“Percorsi d’estate tra note e sapori”

l giardino di Torre del Parco apre le sue porte per la rassegna “Percorsi d’estate tra note e sapori”

A Luglio e Agosto cinque cene concerto con le eccellenze gastronomiche e della musica

Venerdì 17 luglio Davide Berardi canta Domenico Modugno tra comicità e poesia

È uno dei luoghi simbolo della città di Lecce, scorcio amato e rappresentativo dell’anima elegante e storica del capoluogo: Torre del Parco, con la sua particolare struttura architettonica, è una delle dimore ricettive cittadine più ambite per festeggiare i momenti importanti.

Un giardino incantevole nel cuore pulsante della città, suggestivo e intimo, diventa in questa stagione estiva lo scrigno di una rassegna tutta nuova, una proposta nata dopo il lockdown per restituire valore all’arte e alla socialità.

Torre del Parco, infatti, apre per la prima volta il suo giardino per delle cene concerto, in programma a luglio e agosto, in cui i percorsi di degustazione si legano alla musica dal vivo.

Sono cinque le date, a partire da venerdì 17 luglio (poi a seguire 30 luglio, 6, 20, 27 agosto), che hanno il fine di trasportare in un viaggio che parte dall’esperienza del cibo di qualità, passa dalle tradizioni popolari e arriva ai suoni più internazionali, tra i grandi classici della musica rielaborati, riletti e rivisitati in chiave innovativa. Solleticare la memoria abbracciando tutti i sensi e stupire con interpretazioni originali: questo è alla base del progetto firmato da ARTEN, ideato dal direttore artistico Andrea Rizzo.

Le cene sono composte da un menu di degustazione con più portate che prediligono le eccellenze gastronomiche locali, mescolando tradizione e sperimentazione, così come è cifra distintiva della cucina di Torre del Parco. Ad ogni piatto, inoltre, è dedicata una specifica bevanda in abbinamento, in una esaltazione reciproca di tipicità.

La rassegna “Percorsi d’estate tra note e sapori” prende il via venerdì 17 luglio alle 21. La degustazione in giardino sarà accompagnata dalla musica dell’immenso Domenico Modugno, interpretata in modo del tutto originale dal cantautore Davide Berardi. “Meraviglioso” è uno spettacolo in cui sonorità acustiche miste ad arrangiamenti folk, jazz e latin, si accosteranno a momenti teatrali, gags comiche della commedia dell’arte da cui Modugno tanto ha attinto.

Poesia e comicità sono gli ingredienti principali di questa ricetta che, attraverso un uso sui generis della luce, trasmette atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili, cercando di risvegliare nel pubblico i sentimenti di cui Mimì si fece portavoce e simbolo.

Per partecipare alle cene concerto è necessario prenotare chiamando lo 0832 347694 (per consentire l’organizzazione dei tavoli che rispetti le normative anti-covid i posti sono limitati).

Tutti gli appuntamenti della rassegna:

Venerdì 17 luglio: “Meraviglioso”.

Davide Berardi canta Domenico Modugno. La vita e le canzoni di Mimì raccontate tra comicità e poesia

Giovedì 30 luglio: “L’amore sacro e l’amor profano”

Rachele Andrioli e Daniele Vitali

Le più belle canzoni d’amore, interpretate a volte fedelmente a volte in modo sorprendente

Giovedì 6 agosto: “Canzone… trovala se puoi”

Davide Sergi & Havana Trio

I grandi classici della canzone italiana

Giovedì 20 agosto: “More than words”

Marcello Zappatore & Gary Hazard Band

I pezzi internazionali che han fatto la storia della musica, riarrangiati in maniera briosa

Giovedì 27 agosto: “’E parole nun fanno rummore”

Suonno D’Ajere

Un tuffo nel golfo di Napoli: il peso della tradizione tramandato con leggiadra musicalità

