Concorso Nazionale di Poesia d’Amore

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Gentile Autrice, Gentile Autore,

Buongiorno da Circolo Arci Renzino di Foiano della Chiana (Ar).

Il nostro Circolo ha promosso i seguenti Concorsi Letterari:

– XXIII Concorso di Poesia “L’Amore”

– XXI Concorso di Narrativa per l’Infanzia.

Saremmo lieti per una Sua partecipazione alla nostra iniziativa.

Alleghiamo copia del Bando di Concorso, comunque disponibile anche on-line
sul nostro sito www.poesiarenzino.it .

Cogliamo l’occasione per inviare i nostri migliori saluti

Circolo Arci Renzino

La Segreteria del Concorso

Capodanno dei Popoli 2018

 

 

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“Capodanno dei Popoli” 2018 con Radiodervish & Mirko Signorile.

 
 

L’evento, la cui direzione artistica è curata da Andrea Rizzo (ARTEN), si terrà presso Mercatino delle Arti e delle Etnie di Lecce, in viale Aldo Moro, lunedì 1° gennaio 2018.

Inizio serata ore 18:30. Inizio concerto ore 21:00. Ingresso libero.

Ritorna anche quest’anno il “Capodanno dei Popoli”, manifestazione che per anni si è tenuta all’interno di Palazzo dei Celestini (sede della Provincia e della Prefettura di Lecce), e che per il secondo anno sarà ospitata all’interno dell’area del “Mercatino delle Arti e delle Etnie” di Lecce, in Viale Aldo Moro.

 

Il “Mercatino delle Arti e delle Etnie” è un posto dove tutte le etnie presenti sul nostro territorio convivono in maniera serena e pacifica. Un luogo unico, dove, arte cultura sapori, profumi, luci si fondono.

 

Le nazionalità che parteciperanno al “Capodanno dei Popoli” 2018 sono oltre 21: Filippine, Egitto, Ecuador, Brasile, Costa D’avorio, Marocco, Senegal, Cina, Giappone, India, Sri-lanka, Kenya, Etiopia, Tunisia, Cuba, Pakistan Colombia, Albania, Romania, Nigeria, Italia. Per l’occasione all’interno dell’area del Mercatino saranno allestite una serie di pagodine, dove ogni nazionalità per l’occasione preparerà i propri piatti tipici, dal riso gerbi della tunisia, al chapati indiano al cous cous marocchino, ai panini arabi, all’ingerà etiope.

Durante la serata, inoltre, ogni comunità indosserà i propri abiti tipici delle feste, un modo per far conoscere, in maniera più ampia, usi costumi di ogni cultura.

 

Protagonisti del concertone, curato dal direttore artistico Andrea Rizzo (ARTEN), i Radiodervish, storico gruppo della word music italiana, accompagnati dal pianoforte di Mirko Signorile.

 

Ad arricchire la serata, integrandola con le proprie sonorità, ci penseranno, tra gli altri, gli Alegria Gitana di Tonio Corba da Avignone, il Maestro Junior Santana dal Brasile, Maria Momoitia, ed i corpi di ballo brasiliano, di samba, di danza del ventre con la Scuola della Maestra Aisha.

 

La serata avrà inizio alle 18.30, il concerto alle 21:00.

L’ingresso sarà libero.

 

 

Info:

“Mercatino delle Arti e delle Etnie”

Viale Aldo Moro – Lecce

ilmercatinoetnico@gmail.com

 

 

Direzione artistica:
Andrea Rizzo – ARTEN
arten.events@gmail.com

Intervista a Carla Strippoli

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Scegliendo il tuo libro quale è il tema che incontriamo ?

Il tema principale del libro è l’amore, ma non trattandosi di una storia d’amore convenzionale, anche il tema è trattato in modo non stereotipato e con una buona dose di sarcasmo. L’amore della storia è virtuale, per quanto i sentimenti vissuti siano al contrario del tutto reali.

Come è arrivata la passione per la scrittura e come l’alimenta quotidianamente ?

La passione per la scrittura è nata con me. Il mio primo racconto l’ho scritto in seconda elementare. Non sono però una scrittrice metodica, che scrive giornalmente o che segue una routine precisa. Elaboro continuamente idee nella mia testa e le metto per iscritto solo quando iniziano ad assumere una loro forma.

