Una milanese a Parigi

Per cogliere degli aspetti interessanti della grande città francese, una grande comunità, che ogni buon turista chiama ” Ville Lumière “.

Si consiglia questo sito web : UNA MILANESE A PARIGI

Nel ricevere i miei complimenti, spero anche i vostri, puntate nella navigazione online, la vostra attenzione ai ” luoghi “, al romanticismo della città. Un ambiente che viene ben presentato, sul sito, sulla fan page, dal punto di vista culturale, aiutandoci ad entrare in un grande spazio.

Poi si può scoprire anche Milano, la ” città Meneghina “, della moda  così come lo è anche  Parigi, andiamo alla scoperta di cosa fare.

Intervista a Veronica Brutti.

 

veronica brutti fotografia

 

Lavorare nello sport più popolare come il Calcio è impegnativo. Come è essere donna nel calcio di oggi ?

Essere donna nel nostro mondo è difficile, lo è ancora di più nel calcio che è considerato ancora oggi uno sport maschile (in Italia). Mi sono successi diversi episodi in tutto questo tempo…ad esempio, Un giorno mi è stato chiesto dal responsabile della mia società di palleggiare ogni tanto in campo per far vedere ai genitori che ero capace di giocare a calcio….oppure un’altra volta un genitore ha chiesto al responsabile “perché proprio a mio figlio è capitata una donna?”

Hai giocato in diverse squadre nella massima serie femminile, cosa porti con te come esperienza sia di gioco, che di relazioni umane ?

 Il calcio giocato mi ha dato tantissimo. Mi ha aiutato a costruire relazioni umane, a capire l’importanza delle relazioni stesse, a cercare di trarre la positività da tutto quello che mi accadeva sia di bello che di brutto. Le amicizie più importanti che ho sono ancora quelle di quando giocavo a calcio da piccola. Il calcio mi ha aiutato nell’arte dell’organizzazione: giocare e studiare non è stato semplice perché uscivo da scuola e correvo a calcio, poi tornavo la sera tardi. Studiavo in macchina, sul treno…sono stata costretta ad organizzarmi ma se non ci fosse stato il calcio probabilmente non sarei mai riuscita a crescere da questo punto di vista. Inoltre, ho avuto la grande fortuna di viaggiare in tante città e anche questo ha arricchito la mia anima

 

Il calcio femminile ha anche un’attività internazionale. Quali sono le nazioni ove si è sviluppato di più ?

 Oramai in quasi tutte il calcio femminile è decollato: Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Francia…..sono stati creati progetti seri tra Federazioni, scuole e società. È così che si dovrebbe fare anche in Italia, costruire una rete formativa tra soggetti che operano in campo educativo. Ho giocato in Canada e là il calcio è uno sport “da donne”, perché i ragazzi fanno baseball, hockey, basket…

Ai giovani viene chiesto di crescere a livello tecnico spesso, secondo te, quale è la prima cosa che deve curare un responsabile tecnico del settore giovanile ?

 La prima cosa che si deve curare è la relazione. Se la relazione è positiva allora migliora anche l’aspetto tecnico. Come a scuola, la materia che piace di più di solito è quella dove c’è l’insegnante che più ci piace. Inoltre, ci deve essere una programmazione tecnica che rispetti la psicologia dello sviluppo. Ogni gesto tecnico è legato ad un’età.

Progetti per il futuro ?

Ne ho tantissimi, forse troppi, dovrei mettere un po’ di Ordine! Però la mia priorità attuale rimane quella di lavorare su me stessa. Formarmi, informarmi, confrontarmi, riflettere…ho capito, con il tempo, che non si può prescindere da un allenamento e una formazione personale prima di confrontarsi con gli altri, soprattutto quando si ha a che fare con i bambini. Tutto quello che ci accade dipende da noi.

LA FESTA DEL CINEMA A VIA DELLA FREZZA

FONDACO Roma Red Carpet

FONDACO Roma

TRA STAR DEL CINEMA E DELLA MUSICA, LA FESTA DEL CINEMA

 A VIA DELLA FREZZA

Via della Frezza, location ufficiale della 12a edizione dellaFesta del Cinema di Roma,è pronta ad ospitare tante Star del cinema e della Musica.

La Festa del  Cinema allarga i suoi confini e arriva nel cuore della Capitale, tra Piazza di Spagna e Piazza Augusto Imperatore, dove durante i giorni della manifestazione sono previsti eventi cinematografici e altrettanti eventi musicali. Sono attese tante Star del cinema e della musica, ma anche del mondo della cultura, dell’arte e del fashion system.

Il primo evento live è previsto sabato 28 ottobre alle 17.00. La musica che uscirà dagli altoparlanti di Via della Frezza sarà quella dei Daiana Lou, colonna sonora del film Terapia di coppia per amanti, commedia fresca di uscita in sala interpretata da Ambra Angiolini, Pietro Sermonti e Sergio Rubini. I DaianaLou, che si sono fatti conoscere al grande pubblico grazie alla loro partecipazione ad X-Factor si misureranno con una performance live e con i brani del loro primo progetto discografico, dal titolo Streetherapy. Per l’occasione saranno presenti il regista Alessio Maria Federici e il cast del film.

Gran chiusura sabato 4 novembre con la presentazione della mostra Jupiter in Saturn – A Twin Peaks Tribute, mostra realizzata in onore della celebre serie televisiva Twin Peaks dal Digital artist& Creative director Fabio Timpanaro e curata da Nero Gallery,  all’interno dello spazio Fondaco.

La mostra vuole essere un omaggio al capolavoro di David Lynch che ha rivoluzionato la storia e il linguaggio della serialità mondiale e al regista stesso, ospite d’onore della dodicesima edizione del Festival. Le opere esposte si basano su una tecnica innovativa che unisce fotografia, pittura digitale e pittura ad olio quasi a riprodurre in chiave figurativa l’universo mistico e simbolico di Twin Peaks. L’evento è realizzato anche allo scopo di anticipare la mostra collettiva che si terrà dal 27 gennaio al 10 marzo 2018 presso Nero Gallery.

