Ancora ” Sullo schermo “

Secondo appuntamento, qui sul blog, per SULLO SCHERMO, tra poco appariremo su Twitter, a seguito di questa ulteriore registratore video grazie al nostro canale YOUTUBE. I protagonisti del video dedicato alla musica, vengono dal salento, dall’amatissima Puglia, che per tutti noi è la nostra terra. Due video impegnativi, dove si sottolinea che è bene parlare di musica, come è bene parlare di sport. Creare uno strumento comunicativo, come un blog, passa per ricordare le nostre tradizioni, non solo stilisticamente la società contadina, descritta nella musica è molto bella.

Questo è il primo video. Presentato nel canale YOUTUBE con una didascalia che ti presenta gli artisti, i contatti, tutte le informazioni che gli riguardano.

Dall’arte, al divertimento, quello sportivo, con una società di pallacanestro, che ci da input ed usi, per la nostra comunicazione online, il problema di un NO ACCOUNT, si supera con le giuste relazioni, per creare un ACCOUNT su Twitter abbiamo iniziato con assumed functional relationship- assunto rapporto funzionale. Oggi una performance, musicale, sportiva, si misura, nel suo valore, se viene realizzata con o senza comunicazione.

RITORNIAMO GRAZIE A SULLO SCHERMO SU TWITTER.

Turn me on dead man- save the screen

All the details.

AVVISO : Dal 24 Aprile il Blog CAMBIO GIORNO trasmette dei post ” registrati “, prima del virus, non forniremo agli utenti, nessun dato da questa data, non scritto prima del Febbraio del 2020. Non possiamo approfondire, aumentare, come forma di occupazione, in questo momento, nessuna forma di comunicazione, riguardante il tempo che trascorriamo, che non abbiamo brevemente inserito, nel Blog, nella chiusura, definitiva, della sezione dedicata al Parlare e dire di politica. Abbiamo scelto un messaggio registrato, da tempo, fino al Dicembre del 2020. Si chiede scusa, al lettore, se alcune questioni sono prolisse, in questo aggiornamento, sono questioni, interne, che riguardano, solo noi e il nostro blog.

The program in English and French language we translate our rhythms. – Who are they – Why Minibasket- Gymnastic- The relationship with the psychology of sport- On the blackboard and on the web- The end mean The application’s deadline for project is 27.05.2019. Giuseppe Di Summa, wishing well the number is correct, knows that he cares about the correct number of visitors, normally i create low rating projects, that is my speciality
The goal of this space is to make it pubblic, the place, that is the Province of Brindisi, the city of Bari, where the writer’s study formation took. Place, wich are, in good will, recognized. Also in my activity as Regional Mnibasket Instructor , a concrete activity, in the sport , since 1999 to satisfy the need of who practice sport, in a direct and immediate way. 
Ceck the explanation on the closure of the site, we remind you that the competencem expressed in this manner, comes from 20 years or activity, acquired with the grade of the Regional Minibasket Instructor, this identity takes us to the competence of the territory, wich isnt connected to the teaching and formation, there is a connection only with the lectures and trainings.

If your family took the economics exam? Test is repeated. Test and techniques is different and sound field speech use of high passing is bye- bye
Sight of the fact from this account is not economy.

Il messaggio ” COMUNICAZIONE “.

Quelli che leggerai da oggi sono ” i dati di un laboratorio di scrittura “, che sul Blog, è concluso, non vi sono sezioni attive.

Abbiamo inserito la nostra segreteria. Con la nostra rubrica ” SULLO SCHERMO ” abbiamo concluso, il lavoro del Blog, che riprenderà con una nuova programmazione, non prima del 20021.

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Il nostro cammino è ora :

SCRIVERE DEL MARITINO NON DELLA NOSTRA SOCIETA’.