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Andrea Rizzo ♫ ARTEN

Art Director & Booking Manager

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Dionisio ” Dammi una ragione “

DAMMI UNA RAGIONE” è il nuovo, movimentato biglietto da visita della band siciliana dei DIONISO. La band nasce in Sicilia nella provincia di Catania a febbraio del 2018 ed è costituita da quattro elementi: Francesco Campo (chitarrista 15/11/1993) ne è considerato il fondatore, fu lui a contattare Andrea Sciacca (batterista-percussionista laureato al conservatorio 08/12/1995), insieme cercarono il frontman che trovarono presto in Filippo Ferro (cantante 29/05/2000) e infine fu aggiunto l’ultimo elemento versatile Filippo Novello (bassista-tastierista 11/09/2002).. Gli abbiamo incontrati per una breve intervista.

Dammi una ragione, scrivere pagine di vita, rende migliori anche i guai, è un messaggio che mi piace molto, nel testo fate un invito a rompere, alle barriere, ci spieghi come è nato l’incontro con questo testo?

L’idea di questo brano è nato dal nostro frontman Filippo Ferro, insieme al nostro produttore abbiamo improntato la linea melodica, una ballabile a tratti psichedelica, poi Filippo ha trovato il connubio perfetto tra parole e intenzione musicale inserendo concetti forti come quello di non poter tornare indietro nelle scelte di vita per cambiare le cose.

Siete una band siciliana, questo pezzo, è definito un vostro movimentato biglietto da visita, come consigliare ai fan, a chi vi vuole conoscere, di farvi visita oltre al pezzo che abbiamo già presentato?

Stiamo cercando il nostro sound e ci stiamo vestendo di uno stile tutto nostro che possa contenere le sfumature caratteriali di tutti e quattro i componenti della band.

Stiamo lavorando molto e ci auguriamo di piacere a quante più persone possibili, le sorprese non tarderanno ad arrivare in quanto i brani che saranno contenuti nel nostro album di cui ancora usciranno alcuni singoli abbracciano stili ed epoche musicali diverse rimanendo però riconoscibili nel sound, ne vedrete, anzi, ne sentirete delle belle!

Una band, che racconta storie di passioni folli, ripensamenti, la scelta di una musica moderna, come vive la vostra musica, nel mondo dei giovani, delle loro conquiste, non solo amorose, che devono portarli a fruire liberamente della loro voglia di musica?

Noi viviamo la nostra musica nel modo più sincero possibile, attraverso i testi e attraverso il sound, cerchiamo di vestirci con un abito che ci incalzi proprio come vorremmo. Le nostre influenze certamente sono caratterizzate dal sound rock degli anni 70/80, contestualizzate nel periodo storico che stiamo vivendo e con il giusto spirito di sperimentalismo. 

Stiamo vivendo un periodo particolare per la musica, con questo ” stop “, adesso essere qui, essere ascoltati, arrivare ad una platea è cosa ancora più importante, voi come avete deciso di farvi sentire dal pubblico che via ama, che vi è stato vicino in questi giorni di ” quarantena ” ?

In questo periodo davvero particolare i social ci hanno aiutato parecchio a raggiungere, seppur da casa e senza l’impronta dei live una grande fetta di pubblico, restiamo fiduciosi di poter tornare presto a suonare perché il contatto diretto col pubblico è senza dubbio più gratificante e coinvolgente per una rockband come la nostra che ama esprimere fisicamente le proprie emozioni.

Abbiamo davanti a noi l’Estate, a cui Dammi una ragione fa pensare, avete intenzione di cantarla magari in spiaggia seduti sulla sabbia, organizzare delle feste, fare ballare, penso che questo contatto vi piaccia molto e quindi dopo avere descritto il ritorno, vi chiedo cosa sentite dentro, come band, che volete esca fuori?

