Sullo Schermo ” Silvia Bianchi “

Appuntamento della nostra rubrica dedicato al ” mindfulness “, con ospite la Dott.ssa Silvia Bianchi, che da anni se ne occupa. Parliamo insieme, del modo di pensare, di dibattere, sul ” mindfulness “, un modo per ricordare il bisogno di concentrarci, di vivere cose piacevoli, non solo, in conclusione, la nostra ospite, ci ricorda anche un ottimo libro sull’argomento.

I sentieri del progresso.

E’ questo il nome della pagina ufficiale di CAMBIO GIORNO su Facebook. Raccoglie il percorso che facciamo, che abbiamo chiamato SULLO SCHERMO, spiega tutte le condizioni, le modalità, che servono, per avere accesso al nostro spazio, potendo seguire la rubrica. Raccogliamo così grazie alla pagina social una fascia d’età, che oramai, si documenta grazie ai social network.

Vieni a cercarci !!!

Da dove nasce il nome ?

L’ispirazione di una via della campagna, che dovrebbe trovarsi in ogni città, arriva dal film Lo sceriffo scalzo, con Elvis Presley, dove imboccando una strada chiusa al pubblico, prima dell’inaugurazione, una famiglia troverà un posto in cui vivere e lavorare. Inizia, il rapporto con la famosa ” documentazione” che chiede la burocrazia, in modo che si abbia accesso, con le giuste modalità, alle giuste condizioni, all’uso di una spiaggia pubblica.

Siamo al lavoro, anche per comprendere come gli economisti, i docenti di una facoltà di economia, aggiungono parole, suoni, immagini, ai marchi delle imprese alimentari, spesso sanno aggiungere, quel sussurro del padre che dice alla madre come cucinare la pasta, oppure del quando siamo ospiti della zia, che è l’unica che sa quella espressione che diciamo, appena mangiamo le ” patate “. Diciamo quelli che ci spiegano che le cose ” hanno una famiglia “, nel modo di comunicare.

Ecco abbiamo nel ” sentiero del progresso ” due forme di accesso, quello alla proprietà pubblica, che si confronta con quello della nostra casa, della proprietà privata, non a tutti piace essere descritti dai burocrati, come non a tutti piace essere famiglie sotto la lente degli economisti, purtroppo ci tocca, per creare le famose condizioni, modalità, della documentazione.

Sullo Schermo ” Antonella Twinblack Scarfagna

Max Rouge, giovane aspirante giornalista, ha un chiodo fisso: rintracciare la donna con i capelli rossi alla guida di un Audi R8 nera. Conosciuta una sera in discoteca, quello che doveva essere un incontro di piacere, ha avuto, invece, una conclusione inaspettata.Scoprire l’identità della rossa non sarà per niente facile, tanto più che sembra essere scomparsa nel nulla.Durante le sue ricerche, Max conosce Tania, una trentottenne solitaria e con problemi a relazionarsi con gli uomini. È accaduto qualcosa di orribile nel passato della donna, ma lei ha solo pochi ricordi frammentari, e gli incubi che la svegliano di notte.Le strade di Max e Tania si incrociano con quelle di altri personaggi, ciascuno con oscuri segreti da nascondere, e man mano che Max si avvicina a scoprire chi è la donna dai capelli rossi, anche Tania inizia a riacquistare la memoria.La verità verrà a galla in una trama complessa e intricata in cui nessuno è come sembra, ma tutti nascondono la loro vera natura per soddisfare la sete di vendetta.”Ciascuno di noi ha nell’anima, una ferita che ne condiziona l’agire. Profonda o superficiale, nessuno può dirlo, se non chi ne avverte il dolore. È per questa ragione che vittima e carnefice sono solo due facce della stessa medaglia.”

LINK DELL’AUTRICE SU AMAZON

LA CACCIATRICE Formato Kindle

GUARDA NEL VIDEO LA PUNTATA DI SULLO SCHERMO DEDICATA ALL’AUTRICE

Viaggiare con gusto.

Incontriamo gli amici del sito web viaggiarecongusto.it

Ringraziamo Simonetta, che cura il sito web, per avere risposto a delle nostre domande, per capire il cambiamento delle condizioni del viaggiatore, in questo momento, comprendendo anche il ruolo che ha la cucina nel nostro ” sapere viaggiare “.

Iniziamo con questa frase “ Non viaggio per sfuggire alla vita. Viaggio perchè la vita non mi sfugga. “. La troviamo sul sito web. Cosa rappresenta per te il viaggio ?

Io considero il viaggio come un sentiero che mi porta ad uscire dalla
quotidianità in cui vivo. In realtà  quando rientro da un viaggio, sia esso
lungo o breve, scopro di aver portato una parte del viaggio all’interno
della mia vita. Ecco, dunque, che ogni scoperta, ogni nuova conoscenza, ogni
profumo, ogni colore che hanno riempito i miei sensi durante un viaggio,
riaffiorano nei gesti più semplici della vita quotidiana, mi aiutano nel
comprendere cose che prima mi sfuggivano, nell’ammirare cose che prima
sembravano scontate. Il viaggio è magia che resta sempre nella mente del
viaggiatore.