Photo by Chelsi Peter on Pexels.com

AVVISO : Dal 24 Aprile il Blog CAMBIO GIORNO trasmette dei post ” registrati “, prima del virus, non forniremo agli utenti, nessun dato da questa data, non scritto prima del Febbraio del 2020. Non possiamo approfondire, aumentare, come forma di occupazione, in questo momento, nessuna forma di scrittura e commento, riguardante il tempo che trascorriamo, che comunque abbiamo brevemente inserito, nel Blog, nella chiusura, definitiva, della sezione dedicata al Parlare e dire di politica, lo abbiamo conosciuto, anche con la rubrica conclusiva dal nome SULLO SCHERMO. Abbiamo scelto un messaggio registrato, da tempo, fino al Dicembre del 2020. Si chiede scusa, al lettore, se alcune questioni sono prolisse, in questo aggiornamento, sono questioni, interne, che riguardano, solo noi e il nostro blog, sono dati che riguardano la nostra scrittura.

Tutte le rubriche dal Maggio 2020 sono concluse, non saranno riaperte, abbiamo deciso di procedere, dal 2021,. alla pubblicazione alla immagine di noi stessi, dopo avere ascoltato bene il mondo professionale della comunicazione, che è entrato in questo blog, soprattutto nelle rubriche GLI ANNI DELLA MUSICA e SCRITTORI E SCRITTURE.

Oggi bisogna fare quadrato sull’immagine di noi stessi, a nostra avviso, sapendo che in molti di noi, io per primo non sappiamo come fare senza musica, cinema, libri, teatro, seppure dobbiamo accettare al sfida.

Quindi si scrive del MARITINO, di noi stessi, come leggiamo, come cuciniamo, come ci vestiamo, fuori dalle idee della comunicazione professionale, quella certificata, da libri, case editrici, corsi di laurea, oggi, dal 2021, dopo i dati di un laboratorio di scrittura, siamo noi a certificare, in modo autentico, l’immagine di noi stessi. ECCO COME ABBIAMO SCELTO DI COMPARIRE, DI PRESENTARCI, FARCI VEDERE, con quello che abbiamo conosciuto, nella scrittura, dopo questa attività di scrittura, dati che arrivano nel nostro laboratorio di scrittura.



I MEZZI CHE FORNIREMO PER COMUNICARE DEL MARITINO E NON DELLA NOSTRA SOCIETA’ SONO QUELLI CHE CI FORNIRA’ LA RETE ( CHE CREDETEMI SI STA RIORGANIZZANDO )

Era l’11 settembre- Mirko Tondi

Mirko Tondi, che io ho conosciuto per l’amore per i brani musicali, in passato, lo incontriamo oggi per presentare un libro, seppure la prima domanda la riservo alla musica. Sei è ancora attento, a quello che propone, il circuito musicale ?

Intanto rivolgo un saluto a tutti e grazie di avermi invitato a rilasciare questa intervista, per uno scrittore è sempre importante poter parlare dei suoi libri. Riguardo alla musica, ricordo con molta nostalgia i tempi in cui facevo radio, e ovviamente rimango sempre sintonizzato sulle novità della scena musicale, certo. Sono soprattutto un appassionato, più che un vero esperto. Tutto sommato ho anche una discreta selezione musicale in vinile e ascolto un po’ di tutto: dal rock all’indie, dal jazz alla musica classica, l’alternative, il blues, il folk, ma soprattutto la musica soul, che rimane il mio genere preferito (prima o poi ci scriverò qualcosa). Mi piace anche scoprire nuovi artisti, sia italiani sia internazionali, e per questo mi affido alle riviste, al web (per esempio semplicemente alla riproduzione casuale di YouTube o a Spotify) e ai consigli degli addetti ai lavori. Per ogni mio libro, poi, creo una particolare colonna sonora: se, per esempio, per Istruzioni di fuga per principianti (Caffèorchidea, 2017) si trattava di brani country e folk, per Era l’11 settembre invece ho scelto quasi esclusivamente pezzi di musica classica, che erano più in tono con la storia;

Entriamo adesso nella scrittura. Un titolo che presenta la storia di un anziano, che vuole mettere su carta le sue memorie, in cosa è nuova la storia, per lui, quando va nelle mani del biografo, che sceglie per raccontarla ?

