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INTERVISTA CON VERONICA BUDAI PSICOLOGA DELLO SPORT

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Lo sport che viene insegnato al bambino e chi lo insegna sono i primi protagonisti, un ” allenamento ” che ha a che fare con la crescita, quali consigli e quali le condizioni psicologiche più comuni ?

  • Lo sport con i bambini ha sicuramente a che fare con il concetto di crescita: fisica, motoria, emotiva, affettiva.Attraverso lo sport i bambini esprimono loro stessi, le loro gioie, i loro sogni e le loro paure, quindi, non c’è solamente una crescita in termini di apprendimento, di sviluppo motorio, ma soprattutto in termini di emotività, affettività, sicurezza in se stessi, fiducia nei compagni, rispetto delle regole.Il consiglio è proprio quello di agevolare la manifestazione di questi aspetti più “psicologici” perché contribuiscono alla formazione della personalità del soggetto sia come atleta sia come persona.Dovendo fare una divisione a grandi linee e comunque non esaustiva di tutto ciò che vedo, le condizioni psicologiche che più frequentemente incontro nei giovani atleti sono: passività o super-attivazione. Ovvero, spesso ritrovo bambini “passivi” quelli che vengono definiti timidi, introversi, che non prendono mai l’iniziativa, silenziosi, a volte invisibili. All’opposto l’altra categoria che incontro spesso è quella dei super- attivi, ovvero, bambini molto vivaci, espansivi, che non rispettano le regole, rumorosi, sempre in movimento. E per ogni categoria c’è un approccio diverso con cui procedere, con alcuni si lavora più su aspetti di sicurezza e autoconsapevolezza di se, con altri si lavora più su aspetti di autocontrollo e definizione di se.

L’attività motoria, il movimento, rientrano nell’avviamento allo sport, come intervenire con i bambini, alla luce della tua esperienza diversa ( ad esempio come rapportarsi con la scuola ) ?

  • L’intervento con i bambini, nell’ambito dell’avviamento allo sport, presuppone un approccio assai differente rispetto a quello dedicato agli adolescenti e agli adulti.In primo luogo è fondamentale la dimensione ludica, i bambini si devono divertire in palestra, imparano, ma in primo luogo giocano e si divertono. Questo è un aspetto da non sottovalutare, poiché spesso si può verificare frustrazione o abbandono sportivo, proprio a causa della noia o dell’eccessivo impegno richiesto. L’allenamento deve essere tarato su i piccoli atleti sia come atmosfera sia come impegno e il gioco è lo strumento attraverso il quale loro imparano.Ad esempio, in questo momento ho in corso un progetto con bambini della fascia d’età 3-6 anni e con loro ancora di più l’allenamento deve passare attraverso una dimensione di divertimento.

Fare lo psicologo dello sport per te cosa significa ?

 

  • Per me essere una psicologa dello sport è la realizzazione di un sogno, è la possibilità di unire due mie grandi passioni: psicologia e  sport. Come psicologa e come atleta posso mettere a disposizione dei miei clienti/utenti tutto il mio bagaglio di competenze e conoscenze affinchè possano essergli utili. E’ come se io avessi una valigia di attrezzi e strumenti che porto sempre con me e che posso condividere con la persona che in quel momento mi sta chiedendo aiuto/supporto/allenamento. Posso aiutare le persone a migliorare ed evolversi sempre più; una favola di professione!!!

 

Lo sport può essere anche ” malessere “, nel caso del bambino sentirsi non adeguato a compagni, allenatore, troppo pressato dai genitori, soffermiamoci propio sulla presenza dei genitori nell’attività del figlio, cosa ne pensi ?

  • La presenza dei genitori nell’attività sportiva dei figli può essere un grande stimolo, ma anche un grande stressor. Può essere uno stimolo perché il giovane atleta sente di avere l’appoggio della famiglia, sente il calore e il tifo che viene fatto per lui/lei. Può essere uno sprone a dare il meglio di se.Altre volte assisto a scene in cui il genitore preme sul figlio, prende decisioni al suo posto, carica l’atleta di aspettative che non sono sue, lo deresponsabilizza o al contrario lo responsabilizza troppo e può diventare una presenza veramente “ingombrante”, anche se da parte del genitore ci sono le migliori intenzioni!! Lo sport a questo punto non viene più vissuto per quello che è, ma diventa un impegno oneroso e gravoso, carico di ansia e non più stimolante per chi lo pratica. Secondo me tutto sta al buon senso delle persone e all’investimento emotivo che ogni protagonista di questa dinamica mette in gioco.