Sul sito web, possiamo anche fare nostre delle idee per viaggiare, oggi è molto importante, aspettando di riprendere la normalità, capire come fare , Quali sono i tuoi consigli in questo momento ?

In questo momento così duro per il nostro paese e per il mondo intero, il
consiglio che mi sento di dare ai lettori è quello di riprendere in mano le
proprie vite al di fuori del nido domestico, non per effettuare lunghi
viaggi, ma per riscoprire le bellezze che sono attorno alle nostre case. Io
vivo a Roma, e posso affermare che il Lazio è un posto davvero sbalorditivo.
Ho iniziato programmando visite a villa Adriana, Villa D’Este (di cui
prossimamente scriverò sul sito), per poi proseguire con i giardini di
Ninfa, Viterbo: sono tutte mete bellissime che, davvero, ti mettono in
imbarazzo per la scelta, non sapevo da dove iniziare. Sono quelle piccole
scoperte che difficilmente le persone sono portate a fare, proprio perché si
pensa “è dietro casa!”. Ogni angolo del mondo nasconde un piccolo segreto,
una piccola sorpresa che renderà unico ogni attimo. Bisogna vivere con
passione anche le piccole cose!

Cosa mettere in valigia per viaggiare e secondo te cosa non si deve mai dimenticare andando in un altro paese ?

In questo periodo direi: disinfettante e mascherine! Poi ci sono quei
piccoli accorgimenti che non potevano mancare prima e non potranno mancare
anche ora. Un oggetto indispensabile che non deve mancare nei viaggi (sia in
Italia che all’estero) è la presa universale, uno strumento che possiamo
trovare anche a 10/15€ e che sarà molto utile la sera per ricaricare più di
un oggetto (cellulari, batterie per la macchinetta fotografica, ecc.). In
valigia, poi, immancabili sono le “scarpe comode”, l’accorgimento è che
devono essere già state provate, perché nuove potrebbero creare qualche
problemino. Poi, la macchina fotografica e tanta, tanta voglia di scoprire
il mondo, guardandolo con gli occhi di un bambino e con la curiosità di un
appassionato viaggiatore.

Il menu, che proponi con le tue ricette, deriva dai viaggi, dalla cucina di altri paesi, pensi anche tu che bisogna ogni volta che si viaggia lasciarsi andare e sperimentare la cucina locale ?

Assolutamente sì! Prima di tutto, ogni viaggio è un favoloso coinvolgimento
dei sensi, un gusto, un odore, una percezione visiva, anche dello stesso
piatto, è diversa da paese a paese. In uno dei miei articoli ho provato a
descrivere un esperimento: provare a mangiare una caramella alla fragola con
il naso chiuso. Inizialmente non si riconosce il gusto della caramella, solo
dopo aver liberato il naso, ne sentirete l’aroma e il gusto. Quindi, lo
stesso piatto ha un gusto differente se mangiato a Napoli nel borgo Marinari
o sulle Dolomiti. Proprio per questo è necessario, quando si visita un paese
assaporare anche la cucina, e vi dirò di più, assaporare anche quello che
pensiamo non possa essere di nostro gradimento. Perché l’atmosfera, il
clima, i profumi, renderanno la pietanza differente rispetto a quanto ci si
aspetta. Personalmente, un viaggio sensoriale che non dimenticherò
facilmente, è quello scozzese. Il piatto tipico scozzese, l’huggies, è un
piatto che, a raccontarlo, non mangerei neanche sotto tortura. Perché? Si
tratta di un cibo che non mangio solitamente perché ha un gusto davvero
forte, le interiora. Eppure, la mia voglia di scoprire ogni piccolo
dettaglio del paese visitato, mi ha portato ad assaggiare questo piatto
proprio il primo giorno che sono giunta ad Edimburgo. Incredibile, non l’ho
più abbandonato per tutto il viaggio. Per cui il mio consiglio è lasciarsi
andare, sperimentare la cucina locale e stupire i vostri sensi.

La cucina bolognese, che ti confesso è quella che io amo di più, presenta cappelletti, tortellini, ragù, tagliatelle, tortellini, dovendo lasciare ad un tuo amico, un invito per un ristorante, quale piatto di questa cucina, consiglieresti di mangiare assolutamente ?

Questa, credo sia una delle domande più difficili a cui ho risposto finora.
Per quanto riguarda la cucina bolognese – cucina che mi lega alla mia
famiglia – probabilmente in un ristorante ordinerei un piatto di cappelletti
in brodo.

I Cappelletti in brodo, ripieni di carne, sono un piatto che mi ricorda il
pranzo natalizio. Ovviamente ogni famiglia ha la sua variante, la sua
piccola personalizzazione che rende il piatto più buono in assoluto rispetto
alle altre famiglie. Io ho imparato a fare i cappelletti a casa di mio zio,
e il ricordo dei Natali passati insieme e dei suoi insegnamenti è sempre
vivo nella mia mente. Il cappelletto è un piccolo capolavoro della pasta
all’uovo emiliana. Non è un viaggio in Emilia Romagna se non è accompagnato
dal meraviglioso mondo dei cappelletti.

