (https://www.youtube.com/watch?v=CZfR7PrYBLE&feature=youtu.be).

“La via dell’armonia: pizzica d’autore” gode del sostegno di Puglia Sounds, Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021. Regione Puglia FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro, pubblicato da XO Publishing e co-prodotto dagli artisti insieme ad ARTEN.

La nuova linea comunicativa e d’immagine dei Tamburellisti di Torrepaduli mira a distaccarsi nettamente dall’immaginario tipico associato all’universo della pizzica, troppo spesso ricco di cliché: questa “evoluzione”, riscontrabile già nella copertina dell’album realizzata da Domenico Giovane, è evidenziata nel videoclip ideato e diretto da Southern Sofa Film Factory – Produzioni Audiovisive (Lavinia Del Croce e Marco Cardellicchio), girato nei boschi di Palagiano, in provincia di Taranto. “Le atmosfere e il tema della canzone ci hanno dato una mano” – spiegano i registi – “Abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra alcuni elementi che volevamo inserire, come la visione Dantesca del sogno, le atmosfere dei film di Mario Bava e, sicuramente, il significato psicologico del sogno, della lotta fra pensieri, desideri e sentimenti”.

Come l’album, anche il videoclip rappresenta il viaggio dell’uomo nel proprio abisso, alla ricerca di un fine o di una fine, un’anima persa tra sogno e vita reale che si chiede dove sia la via dell’Armonia, se esista davvero. L’uomo si ritrova a fare i conti con sé stesso, con spirito critico realizza un bilancio della sua vita e di quella dei suoi simili. “Quante lotte nel nostro subconscio sono state frutto di una crescita?” – sottolinea Giole Nuzzo, uno dei due giovanissimi componenti dei Tamburellisti di Torrepaduli- “È una lotta tra anime opposte: un’anima incastrata in un corpo che riesce a liberarsi in sogno e prova a farsi strada attraverso un ritmo armonico. Gli opposti diventano complementari, due elementi inscindibili, senza un vincitore né un vinto”.

Il disco, pubblicato lo scorso 11 dicembre e composto da nove brani inediti che raccontano una pizzica onirica, utopica, erotica, ospita due eccellenti collaborazioni dei Tamburellisti di Torrepaduli con artisti pugliesi: Nandu Popu (Sud Sound System) nel brano “La via dell’armonia”, che dà il nome all’album, ed AR10 (Andrea Rizzo) in “Extraterrestri a Creta”.

Queste le tracce: La vita è un sognoBalla Afrodite, Mani di ragnoCantico nuovo, Extraterrestri a Creta (ft. AR10), La via dell’armonia (ft. Nandu Popu), Il ritmo dell’armoniaSpunta la lunaPizzica erotica.

I Tamburellisti di Torrepaduli sono Pierpaolo De Giorgi (chitarra e voce), Donato Nuzzo (tamburello e fisarmonica), Rocco Luca (tamburello), Gioele Nuzzo (percussioni e didgeridoo) e Michele Wilde (violino); a partire dal 1990 hanno rivalutato per primi la pizzica che da secoli la tradizione popolare del Salento utilizza come terapia. Hanno inciso numerosi album che hanno segnato una svolta nella musica popolare pugliese e italiana, tra i quali lo storico “Fantastica pizzica” 1991, “Pizzica e trance” 1995, “Pizzica e rinascita”, “Il tempo della taranta: pizzica d’autore” 2003, “Pizzica grica” 2006, “Taranta taranta” 2009, “La via della taranta” 2013 e “La grande pizzica” 2017. Sono ospiti de La notte della Taranta dalla prima edizione del 1998, nell’arco della carriera hanno suonato in tutto il mondo: Grecia, Albania, Germania, Montenegro, Austria, Svizzera, Ungheria, Canada, Polonia, Australia e nella Cina di Taiwan. Sulle loro musiche ballano compagnie di ballerini greci e persino i Pellerossa del Dakota. Nel 2019 si esibiscono nel celebre Cortile della Pigna dei Giardini del Vaticano.

Ufficio stampa Tamburellisti di Torrepaduli:

Sara Valentino – sara.valentino24@gmail.com

Maluwa Williams-Myers

Gli anni della musica

In inglese ed in Italiano cerchiamo di conoscere questa ” nostra amica “. Chiedendogli di rispondere ad una breve intervista. In English and Italian we try to get to know this “fantastic woman”. I asked her for a short interview.Una laurea in Belle Arti presso il California Institute of Arts e un Master presso la New York University e l’International center of Photography. A Bachelor in Fine Arts from the California Institute of Arts and Masters from New York University and the International center of Photography.

Link da seguire – Link to follow



The sound that makes the soul in peace.

We can see Maluva in some awesome pictures,we can read her in the specialized press,in the youtube videos and also we can appreciate her also live.We can hear her voice,her ideas,in a song,we thank her,for the empathy,that he has shown,in granting us this interview,allowing us,to get to know her on a personal level,before asking her questions.

Il suono che rende l’anima in pace.

Vediamo Maluva in delle splendide foto, la leggiamo sulla stampa specializzata, nei video su YOUTUBE, possiamo apprezzarla, anche dal vivo. Possiamo sentire la sua voce, le sue idee, in una canzone, la ringraziamo, per l’empatia, che ci ha dimostrato, nel concederci questa intervista, permettendoci, prima di farle delle domande, di conoscerla personalmente.

L’intervista è inglese. The interview is in English.


Music, art, how do they meet with you?

I am a visual artist and photojournalist as well. My passion always lies with the suffering of the people, for through suffering one’s soul becomes enlightened. These gifts create a kaleidoscope of a visual language around the plights of humanity. For example, when I photograph a person I am not only capturing an image but as well merging with my humanitarian self by interacting with another human being. My paintings and collages are visual mathematical equations excluding the separatist elements and labels that divide us and adding on our reality to create equality. Coming from a family which is White, Black and Asian (more labels), oneness is one of the seeds that my creativity has germinated from. As human beings we represent what is real and natural in a materialistic world constantly trying to categorize us and define us, while learning to function within certain structures and frameworks that are not tangible to one’s spirit.  I   address ideas that will give artistic expression to the means by which to deconstruct what is essentially a symbiotic illusion within this society. My music is another voice, an extension of my art work. Music is a conduit. Music is a message that unites and brings clarity and it lifts the veil of a particular powerful force at play that obscures and steals our right to live and love rightly. I see music as a way to tell the truth, music is part of the truth, and when people start to hear it they cannot turn away.

Come ti sei incontrata con musica e arte?

