Antonio Ferrante

Scrittori e scritture

Un originale amalgama di teatro, rap e poesia

Un travolgente rap poetico che non finirà mai di stupirvi con il suo impianto classicista e i suoi versi nostalgici e dissacranti.

L’autore

Antonio Ferrante spazia dall’interpretazione alla regia fino alla scrittura. Ha interpretato ruoli in Teatro, per la Tv, per il Cinema, ha recitato in spettacoli scritti e diretti da lui. Ha pubblicato libri utili per chiunque voglia avvicinarsi alla professione dell’attore. Negli anni ha lavorato in teatro con Monicelli, Missiroli, Glejeses (in Francesco e il Re con Ugo Pagliaia, Paola Gassman e Philippe Leroy). Nel cinema è stato diretto tra gli altri da M. Risi, M.T. Giordana, M. Calopresti, Ridley Scott, E. Crialese. In televisione tra le tante fiction Un posto al sole, Don Matteo 3. Ha pubblicato Parlar chiaro non soltanto a teatro (Manuale di dizione), Laboratorio attore, Teoria e tecnica della recitazione da Luigi Riccoboni a Eleonora Duse (presentazione di Enrico Fiore), Le cinque fasi dell’animazione (Disegni di Michele Monetta).              

http://www.antonio-ferrante.it

Nell’Inferno di Arturo Onofri

Scrittori e scritture

(a cura di Magda Vigilante)

PandiLettere annuncia l’uscita di :

Un’importante novità editoriale

Per la prima volta, grazie all’accurato lavoro della studiosa Magda Vigilante, sono stati editi questi racconti (raccolti nell’Archivio Arturo Onofri della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma) che testimoniano una diversa attività di Arturo Onofri conosciuto come poeta. Si tratta di tre racconti che risalgono a una fase molto giovanile dell’autore, nella quale è manifesta la sua adesione al Simbolismo e al Decadentismo. Nell’Inferno, dalle tinte gotiche,  è il racconto più lungo, che dà il titolo alla raccolta

L’autrice

Magda Vigilante è nata e vive a Roma. Laureata in Lettere alla Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha conseguito il dottorato in italianistica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È stata bibliotecaria presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Da anni dedica le sue ricerche ad autori italiani del Novecento. Ha curato i volumi: Arturo Onofri, Poesie e prose inedite (1920-1923), Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, [1989]; Id., I quaderni di Positano, Pistoia, Via del Vento, 1999; Id., Arioso. Orchestrine, Lavis (Tn), La Finestra editrice, 2002. Ha pubblicato il volume: L’eremita di Roma. Vita e opere di Giorgio Vigolo, Roma, Fermenti, 2010. Di Giorgio Vigolo ha curato i volumi Lirismi. Scritti poetici giovanili (1912-1921), Roma, Edizioni della Cometa, 2003; Roma fantastica, Milano, Bompiani, 2013; Le notti romane Roma, Edilet, 2015. Ha scritto la voce Giorgio Vigolo nell’antologia: Marco Albertazzi Marzio Pieri Gli invisibili. Antologia-Saggio del 900 Poetico, Lavis (Tn), La Finestra editrice, 2008. Ha curato di Gianna Manzini il volumetto Il merlo e altre prose, Pistoia, Via del Vento, 2005. Ha pubblicato il saggio La poesia di Onofri come immagine del Verbo in P. Gibellini, La Bibbia nella letteratura italiana, vol. II, L’età contemporanea, Brescia, Morcelliana, 2009. Suoi saggi critici sono stati pubblicati sulle riviste: «Studi novecenteschi», «Critica letteraria», Il 996, rivista del Centro Studi Belli, «Campi Immaginabili», Pagine, «Poeti e poesia» e sulla rivista on-line «Fili d’aquilone». 

ARCANGELO PAOLINO

Parlare e dire di politica

ELEZIONI COMUNALI VALLO 2021

SiAMO VALLO

PRESENTAZIONE

CARISSIMI AMICI,

VORREI PRESENTARMI UFFICIALMENTE A TUTTI VOI COME CANDIDATO AL CONSIGLIO COMUNALE DELLA LISTA SiAMO VALLO, CHE VEDE COME CANDIDATO A SINDACO L’AMICO MARCELLO AMETRANO.

PER CHI NON MI CONOSCE ANCORA, MI CHIAMO ARCANGELO PAOLINO, NATO E CRESCIUTO A VALLO DELLA LUCANIA, HO 55 ANNI, SONO SPOSATO, HO 3 FIGLIE, DI CUI LA PRIMA ISCRITTA ALL’UNIVERSITA’ DI FIRENZE E DUE CHE ANCORA FREQUENTERANNO RELATIVAMENTE LA PRIMA MEDIA E LA SECONDA ELEMENTARE, PER CUI HO LE IDEE ABBASTANZA CHIARE ANCHE SULLE PROBLEMATICHE VISSUTE SIA PER L’ETA’ CHE PROPRIE DELL’ORGANIZZAZIONE DI SCUOLA, TEMPO LIBERO, LAVORO E VITA SOCIALE DI TUTTA LA FAMIGLIA.

HO FREQUENTATO LE SCUOLE SUPERIORI E CONSEGUITO IL DIPLOMA PRESSO LA SCUOLA INFERMIERI DELL’OSPEDALE DI VALLO DELLA LUCANIA.

HO VISSUTO E LAVORATO A ROMA, FINO AD APPRODARE ALLA CENTRALE OPERATIVA 118 SITUATA PRESSO LA STRUTTURA DELL’OSPEDALE SAN CAMILLO DI ROMA, CHE ALLORA VENIVA DENOMINATA PIC.

MOLTI DI VOI MI CONOSCONO DA TEMPO, UN PO’ PER IL MIO LAVORO, SONO INFERMIERE E COORDINATORE SIA DELLA CENTRALE OPERATIVA 118 CHE DEL PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE DI VALLO, E UN PO’ PER IL SEMPLICE PIACERE DELLA VOSTRA AMICIZIA E COMPAGNIA.

NEGLI ANNI HO MATURATO TANTI INTERESSI, SEMPRE INERENTI LA MIA PROFESSIONE. HO COLLABORATO CON DIVERSE ASSOCIAZIONI, LE HO GUIDATE NELLA LORO FORMAZIONE FINO A FARLE DIVENTARE AUTONOME, METTENDO A LORO COMPLETA DISPOSIZIONE LA MIA PREPARAZIONE, LE MIE COMPETENZE MA SOPRATTUTTO LA MIA PASSIONE E IMPEGNO PER IL PROSSIMO.

DAL 2020 COLLABORO CON LA SQUADRA LOCALE DELLA GRANDE GELBISON. SONO IL DIRIGENTE TECNICO RESPONSABILE PER IL RISPETTO E IL CONTROLLO DELLE MISURE ATTUATIVE PER CONTRASTARE IL COVID IN AMBITO SPORTIVO, CONTROLLO E SUPERVISIONO AFFINCHE’ I PROTOCOLLI VENGANO ATTUATI  E RISPETTATI PRIMA DEGLI INCONTRI E DURANTE TUTTO L’ANNO CALCISTICO, DA PARTE DEI CALCIATORI MA ANCHE DEGLI ALTRI DIRIGENTI E SIMPATIZZANTI A STRETTO CONTATTO CON LA SQUADRA.

DA SOLI 2 ANNI MI INTERESSO DEL SOCCORSO ALPINO, NE FACCIO PARTE E CERCO DI DARE LA MASSIMA DISPONIBILITA’.

