“LA VITA È UN SOGNO”-TAMBURELLISTI DI TORREPADULI

Gli anni della musica

TAMBURELLISTI DI TORREPADULI

È USCITO IL VIDEOCLIP

“LA VITA È UN SOGNO”

primo estratto dal nuovo album degli artisti pugliesi

“La via dell’armonia: pizzica d’autore”

Dopo l’uscita nei negozi e in digitale del nuovo album dei TAMBURELLISTI DI TORREPADULI “La via dell’armonia: pizzica d’autore”, venerdì 22 gennaio è uscito sul canale Youtube di ARTEN il videoclip “La vita è un sogno”,primo singolo estratto dal nuovo lavoro discografico degli artisti pugliesi (https://www.youtube.com/watch?v=CZfR7PrYBLE&feature=youtu.be).

“La via dell’armonia: pizzica d’autore” gode del sostegno di Puglia Sounds, Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021. Regione Puglia FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro, pubblicato da XO Publishing e co-prodotto dagli artisti insieme ad ARTEN.

La nuova linea comunicativa e d’immagine dei Tamburellisti di Torrepaduli mira a distaccarsi nettamente dall’immaginario tipico associato all’universo della pizzica, troppo spesso ricco di cliché: questa “evoluzione”, riscontrabile già nella copertina dell’album realizzata da Domenico Giovane, è evidenziata nel videoclip ideato e diretto da Southern Sofa Film Factory – Produzioni Audiovisive (Lavinia Del Croce e Marco Cardellicchio), girato nei boschi di Palagiano, in provincia di Taranto. “Le atmosfere e il tema della canzone ci hanno dato una mano” – spiegano i registi – “Abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra alcuni elementi che volevamo inserire, come la visione Dantesca del sogno, le atmosfere dei film di Mario Bava e, sicuramente, il significato psicologico del sogno, della lotta fra pensieri, desideri e sentimenti”.

Come l’album, anche il videoclip rappresenta il viaggio dell’uomo nel proprio abisso, alla ricerca di un fine o di una fine, un’anima persa tra sogno e vita reale che si chiede dove sia la via dell’Armonia, se esista davvero. L’uomo si ritrova a fare i conti con sé stesso, con spirito critico realizza un bilancio della sua vita e di quella dei suoi simili. “Quante lotte nel nostro subconscio sono state frutto di una crescita?” – sottolinea Giole Nuzzo, uno dei due giovanissimi componenti dei Tamburellisti di Torrepaduli- “È una lotta tra anime opposte: un’anima incastrata in un corpo che riesce a liberarsi in sogno e prova a farsi strada attraverso un ritmo armonico. Gli opposti diventano complementari, due elementi inscindibili, senza un vincitore né un vinto”.

Il disco, pubblicato lo scorso 11 dicembre e composto da nove brani inediti che raccontano una pizzica onirica, utopica, erotica, ospita due eccellenti collaborazioni dei Tamburellisti di Torrepaduli con artisti pugliesi: Nandu Popu (Sud Sound System) nel brano “La via dell’armonia”, che dà il nome all’album, ed AR10 (Andrea Rizzo) in “Extraterrestri a Creta”.

Queste le tracce: La vita è un sognoBalla Afrodite, Mani di ragnoCantico nuovo, Extraterrestri a Creta (ft. AR10), La via dell’armonia (ft. Nandu Popu), Il ritmo dell’armoniaSpunta la lunaPizzica erotica.

I Tamburellisti di Torrepaduli sono Pierpaolo De Giorgi (chitarra e voce), Donato Nuzzo (tamburello e fisarmonica), Rocco Luca (tamburello), Gioele Nuzzo (percussioni e didgeridoo) e Michele Wilde (violino); a partire dal 1990 hanno rivalutato per primi la pizzica che da secoli la tradizione popolare del Salento utilizza come terapia. Hanno inciso numerosi album che hanno segnato una svolta nella musica popolare pugliese e italiana, tra i quali lo storico “Fantastica pizzica” 1991, “Pizzica e trance” 1995, “Pizzica e rinascita”, “Il tempo della taranta: pizzica d’autore” 2003, “Pizzica grica” 2006, “Taranta taranta” 2009, “La via della taranta” 2013 e “La grande pizzica” 2017. Sono ospiti de La notte della Taranta dalla prima edizione del 1998, nell’arco della carriera hanno suonato in tutto il mondo: Grecia, Albania, Germania, Montenegro, Austria, Svizzera, Ungheria, Canada, Polonia, Australia e nella Cina di Taiwan. Sulle loro musiche ballano compagnie di ballerini greci e persino i Pellerossa del Dakota. Nel 2019 si esibiscono nel celebre Cortile della Pigna dei Giardini del Vaticano.

Ufficio stampa Tamburellisti di Torrepaduli:

Sara Valentino – sara.valentino24@gmail.com

Intervista con Elisa Sapienza.

Gli anni della musica

Il tuo nuovo singolo, s’intitola “Come la felicità”, spesso bisogna essere pronti alle richieste del pubblico, degli addetti ai lavori, oppure decidere, anche con orgoglio, di produrre qualcosa in cui si crede. Questa canzone come è nata?

Decidere anche con orgoglio di rappresentare quello che si è attraverso la propria musica prima o poi premia. Vedo tanta costruzione e poca purezza intorno a me e queste cosa non mi piace, l’arte è vera e in quanto tale deve essere rappresentata con amore e verità. Per questo il mio nuovo singolo “Come la felicità” nasce dall’esigenza di mostrarmi così come sono, senza trucchi e finzioni. È un manifesto autobiografico, una raccolta di pensieri che mi incoraggiano e spero incoraggino l’ascoltare nella ricerca della propria felicità. Anche con la produzione musicale di Filadelfo Castro è stata fatta una scelta molto coraggiosa e vera: la gran parte degli strumenti sono suonati dal vivo. Voglio essere coraggiosa e allo stesso tempo orgogliosa di dimostrare, anche agli addetti al lavoro, che non serve sempre seguire degli stereotipi per potersi esprimere. Il pubblico percepisce la verità di un “prodotto”, non mi preoccupa più mostrarmi alle persone così come sono.

