Alex & Athlos-Moonlight

Presentiamo la canzone Moonlight” di Alex & Athlos, nomi d’arte rispettivamente di Alessandro Spagnuolo Antonio Papagna.

Iniziamo le nostre domande con Alessandro.

Come nasce l’idea di questo brano?

Nasce dall’idea di Athlos di realizzare una hit estiva e dalla mia voglia di scrivere un brano che fosse fuori dai canoni commerciali, senza seguire i trend della moda del momento. 

Da quanto tempo lavorate insieme?

All’incirca da tre o quattro anni. Siamo cresciuti nello stesso quartiere e suonavamo nella stessa band.



 Cosa vi aspettate da questo brano?

Ci aspettiamo che diventi una hit a livello provinciale e ci auspichiamo di allargarci sempre di più sul territorio nazionale, singolo dopo singolo. 


Cosa volete trasmettere?

Questa canzone nasce da un sentimento di rivalsa che non ha nulla a che vedere con l’ostentare, perché è un testo che parla di meritocrazia, di valori e di ideali senza sfociare  perbenismi e moralismi. 


Che tipologia di persone sono i vostri fan?

 Non intendiamo focalizzarci su un target in particolare, anche perché la nostra  base è molto varia.  
Chi vi sostiene, supporta, aiuta? Possiamo contare sul sostegno di amici e famiglia e sul supporto della  fanbase. 


In che modo superate contrasti, problemi, difficoltà?

In generale abbiamo pochi contrasti fra di noi, ma li superiamo parlando in modo diretto e aperto. 


Il momento più bello e significativo della tua carriera artistica?

Quel momento arriverà a breve. 

Progetti futuri?

Il 28 luglio Moonlight è fuori in tutti gli storie digitali, e in autunno, abbiamo in progetto l’uscita del nuovo singolo con i Catena Entertainment al completo. 


Quando e come hai scoperto la passione artistica? In realtà è iniziata con la passione per la scrittura, la musica mi piaceva soltanto da ascoltare finché, sei anni fa, non ho deciso di unire le cose e iniziare a studiare l aspetto tecnico. 


In che modo l’hai assecondata e coltivata?

L’ho coltivata con sacrificio e dedizione, ma anche con una lunga gavetta.  

Passiamo ora alle domande per Antonio.

Come nasce l’idea di questo brano?-

Circa un anno fa ebbi l’ispirazione per questo brano. Quando l’arrangiamento fu ultimato, lo feci ascoltare ad Alex che subito si adoperò a scrivere il testo. Fu così che nacque Moonlight. 

Da quanto tempo lavorate insieme?-

In passato suonammo per qualche anno nella stessa band, io come batterista ed Alex come cantante. 


C’è un leader tra di voi?-

Ognuno di noi ci mette il suo e contribuisce in maniera eguale alla realizzazione dei brani. 
Cosa vi aspettate da questo brano?- Sarebbe bello potersi affermare in provincia e perchè no? Arrivare su tutto il territorio nazionale! 

Cosa volete trasmettere?-

Tema centrale della canzone è quello del riscatto e della meritocrazia. 

Che tipologia di persone sono i vostri fan?

– Avendo una grande varietà nelle sonorità e nello stile, non abbiamo un pubblico ben definito. 

Chi vi sostiene, supporta, aiuta?

– Senz’altro possiamo contare su amici e famigliari e sulla nostra fanbase. 

In che modo superate contrasti, problemi, difficoltà?

– Oltre ad essere musicisti che collaborano, siamo amici che escono nello stesso gruppo. Semplicemente si parla e ci si organizza sul “da farsi”.

Il momento più bello e significativo della tua carriera artistica?

– Il bello deve ancora venire!! 

Progetti futuri?

– Abbiamo qualcosa che “bolle in pentola”. Seguiteci per aggiornamenti!! 

Quando e come hai scoperto la passione artistica?

– Potrei dire di essere figlio d’arte in quanto proveniente da una famiglia di musicisti. Vivo la musica da ancor prima di nascere! 

In che modo l’hai assecondata e coltivata?

– Da piccolo mi dilettavo suonando alcuni accordi sulla tastiera e cantando Celentano, ma è dal 2015 che decisi di intraprendere un percorso di studio della batteria, assieme al mio maestro Mario Ciuffreda. In contemporanea è iniziata la mia produzione di musica. 

Filippo Poderini_Moshi Moshi Pronto Pronto


Una volta Filippo incontrò Mogol, che gli disse che doveva decidere che genere di musica fare. Siccome Filippo è cocciuto figurati se gli dava retta a Mogol.
Iniziò quindi a provarli tutti, i generi.
Così studia jazz al conservatorio di Bologna mentre scopre i CCCP, Thom Yorke lo ascolta mentre è in tour in Est Europa con la Mr No Money Blues Band, poi gli prende nostalgia di Bill Evans al concerto dei Telefon Tel Aviv e finisce a ballare i Moderat in cuffia mentre fa un altro tour a Fuerte Ventura.
Non si è mai ben capito, a vederlo dall’esterno, se lo faccia apposta di esser fuori luogo o sia solo un’abitudine consolidata.
Dal 2017 si mette a fare i concerti in solitaria e a produrre i dischi,
Dopo un date da Roma a Praga e pure 2 dischi(Irony & Sorrow, Acoustic Dj con Meltina Records) con lo pseudonimo “iF L”, e arrangia pure il disco “Altrove” col duo elettro rock “Algo vuol dire qualcosa”(Resisto Distribuzione) nel 2020, finalmente l’outing al mondo intero col suo vero nome “Filippo Poderini”, col disco dal titolo profetico “Moshi Moshi Pronto Pronto”. 11 canzoni inquiete, tra entropia pop e meraviglia cantando qua e là qualche romantica e dolce idiozia, dispensando pure qualche buon consiglio che chissà se Filippo stesso riesce poi a mettere in pratica.
Un disco pervaso da una strana miscela di ottimismo e malinconia dalla quale lasciarsi trasportare senza opporre resistenza,. Filippo, dal vivo, con una loop station Boss, un synth svedese e una chitarra col delay fa dei beat elettro pop a 133bpm.
Ci dice sopra delle cose anche importanti, a volte lucide e altre acide, ma sempre cantando, anche in coro, con l’harmonizer. Un suo live è un viaggio in cui potremo ballare a 133 bpm
da soli o tutt’uno con qualcun altro, per perderci negli spazi sonori che si rarefanno con lo scendere dei bpm.

Abbiamo raggiunto Federico, per tre brevi domande, in modo che possa presentarsi ai lettori del nostro blog.

Come passerai l’estate ?

 L’estate la passerò come passo le altre stagioni, con la musica, con la didattica, con l’arrangiamento.Non se sia riduttivo pensarla così, ma la musica ha un unico difetto, se così si può chiamare:non puoi amarla un po’, devi dedicargli sempre qualcosa(più di qualcosa),oltretutto c’è un livello altissimo di produzione musicale al mondo, la cui diffusione è amplificata dai mezzi comunicazione moderni e, se un musicista non vuole accontentarsi di ciò che ha appreso ma approfondirla finchè morte non vi separi, non può che fare come faccio io.

Quando arrivi in Puglia ?