Dammi una ragione è perfetta per l’estate, l’abbiamo da subito immaginata proprio così, la classica canzone da cantare in spiaggia seduti sulla sabbia, con una voce calda ed emozionata ma anche ballabile, perfetta per movimenti sensuali o sbarazzini, dipende da quello a cui pensi mentre l’ascolti.

Quali sono i vostri impegni e progetti futuri ?

Al momento l’uscita dell’album è il nostro primo pensiero e alla pari c’è senza dubbio quello di poter finalmente programmare date live per far sentire il nostro progetto al completo. Stiamo proseguendo con costanza e impegno e ci stiamo dedicando con passione al nostro progetto.

Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici

LINK SU IL MIO LIBRO

Incontriamo per una breve intervista Lelio Bizzarri, Psicologo Psicoterapeuta Counselor Formatore Blogger e Scrittore, che ci presenta il libro Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici . Empatia, autodeterminazione e resilienza

Il messaggio, da rivolgere in ambito educativo, alla società futura, come rafforza l’apprendimento, quale potenziale umano è utile a tuo avviso,per fare studiare meglio ?

A mio avviso, di base nello studio c’è necessità di avere la capacità di impegnarsi, di faticare e di rimanere concentrati. Possiamo ricercare mille espedienti, ma alla fine la verità è che lo studio è dedizione e fatica, così come nello sport. Un grande talento può andare completamente sprecato se non c’è nella pratica quotidiana la volontà di rispettare il proprio corpo e di allenarlo costantemente. Il cervello, le nostre facoltà cognitive sono come un muscolo che ha bisogno di allenamento costante e di essere preservato da agenti esterni che possano influenzare negativamente le sue attività. A mio avviso, chi ha questa capacità, questa costanza, ha molte più probabilità di riuscire nello studio e nel lavoro di chi ha grandi facoltà cognitive.

Poi, indubbiamente, il metodo di studio è importante. Soprattutto, è fondamentale la capacità di comprendere il testo e di capire qual è l’obbiettivo generale che si pone chi ha scritto un brano o un saggio: ciò consente di selezionare i tratti più importanti da tenere a mente, senza immagazzinare nozioni o informazioni in quantità che se sono slegate tra di loro è impossibile tenerle insieme. L’apprendimento è come una grande impalcatura e i collegamenti sono fondamentali se non si vuole che tutto crolli.

Come socializzare, in ambito sportivo, di studio, soprattutto, quali sono le relazioni, anche interculturali, più importanti per una comunità educativa ?

I bambini e i ragazzi adolescenti hanno bisogno di un contenitore sicuro, di sentire che qualsiasi cosa accada non verranno emarginati. In una società competitiva e categoriale come la nostra, purtroppo, questo senso di inclusione viene ricercato attraverso dinamiche di conformismo acritico e di emarginazione del diverso. Al contrario, nella scuola, nelle società sportive o nei gruppi informali è fondamentale stimolare collaborazione, rispetto e accoglimento delle diversità. In questo modo, non solo si combattono le discriminazioni, ma si comunica un senso di sicurezza che nessuno viene escluso. Ciò calma le ansie dei ragazzi e neutralizza buona parte degli impulsi aggressivi che spesso si manifestano come trasformazione della paura.

Il rapporto con l’handicap, come scrivere ad esempio una relazione, delle schede, quali obiettivi porsi, rapportandosi con terapia e diagnosi?

L’obiettivo che ci si dovrebbe porre nel fare sport con bambini e adolescenti disabili è quello di far in modo che il ragazzo trovi il suo modo più efficace ed efficiente di svolgere i movimenti e compiti motori che richiede l’attività sportiva. Ciò è fondamentale sia per lo sviluppo di competenze psicomotorie sia per preservare/potenziare l’autostima. È fondamentale che nonostante la disabilità riesca a sentirsi parte di un gruppo al quale dà un contributo significativo, non è necessario essere il fuoriclasse della squadra. Lo sport come la terapia occupazionale a mio modo di vedere sono forme di riabilitazione che dovrebbero essere sempre affiancate alla fisioterapia in quanto rispetto a quest’ultima hanno maggiore possibilità di sviluppare la motivazione che serve per fare gli esercizi e soprattutto coinvolgono tutto il processo che genera le azioni complesse, dalla programmazione all’esecuzione. Ciò consente di trovare strategie individuali più efficienti anche alla luce della particolare condizione di disabilità. Ergo nella stesura di relazioni e schede ci si dovrebbe attenere alla verifica del raggiungimento di obiettivi legati alle azioni complesse finalizzate ad attività di vita quotidiana e/o sportive.