La tua musica affascina, nel tuo precedente singolo dal titolo “Eccezionali” canti il ricordo del viaggio, cosa ricordi dei tuoi viaggi dal punto di vista musicale?

Viaggiare e conoscere le diverse realtà che ci circondano è sempre stimolante dal punto di vista artistico e non solo, ti permette di capire che siamo tutti uguali, ognuno con la propria storia da ascoltare e rispettare. Da qui nasce il mio secondo singolo “Eccezionali”, il messaggio che vuole lanciare è quello dell’unione, sentirsi tutti eccezionali e con un valore a prescindere da dove siamo situati, da chi ci circonda o, peggio ancora, da chi ci giudica. 

In “Replay “, tuo primo singolo, invece canti l’amore. Questa canzone è una buona occasione per chiederti come ti senti quando canti o quando scrivi d’amore. L’amore è nelle tue corde? Hai un’inclinazione particolare per esso nella musica?

L’amore è un po’ nelle corde di tutti. Mi fa bene scrivere di amore ma fa anche male. Ti accorgi spesso che forse sottovalutiamo l’importanza delle relazioni, spesso non sappiamo mai valutare cosa è amore, infatti il mio primo singolo “Replay” si può sintetizzare con una frase del testo, “l’amore è un gigante che ride di me”, proprio a sottolineare che a volte rifiutiamo l’amore o pensiamo di non essere in grado di amare o di non aver amato una persona, e in realtà lui è lì che ride di noi e dei nostri pensieri, come a dire, “c’ero, ma non mi hai voluto vedere”.

Se dovessi provare a fare un tuo ritratto e parlare meglio di te, quali ostacoli hai dovuto superare per fare musica e arrivare a ciò che sei ora?

L’ostacolo più grande da affrontare per me è, sicuramente, il giudizio. Viviamo in un modo dove è più facile giudicare che ascoltare tre minuti di canzone. Quando decidi di esporti il giudizio è inevitabile, ma non per questo si è pronti. Per il carattere che ho, non mi sento mai pronta ai giudizi non costruttivi. Ho deciso di essere coraggiosa e provare a passare sopra alla cattiveria e invidia delle persone cantando, solo così si “vince” e si cresce, alla fine si canta quello che si è, nessun giudizio può essere più incisivo della verità. La musica non ti giudica e non vedo il perché debbano e possano farlo le persone.

Come gestisci quando canti la tua parte intima, che è naturale esca, anche in rapporto con il pubblico?

Quando canto il desiderio è di regalare al pubblico la mia parte intima, canto di me, una ragazza semplice, che ama la musica e si racconta attraverso le sue canzoni. Non c’è cosa più bella che permettere alle persone di impadronirsi delle tue canzoni. Le tue canzoni sono, in qualche modo, la tua intimità. Inizi ad amare un artista perché ti ci rispecchi, arte è anche donare, non puoi sottrarti a questo.

Parlaci dei tuo prossimi progetti musicali…quali saranno le iniziative promozionali in questo particolare momento che stiamo affrontando? Quando ti rivedremo nelle tue previsioni sul palco?

Per ora la mia intenzione è quella di far arrivare “Come la felicità” a più persone possibili. In questo momento storico i social, se usati nel modo corretto, sono un grande mezzo comunicativo, stiamo cercando di non sottovalutare questo aspetto nell’attesa di poter tornare a fare musica live o interviste in presenza. Bisogna avere pazienza e, rispettando tutte le indicazioni che ci vengono date, torneremo presto a donare la nostra musica dal vivo. È, sicuramente, la parte che più manca. Continuamente scrivo pensieri che poi provo a trasformare in canzoni, quindi, ci saranno nuovi brani.

Roma International Buskers Festival

Gli anni della musica

Si è conclusa ieri, 20 settembre 2020, la Prima Edizione del Roma International Buskers Festival. Una tre giorni di musica e arte di strada a 360° che ha animato il Porto Turistico di Roma.Dodici postazioni e un Main Stage che hanno visto protagonisti i migliori musicisti e performer della scena Busker Italiana e Nazionale:Borja Catanesi – Dario Rossi – Federico Nathan – Adriano Bono e The Reggae Circus – Gabriele Pollina – Marco Sbarbati ft Bruna Di Virgilio – Jacopo Mezzanotti – Scoss – Sabrina De Mitri – Wonky Monkeys – Falkatrazz – Simone Spirito e Aurora Arenare – Radiocantilena ft Saxobass & il Naya – Le Swingeresse – Bagarija Orkestar – Caracca Tamburi – Aurora Trippetta – Edo Sparks – Hiram Show 

Ad arricchire il programma si sono esibiti anche Jacopo Mastrangelo in una suggestiva performance dalle terrazze del lungomare del Porto Turistico di Roma, l’Orchestra SIO di San Fior e Godega ha emozionato il pubblico con un repertorio eclettico e vario suonato dai suoi 48 giovanissimi elementi diretti dal Maestro Roberto Fantinel. Nel corso della tre giorni anche molti altri artisti, pur non avendo risposto alla call for action (che ha contato oltre 180 candidature), abbracciando appieno lo spirito del Roma Buskers Festival si sono uniti alla grande festa ed hanno avuto spazio per dare vita alle loro performance liberamente tra 12 postazioni buskers. A chiudere il Festival una incredibile Jam Session sulle note di Don’t Worry Be Happy eseguita da Federico Nathan, Borja Catanesi, Marco Sbarbati, Gabriele Pollina, Jacopo Mezzanotti e Scoss. Grandissima l’affluenza di pubblico nei tre giorni che ha passeggiato lungo gli 1,2 km della marina del porto turistico di Roma con curiosità ed interesse per le numerose performance, giocando con la web app del Roma Buskers Festival e vincendo oltre 2000 gadget, il tutto nel rispetto delle normative con grande spirito collaborativo.