Sul sito si vedono una serie di case in America, nella città di Chicago, sono di Wright, cosa ti piace del suo stile ?

Wright! Ah, Wright! Alcuni viaggi che ho organizzato per la mia famiglia,
sono stati costruiti attorno all’architettura di Wright. Perché? Perché
Wright è complessità, è unione con la natura, è vivere un’architettura che
mette in contatto le persone e la natura. Chicago è la massima
concentrazione delle case di Wright, ma altri viaggi hanno avuto una magica
atmosfera grazie a Wright. La Pennsylvania, ad esempio, è stato uno
strepitoso tripudio di sensazioni, la scoperta della “casa sulla cascata” mi
ha permesso di “toccare” la natura, capire come essa è parte integrante
della quotidianità di tutti noi. Non è semplice spiegare l’emozione della
visita alla casa sulla cascata, la cura di ogni dettaglio, il rispetto delle
piccole cose sono solo alcune attenzioni che ho riportato in valigia da
questo viaggio. Trovarsi all’interno di un’abitazione ma sentirsi
all’esterno, in mezzo alla natura. Una sensazione davvero straordinaria
.

Quest’estate, invece, il viaggio prevedeva Ville Savoye di Le Corbusier,
nella quale la complessità e la varietà di Wright lasciano spazio alla
semplicità e al rigore. Cause di forza maggiore ci hanno costretto allo
spostamento della meta, che sarà tutta italiana. Magari troveremo un piccolo
“Wright” anche nelle architetture italiane, ma questo lo devo ancora
scoprire!

Vediamo anche delle belle immagini di un viaggio in Russia, oltre agli stupendi posti, visto che abbiamo già parlato di cibo, puoi dirci cosa hai apprezzato da bere in terra russa ?

Sicuramente il Kvas! Sarebbe stato scontato dire la vodka e poi mi avreste
considerato un’ubriacona 
!

😊

Il Kvas è una bevanda che ho conosciuto in Russia, fermentata, poco alcolica. È particolare perché, oltre al grano, al pane di segale, alla frutta, l’ingrediente principale è la linfa di betulla. Si tratta di una bevanda leggermente frizzante e dal sapore dolciastro. I colori poi sono i più disparati, un po’ come la birra e cambiano a seconda del frutto e della fermentazione. Una bevanda davvero unica nel suo genere!

Come hai deciso adesso di preparare i tuoi nuovi viaggi, visto che siamo in un periodo di grande attenzione, per quello che riguarda il turismo e di conseguenza i viaggi ?

La preparazione dei prossimi viaggi, moralmente, mi porta verso un unico
paese: l’Italia. L’Italia con forza, l’Italia perché dobbiamo rialzarci,
l’Italia perché dopo un periodo così difficile, abbiamo il dovere di
esserci! Quindi, nonostante ci sia ancora qualche problema, i viaggi saranno
strutturati dando attenzione alle regioni con contagi bassissimi, se non
nulli (per fortuna ce ne sono). Cercando di dare supporto a quelle piccole
attività che hanno la voglia di rialzarsi. Tutte le attenzioni del caso
saranno date alla pulizia e alla sanificazione, ma sono sicura che le nostre
strutture alberghiere, i nostri ristoranti saranno i primi a permetterci di
essere sereni. Se ognuno di noi facesse la sua parte, l’Italia sarebbe un
paese più forte. Una canzone di Garinei e Giovannini recita: “Una formica è
solo una formica, uno zero, una nullità, i granelli di sabbia per lei sono
montagne ma basta che abbia vicino le compagne e una formica smuove le
montagne.”. Da romana DOC ti dico dunque: Daje Italia! Rialziamoci
viaggiando!

Sullo schermo ” Matteo Vagli “

Intervistiamo per la nostra rubrica uno psicologo dello sport Matteo Vagli, che ci spiega come gli sportivi, i praticanti,nel creare la loro performance, non si contrappongono al bisogno che viene dall’intervento di uno psicologo dello sport.. Nell’intervista una interessante riflessione sull’essere sportivo, sul rapporto tra lo sport e la socialità, oggi alla luce del periodo che stiamo vivendo. Possiamo anche ascoltare, nel rispondere alle domande, un passaggio dedicato agli studenti, non solo per l’importanza della promozione sportiva tra i giovani, si sottolinea nel rispondere ad una domanda, anche il bisogno di motivazione che hanno i giovani nello studio.

Ok.

Questa ” OK ” è sicuramente una parola molto famosa. E’ una parola molto legata al parlare e dire di politica, si ricorda che nel 1840 un comitato elettorale, di un candidato alle elezioni presidenziali americane, si fece chiamare OK CLUB. Ancora legata alla politica, è un’altra definizione della parole, che è anche un errore di ortografia, del settimo Presidente americano Jackson, quando siglando l’assoluzione di un imputato, su un documento, scrisse OK, intendendo tutto a posto, tutto corretto. Bisogna aspettare il 1932 per rendere ufficiale il termine OK, con le comunicazioni via radio, della seconda guerra mondiale, in cui le truppe americane, attribuirono alla parola Ok Killed, il significato di tutto bene zero uccisi. Vi sono, a dire il vero, anche delle interpretazioni più fantasiose della parola, che la fanno risalire ad una lingua tribale degli schiavi americani, con sui si diceva ” wow ok “, per dire sempre un tutto bene.