Si può essere felici, con una disabilità, lo racconti nel tuo libro, come hai esplorato la ricerca del benessere psicologico ?

Credo che non ci sia soluzione di continuità tra patologia e benessere psicologico. È un continuum di vissuti intrapsichici e dinamiche interpersonali nel quale è difficile tracciare limiti di demarcazione netti nonostante i vari manuali di psicodiagnosi possano fornire dei riferimenti utili, ma non assoluti. Credo che ricercare il proprio benessere psicologico sia la strada migliore per preservare la salute mentale e fisica: è molto più probabile che una persona si impegni nel risolvere problematiche psicologiche o che si cimenti nel migliorare la sua condizione fisica se ha un progetto o delle relazioni che lo motivano a stare bene e vivere la vita pienamente. Come si dice fin dalle prime pagine del libro ci sono persone che congelano le proprie aspirazioni e speranze in attesa della guarigione, e persone che prendono atto della condizione del proprio corpo e ricercano modalità di vita diverse per vivere una vita piena. Ciò fa la differenza nel determinare uno stato di patologico e la salute, nonché getta le basi per una buona qualità della vita.

Il racconto, la costruzione, di un libro, cosa ti ha dato dal punto di vista professionale, il libro ti serve con i pazienti e le famiglie ?

Il libro nasce dall’esigenza di fissare alcune intuizioni derivanti dalla mia decennale attività di clinico e psicoterapeuta in questo particolare ambito. Noto che ha l’effetto di rompere alcuni luoghi comuni. Molto spesso le persone che lo hanno letto, magari anche senza rendersene conto, esprimono riflessioni controintuitive che, mi piace pensare, siano state stimolate anche dal mio libro. Diciamo che il mio obiettivo è quello di favorire uno spostamento di paradigma rispetto alla disabilità, da quello assistenzialista a quello inclusivo autodeterminante. Senza troppe pretese, ho voluto contribuire ad un cambio di mentalità e di rappresentazione (e direi anche autorappresentazione) delle persone diversamente abili, quali soggetti attivi nella società piuttosto che fruitori passivi di assistenza.

Il viaggio di Luigi Angelino

Un libro dedicato ai viaggi. Presentiamo il titolo, come lo hai scelto, cosa ricordi oggi, che magari hai tenuto silenzioso nel libro, di questi viaggi ?

Le città e, più in generale i luoghi raccontati nel libro, rappresentano momenti importanti della mia vita. Ovunque andiamo, sia solo per un viaggio o per una semplice gita, oppure per un soggiorno che duri un breve o un lungo periodo della nostra esistenza, alcuni particolari si fissano nella nostra mente fino ad entrare nel bagaglio del nostro vissuto.In accordo con l’editore (ricordo che il libro è edito da auralcrave), per dare un volto simmetrico al testo,ho individuato 12 città italiane, più o meno distribuite su tutto il territorio nazionale, 12 città europee, anch’esse di diverse aree del continente e 7 capolavori artistici, di cui tre appartenenti al nostro Paese ed i restanti quattro ad altri.Nei racconti sono disseminati alcuni riferimenti personali , avendo avuto la fortuna di aver visitato direttamente tutti i luoghi narrati “

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Tra i luoghi ve ne sono di mare ?