Nel mezzo, una settimana di musica, cinema, arte, letteratura e tanto fashion.

Domenica 29 ottobre alle 17.00, sarà la volta di Simona Marchini. L’attrice presenterà gli artisti protagonisti di Trame d’autore – Sei video-opere tra arte e letteratura, progetto ideato e promossa da Simona Marchini. Alle 18.30, seguirà un Omaggio alla città di Roma con la performance live di Valentina Galdì, cantautrice romana pronta a raccontarci la sua città attraverso una voce che rappresenta la romanità in modo contemporaneo.

Mercoledì 1 novembre alle 18.30 verrà presentato il libro Le mie ragioni te le ho dette di Annalisa De Simone. Lettrice d’eccezione l’attrice Francesca Valtorta.

Venerdì 3 novembre, in Via della Frezza si mescoleranno teatro e musica, con la presentazione del Festival del Teatro Eco Logico di Stromboli.

Non sarà difficile imbattersi nelle Star di questa 12a edizione della Festa del Cinema di Roma. Perché Via della Frezza ospiterà cene e party di film presenti al festival.

Grazie al patrocinio di Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Cinema per RomaeFondaco Roma porteranno così la Festa del Cinema nel cuore della città, in uno spazio dove regnano glamour e stile,dove cinema, art design e moda si incontrano.

Nato da un’idea di Alessandra Marino con Emanuela Mafrolla e Nathalie Aalbers, FONDACO Romaè uno di quegli esempi di imprenditoria coraggiosa, mecenatismo e visione che diventano realtà.UnConcept unico ed innovativo, che vede la Capitale di nuovo protagonista tra le grandi città mondiali nell’anno in cui è stata riconosciuta dall’UNESCO “Creative City of Film”.

L’iniziativa che lega Via della Frezza alla Festa del Cinemadi Romanasce grazie alla collaborazione di Gruppo HDRA eEMMEPI STRATEGIE, agenzia leader nel suo settore, specializzata nello studio, nella progettazione e realizzazione di progetti mirati nel mondo del cinema e dell’entertainment. Media partner della prestigiosa iniziativa il magazine “F” diretto da Marisa Deimichei.

VIA DELLA FREZZA, IERI, OGGI E DOMANI

Partiamo dal nome del progetto. FONDACO significa “casa-magazzino” e deriva dal nome che nell’antichità si dava agli edifici che svolgevano funzioni di magazzino e, spesso, anche di alloggio per i mercanti. FONDACO ROMA a Via della Frezza è un “Concept street shop” che non risulta abbia pari nel suo genere. Insomma, un posto dove mangiare, bere, vestirsi e, volendo, anche dormire e coccolarsi (anche intellettualmente).

Una strada vittima dell’incuria delle passate amministrazioni, questo era via della Frezza prima di Fondaco. Una parte agonizzante del cuore storico di Roma, dove cittadini e turisti facevano fatica a intravedere le bellezze architettoniche di un tempo.

Per amore verso la città Alessandra Marino (creatrice di Gusto) si fa capofila di una cordata, le sue due socie – Emanuela Mafrolla e NathalieAalbers – e di un team tutto al femminile, per restituire nuova linfa a via della Frezza.

Un gruppo di donne, amiche, unite dal desiderio di regalare alla propria città – Roma – un momento di maggiore attenzione. Partendo da una via nel cuore della capitale, con l’obiettivo di lasciare l’immaginazione libera di concepire un “numero zero”, un progetto urbano di riqualificazione adattabile ad altri luoghi romani, o parigini, o berlinesi o americani chissà.

L’immaginazione prende forma, il tè del pomeriggio diventa riunione e ben presto business plan. Ad Alessandra, Emanuela e Nathalie presto si aggiungono altre figure, tutte donne: architette, uffici stampa, esperte di media marketing, cuoche, manager si ritrovano tutti i giorni – da tre anni – attorno ad un tavolo per dare vita a Fondaco Roma.

Oggi Fondaco è una strada intera, 20 attività, un salotto a cielo aperto, un pezzo di urbe rinato. Fondaco Roma significa entrare in un luogo magico e senza tempo, dove mangiare, dormire, bere un drink, fare shopping, acquistare arredi, arte, interior, biciclette, matite, quaderni, divani, visitare una mostra regalarsi una pausa nella day spa. Ma questa è solo una parte di Fondaco Roma. Il resto è ancora progetto, è il futuro.

Alessandra Marino

La sua storia da imprenditrice inizia nel 1998, anno in cui realizza il primo concept food d’Italia, ‘Gusto. Il progetto che ha scardinato il sonnacchioso mondo della ristorazione italiana fino ad allora vissuta come semplice proposta di cibo. ‘Gusto: 1000 mq dedicati alla cucina creativa, alla ricerca nelle materie prime italiane, alla pizza, al buon bere, ma anche alla musica live e allo shopping, con l’emporio libreria aperto da mattina fino a tarda notte. Negli anni il marchio ‘Gusto, celebrato da tutte le guide e i magazine internazionali, moltiplica la sua attività con ‘Gusto Osteria e ‘Gusto al 28. Ma la creatività di Alessandra è incontenibile e, attraverso il suo studio di architettura, firma tanti locali romani e non, e bellissime case pubblicate dalle grandi testate di design.

NathalieAalbers

Storica dell’arte olandese si è trasferita in Italia per studiare la vita e le opere degli artisti fiamminghi del ‘600 a Roma innamorandosi del nostro Paese.

Cura le relazioni commerciali nazionali ed internazionali per FONDACO Roma.

Emanuela Mafrolla

Dopo gli studi in scienze politiche a Milano, ha vissuto tra Ginevra, Parigi e Bruxelles prima di approdare a Roma nel 2007 sviluppando solide competenze nelle pubbliche relazioni, affari istituzionali, progettazione europea e comunicazione esterna. Per FONDACO Roma cura le relazioni istituzionali e lo sviluppo del progetto.

