Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici

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Incontriamo per una breve intervista Lelio Bizzarri, Psicologo Psicoterapeuta Counselor Formatore Blogger e Scrittore, che ci presenta il libro Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici . Empatia, autodeterminazione e resilienza

Il messaggio, da rivolgere in ambito educativo, alla società futura, come rafforza l’apprendimento, quale potenziale umano è utile a tuo avviso,per fare studiare meglio ?

A mio avviso, di base nello studio c’è necessità di avere la capacità di impegnarsi, di faticare e di rimanere concentrati. Possiamo ricercare mille espedienti, ma alla fine la verità è che lo studio è dedizione e fatica, così come nello sport. Un grande talento può andare completamente sprecato se non c’è nella pratica quotidiana la volontà di rispettare il proprio corpo e di allenarlo costantemente. Il cervello, le nostre facoltà cognitive sono come un muscolo che ha bisogno di allenamento costante e di essere preservato da agenti esterni che possano influenzare negativamente le sue attività. A mio avviso, chi ha questa capacità, questa costanza, ha molte più probabilità di riuscire nello studio e nel lavoro di chi ha grandi facoltà cognitive.

Poi, indubbiamente, il metodo di studio è importante. Soprattutto, è fondamentale la capacità di comprendere il testo e di capire qual è l’obbiettivo generale che si pone chi ha scritto un brano o un saggio: ciò consente di selezionare i tratti più importanti da tenere a mente, senza immagazzinare nozioni o informazioni in quantità che se sono slegate tra di loro è impossibile tenerle insieme. L’apprendimento è come una grande impalcatura e i collegamenti sono fondamentali se non si vuole che tutto crolli.

Come socializzare, in ambito sportivo, di studio, soprattutto, quali sono le relazioni, anche interculturali, più importanti per una comunità educativa ?

I bambini e i ragazzi adolescenti hanno bisogno di un contenitore sicuro, di sentire che qualsiasi cosa accada non verranno emarginati. In una società competitiva e categoriale come la nostra, purtroppo, questo senso di inclusione viene ricercato attraverso dinamiche di conformismo acritico e di emarginazione del diverso. Al contrario, nella scuola, nelle società sportive o nei gruppi informali è fondamentale stimolare collaborazione, rispetto e accoglimento delle diversità. In questo modo, non solo si combattono le discriminazioni, ma si comunica un senso di sicurezza che nessuno viene escluso. Ciò calma le ansie dei ragazzi e neutralizza buona parte degli impulsi aggressivi che spesso si manifestano come trasformazione della paura.

Il rapporto con l’handicap, come scrivere ad esempio una relazione, delle schede, quali obiettivi porsi, rapportandosi con terapia e diagnosi?

L’obiettivo che ci si dovrebbe porre nel fare sport con bambini e adolescenti disabili è quello di far in modo che il ragazzo trovi il suo modo più efficace ed efficiente di svolgere i movimenti e compiti motori che richiede l’attività sportiva. Ciò è fondamentale sia per lo sviluppo di competenze psicomotorie sia per preservare/potenziare l’autostima. È fondamentale che nonostante la disabilità riesca a sentirsi parte di un gruppo al quale dà un contributo significativo, non è necessario essere il fuoriclasse della squadra. Lo sport come la terapia occupazionale a mio modo di vedere sono forme di riabilitazione che dovrebbero essere sempre affiancate alla fisioterapia in quanto rispetto a quest’ultima hanno maggiore possibilità di sviluppare la motivazione che serve per fare gli esercizi e soprattutto coinvolgono tutto il processo che genera le azioni complesse, dalla programmazione all’esecuzione. Ciò consente di trovare strategie individuali più efficienti anche alla luce della particolare condizione di disabilità. Ergo nella stesura di relazioni e schede ci si dovrebbe attenere alla verifica del raggiungimento di obiettivi legati alle azioni complesse finalizzate ad attività di vita quotidiana e/o sportive.

Si può essere felici, con una disabilità, lo racconti nel tuo libro, come hai esplorato la ricerca del benessere psicologico ?

Credo che non ci sia soluzione di continuità tra patologia e benessere psicologico. È un continuum di vissuti intrapsichici e dinamiche interpersonali nel quale è difficile tracciare limiti di demarcazione netti nonostante i vari manuali di psicodiagnosi possano fornire dei riferimenti utili, ma non assoluti. Credo che ricercare il proprio benessere psicologico sia la strada migliore per preservare la salute mentale e fisica: è molto più probabile che una persona si impegni nel risolvere problematiche psicologiche o che si cimenti nel migliorare la sua condizione fisica se ha un progetto o delle relazioni che lo motivano a stare bene e vivere la vita pienamente. Come si dice fin dalle prime pagine del libro ci sono persone che congelano le proprie aspirazioni e speranze in attesa della guarigione, e persone che prendono atto della condizione del proprio corpo e ricercano modalità di vita diverse per vivere una vita piena. Ciò fa la differenza nel determinare uno stato di patologico e la salute, nonché getta le basi per una buona qualità della vita.

Il racconto, la costruzione, di un libro, cosa ti ha dato dal punto di vista professionale, il libro ti serve con i pazienti e le famiglie ?