Certo che si, tra le principali città italiane ed europee trattate, ve ne sono alcune di mare.Anzi il “mare nostrum”, il Mar Mediterraneo è uno dei protagonisti del libro…

Nella vita cosa è per te viaggiare ?

Viaggiare è una delle più belle esperienze che si possano compiere a qualsiasi età, anche se le emozioni del bambino, del ragazzo, dell’adulto e dell’anziano sono orientate in maniera alquanto diversa.Il bambino vuole scoprire, il ragazzo vive più intensamente, l adulto cerca di comprendere, l’anziano preferisce ricordare.Gli scopi del viaggiare sono molteplici e, molto spesso, neanche tanto chiari a noi stessi. A volte prevale l’irrequietezza, con il desiderio quasi spasmodico di conoscere nuove culture, così come può prevalere la volontà di concedersi un periodo di meritato riposo oppure quello di intraprendere attività non possibili nel luogo della propria dimora abituale.

Spesso il turismo è valutato a stelle, fai anche tu lo stesso, con i tuoi luoghi preferiti, quali sono a 5 stelle ?

Non si tratta assolutamente di un libro “turistico”. Si scoprono città e luoghi, attraverso la loro storia, gli aneddoti, le leggende, i simbolismi e la letteratura, cercando di dosare elementi culturali con altri più attinenti alla vita quotidiana.Non amo e non condivido la classificazioni “a stelle” del mercato turistico e commerciale.

Cosa diventa per te un libro, quando alla scrittura, si aggiungono le immagini ?

Immagini e scrittura sono complementari. La stessa scrittura si basa su immagini “ideali” custodite nella nostra mente, così il lettore quando leggerà, cerchera’ di ricavare delle immagini che lo aiutino a comprendere meglio il testo. Vediamo come nei secoli la letteratura abbia sempre attinto ad immagini in ogni percorso creativo: a cominciare dell’epopea di Gilgamesh, elaborata in Mesopotamia nel 3 millennio a.C., per passare dalla classica Odissea attribuita ad Omero ed arrivare all’onirica incursione ultraterrena di Dante nella Divina Commedia.

Come ti trovi con le presentazioni, soprattutto se quando sono virtuali ti senti solo, magari vuoi il pubblico, che ri vede leggere, anche ad alta voce, cosa ne pensi della differenza ?

Anche le presentazioni virtuali ti permettono di raggiungere un buon numero pubblico e credo che, in relazione alla pandemia covid-19, si apra un’era di comunicazione digitale ancora più accentuata. Certo mi manca il contatto diretto con il pubblico e spero che quanto prima si possa tornare alla normalità.

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Vuole ricordare ?

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Giuseppe Di Summa presenta il testo ( di Giuseppe Di Summa )

VUOLE RICORDARE.

Soli nel sole, soli senza parole, un muto silenzio, un raggio che batte sull’occhio attento

Non vedo parole, non vedo da leggere, non leggo

Guardo in alto, sono vicino al mare, cammino, cammino, la poesia deve arrivare

Il sole e il mare, poesia lucente, uno sguardo, un abbaglio, un pensiero, la parola da intermittente diventa nascente.

Vuole ricordare, forse, dall’essere in dubbio, all’essere senza forse

quel mare, quel suono alla sua nascita, oggi al mare è arrivato, senza dubbio

per ricordare quel suono, che ha sempre fatto, nel suo cuore, quella palla rossa

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Quel rosso, ora bianco, un viso, conosciuto, dall’aspetto immediato,

Non una palla, una donna, al mare, non la dolce vita, da mascherato

Quel suono è ora conversazione umana, lo si vede, sul florido viso.

Walter Celi

 Iniziamo con la canzone My Zone”, come è stata creata, come ti senti nella tua zona ?