Nel libro ci sono due personaggi: Nando Barrella, che è sull’ottantina, e un biografo e ghostwriter, che ha la metà dei suoi anni. Il primo non sa affatto scrivere, per questo decide di affidarsi al secondo. Le sue memorie in quel momento sono sfuggenti, rischiano di dissolversi, così Barrella sente il bisogno di fissarle una volta per tutte. Il suo obiettivo principale, in realtà, non è tanto di testimoniare il proprio dolore ma vedere per iscritto una sorta di confessione, nella quale colpevolizza sé stesso per la morte del figlio, così da incidere il suo senso di colpa nell’eternità;

Come hai scelto questo tipo di storia. che non solo scrive dell’anziano, della sua famiglia, si confronta anche su come la nostra società ha vissuto dell’11 Settembre ?

Sì, per me la storia dei due personaggi principali serviva da puro pretesto per cercare di raccontare qualcosa di molto più ampio, uno spaccato della società dei nostri tempi. Si parte dall’11 settembre del 2001, giorno dell’attentato al World Trade Center, ma allo stesso tempo il giorno in cui muore il figlio di Barrella in un incidente stradale. Queste due diverse tragedie, una personale e una di portata mondiale, corrono in parallelo nel romanzo; come si dice nella quarta di copertina, si tratta dell’incontro tra due decadenze. Il cerchio si chiude con gli attentati di Nizza nell’estate del 2016, e mi interessava focalizzarmi su questi quindici anni per cercare di capire come li abbiamo assimilati, che tracce hanno lasciato in noi, un senso di precarietà e di inquietudine generale, ma anche dietrologie e teorie del complotto;

Come scrittore descrivi l’anziano come padre, come marito, il suo rapporto con gli affetti, presentacelo in questo senso ?

Nando Barrella è la tipica persona che sente di aver sbagliato tutto nella vita: come padre, non si è mai sforzato di comprendere il figlio, e anzi ha sempre avuto un rapporto conflittuale con lui; come marito, ha tarpato le ali ai sogni della moglie e non l’ha mai valorizzata veramente, anzi l’ha costretta in un angolo, impedendole di sviluppare una sua personalità. Dunque a livello affettivo il personaggio si presenta bloccato, un coagulo di sentimenti negativi o inesplorati, se non addirittura repressi. Inconsciamente, sa che il libro potrà aiutarlo a liberasi da questo ingorgo emotivo, rivelandosi e compiendo quello che in genere viene definito un atto terapeutico: raccontarsi;

Cosa invece, hai voluto inserire, nel libro, di particolarmente significativo, che riguarda la nostra società e il suo modo di vivere l’undici settembre ?

Come detto in precedenza, i personaggi agiscono in primo piano, ma sullo sfondo c’è la società con tutte le conseguenze che quei terribili attentati hanno comportato. Un aspetto che mi piace rimarcare, giacché ritorniamo su questo punto, è quello relativo allo strapotere dell’informazione. Il libro mi serviva anche per lanciare questo messaggio, qualcosa che possiamo constatare anche oggi con la situazione che stiamo vivendo a proposito del Coronavirus: il cosiddetto “bombardamento mediatico” è uno stillicidio di notizie nefaste, che giungono ogni giorno e a ogni ora del giorno da più direzioni. Come sosteneva il sociologo e filosofo Jean Baudrillard, il nostro mondo è dominato dal concetto di “iperrealtà”, per cui non esisterebbe più una realtà a sé stante ma una realtà filtrata dalla televisione, una realtà di grado superiore affidata alle immagini che vediamo;

La nuova generazione a quali memoria arriva, in questa storia, in cosa è importante il rapporto tra l’anziano e il giovane biografo, quali ” miti “, ad esempio, vengono raccontati ?