 L’Organizzatore Andrea Cicini (Gruppo Matches) ed il Direttore Artistico Massimo Di Stefano (ESound) hanno ringraziato lo staff, gli artisti, le istituzioni e tutti i partner annunciando con grande entusiasmo l’edizione 2021 del Roma International Buskers Festival. «Un evento ricco di emozioni e sorrisi del pubblico. È stato bello respirare allegria tra la gente, grazie all’impegno degli artisti di strada che hanno colto questa grande opportunità approdando al Porto Turistico di Roma. È sempre bello vedere sogni che si realizzano, per noi di Gruppo Matches è stato un importante investimento e ci abbiamo creduto da subito. Ma se abbiamo raggiunto un ottimo risultato è anche grazie al prezioso gioco di squadra fatto tra l’Amministrazione e la Direzione della marina, le istituzioni ed i partner che si sono fidati ed affidati alla nostra passione e determinazione. Chiudiamo questo primo Festival con estrema energia, con uno sguardo al 2021, al ritmo di   “Don’t worry Be Happy”». A.Cicini (Gruppo Matches) L’evento è stato ideato ed organizzato dall’Agenzia di Comunicazione Gruppo Matches con la direzione artistica di Esound, in collaborazione con il Porto Turistico di Roma e il Patrocinio di Regione Lazio nell’ambito di Youth Card, del Municipio X, di SIAE – Società Italiana degli Autori ed EditoriANLAIDS Onlus e della Guardia Costiera. La Radio Ufficiale dell’evento Dimensione Suono Roma. Partners ufficiali dell’evento: LVL PRO EVENTJungel Film Production, Mediamorfosi – Officina Creativa, Biosanyx, Artemisia Lab Ostia, Biraz, Il Confine, Eventi di Cartone, Sogno Veneto, Cambusando, Laboratorio Olfattivo, Ostia Antica Park HotelAbitart HotelHotel La Scaletta RomaFy Decò Hotel, Aran Blu HotelIsola Sacra Rome Airport Hotel, Best Western Hotel i Triangoli e la Roma Mare Asshotel.  

SitoUfficiale: 

www.romabuskers.comIG https://www.instagram.com/romabuskersfestival/FB https://www.facebook.com/RomaBuskersFestival Info: info@romabuskers.com

Ufficio Stampa: safe&SOUND
Sara Salaorni sara@safeandsound.it
Giovanni Boscaini giovanni@safeandsound.it

Alex & Athlos-Moonlight

Gli anni della musica

Presentiamo la canzone Moonlight” di Alex & Athlos, nomi d’arte rispettivamente di Alessandro Spagnuolo Antonio Papagna.

Iniziamo le nostre domande con Alessandro.

Come nasce l’idea di questo brano?

Nasce dall’idea di Athlos di realizzare una hit estiva e dalla mia voglia di scrivere un brano che fosse fuori dai canoni commerciali, senza seguire i trend della moda del momento. 

Da quanto tempo lavorate insieme?

All’incirca da tre o quattro anni. Siamo cresciuti nello stesso quartiere e suonavamo nella stessa band.



 Cosa vi aspettate da questo brano?

Ci aspettiamo che diventi una hit a livello provinciale e ci auspichiamo di allargarci sempre di più sul territorio nazionale, singolo dopo singolo. 


Cosa volete trasmettere?

Questa canzone nasce da un sentimento di rivalsa che non ha nulla a che vedere con l’ostentare, perché è un testo che parla di meritocrazia, di valori e di ideali senza sfociare  perbenismi e moralismi. 


Che tipologia di persone sono i vostri fan?

 Non intendiamo focalizzarci su un target in particolare, anche perché la nostra  base è molto varia.  
Chi vi sostiene, supporta, aiuta? Possiamo contare sul sostegno di amici e famiglia e sul supporto della  fanbase. 


In che modo superate contrasti, problemi, difficoltà?

In generale abbiamo pochi contrasti fra di noi, ma li superiamo parlando in modo diretto e aperto. 


Il momento più bello e significativo della tua carriera artistica?

Quel momento arriverà a breve. 

Progetti futuri?

Il 28 luglio Moonlight è fuori in tutti gli storie digitali, e in autunno, abbiamo in progetto l’uscita del nuovo singolo con i Catena Entertainment al completo. 


Quando e come hai scoperto la passione artistica? In realtà è iniziata con la passione per la scrittura, la musica mi piaceva soltanto da ascoltare finché, sei anni fa, non ho deciso di unire le cose e iniziare a studiare l aspetto tecnico. 


In che modo l’hai assecondata e coltivata?

L’ho coltivata con sacrificio e dedizione, ma anche con una lunga gavetta.  

Passiamo ora alle domande per Antonio.

Come nasce l’idea di questo brano?-

Circa un anno fa ebbi l’ispirazione per questo brano. Quando l’arrangiamento fu ultimato, lo feci ascoltare ad Alex che subito si adoperò a scrivere il testo. Fu così che nacque Moonlight. 

Da quanto tempo lavorate insieme?-

In passato suonammo per qualche anno nella stessa band, io come batterista ed Alex come cantante. 


C’è un leader tra di voi?-

Ognuno di noi ci mette il suo e contribuisce in maniera eguale alla realizzazione dei brani. 
Cosa vi aspettate da questo brano?- Sarebbe bello potersi affermare in provincia e perchè no? Arrivare su tutto il territorio nazionale! 

Cosa volete trasmettere?-

Tema centrale della canzone è quello del riscatto e della meritocrazia. 

Che tipologia di persone sono i vostri fan?

– Avendo una grande varietà nelle sonorità e nello stile, non abbiamo un pubblico ben definito. 

Chi vi sostiene, supporta, aiuta?

– Senz’altro possiamo contare su amici e famigliari e sulla nostra fanbase. 

In che modo superate contrasti, problemi, difficoltà?

– Oltre ad essere musicisti che collaborano, siamo amici che escono nello stesso gruppo. Semplicemente si parla e ci si organizza sul “da farsi”.

Il momento più bello e significativo della tua carriera artistica?

– Il bello deve ancora venire!! 

Progetti futuri?

– Abbiamo qualcosa che “bolle in pentola”. Seguiteci per aggiornamenti!! 

Quando e come hai scoperto la passione artistica?

– Potrei dire di essere figlio d’arte in quanto proveniente da una famiglia di musicisti. Vivo la musica da ancor prima di nascere! 

In che modo l’hai assecondata e coltivata?

– Da piccolo mi dilettavo suonando alcuni accordi sulla tastiera e cantando Celentano, ma è dal 2015 che decisi di intraprendere un percorso di studio della batteria, assieme al mio maestro Mario Ciuffreda. In contemporanea è iniziata la mia produzione di musica. 