Info per la stampa:

EMMEPI STRATEGIE

Ufficio Stampa Cristina Borsatti  crisborsatti@gmail.com

Gruppo HDRA

Ufficio Stampa Francesco Lener  f.lener@consensoeu.com

Per la performance live dei Daiana Lou:

Giorgio Cipressi comunicazioneglobale@gmail.com

Giovanna Palombini palombini.giovanna@gmail.com

Per la mostra Jupiter in Saturn – A Twin Peaks Tribute:

info@nerogallery.com

SLOW FILM FEST

SLOW FILM FEST

III EDIZIONE

ROMA – 14 e 16 OTTOBRE 2017

CINEMA CARAVAGGIO

TOLFA – 19/22 OTTOBRE 2017

POLO CULTURALE – TEATRO CLAUDIO

INGRESSO GRATUITO

SFF manifesto 2017

AL VIA DOMANI A ROMA, SABATO 14 OTTOBRE,

LA TERZA EDIZIONE DELLO SLOW FILM FEST

Giunto alla sua terza edizione, lo SLOW FILM FEST, organizzato dall’Associazione Culturale Muovileidee con il contributo della Regione Lazio, sbarca a Roma domani, sabato 14 ottobre.

Dopo il successo delle prime due edizioni, lo SLOW FILM FEST, la prima kermesse interamente dedicata ad una visione cinematografica “slow”, si presenta ai nastri di partenza con un ricco programma che promette di essere sorprendente, vivace e differenziato. Come il concetto alla base della kermesse.

Partenza a Roma, con ROMA SLOW FILM FEST (dal 14 al 16 ottobre) all’insegna delle passeggiate (due itinerari previsti il 14 ottobre: Parco degli Acquedotti e San Lorenzo a cura di Irene Ranaldi) in pieno stile Slow. Durante il percorso sono previste soste per far conoscere botteghe di artigiani e realtà culturali ed eno-gastronomiche del territorio.

Il 16 ottobre, la manifestazione avrà luogo al Cinema Caravaggio, con il Convegno Città Slow visioni del futuro: la memoria come progetto, moderato dal prof. Amedeo Pistolese, antropologo culturale. A seguire è prevista la proiezione di due documentari e cortometraggi.

Appartiene alla sezione DOCUMENTA (dedicata al film documentario e indipendente, nazionale e internazionale, con tematiche d’interesse culturale con approccio slow) Passando le reti. Piccola pesca nell’alto Lazio di Aldo Milea e Marco Loperfido, storie, voci, colori e suoni provenienti dai pescatori di Montalto di Castro. Fa parte della sezione WUMAN VISIONS (sezione dedicata a temi dove le donne sono protagoniste; SMART, dedicato al cinema breve, ai più giovani e a tematiche territoriali) il documentario Funne – Le ragazze che sognavano il mare di Katia Bernardi, storia vera di un gruppetto di ragazze ottantenni di Daone, un paesino sospeso fuori dal tempo, tra le montagne del Trentino Alto Adige.

Verranno, inoltre, proiettati tre documentari appartenenti alla sezione SMART (dedicata al cinema breve, ai più giovani e a tematiche territoriali): Acquario di Andrea Valvasori (in collaborazione con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma), il corto animato Second Hand del canadese Isaac King e Solenne triduo dei morti di Andrea Grasselli.

A partire dal 19 ottobre, la kermesse si sposterà a Tolfa, città natale dell’iniziativa.

SLOW FILM FEST, diretto da Maria Luisa Celani e Marco Bartolomucci (con la collaborazione di Cristina Borsatti e Susanna Stivali), è interamente ad ingresso gratuito, grazie al contributo della Regione Lazio, al Patrocinio e sostegno del Municipio II di Roma Capitale, del Comune di Tolfa, di Città Slow, di CNA Roma e Lazio, di CNA Cinema e Audiovisivo Roma, di Rome City of Film e alle tante preziose collaborazioni a partire da quelle con il Cinema Caravaggio, il Polo Culturale di Tolfa, il Teatro Claudio, l’Università Agraria di Tolfa, l’Associazione Culturale Chirone, l’Associazione Culturale PMT Progetto Mediazione e Territorio, l’Associazione Ottavo Colle, l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma.

Per info:

Maria Luisa Celani – info@muovileidee.it   

Ufficio stampa:

Cristina Borsatti

crisborsatti@gmail.com

borsatti.ufficiostampa@gmail.com 

“TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL”

28 settembre 2017

IL CONCERTO DI STEFANO BOLLANI

PER LA NOTTE DEI MÉLIÈS D’OR, GLI OSCAR DEL CINEMA FANTASTICO EUROPEO

IN PROGRAMMA IL 3 NOVEMBRE AL “TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL”

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TRIESTE Trieste Science+Fiction Festival annuncia che sarà il concerto di Stefano Bollani a illuminare la notte della cerimonia dei Méliès d’Or in calendario il 3 novembre 2017 al Politeama Rossetti.

Dal 31 ottobre al 5 novembre Trieste ritornerà ad essere nuovamente la capitale europea del cinema fantastico, con la 21a Golden Méliès Ceremony, cerimonia di consegna del premio Méliès d’Or della European Fantastic Film Festivals Federation per il migliore lungometraggio e cortometraggio. Un appuntamento d’eccezione in sé che gli organizzatori de La Cappella Underground hanno voluto rendere ancora più prezioso con il concerto di Stefano Bollani.

Daniele Terzoli, direttore del festival, dichiara: “Trieste città della scienza e della fantascienza, Trieste Capitale europea della scienza 2020 e Trieste capitale della fantascienza 2017 con il ritorno della cerimonia di consegna del premio Méliès d’Or, vero e proprio Oscar del cinema fantastico europeo. Per festeggiare l’evento ospitiamo un artista simbolo dell’eccellenza italiana come Stefano Bollani, tra i più importanti pianisti jazz del mondo. Nelle opere di Bollani, grande appassionato di fantascienza, il tema degli alieni è un tema ricorrente, dall’album “Arrivano gli alieni” al recente libro “Dialogo sugli alieni”. Da qui è nata l’idea di chiedere a Stefano Bollani di sonorizzare dal vivo un programma di film del cinema delle origini, tra classici, sorprese e simboli del cinema fantastico italiano ed europeo, nella splendida cornice del Politeama Rossetti. Siamo veramente onorati che il grande pianista milanese abbia raccolto la nostra sfida!”