Il concerto sarà nel festival Elettro Cantautorale “Combustioni sonore”, al quale farà da apripista Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi).Tutto inizierà il 20 agosto, il mio set sarà il 24.per questa opportunità posso ringraziare il mio amico leccese Andrea Rizzo,che fa parte dell’organizzazione.

Cosa preferisci tra la pineta e il mare per ricaricarti ?

Sono umbro, per ricaricarmi preferisco le colline, la corsa; non sono un amante dei bagni al mare, che in fondo preferisco guardare ed ascoltare piuttosto che immergermi.Sono profondamente legato alla terra, volare e nuotare non sono cose che fanno per me.

FattoSano ” Buffet “

“Buffet”, un nome originale per una canzone, come nasce, a cosa ti sei ispirato?

La composizione rock, punk di Adriano Sette Vecchio ha suscitato in me un’immagine. Il pogo. Ho pensato “qual è l’immagine perfetta per rappresentare il pogo?”. Non so voi, ma dalle mie parti, all’ora dell’aperitivo, le persone si trasformano in guerrieri ed hanno un unico solo obbiettivo: “il bufffet”. Tra le sfumature di questa rappresentazione divertente, si cela la tematica importante dell’incapacità dell’uomo di saper condividere col prossimo. 

Mi piace molto l’uso che fai nella canzone del termine “condividere”, cosa a te piace leggere, vedere, condividere, in tema musicale?

Ora qualcuno mi lapiderà. Non sono amante della lettura a meno che non si tratti di biografie o simili di artisti (non per forza musicali). Preferisco guardare e condividere bei film, ascoltare e condividere canzoni che mi piacciono. Insomma, se una cosa mi piace mi fa piacere condividerla, anche se non legata strettamente al tema musicale.

Ma che sbatta, rap e musica, spesso fanno rumore, tu cosa pensi del messaggio di una canzone al pubblico?

L’artista quando si esprime, non può pensare troppo a dove andrà a finire la propria arte, rischierebbe di comprometterla e non essere sincero pienamente con se stesso. Il rap ha sempre fatto rumore e ne farà per sempre, c’è bisogno di maestri in grado di renderlo digeribile, spiegarlo, soprattutto per le menti più giovani.

Il titolo Italiano loco Yankee è un bel titolo, il nostro paese spesso butta in “caciara”, come ricordi nel pezzo, tu come ti comporti con una canzone, quando invece accade il contrario non si sente bene?

Il comportamento deriva dalle sensazioni che si provano. Le canzoni a volte non troppo “caciarose” sono le più belle e più sentite. Questa domanda mi ricorda una canzone scritta un po’ di tempo fa: “Lacrima”.

Quali sono le prossime novità che ti riguardano?

Verso l’autunno organizzeremo i Live. Abbiamo voglia di raccogliere i frutti de “Il ballo del grizzly” i FanFrutti (ride).

Come seguirti sul web e sui social?

Mi trovate su Instagram, Facebook, Soundcloud, YouTube e Spotify. Basta cercare “fattosanofficial” o “Fattosano” . Buon ascolto!

“Percorsi d’estate tra note e sapori”

l giardino di Torre del Parco apre le sue porte per la rassegna “Percorsi d’estate tra note e sapori”

A Luglio e Agosto cinque cene concerto con le eccellenze gastronomiche e della musica

Venerdì 17 luglio Davide Berardi canta Domenico Modugno tra comicità e poesia

È uno dei luoghi simbolo della città di Lecce, scorcio amato e rappresentativo dell’anima elegante e storica del capoluogo: Torre del Parco, con la sua particolare struttura architettonica, è una delle dimore ricettive cittadine più ambite per festeggiare i momenti importanti.

Un giardino incantevole nel cuore pulsante della città, suggestivo e intimo, diventa in questa stagione estiva lo scrigno di una rassegna tutta nuova, una proposta nata dopo il lockdown per restituire valore all’arte e alla socialità.

Torre del Parco, infatti, apre per la prima volta il suo giardino per delle cene concerto, in programma a luglio e agosto, in cui i percorsi di degustazione si legano alla musica dal vivo.

Sono cinque le date, a partire da venerdì 17 luglio (poi a seguire 30 luglio, 6, 20, 27 agosto), che hanno il fine di trasportare in un viaggio che parte dall’esperienza del cibo di qualità, passa dalle tradizioni popolari e arriva ai suoni più internazionali, tra i grandi classici della musica rielaborati, riletti e rivisitati in chiave innovativa. Solleticare la memoria abbracciando tutti i sensi e stupire con interpretazioni originali: questo è alla base del progetto firmato da ARTEN, ideato dal direttore artistico Andrea Rizzo.

Le cene sono composte da un menu di degustazione con più portate che prediligono le eccellenze gastronomiche locali, mescolando tradizione e sperimentazione, così come è cifra distintiva della cucina di Torre del Parco. Ad ogni piatto, inoltre, è dedicata una specifica bevanda in abbinamento, in una esaltazione reciproca di tipicità.

La rassegna “Percorsi d’estate tra note e sapori” prende il via venerdì 17 luglio alle 21. La degustazione in giardino sarà accompagnata dalla musica dell’immenso Domenico Modugno, interpretata in modo del tutto originale dal cantautore Davide Berardi. “Meraviglioso” è uno spettacolo in cui sonorità acustiche miste ad arrangiamenti folk, jazz e latin, si accosteranno a momenti teatrali, gags comiche della commedia dell’arte da cui Modugno tanto ha attinto.

Poesia e comicità sono gli ingredienti principali di questa ricetta che, attraverso un uso sui generis della luce, trasmette atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili, cercando di risvegliare nel pubblico i sentimenti di cui Mimì si fece portavoce e simbolo.

Per partecipare alle cene concerto è necessario prenotare chiamando lo 0832 347694 (per consentire l’organizzazione dei tavoli che rispetti le normative anti-covid i posti sono limitati).

Tutti gli appuntamenti della rassegna:

Venerdì 17 luglio: “Meraviglioso”.

Davide Berardi canta Domenico Modugno. La vita e le canzoni di Mimì raccontate tra comicità e poesia

Giovedì 30 luglio: “L’amore sacro e l’amor profano”

Rachele Andrioli e Daniele Vitali

Le più belle canzoni d’amore, interpretate a volte fedelmente a volte in modo sorprendente

Giovedì 6 agosto: “Canzone… trovala se puoi”

Davide Sergi & Havana Trio

I grandi classici della canzone italiana

Giovedì 20 agosto: “More than words”

Marcello Zappatore & Gary Hazard Band

I pezzi internazionali che han fatto la storia della musica, riarrangiati in maniera briosa

Giovedì 27 agosto: “’E parole nun fanno rummore”

Suonno D’Ajere

Un tuffo nel golfo di Napoli: il peso della tradizione tramandato con leggiadra musicalità

________________________________________
Andrea Rizzo ♫ ARTEN

Art Director & Booking Manager

www.facebook.com/ARTEN.events
www.instagram.com/ARTEN.eventsarten.events@gmail.com

+39 347 4417421

Dionisio ” Dammi una ragione “

DAMMI UNA RAGIONE” è il nuovo, movimentato biglietto da visita della band siciliana dei DIONISO. La band nasce in Sicilia nella provincia di Catania a febbraio del 2018 ed è costituita da quattro elementi: Francesco Campo (chitarrista 15/11/1993) ne è considerato il fondatore, fu lui a contattare Andrea Sciacca (batterista-percussionista laureato al conservatorio 08/12/1995), insieme cercarono il frontman che trovarono presto in Filippo Ferro (cantante 29/05/2000) e infine fu aggiunto l’ultimo elemento versatile Filippo Novello (bassista-tastierista 11/09/2002).. Gli abbiamo incontrati per una breve intervista.