Filippo Poderini_Moshi Moshi Pronto Pronto

Gli anni della musica


Una volta Filippo incontrò Mogol, che gli disse che doveva decidere che genere di musica fare. Siccome Filippo è cocciuto figurati se gli dava retta a Mogol.
Iniziò quindi a provarli tutti, i generi.
Così studia jazz al conservatorio di Bologna mentre scopre i CCCP, Thom Yorke lo ascolta mentre è in tour in Est Europa con la Mr No Money Blues Band, poi gli prende nostalgia di Bill Evans al concerto dei Telefon Tel Aviv e finisce a ballare i Moderat in cuffia mentre fa un altro tour a Fuerte Ventura.
Non si è mai ben capito, a vederlo dall’esterno, se lo faccia apposta di esser fuori luogo o sia solo un’abitudine consolidata.
Dal 2017 si mette a fare i concerti in solitaria e a produrre i dischi,
Dopo un date da Roma a Praga e pure 2 dischi(Irony & Sorrow, Acoustic Dj con Meltina Records) con lo pseudonimo “iF L”, e arrangia pure il disco “Altrove” col duo elettro rock “Algo vuol dire qualcosa”(Resisto Distribuzione) nel 2020, finalmente l’outing al mondo intero col suo vero nome “Filippo Poderini”, col disco dal titolo profetico “Moshi Moshi Pronto Pronto”. 11 canzoni inquiete, tra entropia pop e meraviglia cantando qua e là qualche romantica e dolce idiozia, dispensando pure qualche buon consiglio che chissà se Filippo stesso riesce poi a mettere in pratica.
Un disco pervaso da una strana miscela di ottimismo e malinconia dalla quale lasciarsi trasportare senza opporre resistenza,. Filippo, dal vivo, con una loop station Boss, un synth svedese e una chitarra col delay fa dei beat elettro pop a 133bpm.
Ci dice sopra delle cose anche importanti, a volte lucide e altre acide, ma sempre cantando, anche in coro, con l’harmonizer. Un suo live è un viaggio in cui potremo ballare a 133 bpm
da soli o tutt’uno con qualcun altro, per perderci negli spazi sonori che si rarefanno con lo scendere dei bpm.

Abbiamo raggiunto Federico, per tre brevi domande, in modo che possa presentarsi ai lettori del nostro blog.

Come passerai l’estate ?

 L’estate la passerò come passo le altre stagioni, con la musica, con la didattica, con l’arrangiamento.Non se sia riduttivo pensarla così, ma la musica ha un unico difetto, se così si può chiamare:non puoi amarla un po’, devi dedicargli sempre qualcosa(più di qualcosa),oltretutto c’è un livello altissimo di produzione musicale al mondo, la cui diffusione è amplificata dai mezzi comunicazione moderni e, se un musicista non vuole accontentarsi di ciò che ha appreso ma approfondirla finchè morte non vi separi, non può che fare come faccio io.

Quando arrivi in Puglia ?

Il concerto sarà nel festival Elettro Cantautorale “Combustioni sonore”, al quale farà da apripista Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi).Tutto inizierà il 20 agosto, il mio set sarà il 24.per questa opportunità posso ringraziare il mio amico leccese Andrea Rizzo,che fa parte dell’organizzazione.

Cosa preferisci tra la pineta e il mare per ricaricarti ?

Sono umbro, per ricaricarmi preferisco le colline, la corsa; non sono un amante dei bagni al mare, che in fondo preferisco guardare ed ascoltare piuttosto che immergermi.Sono profondamente legato alla terra, volare e nuotare non sono cose che fanno per me.

FattoSano ” Buffet “

Gli anni della musica

“Buffet”, un nome originale per una canzone, come nasce, a cosa ti sei ispirato?

La composizione rock, punk di Adriano Sette Vecchio ha suscitato in me un’immagine. Il pogo. Ho pensato “qual è l’immagine perfetta per rappresentare il pogo?”. Non so voi, ma dalle mie parti, all’ora dell’aperitivo, le persone si trasformano in guerrieri ed hanno un unico solo obbiettivo: “il bufffet”. Tra le sfumature di questa rappresentazione divertente, si cela la tematica importante dell’incapacità dell’uomo di saper condividere col prossimo. 

Mi piace molto l’uso che fai nella canzone del termine “condividere”, cosa a te piace leggere, vedere, condividere, in tema musicale?

Ora qualcuno mi lapiderà. Non sono amante della lettura a meno che non si tratti di biografie o simili di artisti (non per forza musicali). Preferisco guardare e condividere bei film, ascoltare e condividere canzoni che mi piacciono. Insomma, se una cosa mi piace mi fa piacere condividerla, anche se non legata strettamente al tema musicale.

Ma che sbatta, rap e musica, spesso fanno rumore, tu cosa pensi del messaggio di una canzone al pubblico?

L’artista quando si esprime, non può pensare troppo a dove andrà a finire la propria arte, rischierebbe di comprometterla e non essere sincero pienamente con se stesso. Il rap ha sempre fatto rumore e ne farà per sempre, c’è bisogno di maestri in grado di renderlo digeribile, spiegarlo, soprattutto per le menti più giovani.

Il titolo Italiano loco Yankee è un bel titolo, il nostro paese spesso butta in “caciara”, come ricordi nel pezzo, tu come ti comporti con una canzone, quando invece accade il contrario non si sente bene?

Il comportamento deriva dalle sensazioni che si provano. Le canzoni a volte non troppo “caciarose” sono le più belle e più sentite. Questa domanda mi ricorda una canzone scritta un po’ di tempo fa: “Lacrima”.

Quali sono le prossime novità che ti riguardano?

Verso l’autunno organizzeremo i Live. Abbiamo voglia di raccogliere i frutti de “Il ballo del grizzly” i FanFrutti (ride).

Come seguirti sul web e sui social?

Mi trovate su Instagram, Facebook, Soundcloud, YouTube e Spotify. Basta cercare “fattosanofficial” o “Fattosano” . Buon ascolto!