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Oggi per dire HE IS A HARD WORKER è un gran lavoratore, in italiano, ci si accorge che il detto popolare non sbaglia, quando ricorda il proverbio ” Chi ha un mestiere, non può perire “. Quindi quando hai incontrato qualcuno che ti dice che sei sempre OK la prima cosa, che ti viene in mente è di chiedergli un lavoro, oppure se è stato tuo datore di lavoro, sei felice che ti dica che quando ti vede va tutto bene. Gli inglesi hanno un modo di dire molto interessante, il primo è YEAH, RIGHT, per dire che quello che stanno ascoltando è giusto. Se la parola, del parlare e dire di politica, è ” real deal “, è molto divertente che i was just about to pick up the phone, stavo per prendere in mano il telefono ora, quindi oltre ad averti detto ” Ok “, ti avrà anche detto che si lavora per contatti, soprattutto telefonici. Le cose vanno bene, la parola piace, seppure, pur sapendo che con i se e i ma non si fa la storia, che gli scrittori, sono sempre alla ricerca del pelo nell’uovo, delle parole, quindi come ricorda Isabel Allende, pensate a come sarebbe stata diversa la storia d’amore tra Romeo e Giulietta con il telefono.

Gli inglesi dicono ” Hello ” per dire chi parla “!!!!

Una cosa è se parla il politico che sempre si ricorda che deve parlare di lavoro.

una cosa se parla lo scrittore che sempre si ricorda che deve parlare d’amore.

La parola ” real deal ” può essere sia nelle mani del politico che dello scrittore ?

Il mondo dei libri è molto grande, oggi ci vuole un E- Book, per collegare, ad esempio, il proprio account linkedin, con il proprio spazio twitter. In passato ci si chiedeva quanti libri, giornali, riviste, si dovevano possedere, quanti articoli, su di noi, erano necessari, per collegarci magari se avessimo bisogno di un libro autobiografico, oppure fotografico per farci conoscere.

La domanda giusta è sempre quella : What kinds of books do you like ? – Che tipo di libri ti piacciono ?

La risposta oggi è che per un collegamento online, un E- Book,. che assicuri che due profili interagiscono è fondamentale, seppure proporre tutto il vastissimo spazio dei libri, è sempre scelta vincente. Se un E- BOOK parla solo di lavoro, sarai escluso, dalla fama di scrittore, dovrai accontentarti, spesso per leggere un commento, su qualcosa di famoso, vince lo scrittore, rispetto al tuo anonimo lavoro, anche se il tuo collegamento online, deve rispondere solo alla classica domanda ” Who is it by “, per dire chi lo ha fatto, non ti resta che dire al politico, per farti dare un lavoro, quello che hai fatto, rispondi alla classica domanda, dei politici, anche avendo un ampio spazio di una libreria, anche pubblica, che è ” chi è ? chi si tratta ? La domanda è ” So who is it – Giuseppe Di Summa?. Ora con il collegamento twitter e linkedin di Giuseppe Di Summa sei stato accontentato.

Un’ultima precisazione, lode alla politica, quando crea un buon Sindaco, che spesso sa mettere al suo comune il cartello con la scritta benvenuti in un posto tranquillo, non solo spesso, nei posti che abbiamo amato, che ci hanno motivato, nasce la nostra memoria, ad esempio, la realizzazione dello spazio web, di Giuseppe Di Summa, nasce tutto dalla lunghe passeggiate nella città di Roma, alla fine degli anni ’90.

Molti dicono che le cose non vanno bene, spesso per risparmiare, essere sottovalutati, in inglese si dice count on, nel senso di fare conto, è implicito, che facendo i conti, succeda che il count on, diventi count on me, nel senso di conta su di me, ma che in una società sportiva, si arrivi anche al personaggio count on it, uno che conta, anche nei guadagni.

Tutto è OK, nell’E.Book della Filastrocca del Minibasket, l’apprendimento con esso si manifesta, si può fare meglio, si è collegati ad un sapere. Non vi è un collegamento con i ” media “, con i loro spazi, per capire,. comprendere, quindi ” understand “, gli spazi da vedere sono quelli sul canale youtube, appositamente creato, in collegamento con linkedin e twitter, quindi abbiamo avvisato con questo OK, che il capire, il comprendere, l’apprendere, sono tre momenti OK, che hanno poi reso possibile ” concepire ” l’E. Book, questo non vuole dire che poi l’identificarsi, anche nella simpatia personale, voglia dire avere fatto un accordo con una società o centro sportivo, che sono cose diverse, non collegate a questo apprendimento, che descrive solo le lezioni di Giuseppe Di Summa in un giocosport.

Chi lo ha detto.

Parlare e dire di politica, cerca tra le parole di Boris Johnson, prima di prendere il suo posto, parlando ad un gruppo parlamentare conservatore “One Nation”, discorsi simili a colloqui di lavoro preliminari per la conquista della leadership. Ha detto “Non voglio un No Deal “.

