Masseria nzeta ” Serata della Taranta “

Cucina

Salgono sul palco di Masseria nzeta, tra la fine di Luglio e i primi di Agosto del 2021, una serie di artisti che ci faranno vivere, nella bellissima location, le emozioni della musica tipica salentina, si ascolta e si balla a ritmo della ” taranta “. Per gli amici del Blog CAMBIO GIORNO abbiamo ” strappato ” un invito ufficiale delle organizzatrici dell’evento.

Vi aspettiamo per degustare la nostra ottima cucina tipica ,farvi assaporare i prodotti del nostro meraviglioso territorio.E soprattutto vi aspettiamo per un imperdibile spettacolo di taranta salentina …da non perdere .

Per info .Masseria nzeta

Linda e Angelica Lanzilotti

Spaghetto alla rucola e peperoncino con salsa di fiaschetto

Cucina

Spaghetto alla rucola e peperoncino con salsa di fiaschetto

(Torre Guaceto), scaglie di caciocavallo e croccante al tarallo .

RICETTA

NGREDIENTI PER 4 PERSONE

400 gr spaghetti alla rucola e peperoncino (Pasta Ligorio)

600 gr passata di Fiaschetto di Torre Guaceto (Calemone)

300 gr di Caciocavallo

300 gr taralli all’olio

6 datterini galli

Uno spicchio d’aglio

Basilico fresco

Olio evo

pepe

PROCEDIMENTO

. In un tegame mettete un cucchiaio di olio.

. Aglio in camicia (da togliere dopo).

. Rosolate, togliete l’aglio

. Tagliate i datterini a metà aggiungeteli

. Fate cuocere per cinque minuti

. Aggiungete la passata di fiaschetto

. Sale quanto basta

. Allungate con acqua di cottura

. Fate cuocere per 20 minuti a fuoco basso

. Cuocete lo spaghetto al dente

. Aggiungetelo alla salsa (se necessita allungate con acqua di cottura)

. Tritate in modo grossolano il basilico e mantecate

. Impiattate

. Aggiungete a pioggia da un lato il caciocavallo, dall’altro lato il tarallo

PER IL CACOCAVALLO

. Con l’aiuto di una grattugia, riducete il capocollo in scaglie e tenete da parte

PER IL CROCCANTE AL TARALLO

. Con l’aiuto di un tritatutto, mettete dentro i taralli e tritate in modo grossolano

In una ciotola aggiungete (taralli un filo di olio una macinata di pepe)

Recensione : Cuore e Mente

Scrittori e scritture

Giuseppe Di Summa presenta il libro di Alessia Di Palma ” Cuore e Mente “.

Un libro che contiene la storia di Valentina, che mastica momenti amari, osserva il suo ruolo in famiglia con fatica . Scorrendo le pagine, inizia a passare il tempo, con quello che possiamo considerare un suo innamorato, un musicista americano, da lei attratto, che fa di nome Zack, Nel posto dove lei lavora, un ristorante, transita gente non spesso tranquilla, che da colore al suo divertimento, anche con parole non molto gentili, invece, Zack, il ragazzo, l’americano, ha in se qualcosa di molto affascinante, le offre posti tranquilli, una passeggiata in scooter per Capri, inizia ad entrare nei suoi pensieri. Approfondiamo degli episodi, nella ottima narrazione dell’autrice, tra Zack e Valentina, ad esempio i giorni che lei passa al ristorante, dove Zack inizia ad essere presente si sforza di raggiungere, sollecitare Valentina. L’autrice ci è d’aiuto anche con qualche pensiero, della nostra protagonista, sul suo essere donna libera, sul suo essere triste e sfortunata, anche in confusione, che arriva con fatica a momenti di confidenza. Quelle di Valentina, non sono solo fantasie, lei lotta, con la sua mente, per non fare cose stupide, in suo aiuto viene l’amica Caterina, che aiuta la nostra protagonista a capire cosa desidera, ammonisce Zack, su come comportarsi, su quello da chiedere alla giovane ragazza. Valentina, dopo l’incontro con Zack, che non è solo l’ascolto di una canzone, la passeggiata in Vespa, è anche la voce del cuore, si presenta, con momenti intensi, ben descritti da Alessia Di Palma, che ci guida anche nel dialogo interiore di un amore, in diversi episodi tra i due giovani. Alessia Di Palma con Valentina fa un ottimo lavoro, la anima con la musica, le dona delle espressioni, la porta a distrarsi con note, fa entrare nella sua vita Gabriele, dopo Zack, non è l’unico incontro, visto che vive anche quello con il pianoforte della sua casa. La testa tra le nuvole, mostrarsi come fidanzata di Gabriele, anche se non tutti la vedono tale, le fa personalizzare, il suo mondo. Leggendola ci s’inizia chiedere cosa sia per lei la musica, che sarà motivo del suo nuovo incontro con Zack. La fortuna sembra nel finale accompagnare la protagonista, si legge del suo grande cambiamento, una storia in cui l’autrice pone in evidenza, come cuore e mente, per stare in equilibrio devono lavorare in simbiosi.