Il rapporto tra i due può considerarsi sicuramente un’amicizia, o almeno è questo che diventa col tempo in cui i due si frequentano. Ma il biografo vede in Barrella anche una figura paterna, visto che pure lui non aveva con suo padre un rapporto idilliaco, affatto. Riguardo alla nuova generazione, c’è senz’altro la presenza imperante dei social. Non so se questo si possa considerare un “mito” della nostra epoca, ma i social sono ormai parte integrante delle nostre vite. Nel libro c’è soprattutto il riferimento a Facebook, anche perché è stato scritto qualche anno fa; tutto sommato, nelle ultime revisioni ho preferito comunque evitare di parlare di Instagram (di sicuro oggi più popolare e diffuso tra i giovanissimi), anche quando nel libro si narrano i fatti del 2016. Il personaggio del biografo è sulla quarantina e vive di interessi culturali, per questo Instagram non mi sembrava il mezzo più adatto a rappresentare il suo universo;

Come presenterai il libro, in questo periodo, particolare, per fare conoscere il proprio lavoro ?

Purtroppo il libro è uscito proprio in coincidenza con l’esplosione della pandemia, per cui finora non ho potuto fare molto, anzi ho dovuto giocoforza annullare tutti gli eventi programmati. Per il momento mi sto muovendo attraverso la rete, rilasciando interviste come questa, cercando recensioni, facendo video promozionali e rinnovando di tanto in tanto la notizia che il romanzo esiste. Tuttavia questo è un libro in cui credo, e quando si potrà tornare alla normalità riprenderò da dove avevo lasciato, cominciando a presentarlo in giro. Sono sicuro che, al contrario di me, non invecchierà col tempo

SULLO SCHERMO

Ti presento le prime due puntate della nuova rubrica ” SULLO SCHERMO ” che presenta, dal punto di vista tecnico, l’uso delle risorse online che ci permettono di comunicare, approfittando del periodo che passiamo a casa, aprendo la parte del blog dedicata ai COMMENTI DEI NOSTRO TEMPO.

Rimaniamo CAMBIO GIORNO, vi chiediamo letteratura, opinioni, apriamo con una wide-area network, una rete geografica, dedicata alla Puglia, la Regione dove vivo, con un collegamento che possiamo chiamare short run in online, cioè a breve termine in linea.

Ecco la puntata numero 1, ci colleghiamo con la Latiano, per parlare di Basket, lasciamo anche una riflessione sulla ” generazione web “, che sta nascendo con questo periodo di collegamenti via schermo, ho scelto YOUTUBE, per lo storage format, cioè il formato di archiviazione, sapendo che l’effetto, di come si crea un video, con la sua tecnologia, ha il suo effetto, lo stare a casa, nel nostro modo di comunicare ha il suo work effect.

La seconda giornata è dedicata a Diego Fanelli, al suo modo di fare comunicazione, si commenta, quello che chiamiamo ” task “, il compito, il lavoro, l’incarico, che ci siamo presi comunicando da casa.

Nasce il nostro account su PINTEREST. Rimarrà solo nella versione decisa oggi quella di un minumum ratio, cioè un rapporto minimo, quello della conoscenza dell’esistenza del BLOG, con la quale salutiamo gli utenti di questo social.

Più lontano di così di Lucrezia Lerro

Sto leggendo, da alcuni giorni, con interesse, questo libro, del quale vi propongo l’incipit.

Ricordandovi che potete leggere la recensione al seguente link :

Con la voglia di cercare ” più lontano di così “.

Il libro ve lo ricordo, parla di un fatto di cronaca realmente accaduto, l’uccisione di un soldato, avvenuta nella Capitale, il 4 Dicembre 1951, è proprio Luigi il nostro soldato, un uomo alla ricerca di una buona educazione, con una vita sfortunata, che il lettore ricostruisce pagina dopo pagina.