No deal significa nessun accordo, un uscita senza intesa commerciale, lasciare la UE senza negoziati. Il risultato è successivamente arrivato con queste scadenze ” L’accordo di recesso, ratificato dallUE e dal Regno Unito il 29 gennaio 2020 ed entrato in vigore il 1° febbraio 2020, permette di gestire l’uscita del Regno Unito dallUE in maniera ordinata, a tutela di cittadini e imprese ” ( fonte Wikipedia )

Photo by Anna Shvets on Pexels.com

Cosa intendiamo per ” real deal ” ?

Nella integrazione europea, un accordo politico tra governi, ha creato l’unione doganale, un’apertura commerciale delle diverse economie. Qui il termine, per parlare di politica, è contenuto in un policy paper, dal titolo EU (Withdrawal Agreement) Bill, Johnson ha parlato di volere un accordo commerciale, aggiungendo che lo vuole “senza allineamento politico”, quindi quell’accordo politico, citato sopra viene meno, quindi si manifesta, anche nelle leggi, lo spirito della Brexit, quello di volere recuperare sovranità, nel caso della Gran Bretagna.

Gli obiettivi futuri, come la rinascita in molti stati di un forte spirito nazionale, sono presenti nel dibattito su come sostenere in piena crisi gli Stati membri. Tutti noi, in passato, abbiamo lodato e scritto dello spirito di Ventotene, non solo, a molti non è sfuggito chi ha scritto dell’importanza dell’identità europea. Molte sono le iniziative politiche, anche in questo momento di tipo comunitario, quindi l’Unione Europea deve sapere sfruttare nella vita politica il proprio spazio politico visto che da sempre ci si confronta con due parole che sono ” crisi ” e ” globalizzazione “. Oggi si riflette sulla congiuntura economica, che indica la situazione economica di un paese, si sa che ogni congiuntura crea un livello di sviluppo, alla congiuntura si aggiunge la politica di coesione, che deve individuare le disparità territoriali presenti, sapendo che la teoria economica, deve giustificare il motivo per cui interviene uno Stato, quale forma di intervento sceglie, in linea di principio si ” sposa ” la cooperazione tra gli Stati europei, per condividere sempre le buone idee e le buone pratiche. La parola è diventata ” recovery fund ” , fondo di recupero, un fondo finanziato, per dividere i rischi, dell’attuale emergenza.

Ovviamente si discute insieme, su un’altro principio europeista, che è quello della libera circolazione delle persone, si spinge per riavviare un graduale processo di riapertura delle frontiere, tra gli Stati membri. in modo responsabile.

Si discute di altri importanti pilastri delle politiche comunitarie, l’intervento degli stati, per aiuto di soggetti in difficoltà. come delle politiche di networking, consistenti nello sviluppo dell’innovazione. In Agenda, nella programmazione, ci sono i conti da fare con l’attuale crisi, vi è un continuo aggiornamento delle politiche ambientali, visto che da tempo si è lanciato l’allarme, sul degrado diffuso dell’ambiente, qui ritorna la nostra parola deal, la troviamo nell’auspicio della implementazione del Green New Deal, si è proprio discusso dell’accordo European green deal, si sottolinea il bisogno di ” un accordo per un’Europa sostenibile prevede dunque la trasformazione dei sistemi economici europei
attraverso un insieme di politiche profondamente innovative “, non solo si presenta l’importante passo di includere il riferimento agli investimenti pubblici “verdi”.

Come lo sport arriva SULLO SCHERMO.

Sul tabellone arriva ” Joined togheter “, uniti insieme,  dal famoso ” get set go “, il pronti, partenza, via. Bisogna essere preparati alla ricerca, tra i tecnici, di lettori e studenti, legati ad un target, che vogliono confrontarsi con delle problematiche. Grazie allo streaming, mentre siamo stati tutti a casa, abbiamo conosciuto, quanto conti essere pronti a ” go back to basics” . cioè tornare alle origini. lo sport che unisce, in base al motto, you saw some of our friends, avete visto qualcuno dei nostri amici, grazie al funzionamento di linkedin, che ha reso possibile il contatto. Lo schermo, racconta quel luogo dello sport, dove we used to go there a lot. noi ci andavamo spesso. Con l’aiuto dello schermo, ricordando quel luogo, che ancora amiamo, abbiamo realizzato, un nuovo modo di andare, che in molti hanno scelto, we went into the house, siamo entrati in casa.  Il linguaggio ci connette, con un gruppo di tecnici, si può chiedere ai tecnici italiani, di stare insieme, di parlare italiano, di navigare sul web, di stare in un laboratorio di scrittura, come gruppo, come fanno i giornalisti, oppure i medici, veri protagonisti, in televisione, dello schermo, in questo periodo. Queste sono le considerazioni finali, in conclusione della nostra rubrica, bisogna farsi trovare pronti. Al tecnico, lo schermo, che è sempre piaciuto è il tabellone, dove si vede il punteggio della partita, oggi lo ringraziamo di non avere solo condiviso quel punteggio, alto, basso, chi ha segnato. Lo ringraziamo per avere, come gruppo, condiviso il linguaggio della rete. 