CIRCA 8 ANNI FA, IN COLLABORAZIONE CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEL SINDACO ALOIA, E MOLTI COLLEGHI CHE MATERIALMENTE HANNO CONTRIBUITO, HO DATO VITA ALL’ELISUPERFICIE CHE SI TROVA PRESSO LE FIERE DI PATTANO. ATTUALMENTE E’ ADIBITA SOLO ALL’EMERGENZA E ATTERRAGGIO DIURNO, PER TRASPORTI SANITARI MA ANCHE CIVILI.

LA SETE DI CONOSCENZA MI HA SPINTO PER 13 ANNI A DEDICARMI ANCHE ALL’ELISOCCORSO, CHE MI VEDE IMPEGNATO NEL CONTROLLO DELL’ASPETTO SANITARIO E INFERMIERISTICO PRESSO LA SEDE DI PONTECAGNANO.

IN QUESTI ANNI DI IMPEGNO PRESSO IL PRONTO SOCCORSO HO DOVUTO FRONTEGGIARE UN’EMERGENZA FUORI DALLA NORMA, CAPACE DI METTERE IN DIFFICOLTA’ SE NON PIEGARE L’INTERA POPOLAZIONE MONDIALE. IL COVID CI HA SEGNATI, E ANCORA METTE TUTTI NOI ALLA PROVA E SOTTO PRESSIONE MA LA DISPONIBILITA’, L’UMANITA’ CHE E’ RIUSCITO A FAR VENIR FUORI HA DELL’INCREDIBILE. MI SONO CONFRONTATO CON ALTRI COLLEGHI, QUASI DI TUTTA ITALIA, PER CAPIRE E PER METTERE IN CAMPO PROTOCOLLI ADEGUATI A FRONTEGGIARE L’EMERGENZA E PROTEGGERE GLI OPERATORI E GLI STESSI PAZIENTI. ANCHE DA QUESTA EMERGENZA E’ VENUTA FUORI LA COESIONE CON LE ASSOCIAZIONI A DISPOSIZIONE DI CHI NE AVESSE BISOGNO E SPESSO A TITOLO SEMPLICEMENTE GRATUITO.

CERCO DI ESSERE SINTETICO, PREFERISCO AGIRE PIUTTOSTO CHE PARLARE, PERO’ MI RENDO CONTO CHE IN QUESTA OCCASIONE DARE LE SPIEGAZIONI O LE GIUSTE MOTIVAZIONI POSSONO E DEVONO FARE LA DIFFERENZA.

HO SEMPRE GUARDATO LA POLITICA CON DISTACCO, QUASI FREDDEZZA, QUASI COME UN ESTRANEO CHE SBIRCIA INDISTURBATO DALLA FINESTRA, MA IN QUESTI ULTIMI ANNI QUALCOSA E’ CAMBIATO, HO DOVUTO, PER FORZA MAGGIORE, INTERFACCIARMI CON I POLITICI, CONCORDARE CON LORO MODI DI AGIRE ANCHE PER LA SALVAGUARDIA DELLE PERSONE E PER GARANTIRE UN’ADEGUATA ASSISTENZA A CHI NE AVESSE BISOGNO O AVESSE CHIESTO IL NOSTRO AIUTO.

ED E’ STATO PROPRIO QUESTO MALEDETTO COVID, CHE CI HA MESSO A DURA PROVA, HA FAR EMERGERE ANCORA DI PIU’ LA MIA VOGLIA DI PARTECIPAZIONE, ESSERE PRESENTE, ESSERE UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER CHI NE AVESSE BISOGNO TRA LA GENTE COMUNE E PER LA GENTE COMUNE.

SONO ENTRATO PIU’ VOLTE NELLE VOSTRE CASE, HO AVVERTITO IL BISOGNO DI CONFORTO, ANCHE SEMPLICEMENTE LA VOGLIA DI PARLARE CON QUALCUNO, E SONO VERAMENTE ONORATO DI ESSERCI STATO PROPRIO IN QUEL MOMENTO!!! DURANTE QUESTE CHIACCHERATE MI AVETE PIU’ VOLTE INCITATO…

… ED ECCOMI QUI. CI HO PENSATO E RIPENSATO, PERCHE’ NON VI NASCONDO CHE E’ STATO FACILE PRENDERE LA DECISIONE DI CANDIDARMI, METTERMI IN GIOCO, MA POI HO PENSATO…PERCHE’ NON PROVARCI???

PERCHE’ STARE SOLO A GUARDARE? PERCHE’ SUGGERIRE LE SOLUZIONI DALL’ESTERNO? E ALLORA HO DECISO DI METTERMI IN GIOCO. HO DECISO DI FAR SENTIRE LA MIA VOCE E MAGARI FAR SENTIRE LA VOSTRA ATTRAVERSO LA MIA.

LE IDEE SONO TANTE, PROGETTI NUOVI E VECCHI, CI SARA’ TANTO DA FARE E RIVEDERE, MA SONO SICURO E HO L’ENTUSIASMO DI CREDERE CHE INSIEME SI POTRA’ NON SOLO REALIZZARE IL NOSTRO PROGRAMMA ELETTORALE MA POTREMMO ADDIRITTURA SCRIVERNE UNO NUOVO TUTTI INSIEME.

CHI MI CONOSCE SA BENE CHE NON PARLO E BASTA, MA PARLO E AGISCO CENTRANDO L’OBIETTIVO. POTRA’ VOLERCI DEL TEMPO, MAGARI PIU’ DEL VOLUTO MA LA TENACIA E LA COSTANZA AIUTANO SEMPRE, E A ME NON MANCANO.

SONO ANCHE BEN CONSAPEVOLE CHE LE CRITICHE NON MANCHERANNO, EBBENE, SE COSTRUTTIVE SARANNO BEN GRADITE MA SE SARANNO, COME SI E’ POTUTO ASSISTERE ULTIMAMENTE, DETTATE DALLA RABBIA, POVERE DI CONTENUTO, PREFERISCO RISPONDERE SOLO CON I FATTI, QUELLI TANGIBILI E CHIARAMENTE VISIBILI AGLI OCCHI DI TUTTI.

DURANTE L’EMERGENZA COVID HO AVUTO DIVERSE OCCASIONI DI COLLABORARE, CONFRONTARMI E ANCHE SCONTRARMI CON IL DOTTOR AMETRANO, SEMPRE PER SITUAZIONI INERENTI L’ EMERGENZA SANITARIA CHE INSINUAVA I NOSTRI EQUILIBRI. ABBIAMO DOVUTO RISOLVERE, SPESSO, DALL’ESTERNO, VARIE COMPLICANZE CHE PER LA “GENTE COMUNE” ERANO VERAMENTE PESANTI COME MACIGNI. E QUANDO POI, IN MODO INASPETTATTO, IL DOTTOR AMETRANO MI HA AVVICINATO CHIEDENDOMI SE AVESSI AVUTO PIACERE DI FAR PARTE DELLA SUA SQUADRA ELETTORALE, MI SONO SENTITO NON SOLO LUSINGATO, MA SOPRATTUTTO TENUTO IN CONSIDERAZIONE PER CIO’ CHE IO POSSA FARE PER LA MIA TERRA. INOLTRE STESSO LE PERSONE COMUNI HANNO PIU’ VOLTE PROSPETTATO LA MIA CANDIDATURA COME UN EVENTO POSITIVO E AUSPICABILE, AVUTO ANCHE L’APPROVAZIONE DELLA MIA FAMIGLIA HO ACCETTATO.