Il libro nasce dall’esigenza di fissare alcune intuizioni derivanti dalla mia decennale attività di clinico e psicoterapeuta in questo particolare ambito. Noto che ha l’effetto di rompere alcuni luoghi comuni. Molto spesso le persone che lo hanno letto, magari anche senza rendersene conto, esprimono riflessioni controintuitive che, mi piace pensare, siano state stimolate anche dal mio libro. Diciamo che il mio obiettivo è quello di favorire uno spostamento di paradigma rispetto alla disabilità, da quello assistenzialista a quello inclusivo autodeterminante. Senza troppe pretese, ho voluto contribuire ad un cambio di mentalità e di rappresentazione (e direi anche autorappresentazione) delle persone diversamente abili, quali soggetti attivi nella società piuttosto che fruitori passivi di assistenza.

Ciao…Io sono…..

Iniziano i post, che ci presentano la lingua inglese, che è sempre trasmessa, spero che tu abbia fiducia che il BLOG CAMBIO GIORNO, la sappia dire bene.

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La prima parola è NESSUNA ETICHETTA.

In questo POST risponderemo alla domanda ” Come si fa a vedere lo stesso arcobaleno ” ?

Nel senso che oggi, nel mondo dei media, tutta la proprietà è ben definita, questo non crea problemi, noi non abbiamo preferenze, su chi dovere essere, dovere diventare. Non abbiamo firmato il cartellino, sia come giocatore, che allenatore, per tenerci liberi,. Spesso la firma, anche il designer, lo stilista, sono molto importanti nella scrittura di un calendario, Non solo, in molti settori, vale subito, per questioni di lavoro, il sapere classificare, tipo è bravo, fanno progressi, con lui, nello sport, si vede spesso subito, il futuro cartellino, in arrivo.

La prima cosa da chiarire in inglese e spiegare la parola ” io non dico niente “. I speak nothing but what is true “, quindi un dico che è vero, tutto è vero quel che dico, lo spieghiamo quindi con il suo contrario. La prima forma di conoscenza, di riconoscimento, è come vi chiamate, con l’aggiunta del badate bene a quel che dico, quindi spesso chi non dice niente, non vuole aprire il capitolo ” ci conosciamo “.

La prima parola è ” YOUR ” , nel senso di tuo, vostro, suo, è una parola molto bella, quando è usata per dire ” ci conosciamo “. Il tipo esempio da dizionario é your older brother or sister, sai come si dice il fratello o la sorella maggiore, che naturalmente ti aspetti sia il primo a battersi per lo ” stesso arcobaleno “. Poi, quando vorresti dire che una è un pò sciroccata, dopo averla conosciuta, aggiungi un bel She’s so big-headed!, è montata, come vedi conoscersi non è facile. Molto spesso, per conoscersi bene, le cantanti mettono il suono, sul nostro corpo, nelle nostre orecchie, che è comunque pieno di etichette. La sciroccata è comunque una tempesta, sollevata da uno scirocco, per essere chiari, in inglese la parola storm, che è tempesta, si usa anche per dire che si vuole una tempesta di applausi, a storm of applause. Una che non vuole vedere lo stesso arcobaleno, è alla ricerca di una tempesta di applausi per lei, spesso fa solo il suo lavoro.

Per non pensare solo all’inglese, grandi comici come Lino Banfi, hanno usato frasi molto efficaci per tenere incollato allo schermo lo spettatore, in Italia si dice ” rompere l’osso del collo “, lui, invece, lo ha stilizzato in spezzare la noce del capocollo, un modo di unirci anche un accento, un suono, dialettale, noi ascoltiamo le parole della tv.

Musica e Forum.

In un forum quando si scrive di musica una cosa è scrivere è un angelo, una cosa è scrivere è angelo. L’uomo, il libro, la casa, che lo contengono questo angelo, vanno determinati. Voglio un angelo, aspiro ad un giovane intellettuale, con lo sguardo fisso su di me. Diverso è, invece, nel forum, scrivere : è un angelo dimenticato da tutti viene guardato con stupore. Bisogna sapere descrivere, con il concetto di incontro pubblico, il valore, per la voce di una donna, nella musica di questo incontro, tra  autorità, politici, accademici, studenti, giornalisti ed esperti, proprio un caso da forum.

Non è una questione stupida.

L’angelo in inglese, nella musica, da guardare o meno, riguarda le vite, in questo caso si dice semplicemente ” screw “. Joseph Henry Delaney è uno scrittore di fantascienza ameriano, che spiega che per le vite, gli americani hanno previsto un suono, una immagine, che spesso non possiamo togliere, che ci rende possibile o meno di essere guardati. Lui scrive di una quindicenne che vuole diventare apprendista maga, lui crea il personaggio del mago, che sa affrontare fantasmi e streghe.

L’America è un ottimo ” apprendistato ” per i giovani scrittori, sia per gli EROI DA ROMANZO, vedi film come Gioventù Bruciata, sia per quelli vicini al ” crepuscolo “, quindi della fine della razza di eroi.

Gli italiani non sono gli americani, lo canta bene Enzo Jannacci, in quando un musicista ride, artista modello per gli italiani, con la tematica cara di poveri, patetici ed emarginati, un pò come se io Giuseppe Di Summa, raccontassi oggi del reddito di cittadinanza, anche lui ha pagato come tutti l’essere un novellino, pensato quanto ho pagato io nella vita, in libri, musica, non poco credetemi. Lui di se stesso racconta di essere stonato, voleva fare musica, riusciva meglio a fare ridere, anche se poi è stato un grande cantante.

In un forum io Giuseppe Di Summa cosa ci vado a fare ?

In Italia, il racconto è diverso, a noi tocca sempre presentare le ” scuse “, dire un ” chiedo scusa “, di essere miopi, verso la tematica degli emarginati, che invece, il film Gioventù Bruciata, ha reso una tematica grande.