Sono anche un artista visuale e fotogiornalista. La mia passione risiede sempre vicino alla sofferenza delle persone, perchè attraverso la sofferenza l’anima di s’illumina.Questi doni creano un caleidoscopio di linguaggio visuale attorno alle vicissitudini dell umanità. Per esempio,quando fotografo una persona,non sto solamente catturando un immagine,ma mi sto anche avvicinando alla mia parte umanitaria attraverso l’interazione con un’altro essere umano.I miei dipinti e collage sono equazioni matematiche visuali che escludono gli elementi e le etichette del separatismo.Queste equazioni ci dividono e si aggiungono alla nostra realtà per creare disuguaglianza.Venendo da una famiglia che è composta da bianchi,neri e asiatici (più etichette),unita è uno dei semi dai quali la mia creatività ha germinato.Come esseri umani noi rappresentiamo quello che è reale e naturale in un mondo materialistico che prova costantemente a categorizzarci e definirci,mentre imparando a funzionare entro certe strutture e contesti che non sono tangibili con lo spirito di una persona.L’ indirizzo, le idee , che daranno un espressione artistica ai mezzi, Ii quali demoliscono quella che è essenzialmente un illusione simbiotica entro questa società.La mia musica è un altra voce,un estensione del mio lavoro artistico.La musica è un canale.La musica è un messaggio che unisce,chiarifica e solleva il velo di una particolarmente potente forza in gioco che oscura e ruba I nostri diritti di vivere e amare giustamente.Io vedo la musica come un modo per dire la verità,la musica è parte della verità,e quando le persone iniziano a sentirla,non possono ignorarla.




 How are you active in social work?

 I just left an assignment overseas where women were being sexually abused in high numbers and my colleagues were quiet about it for years. I brought it all the way to the government.  I believe sometimes the higher power moves us to other places to teach a life lesson in compassion, understanding and tolerance. Those of us who are the healers, teachers, sages and mentors to the leaders of tomorrow, have been on paths that are not always on the straight and narrow yet, we know that something divine led us there to be that light within a world of darkness and chaos. Sometimes we serve as an instrument of change, walking with a mighty sword to sleigh the beast of injustice. As well, we must bathe in, breathe in, and drink the blood of the suffering. Only then by becoming One with the blood of the suffering can we rise up and speak. When you have the right people around you and that divine seed of solidarity is planted in the right soil, it can grow forth and create a mighty movement of awakening. Every where you go in the world some ugly separatist ideology is present. 

In che modo sei attiva nell’ambito sociale?

Ho appena lasciato un incarico oltremare,nel quale le donne erano abusate sessualmente in gran numero,mentre I miei colleghi rimanevano zitti a riguardo.Io ho portato la vicenda fino al governo.Credo che a volte le potenze superiori ci spostino per insegnarci una lezione di vita sulla compassione,la tolleranza e la comprensione.Quelli di noi che sono guaritori, insegnanti ,saggi e mentori dei leader del domani,sono stati su vie che non sono sempre strette e immediate ma,sappiamo che qualcosa di divino ci ha condotto li per essere la luce all’interno di un mondo caotico e oscuro.Alle volte serviamo come uno strumento di cambiamento,camminiamo con un spada possente per abbattere le bestie dell’ingiustizia.Altrettanto,dobbiamo bere,respirare e rilassarci nel sangue della sofferenza.Solo allora diventando tutt’uno con questo sangue,possiamo alzarci e parlare.Quando hai le persone giuste al tuo fianco e quel seme divino della solidarietà è piantato nel giusto suolo,può crescere forte e creare possenti movimenti di risveglio.Ovunque andrai nel mondo qualche macabra ideologia separatista sarà presente.

 What is singing for you, what causes you, how emotions?

Most of my songs, one could say, are just “given to me” and some arise from my day-to-day interactions with other souls or are a reflection of the apparent deafness of the government to the suffering of the people. It is Prayer for change and ancestral remembrance. Music is the voice of my ancestors combating the ills of society. the ill usion that the separatist elements try to feed us.  I also started writing while seeing horrific images as a journalist then those images became songs.  Music is like praying for the betterment of humanity in the same temple of Love. When you release that song you hope it serves as a catalyst for positive changes or plants perennial seeds of solidarity. 

Cosa rappresenta per te cantare,quali emozioni ti stimola?

La gran parte delle mie canzoni,si potrebbe dire,sono solo “date a me” mentre altre nascono dalla mia interazione quotidiana con altre anime o sono un riflesso dell’apparente sordità del governo riguardo la sofferenza delle persone.è una preghiera per un cambiamento e per un ricordo ancestrale.La musica e la voce dei miei antenati che lottavano contro le malattie della società.L’illusione che gli elementi separatisti cercano di affibiarci. Ho iniziato a scrivere mentre  vedevo alcune orribili immagini come giornalista,e poi queste immagini sono diventate canzoni.La musica è come una preghiera per il miglioramento dell’umanità nello stesso tempio dell’amore.Quando pubblichi una canzone,speri che serva come catalizzatore per un cambiamento positivo o che pianti il perenne seme della solidarietà.

 The reaction, seeing you, is to look at a beautiful woman, what do you think of beauty?

 Well I am definitely not a Diva. One thing that I always hold close to my heart and keeps me blossoming, is a true concern for the state of mankind and the unnecessary suffering that continues to take place.  Beauty is in the heart. As a highly spiritual person I have always tried my best to represent on a deeper level than appearances. Beauty to me is upliftment and Empowering others besides oneself. That is aesthetically pleasing for my soul.

La reazione instantanea che susciti,è di vedere una bellisima donna,quali sono I tuoi pensieri sulla bellezza?

Beh,sicuramente non sono una Diva.Una cosa che tengo sempre stretta al mio cuore e che mi fa sbocciare,è una preoccupazione per lo stato in cui la razza umana si trova e le sofferenze inutili che continuano ad accadere.La bellezza è nel cuore.Essendo io una persona molto spirituale,ho sempre provato a rappresentare ad un livello più profondo dell’apparizione.Per me la bellezza è qualcosa che abilita e eleva gli altri oltre a se stessi.Ciò è esteticamente piacevole per la mia anima.

What do you not see, in our society, that you would like to have space?

There is no greater power than Love. Love can heal and once it takes a hold of you it can’t be denied. Love is who we are. We are living in a time where there is a need of more love. We have the power to be love and loving towards others. I want to continue to make lifetime friendships with souls that believe in the Divine healing qualities of LOVE.  Somewhere out there someone needs your smile, your words of wisdom, your ear, your hug, your presence, your guidance, YOU! That part of you is our divine medicine for each other. We can all be beacons of truth and light.

Cosa manca,nella nostra società,che andrebbe aggiunto?