“Percorsi d’estate tra note e sapori”

Gli anni della musica

l giardino di Torre del Parco apre le sue porte per la rassegna “Percorsi d’estate tra note e sapori”

A Luglio e Agosto cinque cene concerto con le eccellenze gastronomiche e della musica

Venerdì 17 luglio Davide Berardi canta Domenico Modugno tra comicità e poesia

È uno dei luoghi simbolo della città di Lecce, scorcio amato e rappresentativo dell’anima elegante e storica del capoluogo: Torre del Parco, con la sua particolare struttura architettonica, è una delle dimore ricettive cittadine più ambite per festeggiare i momenti importanti.

Un giardino incantevole nel cuore pulsante della città, suggestivo e intimo, diventa in questa stagione estiva lo scrigno di una rassegna tutta nuova, una proposta nata dopo il lockdown per restituire valore all’arte e alla socialità.

Torre del Parco, infatti, apre per la prima volta il suo giardino per delle cene concerto, in programma a luglio e agosto, in cui i percorsi di degustazione si legano alla musica dal vivo.

Sono cinque le date, a partire da venerdì 17 luglio (poi a seguire 30 luglio, 6, 20, 27 agosto), che hanno il fine di trasportare in un viaggio che parte dall’esperienza del cibo di qualità, passa dalle tradizioni popolari e arriva ai suoni più internazionali, tra i grandi classici della musica rielaborati, riletti e rivisitati in chiave innovativa. Solleticare la memoria abbracciando tutti i sensi e stupire con interpretazioni originali: questo è alla base del progetto firmato da ARTEN, ideato dal direttore artistico Andrea Rizzo.

Le cene sono composte da un menu di degustazione con più portate che prediligono le eccellenze gastronomiche locali, mescolando tradizione e sperimentazione, così come è cifra distintiva della cucina di Torre del Parco. Ad ogni piatto, inoltre, è dedicata una specifica bevanda in abbinamento, in una esaltazione reciproca di tipicità.

La rassegna “Percorsi d’estate tra note e sapori” prende il via venerdì 17 luglio alle 21. La degustazione in giardino sarà accompagnata dalla musica dell’immenso Domenico Modugno, interpretata in modo del tutto originale dal cantautore Davide Berardi. “Meraviglioso” è uno spettacolo in cui sonorità acustiche miste ad arrangiamenti folk, jazz e latin, si accosteranno a momenti teatrali, gags comiche della commedia dell’arte da cui Modugno tanto ha attinto.

Poesia e comicità sono gli ingredienti principali di questa ricetta che, attraverso un uso sui generis della luce, trasmette atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili, cercando di risvegliare nel pubblico i sentimenti di cui Mimì si fece portavoce e simbolo.

Per partecipare alle cene concerto è necessario prenotare chiamando lo 0832 347694 (per consentire l’organizzazione dei tavoli che rispetti le normative anti-covid i posti sono limitati).

Tutti gli appuntamenti della rassegna:

Venerdì 17 luglio: “Meraviglioso”.

Davide Berardi canta Domenico Modugno. La vita e le canzoni di Mimì raccontate tra comicità e poesia

Giovedì 30 luglio: “L’amore sacro e l’amor profano”

Rachele Andrioli e Daniele Vitali

Le più belle canzoni d’amore, interpretate a volte fedelmente a volte in modo sorprendente

Giovedì 6 agosto: “Canzone… trovala se puoi”

Davide Sergi & Havana Trio

I grandi classici della canzone italiana

Giovedì 20 agosto: “More than words”

Marcello Zappatore & Gary Hazard Band

I pezzi internazionali che han fatto la storia della musica, riarrangiati in maniera briosa

Giovedì 27 agosto: “’E parole nun fanno rummore”

Suonno D’Ajere

Un tuffo nel golfo di Napoli: il peso della tradizione tramandato con leggiadra musicalità

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Andrea Rizzo ♫ ARTEN

Art Director & Booking Manager

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+39 347 4417421

Dionisio ” Dammi una ragione “

Gli anni della musica

DAMMI UNA RAGIONE” è il nuovo, movimentato biglietto da visita della band siciliana dei DIONISO. La band nasce in Sicilia nella provincia di Catania a febbraio del 2018 ed è costituita da quattro elementi: Francesco Campo (chitarrista 15/11/1993) ne è considerato il fondatore, fu lui a contattare Andrea Sciacca (batterista-percussionista laureato al conservatorio 08/12/1995), insieme cercarono il frontman che trovarono presto in Filippo Ferro (cantante 29/05/2000) e infine fu aggiunto l’ultimo elemento versatile Filippo Novello (bassista-tastierista 11/09/2002).. Gli abbiamo incontrati per una breve intervista.

Dammi una ragione, scrivere pagine di vita, rende migliori anche i guai, è un messaggio che mi piace molto, nel testo fate un invito a rompere, alle barriere, ci spieghi come è nato l’incontro con questo testo?

L’idea di questo brano è nato dal nostro frontman Filippo Ferro, insieme al nostro produttore abbiamo improntato la linea melodica, una ballabile a tratti psichedelica, poi Filippo ha trovato il connubio perfetto tra parole e intenzione musicale inserendo concetti forti come quello di non poter tornare indietro nelle scelte di vita per cambiare le cose.

Siete una band siciliana, questo pezzo, è definito un vostro movimentato biglietto da visita, come consigliare ai fan, a chi vi vuole conoscere, di farvi visita oltre al pezzo che abbiamo già presentato?

Stiamo cercando il nostro sound e ci stiamo vestendo di uno stile tutto nostro che possa contenere le sfumature caratteriali di tutti e quattro i componenti della band.

Stiamo lavorando molto e ci auguriamo di piacere a quante più persone possibili, le sorprese non tarderanno ad arrivare in quanto i brani che saranno contenuti nel nostro album di cui ancora usciranno alcuni singoli abbracciano stili ed epoche musicali diverse rimanendo però riconoscibili nel sound, ne vedrete, anzi, ne sentirete delle belle!

Una band, che racconta storie di passioni folli, ripensamenti, la scelta di una musica moderna, come vive la vostra musica, nel mondo dei giovani, delle loro conquiste, non solo amorose, che devono portarli a fruire liberamente della loro voglia di musica?