Photo by Format on Pexels.com

Sullo Schermo ” Visualizza l’azione “.

Puntata finale con il tennis, nostro ospite Max Gaggino, regista e match analyst, nella impostazione giornaliera di un allenamento, arriva anche il nostro secondo ospite Valerio Lonoce, che si occupa di sport marketing, segue in questa stagione un gruppo giovanile di basket, confrontiamo due sport molto amati, uno individuale, l’altro che si basa sulla motivazione di un gruppo di atleti, come il basket. Il nostro appuntamento SULLO SCHERMO non è stato una conversazione casuale, ha sottolineato il lavoro del messaggio scritto, nel contattare i nostri ospiti, che ringraziamo. Gli ospiti ci hanno consentito, i nostri commenti nelle interviste, per questo ringraziamo chi nel mondo dello sport è stato nostro ospite, abbiamo mostrato l’obiettivo della rubrica, in questi post sul blog.

Il tennis è il mio sport preferito, ho voluto, con questo sport chiudere le interviste della rubrica, per quello che riguarda lo sport. Arrivare sullo schermo, premere la tastiera del computer, sapere come il lavoro con la telecamera, il computer, entra in un campo da tennis, è molto interessante.









Quando si arriva alla stessa zona geografica di origine, come nel caso di Valerio Lonoce, essendo anche noi pugliesi, il pubblico, inizia a sapere dove ci sono le nostre attività. Quello che spesso, nella struttura sportiva è invisibile, viene riportato alla mente con queste interviste.

Il sondaggio per SULLO SCHERMO

Come gestire una rubrica sportiva ? Definire un percorso formativo, passa per molti dal finanziamento, in molti, si ricordano degli esercizi scritti di quando giocavano in qualche società che gli ha ospitati, tutti sanno che lo sponsor spesso è una marca, una importante competenza di management, che tutti abbiamo scoperto, nel gestire l’incertezza, è quella di continuare anche se le cose non vanno bene. Per capire spesso la comunicazione, bisogna capire che esiste l’altro, che spesso presenta a te, per comprendere le competenze dei migliori. Il percorso di concetti spesso confusi, espressi male, arriva a noi, come ” scoglio “, chi si rivolge come leader, esprime il valore di sapere compiere passi di crescita professionale.

Il tipo di feed-back che cerchiamo, lo trovi se ti ricordi di quando al corso ti hanno detto, che la tua valutazione è un vuoto formativo, non hai fatto della buona educazione fisica. E’ un ottimo consiglio, i semi- sconosciuti, spesso non sono molto affascinanti, agli occhi degli addetti ai lavori. E’digitale, quel vuoto, quella cifra, la stretta connessione della cifra, su come usi il dito, non solo, il digitale si basa sul linguaggio, oggi la tecnologia sa presentare le competenze esistenti. Oggi la questione del ” vuoto “, da lasciare, nell’incertezza, è stata importante, lo sport vuole e deve continuare.

Con quale sapere torneremo in azione dopo la pausa ?

Condividere le idee online, fornire informazioni digitali all’utente, passa per farsi riconoscere, nel caso di CAMBIO GIORNO, della sua rubrica, chiamata SULLO SCHERMO, un buon sito web, con un supporto di blog e poadcast interessanti per l’utente. Lasciato il mondo fisico, dovendo rimanere a casa abbiamo tutti scoperto il digitale, non solo abbiamo capito quanto valore abbia ricevere in omaggio, qualcosa che viene dal mondo che sia ama di più, come nel nostro caso lo sport.

Sul web tutti hanno il problema di comunicare, quello che si dice deve essere vero, quindi delle precisazioni, su concetti che per noi sono confusi, espressi male, che per noi sono ” ostici “, affidato agli esperti è cosa preziosa.

Veronica Vitale ” Preghiera per l’Umanitá “

Link del brano su SPOTIFY

LOS ANGELES, 26 MAGGIO 2020: “Un cittadino per ogni nazione, senza discriminazione di pelle, lingua, religione, status economico o sociale”e’ iniziato cosi’ il progetto mondiale di speranza di Veronica Vitale, artista internazionale e giovane imprenditrice discografica residente da 10 anni a Los Angeles,
California ma di origini italiane (cresciuta a Boscoreale) – mentre affrontava l’emergenza COVID-19 negli Stati Uniti, ha composto la “Preghiera per l’Umanita’” dal titolo “Hymn To Humanity”, una storia fatta di luce che vince contro la lunga notte del mondo, “e luce fu”, cosi come ricorda la Genesi durante la creazione dell’Universo. Veronica Vitale si avvicina al mezzo milione di visioni su Facebook a pochi giorni dalla pubblicazione e decide allora di invitare tutti gli artisti del mondo ad unirsi in un coro di voci unico, in una preghiera per il bene e la fratellanza universale. Ricevute oltre oltre mille email, 700 partecipazioni e 250 video di artisti internazionali dal Sud Africa, alla Tanzania, Armenia, Zimbabwe, Vietnam, Nuova Guinea, tra i protagonisti anche il Capo della Tribù Indigena della Foresta amazzonica in Ecuador. Questa Preghiera porta straordinariamente insieme nello stesso canto nazioni come Iran, Iraq, Pakistan, Afghanistan, attualmente in stato di guerra, e si trasforma in un inno di gloria che raccoglie in 5 minuti tutte le lingue piu’ parlate del mondo, dal tedesco, al norvergese, fino all’ebraico, persiano ed antico inca. Veronica Vitale ha cosi’ fondato “Artist United” organizzazione non-profit per unire tutti gli artisti del mondo in progetti per la pace globale su piattaforme digitali. Tutti gli artisti del mondo in ascolto, sono invitati a bordo, senza distinzione.