Pianista e compositore, Stefano Bollani si è esibito con direttori d’orchestra come Zubin Mehta, Daniel Harding, Kristjan Järvi, Leonard Slatkin, Gianandrea Noseda e Antonio Pappano e ha suonato, tra le altre, con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, l’Orchestre de Paris, l’Orchestre de Lyon, la Danish Radio Orchestra e la Toronto Symphony Orchestra.

Nel 2007, con la Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino e la direzione di Jan Latham-Koenig ha registrato il “Concert champêtre di Poulenc” (AVIE Records). Insieme alla Gewandhausorchester di Lipsia, diretta da Riccardo Chailly, ha inoltre inciso la “Rapsodia in blu” e il “Concerto in fa” di Gershwin (Decca 2010) e il “Concerto per pianoforte in sol” di Ravel (Decca 2012). L’album dedicato a Gershwin ha vinto il Disco di platino in Italia rimanendo in classifica per numerose settimane; dallo stesso repertorio e dalla collaborazione con il maestro Chailly è inoltre nato il dvd “Live at La Scala”, realizzato questa volta con la Filarmonica della Scala. Come compositore, ha scritto il “Concertone per trio jazz e orchestra”, registrato nel 2004 con l’Orchestra della Toscana (etichetta Label Bleu; direzione e arrangiamento di Paolo Silvestri). Al Maggio Musicale Fiorentino 2017 ha debuttato dal vivo “Concerto azzurro”, nuova composizione per pianoforte e orchestra, diretta da Kristjan Järvi, con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri.

La musica per Stefano Bollani è un gioco da ricreare di volta in volta, da soli o con partner diversi.

Bollani cerca costantemente stimoli, nella musica del passato e nell’esplorazione del presente, improvvisando a fianco di grandi artisti come il suo nobile mentore Enrico Rava, Richard Galliano, Bill Frisell, Paul Motian, Chick Corea, Hamilton de Holanda. Ha celebrato la forma canzone a fianco di Caetano Veloso e Hector Zazou, e con celebri compatrioti come Irene Grandi, Fabio Concato, Elio e le Storie Tese.

Quando non suona, scrive libri o crea spettacoli teatrali come “Primo Piano”, con la Banda Osiris o “La regina dada”, scritto e interpretato con Valentina Cenni. Fresco di stampa il suo “Dialoghi tra Alieni”, per Trigono Edizioni, un viaggio attraverso storia, religione, filosofia, fisica e scienza, per far luce sui tanti misteri che ancora sfuggono alla nostra comprensione: dall’esistenza di dimensioni e universi paralleli alla presenza di vita su altri pianeti.

Alla radio, con la collaborazione di David Riondino, ha dato vita al Dottor Djembè, musicologo omnisciente che per diversi anni ha diffuso semi di ironia e sarcasmo dai microfoni di Radio Rai 3.

Dopo l’esperienza con Renzo Arbore, Stefano Bollani ha il merito di aver portato la musica jazz in televisione, cercando di veicolarla in modo originale e all’insegna delle contaminazioni, gettandosi in spettacolari jam session nella sua trasmissione “Sostiene Bollani” su Rai 3.

La musica per comunicare la gioia. La gioia nonostante tutto, come dice il titolo del suo recente lavoro per ECM, prendendo in prestito una frase di Tom Robbins.

La vendita degli accrediti per il festival sarà disponibilie online sul sito del festival a partire da lunedì 2 ottobre. I biglietti per il concerto di Stefano Bollani al Politeama Rossetti saranno disponibili a partire dal 9 ottobre. Per informazioni:  www.sciencefictionfestival.org

Trieste Science+Fiction Festival è organizzato dal Centro Ricerche e Sperimentazioni Cinematografiche e Audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBACT – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Sport e Solidarietà, PromoTurismo FVG, Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, Università degli Studi di Trieste, ARPA FVG – LaREA.

La manifestazione gode del patrocinio dei principali enti scientifici del territorio: AREA Science Park, ICGEB, ICTP, INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste, IS Immaginario Scientifico – Science Centre, SISSA.

Per informazioni:

La Cappella Underground +39 040 3220551

http://www.sciencefictionfestival.org

info@scienceplusfiction.org

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Dentro un centro Minibasket.

Di Summa Istruttore

Il programma “ La filastrocca del Minibasket “

Vedi Giuseppe Di Summa nella foto, colui che ha programmato l’intervento, usando un giocosport per bambini, facendo parlare, leggere e scrivere, un computer.

Frase delle Nazioni Unite ” “ il diritto al riposo e allo svago , a dedicarsi al gioco e alle attività ricreative proprie della loro età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica “.

Dobbiamo definire una metodologia, arrivare a sposare un metodo ben definito, quindi possiamo partire da due concetti, fondamentali, sui quali iniziare a fare ricerca, proprio ai fini del legame tra intervento e metodo scelto per effettuarlo.

Definizione di Minibasket : Il minibasket è rivolto ai bambini tra i 5 e gli 11 anni , siano essi creativi , introversi , estroversi , deboli , tenaci , siano più bambini che bambine dovranno confrontarsi con una maturazione fisica , tecnico e tattica.

Chi è l’ allievo ? Il bambino che sceglie di sua volontà di praticare Minibasket e che ci piace pensare aspetti di scoprirlo da anni.

Visto che oltre al compito motorio, dobbiamo sapere centrare anche quello terapeutico, vale la pena ricordare, grazie all’OMS, il concetto di ” aderenza terapeutica “, che è la coincidenza effettiva tra quello prescritto e il comportamento del paziente.

Dopo il compito motorio, terapeutico, si pare lo spazio relazionale.