Noi viviamo la nostra musica nel modo più sincero possibile, attraverso i testi e attraverso il sound, cerchiamo di vestirci con un abito che ci incalzi proprio come vorremmo. Le nostre influenze certamente sono caratterizzate dal sound rock degli anni 70/80, contestualizzate nel periodo storico che stiamo vivendo e con il giusto spirito di sperimentalismo. 

Stiamo vivendo un periodo particolare per la musica, con questo ” stop “, adesso essere qui, essere ascoltati, arrivare ad una platea è cosa ancora più importante, voi come avete deciso di farvi sentire dal pubblico che via ama, che vi è stato vicino in questi giorni di ” quarantena ” ?

In questo periodo davvero particolare i social ci hanno aiutato parecchio a raggiungere, seppur da casa e senza l’impronta dei live una grande fetta di pubblico, restiamo fiduciosi di poter tornare presto a suonare perché il contatto diretto col pubblico è senza dubbio più gratificante e coinvolgente per una rockband come la nostra che ama esprimere fisicamente le proprie emozioni.

Abbiamo davanti a noi l’Estate, a cui Dammi una ragione fa pensare, avete intenzione di cantarla magari in spiaggia seduti sulla sabbia, organizzare delle feste, fare ballare, penso che questo contatto vi piaccia molto e quindi dopo avere descritto il ritorno, vi chiedo cosa sentite dentro, come band, che volete esca fuori?

Dammi una ragione è perfetta per l’estate, l’abbiamo da subito immaginata proprio così, la classica canzone da cantare in spiaggia seduti sulla sabbia, con una voce calda ed emozionata ma anche ballabile, perfetta per movimenti sensuali o sbarazzini, dipende da quello a cui pensi mentre l’ascolti.

Quali sono i vostri impegni e progetti futuri ?

Al momento l’uscita dell’album è il nostro primo pensiero e alla pari c’è senza dubbio quello di poter finalmente programmare date live per far sentire il nostro progetto al completo. Stiamo proseguendo con costanza e impegno e ci stiamo dedicando con passione al nostro progetto.

Walter Celi

Gli anni della musica

 Iniziamo con la canzone My Zone”, come è stata creata, come ti senti nella tua zona ?

My Zone è un brano che ho scritto durante la quarantena.
Ero chiuso in casa, da solo e avevo molto tempo libero. Passavo metà del giorno ad ascoltare musica e l’altra metà al pianoforte a imparare pezzi nuovi.
In quel momento ascoltavo molto artisti come Kendrick Lamar, Flying Lotus, Thundercat, Anderson .Paak.
Ho tratto da loro l’ispirazione per scrivere My Zone.

Durante i due mesi di quarantena ho riscoperto la bellezza della solitudine, dato che passavo molto tempo solo.
Ho provato a guardarmi dentro.
Ad ascoltare il silenzio e poi ho cercato di comunicare al mondo esterno le mie sensazioni.

My Zone, è quel luogo dove mi rifugio per riflettere, migliorare, ascoltare me stesso, quello che voglio davvero, la mia zona e quella dove nessuno può accedervi.


Passiamo al progetto “Blend Project”. come vederlo da vivo, secondo te cosa azzardare. oggi, con audacia, su un palco live, musicalmente parlando ?

Blend project è nato nel 2019 subito dopo l’uscita del mio secondo album ‘Blend’.
Si tratta del mio trio, formato da Donny Balice alla tromba, Dario Starace alla batteria e me.

La creazione di questo trio ha cambiato completamente la performance che offrivamo sul palco Donny e io prima, ai tempi del primo tour, in duo.
Adesso ci sentiamo più pronti ad affrontare grossi palchi.
Io sono più libero di interagire con il pubblico, non dovendo dedicarmi alla loop station ma solo a cantare e a suonare e sono più libero di esprimermi con il sostegno di due musicisti di eccezione come Donny e Dario.

Secondo me è giusto che ogni artista si esprimi sul palco nella sua maniera più personale. Il nostro punto forte a mio parere è l’energia, che trasmettiamo al pubblico con il nostro groove, e che viene restituita. È quindi questo scambio di energia tra noi e le persone che caratterizza i nostri live.


Gli importanti concorsi a cui hai partecipato, hai familiarizzato, su come oggi il talento viene conosciuto, valutato, cosa ti piace, cosa è stato particolarmente apprezzato nella tua formazione ?

Credo sia stata apprezzata l’originalità del mio progetto.
Non è una cosa che può essere catalogata facilmente e collocata in un genere ben preciso. Sono sempre stato semplicemente me stesso sia in studio che sul palco, ovviamente influenzato dai tanti artisti e tanti generi da cui traggo ispirazione, ma sempre rielaborato in chiave personale.


Si legge tra le tue note, dello strumento che suoni, Ha lavorato come batterista turnista per band di molteplici generi musicali viaggiando in lungo e in largo tra Europa, di questi viaggi, cosa ricordi, cosa non ha mai detto nella tua musica e vorresti dire, quale stella della musica, hai potuto apprezzare, se è stato possibile da vicino ?

Dal 2013, anno in cui mi sono laureato, ho fatto tante esperienze, suonando per altri progetti, altre band, anche al di fuori dell’Italia.
Ricordo che cercavo di farmi largo in questo difficile mondo della musica, ricordo che ero convinto che la musica sarebbe stata la mia strada ma non ero forse convinto che la strada del turnista sarebbe stata la più adatta a me. A lungo andare, mi sono stancato di stare dietro alle pelli, in fondo al palco, le emozioni e l’adrenalina che provavo all’inizio erano cessate.
E come se avessi bisogno di sfidare i miei limiti e così ho deciso di creare un mio progetto in cui ho cambiato ruolo e strumento. Una passo difficile ma che mi ha regalato tante sensazioni nuove e tante soddisfazioni.



Polistrumentista, cantante e songwriter. Ti chiedo delle genuine e ottimistiche parole sulla musica di oggi, come procede dopo il lockdown, soprattutto quanto sei emozionato nel tornare Sabato 27 giugno 2020 all’ Angelè Pub ?

Secondo me viviamo in un periodo di stallo. La musica è ferma.
Mi spiego meglio: non ci sono cose nuove al momento da scoprire, nuovi generi, nuove correnti, qualcosa di mai sentito prima.
Ci sono solo tanti bravi artisti, sparsi per il mondo e tanti artisti meno bravi.