Giuseppe Di Summa

Alessia Di Palma descrive i suoi personaggi.

I personaggi di Valentina e Caterina sono due facce della stessa medaglia, insieme si compensano, anche se sembra che Caterina sia un po’ la spalla forte che sostiene Valentina. Zack è un ragazzo diverso dagli altri a quell’epoca, che non ambisce a crearsi una famiglia e fare un lavoro per mantenerla; lui vuole vivere di musica ed è tutto ciò che Valentina ha sempre sognato, ma ha avuto paura di essere: musica e libertà. Gabriele, invece, compensa i veri sogni di Valentina, ovvero una stabilità in cui la musica fa da sottofondo a rallegrare la sua vita. La parte che ho sentito più mia, quando ho scritto “Cuore e Mente”, è stata senza dubbio il prologo, in cui mi sono cimentata ricordando la distruzione interiore provata alla morte della mia cara nonna. E anche il pezzo del capitolo 7 in cui Valentina riesce finalmente a superare la sua più grande paura: è la stessa cosa che provo io quando devo parlare in pubblico, ogni volta che presento i miei libri. Si avverte una vittoria interiore che all’esterno non si nota, perché sono fuochi d’artificio visibili solo all’animo di chi sta provando quei sentimenti.

Alessia Di Palma

Intervista a Silvia Lisena.

Scrittori e scritture

Quali sono i tuoi canoni di scrittura, se vuoi farlo, puoi rendere nota una dedica, su un tuo libro, su altri che hai comprato, che ti ha fatto molto piacere ?

Il mio libro è dedicato, in modo generico, a tutti coloro che sono “alla ricerca”, che ne è un po’ la parola chiave. Siamo tutti sempre alla ricerca di qualcosa e sapere che da qualche parte nel mondo c’è qualcun altro che condivide tale percorso è ciò che salva,

Il titolo ” Lacerti di anima “, come è nato, se la tua poesia, il tuo scrivere, è un esilio, oppure fa uscire fuori, nonostante la sofferenza, la condivisione dell’importanza del presente quando scrivi, non solo quali sono le tue riserve giovanili, sullo ieri, su cosa non riesci a tacere, cosa ti colpisce di quello che viviamo oggi ?

La mia poesia è uno strumento per uscire fuori: dare voce alla sofferenza è una catarsi per ricominciare a vivere. L’ambiente circostante ci colpisce e a volte ci cambia, e la scrittura ha il compito di indagare tale impatto. “Lacerti di anima” perché sono esperienze che hanno caratterizzato il mio percorso esistenziale.


Finire, portare a termine, soddisfare la propria realtà, nei versi, nella poesia, vuole dire a volte svalutare una parte di essa, anche non viverne una parte, cosa è nella tua scrittura di reale, che credi di non potere eliminare, anche in parte, cosa invece di fantastico ti piace appaia ?

Nella scrittura di quest’opera tutto, o quasi, è reale. Non credo sia una svalutazione della mia realtà ma esattamente il contrario.


Personalità e capacità creativa, sono nella vita dello scrittore, per te quali sono i pericoli, gli errori, in cui una persona, anche al debutto, deve stare attenta, per non fare cadere, fare morire la sua vena creativa ?

 Essere se stessa, ecco la cosa più importante: non conta avere subito successo ma trasmettere emozioni.


Parlarci del percorso di presentazione del tuo libro.

 Lo scorso 15 maggio l’ho presentato dal vivo nel mio paese, dopo varie presentazioni online. E’ stata un’emozione incredibile anche perché c’erano parenti, amici e colleghi: è stato un po’ come essere nel salotto di casa.


Cosa ne pensi dei social oggi, della loro voce, che unisce tutti noi, la consideri una comodità, una connessione che aiuta una specie di lavoro, oppure hai altre idee ?

I social sono dei buoni veicoli di comunicazione e di divulgazione di contenuti se si sa come utilizzarli. Non bisogna demonizzarli se la colpa è dell’imprudenza umana.

Progetti per il futuro….