Lo sport per bambini è anche eventi, feste, giochi, da vivere insieme, come impegnare le persone in questi eventi, che fanno cultura ?

  • Il movimento sicuramente è presente anche fuori dalle palestre e dalle strutture dedicate, quindi, certamente feste, eventi, giochi. Anche nella scuola si praticano movimento e sport, fin dai primi passi, basta pensare a tutti quei progetti di attività motoria nella scuola materna. Secondo me ovunque sia praticato lo sport fa bene, quello che bisogna tenere presente è che sia svolto da personale qualificato. Le persone che si occupano a vario titolo di queste attività dovrebbero sempre e ripeto sempre tenere in considerazione chi sono i fruitori dei loro servizi e metterli al centro di ogni intervento, badando bene agli aspetti emotivi ed affettivi che attraverso il movimento, il gioco e le varie attività vengono messi in atto. Per fare questo sarebbe opportuno avere una base di preparazione di natura psicologica, non parlo di laurea o master specialistici, ma ritengo che un minimo di preparazione in tal senso sia necessaria per queste figure, considerato che avranno a che fare con il bene più prezioso del mondo: i bambini

Quale è secondo te l’obiettivo più significativo nella collaborazione con un Istruttore per uno psicologo dello sport ?

  • Un aspetto che uno psicologo dello sport e un istruttore dovrebbero sempre tenere a mente, nella loro collaborazione, è la centralità dell’atleta. Non è una guerra di potere tra loro 2, ma una collaborazione che ha la finalità di aiutare l’atleta a dare il meglio di se e soprattutto a tirare fuori tutte le risorse che ha a disposizione. Siamo degli “strumenti” che permettono al soggetto di poter arrivare dove vuole. Ricordo sempre che sono fondamentali la volontà e la partecipazione dell’atleta, ma anche l’intelligenza emotiva delle altre figure che partecipano alla sua preparazione, altrimenti non si va da nessuna parte!!!

 

Presentaci una situazione del tuo lavoro che ti ha molto soddisfatto ?

 

  • Una situazione professionale che mi ha dato grande soddisfazione è il caso di una giovane atleta di arti marziali che si è rivolta a me per avere aiuto. Il soggetto in questione riusciva molto bene negli allenamenti e nelle gare minori, ma di fronte alla competizione grande, di portata nazionale andava in blocco pur essendo molto preparata fisicamente, tecnicamente e tatticamente. Sembrava proprio un caso di ansia da prestazione sportiva. Abbiamo lavorato a livello individuale con visualizzazioni guidate, tecniche di rilassamento, sblocco delle energie e anche utilizzando riprese video dei suoi incontri. Alla fine di questo percorso è riuscita a superare il blocco e quindi, ha gareggiato in maniera eccellente nelle competizioni maggiori ed è riuscita anche a vincere e salire sul podio.

Una gran bella soddisfazione per entrambe!!!

 

Quale è il tuo rapporto con i social e con internet in generale ?

 

  • Il mio rapporto con i social ed internet è buono, ho un mio blog: veronicabudai.it , sono su facebook e twitter. Penso che siano degli ottimi mezzi per farsi conoscere e per pubblicizzare quello che faccio, spesso le persone consultano prima il blog e i vari social e poi mi contattano, è un modo per capire meglio chi sono e di cosa mi occupo.
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Intervista a Lorenzo Bonetti

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Iniziamo la nostra intervista parlando di sport, ricordando che giochi a pallavolo in Serie A, la tua storia di sportivo come inizia, quali le tue maggiori soddisfazioni ?

 

Sono Lorenzo Bonetti, gioco in serie A dal 2006/2007 li giocavo come palleggiatore e ci ho giocato fino all’anno 2011/2012, poi ho cambiato totalmente ruolo e sono riuscito a raggiungere la massima serie anche come schiacciatore, un emozione indescrivibile sopratutto perché è arrivato tutto dopo una brutta malattia che mi ha colpito nell’estate del 2012, dopo averla sconfitta sono rientrato in pista molto più forte di prima e con obiettivi ben fissi nella mia mente. la soddisfazione più grande al livello sportivo ovviamente è stata la promozione dalla serie A2 alla serie A1 nell’anno 2013/2014 giocavo al Vero Volley Monza e nemmeno ad un anno dalla diagnosi della malattia sono riuscito a vincere il campionato di serie A2, un emozione unica davanti a 5000 persone.