Per quanto mi riguarda, tutto quello che sento di nuovo e che mi piace, riprende il sound degli anni sessanta, settanta, ottanta, quel sound che si era perso con l’uso esagerato dell’elettronica e che adesso si è ripreso alla grande.
Spesso mi capita di ascoltare pezzi vecchissimi che neanche conoscevo e stupirmi per quanto sono simili ai brani del 2018-19
Non si inventa niente al momento, per quanto mi riguarda, tutto ritorna di moda a intervalli di tempo, così come nell’arte e nella moda appunto.

Questa era un mio parere generale riguardo la musica di oggi, ma non saprei fare pronostici riguardo la musica dopo il lock down, perché le cose cambiano ogni giorno.
Posso però sperare che la gente sia più consapevole di quanto la musica sia importante per la vita dell’uomo soprattutto dopo questo fermo forzato, e che le persone siano “affamate” di musica  che si apprezzino sempre di più i  concerti.
Per quanto mi riguarda, sono emozionatissimo e felicissimo di tornare a calcare i palchi dopo 4 mesi.


Il tuo legame con la Puglia e come ti piace dare visibilità alla nostra Regione ?

Amo la Puglia e amo particolarmente suonare qui. L’anno scorso d’estate, Donny, Giuseppe, il mio manager, ed io abbiamo avuto la fortuna di partecipare a diversi festival nella mia regione ed è stato bellissimo.

Mi sento molto legato a questa regione anche se la maggior parte del tempo suoniamo fuori, in giro per l’Italia. Quando si torna a calcare palchi pugliesi è come una festa, ogni volta.


Musica Nuda

Gli anni della musica

Musica Nuda   con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e la partecipazione eccezionale di Frida Bollani Magoniprimo evento live post Covid ad Arezzo venerdì 19 giugno 
Sarà Musica Nuda con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e la partecipazione speciale di Frida Bollani Magoni  a riaprire la musica live ad Ad Arezzo post Covid Venerdì 19 giugno alle ore 21.15 nell’ambito della Rassegna “Preludio d’estate” in piazza San Domenico, una delle più belle piazze della toscana con la sua chiesa con il famoso crocefisso di Cimabue.

Il concerto organizzato dal comune di Arezzo, la fondazione Guido d’Arezzo, la partecipazione del Calcit e la direzione artistica della fondazione Arezzowave Italia è il primo nella città toscana e uno dei primi in assoluto post Covid, a riportare  in scena nomi famosi della musica italiana. La serata è dedicata a tutti gli operatori del sistema sanitario della provincia di Arezzo e avrà uno scopo benefico: il ricavato dell’evento verrà infatti devoluto al progetto del Calcit SCUDO-cure domiciliari oncologiche.L’ingresso con biglietto ad offerta pro Calcit avverrà con prenotazione visti i posti ridotti (160 posto distanziati a 2mt uno dall’altro) e seguirà tutte le procedure previste dalle normative vigenti .Petra Magoni e Ferruccio Spinetti sono la coppia della musica italiana con maggior numero di concerti in Italia e all’estero.  I loro spettacoli sono apprezzati da moltissimi fan per la voce affascinante di Petra e il virtuosismo di Ferruccio con il suo magico contrabbasso.  Musica Nuda su YouTube supera il milione di visualizzazioni tra rivisitazioni di pezzi storici della musica di tutti i tempi e brani inediti.Al concerto di venerdì 19 giugno si aggiunge alla coppia per la prima volta ufficiale (come spesso è avvenuto in passato per le proposte di Arezzowave), il talento e la grazia al pianoforte della giovanissima  figlia di Petra Magoni e Stefano Bollani: Frida Bollani Magoni. La serata è resa possibile anche grazie al sostegno del Centro Chirurgico Toscano, Union B.I.O, pasta Fabianelli e Ecologia Falcinelli.
Le prenotazioni obbligatorie potranno essere effettuate:

  • telefonando alla fondazione Guido d’Arezzo allo 0575356203 oppure al 3312289744 
  • scrivendo a info@calcitarezzo.it 
  • via whatsapp al 3287254025 cui seguirà risposta immediata per info su acquisto 
  • In caso di maltempo il concerto si terrà il giorno dopo sabato 20 giugno ore 21:15

Ad Arezzo La musica riparte ! 

©_ANGELO_TRANI

Veronica Vitale ” Preghiera per l’Umanitá “

Gli anni della musica

Link del brano su SPOTIFY

LOS ANGELES, 26 MAGGIO 2020: “Un cittadino per ogni nazione, senza discriminazione di pelle, lingua, religione, status economico o sociale”e’ iniziato cosi’ il progetto mondiale di speranza di Veronica Vitale, artista internazionale e giovane imprenditrice discografica residente da 10 anni a Los Angeles,
California ma di origini italiane (cresciuta a Boscoreale) – mentre affrontava l’emergenza COVID-19 negli Stati Uniti, ha composto la “Preghiera per l’Umanita’” dal titolo “Hymn To Humanity”, una storia fatta di luce che vince contro la lunga notte del mondo, “e luce fu”, cosi come ricorda la Genesi durante la creazione dell’Universo. Veronica Vitale si avvicina al mezzo milione di visioni su Facebook a pochi giorni dalla pubblicazione e decide allora di invitare tutti gli artisti del mondo ad unirsi in un coro di voci unico, in una preghiera per il bene e la fratellanza universale. Ricevute oltre oltre mille email, 700 partecipazioni e 250 video di artisti internazionali dal Sud Africa, alla Tanzania, Armenia, Zimbabwe, Vietnam, Nuova Guinea, tra i protagonisti anche il Capo della Tribù Indigena della Foresta amazzonica in Ecuador. Questa Preghiera porta straordinariamente insieme nello stesso canto nazioni come Iran, Iraq, Pakistan, Afghanistan, attualmente in stato di guerra, e si trasforma in un inno di gloria che raccoglie in 5 minuti tutte le lingue piu’ parlate del mondo, dal tedesco, al norvergese, fino all’ebraico, persiano ed antico inca. Veronica Vitale ha cosi’ fondato “Artist United” organizzazione non-profit per unire tutti gli artisti del mondo in progetti per la pace globale su piattaforme digitali. Tutti gli artisti del mondo in ascolto, sono invitati a bordo, senza distinzione.