Non c’è forza più grande dell’amore.L’amore può guarire e quando ti afferra non può più essere negato.L’amore è ciò che siamo.Viviamo in un tempo dove c’è bisogno di più amore.Noi abbiamo il potere di essere amati e amari chi le persone attorno a noi.Voglio continuare a fare amicizie che durano tutta la vita con anime che credono nelle qualità divine e guaritrici dell’AMORE.Da qualche parte lì fuori,qualcuno ha bisogno del tuo sorriso,delle tue parole di saggezza,della tua presenza,che TU lo ascolti,abbracci e guidi.Quella parte di te è nella nostra medicina divina per chiunque.Noi tutti possiamo esseri portatori di verità e luce.

AUDIO GREETING MESSAGE

Il commento di Giuseppe Di Summa

Nella prima domanda Maluwa si presenta, come un artista visuale, una fotoreporter. La sua passione la vede alle prese con le sofferenze dell’anima delle gente, visto che è attraverso la sofferenza dell’anima che una persona si illumina. Quando fotografa una persona interagisce con quello che in lui vi è di umano. Usa nella prima domanda proprio queste parole ” i miei dipinti e collage sono equazioni matematiche visive, che escludono gli elementi separatisti e le etichette che ci dividono e aggiungono la nostra realtà per creare l’uguaglianza “.

La sua voce.

Per lei la musica è un condotto, è un messaggio che unisce, che porta chiarezza, aggiunge poi nell’intervista, che vede la musica come un modo di dire la verità.

Siamo alla prima domanda, quella che ci svela come s’incontrano con lei, la musica, l’arte. Tra le persone che si possono incontrare su questo blog, il mio personale, che non è una testata giornalistica, ho scelto Maluwa, per il genere musicale, che mi ha affascinato. Nella sua conoscenza, andiamo anche oltre alle canzoni, poniamo la nostra attenzione su questioni popolari, come la musica, l’arte, seppure conosciamo anche la parte sociale di Maluwa.

Il percorso con cui conosciamo la nostra ospite arriva nel ” sociale “. Del bisogno che lei esprime della ” solidarietà “, che deve crescere in ogni territorio, lei usa proprio queste parole precise ” quando hai le persone giuste intorno a te e quel seme divino di solidarietà è piantato nel terreno giusto “. La nostra ospite parla nella seconda domanda del percorso della propria cultura, di come ha lavorato, ha partecipato, anche a proteste, che la riguardano in prima persona, esperienze che ha vissuto.

Ritorno nella terza domanda alla musica, che voglio fare entrare nella vostra testa, amici del Blog, in modo che possiate seguirla come voce, cantante che a me ha affascinato, nell’ascolto. La sua musica è una ” preghiera per il cambiamento “, musica come voce dei suoi antenati, qui si esprime in modo molto convincente nelle domande, dichiarando che ” la musica è come pregare per il miglioramento dell’umanità nello stesso tempio dell’amore “. Non solo in merito all’importanza della solidarietà, mette ancora in risalto,in modo convincente che ” quando rilasci quella canzone, speri che serva da catalizzatore di cambiamento positivo o pianta di semi perenni di solidarietà “. Questa intervista è un modo per farvi conoscere Maluwa, con foto, video, con le pagine che la ospitano, anche grazie ai social, dobbiamo ringraziarla per l’interazione, che speriamo la faccia conoscere ai nostri visitatori.

La bellezza.

Arriva per la nostra ospite la domanda sulla bellezza, qui si esprime in questo modo : ” come persona altamente spirituale, ho sempre fatto del mio meglio, per rappresentare me stessa a un livello più profondo delle apparenze “, non solo per entrare proprio nella questione posta da noi di CAMBIO GIORNO, la nostra ospite sottolinea : ” la bellezza per me è elevazione e responsabilizzazione degli altri, oltre a se stessi “.

La nostra società.

Gli chiedo quello che ” non vede ” nella nostra società, a cui vorrebbe dare uno spazio, sottolinea subito che non esiste potere più grande dell’amore, qui le sue parole sono : ” voglio continuare a stringere amicizie a vita con anime che credono nella qualità di guarigione divina dell’amore, da qualche parte là fuori qualcuno ha bisogno del tuo sorriso, delle tue parole di saggezza, del tuo orecchio, del tuo abbraccio, della tua presenza, della tua guida,. TU ! Quella parte di te è la nostra medicina divina l’una per l’altra. Tutti possiamo essere fari di verità e luce “.

Nel ringraziare Maluwa per l’intervista, per avere accettato, nonostante la lingua diversa, di parlarci di quello che spesso ci rende speciali, che ci porta sulla strada della stima degli altri, aspettiamo suo notizie e gli auguriamo ogni bene futuro.

“AMOREAMARO”, IL NUOVO ALBUM DI MARIA MAZZOTTA

Gli anni della musica

“AMOREAMARO”, IL NUOVO ALBUM DI MARIA MAZZOTTA

Una delle voci più apprezzate del panorama della world music internazionale

Il tour partirà il 13 da Napoli e il 15 da Malgrat (Barcellona, Spagna) e toccherà più di 10 nazioni europee

Un’intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell’amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. E’ “Amoreamaro” (Agualoca Records), il nuovo album di Maria Mazzotta, una delle personalità musicali più emblematiche del Sud Italia, che esce oggi, 10 gennaio, nei negozi di dischi, sulle piattaforme di streaming e in digital download.

Già nel “Canzoniere Grecanico Salentino”, la Mazzotta è arrivata ad essere una delle voci più apprezzate del panorama della world music europea.

Dieci brani in tutto, di cui due inediti, per un disco – presentato in anteprima alla Fira Mediterrania de Manresa (Spagna) nell’ottobre scorso – che attraversa senza timore tutte le emozioni che l’amore può suscitare, trovando nel canto, come da tradizione popolare, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura”. Si va dagli stornelli ai brani di tradizione riarrangiati ed arricchiti con nuove sonorità e parole, sino alle pietre miliari che hanno lastricato la strada della grande canzone Italiana come “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri.

Ma il cuore del disco alberga nei due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e la title track “Amoreamaro”, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. “Amoreamaro” è il singolo che accompagna l’uscita dell’album e che ha ispirato anche un videoclip di visual art che sarà on line dal 15 gennaio.

A guidare musicalmente il tutto ci sono la fisarmonica ed il piano del malgascio Bruno Galeone, al quale talvolta si uniscono i tamburi etnici e le percussioni dell’iraniano Bijan Chemirani (in “Tore Tore Tore”) e il didgeridoo di Andrea Presa (in “Amoreamaro”).

L’illustrazione in copertina è un lavoro esclusivo di Simone Lomartire. Grafica di Giulio Rugge.