 

Il libro ha il titolo Sotto Rete, la storia di come hai sconfitto il cancro e sei tornato in serie A, rimanendo al contenuto del libro, come è stato raccontare la tua storia, soprattutto se ti ha aiutato farlo ?

 

Nel luglio del 2102 mi hanno diagnosticato un linfoma non hodgkin, ovviamente il primo impatto è stato molto duro, non mi sarei mai aspettato di avere un male cosi grosso all’interno del mio corpo, anche perché non mi sentivo cosi male, avevo solo un mal di schiena. sin da subito ho cercato di darmi l’obiettivo più importante della mia vita sconfiggere il tumore. ho chiesto subito ai dottori in quanto tempo sarei potuto guarire e per tornare in campo a giocare, il dottore mi disse che vi volevano 5/6 mesi di cure, dopo 5 mesi ho disputato la mia prima partita.

L’anno scorso la Gazzetta dello Sport mi ha fatto una bellissima intervista, il giorno dopo mi contattò Paolo Fontanesi (scrittore) chiedendomi se fossi interessato di creare un autobiografia, per me fu davvero una cosa inaspettata, non ci pensai un secondo e accettai quasi subito, scrivere tutto ciò che mi era capitato cercando di dare anche una piccola speranza a chi purtroppo questo momento lo sta vivendo era un onore immenso.

 

Come è stato scrivere, hai seguito degli esempi, hai incontrato nella stesura del testo delle persone che ti hanno consigliato ?

 

Il libro è stato scritto e pensato interamente da me e Paolo, ovviamente io raccontavo scrivevo appunti e Paolo svolgeva alla grande il suo lavoro di scrittore. abbiamo avuto davvero un ottima intesa.

 

Come ti senti ora che sei tornato a giocare ?

In questo momento mi sento davvero alla grande, affronto ogni cosa giorno per giorno e pensando di affrontare tutto al meglio, spero di poter continuare ancora per molti anni.

 

Il tuo rapporto con i social, soprattutto, se il pubblico della rete, ha compreso il tuo libro, se ne interessa ?

 

Sto cercando di pubblicizzare tutto suoi social ovviamente, tutti mi stanno molto vicini, giorno dopo giorno la gente mi segue sempre di più e la cosa mi piace molto, mi chiedono moltissimi consigli ed io sono onorato a rispondere a tutte queste persone, cerco sempre di dare il mio pensiero spero possa servire a qualcosa.

 

Quali sono i tuoi prossimi impegni e se hai previsto degli eventi particolari per fare conoscere il libro ?

 

Ora sono ancora impegnato con la pallavolo, non appena finirà la stagione mi dedicherò al 100% solo al libro, cercherò di girare il più possibile per raccontare la mia storia e spero che alla gente possa dare una piccola speranza.

Gran parte della vendita del libro sarà devoluta alla Fondazione Veronesi quindi spero che se ne vendano tantissimi in modo da poter dare un grossa mano alla ricerca e alle persone che non stanno attraversando un bellissimo periodo.

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Googliamo

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Fonte della foto : Pixabay

Un interessante parola da ricercare su google :  Sammarinese Marco Ragini – L’allenatore ” gira mondo ”

Ecco cosa risponde ad un nostro contatto con un suo commento

In questi anni in modo diretto ho lavorato in altri Paesi (Lituania,  Olanda,  Svizzera, Slovacchia, Italia ) e posso assicurare che le differenze ci sono rispetto il calcio Italiano.
Meno tatticismo e molto più intensità. Ancora si predilige l’aspetto fisico e si esaltano molto i duelli (cosa che in Italia è passato un po’ nel dimenticatoio ). Meno esasperazione prima su una partita. Poi logicamente, anche all’estero, molto dipendente dalla squadra che si allena.  Tutto dipende dall’importanza della squadra e dalle aspettative.
All’ estero si da molta importanza ai vivai, già da bambini si da un impronta di gioco e di disciplina, per anticipare i tempi di inserimento nelle prime squadre.
A differenza del nostro calcio, le prime squadre attingono in anticipo sul settore giovanile, rispetto in Italia.