Dammi una ragione, scrivere pagine di vita, rende migliori anche i guai, è un messaggio che mi piace molto, nel testo fate un invito a rompere, alle barriere, ci spieghi come è nato l’incontro con questo testo?

L’idea di questo brano è nato dal nostro frontman Filippo Ferro, insieme al nostro produttore abbiamo improntato la linea melodica, una ballabile a tratti psichedelica, poi Filippo ha trovato il connubio perfetto tra parole e intenzione musicale inserendo concetti forti come quello di non poter tornare indietro nelle scelte di vita per cambiare le cose.

Siete una band siciliana, questo pezzo, è definito un vostro movimentato biglietto da visita, come consigliare ai fan, a chi vi vuole conoscere, di farvi visita oltre al pezzo che abbiamo già presentato?

Stiamo cercando il nostro sound e ci stiamo vestendo di uno stile tutto nostro che possa contenere le sfumature caratteriali di tutti e quattro i componenti della band.

Stiamo lavorando molto e ci auguriamo di piacere a quante più persone possibili, le sorprese non tarderanno ad arrivare in quanto i brani che saranno contenuti nel nostro album di cui ancora usciranno alcuni singoli abbracciano stili ed epoche musicali diverse rimanendo però riconoscibili nel sound, ne vedrete, anzi, ne sentirete delle belle!

Una band, che racconta storie di passioni folli, ripensamenti, la scelta di una musica moderna, come vive la vostra musica, nel mondo dei giovani, delle loro conquiste, non solo amorose, che devono portarli a fruire liberamente della loro voglia di musica?

Noi viviamo la nostra musica nel modo più sincero possibile, attraverso i testi e attraverso il sound, cerchiamo di vestirci con un abito che ci incalzi proprio come vorremmo. Le nostre influenze certamente sono caratterizzate dal sound rock degli anni 70/80, contestualizzate nel periodo storico che stiamo vivendo e con il giusto spirito di sperimentalismo. 

Stiamo vivendo un periodo particolare per la musica, con questo ” stop “, adesso essere qui, essere ascoltati, arrivare ad una platea è cosa ancora più importante, voi come avete deciso di farvi sentire dal pubblico che via ama, che vi è stato vicino in questi giorni di ” quarantena ” ?

In questo periodo davvero particolare i social ci hanno aiutato parecchio a raggiungere, seppur da casa e senza l’impronta dei live una grande fetta di pubblico, restiamo fiduciosi di poter tornare presto a suonare perché il contatto diretto col pubblico è senza dubbio più gratificante e coinvolgente per una rockband come la nostra che ama esprimere fisicamente le proprie emozioni.

Abbiamo davanti a noi l’Estate, a cui Dammi una ragione fa pensare, avete intenzione di cantarla magari in spiaggia seduti sulla sabbia, organizzare delle feste, fare ballare, penso che questo contatto vi piaccia molto e quindi dopo avere descritto il ritorno, vi chiedo cosa sentite dentro, come band, che volete esca fuori?

Dammi una ragione è perfetta per l’estate, l’abbiamo da subito immaginata proprio così, la classica canzone da cantare in spiaggia seduti sulla sabbia, con una voce calda ed emozionata ma anche ballabile, perfetta per movimenti sensuali o sbarazzini, dipende da quello a cui pensi mentre l’ascolti.

Quali sono i vostri impegni e progetti futuri ?

Al momento l’uscita dell’album è il nostro primo pensiero e alla pari c’è senza dubbio quello di poter finalmente programmare date live per far sentire il nostro progetto al completo. Stiamo proseguendo con costanza e impegno e ci stiamo dedicando con passione al nostro progetto.

Walter Celi

 Iniziamo con la canzone My Zone”, come è stata creata, come ti senti nella tua zona ?

My Zone è un brano che ho scritto durante la quarantena.
Ero chiuso in casa, da solo e avevo molto tempo libero. Passavo metà del giorno ad ascoltare musica e l’altra metà al pianoforte a imparare pezzi nuovi.
In quel momento ascoltavo molto artisti come Kendrick Lamar, Flying Lotus, Thundercat, Anderson .Paak.
Ho tratto da loro l’ispirazione per scrivere My Zone.

Durante i due mesi di quarantena ho riscoperto la bellezza della solitudine, dato che passavo molto tempo solo.
Ho provato a guardarmi dentro.
Ad ascoltare il silenzio e poi ho cercato di comunicare al mondo esterno le mie sensazioni.

My Zone, è quel luogo dove mi rifugio per riflettere, migliorare, ascoltare me stesso, quello che voglio davvero, la mia zona e quella dove nessuno può accedervi.


Passiamo al progetto “Blend Project”. come vederlo da vivo, secondo te cosa azzardare. oggi, con audacia, su un palco live, musicalmente parlando ?

Blend project è nato nel 2019 subito dopo l’uscita del mio secondo album ‘Blend’.
Si tratta del mio trio, formato da Donny Balice alla tromba, Dario Starace alla batteria e me.

La creazione di questo trio ha cambiato completamente la performance che offrivamo sul palco Donny e io prima, ai tempi del primo tour, in duo.
Adesso ci sentiamo più pronti ad affrontare grossi palchi.
Io sono più libero di interagire con il pubblico, non dovendo dedicarmi alla loop station ma solo a cantare e a suonare e sono più libero di esprimermi con il sostegno di due musicisti di eccezione come Donny e Dario.

Secondo me è giusto che ogni artista si esprimi sul palco nella sua maniera più personale. Il nostro punto forte a mio parere è l’energia, che trasmettiamo al pubblico con il nostro groove, e che viene restituita. È quindi questo scambio di energia tra noi e le persone che caratterizza i nostri live.


Gli importanti concorsi a cui hai partecipato, hai familiarizzato, su come oggi il talento viene conosciuto, valutato, cosa ti piace, cosa è stato particolarmente apprezzato nella tua formazione ?

Credo sia stata apprezzata l’originalità del mio progetto.
Non è una cosa che può essere catalogata facilmente e collocata in un genere ben preciso. Sono sempre stato semplicemente me stesso sia in studio che sul palco, ovviamente influenzato dai tanti artisti e tanti generi da cui traggo ispirazione, ma sempre rielaborato in chiave personale.


Si legge tra le tue note, dello strumento che suoni, Ha lavorato come batterista turnista per band di molteplici generi musicali viaggiando in lungo e in largo tra Europa, di questi viaggi, cosa ricordi, cosa non ha mai detto nella tua musica e vorresti dire, quale stella della musica, hai potuto apprezzare, se è stato possibile da vicino ?