Maria Mazzotta, coadiuvata dall’agenzia di booking e management Zero Nove Nove, ha voluto legare a questo suo ultimo lavoro discografico anche l’apertura di una collaborazione con Save the Children per raccogliere fondi da destinare a operazioni umanitarie.

L’uscita dell’album sarà accompagnata da un fitto tour nazionale e internazionale che partirà il 13 febbraio da Napoli e il 15 febbraio da Malgrat, in Spagna. Il tour farà inoltre tappa in alcune delle città più importanti d’Europa come Marsiglia (Francia, 5 marzo), Parigi (Francia, 9 marzo), Vienna (Austria, 10 marzo), Lubiana (Slovenia, 14 marzo), Saragozza (Spagna, 28 marzo), Monaco di Baveria (Germania, 17 aprile). Non mancheranno le tappe nello Stivale: Milano (15 marzo), Catania (2 maggio), Roma (Auditorium Parco della Musica, 8 maggio) e Trento (14 maggio).

CHI E’ MARIA MAZZOTTA

Maria Mazzotta è una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale. Nella sua carriera ha collaborato con nomi del calibro di Bobby McFerrin, Ibrahim Maalouf, Rita Marcotulli, Ballake Sissoko, Piers Faccini, Justin Adams e Juldeh Camara, Mannarino, Hysni (Niko) Zela e Fanfara Tirana, Eva Quartet, Klapa Otok, Bojken Lako, Raiz, Roy Paci, Roberto Ottaviano, Raffaele Casarano, Bijan Chemirani e Mario Arcari.

Dal 2000 al 2015 ha fatto parte del Canzoniere Grecanico Salentino, band con la quale ha inciso sei album e partecipato ai più importanti festival di world music.

Nel suo percorso di approfondimento delle varie tecniche volali ha incontrato Sayeeduddin Dagar, tra i più noti cantanti Dhrupad Indiani, e Bobby McFerrin che la sceglie per duettare nell’edizione 2008 del “Bari in Jazz”.

Volgendo lo sguardo ad est si appassiona alla musica balcanica e a soli 21 anni inizia una ricerca musicale con vari musicisti di diverse nazionalità (greci, albanesi, macedoni, croati, rumeni, bulgari e

tzigani che incontra nei suoi numerosi concerti). Da qui nasce il sodalizio col violoncellista albanese Redi Hasa in una simbiosi musical-culturale da cui scaturisce il duo “Hasa-Mazzotta”.

Nel 2006 fa parte dell’Orchestra Notte della Taranta diretta dal M° Concertatore Ambrogio Sparagna. Dal 2011 al 2014 è voce solista della stessa con la direzione del M° Ludovico Einaudi, del M° Goran Bregovic e del M° Giovanni Sollima.

Dal 2013 collabora, in qualità di cantante, con la compagnia di danza di Miguel Angel Berna realizzando gli spettacoli “Mediterraneo”, “La jota e la taranta”, “Cardia”, “Dos Tierras” esibendosi in diversi teatri nel mondo tra i quali Teatro Olimpico di Roma, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro del Canal di Madrid, Suzanne Dellal di Tel Aviv. Nel 2015 partecipa come cantante nella nuova pellicola di Carlos Saura “La jota”.

Ha cantato in festival e rassegne in tutto il mondo, tra questi: Womad (Australia, Nuova Zelanda, Uk), GlobalFest (New York), South by Southwest (Texas), Small World Music Festival (Canada), Rainforest (Malesia), TarabTanger (Marocco), Soglie (Arabia Saudita), Womex (Grecia), Babel Med Music (Francia), Les Suds a Arles (Francia), Sete Sois Sete Luas (Portogallo e Spagna), Karneval der Kulturen (Germania), At-tension (Germania), Festival Mito (Milano).

AMOREAMARO traccia dopo traccia (Guida all’ascolto)

01- VORREI VOLARE / BALLATA DELLA PRESA DI COSCIENZA

(Trad. / R.Durante – D.Durante)

Si tratta di due stornelli, che nella tradizione sono una forma musicale utilizzata per comunicare qualcosa che solitamente in pubblico non si può comunicare, come una dichiarazione d’amore o, al contrario, delle offese.

“Vorrei volare” é uno tra gli stornelli d’amore tradizionali più conosciuti in Salento.

“Ballata della presa di coscienza” è invece scritto da Rina Durante, una scrittrice salentina che negli anni 70 descriveva la condizione sociale della donna in Salento.

02- SCURA MAJE (Trad.)

Brano tradizionale abruzzese, conosciuto anche come “Il canto della vedova”. É la disperazione per la perdita dell’amore, tanto che la moglie vorrebbe morire nelle braccia del marito defunto.

(VIDEOwww.youtube.com/watch?v=mbnXp4x7aXU&feature=emb_logo)

03- NU ME LASSARE (M.Mazzotta – B.Galeone)

Primo inedito del disco. Una ballata d’amore in salentino, il desiderio di «ritrovare» qualcuno che non c’é più.

04- ROSA CANTA E CUNTA (Rosa Balistreri)

Un omaggio a Rosa Balistreri. Racconta la sua storia: la sofferenza, la fame, la sopraffazione dei padroni, la rabbia per le ingiustizie della sua terra. Ma anche la non rassegnazione, il desiderio di restare quel che si è, di mantenere la propria dignità.

05- NO POTHO REPOSARE (S.Sini – G.Rachel)

É una canzone d’amore sarda scritta nel 1920 ma oramai considerata un classico della canzone tradizionale dell’isola. Racconta della fragilità dell’amore che è tenero come un bambino: “Se mi fosse possibile ruberei lo spirito invisibile dell’angelo, prenderei il sole e le stelle del cielo e creerei un mondo bellissimo per te, per poterti regalare ogni bene”.

06- TORE TORE TORE (Trad. – el. M.Mazzotta, B.Galeone)

Una ninna nanna in griko o grecanico (lingua minoritaria parlata nei comuni detti della Grecía Salentina, risalente probabilmente al periodo bizantino). Il testo in salentino è inedito, scritto appositamente per questa versione del brano, mentre quello grecanico (tradizionale) è stato adattarlo musicalmente su un tempo dispari, tipico dei balkani, proprio per creare un ponte, un legame più stretto tra queste due terre.

07- LU PISCI SPADA (D. Modugno)

Famosissimo brano di Domenico Modugno, ispirato alla pesca del pesce spada che fino agli anni 50 si praticava nello stretto di Messina. Una volta presa la femmina, i pescatori aspettavano il maschio che per istinto non abbandonava la compagna ma si lasciava morire con lei. Un amore unico ed esclusivo, il modello romantico dell’immaginario femminile, almeno del sud Italia, in un passato non tanto lontano.