Marco Ragini

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Sport

Coaching intervista con Giancarlo Fornei

Autostima Tour 2016 - Carisolo (TN) 31 maggio, il coach motivazionale Giancarlo Fornei durante la sua conferenza sull'autostima

 

Come allenare la mente a vincere nello sport è il tuo ultimo lavoro. Com’è scrivere un libro sullo sport, soprattutto, hai chiesto aiuto a qualcuno?

Premetto che è già diventato il mio penultimo lavoro: a marzo ho pubblicato “Rompi i Tuoi Schemi Mentali”. Venendo alla tua domanda, la risposta è no: non ho chiesto aiuto a nessuno. E questo non per mancanza di umiltà, bensì perché il libro è nato dalle mie esperienze dirette come mental coach sportivo e già nel 2011 avevo creato l’audio corso omonimo. Poi, visto il successo dello stesso, mi sono detto che se lo avessi fatto diventare anche un libro avrei certamente raggiunto un numero di persone maggiore, e così è stato. Ho restaurato l’audio corso e pubblicato anche la versione libro.

 

Come arrivare alla scelta di allenare la mente nello sport?

Oggi, se uno sportivo vuole vincere (qualunque sport pratichi, di squadra o individuale) o comunque gareggiare ai massimi livelli, deve assolutamente tener conto della componente mentale. Sempre più decisiva nello sport di oggi, dove la partecipazione è sempre meno importante rispetto alla vittoria .

Se si vuole essere competitivi, diventa pertanto indispensabile allenare anche la mente e non solo il fisico, la tattica e la tecnica. Prendi la nazionale italiana di calcio di Conte: la nostra squadra è decisamente inferiore come tasso tecnico a molte altre nazionali, ma sopperisce alla tecnica con la grinta e la determinazione. Ammettiamolo: Conte ha fatto un fantastico lavoro sulla parte motivazionale e sulla mente dei suoi calciatori.

Il tavolo di casa tua ha quattro gambe: scommetti che se ne togli una traballa? Allora, mi domando: perché la maggior parte degli allenatori e degli sportivi, continua ad allenare solamente le altre tre aree?

Gli ultimi 3 libri scritti dal coach motivazionale Giancarlo Fornei

 

Quali sono le valutazioni, i giudizi, nell’allenamento dei campioni, che hanno saputo vincere, che ti hanno interessato come scrittore?

Quando scrivo un libro, mi piace documentarmi dettagliatamente e dunque, leggere anche storie e biografie di grandi campioni dello sport, di ieri e di oggi. Quelle che ho letto, mi sono state tutte utili. Ma se per rispondere alla tua domanda devo citarne uno in particolare, non posso non parlarti del grande Muhammad Alì, all’anagrafe Cassius Clay.

Quell’uomo, oltre ad essere un grande pugile e attivista sociale, era anni luce avanti a molti altri sportivi proprio nell’allenamento mentale. Celebre è la sua frase: «È la ripetizione delle affermazioni che porta a credere. E quando il credere diventa una convinzione profonda, le cose iniziano ad accadere». Da lì, si capisce come già sapesse quanto fosse importante nutrire il proprio dialogo interno di affermazioni positive e potenzianti.

 

Come è fatta la mente di uno sportivo di oggi?

Direi esattamente come quella di uno sportivo di ieri, solo che oggi, è molto più chiaro a tutti che la mente gioca un ruolo decisivo anche nello sport. Oggi si conoscono maggiori limiti e potenzialità della mente umana. Oggi sappiamo che la mente influenza, positivamente o negativamente, qualsiasi prestazione sportiva (e non). Agli sportivi di “ieri”, questa cosa era solamente meno evidente.

 

La motivazione, la concentrazione, come la posizione in campo, oppure le belle azioni di gioco, hanno importanza in una performance sportiva, quindi ci vuole capacità di concentrazione sopra la media, come aiutare lo sportivo?

Senza entrate in dettagli tecnici, magari noiosi per i tuoi lettori, direi che ci sono almeno tre aspetti che potrebbero aiutare uno sportivo:

1) definire nei minimi particolari l’obiettivo che vuole raggiungere (anche nello sport, più l’obiettivo è definito, più è facile mantenerne il focus e raggiungerlo);

2) lavorare sul proprio dialogo interno con tutta una serie di affermazioni positive da ripetersi in continuazione (Muhammad Alì insegna);

3) lavorare sulla gestione dei propri stati d’animo in modo da poter accedere sempre e velocemente agli stati d’animo potenzianti (perché sono gli stati d’animo che fanno vincere o perdere uno sportivo).