My Zone è un brano che ho scritto durante la quarantena.
Ero chiuso in casa, da solo e avevo molto tempo libero. Passavo metà del giorno ad ascoltare musica e l’altra metà al pianoforte a imparare pezzi nuovi.
In quel momento ascoltavo molto artisti come Kendrick Lamar, Flying Lotus, Thundercat, Anderson .Paak.
Ho tratto da loro l’ispirazione per scrivere My Zone.

Durante i due mesi di quarantena ho riscoperto la bellezza della solitudine, dato che passavo molto tempo solo.
Ho provato a guardarmi dentro.
Ad ascoltare il silenzio e poi ho cercato di comunicare al mondo esterno le mie sensazioni.

My Zone, è quel luogo dove mi rifugio per riflettere, migliorare, ascoltare me stesso, quello che voglio davvero, la mia zona e quella dove nessuno può accedervi.


Passiamo al progetto “Blend Project”. come vederlo da vivo, secondo te cosa azzardare. oggi, con audacia, su un palco live, musicalmente parlando ?

Blend project è nato nel 2019 subito dopo l’uscita del mio secondo album ‘Blend’.
Si tratta del mio trio, formato da Donny Balice alla tromba, Dario Starace alla batteria e me.

La creazione di questo trio ha cambiato completamente la performance che offrivamo sul palco Donny e io prima, ai tempi del primo tour, in duo.
Adesso ci sentiamo più pronti ad affrontare grossi palchi.
Io sono più libero di interagire con il pubblico, non dovendo dedicarmi alla loop station ma solo a cantare e a suonare e sono più libero di esprimermi con il sostegno di due musicisti di eccezione come Donny e Dario.

Secondo me è giusto che ogni artista si esprimi sul palco nella sua maniera più personale. Il nostro punto forte a mio parere è l’energia, che trasmettiamo al pubblico con il nostro groove, e che viene restituita. È quindi questo scambio di energia tra noi e le persone che caratterizza i nostri live.


Gli importanti concorsi a cui hai partecipato, hai familiarizzato, su come oggi il talento viene conosciuto, valutato, cosa ti piace, cosa è stato particolarmente apprezzato nella tua formazione ?

Credo sia stata apprezzata l’originalità del mio progetto.
Non è una cosa che può essere catalogata facilmente e collocata in un genere ben preciso. Sono sempre stato semplicemente me stesso sia in studio che sul palco, ovviamente influenzato dai tanti artisti e tanti generi da cui traggo ispirazione, ma sempre rielaborato in chiave personale.


Si legge tra le tue note, dello strumento che suoni, Ha lavorato come batterista turnista per band di molteplici generi musicali viaggiando in lungo e in largo tra Europa, di questi viaggi, cosa ricordi, cosa non ha mai detto nella tua musica e vorresti dire, quale stella della musica, hai potuto apprezzare, se è stato possibile da vicino ?

Dal 2013, anno in cui mi sono laureato, ho fatto tante esperienze, suonando per altri progetti, altre band, anche al di fuori dell’Italia.
Ricordo che cercavo di farmi largo in questo difficile mondo della musica, ricordo che ero convinto che la musica sarebbe stata la mia strada ma non ero forse convinto che la strada del turnista sarebbe stata la più adatta a me. A lungo andare, mi sono stancato di stare dietro alle pelli, in fondo al palco, le emozioni e l’adrenalina che provavo all’inizio erano cessate.
E come se avessi bisogno di sfidare i miei limiti e così ho deciso di creare un mio progetto in cui ho cambiato ruolo e strumento. Una passo difficile ma che mi ha regalato tante sensazioni nuove e tante soddisfazioni.



Polistrumentista, cantante e songwriter. Ti chiedo delle genuine e ottimistiche parole sulla musica di oggi, come procede dopo il lockdown, soprattutto quanto sei emozionato nel tornare Sabato 27 giugno 2020 all’ Angelè Pub ?

Secondo me viviamo in un periodo di stallo. La musica è ferma.
Mi spiego meglio: non ci sono cose nuove al momento da scoprire, nuovi generi, nuove correnti, qualcosa di mai sentito prima.
Ci sono solo tanti bravi artisti, sparsi per il mondo e tanti artisti meno bravi.