“Ma l’esclusività oggi – spiega la Mazzotta – talvolta ha ben altre conseguenze, spesso irreparabili”.

08- BEDDHA CI STAI LUNTANU (trad.)

Brano tradizionale salentino, una delle poesie d’amore più belle. Qualcuno, da molto lontano, parla al suo amore e dice: “bella, se sei lontana e vuoi vedermi affacciati alla finestra di ponente, se hai freddo sono i miei sospiri, se hai caldo è questo mio cuore che arde, se vedi onde in mare non le temere, sono le mie lacrime, fiumi correnti, e se senti voci e lamenti, sono io che ti chiamo, e tu non mi senti”.

09- AMOREAMARO (M.Mazzotta – B.Galeone)

E’ il secondo inedito del disco. Un canto al “mondo malato” che si tenta di guarire con questa pizzica, tradizionalmente usata per curare le donne “tarantate”, simbolicamente morse dal ragno, ma realmente affette da una sorta di depressione. “É quello che cerchiamo di fare con questo brano – spiega Maria Mazzotta – cerchiamo e sperimentiamo le diverse possibilità di vibrazione, del corpo strumento e della terra, per scatenare una reazione, provocare il caos che riporta alla quiete, all’equilibrio”.

10- TU NON MI PIACI PIÙ (M.Castellacci – D.Gribanovski)

Un omaggio alla grande Gabriella Ferri e un ideale chiusura con il lieto fine: il riscatto di chi si libera, con dignità, dal dolore di una storia finita e guarda avanti.

CREDITS

Agualoca Records – www.agualocarecords.com

Booking Management: Zero Nove Nove – www.zeronovenove.com

Recorded, mixed and mastered by Guglielmo Dimidri

Recorded at Corrado Productions in Supersano (Le/Italy)

Artwork by Simone Lomartire – Graphic Design by Giulio Rugge

Nell’album hanno suonato:

Maria Mazzotta – voice, tamburine

Bruno Galeone – accordeon, piano

Bijan Chemirani – zarb, percussions (nella traccia nr.6)

Andrea Presa – didgeridoo (nella traccia nr.9)

COMUNICAZIONE A CURA DI :

Zero Nove Nove
www.zeronovenove.com

Gli anni della Musica.

Gli anni della musica

images  DOMENICO PROTINO

La musica è il linguaggio con cui riesco ad esprimermi al meglio, senza inibizioni.  Chi mi ha visto nascere e crescere mi racconta che, così come ho prima iniziato a correre e poi a camminare, ho prima iniziato a cantare e poi a parlare.  Sono sempre stato un fan sfegatato degli U2 e dei cantautori italiani, da De Gregori a Bennato, da De Andrè a Rino Gaetano.   Mi piacciono il pop, che per mia indole prediligo, e tutti gli altri generi musicali, specie quando vengono utilizzati per dare dei messaggi importanti.  Per me lo strumento musicale è il mezzo tramite il quale scrivere le mie canzoni: è sempre stato così sin da quando, da bambino ho posato le mani sul pianoforte e da ragazzino ho imbracciato la mia prima chitarra. Sul mio sito ufficiale, www.domenicoprotino.com, mi presento non soltanto come cantautore, ma anche come autore per altri artisti. Contattarmi è semplicissimo, così come seguirmi sulle varie pagine “social”, da twitter a facebook.

GUARDA IL VIDEO 

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Intervista a Chiara Ragnini

Gli anni della musica

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Genovese e cantautrice. Non lasciatevi ingannare dal connubio apparentemente scontato: Chiara suona la chitarra e canta dall’età di 14 anni con la grinta e l’anima rock di chi ha qualcosa da raccontare

Dopo gli studi classici, la laurea specialistica in Informatica. L’anima creativa e razionale convivono in uno strano dualismo, fra sonorità pop ed elettroniche e testi malinconici ma taglienti. L’influenza del mare si sente, l’anima viaggiatrice e in continuo movimento pure. Chiara ha perfezionato negli anni la tecnica vocale e la scrittura ,frequentando numerosi masterclass e workshop con i migliori autori e cantanti in Italia (Paola Folli, Saverio Grandi, Carl Anderson). Ha un disco alle spalle, un lavoro folk- pop che le ha permesso di guadagnarsi spazio nel fitto panorama musicale nazionale e la stima di pubblico ed addetti ai lavori. Negli anni ha vinto numerosi riconoscimenti, partecipato a importanti festival e rassegne in tutta Italia, ottenuto passaggi radiofonici e televisivi a livello nazionale. Abbandonata la vena acustica, le sonorità della cantautrice si sposano ora con un raffinato pop elettronico dalle tinte scure. Un viaggio introspettivo e melanconico, agrodolce e salato: proprio come il rumore del mare.

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Suoni la chitarra sin da piccola, hai girato l’Italia con la musica: cosa ti ha affascinato ieri della musica quando hai iniziato, cosa, invece, oggi ti spinge a continuare?

Sicuramente il lato più affascinante della musica, per me, è quello comunicativo: esprimermi e confrontarmi con gli altri, raccontarmi attraverso le parole e le canzoni, è il modo più bello che possa trovare per parlare alle persone, soprattutto con quelle che non conosco o che conosco poco. L’atto del canto, poi, è liberatorio e terapeutico, ancestrale: mi ha sempre accompagnata fin da piccola, probabilmente già dalla pancia della mamma. L’espressione artistica è innata, è prima di tutto un’esigenza personale: smettere di utilizzare la musica come mezzo sarebbe come tagliarmi un braccio. Continuerò a scrivere, a cantare, a suonare, per me stessa e per chi avrà piacere ad ascoltarmi.

Quale è il tuo rapporto con i cantautori italiani?

Rispettoso e reverenziale: spesso basta il connubio genovese e cantautrice per accostarmi alla cosiddetta Scuola Genovese, ma il paragone è spesso azzardato e forzato. Ho ascoltato tanto, e continuo a farlo, i grandi autori della canzone, non solo d’autore, partendo da Lucio Dalla e Gian Piero Reverberi per arrivare fino a Niccolò Fabi, Max Gazzè, Daniele Silvestri, addentrandomi verso artisti di spessore anche più giovani, come Levante, Ermal Meta, Daniele Celona, l’Orage, gli Yo Yo Mundi, tutti musicisti che seguo con attenzione e che hanno tanto da raccontare.

Scrivi anche canzoni per bambini. Cosa ti piace dell’interpretazione della musica per i più piccoli?