“Più lontano di così” di Lucrezia Lerro, è una lettura bellissima.
” Il dolore, il dolore parassita”.
Una storia di una passione che finisce in cinque colpi di pistola, Leda ha ogni giorno il compito di cercare qualcosa di sè, ha il suo militare, quello con cui non perdere tempo. Ha scoperto Luigi, mentre è immersa nella sua vita dura, quella di studentessa di legge, vive un dolore abissale. #piùlontanodicosì
#lanavediteseo
#cambiogiornoblog

16 APRILE 2020

Cincilla – Sakè-

Sakè, un brano che invita a vivere il mondo come si vuole, nel video, ti affacci al balcone, solo vasi, nemmeno un fiore, quindi i fiori da comprare sono tuoi. Come oggi l’amore da occhi alla nostra quotidianità, nel video, girato a Venezia, si alternano luoghi malinconici, con la tua presenza ironica. Come nasce questa canzone ?

L’ho scritta un anno fa. Volevo liberarmi del superfluo, di tutto l’extra che ci riempie le vite e che a volte, almeno nel mio caso, mi stava distogliendo dalle cose che contavano sul serio. Volevo riappropriarmi della mia vita e di quello che mi circondava e ho capito che l’unico modo per farlo fosse seguire le mie sensazioni, i miei sogni e le mie esperienze. Ci ho pensato per un po’ di giorni e come spesso accade ho sentito l’esigenza di riassumere tutto quello che mi era passato per la testa in una canzone. Non l’ho cercata, è uscita da sola.

Nasce il tuo percorso artistico nel 2019, cosa di emozionante sino a questo momento ti ha ricompensato dai sacrifici, cosa pensi, invece, ci sia da migliorare ?

Il mio percorso artistico in realtà nasce molto prima, semplicemente avevo un rapporto molto intimo con quello che scrivevo e lo facevo per me. Il 2019 è stato un anno molto importante ma la musica è sempre stata parte della mia vita. Penso si possa sempre migliorare, alla fine un percorso artistico ti offre talmente tanti spunti che sei sempre nella condizione di migliorarti, di scrivere in modo nuovo. Sicuramente stare fermi non è un’opzione per quanto mi riguarda. Però non parlerei di sacrifici, chi fa musica e scrive canzoni risponde per prima cosa ad una necessità. Per me sarebbe un sacrificio non farlo.

Il brano è disponile su tutte le piattaforme digitali, il video ovviamente è su Youtube, si può entrare in contatto con te su Instagram , in questo momento i social sono fondamentali, come ha accolto il pubblico il tuo brano ?

Sakè è piaciuta molto, è stata un ottimo modo per presentarsi e anticipare l’EP.

Quale è il messaggio della canzone Sakè, dovendolo consegnare, a chi ti ascolta, cosa hai voluto trasmettere con questa canzone ?

Di concentrarsi per prima cosa su ciò che si è e si sogna. Di ricordarsi da dove si viene. Di mantenere una propria visione del mondo. Siamo noi a dare un senso alla nostra vita, in tutte le cose, partendo dal quotidiano.

E’ previsto un EP di cinque canzoni, “Sogni In Saldo”, pensi che i sogni di un musicista siano in linea con il suo essere a volte sopra le righe, un po’ fuori dalle convenzioni, in lotta, con i vantaggi commerciali, oppure il sogno sia proprio quello di riuscire a suonare, come lavoro, anche accettando i moderni discorsi di marketing ?

Ognuno ha i suoi sogni, non penso si possa generalizzare. Il titolo nasce perché il percorso che mi ha portato a produrlo è stato molto naturale, senza troppi sforzi, anche grazie al supporto di Pablo Davilla. Quando vedi il risultato del tuo lavoro il sogno diventa realtà; considerata la fluidità con la quale tutto è successo ho deciso per “Sogni in Saldo”.

Parlaci, in conclusione, di questo EP, che tipo di canzoni ascolteremo, poi spiegaci, come la musica ti fa sentire meglio, se esiste, ad esempio, un pezzo, che ti rende felice, che suoni spesso ?

E’ un EP-presentazione. Mi sono voluto presentare: ciascun brano sottolineerà una mia caratteristica, sia dal punto di vista del sound che da quello dei testi. La musica ha, come altre forme d’arte, il potere di portarti in un’altra dimensione. A volte ti fa dimenticare i problemi, altre invece amplifica certi sentimenti. Non ho un pezzo particolare che suono per tirarmi su. Anche perché a volte hai bisogno di tirarti su, altre invece di pensare, dipende…di solito quando sento l’esigenza di esprimermi attraverso la musica scrivo un pezzo nuovo, forse sì, quella è la cosa che mi fa stare meglio.