Per quanto mi riguarda, tutto quello che sento di nuovo e che mi piace, riprende il sound degli anni sessanta, settanta, ottanta, quel sound che si era perso con l’uso esagerato dell’elettronica e che adesso si è ripreso alla grande.
Spesso mi capita di ascoltare pezzi vecchissimi che neanche conoscevo e stupirmi per quanto sono simili ai brani del 2018-19
Non si inventa niente al momento, per quanto mi riguarda, tutto ritorna di moda a intervalli di tempo, così come nell’arte e nella moda appunto.

Questa era un mio parere generale riguardo la musica di oggi, ma non saprei fare pronostici riguardo la musica dopo il lock down, perché le cose cambiano ogni giorno.
Posso però sperare che la gente sia più consapevole di quanto la musica sia importante per la vita dell’uomo soprattutto dopo questo fermo forzato, e che le persone siano “affamate” di musica  che si apprezzino sempre di più i  concerti.
Per quanto mi riguarda, sono emozionatissimo e felicissimo di tornare a calcare i palchi dopo 4 mesi.


Il tuo legame con la Puglia e come ti piace dare visibilità alla nostra Regione ?

Amo la Puglia e amo particolarmente suonare qui. L’anno scorso d’estate, Donny, Giuseppe, il mio manager, ed io abbiamo avuto la fortuna di partecipare a diversi festival nella mia regione ed è stato bellissimo.

Mi sento molto legato a questa regione anche se la maggior parte del tempo suoniamo fuori, in giro per l’Italia. Quando si torna a calcare palchi pugliesi è come una festa, ogni volta.


Sullo Schermo ” ENJOY “

Una rubrica, nasce e si sviluppa, per trattare un determinato argomento, aprire una finestra, grazie ai servizi offerti dal web, su quello che può arricchire il nostro blog. Tutti insieme dobbiamo raggiungere la parola ENJOY, nel senso di piacere, godere, vivere, ammirare, trascorrere, fare. Visto che nel periodo a casa, il gioco, il divertimento, è stato qualcosa che ci è venuto in aiuto. Qualcuno ha già pubblicato ” Mah ! Roba da matti “, nel senso che le frasi esclamative, il modo di dirlo, ci porta a collegare gli schermi personali, per una esperienza di visione, per aggiungere che ci piace leggere, quindi nel nostro repertorio, ” ci sei cascato un’altra volta “, abbiamo la fase del ” mi piace leggere !! “. Il nostro flusso, sullo schermo, ha scelto le domande, ha aggiunto, al divertirsi per gioco, per divertimento, anche il divertirsi leggendo. Abbiamo solo creato un momento che vuole migliorare la nostra presenza digitale.

Dopo l’esperienza denominata SULLO SCHERMO, arriva un nuovo modo di fare nel nostro Blog, arriva l’esperienza del testo da scrivere, senza le interviste. Abbiamo vissuto come tutti, SULLO SCHERMO, il momento di prova principale per tutti, che è quello di vivere quanto siamo empatici per uno spettatore.

Cercare parole, per dire SULLO SCHERMO, vuole dire anche dopo averlo conosciuto, dare un ruolo allo spettatore. Abbiamo vissuto, la nostra inquadratura in due, un bel momento, per il Blog.

Sullo Schermo : Alessandra Iannotta

“GLI OCCHI DI ASHA

E’ la storia di un’Anima che, prima d’incarnarsi, in uno spazio senza Tempo, intorno a un Fuoco sacro, compie una danza rituale con alcuni animali: un’Aquila, un Lupo, una Tigre, una Libellula e una Tartaruga.

L’Anima rincontrerà tutti gli animali danzanti sotto sembianze umane in sette vite diverse di difficile collocazione spazio temporale.

In Lei abiterà sempre una Tigre.