Quest’estate ho avuto la possibilità di partecipare, come autrice, al Concorso per Canzoni di Bambini La Luna al Guinzaglio, musicando due testi scritti rispettivamente da una classe delle medie ed una delle elementari. E’ stata un’esperienza nuova e meravigliosa, che mi ha regalato sicurezza e determinazione nel seguire anche la strada dell’autore, altrettanto gratificante ed emozionante rispetto al mio percorso di cantautrice. I bambini hanno, poi, una forza ed una sensibilità che spesso è raro ritrovare negli adulti: ti offrono un terreno davvero fertile per giocare con la musica e con le parole. La vittoria al concorso è stata davvero di grande stimolo a proseguire nella scrittura per altri, non solo bambini, naturalmente, ma anche interpreti di ogni età.

Una tua canzone, “Gli scoiattoli nel bosco”, ha un titolo affascinante. Ci spieghi di cosa parla?

Gli scoiattoli nel bosco è stata scritta quasi sette anni fa: mi ero da poco trasferita nel ponente ligure, da Genova, mia casa fino al 2009, e il passaggio dalla vita di città a quella di campagna non è stato immediatamente dolce. Tutte le difficoltà affrontate nei primi mesi hanno preso forma in questa canzone che, per quanto il titolo possa suonare simpatico, è tutt altro che divertente o sognante. E’ una canzone d’amore, ma al contrario: la protagonista è soffocata da una relazione emotivamente impegnativa e faticosa, al punto che anche gli scoiattoli che abitano nei boschi circostanti (e che, aggiungo, esistono sul serio e mi salutano quasi tutte le mattine mentre vado al lavoro) fuggono al suo passaggio.

Come procede la tua esperienza live?

Molto bene: l’estate si è rivelata ricca di appuntamenti, che mi hanno vista sul palco insieme a Yo Yo Mundi, Frankie Hi NRG e tanti altri artisti, oltre che impegnata nella settimana di perfezionamento musicale di Genova per voi, il “talent” per autori di Universal Music Publishing, che mi ha vista fra i 12 finalisti a settembre. Al momento sono impegnata in studio al completamento del nuovo album: le registrazioni sono terminate e ci stiamo dedicando a missaggio e mastering. Non vedo l’ora di farvi ascoltare le nuove canzoni.

Hai al tuo attivo anche diverse collaborazioni. Trovi interessante il lavoro con altri autori?

Lo trovo interessante, stimolante e arricchente: la musica è principalmente confronto e condivisione. La scrittura insieme ad altri autori crea spesso e volentieri delle alchimie magiche e ti permette di tirare fuori idee che, con tutta probabilità, non avrebbero trovato la loro strada se cercate da soli. Al momento sto scrivendo con e per una brava interprete genovese, Antonella Serà, che ha collaborato negli anni con artisti del calibro di Carlo Marrale e Bruno Lauzi. Ho tanti inediti nel cassetto che mi piacerebbe proporre ad interpreti, per affiancare il percorso di autrice a quello di cantautrice.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Nelle prossime settimane sarò concentrata al completamento del nuovo disco, un lavoro completamente diverso dal precedente: sarà un disco cupo, scuro, caratterizzato da arrangiamenti electro pop che bene si sposano con il pop d’autore che propongo. Il prossimo anno sarà tutto dedicato all’uscita del primo singolo e dell’album e alla conseguente promozione. Non vedo l’ora.

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Chiara Ragnini | Gli Scoiattoli nel Bosco

Gli anni della musica

Gli anni della musica

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ALFREDO TAGLIAVIA

La mia passione per la musica è nata probabilmente insieme a me. Tempo fa ho ritrovato un nastro di quando avevo tre o quattro anni, dove avevo registrato una specie di Festival musicale tutto da solo, inventando di sana pianta i nomi dei cantanti in gara ed anche le parole delle canzoni. Ricordo che un vicino di casa non gradiva che battessi i piedi sul pavimento a mo’ di batteria e mia madre mi tolse per un periodo la coca-cola perché secondo lei era la causa delle mie “eccitazioni musicali” ! Con il tempo ho sognato di diventare un chitarrista, prima rock e poi jazz, passando ore e ore ogni giorno in camera con la mia Fender Stratocaster, che spesso e volentieri mi distoglieva anche dal fare i compiti pomeridiani a casa. Dopo qualche anno è cominciata la mia attività didattica da maestro di chitarra, che ancora porto avanti con molta convinzione, nel difficile tentativo di trasmettere ai più giovani il senso di questa magia. Da grande poi sono tornato alla mia antica passione, le canzoni, che non ho mai smesso di scrivere. I cantautori italiani che apprezzo di più sono Fabio Concato, Pino Daniele, Samuele Bersani e altri. Ho anche una grande passione d’oltreoceano per la musica brasiliana, in particolare la bossa nova, e per il chitarrista jazz fusion Pat Metheny. Da circa sei anni ho preso il coraggio in un manico e sei corde e faccio il cantautore suonando in giro per i locali di Roma. Ho pubblicato due cd autoprodotti, il secondo molto recentemente, dal titolo “Frammenti di versi” che è disponibile anche su Itunes. Buona musica a tutti da Alfredo 🙂

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Intervista a Sostanza Tossica

Gli anni della musica

SOSTANZA-TOSSICA

Benvenuti su Gli anni della Musica. Presentiamo il singolo ” Una lotta continua ” realizzato con Ilaria Spada. Come nasce questa collaborazione e di cosa parla questa canzone?

Grazie, è un piacere! Innanzitutto Ilaria è nostra cugina (dei fratelli Garozzo), ci conosciamo più o meno da quando siamo piccoli, non ci siamo mai visti spesso dato gli impegni e la lontananza, ma ogni tanto ci sentivamo telefonicamente. In occasione della nascita del figlio, ci siamo riuniti in famiglia e parlando del più e del meno le abbiamo proposto di collaborare a questo pezzo. Le è piaciuto ed è stata contenta di metterci del suo.

Per quanto riguarda il tema della canzone, abbiamo parlato di vicende che ci riguardano da vicino… infatti, in famiglia, Harsenico è l’unico a portare uno stipendio fisso dato che è assunto a tempo indeterminato, nostra madre è precaria, io (Kappa), sCh e nostro padre siamo disoccupati e lavoriamo occasionalmente.

Quindi per questo a volte in famiglia si respira un clima di tensione.

Flebo lavora nell’edilizia, nella ditta del padre, e si sa che in questo campo ultimamente c’è poco lavoro e quando c’è a volte neanche ti pagano.

Ovviamente alla questione economica si aggiungono tutte le altre ansietà della vita.

Poi anche se Ilaria è un’attrice di successo ciò non vuol dire, come abbiamo detto poco fa, che la vita non sia una lotta continua e che non si abbiano problemi. Ciò nonostante il ritornello ci esorta tutti a non mollare mai e a credere sempre nei nostri sogni.

Presentiamo il gruppo e quindi chi sono i Sostanza Tossica e come nascono?