Un romanzo su un tema abbastanza tosto che solleverà non poche riflessioni.

L’afflato poetico-dialettale di Margherita Neri- Novi

Scrittori e scritture

Margherita Neri – Novi, con noi per la rubrica Scrittori e Scritture, la ospitiamo con una recensione redatta da una  “cultrice” della lingua siciliana e, nella fattispecie, di  poesie  in vernacolo, che tratta della sua ultima opera letteraria: ” Terra Niura” . Per quello che riguarda la scrittura, ci spiega il suo rapporto con essa, nasce in maniera spontanea  e di getto, senza particolare metodo di rima, metrica e altro, qualche volta, anche   da sensazioni  e/o emozioni che scaturiscono  semplicemente dall’osservare luoghi, eventi  e quant’altro risveglia in me il desiderio di esprimere  personali sentimenti  e  riflessioni .
Relativamente al mio rapporto con gli scrittori, non ho mai ritenuto confrontarmi  anche al fine di evitare commenti spiacevoli che spesso emergono  quando ci si incontra, tenuto anche  conto che  ogni autore  ha libertà di espressioni e licenza  poetica.

L’afflato poetico-dialettale di Margherita Neri- Novi

Chiunque consideri un pò perplesso l’attuale fioritura della poesia dialettale, che già allinea i suoi piccoli passi, quando proprio i dialetti tendono a sparire sulle bocche dei parlanti, con ogni probabilità penserà ad un paradosso. È un paradosso: da una parte la produzione in lingua con aulici riconoscimenti, dall’altra il parlottio paesano e quella leggera patina che ogni regione lascia trascorrere sulla lingua nazionale. Si tratta di accenti, di cadenze e la letteratura non è nuova a questi strani miracoli, conosce queste estreme difese, tanto che lungo il corso dei secoli, il dialetto usato dai letterati ha proceduto parallelamente agli eventi della letteratura nazionale. Oggi la rivincita del dialetto in poesia si deve alle risorse che esso ha ancora a disposizione, rispetto all’appiattimento determinato dai mass-media nella lingua d’uso. Pur attingendo motivi dalla poesia popolare, la poesia dialettale di Margherita Neri non ha mai sconfinato da una colta e raffinata letterarietà. La poetessa rispetta e nobilita i canoni linguistici: l’uso del siciliano infatti, è molto diffuso sia come linguaggio che come lingua conviviale tra persone in stretta relazione; presenta perciò una produzione letteraria piuttosto viva, soprattutto in poesia. Margherita, in questa nuova raccolta poetica, nell’immensità delle emozioni linguistiche e dei sentimenti, riesce a dare un’idea democratica della cultura, iniziando il lettore a comprendere il significato dei diversi atteggiamenti linguistici. La suggestione emotiva della raccolta “La Me Terra” sollecita il lettore appassionato a ricercare l’origine di alcune parole derivanti dalle lingue dei popoli che hanno dominato la Sicilia nelle varie epoche. Forte e riuscito è lo sforzo di Margherita nel recuperare, attraverso la memoria individuale e collettiva i brandelli di testi dialettali rimasti nella mente dell’infanzia o nei ricordi degli anziani, traccia di tradizioni di cui si sta perdendo il filo. I versi “Niuri li matri, li nanni e catananni, sempre alluttati mentri sgranavanu coccia di rusariu…”. In terra Niura fanno cogliere i valori morali e i codici di comportamento sociale ed individuale della civiltà siciliana, fanno rinsaldare le radici che legano alla cultura originaria e alla lingua locale e riscoprire un senso di appartenenza al luogo in cui si vive. I versi sofferti di un intimismo nostalgico della lirica “E Cantava” concentra l’attenzione sulla nostra comunità nei suoi vari aspetti attraverso il dialetto: il lavoro, la famiglia, il mondo dell’infanzia feste sacre e profane. Gli ultimi versi poi sono di una delicatezza struggente: “Era vacanti, nun c’era cchiù lu cantu, lu ventu di l’urtima primavera l’avia ciusciatu luntanu, stutannulu pi sempri”. Il fuoco sacro della famiglia patriarcale ha perso l’ardore con la scomparsa della madre che “Cantava quannu di vuci allegri a casa risunava e u suli trasia dintra e ni vasava, me matri cantava!” e così “Mi Manchi Patri” mi manca la to vuci, u to surrisu, i to manu, i to carizzi, lu ciauru i brillantina ‘nte capiddi”: la poetessa, con tocchi delicati e profondi crea l’icona del nucleo familiare, facendo gustare agli occhi del lettore i profumi, gli odori, le delicate sensibilità da “Casa Ranni” come in altra raccolta già si cantava. Margherita usa sapientemente il dialetto come espressione degli affetti e dei pensieri del Suo popolo: l’idioma dialettale come icona linguistica dell’ardente trinacria al cui fuoco vulcanico si consumano ardori, sentimenti, passioni, violenze, desideri e sottomissioni sociali e psicologiche. Basti pensare alla sempiterna lirica “Zittiti ca sì fimmina” di una precedente raccolta che si compenetra con “Me Matri” ai versi “Me matri ‘un supraniava mai, vagnava cuscini, gnutticava e sarvava, comu juncu si calava a la china”, versi nei quali si combina sapientemente la dicotomia tra la figura femminile energica e determinata e quella tradizionale sottomessa e soggiogata al potere maschile.