Dobbiamo quindi occuparci del sogno dei bambini e delle loro emozioni , ma non possiamo lavorare solo sulla base della nostra esperienza, dobbiamo evitare l’errore di creare un contesto inadeguato. L’Istruttore non deve essere un maestro triste ma chi si trova nella situazione di stimolare la conoscenza del Biddy Basket-ball deve sapere distinguere le emozioni del bambino da quelle dell’adulto, accettando un ruolo , nel quale bisogna essere pronti a mettersi in discussione.

Sappiamo che lo sport crea dei benefici fisici, praticarlo per motivi di salute è un interesse comune, come credere in esso per ” viaggiare “, fare turismo, legare lo sport al turismo, dando del ” tu “, dando di più, nella propria carriera di sportivo, con questo incentivo.

Quindi collegarci con le emozioni, mentre si apprendono sia da bambini, che da grandi, per interessi comuni, dei percorso dello sport.

Come realizzare il nostro Intervento.

Cercando di creare la collaborazione con le istituzioni, prima fra tutte la scuola , che assieme alle società sportive può garantire che non si dia spazio all’investimento di “ tanto denaro “, anche se di esso c’è la necessità, ma che si crei la possibilità di educare e formare.

Sarebbe opportuno trovarsi un capo magari un professionista della attività motoria , laureato in scienze motorie , ma anche giovani collaboratori che abbiano voglia di condividere solidarietà , amicizia e passione (viviamo insieme un interesse ).

Cerchiamo di valorizzare quello che il bambino ha vissuto , di rendere la sua voglia di movimento anche possibilità di giocare e di farlo comunicare.

Va ricordato che è con la pratica quotidiana che si verifica e si migliora quello che già i bambini imparano durante l’inverno sia in classe che in palestra.

Il ” problem solving ” ci guida nello studio di una situazione problematica, ci fa scegliere la metodologia, per la soluzione migliore, non solo sul problema raccoglie dati, si occupa anche del monitoraggio della soluzione migliore scelta.

CONTATTA LA FILASTROCCA DEL MINIBASKET.

Giuseppe Di Summa

La registrazione che leggi è tipica, in Inglese, della ” advisor station “, del posto del luogo ove si svolge la consulenza. Il programmatore, quello che fa parlare, leggere, scrivere, sul tuo computer un programma, è riuscito in una registrazione, che trovi in un E-BOOK.

Direttore creativo del progetto.

Per quale motivo abbiamo scelto il termine filastrocca ?   Capire un soggetto attivo sugli aspetti semantici, cioè sugli scopi, i sistemi di credenze, i sentimenti e le emozioni dell’individuo all’interno del suo contesto socio-culturale.
Il gioco ci aiuta con il tempo, lo spazio e contesti di vita. aggiungono quello che non può essere ” cancellato “. Spesso offre la possibilità di creare delle ” metafore “. proprio il gioco, seppure il tempo per esprimersi va saputo misurare. Ci confrontiamo con il tempo, il mio passato nello sport, il tuo futuro che sei giovane, sapendo che ci sono i tempi del bambino che vive il tempo dei suoi bisogni immediati.  Nasce l’idea del testo ( Si affronta un problema obiettivo tramite un testo ed una possibilità reale )

L’esercizio fisico.

 

Il report nel nostro caso non è cronaca, nemmeno il bollettino, ufficiale di news, non è la ricerca della fama, l’ottenimento del voto, la politica, dobbiamo solo scrivere per presentarci, non fare il cronista, per fare un inchiesta, denunciare qualcosa. Lo stage, seppure breve, la possibilità di leggere di pratica è possibile in queste pagine, ci chiedono di scrivere ” l’esperienza di palestra “, il resto è pagina bianca.

Presentazione.

Non si può possedere questo sito web, questo programma, nelle sue distanze, soprattutto in km, se non si decide di spiegarsi nelle lingue straniere, inglese, francese, spagnolo. Chi scrive risponde con tolleranza, a chi non sa l’italiano, chi parla le altre lingue scelte faccia lo stesso.  Delays language ? E’ vero noi dobbiamo recuperare, avere il tempo, i ritardi nella lingua dello sport, quindi l’invito è, in inglese, da fare nostro ” select specify vocabulary “. Ci vuole quindi un buon dizionario, con noi. Facciamo un gioco, tipo quello che fa ” ecco la palla, tieni la palla, vuoi la palla “, tipico esempio di educazione motoria. Noi giochiamo, con la filastrocca, in questa maniera, quindi “playing with balls “, se la parola palla è il numero 1 cioè balls, come parola, se invece, aggiungiamo ” playing with kick balls “, sappiamo al differenza, tra la normale palla, con la palla da calcio.Nel tempo aumenta le parole, arriverai ad una bella pubblicazione, spesso in libreria.

Sappiamo che se i bambini, gli utenti, si affaticano e non si divertono, mentre si lavora per ottenere risultati, avremmo difficoltà a migliorare la capacità motorie reali.

Giuseppe Di Summa

Istruttore Minibasket

Un caso di studio.

La pallacanestro ha un rapporto, quella dei grandi, con un soggetto che esegue un lavoro muscolare, bisogna scegliere gli esercizi adatti alla propria disciplina sportiva, sappiamo che il corpo con il movimento occupa degli spazi, in una successione di tempi.

Ecco il nostro TEST. I nostri parametri iniziali sono:• Atletismo • Postura • Grassi • Salute cardiaca • Autostima • Benefici sociali • Vantaggi intellettivi Scrivo subito che “ on the house” , qualcosa sulla casa, un’azione educativa importante. Il passaggio al gioco in “ questa casa “ passa per delle iniziative sportive, che fanno del campo, del Palazzetto, la casa di ogni sportivo, quindi ogni Comune deve avere la sua degna dimora.