DALLA VITA MI E’ STATO TOLTO TANTO, HO PERSO MIO PADRE DA PICCOLO E MIA MADRE HA DOVUTO CRESCERE 5 FIGLI QUASI DA SOLA. DICO QUASI PERCHE’ ALCUNE PERSONE SONO STATE TALMENTE ALTRUISTE DA CERCARE, ALMENO MATERIALMENTE, DI COLMARE QUELL’ASSENZA.

E QUINDI POSSO DIRE ANCHE DI AVER RICEVUTO TANTO. ED OGGI VOGLIO RESTITUIRE PARTE DI QUESTO BENE IMPEGNANDOMI PER LA MIA CITTA’ E PER LE PERSONE CHE LA VIVONO, PER I BAMBINI, GLI ANZIANI, LE PERSONE CHE SOFFRONO E I LORO FAMILIARI. COME HO GIA’ AVUTO DI AFFERMARE VORREI DAR VOCE A CHI NE ABBIA BISOGNO MA NON RIESCE A FARSI ASCOLTARE…

…INSIEME SI PUO’!!!

UN’ULTIMA COSA:

VORREI FARE UNA PRECISAZIONE A CUI TENGO MOLTO, IO HO TANTE IDEE E MOLTE DELLE QUALI CONDIVISE CON I MIEI COMPAGNI DI LISTA, MOLTE IDEE SONO VALIDE E ANCHE FACILMENTE ATTUABILI, HO UN PROGRAMMA CHE SPERO OVVIAMENTE DI REALIZZARE O ALMENO RIUSCIRE A GETTARE LE SUE BASI PER IL FUTURO, MA C’E’ UNA PROMESSA CHE VOGLIO PUBBLICAMENTE FARVI, QUELLA DI ESSERE SEMPRE  ME STESSO, DI NON TRADIRE I MIEI SANI PRINCIPI, DI ESSERE DISPONIBILE, COME HO FATTO FINORA, DI RIMANERE ME STESSO AL VOSTRO SERVIZIO, AL SERVIZIO DEL PROSSIMO.

GRAZIE.

Sara Marino

Scrittori e scritture

SINOSSI                            

DESTINO DI SANGUE

Rebecca Mazzei conduce una vita normale, tra amici, lavoro e divertimento in una piccola cittadina che assomiglia molto a Prato. Un giorno però una strana Confraternita fa il suo ingresso nella sua vita, assicurandole che lei è il loro Cacciatore, dotato di misteriosi ma potentissimi poteri, e che deve guidarli nella lotta contro i vampiriIn breve, Rebecca scopre un mondo di cui non avrebbe mai sospettato l’esistenza, tra vampiri che si nascondono dietro una falsa identità, mischiandosi con gli esseri umani, come Lucas e Julia, e altri che vogliono ucciderla, tra i quali il più pericoloso è sicuramente Marcus, capo di una banda di demoni assetati di sangue. In breve tempo però Rebecca e Marcus dovranno mettere da parte la loro rivalità per salvare Lucas e Julia, rapiti da una banda di vampiri ribelli. Rebecca dovrà inoltre fare i conti con le bugie raccontatele dalla Confraternita, su lei stessa e sui vampiri. E sarà proprio in quest’occasione che qualcosa cambierà in modo definitivo nei rapporti tra Rebecca e Marcus: un sentimento impossibile da ammettere persino a se stessa per Rebecca, un cuore assopito da secoli che torna a battere per Marcus.

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LA FRECCIA DEL DIAVOLO

La vita di Rebecca non scorre certamente tranquilla. Dopo aver scoperto la sua vera natura e cosa si celi nel buio della notte; dopo aver smascherato le bugie raccontatele dalla Confraternita e aver affrontato un’epica battaglia per salvare coloro che ormai ritiene i suoi migliori amici, nonostante siano vampiri, si ritrova a dover fare i conti con la prova più difficile di tutte: venire a capo dei suoi sentimenti per Marcus, il più potente tra i vampiri. Proprio dal passato di Marcus, però, emerge un nuovo pericolo: un killer senza remore, che uccide giovani donne con una freccia dritta al cuore, senza fare distinzioni tra umane e vampire. Rebecca dovrà di nuovo scendere in campo per sopravvivere e per salvare le persone a lei care, e così facendo scoprirà il triste e terribile passato di Marcus e la sua sete di vendetta. I suoi accresciuti poteri consentono a Rebecca di squarciare il velo che separa i vivi dai morti, permettendole di sapere che cosa succederà se non impedirà a Marcus di cadere preda della propria rabbia, perdendo quel poco di umanità che gli resta. Nel corso di una lotta senza pari, assieme al killer Marcus dovrà affrontare il suo passato e impedire che questo annienti il suo futuro con Rebecca, mostrandole di poter essere alla sua altezza.Rebecca, invece, cercando di salvare Marcus capirà che la Distruttrice dentro di lei è molto più potente del previsto che il battito nuovo nei i loro cuori è l’inizio di un amore eterno.

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L’OMBRA DEL DEMONE

Perché Erika afferma di non ricordare nulla del proprio passato? Quali porte apre nel suo cuore l’affetto di Irene e Marco, e della loro figlioletta, Isa? Che nome ha il sentimento che prova per Leonardo? A quante domande deve rispondere un demone, quando si accorge essere umano.
Sopravvissuta a un incendio che devasta la sua casa, Erika viene ospitata da una amorevole famiglia, che le fa conoscere l’affetto e le cure che le sono sempre mancate. Insieme a Irene e Marco e alla loro figlioletta, Isa, Erika scopre per la prima volta il calore di un abbraccio e la tenerezza di un bacio di benvenuto. Fare colazione insieme, uscire per fare shopping, consolare una bimba… Sono cose semplici eppure, per Erika, straordinarie manifestazioni di un’umanità sconosciuta.
L’amicizia che nasce tra lei e Leonardo, il ragazzo della porta accanto, apre la porta anche su altri sentimenti, fino ad allora mai incontrati. Quando lui le sorride o la stringe a sé al ballo della festa dei fiori, in lei si risvegliano sensazioni insolite ma molto piacevoli, a cui non desidera rinunciare.
Erika, però, non è una ragazza normale: dietro al suo aspetto dolce e un po’ triste si nasconde una creatura complicata e pericolosa, capace di ferire e uccidere con estrema facilità. Non è però la vita che desidera per sé. Soprattutto dopo aver conosciuto l’amore, l’unico suo desiderio sarà vivere tra gli umani che l’hanno accolta tra loro senza fare domande.
Cosa succederà, però, quando i suoi genitori la troveranno? Perché Erika afferma di averli dimenticati e di non ricordare nulla della sua vita precedente? Quali segreti nasconde la misteriosa ragazza smemorata, preoccupata di nascondere la sua identità e di proteggere i suoi nuovi amici?
Quando infine Erika si troverà costretta ad affrontare il suo oscuro passato e a rivelare la sua identità, scoprirà che l’amore è più forte delle differenze, e che il motto di sua madre, Morte tua, vita mia, può perdere il suo valore.
Anche i demoni, se vogliono, possono essere umani.

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IL MIO DEMONE

Elena è impegnata in una ricerca sui demoni. Derek è affascinato dal mondo e dalla vita degli umani. Il loro è un incontro fatale, che cambierà il destino di entrambi. Quando Derek salva Elena da un’aggressione, rivelando la sua vera natura, lei dovrà convincersi che i demoni non esistono solo nelle leggende. Quella che vorrebbe essere una semplice avventura romantica, è però ostacolata da inganni, lotte secolari e dalle tradizioni degli abitanti dell’inferno, spregiudicati e assetati di potere. Può un demone lasciarsi guidare dal proprio cuore? Elena scoprirà che amicizia e amore sono sentimenti in grado di superare qualsiasi differenza. Mostrando coraggio e generosità, e salvandosi reciprocamente la vita in più di un’occasione, Elena e Derek lotteranno per conquistare il diritto di amarsi.