La musica, spesso è ” debordante “, come nel caso dei FAITH NO MORE, un loro disco, molto influente, risolve la carriera per il nostro angelo, si chiama Angel Dust, pubblicato nel 1992, il compito di fare riflettere la gente è realizzato. Si riflette su un fenomeno quello della droga molto importante nella musica.

Nel 1973 esce l’album di Battisti, il Nostro Caro Angelo, dove Mogol, da un significato critico alla Chiesa Cattolica, lui dice che l’ideale dell’uomo è distrutto man mano che si vive, ricordate tutti che il migliore scrittore italiano di musica è Mogol. L’uomo, come peccatore, in un discorso sociale, è una grande canzone.

Quale è il grande problema ?

Che siamo solo dei ” novellini “, quindi è sicuro che non esiste uno spazio, spesso dobbiamo chiedere scusa, non solo, oggi, come ieri, il posto giusto per interessarsi di musica, non è la politica, non sono nemmeno i social, i tweet. per esprimersi sul lavoro la parola magica è ” in spite of the fact “, nonostante il fatto, infatti, nonostante questo fatto che leggi con me, sono le differenze, quelle che fanno il cambiamento, quindi la lingua inglese è chiara, lo scrittore, quello di post, anche deve stare attento, rimanere in tema, due to new manuscript length guidelines, a causa di nuove linee guida sulla lunghezza del manoscritto. Quindi basta attenersi alle linee guida, alla guida, quella redatta per e da gli esperti. Quindi la guida ci presenta il cavallo di battaglia, questo lo puoi togliere, non si parla, non si legge, non si scrive, non ha un lavoro. Non è facile fare ANGELO + CUORE, per scrivere, non sempre per amore è la cosa giusta, anzi è difficile, si può superare il testo. In Angel city. la parola angel, è suonata benissimo da Charles Edward Haden, che a 14 anni per una malattia ebbe dei problemi alla voce, che fermarono le sue performance con la famiglia di musicisti, come vedi anche nella famiglia, dove il cuore è di casa, molto spesso arriva lo stop. La MISSION USA, che possiamo vivere, per il nostro Angelo, la completa Michael Brecker, un grande sassofonista jazz americano, che ricorda che “ .per me la musica è sempre stata una missione e continua ad esserlo. Non l’ho mai vista come una professione, sono sempre eccitato dalla musica, dall’apprendere nuove cose “, questa possiamo considerare la missione di oggi, per tutti, apprendere nuove cose, consentirne la scrittura, nella musica, nel cinema.

Canzone e clima.

Il festival oro diviene sempre più ” evidente “, con gli uomini che imparano a suonare, oppure no, si può essere nel tempo ” severi “, la furia degli uomini ” cattivi ” è stata spesso calmata dalla musica. Quindi il festival oro lo dirò così ” sei musicista ” ?

Dal personaggio musicale da sempre la gente vuole la ” serenità “, la donna che si chiama pace, lo sa, non solo la natura è complice dell’amore, si aspetta un suono ” HI-FI “, ad alta fedeltà, che non ti renda nervoso.

Molti temi musicali, hanno la raccomandazione della donna di pace, non solo l’abilità nello store musicale è misurata con il termine ” hi- fi “, il suono che ti fa sembrare migliore quando dici che sei musicista, che funziona nell’altoparlante.

La musica ha successo spesso con un ” soaring up ” una impennata.

Si tratta di viaggiare, raccogliere materiali sonori, come fece Alan Lomax, che fu l’inventore di un controverso sistema di classificazione degli stili del canto popolare, detto Cantometrics.

Figlio di un musicologo, nel 1940 fu indagato dall’ FBI, per il fatto che era un tipo ” strano “, che non dava nessun valore ai soldi. Poi durante la seconda guerra mondiale, diventa molto HI FI, Office of War gli fa fare molti radiodrammi.

Il festival oro dice adesso ” DREAM MUSIC “. La famiglia Lomax, diviene famosa per canzoni dure per gente che soffre. I servizi segreti britannici, aprono un fascicolo su di lui negli anni ’50, in America per le sue registrazioni è seguito, quindi se continua a dare fastidio, in quel posto, lo studio di registrazione, magari lo ” cacciano “.

Alan Lomax ispira con la sua musica folkloristica Miles Davis, un grandissimo della musica, lo si sente nell’album di Davis dal titolo Sketches of Spain. Si racconta della registrazione di un suono, di un album difficile, nella sua scrittura, proprio Davis, dice che il trombettista Bernie Glow, un vero musicista, diventò paonazzo per lo sforzo di seguire la scrittura, chiese una semplificazione della scrittura, si prese dalla critica di essere troppo commerciale, di non essere musicista jazz, lui rispose del suo album : È musica, e a me piace»

Ricordate che per le canzoni il clima politico è fondamentale, i fenomeni internazionali pure, spesso lo stile musicale rimane molto pop, per tenerci tutti calmi, a volte la musica accetta nelle definizioni la critica, lo stile cambia, alla donna della pace può non piacere, spesso la scelta, come leggi in questo post è difendere l’idea della propria nazione. Poi nel luogo, se la voce della pace non appare, vi può essere la diaspora, anche nella musica, un distacco dalla propria nazione, spesso una zona rurale, non è il posto giusto della diaspora, i luoghi dell’essere sono diversi. La musica popolare, il pop, il popolare, cerca di creare quel luogo, che sia di tutti, cerca di scrivere di tutti, stiamo vivendo situazioni culturali che spesso danno fastidio, dobbiamo stare attenti.