Tu vivi in Puglia cosa ti piace degli scrittori pugliesi e chi ti senti di segnalare ?

In Puglia c’è un’altissima concentrazione di autori eccezionali. La Puglia è una terra splendida e piena di problemi, ma proprio per questo noi Pugliesi siamo tenaci e non ci arrendiamo di fronte a nulla. La stessa determinazione, la stessa forza la ritrovo nella scrittura di molti autori pugliesi, tra i quali mi sento di segnalare Gaia Favaro, non solo straordinaria come scrittrice ed estremamente eclettica, ma anche molto attenta e sensibile alla realtà sociale e alle sue problematiche.

Natale per molta rappresenta i bei tempi, i ricordi d’infanzia, volendo citare Voce, della’autrice Maria Luisa Spaziani, chi nasce è una voce che ci smuove. Per te che sentimenti smuove il Natale ?

Per molti anni il Natale per me è stato solo un periodo di grande confusione e di inutile frenesia, a causa di vicende personali dolorose. Da quattro anni, invece, cioè da quando è nata mia figlia, ne rivivo finalmente lo spirito e la sua insita dolcezza.

Progetti per il futuro ?

Per quanto riguarda il futuro, sto lavorando ad una raccolta di racconti horror e a due romanzi, uno fantasy-horror e uno umoristico su una delle mie più grandi passioni, il calcio.

Intervista a Simona Colaiuda

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Costruisci la tua felicità in tre atti è il tuo ultimo libro, scegliere degli obiettivi, raggiungerli, fare delle azioni giuste, condividerli con gli altri. Come scegliere un percorso come questo e come il libro può aiutare ?

Nel mio ultimo libro ho messo nero su bianco il mio personale percorso di crescita, perché sia di aiuto e sostegno a coloro che lo leggeranno. Utilizzando lo strumento del coaching, ho realizzato una guida, che accompagnerà il lettore nell’individuazione dei propri obiettivi e nella scelta delle strategie di azione più efficaci per raggiungerli. La mia ambizione era quella di creare un diario, un compagno di viaggio. I messaggi di stima che ricevo, pubblici e privati, mi danno la consapevolezza di esserci riuscita.

Tu curi anche un blog, molto interessante, non solo, hai anche la possibilità di scrivere per delle riviste. Quale è la differenza?

Sulle riviste il più delle volte il tema da trattare viene definito dalla redazione, sul blog scrivo ciò che voglio.

Nelle recenti presentazioni del testo cosa ti ha entusiasmato e fatto dire voglio ancora scrivere di questo?

Le presentazioni sono un momento straordinario di condivisione e contatto con altre persone, c’è scambio e quindi reciproco arricchimento. La gioia dello scambio è uno dei carburanti che motivano la realizzazione dei miei progetti di scrittura.

Come ricorda  Giovanni Paolo II, nella sua preghiera sul Natale, questa è una festa per condividere progetti di pace e solidarietà. Della tradizione popolare, soprattutto nella tua città L’Aquila, cosa particolarmente ti colpisce ?

Credo che il pensiero di pace debba essere una stella polare a cui tendere in ogni periodo dell’anno. Il Natale è una predisposizione dell’animo a riscoprire i valori più importanti, il valore cardine per me è l’amore.

Progetti per il futuro ?

Sto lavorando a diversi progetti che spero di ultimare durante il prossimo anno. Di sicuro tra questi c’è un nuovo libro di crescita personale.

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Intervista a Mimma Leone.

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-Recentemente hai partecipato a diverse manifestazioni nazionali dedicate ai libri. Il tuo libro, “Il Mare per le Conchiglie”, ha avuto diverse presentazioni, inserite in diversi argomenti di fondo, vedi ad esempio, le pari opportunità. Luoghi caratteristici, piccole piazze, ti hanno ospitato. Cosa è rimasto dal punto di vista culturale e cosa ti è stato utile come scrittrice ?

Nel campo delle pari opportunità la letteratura ha già scritto pagine importanti. Occorre solo essere oneste e consapevoli del fatto che non si possa prescindere dalla propria biografia, quindi mantenere il senso della misura e cercare sempre il confronto, avere sete di conoscenza.