Il gruppo è composto da Fabrizio Garozzo alias Harsenico (rapper), Kevin Garozzo alias Kappa (rapper), Emiliano Gjoka alias Flebo (rapper) e Sacha Garozzo alias sCh (producer). Tre di noi sono fratelli (Harsenico Kappa e sCh) e l’altro, Flebo, l’abbiamo conosciuto nel 2007 tramite amici. Gli abbiamo fatto registrare qualche pezzo e, soddisfatti del risultato, abbiamo deciso di farlo entrare nel gruppo. Il primo progetto ufficiale del team è stato “Identikit EP” nel 2008.

 

Voi siete dei rapper, che hanno sperimentato anche le atmosfere live, quindi quale musica vi ha influenzato e cosa è rimasto nel vostro repertorio di quello che avete ascoltato negli anni?

A parte l’hip hop, sono molti i generi che hanno influenzato il nostro modo di fare musica e ognuno a suo modo ha caratterizzato e caratterizza tuttora il nostro sound.

E’ in fase di uscita anche Mamma ho perso la testa,un mixtape, rimanendo alla parte musicale che oggi vi interessa, come è stato lavorare per questo nuovo lavoro e di cosa si tratta precisamente ?

Lavorare a questo mixtape è stato appagante e stimolante perché mano a mano che il progetto prendeva forma si faceva sempre più interessante, anche dal punto di vista delle collaborazioni.

Comunque, si tratta di un progetto composto per la maggior parte da beats con samples estrapolati da varie colonne sonore. L’idea è partita dal campionamento, da parte di sCh, di una musica di John Williams del film”Mamma, ho perso l’aereo”, campionamento che ha dato alla luce la title track “Mamma ho perso la testa”. Inoltre abbiamo voluto inserire in ogni traccia del mixtape delle citazioni cinematografiche per stabilire un collegamento tra i brani.

 

Come vi trovate con i social?

Bene, i social sono molto utili, soprattutto nel nostro campo. È buona parte della gente che li popola che andrebbe eliminata (ridono)

 

Quali sono gli impegni di promozione del vostro attuale lavoro?

Per ora stiamo sponsorizzando il video di “Una lotta continua” nei vari social. Il brano sta passando in molte radio e molti siti, portali e giornali del settore e non stanno condividendo la notizia che riguarda l’uscita del singolo e del mixtape. Comunque restate sintonizzati sulla nostra pagina ufficiale facebook perché ci saranno tante altre sorprese.

GUARDA IL VIDEO DI UNA LOTTA CONTINUA

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Intervista con Harp Bazaar

Gli anni della musica

Abbiamo il piacere, grazie alla collaborazione con ARTEN, di ospitare nel Blog per una breve intervista, gli Harp Bazaar, il più emozionante quartet gypsy jazz con arpa, composto da Tara Minton (arpa), Duncan Menzies (violino) e Filippo Dall’Asta (chitarra), accompagnati in questo tour italiano da Umberto Calentini/Camillo P​ace​ (contrabbasso)

Live

“Harp Bazaar – House concert @ Aricelle Speziali” Ph: Andrea Rizzo – ARTEN © All rights reserved —

GUARDA IL VIDEO DELL’ESIBIZIONE ALLE ARICELLE SPAZIALI.

Voi arrivate da Londra e suonate l’arpa. Quando vi presentate al pubblico presentate un genere musicale originale e quindi viene subito da chiedervi come nasce questa proposta ?

Ci siamo conosciuti casualmente su un palco a Londra come turnisti per una cantante. Ci siamo trovati subito benissimo insieme.  Filippo Dall’Asta era gia’ un chitarrista Gypsy jazz affermato nella scena londinese e ha proposto l’esperimento musicale di unire l’arpa al Gypsy jazz. Siamo nati così.

Siete in Italia spesso sia a Nord che a Sud. La vostra musica tra la gente in Italia che emozioni vi ha fatto provare ?

L’Italia ci piace moltissimo per la reazione calorosa del pubblico. Il pubblico ci fa sempre sentire i benvenuti, l’emozione che proviamo piu’ spesso e’ gratitudine per un pubblico cosi’ attento e caloroso.

Ripercorrendo la musica del passato voi a che genere vi ispirate ?

Il Gypsy jazz di Django Reinhardt e lo swing parigino degli anni 30 e 40.

Come passate questa Estate 2017 ( nella musica s’intende ) e quali sono i vostri progetti per il futuro ?

Quest’estate stiamo facendo un tour Italiano, e abbiamo registrato 4 nuovi pezzi in uno studio a Bari (A.MA. Records).
Torneremo a Londra il 14 Agosto dove ci aspetta un’impegnativo periodo di festival e concerti. Abbiamo in piano di tornare in Italia l’anno prossimo per registrare l’album nuovo e per un altro tour.

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Gli anni della musica

Gli anni della musica

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GIOVANNI PELI

La mia passione per la musica è nata all’età di 8 anni quando convinsi i miei genitori a comprarmi una chitarra, a loro piaceva l’idea che poi sarei andato a suonare in chiesa. Lo feci e sfruttai l’oratorio anche come sala prove del mio gruppo di cover rock, i Club revolution, adolescenti smanettoni con vari strumenti. Ero molto piccolo. Crebbi e studiai chitarra classica per cinque anni. Alla cresima (ma questa è l’ultima informazione religiosa) nel 1992 mi regalarono una stupenda Gibson Les Paul Standard che ho tuttora e suono con grandissimo piacere i due generi musicali che ho davvero imparato: il rock anni 70 e le mie canzoni… in prima superiore conobbi la poesia di Dylan Thomas e di Pier Paolo Pasolini e ciò contribuì a creare quella creativa e inutile confusione che aleggia da sempre nella mia testa. Ora ho quasi quarantanni, le mie esperienze musicali e artistiche sono molteplici e questa attività è diventata un secondo lavoro. Mi piacciono artisti completamente diversi fra di loro, sia nella letteratura sia nella musica. Luciano Berio, Frank Zappa, Bob Dylan, David Boqie, Prince, Sting, Sanguineti, Antonio Porta, Attilio Bertolucci, Elio Pagliarani, Georges Perec, Thomas Bernhard, Giovanni Pascoli l’elenco è infinito, perché infinite sono le possibilità dell’amore e della riflessione… e poi i filosofi… i registi cinematografici… fruire di queste cose è la mia vita. Concludo consigliando a tutti di acquistare il mio ultimo libro Albicocca e altre poesie appena uscito per Sigismundus Editrice (ci ho messo l’anima e non si vive di solo pane, buona lettura!)

GUARDA IL VIDEO

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Davide Berardi canta Modugno.