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Ex- equo

Le strade e i marciapiedi sono cose fondamentali in una città, non solo si dice che chi si è realizzato, nella sua vita, ha trovato la sua strada. La nonna, spesso, come la cronaca rosa, è piena di racconti, che poi ” risenti ” per la strada. Non a caso si dice che aprire una strada a qualcuno, voglia dire, nel bene e nel male, garantirgli la via del successo. ”  Se la dette a gambe “, quando è presente chi ha il doppio, crea un raddoppiamento sintattico, delle storie della Nonna, in rosa o meno. Nessuno ci crede, marciapiedi, strada, spesso sono il luogo per dimostrare di avere la ” bocca d’oro “, di amare il proprio paese. In casa, quando arriva il suono della strada, anche con la porta aperta, ti accompagni questa dote dell’intelletto. Molto spesso una persona ” solerte “, dimostra di essere diligente, non solo, la cultura della nonna, arriva al saccente, subito direttamente, lo svela, agli occhi di tutti, fa vedere che una cultura è più presunta che reale.

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In ognuno di noi vi è una ” rinascita “, non possiamo essere bloccati alla nascita, in quanto vi è un araba fenice in tutti noi. Erodoto descriveva questo ” uccello “, la fenice ha la capacità di riprendersi da quelle che sono, nella vita, delle dure sconfitte.

Possiamo dire alla nostra nonna, alla sua rosa visione della vita, una frase che qui citiamo :

Le nostre passioni sono vere e proprie fenici. Come la vecchia è bruciata, subito la nuova esce dalle ceneri.
Johann Wolfgang Goethe, Le affinità elettive, 1809

La nostra nonna, sorriderà, invitandoci nella sua biblioteca vittoriana, a cercare quel libro, che apre la strada, che lei ha vissuto, che non è un ” muro divisorio “, che ti crea pieno di adrenalina, nel fare tornar la tua mente indietro, ai ricordi della nonna, ricordate che a volte, le nonne, i nonni, ti chiedono, avendoci vissuto, nel loro Comune, di non sbagliare strada, sapendo che spesso i progetti, creano dei muri di confine, dove non puoi entrare. Non è facile spiegare alla nonna, cosa cambia i suoi vocaboli, cosa cambia il suo lessico, cosa crea il famoso testo, che spesso è anche nuovi slogan.

Noi vorremmo, per quanto le vogliamo bene, sempre raggiungere un ex- equo, con le storie della nostra amata nonna, non è sempre facile.

Il lessico ? Quello che piace a me, che mi da adrenalina, che apre, non crea un muro, lo trovi nella musica della Imbruglia, Aguilera, Britney Spears, Madonna, Emma Bunton, sono loro che possono scrivere di me, sono una specie di ” care worker “, mi assistono, mi curano, lo dicono giusto, seppure protagonista rimane quel ” tell off ” quella sgridata che ti ha fatto la nonna, con queste cose non si fanno, oppure, di quella musica si dice, ma quella ragazza cosa vuole fare nella vita ? Nessuno vuole passare alla storia per delle cold- call,. delle telefonate fredde, vuole essere riscaldato, il giusto nei sentimenti, quindi ha bisogno della musica, del cinema, io devo aggiungere quindi la Kidman, la Paltrow, in modo che do-gooder, possa farti vedere che sono una persona molto buona. Quindi adesso sai lo spazio del cuore, che piace a me, diciamo quel ” roomy ” nel senso spazio, ampio, grande. Sai anche che la nonna, ci ha sgridato, se mettiamo troppo questo spazio per le strade del suo Comune, spesso si dice ” nobody home “, per dire non è una cima, è la nonna, nella sua musica, nella sua storia, potrebbe non avere riempito la casa di questo lessico. Come ti ricordo io, nella mia scrittura, costruisco le case, non faccio le porte, voglio dire solo amore molto forte, non sempre è possibile. Dai tempi dei nostri nonni ci spiegano Adamo ed Eva, la terra non è più il Paradiso, soprattutto quando si misura qualcosa, chi disobbedisce al Signore è bandito dal giardino dell’Eden, nella teologia cristiana, assume valore fondamentale il concetto della caduta dell’uomo, è un grande merito insegnare lo ” stare attenti a non cadere, stare attenti a non morire “, il concetto di “custodirne la via” è fondamentale. I latini hanno già inventato il Advocatus diaboli, l’avvocato del diavolo, per presentare il promotore della fede,  promotor fide. Oggi chi non vuole farti parlare, dibatte, ti toglie la parola, spesso fa ” l’avvocato del diavolo “. Per vendere una buona casa, molti vogliono vincere il concorso pubblico, non vi è uno spazio, questo non si dice, questo non si scrive, il problema abitativo, la variabilità degli spazi è difficile da spiegare, con lo spazio del cuore. La casa ha un utilizzo metaforico, per molti, è il regno della soggettività, non per niente si dice ” questa è casa mia e qui comando io “, seppure, così come la memoria liturgica, anche la casa è il regno dei ricordi, della storia della famiglia.

Ci vuole un buon ” CENTRO DISCHI “, per il nostro FESTIVAL ORO, qui viene in soccorso un libro molto interessante, che la dice lunga sulla qualità della musica, Alan Lysaght scrive The Rolling Stones – An Oral Story- un gruppo che può fare la ” voce grossa ” nella musica, vi presenta il gruppo primo in classifica nel ” ROAD SHOW “.