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Sara Marino

Sara Marino nasce il 6 gennaio del 1979 a Prato, dove vive tuttora. Figlia unica, cresciuta in una famiglia di operai, fin da piccola ama la lettura, passione ereditata da suo nonno, con cui passava interi pomeriggi a leggere. I nonni hanno avuto un peso importante nella sua vita: “non smettere mai di lottare se vuoi realizzare i tuoi sogni”, è stato il loro insegnamento. La vita l’ha portata a intraprendere diversi lavori, ma non ha mai mollato uno dei sogni più importanti nella sua vita: scrivere e far leggere le proprie storie. Scrittrice de “Le Mezzelane Casa Editrice”, ha già all’attivo quattro libri: “Destino di sangue”, “La freccia del diavolo”, “Il mio demone” e “L’ombra del demone”. Da quasi due anni, dopo aver conosciuto Andrea Ansevini nel 2019 a Milano, ha iniziato a collaborare con lui. Una coppia a mio giudizio, inossidabile legati da una forte amicizia e una grande passione per la scrittura, dotati di molta fantasia e tanta voglia di fare. Assieme, per chi non lo sapesse, nel 2020 hanno dato vita a un loro format online denominato “Il salotto culturale di Andrea e Sara” giunto alla seconda edizione e a breve, non sappiamo quando, inizierà la terza edizione, ci dicono, con un format rinnovato.Salotto che ha riscosso notevole successo in Italia e anche negli Stati Uniti, dove hanno intervistati autori emergenti italiani e anche tre autrici che vivono oltreoceano. Nell’attesa di vederli di nuovo online con il loro salotto, vi facciamo presente che con cadenza due volte a settimana, stanno pubblicando sulla loro pagina Facebook “I mille fogli sparsi di Andrea e Sara” tutte le puntate delle precedenti edizioni e inoltre assieme ad altri due autori, Eufemia Griffo e Renato Ghezzi, hanno dato il via a “I libri di S.E.R.A.” dove in 10-15 minuti hanno presentato un libro a settimana di diversi autori della loro casa editrice. Questo duo instancabile, ha all’attivo oltre 150 dirette realizzate in quasi un anno e mezzo, quindi non ci resta che attendere i loro nuovi progetti. Sara e Andrea sono anche amici di solidarietà, infatti un loro racconto,”Il coraggio di Sandra” è presente in un’antologia benefica per i bambini bisognosi. Un altro loro racconto, “Green ‘79” è giunto tra i finalisti a un concorso letterario nazionale “Raccontaci una storia” organizzato da Prometeo Estra. Un altro loro racconto, “Il cane Damien” invece è stato scelto ed è in gara per il concorso “Una storia per il cinema”. In quasi due anni di collaborazione hanno già fatto tanta strada e tanta ancora ne hanno da fare, in virtù anche di un libro dai contenuti sconosciuti che stanno scrivendo assieme, dato non ci hanno voluto dire quasi nulla in merito, ma sapremo attendere… C’è da aspettarsi di tutto da un duo così esplosivo e con tanta voglia di fare. Di recente li abbiamo visti anche in diretta Facebook sulla pagina della loro casa editrice dove sono stati protagonisti di una doppia intervista che hanno rilasciato alla loro editrice Rita Angelelli.

Se non l’avete ancora vista vi consiglio di andare a vederla collegandovi a questo link:

Vi lascio con un commento che riassume tutta la loro magnifica amicizia che li unisce assieme a tutto il loro fare uniti nella scrittura che li accomuna ed è quella con cui li ha definiti la loro capo editor in un commento durante la loro doppia intervista: “La coppia letteraria più prolifica del mondo”.

ANDREA ANSEVINI

Scrittori e scritture

BIOGRAFIA

ANDREA ANSEVINI è nato ad Ancona il 30 aprile 1979.

Ha vissuto fino al 2010 ad Offagna, da sposato a Polverigi con sua moglie Adele.

Con la maturità si è diplomato come tecnico elettronico con il massimo dei voti.

È appassionato di scrittura, musica e fotografia.

Ha iniziato a scrivere nel 1990 (a seguito del ritrovamento di numerose poesie che aveva accantonato e dimenticate) e da allora non si è più fermato, dapprima scrivendo poesie (oltre 1700), numerosi racconti (oltre 150), fino ad arrivare di recente anche ai romanzi. Nel 2010 ha pubblicato una raccolta poetica “Poesia nel diario”. Nel 2014 si è autoprodotto il suo primo romanzo “La porta misteriosa” a cui ha fa seguito nel 2017 “Oltre la porta” (Le Mezzelane Casa Editrice), con cui ha ricevuto un premio nel luglio 2019 come scrittore emergente nel panorama nazionale in mezzo a vip nazionali. Nel 2019 ha pubblicato il giallo “Delitto in casa Le Mezzelane” (Le Mezzelane Casa Editrice) con l’autrice Alessandra Piccinini. Nel 2020 ha pubblicato in self “Vietato dormire (20 racconti per restare svegli), una raccolta di 20 racconti scritti tra il 2010 e il 2020. Nel giugno 2021 ha pubblicato il fantasy “Pinocchio anno zero” (Le Mezzelane Casa Editrice) con l’autrice Viviana Nobilini. Prefazione a cura del cantautore Umberto Napolitano. Ha più volte svolto anche il ruolo di giurato a diversi concorsi letterari. Espone fotografie presso vari circoli culturali della provincia e della regione. Ha inciso anche 16 cd con sue poesie e brani rap. Durante la sua lunga carriera ha preso parte a numerosi concorsi regionali e nazionali ricevendo moltissimi premi e menzioni speciali e d’onore oltre a diversi premi speciali della giuria.

SINOSSI

Le storie non finiscono mai; se non ci fosse un “prima”, nessuno mai potrebbe scrivere, amare, vivere con tutta la forza che contraddistingue l’amore e la passione. Mentre assaporavo i colori, le sfumature del cielo, gustavo gli attimi che si erano susseguiti nella mia vita e intanto vivevo, guardavo avanti con un sogno stretto nel cuore e gli occhi sgranati, determinato a non voler mai più pensare al passato… Michele Rovito ci racconta le sue nuove avventure e le emozioni che la vita gli ha riservato, ma… è tutto reale oppure ancora una volta sta fantasticando? Sta al lettore andare “dietro la porta” per sapere che cosa lo aspetta nell’attesissimo seguito di “Oltre la porta”.