Li testiamo con la seguente operazione:

1 Rispondere alla seguente domanda :Quale sport pratichi e quante volte alla settimana? ( ATLETISMO )

2 Rispondere alla seguente domanda:Quante ore rimani seduto o ascolti la musica? ( POSTURA )

3 Rispondere alla seguente domanda:Quante ore cammini al giorno e in che ore? ( PERDITE DI GRASSO )

4 Rispondere alla seguente domanda:Ti piace correre per il parco? ( SALUTE CARDIACA )

5 effettuare la seguente operazione:In un minuto fare quanti più tiri possibile a canestro con un solo pallone e contare i canestri. ( AUTOSTIMA )

6 Rispondere alla seguente domanda:Vedi o sei disposto a praticare attività sportive all’aperto? ( BENEFICI SOCIALI )

7 Effettuare la seguente operazione:Seguire le linee del campo ripetendo un movimento a propria scelta e producendo un suono di fantasia. ( VANTAGGI INTELLETTIVI )

Il movimento è bello per il fatto che richiede le sue ore di riposo, vale la pena ricordarlo, non si deve cadere nel “ sovrallenamento “, è un consiglio sempre importante, bisogna riflettere su di esso.

Ci siamo fatti una ” idea globale “, poi con la specializzazione, non precoce, la scelta dei ruoli, delle forme di collaborazioni, possiamo applicare i dati.

Cosa facciamo se tuo figlio non è bravo come pensavi ?

L’esperienza di palestra, con lo scritto, agli occhi dei praticanti, diventa troppo teorica, seppure da un esempio, il movimento, se ne vuole uscire vincitore.

In un allenamento le due forze, basket ed atletica, non sono in contrasto, anzi vanno integrate.

L’educatore deve essere bravo anche a dire ” stop “, deve notare l’impegno nella corsa libera, come chi si nasconde sulla linea di fondo campo, magari a fare tiri strani.

Nello sport rimangono i posti dove andare, dove incontrare le star, gli atleti, dove scrivere il proprio pensiero. Questi insegnano, i top player, s’intende, che non sempre arrivano messaggi di incoraggiamento e di stima, ci sono molte critiche, non parliamo se non si segna, oppure nel caso dei portieri, nel calcio, si prendono goal.

Voglio usare una frase di George Orwell per chiudere la riflessione ” Lo sport serio non ha nulla a che fare col fair play. È colmo di odio, gelosie, millanterie, indifferenza per ogni regola e piacere sadico nel vedere la violenza: in altre parole, è la guerra senza le sparatorie “
Io ho sposato lo sport per bambini, i campionati amatoriali, l’idea del fair play, quindi non posso solo dire che si è bravi se si segnano più canestri degli altri



Casa Pegaso e Pegaso Cinema Days

L’Università Telematica Pegaso arriva alla 74a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Casa Pegaso e Pegaso Cinema Days

CASA PEGASO

L’Università Telematica Pegaso, in occasione della 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, sbarca per la prima volta al Lido di Venezia con tre giorni di Masterclass con i protagonisti della settima arte, in collaborazione con il sito di cinema MYmovies.

Leader nel settore della formazione online, l’Università Telematica Pegaso si propone a Venezia di formare i cineasti di domani.

Casa Pegaso sarà il cuore dell’iniziativa, cui parteciperanno gratuitamente, oltre a un gruppo di iscritti all’Università Telematica Pegaso e ai giovani che hanno partecipato alla Masterclass lo scorso Giffoni Film Festival, quanti invieranno la loro adesione nell’area dedicata del sito www.mymovies.it (http://www.mymovies.it/cinemanews/2017/144322/).

Da oggi, sarà possibile iscriversi online, fino ad esaurimento posti: l’iniziativa si rivolge a ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Ma a tutti sarà data la possibilità di seguire in streaming le masterclass, sia su http://www.mymovies.it, sia sul sito http://www.unipegaso.it.

Tre le giornate previste, da giovedì 31 agosto a sabato 2 settembre, moderate da Piera Detassis e da Alessandra Tieri, con l’obiettivo di fornire un quadro d’insieme delle professionalità che concorrono alla nascita e al successo di un film. Verranno presentate due case history di film di successo come Lo chiamavano Jeeg Robot e Jackie, e saranno approfonditi i mestieri del cinema attraverso le voci di prestigiosi addetti ai lavori, oltre che sarà possibile video-partecipare al Junket di Diva! di Francesco Patierno, calcare il RedCarpet e assistere assieme  a regista e interpreti alla Premiere del film.

Interverranno, solo per citarne alcuni, molti dei protagonisti di questa 74° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Da Donatella Finocchiaro a Francesco Patierno, da Barbara Bobulova a Anita Caprioli, da Silvia D’Amico a Michele Riondino, da Carlotta Natoli a Greta Scarano.

All’interno di Casa Pegaso sarà inoltre allestita la mostra fotografica, aperta al pubblico venerdì 1 settembre, SHUT Close Your Eyes, con gli scatti realizzati dal fotografo dei Divi Adolfo Franzò, ad occhi chiusi. Una selezione di 20 (dei 38 che fanno parte della collezione) celebri volti del cinema, e non solo, ritratti ad occhi chiusi. La Mostra è promossa da Marlù Gioielli.

Casa Pegaso (Villa Il Nidiolo, Via Candia 14, Lido di Venezia) ospiterà inoltre le attività stampa di numerosi titoli in Concorso e Fuori Concorso alla Mostra.

Partner dell’iniziativa, oltre a MYmovies, Chinotto Neri, Woolrich,My Style Bags Milano, Insal’Arte OrtoRomi, Montini Vini Bio& Vegan, Ottaviani, MarviseProraso.

Per maggiori info:

www.unipegaso.it

www.mymovies.com

Gli Inevitabili incontri del destino – Luca Terenzoni –

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Iniziamo con la tua grande passione per la Francia, il Cinema e non solo; nel tuo romanzo “Gli inevitabili incontri del destino”, vi sono diversi luoghi, cosa ti ha legato dunque alla Francia?

La mia grande passione per la Francia nasce essenzialmente dai viaggi che vi ho fatto nel corso degli anni; viaggi che mi hanno portato ad apprezzare questo paese e ad approfondirne anche la conoscenza della lingua.