Ringraziamo l’artista per avere risposto a delle brevi domande posto da noi del blog CAMBIO GIORNO.

Domanda 1 : Un progetto mondiale di speranza, una preghiera in cui unirsi, in 5 minuti si raccolgono tutte le lingue più parlate al mondo, come sei entrata in questa idea, cosa ti ha dato entusiasmo nel realizzarla ?


Da imprenditore discografico ed artista, il cambiamento non e’ mai un processo lineare e comodo. In questo momento sono negli Stati Uniti d’America ed e’ qui che mi trovavo ad inizio emergenza. Sono rimasta qui abbracciando con responsabilita’ lo stesso decreto legge in vigore in Italia “IoRestoAcasa”. Sarebbe stato da irresponsabili prendere un aereo, attraversare due o tre nazioni nel mezzo di una Pandemia e fare per caso, del male a qualcuno, mentre mi dirigevo a casa. Mi sono trovata a 10.000km durante la prima pandemia moderna. La mia Preghiera per l’Umanita’ e’ nata dedicata prima alla mia Italia, poi al resto del Mondo. Il titolo é “Hymn to Humanity” dall’Inglese Antico: “Inno sacro, inno all’umanita’”. É in 3 lingue, Inglese, Italiano ed Ebraico. Ho composto questa preghiera, come fosse il mio ultimo giorno di vita sulla Terra, quasi fosse stato l’ultimo tramonto del mondo. Ero in macchina, con le buste di carta della spesa tra le mani, circondata da paesaggi stravolti nella loro normalitá. Si spegneva il sole, cosi come ogni giorno si spengono centinaia di vite. Come candele nel buio, da sole. A chi mi ascolta ora, vorrei dire con la mia preghiera: “Non Disperate. Non arrendetevi all’oscurita’” perchè è vero sono arrivati giorni con poca luce, ma questa é abbastanza per sconfiggere tutta l’oscuritá. Anche in principio… era il nulla, nient’altro che il silenzio di un’infinita tenebra, ma lo spirito del creatore sfiorò la faccia del vuoto bisbigliando “Sia la luce” e la luce fu. Ed era cosa buona. Primo giorno. credere ed avere fede. Dio non ci sta chiedendo altro.

Domanda numero 2. Numerosi artisti. uniti dalla pace, grazie al digitale, quale è la scelta che ti ha guidato nello scegliere la collaborazione ?

Io e Patrick Hamilton, film director americano, abbiamo voluto raccontare come nei momenti di crisi, la tecnologia puo’ avvicinare la gente.  Abbiamo accettato ogni voce, nessuno escluso, tutte quelle il cui video rispondeva alla nostra chiamata “immagine chiara, audio voce separato dalla musica”. Il lavoro di post-produzione, e studio e’ stato determinante. Il tocco di classe e’ firmato con Red Digital Cinema in 8K.  Sono la prima artista, (addirittura donna) ad utilizzare questa tecnologia per i propri video musicali, del resto, lavoro tra Italia e Los Angeles, California. 


Domanda numero 3 :Per te entrare oggi in quarantena come è stato,Come ne esci visto che hai composto questa preghiera come se fosse l’ultimo giorno dell’umanità ?

Ogni crisi ha un proprio risvolto della medaglia. Se mi fossi trovata in italia ad inizio pandemia, la mia carriera sarebbe terminata, i miei 10 anni di sacrifici sarebbero spariti nel nulla, e questo perche’ quando un artista esce dal vortice della discografia, perche’ magari e’ in crisi o prende una lunga pausa, per ogni giorno perso torna indietro di 3 passi. Nonostante la solitudine, la benedizione di trovarmi al posto giusto nel momento giusto e’ veramente un piccolo miracolo. Non ho mai smesso di lavorare da Gennaio a Maggio 2020. I miei colleghi italiani, si sono fermati temporaneamente, idem le label discografiche, questo pesera’ non poco sul futuro della musica italiana. La musica e’ come una maratona, ho continuato a correre per 5 mesi mentre il resto del mondo si fermava ho deciso di dedicare ogni mio giorno alla sensibilizzazione, alla creazione di una piattaforma per artisti in cui incontrarsi, dove potersi ascoltare, supportarsi a vicenda con affetto – Artist United.


Domanda numero 4 : Hai usato il video, per creare il brano, inviato dai vari artisti in diverse parti del mondo, creando un bellissimo video, hai  fondato “Artist United”, una organizzazione non-profit per unire tutti gli artisti  del mondo in progetti per la pace globale su piattaforme digitali. come pensi di andare avanti ?