 

Veniamo al libro, qual è il suo percorso, come vanno le presentazioni, come l’ambiente sportivo ha accolto il tuo scritto?

Il libro è un percorso in sette step ben precisi, quelli che reputo assolutamente indispensabili per cominciare ad allenare la propria mente a vincere nello sport. Tra cui troviamo proprio la gestione degli stati d’animo, il lavoro sulla linguistica per influenzare il dialogo interno, la definizione degli obiettivi, e tanti altri.

Le presentazioni al nord e al centro vanno molto bene. Mentre al sud, purtroppo, mancano totalmente: le società sportive e le federazioni che ho contattato sino a oggi, mi hanno tutte risposto “picche”. Una sorta di… “Grazie, ma non ci interessa”! E dire Giuseppe, che andavo gratis…

Il libro, invece, sta ricevendo una grande attenzione dai lettori: pensa che solamente su Amazon, conta ben nove recensioni a cinque stelle. Ma recensioni a cinque stelle ci sono su tutti i più importanti store online. Libri di “illustri” psicologi che collaborano con federazioni sportive importanti, hanno meno recensioni di me e, soprattutto, meno stelle. Ciò mi fa capire che il libro piace, e se si leggono le recensioni, si comprende anche il perché: è scritto con un linguaggio semplice, alla portata di tutti ed è pratico.

Come Allenare la Mente a Vincere nello Sport - 5

 

 

Progetti per il futuro?

Come dicevo sopra, sto girando il centro e il nord dell’Italia con le mie conferenze/seminari sull’autostima e l’allenamento mentale nello sport. Non ti nascondo che mi piacerebbe organizzare qualche evento live anche al sud. Ho molti lettori tra i miei libri che mi scrivono e mi chiedono quando “scendo”…

Ripeto che non voglio soldi per la mia presenza, ma solo il rimborso delle spese di viaggio e l’ospitalità e, naturalmente, la possibilità di presentare il mio libro. Se me lo permetti lancio un appello: AAA: cercansi società sportive e federazioni desiderose di ospitare una delle mie conferenze sull’allenamento mentale.

Giancarlo Fornei

Coach & Formatore Motivazionale

392/27.32.911

info@giancarlofornei.com

 

Il blog del libro:

http://come-allenare-la-mente-a-vincere.blogspot.it/

 

 

Biografia :

http://www.coachingperdonne.com/chi-e-giancarlo-fornei/

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Sport

Psicologia dello sport Intervista a Matteo Simone

 

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Rio ci insegna che le gare e i desideri di vittoria non possono più stare al passo con il doping, il CIO e la IAAF devono convergere verso le radiazioni a vita al primo controllo ,il resto è che l’olimpiade vive sempre di desideri e quindi resta un magico momento per tutti…

 

Daniele Baranzini

Mezzofondista

 

1-      Come nasce in te la passione per la psicologia dello sport ?

 

Dopo la laurea in Psicologia avevo due alternative, la prima iscrivermi ad un master di psicologia dello sport e la seconda iscrivermi ad una scuola quadriennale di specializzazione in psicoterapia. Ho optato per la seconda perché era più impegnativa ed ho scelto l’Istituto Gestalt di Firenze con sede a Roma, la ritenevo vicina al mio essere e cioè una scuola con un approccio fenomenologico, esperienziale. Dopo la specializzazione ho deciso di iscrivermi al master di psicologia dello sport. La passione nasce dal voler integrare due passioni, due competenze, lo sport in qualità di atleta, di podista, runner, maratoneta, e la passione della psicologia per cercare di approfondire alcuni aspetti della psicologia dello sport e dell’esercizio fisico, inizialmente, la motivazione, il goal setting, la motivazione, la gestione dello stress, concentrazione e poi  nel continuare parallelamente sia ocn la pratica dello sport che con l’approfondire altri aspetti quali l’autoefficacia, l’autoconsapevolezza, la resilienza, concetti ed aspetti molto utili soprattutto per gli sport di endurance, per le ultramaratone. Approfondendo gli studi, facendo sport, conoscendo persone, ho iniziato a scrivere articoli e poi libri di psicologia dello sport e dell’esercizio fisico ed anche di sport di endurance.

 

 

2-      Nei recenti eventi sportivi, olimpiadi, gare internazionali, quale è la cosa che ti ha colpito di più ?