Gli anni della musica

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“Νῦν χρῆ μεθύσθην – Rassegna musicale at La Cantina delle Streghe” ospita, nella sua data di apertura, domenica 11 aprile 2018 dalle ore 20:00, “Meraviglioso!”, omaggio del cantautore Davide Berardi a Domenico Modugno.

Davide Berardi è un cantautore raffinato ed interessantissimo, con alle spalle 3 album, una lista di premi e riconoscimenti di tutto rispetto. Eppure la direzione artistica decide di aprire l’intera rassegna con un omaggio, e non con un concerto di sue opere inedite…

Il desiderio di dedicare uno spettacolo musicale a Domenico Modugno, che vi sarà svelato in apertura del concerto e dell’intera rassegna, nasce dopo anni di tournee in Italia e nel mondo, per Berardi, come cantante e musicista dello spettacolo “Io provo a volare”, portato in scena con la Compagnia Berardi Casolari del fratello Gianfranco Berardi e di Gabriella Casolari, un lavoro premiato e apprezzato da critica e pubblico.

Oltre a essere un grande cantante, attore, cantautore, artista dalla travolgente forza interpretativa, mister Volare è stato uomo semplice e forte, umile e duro, un mito e un esempio da seguire perché pure nella potenza del sogno Modugno è stato sempre fermamente ancorato alla sua origine, alle sue radici meridionali, mai rinnegate neanche nei periodi di successo.

“Meraviglioso!” è uno spettacolo che vedrà in scena un cantante-narratore ed un polistrumentista, Antonio Vinci, a rievocano attraverso suoni, canzoni, racconti e immagini un viaggio-incontro con l’artista Mimì, caratterizzato da momenti di poesia e comicità, e capace di trasmettere atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili cercando di risvegliare nel pubblico i sentimenti di cui Modugno si fece portavoce e simbolo.

Lo spettacolo inizierà alle ore 20:00 di domenica 11 marzo 2018, presso La Cantina delle Streghe, a Lecce.

Direzione artistica:
Andrea Rizzo – ARTEN
www.facebook.com/ARTEN.events
arten.events@gmail.com

Info e prenotazioni:
La Cantina delle Streghe
Music, Food and Relax
Piazzetta Duca D’Atene – Lecce
www.lacantinadellestreghe.it
info@lacantinadellestreghe.it

Grafica:
Gabriele Spedicato
www.gabrielespedicato.com
info@gabrielespedicato.com
spedicatog@gmail.com

Abbiamo posto alcune domande a Davide Berardi :

 Un omaggio ad un grande cantautore Domenico Modugno, che rimane nei ricordi di tanti per le bellissime canzoni, cosa ti ha avvicinato a questo grande della musica italiana?

È stata una richiesta in realtà della direzione artistica che ho immediatamente accettato. Per l’amore che mi lega alla mia terra d’origine, la Puglia, e per Modugno, padre dei cantautori italiani, che ha saputo rivoluzionare con passione ed energia la scena musicale ai suoi tempi. Un esempio sempre attuale per gli artisti e per chiunque voglia realizzare i propri sogni nella vita.

Incuriosisce la scaletta del live, che presenti ricordiamo a Lecce, presso la Cantina delle Streghe, su quali pezzi hai lavorato, cosa ti ha particolarmente entusiasmato nel preparare il concerto?

Abbiamo lavorato proprio sui brani che evidenziano le grandi passioni di Mimmo: l’amore per la vita, per le donne e per la sua terra. Ci abbiamo messo del nostro ri-arrangiando questi temi a noi vicini e per noi attualissimi e ne è uscito qualcosa di genuino, molto fresco e semplice allo stesso tempo. Diretto, come Modugno!

Davide Berardi si segnala anche per le sue canzoni, come l’incontro con Modugno, ha influenzato il tuo scrivere, suonare?

Direi che non lo ha influenzato: lo ha proprio scaturito! Ho iniziato anche io, come Mimì, sperimentando i primi testi sulle ballate popolari, cercando messaggi semplici ed emozioni pure, dritte alla pancia. Oggi continuo a fare cosi, cercando di arrivare a quanta più gente possibile, scrivendo in italiano o in inglese e spagnolo, usando altri linguaggi popolari come il jazz, mescolandolo con il folk ed il pop. Ad un certo punto nel live si incontrano la prima canzone dialettale di Modugno che ho ascoltato, con la mia prima canzone, scritta poco meno che diciottenne. Non vi svelo altro… Vi aspetto con Antonio Vinci al piano ed al synth alla Cantina delle Streghe, domenica 11 marzo ore 20.00!!!

4 . Progetti per il futuro?

In cantiere ci sono tanti nuovi progetti musicali e brani inediti, che spero quanto prima di pubblicare nel prossimo disco…

 

“νῦν χρῆ μεθύσθην” -“Ora ci si deve ubriacare…”

Gli anni della musica
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“νῦν χρῆ μεθύσθην” [“Ora ci si deve ubriacare…” – Alceo, fr. 332 V.], è una rassegna musicale ideata e curata da Andrea Rizzo (ARTEN), incentrata sull’ascolto “attento” di un tipo di composizione che fonda sulla complessità e sulla riflessione la propria grandezza espressiva.
Un intreccio di vibrazioni intense, generate da corde vocali, strumentali, o da beat elettronici, a produrre parole/suoni/sensazioni che stimolino in profondità il pensiero.

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La programmazione avrà cadenza bisettimanale,  presso La Cantina delle Streghe di Lecce, e si svilupperà secondo il seguente calendario:

Domenica 11 marzo, ore 20:00
Meraviglioso! – Davide Berardi canta Domenico Modugno
Un omaggio a Mimì ed alle sue radici, al sud Italia ed a tutti i sud del mondo.

Domenica 25 marzo, ore 20:00
Filippo Bubbico
Dal groove funk a beat onirici, sperimentazioni elettroniche alla ricerca del massimo potenziale espressivo

Domenica 8 aprile, ore 20:00
Mino De Santis
Canzone d’autore, dissacrante ed autoironica, ma impietosa, verista, profonda

Domenica 22 aprile, ore 20:00
Michele Scerra
Concerto intimo di parole e canzoni, fra blues e folk, idealista, passionale, empatico

Domenica 6 maggio, ore 20:00
VeiveCura
“MIGLIOR MUSICISTA LIVE” KeepOn 2015
Dream pop: uno spettacolo vivo, pulsante, unico

Direzione artistica:
Andrea Rizzo – ARTEN
arten.events@gmail.com

Info e prenotazioni:
La Cantina delle Streghe
Piazzetta Duca D’Atene – Lecce
www.lacantinadellestreghe.it
info@lacantinadellestreghe.it

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