Portare in giro il mio libro, in diverse regioni del territorio nazionale, è stata una delle soddisfazioni principali. Mi ha permesso di crescere, apprendere nuove prospettive di vita e di pensiero. Da quando scrivo con ritmi praticamente quotidiani, viaggiare ha smesso di essere solo un piacere ed è diventato una necessità. La scrittura si nutre di bellezza, e per bellezza intendo ogni scintilla di sacralità, o di unicità, con cui si riesce ad entrare in contatto. I luoghi sono la fonte principale delle mie ispirazioni, perché pulsano di sentimenti e vissuto. La contemplazione per me è già un atto, un movimento. Se una visione è passiva, allora non è una visione.

-I tuoi lettori nel tempo hanno conosciuto il “Mare per le conchiglie”, una conoscenza certamente letteraria, cosa hai voluto dire loro con questo testo ?

Non solo letteraria, di certo. Ripeto spesso che la lettura di questi racconti porta a conoscere molte più cose di me di quanto si possa immaginare. Ho incluso la mia visione del mondo, dell’anima, delle relazioni; il mio modo di leggere la realtà declinato in dieci piccole storie di donne, senza rincorrere l’estetica. E’ il risultato di una mia ricerca interiore che nel giro di pochi mesi ha preso le forme di un bisogno di comunicare agli altri, o almeno a chi mi onora della propria lettura, una dimensione che diventa parola. Per questo ne ho proposto la pubblicazione. Adesso le Conchiglie non sono solo io, sono tante altre persone;  e questa è la gioia della condivisione, che conoscevo solo parzialmente e che ho imparato ad accogliere nel tempo.

-Hai all’attivo anche l’esperienza radiofonica. Cosa ti piace della radio?

E’ un mondo magico, affascinante. Anche qui entra in gioco la potenza della parola e lo spazio vitale dell’ascolto. Mi piace l’interazione che si crea con chi sta dall’altra parte, è un gioco fatto di silenzi, onde sonore, pensieri amplificati. Gli studi radiofonici mi fanno sognare, conservano ancora la possibilità di concedersi quel tempo che altrove ci viene sottratto.

-In un famoso film natalizio “Miracolo nella 34ª strada”, il protagonista sostiene di essere il vero Babbo Natale, il film visto in tutto il mondo, ha avuto diversi remake. E’ un classico di Natale. Si vede New York, che è un posto bellissimo in cui vivere il Natale, ricordando la festa quale è il posto in cui ti emozioni particolarmente?

Credo che “Miracolo nella 34ª strada” sia fra i film più belli di sempre. A parte questo, non sono mai stata a New York e non credo ci andrei proprio per trascorrere il Natale. Anch’io, come molti, mi sono accorta che la festa più attesa dell’anno diventa una cassa di risonanza per le assenze e le mancanze. E i grandi spazi, a volte, su di me hanno l’effetto di dilatare il senso di solitudine. Ci sono diversi luoghi che mi riportano al Natale e sono tutti legati ai ricordi più importanti della mia vita. Ma forse quello che mi emoziona di più è l’angolo di casa con il camino acceso e le pareti che raccolgono i riflessi delle luci dell’albero.

-Progetti per il futuro ?

In cima c’è il mio romanzo. In attesa di vederlo di pubblicato, sto già scrivendo il secondo, che potrebbe essere il seguito. Mi piacerebbe infatti diventasse una trilogia, ma questo sarà da valutare, eventualmente, con la casa editrice. Protagonista è l’antropologa Ginevra Carrara, docente e ricercatrice sempre in viaggio, nel mondo e dentro se stessa. Tanta psicologia e un tocco di giallo per una storia ad ampio respiro.

Tra gli altri progetti, la coordinazione regionale di un importante centro filosofico, che mi è stata proposta di recente e che non ho pensato neanche per un attimo di rifiutare, considerando il mio amore per la Filosofia e quanto riesca a plasmare la mia scrittura.

Sto cercando inoltre di stringere nuove collaborazioni musicali, mi manca molto quel tipo di espressione artistica.