 

La cosa che mi colpisce di più è l’interesse dei media nei record, nell’economia dello sport, nei contratti e il mero interesse alle persone, al benessere dell’atleta, si cerca di sfruttare l’atleta fino all’osso, spremerlo al massimo, farlo scendere sotto le due ore in maratona, ma poco attenzione al proprio benessere, al post carriera, al prevenire il doping.

Qualcosa sta cambiando, si sta dando più importanza alle paraolimpiadi, e così dovrebbe essere, i campioni servono per trascinare le masse, per essere di esempio per i più pigroni, per essere da modello agli allievi delle scuole di ogni tipo. Infatti ultimamente si stanno facendo progetti con le scuole da parte del CONI e della FIDAL. Così come tante associazioni investono in progetti per uno sport salutare che aggrega, che vince il doping come le associazioni Flames Gold, oppure anche l’associazione Progetto Purosangue.

Inoltre anche a livello Internazionale qualcosa si muove come la campagna MOVE WEEK che dedica una settimana all’anno per il movimento fisico, coinvolgendo persone a fare sport a provare soprattutto gli sport minori.

E’ bello vedere i campioni fare record, ma è anche bello vedere masse di persone che fanno sport ad ogni età ognuno con le proprie modalità, in ogni orario ed in ogni luogo.

Importante creare spazi per l’esercizio fisico, piste ciclabile, non solo creare stadi per le Olimpiadi che poi diventano musei .

 

 

 

3- Hai deciso di scrivere un libro sull’Ultramaratona come ti è venuta l’idea ?

 

Volevo scrivere un libro sulla corsa, maratone ed ultramaratone e mi sono trovato ad approfondire il mondo degli ultrarunner, contattando e conoscendo tanti runner e praticando io stesso l’ultracorsa con la partecipazione ad alcune gare di 100km e portando a termine anche un Ironman. In realtà di libri sulle ultramratone ne ho scritto due ed un terzo libro sarà pubblicato a breve. Il primo si chiama Ultramaratoneta: un’analisi interminabile, scritto a quattro mani con l’atleta Daniele Baranzini, pubblicato da Aracne a febbraio 2016. Il secondo libro Ultramaratoneit e gare estreme pubblicato a novembre da prospettiva editrice. Il terzo dovrebbe intitolarsi Maratoneti e ultrarunner. E’ stata una bella esperienza scrivere questi libri perché mi ha permesso di conoscere direttamente o indirettamente tanti atleti ognuno con proprie caratteristiche, chi predilige asfalto, chi sentieri di montagna, che ghiaccio e neve, chi si sperimenta nel deserto o nelle prove di multisport, insomma un mondo speciale, straordinario, non ordinario.

 

4- Come va la presentazione del libro ?

 

La presentazione va bene, ho iniziato un tour a Manfredonia, mia città natale alla presenza di campioni dello sport come Dario Santoro Campione ITALIANO DI MARATONA 2016, INOLTRE ERA PRESENTE Michel Spagnuolo, ultrarunner ed ultracamminatore ideatore del team frizzi e lazzi, è stato un mio ispiratore delle lunghe distanze a piedi. Inoltre era presente Vito Rubino ultraman capace di portare a termine una gara di triathlon di 10km di nuoto, 500 di bici e 84 di corsa. Ho continuato il tour di presentazione a Roma ospitato da Negozi di abbigliamento sportivo zona Cinecittà, Associazione di psicoterapia zona parioli, Centro sportivo di Villanova. Tanta gente interessata, tanti partecipanti, tanti i messaggi di apprezzamento.

 

 

 

 

Continuo a promuovere un sano sport direttamente con la pratica e continuando a scrivere articoli e libri, di prossima uscita oltre a Maratoneti e ultrarunner, sono Benessere, Sport e Performance; ed anche lo sport delle donne, sì perché approfondendo il mondo dello sport ho avuto modo di conoscere tante donne determinate, forti, resistenti e resilienti che vogliono andare avanti per dimostrare di essere capaci e forti ed a volte anche più forti degli uomini.

 

Legame tra sport e musica

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Da anni ai ragazzi si propone di fare uno sport oppure di suonare uno strumento o anche di praticare entrambe le passioni.

Si tratta di due attività che stimolano l’apprendimento da parte dei ragazzi ed anche le competenze personali, entrambe le attività possono essere svolte individualmente, quindi sia il suonare uno strumento che praticare una disciplina sportiva così come entrambe queste passioni possono essere coltivate in gruppi, squadre, team, orchestre e quindi si tratta di attività che integrano gruppi di persone, competenze diverse, ognuno mette la propria risorsa, la propria qualità che può essere nel campo della musica o del campo dello sport.