Nel libro, grazie alla lettura che ci consenti con degli estratti del tuo blog, descrivi il momento della fotografia, della Tour Eiffel, quindi oltre ai luoghi, di cui abbiamo parlato prima, nelle recensioni dei tuoi lettori cosa cattura del libro?

Sulla base dei riscontri ricevuti da parte di chi ha letto “Gli inevitabili incontri del destino”, io direi soprattutto il suo carattere introspettivo, poiché nel cercare di sviluppare le figure dei quattro personaggi coinvolti nella vicenda ho cercato di immedesimarmi in ognuno di loro, e di farli poi interagire sulla base delle loro differenti esperienze di vita.

I lettori lo hanno definito anche intrigante, dal momento che, pagina dopo pagina, si è accompagnati in un crescendo di colpi di scena, per poi giungere al finale rivelatore dell’intera vicenda.

Indubbiamente è un libro che ha attirato l’attenzione di chi, come me, ama la Francia. Il fatto di aver visitato i luoghi che fanno da sfondo alle vicende de “Gli inevitabili incontri del destino” mi ha permesso di riversare sulle pagine del romanzo tutte le emozioni da me provate durante i soggiorni nelle varie località francesi da me visitate.

Raccontaci del tuo libro, la storia, come è stato scriverlo?

“Gli inevitabili incontri del destino” narra essenzialmente la storia di quattro persone.

Alla metà degli anni ottanta, Francine, una ragazza madre, sta passeggiando lungo i bastioni di Saint-Malo, nel nord della Francia, e ripensa agli anni della sua adolescenza.

Nella Parigi dei nostri giorni, Lisa, un’ex indossatrice americana, ancora molto impegnata nel mondo della moda, si interroga, insoddisfatta, sull’utilità della propria vita.

Il brillante architetto Daniel, invece, a Parigi sta tornando, dopo essere stato per qualche tempo a New York, dove ha seguito la realizzazione di un importante progetto.

Roger è un celebre attore, fresco di Palma d’Oro al Festival di Cannes, che rimpiange di non aver messo al mondo un figlio quando era più giovane.

Quattro vite che apparentemente non hanno nulla in comune se non un  insospettabile disegno che  li porterà ad incontrarsi e ad intrecciare in modo del tutto inaspettato le loro storie.

Per quanto riguarda la sua stesura, come del resto è avvenuto anche per il mio primo romanzo “Primavera in Borgogna”, tutto è nato dal desiderio di raccontare storie di persone.

Prima mi sono ovviamente concentrato sulla caratterizzazione dei singoli personaggi coinvolti nella vicenda, dopodiché ho scelto in quale contesto farli interagire.

Entriamo ora nella cultura francese quali sono i tuoi punti di riferimento?

Parlando della cultura francese, oltre alla lingua, è il cinema l’altro mio punto di riferimento.

Sono un grande appassionato di cinema, anche di quello italiano, ma fin dagli anni della mia adolescenza ho subito il fascino del cinema d’oltralpe, oltre che per la bravura dei suoi interpreti, per la particolarità delle storie narrate.

Ovviamente non mi ritengo un esperto, ma a ogni modo alcuni anni fa ho deciso di “concretizzare” questa mia passione aprendo un blog: “Cartoline dalla Francia”; per me è essenzialmente un modo per confrontarmi con persone che condividono il mio stesso interesse.

Progetti per il futuro?

Al momento, sto ultimando la stesura del mio terzo romanzo.

Puoi seguire online Luca Terenzoni su :