SCHEDA TECNICA

Data di pubblicazione: 28-07-2021

Numero di pagine: 112

Costo: 13,00 €

Collana: La mia strada

ISBN: 9788833285818

LINK EBOOK 1: http://negozio.lemezzelane.eu/prodotto/dietro-la-porta-ebook

LINK CARTA 1: http://negozio.lemezzelane.eu/prodotto/dietro-la-porta-carta

LINK EBOOK 2: https://www.amazon.it/Dietro-porta-Andrea-Ansevini-ebook/dp/B09C7ZQFBK/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=andrea+ansevini+dietro+la+porta&qid=1628922450&s=digital-text&sr=1-1

LINK CARTA 2: https://www.amazon.it/Dietro-porta-Andrea-Ansevini/dp/8833285812/ref=mp_s_a_1_3?dchild=1&keywords=Andrea+ansevini&qid=1628922615&sr=8-3 

Viviana Nobilini

Scrittori e scritture

BIOGRAFIA

Sono nata  ad Ancona, dove ho vissuto fino al 2005, anno in cui sono riuscita a realizzare il sogno di vivere a contatto con la natura e mi sono così trasferita con mio marito e i miei due figli nella campagna di Polverigi, un piccolo paese in provincia di Ancona. Ho trascorso i periodi dell’infanzia e dell’adolescenza in luoghi incantevoli della mia regione, come Portonovo, stupenda baia della Riviera del Conero. Diplomata al liceo classico e laureata alla facoltà di Economia e commercio, ho avuto alcune esperienze professionali legate ai miei studi e nel campo dell’ insegnamento. Attualmente sono scrittrice ed editor a tempo pieno. La forte curiosità di conoscere ha fatto nascere in me sin da bambina la passione per la lettura, affiancata a quella per la scrittura, a partire dall’ età adolescenziale. Ho conservato tutto in un cassetto, che ho deciso di aprire poco tempo fa  presentando i miei racconti e le mie poesie a “Le Mezzelane Casa Editrice”, una CE non a pagamento molto attenta agli scrittori emergenti. La raccolta “Come una cometa”, dedicata ai miei due figli di sedici e ventidue anni, dove racconti introspettivi si alternano a poesie, è stata pubblicata a ottobre 2020. Il mio ultimo libro, “Pinocchio Anno Zero”, pubblicato dalla stessa casa editrice a giugno 2021, rappresenta la mia prima esperienza di scrittura a quattro mani con Andrea Ansevini.

COME UNA COMETA

SINOSSI

“Come una cometa” è una raccolta di racconti e poesie, il cui filo conduttore è l’Amore, in senso ampio: l’amore verso il proprio uomo o la propria donna, verso i figli, gli amici, e anche la natura e le meraviglie del creato. Il titolo del libro è anche quello del primo racconto, interamente autobiografico, che narra un evento che mi ha segnato profondamente e che mi ha portato ad avere una visione nuova della vita e a dare il giusto peso e valore all’essenziale, a ciò che conta davvero. Prima di scegliere questo titolo, ho riflettuto a lungo sulla mia vita e l’ho immaginata come un cielo costellato di stelle, che rappresentano gli eventi importanti, quelli che segnano, che non si dimenticano. E poi ci sono le comete che, quando passano, illuminano così tanto l’esistenza da lasciare ricordi indelebili, anche se poi torna il buio, ma soltanto fino a una nuova alba.

QUARTA DI COPERTINA

Immagino la mia vita come un cielo costellato da una miriade di stelle, che rappresentano gli eventi importanti, quelli che segnano, che non si dimenticano. E poi ci sono le comete che, quando passano, illuminano così tanto l’esistenza da lasciare ricordi indelebili. Poi, però, spariscono, si allontanano lasciando dietro di loro una scia che si dissolve nell’oscurità, fino al sorgere del sole. “Come una  cometa” è anche il titolo del primo racconto, interamente autobiografico, di questa raccolta, che racchiude storie di vita intense e profonde. Sono racconti introspettivi, che toccano varie tematiche, il cui filo conduttore è l’Amore, inteso nel suo senso più ampio, che ci guida e ci accompagna nel nostro percorso ed è alla base di ogni nostra scelta. I racconti sono alternati alle poesie, che esprimono in versi le emozioni che l’autrice ha provato attraverso i suoi personaggi, in cui ognuno di noi, forse, può immedesimarsi almeno in un momento della vita.

PINOCCHIO ANNO ZERO

SINOSSI

Pinocchio anno zero, scritto in collaborazione con Andrea Ansevini, è un romanzo ironico e divertente dove sono narrati episodi e situazioni al limite dell’assurdo. È infatti stato definito scherzosamente dal cantautore Umberto Napolitano che ha scritto la prefazione, un romanzo “fuori di testa” ma denso di verità. Viene rappresentato uno spaccato della nostra società dove è presente l’ironia verso tutto e tutti, ma anche l’autoironia poiché all’interno del romanzo anche io e Andrea siamo protagonisti, insieme ai personaggi che abbiamo preso in prestito dalla favola di Collodi e a nuovi personaggi creati dalla nostra fantasia.

QUARTA DI COPERTINA

Cosa succederebbe se l’Italia fosse governata da Pinocchio, diventato adulto, e noi fossimo tutti burattini al suo servizio?

E se qualcuno, a sua insaputa, tramando alle sue spalle muovesse i fili?

Pinocchio Anno Zero è un romanzo “fuori di testa”, volutamente caotico e ricco di equivoci, contraddizioni e situazioni in alcuni casi al limite dell’assurdo. Tra avventure rocambolesche, colpi di scena e imprevisti, non sarà facile per Pinocchio cavarsela, perché, si sa, il disastro è sempre dietro l’angolo. Pur avendo come protagonista Pinocchio, il romanzo presenta uno spaccato della società odierna, in cui realtà e fantasia si fondono, e non ha la presunzione di dare un seguito all’inarrivabile favola di Collodi, di cui ha soltanto preso in prestito i personaggi. È quindi un testo ironico e divertente, che vuole fare divertire grandi e piccini.

Fiabe sonnacchiose

Scrittori e scritture

Fiabe sonnacchiose è una raccolta di nove piccoli racconti che parla al cuore dei più piccoli raccontando loro un legame indissolubile con la natura e gli animali, dal piccolo e tenero gattino al grande e forte lupo. Antichi, ma ancora validi, valori, fanno da sfondo alla delicatezza di testi semplici da comprendere, che possono esser letti dagli adulti per accompagnare i piccoli nel dolce oblio della notte o usati come prime letture dai più grandi. Corredato da meravigliose illustrazioni, il libro si presenta come un fantastico viaggio alla scoperta di mondi nuovi in compagnia di animali gentili e divertenti, gatti solitari e un simpatico fantasmino che animerà la lettura dei più piccoli trasportandoli dentro un meraviglioso castello incantato. Il messaggio principale di questa raccolta di fiabe è andare oltre l’apparenza. Fiabe sonnacchiose diventa una moderna parabola della vita dove ognuno di noi non è l’etichetta che gli viene affibbiata. Più di un libro di favole. Alla fine del libro i piccoli lettori troveranno delle immagini da colorare che potranno poi postare sul sito volaresullealidiunlibro.com e vincere dei simpatici premi.

Disponibile su Amazon a questo link

Affrontare ogni ostacolo con resilienza e determinazione!

Sport

Affrontare ogni ostacolo con resilienza e determinazione!

Matteo SIMONE

Psicologo, psicoterapeuta

Una volta fissato l’obiettivo, è importante per l’atleta prestare attenzione ai suoi allenamenti, alle sue sensazioni, è importante sapersi ascoltare, capire quando, quanto e come si fatica, come è la respirazione, come sente le gambe, è importante accorgersi di ogni minimo fastidio e capire a cosa possa essere dovuto, in modo da poter intervenire in tempo e rimediare per evitare di perdere importanti sedute di allenamento e compromettere la prestazione-obiettivo.

Ringrazio il triatleta Massimo Castellano per le sue cortesi parole:

Anche io ho comprato il libro del profeta dello sport dott. Matteo Simone, tu cosa aspetti? Non puoi farne a meno… è un piacere leggere i libri che racchiudono la grande esperienza di chi vive lo sport quotidianamente, perché i consigli giusti ti possono aiutare psicologicamente ad affrontare ogni ostacolo con resilienza e determinazione! Dajeee🏃🏼‍♂️🏊‍♂️🚴‍♂️💪🏻😃”.