Artist United e’ una realta’ che sta crescendo velocemente, in sole due settimane abbiamo gia’ una community social in sviluppo alla pari del vecchio MySpace, un podcast radio collegato ad una stazione fm con mezzo milione di ascolti mensili, ed abbiamo deciso insieme a Patrick Hamilton e Visionary Vanguard di sponsorizzare con distribuzione musicale gratuita tutti gli artisti che decideranno di unirsi a noi, tutti gli artisti invisibili, passati inosservato che nessuno ha mai ascoltato. Al momento stiamo collaborando con uno stilista francese per la creazione di t-shirt esclusive per con il logo Artist United. Direi che e’ un bell’inizio.

 
Domanda numero 5. Nel farti i miei complimenti per la tua musica, consentimelo, visto che mi piace molto, come anche questa idea della preghiera, quando hai visto la tua preghiera, vicina al mezzo milione di visioni su Facebook, cosa hai pensato ? 

Grazie Mille Sign.Giuseppe Di Summa per i complimenti! Tutto quello che ho e’  il risultato di un lavoro fatto da zero, per 10 anni da sola, nessuna scorciatoia, compromesso, favore, prima da artista indipendente e poi come produttore discografico italiano in America, ed e’ stata l’avventura piu’ turbolenta di tutta la mia vita. Ogni emozione e’ di quelle che ti conquista il cuore. Mezzo milione di ascolti e’ un grande risultato. Stiamo lavorando per raggiungere il riconoscimento del disco d’oro per gli ascolti digitali con la RIAA  (Recording Industry Association of America certification) e Spotify.

Ultime battute per SULLO SCHERMO.

Siamo alle battute finali della rubrica SULLO SCHERMO. La lista degli ospiti è conclusa, siamo andati in onda con pochi problemi tecnici, anche se la tecnologia non è quella che amo di più. A me piace costruire da me il mio spazio, in proprio, senza appoggiarmi ad altri spazi, quindi spesso non amo canali come YOUTUBE, che comunque in questo periodo a casa sono stati molto utili. Un grazie a tutti gli ospiti che hanno tutti, con merito, imparato a dire, oltre ai propri argomenti professionali, anche tutta l’incertezza che abbiamo vissuto. Si è colpa di chi ha voluto l’incertezza tra di noi, se le nostre mani sono diventate meno sicure nello scrivere, questioni legate ai nostri programmi, ma è stato così per tutti, questa incertezza non ha risparmiato nessuno, nemmeno i programmi televisivi, nazionali, locali che siano. Il tentativo di un dialogo, deve accettare anche quando non riesce bene, molti ritengono, con intelligenza di potere fare meglio, ad esempio, nella pallacanestro, in base alle funzioni che svolgono nello sport, noi abbiamo seguito, in progressione nella scelta degli ospiti, capitolo per capitolo il nostro E- Book, dal titolo La filastrocca del Minibasket, la sua comunicazione, l’abbiamo messa SULLO SCHERMO. Non è facile selezionare con velocità, chi deve dare contenuti di tipo bibliografico, d’insegnamento ad un testo, ogni progetto ha i suoi punti di forza e di debolezza, anche nello scegliere selezionare, questo tipo di contenuti, anche qui, qualcuno pensa di potere fare meglio, soprattutto nella pallacanestro. E’ la sfida attuale, da lanciare, quella di un programma, con pagina e foglio, che è molto divertente, è stata interessante, una sfida nell’incertezza, un bilancio positivo, che sapeva che non è facile Basket e Comunicazione, in una zona geografica la Puglia, dove tutto è occupato, il punto di forza è nella ricerca creazione e sviluppo motorio, il panorama di ricerca che si vuole perseguire è ora SULLO SCHERMO, vorremmo dire restate qua sulla FILASTROCCA DEL MINIBASKET.

Le rubriche sul sito web www.filastroccamb.it per farti leggere la Filastrocca del Minibasket continueranno, andremo con calma. Finisce ogni questione sull’ E- Book, che rimane legato all’indice di insegnamento nell’ambiente sportivo, della Provincia di Brindisi, che ha usato un lessico disciplinare, abbastanza preciso, per risposta e domande, in modo si possa vedere, raccontare, una informazione sul modo di insegnare Minibasket. Un testo non legato a nessun Istruttore e società della Provincia di Brindisi, è il modo personale di Giuseppe Di Summa di fare minibasket, dove l’autore non mira a ” riscrivere nulla “, con nessuna forma di collaborazione è la parte spenta del lavoro, quella dell’E-Book, che possiamo archiviare. Un bagaglio personale di conoscenze di Giuseppe Di Summa che può risultare esaustivo per la rete. Questa parte è conclusa, quella della scrittura dell’E- Book, l’attività del sito web e del programma rimane attiva.

Potrai leggere la storia dell’E- BOOK qui su CAMBIO GIORNO nel Laboratorio di scrittura. Quello che riguarda la pallacanestro e il minibasket è definitivamente archiviato da Giuseppe Di Summa, che si sta spostando in altre competenze nello sport, si dedicherà a sport diversi rispetto al basket.