Il più importante protagonista dello swing è Benny Goodman, che ti spiega quello che la società della musica ha organizzato, una BIG BAND, che è meno on the road, seppure scrive il bellissimo pezzo :  Don’t Be That Way, lui fu comparato con un’altra versione, quella di Chick Webb, Goodman fu però scelto per : “Musicalmente, preferisco la versione di Chick. Dal punto di vista finanziario, preferisco Benny ” questo lo disse Edgar Sampson.

Anche qui i cantanti italiani, sono stati bravissimi, hanno scritto benissimo ricordate la canzone di Eros Ramazzotti dal titolo ” Amore contro “. nel 1990, esce il suo Album dal titolo ” In ogni senso “, dove la sfida si affronta con l’amore. In ogni senso di Eros ha grande successo, tre milioni di copie in tutto il mondo, dove senti che per dire ciò che pensi ci vuole un pò, per dire da che parte stai, ci vuole amore. Bisogna comprare nel CENTRO DISCHI un pò d’amore.

Chi scrive sa che ” quelle cose sulle ragazze non si dicono “; per il fatto che hanno fatto innamorare qualcuno, che sono amate, dalle loro famiglie, questo è giusto, molto spesso chi scrive si rifugia nella ” malinconia “, qui è sempre Eros, che fa centro, nell’Album, dal titolo Musica è, dove presenta la canzone ” ti sposerò perchè “, con Musica è, grande successo in Germania, 41 settimane in classifica. Lo scrive chiaro :

Ti sposerò perché /Hai del carattere/
Quando parli della vita/ Insieme a me .

Il messaggio per cui la nonna multimediale di oggi sarà felice, lo da un’altro cantante italiano, che spiega che l’amore vuole amore, si chiama Michele Zarrilo, nella Notte dei pensieri, dove ricorda che la sua vera casa è stata la strada da sempre, quindi con lui stai rischiando.

A cosa serve a noi la scrittura di una cantante come quella citate da me ?

Non fa differenza se sei nero o bianco | o se sei un ragazzo o una ragazza. | La musica cresce e ti darà nuova vita. | Sei una superstar, sì, questo è ciò che sei.

Questa è una frase di Madonna, quindi può crederci, che la musica ti darà un nuova vita, che ti potrà salvare la vita. Quindi ricorda che chi è famoso, ti rappresenta, non ti lascia solo, condivide con te, la tua strada.

E’ difficile fare ex-equo, con la nonna, ci vuole uno per noi immortale, in Italia, come Vittorio De Sica, che spiega quando le donne si sposano a Gesù, nella canzone, Munasterio ‘E Santa Chiara. la voce di un emigrante, che ha paura di ritrovare la sua amata città, distrutta dalla guerra, conquistare il cuore della gente, non è cosa semplice, questa canzone immortale sa farlo.

Il viaggio di Luigi Angelino

Un libro dedicato ai viaggi. Presentiamo il titolo, come lo hai scelto, cosa ricordi oggi, che magari hai tenuto silenzioso nel libro, di questi viaggi ?

Le città e, più in generale i luoghi raccontati nel libro, rappresentano momenti importanti della mia vita. Ovunque andiamo, sia solo per un viaggio o per una semplice gita, oppure per un soggiorno che duri un breve o un lungo periodo della nostra esistenza, alcuni particolari si fissano nella nostra mente fino ad entrare nel bagaglio del nostro vissuto.In accordo con l’editore (ricordo che il libro è edito da auralcrave), per dare un volto simmetrico al testo,ho individuato 12 città italiane, più o meno distribuite su tutto il territorio nazionale, 12 città europee, anch’esse di diverse aree del continente e 7 capolavori artistici, di cui tre appartenenti al nostro Paese ed i restanti quattro ad altri.Nei racconti sono disseminati alcuni riferimenti personali , avendo avuto la fortuna di aver visitato direttamente tutti i luoghi narrati “

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Tra i luoghi ve ne sono di mare ?

Certo che si, tra le principali città italiane ed europee trattate, ve ne sono alcune di mare.Anzi il “mare nostrum”, il Mar Mediterraneo è uno dei protagonisti del libro…

Nella vita cosa è per te viaggiare ?

Viaggiare è una delle più belle esperienze che si possano compiere a qualsiasi età, anche se le emozioni del bambino, del ragazzo, dell’adulto e dell’anziano sono orientate in maniera alquanto diversa.Il bambino vuole scoprire, il ragazzo vive più intensamente, l adulto cerca di comprendere, l’anziano preferisce ricordare.Gli scopi del viaggiare sono molteplici e, molto spesso, neanche tanto chiari a noi stessi. A volte prevale l’irrequietezza, con il desiderio quasi spasmodico di conoscere nuove culture, così come può prevalere la volontà di concedersi un periodo di meritato riposo oppure quello di intraprendere attività non possibili nel luogo della propria dimora abituale.

Spesso il turismo è valutato a stelle, fai anche tu lo stesso, con i tuoi luoghi preferiti, quali sono a 5 stelle ?

Non si tratta assolutamente di un libro “turistico”. Si scoprono città e luoghi, attraverso la loro storia, gli aneddoti, le leggende, i simbolismi e la letteratura, cercando di dosare elementi culturali con altri più attinenti alla vita quotidiana.Non amo e non condivido la classificazioni “a stelle” del mercato turistico e commerciale.

Cosa diventa per te un libro, quando alla scrittura, si aggiungono le immagini ?

Immagini e scrittura sono complementari. La stessa scrittura si basa su immagini “ideali” custodite nella nostra mente, così il lettore quando leggerà, cerchera’ di ricavare delle immagini che lo aiutino a comprendere meglio il testo. Vediamo come nei secoli la letteratura abbia sempre attinto ad immagini in ogni percorso creativo: a cominciare dell’epopea di Gilgamesh, elaborata in Mesopotamia nel 3 millennio a.C., per passare dalla classica Odissea attribuita ad Omero ed arrivare all’onirica incursione ultraterrena di Dante nella Divina Commedia.