Dal 2013, anno in cui mi sono laureato, ho fatto tante esperienze, suonando per altri progetti, altre band, anche al di fuori dell’Italia.
Ricordo che cercavo di farmi largo in questo difficile mondo della musica, ricordo che ero convinto che la musica sarebbe stata la mia strada ma non ero forse convinto che la strada del turnista sarebbe stata la più adatta a me. A lungo andare, mi sono stancato di stare dietro alle pelli, in fondo al palco, le emozioni e l’adrenalina che provavo all’inizio erano cessate.
E come se avessi bisogno di sfidare i miei limiti e così ho deciso di creare un mio progetto in cui ho cambiato ruolo e strumento. Una passo difficile ma che mi ha regalato tante sensazioni nuove e tante soddisfazioni.



Polistrumentista, cantante e songwriter. Ti chiedo delle genuine e ottimistiche parole sulla musica di oggi, come procede dopo il lockdown, soprattutto quanto sei emozionato nel tornare Sabato 27 giugno 2020 all’ Angelè Pub ?

Secondo me viviamo in un periodo di stallo. La musica è ferma.
Mi spiego meglio: non ci sono cose nuove al momento da scoprire, nuovi generi, nuove correnti, qualcosa di mai sentito prima.
Ci sono solo tanti bravi artisti, sparsi per il mondo e tanti artisti meno bravi.

Per quanto mi riguarda, tutto quello che sento di nuovo e che mi piace, riprende il sound degli anni sessanta, settanta, ottanta, quel sound che si era perso con l’uso esagerato dell’elettronica e che adesso si è ripreso alla grande.
Spesso mi capita di ascoltare pezzi vecchissimi che neanche conoscevo e stupirmi per quanto sono simili ai brani del 2018-19
Non si inventa niente al momento, per quanto mi riguarda, tutto ritorna di moda a intervalli di tempo, così come nell’arte e nella moda appunto.

Questa era un mio parere generale riguardo la musica di oggi, ma non saprei fare pronostici riguardo la musica dopo il lock down, perché le cose cambiano ogni giorno.
Posso però sperare che la gente sia più consapevole di quanto la musica sia importante per la vita dell’uomo soprattutto dopo questo fermo forzato, e che le persone siano “affamate” di musica  che si apprezzino sempre di più i  concerti.
Per quanto mi riguarda, sono emozionatissimo e felicissimo di tornare a calcare i palchi dopo 4 mesi.


Il tuo legame con la Puglia e come ti piace dare visibilità alla nostra Regione ?

Amo la Puglia e amo particolarmente suonare qui. L’anno scorso d’estate, Donny, Giuseppe, il mio manager, ed io abbiamo avuto la fortuna di partecipare a diversi festival nella mia regione ed è stato bellissimo.

Mi sento molto legato a questa regione anche se la maggior parte del tempo suoniamo fuori, in giro per l’Italia. Quando si torna a calcare palchi pugliesi è come una festa, ogni volta.


Musica Nuda

Musica Nuda   con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e la partecipazione eccezionale di Frida Bollani Magoniprimo evento live post Covid ad Arezzo venerdì 19 giugno 
Sarà Musica Nuda con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e la partecipazione speciale di Frida Bollani Magoni  a riaprire la musica live ad Ad Arezzo post Covid Venerdì 19 giugno alle ore 21.15 nell’ambito della Rassegna “Preludio d’estate” in piazza San Domenico, una delle più belle piazze della toscana con la sua chiesa con il famoso crocefisso di Cimabue.

Il concerto organizzato dal comune di Arezzo, la fondazione Guido d’Arezzo, la partecipazione del Calcit e la direzione artistica della fondazione Arezzowave Italia è il primo nella città toscana e uno dei primi in assoluto post Covid, a riportare  in scena nomi famosi della musica italiana. La serata è dedicata a tutti gli operatori del sistema sanitario della provincia di Arezzo e avrà uno scopo benefico: il ricavato dell’evento verrà infatti devoluto al progetto del Calcit SCUDO-cure domiciliari oncologiche.L’ingresso con biglietto ad offerta pro Calcit avverrà con prenotazione visti i posti ridotti (160 posto distanziati a 2mt uno dall’altro) e seguirà tutte le procedure previste dalle normative vigenti .Petra Magoni e Ferruccio Spinetti sono la coppia della musica italiana con maggior numero di concerti in Italia e all’estero.  I loro spettacoli sono apprezzati da moltissimi fan per la voce affascinante di Petra e il virtuosismo di Ferruccio con il suo magico contrabbasso.  Musica Nuda su YouTube supera il milione di visualizzazioni tra rivisitazioni di pezzi storici della musica di tutti i tempi e brani inediti.Al concerto di venerdì 19 giugno si aggiunge alla coppia per la prima volta ufficiale (come spesso è avvenuto in passato per le proposte di Arezzowave), il talento e la grazia al pianoforte della giovanissima  figlia di Petra Magoni e Stefano Bollani: Frida Bollani Magoni. La serata è resa possibile anche grazie al sostegno del Centro Chirurgico Toscano, Union B.I.O, pasta Fabianelli e Ecologia Falcinelli.
Le prenotazioni obbligatorie potranno essere effettuate:

  • telefonando alla fondazione Guido d’Arezzo allo 0575356203 oppure al 3312289744 
  • scrivendo a info@calcitarezzo.it 
  • via whatsapp al 3287254025 cui seguirà risposta immediata per info su acquisto 
  • In caso di maltempo il concerto si terrà il giorno dopo sabato 20 giugno ore 21:15

Ad Arezzo La musica riparte ! 

©_ANGELO_TRANI

Veronica Vitale ” Preghiera per l’Umanitá “

Link del brano su SPOTIFY

LOS ANGELES, 26 MAGGIO 2020: “Un cittadino per ogni nazione, senza discriminazione di pelle, lingua, religione, status economico o sociale”e’ iniziato cosi’ il progetto mondiale di speranza di Veronica Vitale, artista internazionale e giovane imprenditrice discografica residente da 10 anni a Los Angeles,
California ma di origini italiane (cresciuta a Boscoreale) – mentre affrontava l’emergenza COVID-19 negli Stati Uniti, ha composto la “Preghiera per l’Umanita’” dal titolo “Hymn To Humanity”, una storia fatta di luce che vince contro la lunga notte del mondo, “e luce fu”, cosi come ricorda la Genesi durante la creazione dell’Universo. Veronica Vitale si avvicina al mezzo milione di visioni su Facebook a pochi giorni dalla pubblicazione e decide allora di invitare tutti gli artisti del mondo ad unirsi in un coro di voci unico, in una preghiera per il bene e la fratellanza universale. Ricevute oltre oltre mille email, 700 partecipazioni e 250 video di artisti internazionali dal Sud Africa, alla Tanzania, Armenia, Zimbabwe, Vietnam, Nuova Guinea, tra i protagonisti anche il Capo della Tribù Indigena della Foresta amazzonica in Ecuador. Questa Preghiera porta straordinariamente insieme nello stesso canto nazioni come Iran, Iraq, Pakistan, Afghanistan, attualmente in stato di guerra, e si trasforma in un inno di gloria che raccoglie in 5 minuti tutte le lingue piu’ parlate del mondo, dal tedesco, al norvergese, fino all’ebraico, persiano ed antico inca. Veronica Vitale ha cosi’ fondato “Artist United” organizzazione non-profit per unire tutti gli artisti del mondo in progetti per la pace globale su piattaforme digitali. Tutti gli artisti del mondo in ascolto, sono invitati a bordo, senza distinzione.