Il basket : il valore educativo del gioco e le pratiche dell’insegnamento

Lo sport, rappresenta un’esperienza fondamentale nella vita dei bambini in fase di crescita. Oltre ad i benefici che si riscontrano a livello fisiologico e della salute abbiamo numerosi benefici che riguardano il livello psicologico e cognitivo. L’interazione tra pari, il gioco di squadra, l’espressione del sé favoriscono lo svilupparsi di stati d’animo ed emozioni indispensabili alla crescita. Un buon insegnante, è un buon motivatore e conosce bene le regole del gioco. Insegnare soprattutto nel mondo dello sport, è tutt’altro che semplice perché significa accorpare alla tecnica la competenza del saper educare. Ciò significa, quindi conoscere i vari modelli identitari e individualizzare i vari percorsi che non devono finire ad essere spersonalizzanti. Significa, conoscere i valori etici, creare un clima di empatia, lavorare sullo spirito di squadra e di gruppo, creare un ambiente positivo ricco di vivacità e collaborazione: creare condivisione, amore, sentimento reciproco. Bene, devo dire tutt’altro che semplice. Il gioco, è visto dal bambino anche come uno svago, una cornice da dipingere a piacere. E’ come una borsa, io la apro e ci metto dentro tutto quello che mi piace, però sono altruista e quindi la voglio condividere con gli altri dando l’opportunità a tutti di esprimersi allo stesso modo, includendo ed accogliendo la diversità dei modelli.

L’insegnante, l’educatore è chiamato a svolgere un compito difficile: aiutare gli altri a tirar fuori il proprio potenziale accompagnandoli nel percorso di crescita e formazione. Bisognerebbe dunque incentivare la formazione stessa attraverso corsi e studi professionalizzanti continui, che permettono dunque la permanenza dell’agire educativo.

A mio avviso, sarebbe necessario sviluppare la creatività attraverso l’innovazione degli ambienti di apprendimento, investendo soprattutto nell’ottica del non formale rendendo unici e davvero significativi anche i momenti di svago e gioco per i bambini.

Dottoressa Laura Carcagni

Biografia:

Educatrice Professionale  che ha conseguito la laurea triennale presso l’Università del Salento con la tesi in Medicina Sociale sul Maltrattamento infantile. Attualmente, studentessa universitaria specializzanda in Consulenza Pedagogica e Progettazione Formativa.  Ha lavorato con i minori a rischio e partecipato ad un progetto sull’inclusione scolastica degli alunni stranieri. Attualmente, volontaria Onlus e clown ospedaliera per l’associazione Cuori e Mani aperte verso chi soffre. 

Filastrocche Cucaricu

Cucaricu’ (sarebbe il verso del gallo in russo)

Si tratta di una app mobile per bambini: Le filastrocche pubblicate in questa applicazione sono tradotte dal russo e destinate ai bambini di età prescolastica. Il folclore russo per bambini è un mondo meraviglioso di fantasia e amore verso sé stessi e l’ambiente circostante. La tradizione del folclore russo è quella di accompagnare i minimi eventi nella via del bambino con le strofe rimate, che sia un momento del bagnetto o della pappa per i più piccini, ma anche i giochi all’aperto per i bimbi più grandi. Attraverso il folclore i bimbi imparano a parlare, a contare, a relazionarsi con le persone e animali, a capire i meccanismi e i ruoli nella società. L’applicazione contiene 60 filastrocche adatte ai bambini da 3 anni in su’, accompagnate da immagini originali.Essendo folclore ogni filastrocca in lingua originale può avere più versioni. Come testo di riferimento in russo puoi consultare l’enciclopedia del folclore per bambini «Al nostro gran cancello…» (Энциклопедия детского фольклора “Как у наших у ворот…”, серия «Моя первая книга», изд.: «Белый город», 2009).

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