Intervista a Erica Kóre Gazzoldi

Le rose della notte di Erica Gazzoldi

Gestisci, tra le altre, cose un blog ” il filo di Erica “, nel tempo come è cambiato il Blog, tu come lo usi e soprattutto riesci ad interagire ? 

Col tempo, il blog si è arricchito di link, immagini, video e altri mezzi espressivi tipici della comunicazione on line. All’inizio, era più legato alle modalità comunicative cartacee… Ho anche aggiunto un blogroll, i post in evidenza e una pagina intitolata Le Porte dei Sogni, con l’elenco delle opere che ho pubblicato (http://erica-gazzoldi.blogspot.it/p/le-porte-dei-sogni-libri-e-book-e.html ). Sono più attenta alla SEO. 
Ho cambiato colori dello sfondo e caratteri; ora, ha un aspetto decisamente più gotico rispetto agli inizi. Quel che non è cambiato è la qualità della scrittura, su cui non transigo. Quanto all’interazione, noto che i post raggiungono alcune centinaia di visualizzazioni. Noto però che i lettori preferiscono commentare sui social network, piuttosto che nei commenti sotto i post.
Sei un’autrice, i tuoi testi sono online, da tempo scrivi, sicuramente i tuoi studi avranno influenzato il tuo modo di scrivere, secondo te come diventa ” brava ” una scrittrice ?
Secondo me, una scrittrice diventa “brava” quando riesce a mettere la propria cultura al servizio dell’autenticità dell’espressione. Lasciar emergere i contenuti del vissuto e della psiche profonda, per codificarli in una forma non banale: credo che questa sia la misura della “bravura”.
Parlaci del tuo ultimo libro ?
Il mio ultimo libro è un breve romanzo, autopubblicato grazie al Kindle Direct Publishing Project di Amazon: Le rose della notte (settembre 2017). E’ la storia dell’incontro fra due studentesse, Diana e Margherita, che si muovono sullo sfondo delle notti pavesi. Intorno a loro, ci sono goliardi, drag queen, pub, concerti allo Spaziomusica, i simbolismi delle chiese romaniche… Una storia che rielabora liberissimamente i miei ricordi di universitaria.
Tra i tuoi articoli se ne segnala uno dedicato alla Austen ed alla E.Brontè, grandi nomi della letteratura inglese, ove la sfera degli affetti la fa da protagonista, cosa ti piace particolarmente di queste due autrici ? 
Devo dire che ho preferito la Brontë alla Austen, per via della sua vena: romantica, ma non in senso smielato; capace di sondare le passioni umane, anche nei loro aspetti più cupi. Non per niente il suo Cime tempestose fece scandalo… Alla Austen riconosco però uno spirito acuto e tagliente, che non si è lasciato domare dall’orizzonte ristretto in cui l’autrice viveva. Entrambe le scrittrici mostrano che una mente e un cuore dalle grandi capacità possono dare frutto anche quando il contesto sociale congiura contro il loro sviluppo. Come avveniva spesso coi talenti letterari femminili, all’epoca in cui Emily e Jane scrivevano.
Elizabeth Bennet scrive a Mr. Darcy ” A Natale dovete venire tutti a Pemberley. “, quindi il luogo ove passare le feste è importante, cosa ne pensi degli eventi natalizi aperti al pubblico, oppure preferisci stare in casa ? 
Per quanto riguarda gli eventi natalizi aperti al pubblico, non ho nulla in contrario; ho partecipato come figurante a un paio d’essi. Però, personalmente, preferisco festeggiare in casa, coi familiari o con amici scelti. Ciò che amo nelle feste invernali è il calore che solo in una cerchia o in un focolare riesco a sentire…
Progetti per il futuro ? 
Per il futuro, intendo abilitarmi come insegnante. E, naturalmente, ci sono altri manoscritti nel cassetto che aspettano di vedere la luce…

Intervista a Barbarah Guglielmana

Barbarah Guglielmana
Foto di Marco Palombi

Il racconto del Natale, affascina i bambini, ci s’impegna per la lotta alla povertà, come a sviluppare la lettura e la scrittura, in questo caso ci viene in soccorso Dickens. Cosa ne pensi di Scrooge e soprattutto, una scrittrice oggi, come si sente nelle tematiche sociali ?