Ringraziamo l’artista per avere risposto a delle brevi domande posto da noi del blog CAMBIO GIORNO.

Domanda 1 : Un progetto mondiale di speranza, una preghiera in cui unirsi, in 5 minuti si raccolgono tutte le lingue più parlate al mondo, come sei entrata in questa idea, cosa ti ha dato entusiasmo nel realizzarla ?


Da imprenditore discografico ed artista, il cambiamento non e’ mai un processo lineare e comodo. In questo momento sono negli Stati Uniti d’America ed e’ qui che mi trovavo ad inizio emergenza. Sono rimasta qui abbracciando con responsabilita’ lo stesso decreto legge in vigore in Italia “IoRestoAcasa”. Sarebbe stato da irresponsabili prendere un aereo, attraversare due o tre nazioni nel mezzo di una Pandemia e fare per caso, del male a qualcuno, mentre mi dirigevo a casa. Mi sono trovata a 10.000km durante la prima pandemia moderna. La mia Preghiera per l’Umanita’ e’ nata dedicata prima alla mia Italia, poi al resto del Mondo. Il titolo é “Hymn to Humanity” dall’Inglese Antico: “Inno sacro, inno all’umanita’”. É in 3 lingue, Inglese, Italiano ed Ebraico. Ho composto questa preghiera, come fosse il mio ultimo giorno di vita sulla Terra, quasi fosse stato l’ultimo tramonto del mondo. Ero in macchina, con le buste di carta della spesa tra le mani, circondata da paesaggi stravolti nella loro normalitá. Si spegneva il sole, cosi come ogni giorno si spengono centinaia di vite. Come candele nel buio, da sole. A chi mi ascolta ora, vorrei dire con la mia preghiera: “Non Disperate. Non arrendetevi all’oscurita’” perchè è vero sono arrivati giorni con poca luce, ma questa é abbastanza per sconfiggere tutta l’oscuritá. Anche in principio… era il nulla, nient’altro che il silenzio di un’infinita tenebra, ma lo spirito del creatore sfiorò la faccia del vuoto bisbigliando “Sia la luce” e la luce fu. Ed era cosa buona. Primo giorno. credere ed avere fede. Dio non ci sta chiedendo altro.

Domanda numero 2. Numerosi artisti. uniti dalla pace, grazie al digitale, quale è la scelta che ti ha guidato nello scegliere la collaborazione ?

Io e Patrick Hamilton, film director americano, abbiamo voluto raccontare come nei momenti di crisi, la tecnologia puo’ avvicinare la gente.  Abbiamo accettato ogni voce, nessuno escluso, tutte quelle il cui video rispondeva alla nostra chiamata “immagine chiara, audio voce separato dalla musica”. Il lavoro di post-produzione, e studio e’ stato determinante. Il tocco di classe e’ firmato con Red Digital Cinema in 8K.  Sono la prima artista, (addirittura donna) ad utilizzare questa tecnologia per i propri video musicali, del resto, lavoro tra Italia e Los Angeles, California. 


Domanda numero 3 :Per te entrare oggi in quarantena come è stato,Come ne esci visto che hai composto questa preghiera come se fosse l’ultimo giorno dell’umanità ?

Ogni crisi ha un proprio risvolto della medaglia. Se mi fossi trovata in italia ad inizio pandemia, la mia carriera sarebbe terminata, i miei 10 anni di sacrifici sarebbero spariti nel nulla, e questo perche’ quando un artista esce dal vortice della discografia, perche’ magari e’ in crisi o prende una lunga pausa, per ogni giorno perso torna indietro di 3 passi. Nonostante la solitudine, la benedizione di trovarmi al posto giusto nel momento giusto e’ veramente un piccolo miracolo. Non ho mai smesso di lavorare da Gennaio a Maggio 2020. I miei colleghi italiani, si sono fermati temporaneamente, idem le label discografiche, questo pesera’ non poco sul futuro della musica italiana. La musica e’ come una maratona, ho continuato a correre per 5 mesi mentre il resto del mondo si fermava ho deciso di dedicare ogni mio giorno alla sensibilizzazione, alla creazione di una piattaforma per artisti in cui incontrarsi, dove potersi ascoltare, supportarsi a vicenda con affetto – Artist United.


Domanda numero 4 : Hai usato il video, per creare il brano, inviato dai vari artisti in diverse parti del mondo, creando un bellissimo video, hai  fondato “Artist United”, una organizzazione non-profit per unire tutti gli artisti  del mondo in progetti per la pace globale su piattaforme digitali. come pensi di andare avanti ?

Artist United e’ una realta’ che sta crescendo velocemente, in sole due settimane abbiamo gia’ una community social in sviluppo alla pari del vecchio MySpace, un podcast radio collegato ad una stazione fm con mezzo milione di ascolti mensili, ed abbiamo deciso insieme a Patrick Hamilton e Visionary Vanguard di sponsorizzare con distribuzione musicale gratuita tutti gli artisti che decideranno di unirsi a noi, tutti gli artisti invisibili, passati inosservato che nessuno ha mai ascoltato. Al momento stiamo collaborando con uno stilista francese per la creazione di t-shirt esclusive per con il logo Artist United. Direi che e’ un bell’inizio.

 
Domanda numero 5. Nel farti i miei complimenti per la tua musica, consentimelo, visto che mi piace molto, come anche questa idea della preghiera, quando hai visto la tua preghiera, vicina al mezzo milione di visioni su Facebook, cosa hai pensato ? 

Grazie Mille Sign.Giuseppe Di Summa per i complimenti! Tutto quello che ho e’  il risultato di un lavoro fatto da zero, per 10 anni da sola, nessuna scorciatoia, compromesso, favore, prima da artista indipendente e poi come produttore discografico italiano in America, ed e’ stata l’avventura piu’ turbolenta di tutta la mia vita. Ogni emozione e’ di quelle che ti conquista il cuore. Mezzo milione di ascolti e’ un grande risultato. Stiamo lavorando per raggiungere il riconoscimento del disco d’oro per gli ascolti digitali con la RIAA  (Recording Industry Association of America certification) e Spotify.

Ancora ” Sullo schermo “

Secondo appuntamento, qui sul blog, per SULLO SCHERMO, tra poco appariremo su Twitter, a seguito di questa ulteriore registratore video grazie al nostro canale YOUTUBE. I protagonisti del video dedicato alla musica, vengono dal salento, dall’amatissima Puglia, che per tutti noi è la nostra terra. Due video impegnativi, dove si sottolinea che è bene parlare di musica, come è bene parlare di sport. Creare uno strumento comunicativo, come un blog, passa per ricordare le nostre tradizioni, non solo stilisticamente la società contadina, descritta nella musica è molto bella.

Questo è il primo video. Presentato nel canale YOUTUBE con una didascalia che ti presenta gli artisti, i contatti, tutte le informazioni che gli riguardano.

Dall’arte, al divertimento, quello sportivo, con una società di pallacanestro, che ci da input ed usi, per la nostra comunicazione online, il problema di un NO ACCOUNT, si supera con le giuste relazioni, per creare un ACCOUNT su Twitter abbiamo iniziato con assumed functional relationship- assunto rapporto funzionale. Oggi una performance, musicale, sportiva, si misura, nel suo valore, se viene realizzata con o senza comunicazione.