CARTOLINE DELLA FRANCIA 

GLI INEVITABILI INCONTRI DEL DESTINO

Le tenebre dell’anima – Luigi Angelino

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1) le tenebre dell’anima, scritto sotto forma di diario, si può definire un thriller, noir, fantareale, quasi un multi romanzo?
Credo che “le tenebre dell’anima abbia le caratteristiche sia del romanzo thriller, sia del noir, ma soprattutto del fantareale. Ma gli elementi di ciascun genere sono cosi legati, da creare quasi un diverso genere, difficilmente etichettabile. Di certo può essere considerato un multi romanzo per i tanti generi che comprende, ma soprattutto per la differenza di stile che contraddistingue le quattro diverse parti: lo stile sembra maturare con le fasi di crescita del protagonista e del dipanarsi della vicenda.
2) Siamo davanti ad un romanzo eclettico come il suo autore?
La storia è assolutamente di fantasia. ..la maggior parte degli eventi si commenta da sola..ma gli ambiti in cui si muove sono quelli di mia conoscenza diretta ed esperienza..in questo senso si può attribuire all’eclettismo dell’autore
3) La lotta tra il bene ed il male è uno degli argomenti principali del suo romanzo. L’ ago della bilancia del protagonista Mirko dove si spinge di più?
Bella domanda! Intanto mi costringe a rispondere “alla lontana”, senza cioè rivelare elementi decisivi della trama. Innanzitutto bisognerebbe definire i concetti di “bene” e “male”, ma non basterebbe neanche il compendio dei più grandi ed illuminati pensatori sull’argomento. Mirko Ravella sembra il protagonista di una vicenda di tipo manicheo, dove due principi contrapposti, il bene ed il male, si fronteggiano per superarsi. Ma il romanzo si colloca, fantasiosamente e simbolicamente, in una dimensione di angoscia apocalittica cristiana, nella cui visione teologica esiste un unico pensiero di origine, quello del bene, mentre il male non è altro che allontanamento dal bene, cioè da Dio. L’ intera vicenda è appunto il percorso che Mirko Ravella compie, nella sua travagliata esistenza, ,sempre in bilico, tra il bene ed il male, ma lascio al lettore che voglia intraprendere questa complessa lettura la personale interpretazione.
4) Un romanzo importante che sa spaziare dalla filosofia all’arte, dalla teologia all’astronomia..Tuttavia nella nuova stesura appare più scorrevole, meno ridondante in alcuni punti e più appetibile per il grande pubblico. .Cosa l’ha spinto alla rielaborazione?
Intanto preciso che tutte le descrizioni storiche, filosofiche, artistiche, astronomiche, insomma riguardanti diverse discipline, non hanno assolutamente pretese didascaliche ma sono poste in chiave fantasiosa, seppure in molti casi plausibile. Per quanto riguarda la nuova rielaborazione, essa è maturata da un’attenta e meditata riflessione. Pur lasciando la trama alquanto invariata, nei suoi colpi di scena e cambi repentini di registro, ho eliminato quelle parti descrittive poco utili all’economia del romanzo, che inoltre potevano distogliere il lettore dall’analisi dei significati più importanti.
5) Quale chiave di lettura e’ nascosta nella suddivisione in quattro parti della sua opera letteraria?
L’ aria, l’acqua, il fuoco e la terra, come è noto, rappresentano gli elementi tradizionali su cui si basa la filosofia greca. Manca il quinto: l’etere…magari ispirera’ il prossimo romanzo..L’ aria è la parte del romanzo in cui si accompagna Mirko dall’infanzia fino al compimento degli studi, un periodo in cui forse poteva ancora scegliere…respirare “liberamente ” ed avrebbe potuto sottrarsi alle manipolazioni della setta..L’ acqua è la parte del romanzo in cui il protagonista vive “in apnea”, come immerso in una dimensione onirica e travolto dagli eventi, anche in relazione alla professione intrapresa..Ma è nel “fuoco”, la sostanziosa parte centrale, in cui la vicenda assume contorni universali ed apocalittici e si rivela la missione cui è destinato Mirko Ravella. .Nella quarta parte, la “terra”, il vero protagonista è il nostro pianeta, ma è anche lo stesso Mirko a “tornare coi piedi per terra”…Mi preme sottolineare che il romanzo si apre nel prologo in una determinata dimensione temporale, poi la vicenda inizia con l’infanzia di Mirko fino a ricongiungersi all’episodio del prologo, quasi a delineare il travagliato cammino che ha portato fino ad esso..Poi la storia va oltre fino ad un epilogo inaspettato che attribuisce una diversa chiave di lettura all’intero romanzo.
6) Qual è il messaggio fondamentale del suo romanzo?
La trama è molto fitta…I personaggi sono tanti..le tematiche spaziano in tanti campi. Pertanto richiede una lettura attenta ai particolari, soprattutto perché elementi che possono sembrare marginali, trovano nel prosieguo della vicenda una collocazione ed un significato più nitidi. Alla narrazione di eventi di pura fantasia, ho unito la trasfigurazione di fatti reali, ispirandomi ad argomenti di angoscia collettiva plausibili ed in alcuni casi perfino realistici. Solo la lettura completa del romanzo, a mio avviso, riesce a far comprendere l’unitarieta’ della trama e che nessun elemento è lasciato al caso senza spiegazioni. Credo che in definitiva ogni lettore possa ricavarne un messaggio specifico. Il romanzo è stato scritto con la consapevolezza di non poter trovare soluzioni morali, anzi istilla dubbi, pone interrogativi, può stimolare la ricerca interiore, anche se in alcuni passi meraviglia, scuote…spaventa…Il filo conduttore del romanzo è l’ineluttabilita’ del proprio destino: il protagonista Mirko Ravella più volte cercherà di prendere le redini della biga impazzita della sua esistenza, ma sarà sempre travolto da coincidenze tanto sconvolgenti da sembrare qualcosa d’altro. E’ l’irrisolto contrasto tra il libero arbitrio dell’uomo ed il sentirsi sopraffatto da forze superiori ed incontrollabili…Il travagliato viaggio attraverso “le tenebre dell’anima ” ci farà anche capire che vi è sempre la possibilità di riscatto…perfino dopo atroci nefandezze sarà possibile risalire verso la luce..

Elementare

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Un personaggio importante da conoscere è Scherlock Holmes

vi invito  a farlo su questo MAGAZINE

E’ da apprezzare per le sorprese delle sue storie,  è un personaggio letterario ideato da sir Arthur Conan Doyle, illustre nel mondo dei libri, essere un suo amico è un passo verso la conoscenza della letteratura.

( Nella foto Basil Rathbon, nei panni di Sherlock Holmes, Nigel Bruce, nel personaggio del  Dottor Watson )

 

Trasfigurazione

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Artista: Lucio De Salvatore Titolo: trasfigurazione Tecnica: olio su tela Dimensioni: 100×80

Questa opera rappresenta la trasfigurazione di due esseri animali in una sorta di fusione insolita che vede la testa di cavallo e il corpo di uccello ossia per l’artista simbolo di libertà e spirito libero due aspetti che rispecchiano l’essere dell’autore. L’ opera è rappresentata in un luogo quotidiano, uno scorcio di Muro leccese che raffigura il fronte del convento dei Domenicani. Il fatto di rappresentare l’insolito animale in un angolo nascosto tra gli arbusti sta a significare molto il lato nascosto dell’artista, ossia la riservatezza.

L’ artista Lucio De Salvatore detto il Bagnolese nome d’arte legato al suo paese di origine ossia Bagnolo del Salento, De Salvatore ha uno stile artistico contemporaneo surrealista,opere che richiamo artisti come Hopper o Magritte. Le opere del talentuoso artista salentino De Salvatore, svelano un attento percorso formativo, attraverso diverse tecniche che ne testimoniano l’impegno percettivo. L’ immaginazione dell’artista raggiunge livelli di notevole impatto evocativo rivelando un singolare talento creativo. Il mondo contemporaneo di De Salvatore si snoda davanti ai nostri occhi lasciandoci la profonda sensazione di assistere ad un second-life, una sorta di vista virtuale fantastica e parallela vissuta in contesti che lo stesso artista definisce insolite ambientazioni. De Salvatore ha già alle spalle prestigiosi e diversi riconoscimenti artistici nazionali ed internazionali. La sua arte è molto ammirata da galleristi e di alcuni direttori dei musei nazionali ed internazionali.

Contatti

Studio d’Arte De Salvatore

lucio.desalvatore@libero.it

3287177854

Via salentina Muro leccese

Facebook Studio :  D’Arte De Salvatore detto il Bagnolese