La prima vuole il riscatto gridando: “fineru li tempi di – zittiti ca si fimmina – / pista sutta li pedi la suvirchiaria, la gnuranza, la gilusia, di to frati, to maritu, to patri, lu to zitu”.

I sentimenti, gli ardori, le pene e i rimpianti sono sublimati nell’incanto struggente del rintocco dialettale. Così una donna, una poetessa, un’opera letteraria in siciliano, non sono più sinonimi di passato, ma divengono modernità e garanzia di futuro. Una donna moderna è Margherita Neri Novi che ha coltivato tra paure e speranze, il sogno di un passato che si facesse futuro, di una tradizione che divenisse presente, così le sue liriche appaiono pezzi di arte e di umanità.

L’auspicio è che sia sempre più così, che il sentimento e non la repressione, il coraggio della dignità e non la sopraffazione, il culto del bello e dello spirituale e non l’incubo dell’odio e dell’orrido, parlino in siciliano, il SICILIANO.

Dott. ssa  Nella Viglianti

Laganari al limone con polpa di granchio e crema

Cucina

Laganari al limone con polpa di granchio e crema

 di datterini gialli al profumo di acqua di mare.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

3 GRANCHI MEDIO GRANDI FRESCHI

300 GR DI DATTERINI GIALLI CONSERVATI IN ACQUA DI MARE

200 GR  DATTERINI GIALLI FRESCHI

 300 GR LAGANARI AL LIMONE

AGLIO IN CAMICIA

BRODO VEGETALE  

LIMONE GRATTUGGIATO

MENTA TRITATA

OLIO EVO

PROCEDIMENTO :

COMINCIATE  CON LA PREPARAZIONE  DEL GRANCHIO :

CUOCETE PER 10  MINUTI IN BRODO IL GRANCHIO,

STACCATE LE CHELE E METTETELE DA PARTE.

TOGLIETE GAMBE E CODA ,APRITE

A META’ IL GRANCHIO RECUPERATE LA POLPA ,

 TENETE DA PARTE CON UN LEGGERO CONDIMENTO DI OLIO

E UNA GRATTUGGIATA DI LIMONE .

PREPARATE UN BRODO CON ALL INTERNO GLI SCARTI DEL GRANCHIO ,

LE CHELE (CHE SERVIRANNO DOPO )

PER I DATTERINI FRESCHI :

TAGLIATELI A META’

E PIASTRATELI .

PER LA CREMA DI DATTERINO:

IN UNA CASSERUOLA METTETE UN FILO D’OLIO ,AGLIO IN CAMICIA .

ROSOLATE L AGLIO ,TOGLIETELO E AGGIUNGETE I DATTERINI ,

ALLUNGATE CON  ACQUA DI CONSRVAZIONE DEI DATTERINI, E  UNA PARTE

DI BRODO ..

FRULLATE E FILTRATE .

TENETE DA PARTE.

CUOCETE LA PASTA AL DENTE, METTETELA NELLA SALSA DI DATTERINO

AGGIUNGETE LA POLPA ,

I DATTERINI PIASTRATI.

LA MENTA TRITATA.

MANTECATE,

SE NECESSITA ALLUNGATE CON BRODO .

CORREGGETE DI SALE E PEPE .

PER INPIATTARE CREATE UN NIDO DI PASTA, APPOGGIATELO

NEL PIATTO ,AGGIUNGETE LA SALSA .

 SOPRA AL NIDO UNA CHELA PRECEDENTEMENTE COTTA NEL BRODO .

SERVIRE…

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Fusilli mais-riso

Cucina

(Fusilli mais-riso con baccalà marinato alla lavanda, pomodori di pennolo disidratati su crema di peperone rosso

( GLUTEN FREE).