RITORNIAMO GRAZIE A SULLO SCHERMO SU TWITTER.

Cincilla – Sakè-

Sakè, un brano che invita a vivere il mondo come si vuole, nel video, ti affacci al balcone, solo vasi, nemmeno un fiore, quindi i fiori da comprare sono tuoi. Come oggi l’amore da occhi alla nostra quotidianità, nel video, girato a Venezia, si alternano luoghi malinconici, con la tua presenza ironica. Come nasce questa canzone ?

L’ho scritta un anno fa. Volevo liberarmi del superfluo, di tutto l’extra che ci riempie le vite e che a volte, almeno nel mio caso, mi stava distogliendo dalle cose che contavano sul serio. Volevo riappropriarmi della mia vita e di quello che mi circondava e ho capito che l’unico modo per farlo fosse seguire le mie sensazioni, i miei sogni e le mie esperienze. Ci ho pensato per un po’ di giorni e come spesso accade ho sentito l’esigenza di riassumere tutto quello che mi era passato per la testa in una canzone. Non l’ho cercata, è uscita da sola.

Nasce il tuo percorso artistico nel 2019, cosa di emozionante sino a questo momento ti ha ricompensato dai sacrifici, cosa pensi, invece, ci sia da migliorare ?

Il mio percorso artistico in realtà nasce molto prima, semplicemente avevo un rapporto molto intimo con quello che scrivevo e lo facevo per me. Il 2019 è stato un anno molto importante ma la musica è sempre stata parte della mia vita. Penso si possa sempre migliorare, alla fine un percorso artistico ti offre talmente tanti spunti che sei sempre nella condizione di migliorarti, di scrivere in modo nuovo. Sicuramente stare fermi non è un’opzione per quanto mi riguarda. Però non parlerei di sacrifici, chi fa musica e scrive canzoni risponde per prima cosa ad una necessità. Per me sarebbe un sacrificio non farlo.

Il brano è disponile su tutte le piattaforme digitali, il video ovviamente è su Youtube, si può entrare in contatto con te su Instagram , in questo momento i social sono fondamentali, come ha accolto il pubblico il tuo brano ?

Sakè è piaciuta molto, è stata un ottimo modo per presentarsi e anticipare l’EP.

Quale è il messaggio della canzone Sakè, dovendolo consegnare, a chi ti ascolta, cosa hai voluto trasmettere con questa canzone ?

Di concentrarsi per prima cosa su ciò che si è e si sogna. Di ricordarsi da dove si viene. Di mantenere una propria visione del mondo. Siamo noi a dare un senso alla nostra vita, in tutte le cose, partendo dal quotidiano.

E’ previsto un EP di cinque canzoni, “Sogni In Saldo”, pensi che i sogni di un musicista siano in linea con il suo essere a volte sopra le righe, un po’ fuori dalle convenzioni, in lotta, con i vantaggi commerciali, oppure il sogno sia proprio quello di riuscire a suonare, come lavoro, anche accettando i moderni discorsi di marketing ?

Ognuno ha i suoi sogni, non penso si possa generalizzare. Il titolo nasce perché il percorso che mi ha portato a produrlo è stato molto naturale, senza troppi sforzi, anche grazie al supporto di Pablo Davilla. Quando vedi il risultato del tuo lavoro il sogno diventa realtà; considerata la fluidità con la quale tutto è successo ho deciso per “Sogni in Saldo”.

Parlaci, in conclusione, di questo EP, che tipo di canzoni ascolteremo, poi spiegaci, come la musica ti fa sentire meglio, se esiste, ad esempio, un pezzo, che ti rende felice, che suoni spesso ?

E’ un EP-presentazione. Mi sono voluto presentare: ciascun brano sottolineerà una mia caratteristica, sia dal punto di vista del sound che da quello dei testi. La musica ha, come altre forme d’arte, il potere di portarti in un’altra dimensione. A volte ti fa dimenticare i problemi, altre invece amplifica certi sentimenti. Non ho un pezzo particolare che suono per tirarmi su. Anche perché a volte hai bisogno di tirarti su, altre invece di pensare, dipende…di solito quando sento l’esigenza di esprimermi attraverso la musica scrivo un pezzo nuovo, forse sì, quella è la cosa che mi fa stare meglio.

Maluwa Williams-Myers

In inglese ed in Italiano cerchiamo di conoscere questa ” nostra amica “. Chiedendogli di rispondere ad una breve intervista. In English and Italian we try to get to know this “fantastic woman”. I asked her for a short interview.Una laurea in Belle Arti presso il California Institute of Arts e un Master presso la New York University e l’International center of Photography. A Bachelor in Fine Arts from the California Institute of Arts and Masters from New York University and the International center of Photography.

Link da seguire – Link to follow



The sound that makes the soul in peace.

We can see Maluva in some awesome pictures,we can read her in the specialized press,in the youtube videos and also we can appreciate her also live.We can hear her voice,her ideas,in a song,we thank her,for the empathy,that he has shown,in granting us this interview,allowing us,to get to know her on a personal level,before asking her questions.

Il suono che rende l’anima in pace.

Vediamo Maluva in delle splendide foto, la leggiamo sulla stampa specializzata, nei video su YOUTUBE, possiamo apprezzarla, anche dal vivo. Possiamo sentire la sua voce, le sue idee, in una canzone, la ringraziamo, per l’empatia, che ci ha dimostrato, nel concederci questa intervista, permettendoci, prima di farle delle domande, di conoscerla personalmente.

L’intervista è inglese. The interview is in English.


Music, art, how do they meet with you?

I am a visual artist and photojournalist as well. My passion always lies with the suffering of the people, for through suffering one’s soul becomes enlightened. These gifts create a kaleidoscope of a visual language around the plights of humanity. For example, when I photograph a person I am not only capturing an image but as well merging with my humanitarian self by interacting with another human being. My paintings and collages are visual mathematical equations excluding the separatist elements and labels that divide us and adding on our reality to create equality. Coming from a family which is White, Black and Asian (more labels), oneness is one of the seeds that my creativity has germinated from. As human beings we represent what is real and natural in a materialistic world constantly trying to categorize us and define us, while learning to function within certain structures and frameworks that are not tangible to one’s spirit.  I   address ideas that will give artistic expression to the means by which to deconstruct what is essentially a symbiotic illusion within this society. My music is another voice, an extension of my art work. Music is a conduit. Music is a message that unites and brings clarity and it lifts the veil of a particular powerful force at play that obscures and steals our right to live and love rightly. I see music as a way to tell the truth, music is part of the truth, and when people start to hear it they cannot turn away.

Come ti sei incontrata con musica e arte?