La preparazione mentale può curare diversi aspetti che contribuiscono alla migliore riuscita della prestazione. È importante partire dalla consapevolezza dell’atleta nell’impegno che si appresta a prendere. Si può invitare l’atleta a considerare le precedenti preparazioni a competizioni simili considerando i momenti di difficoltà, di eventuali crisi, di eventuali infortuni, di eventuali rinunce e pensare a come sono stati affrontati, gestiti e superati. Si può invitare l’atleta a confrontarsi con altri atleti che hanno sperimentato una preparazione simile, a persone più esperte. Si può invitare l’atleta a immaginare gli allenamenti più impegnativi: quando si svolgeranno, in quali condizioni atmosferiche, in quali percorsi, con eventuali amici di allenamento, in quali orari. L’atleta può avere voglia di partecipare ad una competizione durante il periodo di preparazione, però deve essere attento a non distrarsi dall’obiettivo previsto, quindi avere un occhio orientato al presente ed uno al futuro prossimo. Importante suggerimento è credere in quello che si fa, essere convinti di quello che si fa. Questi suggerimenti sono semplicemente delle proposte di piccoli cambiamenti che a qualcuno potrebbe essere utile, potrebbe fruttare una migliore prestazione. Cosa c’è prima di una gara? Un fiume di pensieri, sensazioni, emozioni, allenamenti, preparazione, incertezze. Un obiettivo, una sfida, una pianificazione minuziosa, un’attenzione al minimo dettaglio. Tensioni, pressioni, esperienze uniche, dense, forti, intense, paure, insicurezze, consapevolezze. Partecipare a una gara diventa un progetto, uno studio delle difficoltà, delle risorse personali possedute che possano permettere di far bene la gara. E’ indispensabile fare progetti credibili a se stessi, un ottimo punto di partenza è credere di essere in grado perché si è sperimentato gradualmente dei miglioramenti.

Interessante la testimonianza di Carla Fracci nel suo libro a pag. 114:

La tensione del palcoscenico può giocare cattivi scherzi. Il solo pensiero di affrontare il pubblico può paralizzare: ‘Chissà’ cosa sente, cosa pensa. Gli piacerò? Noterà i miei difetti? E miei errori?’. Prima di tutto mi si blocca il respiro… Ci sono ballerini bravissimi, reduci da performance straordinarie in sala prova, che al momento di andare in scena sono vittime di un vero e proprio crollo e si esibiscono a metà delle loro reali possibilità. Una ballerina… è fuggita prima dello spettacolo… La tentazione è venuta anche a me. Chi è seduto in poltrona aspetta rilassato di vedere immagini di un mondo fiabesco e incantato…“. La preparazione va programmata con la massima accuratezza considerando il proprio potenziale atletico relativo alle precedenti competizioni e ai precedenti programmi di allenamento. È auspicabile stilare un programma di massima di allenamento che comprenda alcuni test importanti di allenamento o di gara per valutare il grado di preparazione e in modo da capire i ritmi da poter sostenere nella competizione-obiettivo.

E’ interessante quanto riportato nel testo La teoria gestaltica parola per parola, così è scritto a proposito dell’affrontare situazioni:

Il ruolo dell’aggressività nella personalità bene integrata è quello di strumento per affrontare una data situazione – certe situazioni richiedono aggressività. Altre situazioni richiedono, diciamo, un comportamento razionale; altre situazioni ancora richiedono di ritirarsi in se stessi. Se non riesci ad affrontare una certa situazione così com’è, ritirati fino a una posizione nella quale ti senti più a tuo agio, o dove ti aspettano le situazioni irrisolte, e poi potrai uscire di nuovo all’aperto. Questo ritmo è di grandissima importanza per la vita…Contatto/ritiro. Ricordateneve, è sempre un ritmo.

Bisogna capire come impiegare le proprie risorse, su chi si può puntare e fare affidamento. Bisogna sapersi monitorare nel corso del tempo, sapersi testare o farsi testare. E’ importante considerare la preparazione fisica, la preparazione nutrizionale, la preparazione mentale. Sapere gli esercizi fisici da fare per rinforzare i distretti muscolari carenti o importanti per un determinato gesto atletico.

Interessante l’esperienza di Massimiliano Giattini:

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamento, pre-gara, gara, post gara)?

Gli allenamenti pre-gara sono fondamentali, li affronto con determinazione, sapendo che la gara è imminente e voglio essere al top. Mi domando se sarò pronto, cerco più che mai di lavorare sui miei difetti, i miei pensieri convergono inevitabilmente sul fatidico giorno e non nego che talvolta l’emozione mi rallenta nel prendere sonno durante la notte. E’ una sensazione meravigliosa. La gara, sembra assurdo che siano solo quei due minuti a determinare l’esito di mesi di duro allenamento, ma è proprio per qui due minuti che un atleta si sacrifica ogni giorno. Il giorno della gara è un cocktail assurdo di sensazioni. Più importanti tra tutte emergono le risate con in compagni di squadra che smorzano la tensione dovuta a quel po’ di ansia da prestazione, ma è molto importante concentrarsi e focalizzare su ciò per cui ci si è preparati. Gli ultimi accorgimenti dell’allenatore, gli ultimi lavori sulla tecnica, le cose da tenere a mente sono molte. Post gara ho sempre la sensazione che potevo fare di più. Cerco di accontentarmi sempre del risultato ottenuto e se anche non fosse stato il massimo, non voglio farne un dramma. Di solito al termine delle gare si va a cena tutti insieme per cui si crea sempre un bel momento. Nei giorni seguenti allento un po’ con gli allenamenti ma è inevitabile che ogni giorno mi rivivo tutta la gara attimo dopo attimo cercando di capire cosa è andato bene e cosa posso migliorare.

Lo sport diventa uno stile di vita e un’opportunità per conoscersi, sperimentarsi e mettersi in gioco. E’ importante porre tanta attenzione nelle cose che si fanno e sviluppare consapevolezza di sé e fiducia in se stessi. La motivazione deve essere solida. E’ necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili. La self efficacy è la convinzione di possedere le capacità per raggiungere i risultati prefissati. Le fonti delle convinzioni di efficacia: esperienze di successo, modelli di riferimento, persuasione verbale, sensazioni sperimentate in esperienze di successo. Le persone con un alto senso di autoefficacia percepiscono le difficoltà come sfide. L’autoefficacia è la convinzione della propria capacità di fare una certa cosa o di raggiungere un certo livello di prestazione. L’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà è la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia. Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia. Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia ricorda un evento, episodio, prestazione dove sei riuscito e rispondi alle seguenti domande: quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo? Tenacia, determinazione, resilienza accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il percorso. La persona resiliente ricerca strategie creative di fronte alle difficoltà, possiede autostima, attitudine ad apprendere dall’esperienza, importanti relazioni familiari e amicali. Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. Più è grande la fatica e più si è apprezza quando è finita, più si è soddisfatti quando è finita. Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione. La passione per uno sport permette di condurre uno stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire. Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione. Lo sport permette di incrementare consapevolezza, sviluppare autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di riuscire in qualcosa. E’ importante valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio e il proprio bisogno. Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, rimodulare gli obiettivi in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Si può fare tutto gradualmente e progressivamente con cautela e attenzione, apprendendo dai più esperti e dall’esperienza, iniziando a piccoli passi lenti con minimi obiettivi e poi ognuno prende la sua strada più o meno lunga, più o meno difficile. Più è grande la fatica, più è lungo e buio il tunnel, più è grande la crisi e più si è riconoscenti quando tutto è finito per aver superato tutto. Tutto passa, tutto cambia; passa la fatica, passa la crisi; rimane la consapevolezza che anche questa volta si è riusciti incrementando la forza interiore che aiuta non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana lavorativa, familiare, relazionale.