Nella prima vita avrà un nome indiano, Asha.

Nelle sei vite successive il suo nome sarà, rispettivamente, Emma, Zoe, Matilde, Elena, Maddalena e Delia.

Tutte queste donne riusciranno a superare le prove difficili che si troveranno a dover affrontare nelle rispettive varie esistenze, solo quando, in modo più o meno consapevole, avendo memoria sia pur sempre più rarefatta della prima incarnazione si arrenderanno con leggerezza e gioia a ciò che non hanno scelto…  

Musa sciamana

Oggi niente virgole punti

Fuoco di rinascita

Danza di parole

come Dea danza, danza, danza

sopra il brutto, sul dolore, sulla menzogna sull’ignoranza, sull’avidità.

Come ballerina leggera e sorridente

danza, danza,

senza fermarti,

trasforma il sangue dei tuoi piedi in scintille di luce.

Fuoco sacro.

Luce per chi ancora teme…

Alessandra Iannotta 

Sullo Schermo ” Antonia Flavio “

“La Mia Vita I Miei Amori Racchiusi In Una Poesia” è una raccolta di poesie d’amore, ispirate ad amori passati che hanno lasciato un segno, ricordi indelebili. “Echi del Mare” è sempre una raccolta di poesie, dove i temi sono l’amicizia, l’amore, la natura, tutte collegate da un unico filo conduttore che è il mare.Entrambi i libri sono autobiografici, la poesia per quanto mi riguarda: “prima deve essere vissuta e successivamente può essere scritta. La poesia è emozione, gioia, dolore, rabbia, sentimenti in alcuni momenti contrastanti, provati e poi raccontati, trasformati in lode.

Sullo schermo ” Sandro Castorina “

Dove siamo rimasti nel basket, prima della pausa, prima di riprendere a camminare, con tutti i problemi che lo sport deve affrontare. Il settore giovanile rimane protagonista, sopratutto nella ” volontà ” dei giovani atleti di fare sport, la pallacanestro, in aggiunta, è uno sport con la palla, dei fondamentali, con un allenamento tecnico ed atletico. Ospitiamo Sandro Castorina, per parlare del suo sito web BASKETASK, che mette in evidenza, con noi, il ruolo del settore giovanile, del responsabile tecnico, la differenza tra Istruttore e Allenatore, commentando gli attuali problemi del ” fare ” pallacanestro.

Non possiamo ” giudicare ” l’attività sportiva, come vedi nel video, la ospitiamo, per farla andare avanti, sapendo anche tutti vorrebbero il ” modello di giocatore ideale ” da allenare, invece, possiamo sfruttare l’idea di fare sport insieme, di continuare a fare basket, di apprendere come giocatori e giocatrici, fondamentali tecnici, anche in questo periodo.

Sullo Schermo ” Alberto Fiori “

Foto di Mauro Trabalza

Presentiamo nella nostra puntata di Sullo Schermo, che continua con gli scrittori, uno scrittore che è anche musicista, gli abbiamo posto delle domande nella nostra intervista, abbiamo la possibilità dato la sua voce, di essere portati in diversi contenuti che ha realizzato recentemente.

E’ presente nella rubrica con un suo racconto.

Chi è Alberto Fiori lo conosciamo in questa breve intervista, di cosa si occupa in questo momento lo vedi anche nelle foto, non solo nell’intervista puoi apprezzare come ha costruito sia nella scrittura, che nella musica, la sua esperienza.

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Puoi apprezzare, nell’ascolto del nostro ospite, il ritmo, la vitalità che deriva dall’avere potuto conoscere la sua attività.

L’intervista parte con una domanda sul libro IL CAPITOLO CHE NON C’ERA UNA VOLTA, che ricorda un libro nobile, per la letteratura italiana, spiegandoci anche il formato creato per il lettore con dei bambini.


Vi consiglio la lettura del nuovo libro di Alberto Fiori.

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