Sono anche un artista visuale e fotogiornalista. La mia passione risiede sempre vicino alla sofferenza delle persone, perchè attraverso la sofferenza l’anima di s’illumina.Questi doni creano un caleidoscopio di linguaggio visuale attorno alle vicissitudini dell umanità. Per esempio,quando fotografo una persona,non sto solamente catturando un immagine,ma mi sto anche avvicinando alla mia parte umanitaria attraverso l’interazione con un’altro essere umano.I miei dipinti e collage sono equazioni matematiche visuali che escludono gli elementi e le etichette del separatismo.Queste equazioni ci dividono e si aggiungono alla nostra realtà per creare disuguaglianza.Venendo da una famiglia che è composta da bianchi,neri e asiatici (più etichette),unita è uno dei semi dai quali la mia creatività ha germinato.Come esseri umani noi rappresentiamo quello che è reale e naturale in un mondo materialistico che prova costantemente a categorizzarci e definirci,mentre imparando a funzionare entro certe strutture e contesti che non sono tangibili con lo spirito di una persona.L’ indirizzo, le idee , che daranno un espressione artistica ai mezzi, Ii quali demoliscono quella che è essenzialmente un illusione simbiotica entro questa società.La mia musica è un altra voce,un estensione del mio lavoro artistico.La musica è un canale.La musica è un messaggio che unisce,chiarifica e solleva il velo di una particolarmente potente forza in gioco che oscura e ruba I nostri diritti di vivere e amare giustamente.Io vedo la musica come un modo per dire la verità,la musica è parte della verità,e quando le persone iniziano a sentirla,non possono ignorarla.




 How are you active in social work?

 I just left an assignment overseas where women were being sexually abused in high numbers and my colleagues were quiet about it for years. I brought it all the way to the government.  I believe sometimes the higher power moves us to other places to teach a life lesson in compassion, understanding and tolerance. Those of us who are the healers, teachers, sages and mentors to the leaders of tomorrow, have been on paths that are not always on the straight and narrow yet, we know that something divine led us there to be that light within a world of darkness and chaos. Sometimes we serve as an instrument of change, walking with a mighty sword to sleigh the beast of injustice. As well, we must bathe in, breathe in, and drink the blood of the suffering. Only then by becoming One with the blood of the suffering can we rise up and speak. When you have the right people around you and that divine seed of solidarity is planted in the right soil, it can grow forth and create a mighty movement of awakening. Every where you go in the world some ugly separatist ideology is present. 

In che modo sei attiva nell’ambito sociale?

Ho appena lasciato un incarico oltremare,nel quale le donne erano abusate sessualmente in gran numero,mentre I miei colleghi rimanevano zitti a riguardo.Io ho portato la vicenda fino al governo.Credo che a volte le potenze superiori ci spostino per insegnarci una lezione di vita sulla compassione,la tolleranza e la comprensione.Quelli di noi che sono guaritori, insegnanti ,saggi e mentori dei leader del domani,sono stati su vie che non sono sempre strette e immediate ma,sappiamo che qualcosa di divino ci ha condotto li per essere la luce all’interno di un mondo caotico e oscuro.Alle volte serviamo come uno strumento di cambiamento,camminiamo con un spada possente per abbattere le bestie dell’ingiustizia.Altrettanto,dobbiamo bere,respirare e rilassarci nel sangue della sofferenza.Solo allora diventando tutt’uno con questo sangue,possiamo alzarci e parlare.Quando hai le persone giuste al tuo fianco e quel seme divino della solidarietà è piantato nel giusto suolo,può crescere forte e creare possenti movimenti di risveglio.Ovunque andrai nel mondo qualche macabra ideologia separatista sarà presente.

 What is singing for you, what causes you, how emotions?

Most of my songs, one could say, are just “given to me” and some arise from my day-to-day interactions with other souls or are a reflection of the apparent deafness of the government to the suffering of the people. It is Prayer for change and ancestral remembrance. Music is the voice of my ancestors combating the ills of society. the ill usion that the separatist elements try to feed us.  I also started writing while seeing horrific images as a journalist then those images became songs.  Music is like praying for the betterment of humanity in the same temple of Love. When you release that song you hope it serves as a catalyst for positive changes or plants perennial seeds of solidarity. 

Cosa rappresenta per te cantare,quali emozioni ti stimola?

La gran parte delle mie canzoni,si potrebbe dire,sono solo “date a me” mentre altre nascono dalla mia interazione quotidiana con altre anime o sono un riflesso dell’apparente sordità del governo riguardo la sofferenza delle persone.è una preghiera per un cambiamento e per un ricordo ancestrale.La musica e la voce dei miei antenati che lottavano contro le malattie della società.L’illusione che gli elementi separatisti cercano di affibiarci. Ho iniziato a scrivere mentre  vedevo alcune orribili immagini come giornalista,e poi queste immagini sono diventate canzoni.La musica è come una preghiera per il miglioramento dell’umanità nello stesso tempio dell’amore.Quando pubblichi una canzone,speri che serva come catalizzatore per un cambiamento positivo o che pianti il perenne seme della solidarietà.

 The reaction, seeing you, is to look at a beautiful woman, what do you think of beauty?

 Well I am definitely not a Diva. One thing that I always hold close to my heart and keeps me blossoming, is a true concern for the state of mankind and the unnecessary suffering that continues to take place.  Beauty is in the heart. As a highly spiritual person I have always tried my best to represent on a deeper level than appearances. Beauty to me is upliftment and Empowering others besides oneself. That is aesthetically pleasing for my soul.

La reazione instantanea che susciti,è di vedere una bellisima donna,quali sono I tuoi pensieri sulla bellezza?

Beh,sicuramente non sono una Diva.Una cosa che tengo sempre stretta al mio cuore e che mi fa sbocciare,è una preoccupazione per lo stato in cui la razza umana si trova e le sofferenze inutili che continuano ad accadere.La bellezza è nel cuore.Essendo io una persona molto spirituale,ho sempre provato a rappresentare ad un livello più profondo dell’apparizione.Per me la bellezza è qualcosa che abilita e eleva gli altri oltre a se stessi.Ciò è esteticamente piacevole per la mia anima.

What do you not see, in our society, that you would like to have space?

There is no greater power than Love. Love can heal and once it takes a hold of you it can’t be denied. Love is who we are. We are living in a time where there is a need of more love. We have the power to be love and loving towards others. I want to continue to make lifetime friendships with souls that believe in the Divine healing qualities of LOVE.  Somewhere out there someone needs your smile, your words of wisdom, your ear, your hug, your presence, your guidance, YOU! That part of you is our divine medicine for each other. We can all be beacons of truth and light.

Cosa manca,nella nostra società,che andrebbe aggiunto?

Non c’è forza più grande dell’amore.L’amore può guarire e quando ti afferra non può più essere negato.L’amore è ciò che siamo.Viviamo in un tempo dove c’è bisogno di più amore.Noi abbiamo il potere di essere amati e amari chi le persone attorno a noi.Voglio continuare a fare amicizie che durano tutta la vita con anime che credono nelle qualità divine e guaritrici dell’AMORE.Da qualche parte lì fuori,qualcuno ha bisogno del tuo sorriso,delle tue parole di saggezza,della tua presenza,che TU lo ascolti,abbracci e guidi.Quella parte di te è nella nostra medicina divina per chiunque.Noi tutti possiamo esseri portatori di verità e luce.

AUDIO GREETING MESSAGE

Il commento di Giuseppe Di Summa

Nella prima domanda Maluwa si presenta, come un artista visuale, una fotoreporter. La sua passione la vede alle prese con le sofferenze dell’anima delle gente, visto che è attraverso la sofferenza dell’anima che una persona si illumina. Quando fotografa una persona interagisce con quello che in lui vi è di umano. Usa nella prima domanda proprio queste parole ” i miei dipinti e collage sono equazioni matematiche visive, che escludono gli elementi separatisti e le etichette che ci dividono e aggiungono la nostra realtà per creare l’uguaglianza “.