Ingredienti per 4 persone

400 gr di fusilli mais-riso (pastaligorio)

200 gr di baccalà dissalato

200 gr di pomodori di pennolo

3 peperoni rossi

Olio evo

Lavanda fresca

Vino bianco

AGIO IN CAMICIA

Sale

Pepe

PREPARAZIONE

COMINCIATE CON LA PREPARAZIONE DELLA CREMA AL PEPERONE ROSSO

CUOCETE IN FORNO I PEPERONI INTERI PER 40 MINUTI A 180 GRADI

APPENA COTTI TOGLIETE  LA PELLE, DALL’INTERNO I SEMI .

CON L AIUTO DI UN MIXER A IMMERSIONE FRULLATE  CON L AGGIUNTA DI SALE PEPE.

TENETE  DA PARTE A BAGNOMARIA, VI SERVIRA’ PER L INPIATTAMENTO.

ORA OCCUPATEVI DEL BACCALA’:

ACCERTATEVI  CHE NON ABBIA SPINE, TAGLIATELO  A DADINI E LASCIATELO  IN INFUSIONE PER 3 ORE CON: OLIO, VINO, LAVANDA E UNA MACINATA DI PEPE.

PER I POMODORI DI PENNOLO:

TAGLIATELI A META’ ADAGIATE IN UNA TEGLIA, UN FILO D OLIO

INFORNATE PER 40 MINUTI A 100 GRADI.

ORA IN UNA CASSERUOLA UN FILO D’OLIO AGLIO IN CAMICIA ,AGGIUNGETE

LA DADOLATA DI BACCALA’ ,ROSOLATE E

SUCCESSIVAMENTE I POMODORI .

LASCIARE CUOCERE PER 15 MINUTI AGGIUNGENDO ACQUA

DI COTTURA OPPURE BRODO.

CUOCETE   I FUSILLI AL DENTE  ,CHE METTERETE

NELLA Salsa CON IL BACCALA’ PRECEDENTEMENTE PREPARATA.

AGGIUSTATE DI SALE  E PEPE E  INFINE QUALCHE PUNTA DELLA LAVANDA FRESCA.

NEL PIATTO VERSATE UN MESTOLO DI CREMA AL PEPERONE ,

I FUSILLI CON IL CONDIMENTO .

E  BUON APPETITO

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FARFALLE TRICOLORE

Cucina

FARFALLE TRICOLORE CON MELANZANE PATATE E CAPOCOLLO CROCCANTE

INGREDIENTI: PER 4 PERSONE

400 GR DI FARFALLE TRICOLORE (PASTALIGORIO)

1 MELANZANA

2 PATATE

200 GR DI CAPOCOLLO DI MARTINA FRANCA A DADINI

 200 gr DATTERINI GIALLI

PROSECCO /VINO BIANCO

SEDANO

CAROTA

CIPOLLA

OLIO EVO

SALE

PREZZEMOLO TRITATO

PEPERONCINO

PROCEDIMENTO:

COMINCIAMO CON IL  TAGLIARE

SEDANO CAROTE E CIPOLLA PER IL SOFFRITTO .

MELANZANE E PATATE DA AGGIUNGERE SUCCESSIVAMENTE A DADOLATA.

IN UN TEGAME METTIAMO UN CUCCHIAIO DI OLIO, SOFFRIGGIAMO 

SEDANO CAROTE E CIPOLLE E AGGIUNGIAMO LA DADOLATA DI PATATA E MELANZANA CON

I DATTERINI TAGLIATI A META’,

ROSOLIAMO E SFUMIAMO CON PROSECCO.

COPRIRE PER META’ CON ACQUA OPPURE BRODO.

CUOCERE PER 20 MINUTI.

TOGLIAMO UN MESTOLO DI SALSA E  LA FRULLIAMO ,

LA USEREMO PER DARE CREMOSITA’

A PARTE IN UNA CASSERUOLA CUOCIAMO SENZA OLIO IL CAPOCOLLO FINO A QUANDO

NON SARA’ CROCCANTE.

IN ACQUA BOLLLENTE SALATA CUOCIAMO LE FARFALLE .

LE AGGIUNGIAMO ALLA SALSA PREPARATA AGGIUNGENDO LA CREMA

PRECEDENTEMENTE FRULLATA IL CAPOCOLLO E  IN FINE PEPERONCINO

E PREZZEMOLO TRITATO.

SE NECESSITA ALLUNGHIAMO CON ACQUA DI COTTURA .

Fateci sapere se vi e  piaciuta !!!!!!

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