Come ti trovi con le presentazioni, soprattutto se quando sono virtuali ti senti solo, magari vuoi il pubblico, che ri vede leggere, anche ad alta voce, cosa ne pensi della differenza ?

Anche le presentazioni virtuali ti permettono di raggiungere un buon numero pubblico e credo che, in relazione alla pandemia covid-19, si apra un’era di comunicazione digitale ancora più accentuata. Certo mi manca il contatto diretto con il pubblico e spero che quanto prima si possa tornare alla normalità.

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Vuole ricordare ?

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Giuseppe Di Summa presenta il testo ( di Giuseppe Di Summa )

VUOLE RICORDARE.

Soli nel sole, soli senza parole, un muto silenzio, un raggio che batte sull’occhio attento

Non vedo parole, non vedo da leggere, non leggo

Guardo in alto, sono vicino al mare, cammino, cammino, la poesia deve arrivare

Il sole e il mare, poesia lucente, uno sguardo, un abbaglio, un pensiero, la parola da intermittente diventa nascente.

Vuole ricordare, forse, dall’essere in dubbio, all’essere senza forse

quel mare, quel suono alla sua nascita, oggi al mare è arrivato, senza dubbio

per ricordare quel suono, che ha sempre fatto, nel suo cuore, quella palla rossa

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Quel rosso, ora bianco, un viso, conosciuto, dall’aspetto immediato,

Non una palla, una donna, al mare, non la dolce vita, da mascherato

Quel suono è ora conversazione umana, lo si vede, sul florido viso.

Festival Oro- Luglio 2020

Iniziamo la nuova rubrica musicale del blog CAMBIO GIORNO, il mattino ha l’oro in bocca, spieghiamolo questo titolo. E’ come chi si alza al mattino, apre la porta di casa, ha davanti a se un negozio di dischi, canticchia felice, chi invece, esce di casa, ai cd, alla musica, non è abituato, si è alzato con un fischio.

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E ancora, ancora, ancora, verrebbe da dire, un tipico esempio di compito di italiano, la domanda è ” si può iniziare una frase con E “. Diciamo che non è ” utile “, seppure in narrativa, si può usare per uno ” stato emozionale “, i soliti casi di ” licenza poetica “.

Anche la musica gode delle sue licenze, per dire ” BUONGIORNO “, ricordate che il ” risveglio ” è cosa nota alle persone di successo, che spesso, invece di svegliarsi alle 7, si svegliano alle 5. Non è semplice essere persona di successo, come colui che esce di casa,con un bel motivetto nella testa, rispetto a chi si è alzato con un fischio.

Attenzione a quando uscite ed entrate in casa : In casa e nel pollaio non c’è pace, se canta la gallina e il gallo tace.

Uno che si chiama BEBOP vi farà perdere l’intelligenza ?

Una persona pensa che ” dire giusto “, faccia avere successo, magari con bel colloquio che presenti quanto valgono i movimenti per il nostro cuore, ” dicendolo giusto “, quante volte hai detto giusto la parola amore, al cuore di nostro Signore Gesù, una cosa ” seria “, altro che dire che il ” bebop ” è Charlie Parker, che a mio avviso va benissimo, per dire giusto, parole d’amore.

Spesso il cuore lo si vuole vedere in candida luce.

Comunque i musicisti tengono duro, fanno il loro movimento musicale, in questo caso il ” bebop “, è lui che presenta un bellissimo pezzo LOVER MAN. Oh, Where Can You Be?, quindi fa una bellissima domanda, per noi del blog CAMBIO GIORNO, che è ” DOVE PUOI ESSERE ? “.

Si racconta della registrazione della canzone, descrivendo Parker non più come un musicista pensante, lo ricorda Ross Russel, vengono fuori le note di un incubo, che arrivano da un livello sotterraneo. La tecnica sonora, che venne fuori, non era buona per Parker, che anni dopo fece una nuova incisione, perdendo di pahos, per questa registrazione, che non è proprio uguale ad essere nervoso, nasce il brano Relaxin’ at Camarillo , dove Parker viene messo a riposo, dopo essere diventato ” furioso “, per sei mesi, in una struttura psichiatrica.

Basta sottolineare che quando vi è il movimento del cuore, come quello della Chiesa, non basta solo il suono, bisogna essere preparati, pronti, registrare anche la voce, nella musica, a chi scrive vale la pena sottolinearlo quello che parla, come amore, al cuore di Gesù, non da nessun fastidio. I cantautori italiani sono bravissimi a rivolgersi a Gesù, si pensi al pezzo di Luca Carboni, dal titolo Caro Gesù, dove ricorda a Gesù che gli serve per prenderla la macchina e la benzina, è proprio il business che si ricorda, andare a Hollywood non è facile, per noi italiani, il bebop lo insegna, anche se l’artista, ha fatto bene, ha ideato anche un logo di un ” cuore “, oltre che a scrivere di Gesù, si è speso per un campagna, per la salute, chiamata ” il battito del cuore “, a difesa di un Ospedale.