Ringraziamo l’artista per avere risposto a delle brevi domande posto da noi del blog CAMBIO GIORNO.

Domanda 1 : Un progetto mondiale di speranza, una preghiera in cui unirsi, in 5 minuti si raccolgono tutte le lingue più parlate al mondo, come sei entrata in questa idea, cosa ti ha dato entusiasmo nel realizzarla ?


Da imprenditore discografico ed artista, il cambiamento non e’ mai un processo lineare e comodo. In questo momento sono negli Stati Uniti d’America ed e’ qui che mi trovavo ad inizio emergenza. Sono rimasta qui abbracciando con responsabilita’ lo stesso decreto legge in vigore in Italia “IoRestoAcasa”. Sarebbe stato da irresponsabili prendere un aereo, attraversare due o tre nazioni nel mezzo di una Pandemia e fare per caso, del male a qualcuno, mentre mi dirigevo a casa. Mi sono trovata a 10.000km durante la prima pandemia moderna. La mia Preghiera per l’Umanita’ e’ nata dedicata prima alla mia Italia, poi al resto del Mondo. Il titolo é “Hymn to Humanity” dall’Inglese Antico: “Inno sacro, inno all’umanita’”. É in 3 lingue, Inglese, Italiano ed Ebraico. Ho composto questa preghiera, come fosse il mio ultimo giorno di vita sulla Terra, quasi fosse stato l’ultimo tramonto del mondo. Ero in macchina, con le buste di carta della spesa tra le mani, circondata da paesaggi stravolti nella loro normalitá. Si spegneva il sole, cosi come ogni giorno si spengono centinaia di vite. Come candele nel buio, da sole. A chi mi ascolta ora, vorrei dire con la mia preghiera: “Non Disperate. Non arrendetevi all’oscurita’” perchè è vero sono arrivati giorni con poca luce, ma questa é abbastanza per sconfiggere tutta l’oscuritá. Anche in principio… era il nulla, nient’altro che il silenzio di un’infinita tenebra, ma lo spirito del creatore sfiorò la faccia del vuoto bisbigliando “Sia la luce” e la luce fu. Ed era cosa buona. Primo giorno. credere ed avere fede. Dio non ci sta chiedendo altro.

Domanda numero 2. Numerosi artisti. uniti dalla pace, grazie al digitale, quale è la scelta che ti ha guidato nello scegliere la collaborazione ?

Io e Patrick Hamilton, film director americano, abbiamo voluto raccontare come nei momenti di crisi, la tecnologia puo’ avvicinare la gente.  Abbiamo accettato ogni voce, nessuno escluso, tutte quelle il cui video rispondeva alla nostra chiamata “immagine chiara, audio voce separato dalla musica”. Il lavoro di post-produzione, e studio e’ stato determinante. Il tocco di classe e’ firmato con Red Digital Cinema in 8K.  Sono la prima artista, (addirittura donna) ad utilizzare questa tecnologia per i propri video musicali, del resto, lavoro tra Italia e Los Angeles, California. 


Domanda numero 3 :Per te entrare oggi in quarantena come è stato,Come ne esci visto che hai composto questa preghiera come se fosse l’ultimo giorno dell’umanità ?

Ogni crisi ha un proprio risvolto della medaglia. Se mi fossi trovata in italia ad inizio pandemia, la mia carriera sarebbe terminata, i miei 10 anni di sacrifici sarebbero spariti nel nulla, e questo perche’ quando un artista esce dal vortice della discografia, perche’ magari e’ in crisi o prende una lunga pausa, per ogni giorno perso torna indietro di 3 passi. Nonostante la solitudine, la benedizione di trovarmi al posto giusto nel momento giusto e’ veramente un piccolo miracolo. Non ho mai smesso di lavorare da Gennaio a Maggio 2020. I miei colleghi italiani, si sono fermati temporaneamente, idem le label discografiche, questo pesera’ non poco sul futuro della musica italiana. La musica e’ come una maratona, ho continuato a correre per 5 mesi mentre il resto del mondo si fermava ho deciso di dedicare ogni mio giorno alla sensibilizzazione, alla creazione di una piattaforma per artisti in cui incontrarsi, dove potersi ascoltare, supportarsi a vicenda con affetto – Artist United.


Domanda numero 4 : Hai usato il video, per creare il brano, inviato dai vari artisti in diverse parti del mondo, creando un bellissimo video, hai  fondato “Artist United”, una organizzazione non-profit per unire tutti gli artisti  del mondo in progetti per la pace globale su piattaforme digitali. come pensi di andare avanti ?

Artist United e’ una realta’ che sta crescendo velocemente, in sole due settimane abbiamo gia’ una community social in sviluppo alla pari del vecchio MySpace, un podcast radio collegato ad una stazione fm con mezzo milione di ascolti mensili, ed abbiamo deciso insieme a Patrick Hamilton e Visionary Vanguard di sponsorizzare con distribuzione musicale gratuita tutti gli artisti che decideranno di unirsi a noi, tutti gli artisti invisibili, passati inosservato che nessuno ha mai ascoltato. Al momento stiamo collaborando con uno stilista francese per la creazione di t-shirt esclusive per con il logo Artist United. Direi che e’ un bell’inizio.

 
Domanda numero 5. Nel farti i miei complimenti per la tua musica, consentimelo, visto che mi piace molto, come anche questa idea della preghiera, quando hai visto la tua preghiera, vicina al mezzo milione di visioni su Facebook, cosa hai pensato ? 

Grazie Mille Sign.Giuseppe Di Summa per i complimenti! Tutto quello che ho e’  il risultato di un lavoro fatto da zero, per 10 anni da sola, nessuna scorciatoia, compromesso, favore, prima da artista indipendente e poi come produttore discografico italiano in America, ed e’ stata l’avventura piu’ turbolenta di tutta la mia vita. Ogni emozione e’ di quelle che ti conquista il cuore. Mezzo milione di ascolti e’ un grande risultato. Stiamo lavorando per raggiungere il riconoscimento del disco d’oro per gli ascolti digitali con la RIAA  (Recording Industry Association of America certification) e Spotify.