Penso che Scrooge di Dickens ci faccia sperare ancora nel bene: un avaro di sentimenti e di gesti materiali riesce a comprendere quanto povera sia la sua esistenza. Heidi portava saluti fra i nonni che non si parlavano, seminando pace e non alimentando l’odio. La piccola scimmietta George, che vede oggigiorno in televisione mio nipote, ha un papà che la ama e un amico di pelle nera con cui risolve i problemi che li circondano. Credo che ai bambini si debba mandare questo: il messaggio della solidarietà nelle differenze e la bellezza dello scambio. Questo crescerà uomini e donne che si accorgeranno di un clochard che sta morendo di fame, di una donna che viene maltrattata al di là della nostra finestra, di una pianta che sta seccando, di un parente che ha perso il lavoro, di uno straniero che scappa da quello che non conosciamo e che si chiama guerra.

Sei felice a Natale ?

A Natale mi piace esser felice; cerco di passarlo sempre da mia madre, e di scambiarmi in quella casa che era dei nonni il calore che passava dai colori dei cachi al vapore delle castagne bollite, dal freddo delle cime innevate al caldo del riscaldamento, con lo scambio di doni necessari o superflui, cercando quella sorpresa e vivendo di quella serenità che entusiasma i bambini.

Davanti alla tenda come affronta l’argomento, tanto poetico, mai banale dell’amore ?

La raccolta di poesie ‘Davanti alla tenda’ (ed. Lietocolle) parla, nei suoi versi urlati alla carta, dell’amore in diverse forme, come ricerca dell’amore per se stessi, verso l’altro che può anche essere assente, ed infine nel ricordo degli amori andati. E’ una ricerca d’amore quella che ci fa girare il calendario della vita, senza quel rosso siamo grigi.

Come hai deciso di iniziare a scrivere ?

Ho iniziato a scrivere da molto piccola; quando ho avuto in mano lo strumento della scrittura è come se mi avessero donato una bacchetta magica, ho iniziato con i pensierini sui pomeriggi che vivevo nella vigna dei nonni, ci sono state poi le pagine delle mie tribolazioni di adolescente, racconti surreali e due romanzi con una vita spericolata. Il parlarsi senza veli o parrucche è accaduto a ventitré anni con la poesia! Oggi mi scrivo poco, sono più diretta nel dirmi la verità, come l’altra sera prima di andare a lavorare:Camminano con me le foglie oppure le foglie camminano con me”.

Quali sono i progetti per il futuro ?

I progetti per il futuro sono quelli di credere e impegnarmi ancora per un futuro migliore, migliorabile. Ed è uno sforzo che mi rinnovo, talvolta anche con fatica.

Cosa ti senti di augurare per questo Natale 2017 ?

Augurare ogni anno qualcosa per Natale, crescendo negli anni diventa sempre più difficile, perché quella casa dei nonni porta in sé tante cose della vita, non sempre piacevoli e la casa del mondo ne porta altre che si vorrebbe non conoscere, ma proprio in questo sta la scommessa: sperare e impegnarsi ancora per un giorno più giusto. Questo mi auguro ed auguro al mondo: impegnarsi ancora.

Intervista a Gina Sorace

Come hai deciso di scrivere un romanzo , hai realizzato un progetto, oppure ti sei lasciata andare ?

Di solito un romanzo nasce con una forte ispirazione ma l’idea va man mano cambiando dipende tutto dai personaggi, vivono sorprendentemente di luce propria, ti stupiscono con la loro indipendenza e quando il romanzo è finito ti lasciano con un grande vuoto.

Tra i tuoi libri un titolo incuriosisce ” come superare un esame universitario studiando solo 2 ore “. Quali consigli ?

Il manuale su come superare un esame studiando 2 h ha venduto tantissimo ed è stato molto apprezzato perchè in 2 ore, sottolineo totali e non giornaliere, cambiando completamente vita, si può davvero padroneggiare una materia. Ma occorre vedere lo studio in modo completamente diverso altrimenti risulta impossibile.

Di cosa parla ” le colpe nel sangue “?