Come leggete i musicisti, hanno rapporti con Cliniche, con Ospedali, per le loro creazioni, ogni paese ha la sua tradizione di scrittura, la sua tradizione musicale, non solo per motivi commerciali, guadagnarsi la ” pagnotta “, anche per motivi culturali e territoriali, anche un poco politici, spesso ti chiedono, anche di togliere le canzone, da discorsi di parte, che giustamente non condividono, questi ” post “, sono difficili per questo, diciamo che è comune, apprezzare, fuori da questi discorsi, il musicista, chi sa in modo ritmico, creare un set, di successo in un Festival, noi facciamo questa scelta.

La voce, per me migliore, è quella di Sarah Vaughan, definita ” THE DIVINE ONE “, il suo album I LOVE BRAZIL, è un album della cantante del 1977, quindi il bebop, con lei si completa, possiamo dire ci vuole la voce che renda ” il paese più bello possibile “, non solo il suono ” che renda bello, piacevole, l’uomo che ti ama “, la cantante viene ricordata come ” perfect singer “, siamo tutti di questa idea, ci contendiamo sempre un suono, in questo caso JAZZ, molto eccitante.

Walter Celi

 Iniziamo con la canzone My Zone”, come è stata creata, come ti senti nella tua zona ?

My Zone è un brano che ho scritto durante la quarantena.
Ero chiuso in casa, da solo e avevo molto tempo libero. Passavo metà del giorno ad ascoltare musica e l’altra metà al pianoforte a imparare pezzi nuovi.
In quel momento ascoltavo molto artisti come Kendrick Lamar, Flying Lotus, Thundercat, Anderson .Paak.
Ho tratto da loro l’ispirazione per scrivere My Zone.

Durante i due mesi di quarantena ho riscoperto la bellezza della solitudine, dato che passavo molto tempo solo.
Ho provato a guardarmi dentro.
Ad ascoltare il silenzio e poi ho cercato di comunicare al mondo esterno le mie sensazioni.

My Zone, è quel luogo dove mi rifugio per riflettere, migliorare, ascoltare me stesso, quello che voglio davvero, la mia zona e quella dove nessuno può accedervi.


Passiamo al progetto “Blend Project”. come vederlo da vivo, secondo te cosa azzardare. oggi, con audacia, su un palco live, musicalmente parlando ?

Blend project è nato nel 2019 subito dopo l’uscita del mio secondo album ‘Blend’.
Si tratta del mio trio, formato da Donny Balice alla tromba, Dario Starace alla batteria e me.

La creazione di questo trio ha cambiato completamente la performance che offrivamo sul palco Donny e io prima, ai tempi del primo tour, in duo.
Adesso ci sentiamo più pronti ad affrontare grossi palchi.
Io sono più libero di interagire con il pubblico, non dovendo dedicarmi alla loop station ma solo a cantare e a suonare e sono più libero di esprimermi con il sostegno di due musicisti di eccezione come Donny e Dario.

Secondo me è giusto che ogni artista si esprimi sul palco nella sua maniera più personale. Il nostro punto forte a mio parere è l’energia, che trasmettiamo al pubblico con il nostro groove, e che viene restituita. È quindi questo scambio di energia tra noi e le persone che caratterizza i nostri live.


Gli importanti concorsi a cui hai partecipato, hai familiarizzato, su come oggi il talento viene conosciuto, valutato, cosa ti piace, cosa è stato particolarmente apprezzato nella tua formazione ?

Credo sia stata apprezzata l’originalità del mio progetto.
Non è una cosa che può essere catalogata facilmente e collocata in un genere ben preciso. Sono sempre stato semplicemente me stesso sia in studio che sul palco, ovviamente influenzato dai tanti artisti e tanti generi da cui traggo ispirazione, ma sempre rielaborato in chiave personale.


Si legge tra le tue note, dello strumento che suoni, Ha lavorato come batterista turnista per band di molteplici generi musicali viaggiando in lungo e in largo tra Europa, di questi viaggi, cosa ricordi, cosa non ha mai detto nella tua musica e vorresti dire, quale stella della musica, hai potuto apprezzare, se è stato possibile da vicino ?

Dal 2013, anno in cui mi sono laureato, ho fatto tante esperienze, suonando per altri progetti, altre band, anche al di fuori dell’Italia.
Ricordo che cercavo di farmi largo in questo difficile mondo della musica, ricordo che ero convinto che la musica sarebbe stata la mia strada ma non ero forse convinto che la strada del turnista sarebbe stata la più adatta a me. A lungo andare, mi sono stancato di stare dietro alle pelli, in fondo al palco, le emozioni e l’adrenalina che provavo all’inizio erano cessate.
E come se avessi bisogno di sfidare i miei limiti e così ho deciso di creare un mio progetto in cui ho cambiato ruolo e strumento. Una passo difficile ma che mi ha regalato tante sensazioni nuove e tante soddisfazioni.



Polistrumentista, cantante e songwriter. Ti chiedo delle genuine e ottimistiche parole sulla musica di oggi, come procede dopo il lockdown, soprattutto quanto sei emozionato nel tornare Sabato 27 giugno 2020 all’ Angelè Pub ?

Secondo me viviamo in un periodo di stallo. La musica è ferma.
Mi spiego meglio: non ci sono cose nuove al momento da scoprire, nuovi generi, nuove correnti, qualcosa di mai sentito prima.
Ci sono solo tanti bravi artisti, sparsi per il mondo e tanti artisti meno bravi.

Per quanto mi riguarda, tutto quello che sento di nuovo e che mi piace, riprende il sound degli anni sessanta, settanta, ottanta, quel sound che si era perso con l’uso esagerato dell’elettronica e che adesso si è ripreso alla grande.
Spesso mi capita di ascoltare pezzi vecchissimi che neanche conoscevo e stupirmi per quanto sono simili ai brani del 2018-19
Non si inventa niente al momento, per quanto mi riguarda, tutto ritorna di moda a intervalli di tempo, così come nell’arte e nella moda appunto.