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

https://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Intervista a Maria Rita Parsi.

Scrittori e scritture

Professoressa Parsi lei tratta un tema potente nel suo magnetico libro STJEPAN DETTO JESUS, IL FIGLIO, un  personaggio straordinario… potrebbe dirci qualcosa in più del carattere dell’eroico personaggio?

E’ un bambino, figlio indesiderato di uno stupro etnico. Ovvero dell’infernale progetto di “violentare le donne del nemico”,  per far nascere  figli che appartengano alle donne catturate ma seguaci di un’altra religione. Dunque, un’offesa ai nemici che  viene arrecata loro attraverso i corpi delle “loro” donne . Stjepan, però, nasce accolto da una comunità di donne della stessa religione degli stupratori. Sono le suore cristiane di un convento che accoglie le ragazze bosniache stuprate affinché non si suicidino o vengano uccise dai  loro stessi parenti o abortiscano. E  nasce  proprio come Gesù: il 25 Dicembre, a mezzanotte. E’, dunque, un piccolo salvatore che, quandoi viene al mondo, è deposto  nel Presepe alllestito dalle suore per  la notte di Natale. Ed  è  anche lui nato  per salvare il mondo e nella speranza di poterlo fare. Anche nel nome e per conto di chi, all’inizio della sua vita, nell’atto del concepimento, gli ha propinato il veleno della violenza. Stjepan, detto Jesus, è pertanto il Bene Assoluto- che, peraltro, ogni bambino rappresenta quale “oro e petrolio del mondo”- concepito dal Male. E viene al mondo per combatterlo, ostacolarlo, redimerlo.

Nella storia, il nostro protagonista si individua.  Assistiamo,infatti,  ai suoi cambiamenti nel crescere. Per lui che cosa è vivere e quando intuisce di  volersi differenziare dal Padre ?

Ad aiutarlo nell’opera di questa individuazione, differenziazione, tesa a contrastare il Male dell’essere stato concepito con uno stupro,saranno le persone generose, buone, amabili che lo aiuteranno a crescere. Anzitutto e soprattutto, la bisnonna Anja, a cui la madre lo ha lasciato in custodia, perché incapace di amarlo ed allevarlo,lo zio, la maestra- quasi una mamma che conosce il suo dramma e lo ama, i suoi compagni di scuola, il padre di uno dei quali lo salva da poter essere rapito da un mercante di schiavi- bambini. E, poi, di seguito, quando la nonna morente lo invita a ricercaresua madre,tutte le persone che, in compagnia del suo cane Tasko,  della sua tartaruga Tika e della sua amatissima macchina fotografica, Stjepan incontrerà. E lo farà  seguendo la traccia degli invii di denaro  che sua madre Mariaka ha sempre mandato alla bisnonna Anja, per sostenere le spese necessarie ad allevarlo nel migliore dei modi. Ovvero, il dottore Subinosky, direttore dell’ospedale psichiatrico dove sua madre si è curata ed  ha  fatto la cuoca; i gestori del Ristorante degli Specchi dove ha lavorato, sempre come cuoca e, poi, come cameriera; gli attori e i gestori del Circo della luna che riusciranno a metterlo nuovamente in contatto con sua madre e a consentirgli ,finalmente, di  incontrarla. Così, tornare ad avere fiducia nell’umanità, nel conforto, nell’ascolto nell’accoglienza, sarà per  Stjepan, detto Jesus, il modo  per trovare un’identità capace di indurlo a  scrivere una lettera, al terribile padre Zlasko, chiuso in carcere, per andare ad incontrarlo. E per dirgli, guardandolo negli occhi:“ Io  non sarò mai un uomo come Lei: non farò mai la guerra, non stuprerò mai le donne!”.  Ma che, poi,  lo spingerà anche a lasciarlo in compagnia della sua tartaruga Tika e a sottolineare, uscendo dal parlatorio del carcere: “Ma io tornerò a riprenderla”. Sarà quel “tornerò” a suscitare, nel padre stupratore, il pentimento e il “ grazie” che chiude il romanzo con l’identificatorio perdono di chi rifiuta una nascita generata dalla violenza, dalla brutalità, dall’oscurantismo più retrogrado che condanna tanti uomini ad essere servi crudeli dei “signori della guerra”.

Con questo libro arriva dritta al cuore dei  suoi lettori… quanto c’è di vero nel testo e quanto di immaginario?

C’è tanto se non tutto ! della storia di molti di quei bambini e di quelle donne. Il resto è denuncia e affermazione netta, irrinunciabile, inalienabile  che solo le donne e i bambini possono cambiare, alla fine, il volto stravolto di questa stravolta umanità. Di questo “ Universo di traverso” , così come lo definisce il grande poeta adolescente ,Nicolò Vernaglione

Avere una presenza così importante nella comunicazione, aiuta o meno a scrivere?

E’ una vera , autentica possibilità. Poichè soltanto il virtuale usato, oggi, in modo “virtuoso” può dare spazio a storie, testimonianze, qualità, impegni che i “signori delle cricche” inibiscono e non fanno fiorire.

Lei ha scritto “Chat ti amo”, a che punto sono i social oggi?

Era il 2000 e già, con Elena Di Ruzza ispiratrice del libro e con una romanziera di successo Roberta Rizzo ,pensammo, pur apprezzando l’immenso valore di questa innovativa, rivoluzionaria possibilità, di mettere in guardia chi usava i social, proprio in merito al modo scorretto,  manipolativo, seduttivo ,irresponsabile, persecutorio con il quale potevano essere malamente usati. Penso, ad esempio, al cyberbullismo,  agli “Haters”, alla pornografia e alla pedopornografia. Penso alla società degli spiati e degli spioni nella quale, oggi, siamo ridotti a vivere. Solo in parte, però, siamo state ascoltate. Eravamo soltanto tre donne e volevamo circoscrivere e rendere non pandemico il contagio del virtuale!

Una frase del suo bellissimo libro per i nostri lettori……

La frase del sottotitolo che accompagna il libro “ I Bambini vengono al mondo per salvarlo- proprio come Gesù!-  e per salvare i loro genitori!”. La Famiglia è, infatti, la prima, radicante agenzia educativa. E il microcosmo familiare è speculare al macrocosmo sociale. E, viceversa! Bisogna aiutare, formare, curare, anzitutto e soprattutto, i genitori perché possano, poi, garantire ai loro figli e all’Umanità, la speranza di avere un Futuro migliore. Anzi, di avere un Futuro!

STJEPAN DETTO JESUS,IL FIGLIO

Scrittori e scritture

Nel nostro percorso di lettura estivo, inseriamo nel nostro Blog, l’introduzione al nuovo libro di Maria Rita Parsi. Preparatevi a conoscere STJEPAN DETTO JESUS, IL FIGLIO, un libro che ci auguriamo i nostri lettori possano scegliere per la lettura.