Le colpe nel sangue sono delle accuse ai genitori, i nostri mali interiori dipendono da loro, la provocazione è che non si può fare un figlio se non si è perfetti, infatti il protagonista Roberto è marcio perchè i suoi genitori non sapevano amare nè insegnargli a farlo. Secondo lui lo hanno rovinato invece gli hanno consegnato l’amore vero tra le mani. Un pò come tutti noi che non capiamo mai i disegni di Dio…

Nelle ” Solitudini ” si scrive dell’amarezza delle delusioni, un argomento interessante, possiamo sapere qualcosa sulla protagonista ?

Le solitudini hanno due solitudini, appunto, come protagoniste, una immigrata russa ed una milionaria sola che vivere tra le ceneri di una tragedia e ci insegna che spesso si perde tutto nella vita e che per brevi attimi si ritorna felici per poi riperdere di nuovo tutto. Insegna a cristallizzare i pochi momenti belli della vita e a farne tesoro.

Una famosa canzone di Natale è White Christmas, forse il disco più venduto nella storia, dove si sogna un bianco natale, cosa scriveresti o scriverai su un bigliettino di Natale ?

Scriverei che è bellissimo nascere ma ancora più bello risorgere dopo la morte perchè amo molto di più l’idea della Pasqua, preferisco essere felice dopo aver conosciuto la sofferenza, quella felicità sarebbe doppia

Progetti per il futuro ?

Per il futuro 4 romanzi e un manuale in arrivo perchè non posso nascondere ciò che so sul mondo universitario, sulle difficoltà di apprendimento e non posso non tacere quando so che ci sono molti studenti angosciati a cui, nel mio piccolo, posso dare una speranza. Sento ogni giorno dire che lo studio è una croce e che non serve invece lo scopo della mia vita è diffondere il messaggio contrario: nessuno vuole più studiare o pregare ed essendo questi due dei territori vergini esplorandoli si trova davvero una felicità senza fine, la vita vera è fatta di preghiera intensa e di studio proficuo inteso come curiosità. Io spingo, anche se i miei allievi usano il termine obbligare, a incanalarsi in quelle direzioni.

I LIBRI DI GINA SORACE

IL RIFIUTO DEL SI

IL RIFIUTO DEL SI’ Clara lasciata all’altare dal suo grande amore, dopo 4 anni e una nuova vita, indagherà sull’omicidio proprio del suo ex trovandosi di fronte ad un assassino che non la ha punito come lei avrebbe dovuto fare.

le colpe nel sangue

LE COLPE NEL SANGUE Roberto è un ginecologo insuperabile per fama, ricchezza e bravura, ma a 60 anni dovrà ritrovare una persona senza della quale la sua vita non può dirsi completa, Vassilij…

le solitudini

LE SOLITUDINI Una immigrata russa con una figlia a carico, nata da un brutale stupro, ed una studentessa sopravvissuta allo sterminio della sua milionaria famiglia, si incontrano e tessono una amicizia speciale, con la morte della studentessa si riapre di nuovo la lacerazione del dolore e Anna dovrà indagare su chi e perchè è stata uccisa la sua unica fonte di gioia, Marianna.

come superare...

COME SUPERARE UN ESAME UNIVERSITARIO STUDIANDO SOLO 2 H è una guida che permette in 2 ore globali e non giornaliere di conoscere il contenuto di interi manuali universitari, superare ogni forma di panico, sostenere un esame brillante, ma, attenzione, bisogna rivedere parecchi parametri nella motivazione, nell’approccio all’università e nel proprio modo di intendere la parola cultura. 160 ragazzi di cui si raccontano le storie in queste pagine hanno seguito consigli e metodi stravolgendosi la vita e in due ore sono riusciti a portare a casa un esame!

l'esercito di ana

L’ESERCITO DI ANA pubblicato quest’anno è la storia di Margherita che ci trasporta nella vera anoressia. L’anoressia non è una malattia ma una soglia a cui solo le migliori possono giungere, quelle che non hanno bisogno di mangiare perchè sono perfette e sono perfette perchè Ana le scegli ad una ad una per creare il più potente esercito. Se non ne sei parte non vali nulla.