Questa era un mio parere generale riguardo la musica di oggi, ma non saprei fare pronostici riguardo la musica dopo il lock down, perché le cose cambiano ogni giorno.
Posso però sperare che la gente sia più consapevole di quanto la musica sia importante per la vita dell’uomo soprattutto dopo questo fermo forzato, e che le persone siano “affamate” di musica  che si apprezzino sempre di più i  concerti.
Per quanto mi riguarda, sono emozionatissimo e felicissimo di tornare a calcare i palchi dopo 4 mesi.


Il tuo legame con la Puglia e come ti piace dare visibilità alla nostra Regione ?

Amo la Puglia e amo particolarmente suonare qui. L’anno scorso d’estate, Donny, Giuseppe, il mio manager, ed io abbiamo avuto la fortuna di partecipare a diversi festival nella mia regione ed è stato bellissimo.

Mi sento molto legato a questa regione anche se la maggior parte del tempo suoniamo fuori, in giro per l’Italia. Quando si torna a calcare palchi pugliesi è come una festa, ogni volta.


Sullo Schermo ” ENJOY “

Siamo stati SULLO SCHERMO, ultimi giorni della rubrica, che ha arricchito il blog CAMBIO GIORNO. La parola collettiva è ovviamente ENJOY nel senso di piacere, godere, vivere, ammirare, trascorrere, fare.

Ora con noi abbiamo gli SCRITTORI con ENJOY READING !!! MI PIACE LEGGERE.

Il nome che abbiamo scelto, tra gli scrittori, è quello di Bertrand Russell, che scrive UNPOPULAR ESSAYS, quindi un SAGGIO IMPOPOLARE, per spiegare che deve venire fuori il nostro ” modello difensore “. Le letture sono performance, come scrive il grande matematico, di tipo lucido, irriverente, spiritoso. Si può ascoltare parlare in questo modo. Il termine inglese è ” bound up “, con che cosa leghiamo. Spesso pensiamo ci sia un ” legame sociale “, vediamo qualcuno, sappiamo che è legato, al mondo di dire, del nostro docente, del nostro paese, che sia un filosofo del nostro paese che vince. Esistono, invece, anche saggi impopolari, che spiegano la parola ” CHANGE “, cambiare, dobbiamo sapere come essa, questa parola, appare nella scienza.

Ricordiamo una sua grande frase : Poche persone riescono a essere felici senza odiare qualche altra persona, nazione o credo.

Spesso, vanno chiarite le intenzioni, che non devono essere anti-letterarie, molto spesso un individuo racconta di se, non tanto del ” cambiamento “, che appare con la scienza, quindi raccontando di se, non corre il rischio che la gente quando lo veda, lo leghi, per convenzione, a qualcosa di sbagliato, si fa conoscere. Si serve in questo caso del genere letterario noto come ” autobiografia “, nel quale ovviamente Giuseppe Di Summa, non può dire di essere Russel, non solo nessuno lo può legare a chi non è, quindi come ricorda Philippe Lejeune “ “il racconto retrospettivo in prosa che un individuo reale fa della propria esistenza, quando mette l’accento sulla sua vita individuale, in particolare sulla storia della propria personalità “.

Vittorio Alfieri.

La riflessione, che tutti noi facciamo durante il giorno, è ” selettiva “, ad esempio ” sta passando Giuseppe Di Summa, Ragioniere “, è diverso dal ” sta passando il Professore Di Summa della Ragioneria “, la conoscenza ha un autocoscienza, quindi Giuseppe Di Summa sa che sta passando come Ragioniere “. La maturità richiede ” uomini di grande riflessione “, spesso, l’arte insegna, che la cosa fredda, l’arte riflessa appunto, è fredda, convenzionale, non solo spesso si potrebbe vivere di ” luce riflessa “, quindi essere famosi non per meriti proprio, per meriti di una persona con la quale si ha uno stretto rapporto, per fortuna non si diventa famosi solo per la Ragionieria.

Molto stimato, da chi scrive per il suo volere perdere quello di francese, aveva il Piemonte, è Alfieri, che affronta un problema importante, ” lei ci sa proteggere “, in un famoso testo Del Principe e delle lettere, visto che non tutti accettano di rimanere contabili, molti non possono fare a meno di scrivere, leggere, comporre testi. In questo testo di Alfieri, scritto tra il 1778-1786, lo scrittore mette in evidenza che il binomio monarchia- lettere, sia dannoso per le lettere, ci induce a riflettere sul binomio di oggi, lettere e Ragioniere, lettere e Professore. Con lui Alfieri, conosciamo anche la parola ” misogallo “, colui che è nemico dei francesi, quindi ci presenta il termine, per un letterato, non per un avvocato, che fa ” sei il peggiore nemico che ho “, qui si presentano le invettive sarcastiche, dure, non certo gli passa in mente di dire, per prenderti in giro, quando scrivi, ” sta passando il Professore Di Summa “, gli scrittori, quando sanno scrivere ricorrono alle loro specialità.

Allora cosa fare per diventare un autore ?

Il consiglio viene da Alfieri, quando lo scrisse ad un amico, cosa fare per diventare autore tragico, oggi, si direbbe studiare con il ” C ” sulla sedia, lui, invece, scelse il famoso Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli è una celebre frase scritta da Vittorio Alfieri il 6 settembre 1783 a Siena e contenuta nella Lettera responsiva a Ranieri de’ Calzabigi.

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