Cucina

Lasagne.

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Un piatto classico sono le ” lasagne “, chi scrive le ama molto, se ne possono cucinare diverse versioni, la prima con gli spinaci, prevede l’uso di ricotta, uovo, spinaci, grana, burro, noce moscata, olio, panna, sale e pepe.  Si ricorda di lavare gli spinaci, di lessarli, bisogna tritarli e passarli nella padella, dopo averli lavorati, con burro, ricotta, panna, noce moscata, bisogna cuocere le lasagne. In una pirofila imburrata, alternare strati di lasagna e composto con gli spinaci, sull’ultimo strato versare burro fuso, grana e panna. Mettere in forno caldo a 180° per 30 minuti.  Attenzione al composto che non sia molto denso.

Le lasagne possiamo farle in altre versioni, al pesto, con le melanzane, sono un ottima scelta anche questi abbinamenti, ricordandosi che con il pesto possiamo usare la ricotta, con le melanzane le sempre buone mozzarelle di bufala.

Spesso il cuoco fai da te segue le ricette online, qui ti consiglio di andare su un ricettario, di farti guidare da una buona cuoca la prime volte, nei ristoranti forse battuta la lasagna, dal tortellino, dagli agnolotti, dai bucatini, dagli spaghetti. Per me lasagne e tagliatelle sono una passione meravigliosa della cucina italiana, che assieme al risotto, alla cotoletta, sono nei miei sogni gastronomici.

Il mio piatto preferito è presentato, è italiano, ovviamente, essendo per me la cucina italiana la migliore, un vecchio modo di dire romanesco è ” non c’è trippa per gatti “, il primo a dirlo fu fu Ernesto Nathan, sindaco di Roma tra il 1907 e il 1913, quindi per ottenere qualcosa bisogna lottare, il politico disse questa parola si accingeva a eliminare dal bilancio delle spese di Roma una voce di spesa per il mantenimento di una colonia di felini randagi.

Quando faccio la spesa non sono ” randagio ” seppure la mia voce di spesa non prevede alcuni alimenti da cedere al bilancio, caro oggi, nell’economia domestica, a molti Sindaci.

La trippa e una cuoca, una donna innamorata ai fornelli, con cui fare l’amore, sarebbe azzardato da dire in cucina, visto che non entra nel bilancio della mia spesa quotidiana, non essendo un piatto che amo, spero la cuoca innamorata dei fornelli mi perdoni, il Sindaco pure.

 

Cucina

Cioccolato.

shallow focus photography of chocolate cupcakes
Photo by Acharaporn Kamornboonyarush on Pexels.com

 

Il valore aggiunto di mio nonno era già il cioccolato, che si usa anche per fare diversi dolci, i cittadini si organizzano adesso che arriva Natale, per mangiare diversi tipi di cioccolato.

La classica torta al cioccolato, con latte, burro, uovo, piace sempre, è un classico vedere una torta che prende il colore scuro.

In spagnolo si dice ” a escola viver “, la scuola vive, grazie alla comunità, al rapporto con esso. La genesi della nostra torta, viene anche da una buona scuola di cucina, che con equilibrio, presenta ricette a prova di collaudo, per andare sul sicuro.

Il cuoco domestico, diverso da quello della scuola di cucina, lotta anche a volte per riscaldare il forno, per le proteste della moglie, si sente dire che farà un pasticcio. Il nome cioccolato, lo sappiamo, viene dai nobili spagnoli, che non tolleravano un suono per una bevanda per nobili, scelsero un nome diverso, rispetto a quello che si presentava, decidendo per cacahuate no, chocolate si.

Intime questioni, nell’ambiente domestico, si risolvono poi se la torta è buona, esce una cosa buona per lo stomaco, buona sia calda, tiepida che fredda.

Il cioccolato ” amaro ” è chiamato ” fondente ” , contiene alta percentuale di cacao, sappiamo che anche il cioccolato ha un prezzo come merce, che dipende dalla qualità e della quantità delle risorse ambientali, dato che è un alimento che dipende dall’albero del cacao.

Ricordando il concetto di investimenti internazionali, nel settore ovviamente, vale la pena ricordare che Il 70% dei semi di cacao del mondo proviene da quattro paesi dell‘Africa occidentale: Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun.