Cucina

La cucina cinese.

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I terreni coltivabili in Cina sono al 16.7% della superficie complessiva. Partiamo il nostro cammino alla ricerca dell’affare perso. L’agricoltura rappresenta il 15% del PIL cinese, il problema è la perdita di terreno coltivabile. Il miglioramento dei terreni per il raccolto è un’attività incoraggiata. L’Unione europea,ha indirizzato la politica agricola comune (PAC) verso la sostenibilità, in Cina si deve migliorare il rapporto tra zone rurali e zone urbane.  il Documento Centrale numero 1 del 2014, pone lo sviluppo agricolo come punto fondamentale. Il governo cinese incoraggia i cittadini ad usare più latte, 1.600 ristoranti di Pizza Hut, qui chiamato Bìshèng Kè, vendono pizza con mozzarella. Il formaggio maggiormente importato è proprio la mozzarella ( da sola copre il 40 delle importazioni di formaggio ). In Cina ovviamente si mangia il riso, si mangiano anche verdure, zuppe, esiste anche la pizza cinese, diversa da quella che citiamo sopra, una sfoglia salata ripiena di verdure, carne, di tofu, non il massimo per noi, amanti del pomodoro e mozzarella. Il trasferimento tecnologico sa che il know- how per conoscere nuovi prodotti è importante, non solo il miglioramento delle diete dei consumatori è un’altro obiettivo, tutta la gente che vuole essere assunta, per un azienda alimentare sa che deve puntare su questa formazione e qualità professionale. I cibi freschi debbono essere appetibili e se ne deve incoraggiare il consumo. L’alimentazione si deve ricordare, di comprendere la gente che consuma, 24,4% di persone a rischio povertà nel mondo, sono un dato importante, che spesso torna d’attualità. In Cina, noi italiani portiamo olio, vino, cioccolato, siamo il primo fornitore di pasta della Cina. Una nazione famosa per il thè che è un antica tradizione. Si narra una leggenda su un imperatore Shen Nong, che era solito bere acqua calda, un giorno fermatosi sotto un’albero di te, delle foglie entrarono nell’acqua calda, trasformandola in oro. La cerimonia del thè, l’arte di fare bene, è un vero e proprio rito. Il maestro Zen insegna che bere il thè richiede armonia, rispetto dell’altro, solitudine e tranquillità. La Coca- Cola, in Cina, con i suoi programmi globali, si è fatta un nome in cinese, superando il problema di essere vista come il simbolo del capitalismo americano. La Cina è il terzo paese che consuma Coca-Cola. Il problema della nutrizione, si espande negli affari, Coca – Cola e Cina hanno aperto un confronto, per concludere, nelle storie e nel linguaggio della pubblicità, Uno spot dell’azienda statunitense, del 1971, faceva così :  “I’d like to buy the world a Coke” (“Vorrei comprare al mondo una Coca-Cola”) . Un target, una cosa da fare, un piano, abbastanza ambizioso, tra i consumatori, anche se in molti hanno risposto di si, ci sono stati risultati. Un giornale cinese, il Quotidiano del Popolo, nel 2013, per celebrare la nuova via della seta, usava questa frase : “I’d like to Build the World a Road” (“Vorrei comprare al mondo una via”).

Cucina

Cucina ” Il brodo “.

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Spesso, quando si vuole cucinare, si parte da zero, noi nella nostra rubrica, facciamo così, stando attenti a non finire nella gente che non vuole conversazione, che ti segnala che non sai mangiare, cosa tipica, se il racconto riguarda un ” brodino”. Usato per stare leggero, spesso viene anche usato per dire ” non sai fare nulla in cucina “, non solo se il ” brodo ” non ti riesce, nemmeno con il dado, sei una ” frana “, come ricorda il film La ricerca della felicità, dell’autore Chris Gardner, non permettere a nessuno di dirti quello che non sai fare. E’ usato anche per accompagnare minestre, risotti, quindi piatti più elaborati, non è solo di dado, essendo vegetale, di pesce, di carne, soprattutto di pollo, su di esso si apre sempre, giustamente, questa riflessione ” „Non è vero che tutto fa brodo.“ —  Marcello Marchesi comico, sceneggiatore e regista italiano 1912 – 1978- Origine: https://le-citazioni.it/argomenti/brodo/