La sua voce.

Per lei la musica è un condotto, è un messaggio che unisce, che porta chiarezza, aggiunge poi nell’intervista, che vede la musica come un modo di dire la verità.

Siamo alla prima domanda, quella che ci svela come s’incontrano con lei, la musica, l’arte. Tra le persone che si possono incontrare su questo blog, il mio personale, che non è una testata giornalistica, ho scelto Maluwa, per il genere musicale, che mi ha affascinato. Nella sua conoscenza, andiamo anche oltre alle canzoni, poniamo la nostra attenzione su questioni popolari, come la musica, l’arte, seppure conosciamo anche la parte sociale di Maluwa.

Il percorso con cui conosciamo la nostra ospite arriva nel ” sociale “. Del bisogno che lei esprime della ” solidarietà “, che deve crescere in ogni territorio, lei usa proprio queste parole precise ” quando hai le persone giuste intorno a te e quel seme divino di solidarietà è piantato nel terreno giusto “. La nostra ospite parla nella seconda domanda del percorso della propria cultura, di come ha lavorato, ha partecipato, anche a proteste, che la riguardano in prima persona, esperienze che ha vissuto.

Ritorno nella terza domanda alla musica, che voglio fare entrare nella vostra testa, amici del Blog, in modo che possiate seguirla come voce, cantante che a me ha affascinato, nell’ascolto. La sua musica è una ” preghiera per il cambiamento “, musica come voce dei suoi antenati, qui si esprime in modo molto convincente nelle domande, dichiarando che ” la musica è come pregare per il miglioramento dell’umanità nello stesso tempio dell’amore “. Non solo in merito all’importanza della solidarietà, mette ancora in risalto,in modo convincente che ” quando rilasci quella canzone, speri che serva da catalizzatore di cambiamento positivo o pianta di semi perenni di solidarietà “. Questa intervista è un modo per farvi conoscere Maluwa, con foto, video, con le pagine che la ospitano, anche grazie ai social, dobbiamo ringraziarla per l’interazione, che speriamo la faccia conoscere ai nostri visitatori.

La bellezza.

Arriva per la nostra ospite la domanda sulla bellezza, qui si esprime in questo modo : ” come persona altamente spirituale, ho sempre fatto del mio meglio, per rappresentare me stessa a un livello più profondo delle apparenze “, non solo per entrare proprio nella questione posta da noi di CAMBIO GIORNO, la nostra ospite sottolinea : ” la bellezza per me è elevazione e responsabilizzazione degli altri, oltre a se stessi “.

La nostra società.

Gli chiedo quello che ” non vede ” nella nostra società, a cui vorrebbe dare uno spazio, sottolinea subito che non esiste potere più grande dell’amore, qui le sue parole sono : ” voglio continuare a stringere amicizie a vita con anime che credono nella qualità di guarigione divina dell’amore, da qualche parte là fuori qualcuno ha bisogno del tuo sorriso, delle tue parole di saggezza, del tuo orecchio, del tuo abbraccio, della tua presenza, della tua guida,. TU ! Quella parte di te è la nostra medicina divina l’una per l’altra. Tutti possiamo essere fari di verità e luce “.

Nel ringraziare Maluwa per l’intervista, per avere accettato, nonostante la lingua diversa, di parlarci di quello che spesso ci rende speciali, che ci porta sulla strada della stima degli altri, aspettiamo suo notizie e gli auguriamo ogni bene futuro.

Intervista a MARIA MAZZOTTA.

MARIA MAZZOTTA, considerata una tra le più belle voci del panorama della world music europea, la parte artistica che ti riguarda, nella registrazione del tuo nuovo album, AMOREAMARO”, è quella della voce, sei soddisfatta della tua interpretazione nel lavoro, cosa ti è particolarmente piaciuto, nel cantare, queste canzoni?

Sono molto contenta e soddisfatta di questo lavoro, perché con Bruno Galeone abbiamo cucito i brani addosso a me. Sono contenta anche di essermi concentrata su questo repertorio, perchè sentivo forte l’esigenza di tornare alle mie radici, l’Italia, in particolare quella del Meridione.

Un disco presentato alla  Fira Mediterrania de Manresa (Spagna), essere presente, con la tua musica, la tua voce, a questo evento che emozioni ti ha suscitato?

Ero già molto contenta e lusingata di essere stata selezionata alla Fira Mediterrania de Manresa tra moltissimi artisti, proprio per questo motivo prima dello spettacolo (si trattava dell’anteprima assoluta del nuovo show) avevo molta paura, perché in queste fiere il pubblico è formato prevalentemente da programmatori, giornalisti e addetti ai lavori. Durante lo spettacolo mi sono poi tranquillizzata, ma l’emozione restava tanta e forte. Credo che non dimenticherò facilmente questo concerto di cui conservo un bellissimo ricordo e tante belle soddisfazioni.

Nel disco vi è un omaggio a gradi voci come quella di Domenico Modugno, Gabriella Ferri, Rosa Balistreri, pensi che il pubblico giovane, possa essere richiamato a godere di questa musica, che spesso vediamo nei programmi del passato, sono artisti importanti, precisamente canti “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri. Come mai questa scelta ?

Domenico Modugno, Gabriella Ferri e Rosa Balistreri sono delle grandi voci che hanno spesso cantato la tradizione, per questo volevo omaggiarli. Ce ne sono tanti altre che spero presto di omaggiare, magari in un prossimo album. La scelta dei brani invece é stata difficile (considerato il vasto repertorio di questi artisti). Ho scelto quelli che in questo momento risvegliano in me delle emozioni particolarmente profonde. Posso dire che son le canzoni ad aver scelto me.

I  due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e la title track “Amoreamaro”, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. Quando esegui queste canzoni, hai lo spazio a disposizione, il palco, il pubblico, produci la tua musica, hai raggiunto certamente un importante obiettivo. La differenza per te quindi tra incidere su disco e cantare dal vivo, canzoni come queste, quale è la tua esperienza?

Premetto che quando canto è come se mi estraniassi dal mondo reale per crearne uno tutto mio. Le mie sensazioni nel cantare in studio di registrazione o dal vivo nei concerti, é molto diversa. In studio di registrazione sono più tranquilla e rilassata, forse anche più precisa; ma l’energia che si crea grazie alla presenza del pubblico e all’empatia che si genere tra me e loro, rende l’emozione più reale ed intensa.

Per l’uscita di questo disco è previsto un “fitto tour nazionale e internazionale” ci vuoi parlare di questo impegno?
Si, dopo la presentazione in anteprima lo scorso ottobre alla Fira Mediterrania de Manresa, in Spagna, è iniziata una lunga tournée europea che mi porterà in più di 15 diversi Paesi, dalla Finlandia all’Estonia, dal Portogallo alla Romania, dalla Germania alla Francia, Spagna e tanto altro. Ovviamente non mancheranno i concerti in Italia, ecco alcuni dei prossimi appuntamenti: 15 marzo a Cremella (Lecco), 30 aprile ad Alezio (Lecce), 2 maggio a Catania, 3 maggio a Vittoria (Ragusa), 8 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e tanto altro ancora.