STJEPAN DETTO JESUS, IL FIGLIO

Sottotitolo:

Il romanzo dei bambini che vengono al mondo per salvarlo e per salvare i loro genitori

Sinossi

Stjepan, detto Jesus perché nato a mezzanotte del giorno di Natale, si sente orfano senza esserlo. Figlio della violenza di un soldato su una giovane donna durante la guerra dei Balcani, è stato abbandonato dalla madre, che non sapeva come amarlo e non voleva odiarlo. Cresciuto sotto l’ala protettiva di una bisnonna forte e allegra che però non gli nasconde la verità, a nove anni Stjepan decide di partire alla ricerca della mamma, accompagnato solo dalla sua tartaruga, dal suo cane e dalla sua inseparabile macchina fotografica. Un viaggio sulle tracce di una donna in fuga da se stessa, che cambiava un lavoro dopo l’altro, lasciando dietro di sé molti amici che accolgono Stjepan con grande affetto, lo aiutano a conoscerla e infine a perdonarla. Ma il libro non finisce con il loro commovente incontro. Perché Stjepan ha ancora un desiderio: andare a trovare il padre in carcere, per dimostrargli che la sua esistenza è la risposta umana alla sua disumana violenza e che la sua sola vendetta sarà non diventare come lui. Un romanzo che dà voce alle vite distrutte dalla guerra e all’incredibile coraggio grazie a cui molte vittime sono sopravvissute. E la voce è quella indimenticabile di Stjepan, pieno di speranza e ostinata tenerezza, come solo possono esserlo i bambini che salveranno il mondo. Il ritorno alla narrativa di Maria Rita Parsi, personaggio di spicco di questo Paese, da sempre impegnata con il suo lavoro a renderci tutti più attenti agli altri, più critici davanti al male, più generosi, più giusti, più degni della nostra umanità.

Bio

Maria Rita Parsi è psicopedagogista, psicoterapeuta, docente universitaria, saggista e scrittrice. Attuale componente dell’Osservatorio nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, già membro del Comitato Onu sui Diritti del Fanciullo, ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni di contenuto scientifico, letterario, divulgativo, poetico, teatrale e numerose collaborazioni con quotidiani e periodici. È presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus.

Recensione ” L’ordine di Liliana Marchesi “.

Scrittori e scritture

Apre il libro di Liliana Marchesi Syria, con la sua storia, dobbiamo immergerci come lettori nella ricerca di “ cose bellissime “ , che si toccano con la vista, con la mente, mentre si girano le pagine. Leggendo l’Ordine potremmo chiederci come è il corpo di Greg, che nei ricordi di Syria è bello, come il posto dei loro incontri. Nelle dichiarazioni di questi due personaggi, scopriamo i motivi dell’ordine, negli argomenti del loro stare insieme ci appare, anni dopo la nostra Syria rivive attimi felici, di queste ore, seppure la loro felicità, si confronta con la vita dell’Ordine, che ha cambiato le regole e costruito Istituti in cui i bambini vengono condotti e cresciuti dal loro primo giorno di vita, lottando come Syria e come Greg per lasciare il nido. Nella trama del libro, assume molto peso, essere cresciuti fuori oppure dentro l’Ordine.

Qui la prima domanda a Liliana Marchesi che è ” Come si vive nell’ordine ? “

In realtà la risposta è semplicissima. Nell’Ordine non si vive, si sopravvive, ci risponde.

Domande, visi, sui quali cercare risposte sono per Gregory parole, quelle giuste, che permettono ancora di dire, di parlare, lui vuole sapere la sua origine, come è nato nell’Ordine, come ci è arrivato, come ha perso padre e madre. Si conosce la violenza, gli schiaffi dell’Ordine, che ci fanno riflettere sul termine “ deciso “, per comprendere che chi comanda è l’Ordine, è sempre pronto ad agire, ha energia, ad esempio il Lupo è deciso a tutto, braccio dell’Ordine. Un confronto, tra le cose bellissime, che si cercano, con quello che l’Ordine considera educazione, la cultura di due genitori, cerchiamo un po’ di sentimento, soprattutto fuori dall’Ordine, in queste storie. Da dove passa nel libro chi vuole la libertà ? E’ la vita dei villaggi che conosce , chi ha paura di soffrire di paura, muore di paura si dice, seppure l’Ordine blocca, fa paura, non solo, si rimane solo, i pensieri, anche nei testi, divengono confusi, dopo che l’Istituto, ha tolto il permesso di leggere, la capacità di lettura viene meno, la paura è passata anche per le lettere, per quelle parole giuste, che cercava il nostro Gregory.

A Liliana, gentilissima nell’accogliere le nostre domande, chiediamo : ” Come sono le parole con le quali l’Ordine da i comandi ” ?

Ci risponde che i comandi arrivano ” attraverso la litania che ogni mattina i ragazzi ripetono. Parole che affondano le radici nell’animo, sostituendo pensieri di libertà con obblighi “.

Cerchiamo di spingerci in due riflessioni da lettore, come si conosce il “ metodo “ dell’Ordine e come l’autrice sappia raccontare una buona storia. Non è facile spingersi ed introdurre parti del testo che si devono conoscere direttamente con l’esperienza di lettura, a “ noi ci basta “ superare l’ovvio che è “ andatevene dall’Ordine “ se non vi piace, come leggerete non è facile. Dopo che avrai letto il libro anche tu saprai perché, qui la costruzione della storia è importante, l’autrice ci introduce alla sua idea di racconto, dove ci si racconta, si parla di questioni private, di sentimenti, dove “ andarsene “ è difficile per il lavoro delle Guardie, che l’Ordine ha messo al confine. Si legge di come cresce, rimanendo nell’Ordine la solidarietà, s’iniziano ad intravedere poi a conoscere, personaggi timidi, paurosi, come personaggi più solidi, nel racconto. Si tratta di sopravvivere, di trovare un modo potente per sconfiggere la realtà che si vive nell’Ordine, è divertente leggere di molti “ battibecchi “, di come si definisce, in modo divertente, chi si è perso, allontanandosi nella direzione sbagliata, anche noi non vogliamo allungare troppo la strada della nostra recensione. L’Ordine invece non si muove che con il treno, in modo organizzato, si muove con gli aerei, è chiaro che spesso l’Ordine usa mezzi per non dare accesso in degli spazi, da dei nomi alle zone, vedi la Zona C, sembra portarti sempre in uno spazio chiuso, appena hai troppi pensieri sugli amici, i sentimenti, è come se avesse rapito tuo figlio, meglio lo avesse sottoposto ad un trattamento curativo, una dolorosa cura, che quasi tutti vogliono sconfiggere. Non solo l’Ordine, vuole evitare il contatto umano, parlare con i video, i numeri, aprire gli occhi su chi è nell’Ordine un “ pezzo grosso “, un Capo, un Governatore, anche se chi è non è nell’Ordine un ” alleato “fa una contestazione, anche giovanile, più che dire “ Governatore “, vuole dire “ Bastardo “, chi è con un piede fuori l’Ordine, tra i protagonisti, non vuole dire città, vuole dire questo “ cazzo di città “. Si tratta di creare “ delegittimazione dell’Ordine”, al quale si prepara, dall’interno una vera guerra, una battaglia, per cambiare quello che sta succedendo.

A Liliana, ringraziandola, chiediamo ” Come si combatte l’Ordine ” ?

Accettando il caos che abbiamo dentro. Perché non esiste una regola, ma solo il buonsenso di dare ascolto ai sentimenti, coltivandoli affinché sboccino in qualcosa di positivo.

BUONA LETTURA

Un modo di riflettere anche sulle origini, la nostra nascita, spesso molti sono legati alle tradizioni, al mondo contadino, le hanno vissute le tradizioni, sono diventate un ” paesano “, diverso è se dopo che si è nati si viene messi nell’ Ordine.