A volte la musica prevede una performance da parte del musicista, si tengono concerti che durano ore, sempre attivi, sempre svegli, sempre coinvolgenti per il pubblico e ciò prevede anche un allenamento fisico di base per reggere tutto il tempo in modo efficiente.

Anche nello sport a volte la musica aiuta a tirare fuori la grinta, la carica, le motivazioni giuste per fare meglio, si può trattare di un incontro di boxe, di una partita di calcio, la musica stimola la persona, gli ricorda che è il momento di agire, di reagire, di fare meglio.

Che dire musica e sport sono arti e passioni, a volte è importante avere talento ma è anche importante le ore da dedicare, è importante aere buoni insegnanti, coach, allenatori, è importante avere bravi direttori di orchestra, o allenatori di squadre che conducono la squadra o l’orchestra all’eccellenza, ad una buona performance musicale o sportiva.

A volte nello sport è importante seguire la musica dei propri passi, del proprio respiro, del battito del cuore, ci si ascolta, ci si monitorizza.

La musica può aiutare anche a rilassarsi dopo un allenamento faticoso, può servire a recuperare energie, a riportare la calma dopo un attività sportiva stressante, troppo attivante.

Insomma sarebbe importante un’educazione musicale accanto ad un’educazione sportiva, è importante allietare se stessi e gli altri con musica che allieta, che fa sognare, che stimola creatività, così com’è bello osservare belle imprese sportive.

 

Matteo SIMONE

https://www.retedeldono.it/it/iniziative/sport-senza-frontiere-onlus/matteo.simone/sport-veicolo-di-educazione-e-inclusione

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Intervista a Stefano Calzolari sugli US OPEN edizione 2016.

La nostra “ chiacchierata “ non può non iniziare dall’attuale situazione del Tennis, dopo gli US Open, abbiamo una nuova numero 1 nel ranking femminile, la vincitrice degli US Open, la tedesca Kerber, 28 anni, 2 titoli del Grande Slam vinti, che nei quarti di finale del torneo ha battuto la Vinci, finalista della scorsa edizione, battuta dalla Pennetta.

Guarda la Kerber è diventata una giocatrice completa, davvero molto brava, ti ricordo che ha avuto un buon inizio anno, vincendo gli Australian Open, ha fatto la finale a Wimbledon ed ha vinto un argento olimpico, non è un caso che abbia vinto gli US Open, è una ragazza diventa molto brava, soprattutto nella fase difensiva, corre come una dannata, con lei devi fare il punto tre volte, veramente molto brava.

Quello che dici sulla Kerber è vero, concordo, soprattutto lo si è visto nella finale con la Plíšková, dove ha giocato veramente bene.

Io ho un ammirazione anche per Karolína Plíšková, la finale si è giocata su pochi punti alla fine, per cui secondo me la partita è stata decisa dalla maggiore esperienza della Kerber, se la Plíšková continua così, migliora la condizione fisica, può diventare anche lei la numero 1 del mondo, ha un servizio che non ha nessuno.

In questi US Open, rimaniamo al femminile prima di passare al maschile, abbiamo visto anche una “ resuscitata “Caroline Wozniacki, finalista US Open nel 2009 e 20014, che è arrivata in semifinale.

E’ stata brava, ha fatto un bel torneo, nessuno se lo aspettava, non dimentichiamoci che nonostante non abbia vinto i tornei dello Slam, è stata numero 1 del mondo, è una che ha vinto dei tornei, ha un tennis molto valido, è stata una sorpresa positiva per questo US Open.

Come possiamo definire il torneo di Roberta Vinci, tu che opinione hai, oltre all’infortunio……

Bravissima, abbiamo saputo che aveva dei problemi fisici, ha dato il massimo, per quello che poteva dare, anzi ad un certo punto abbiamo pensato che potesse arrivare in fondo come l’anno scorso, nonostante i problemi fisici, ha fatto il massimo per quello che poteva fare.

Parliamo  del tabellone maschile, partendo dalla finale, il vincitore Stan Wawrinka, si aggiudica il suo terzo torneo del Grande Slam, non possiamo definirlo come giocatore un “ outsider “, è un ottimo giocatore, cosa ne pensi di lui ?

Wawrinka quando gioca il suo miglior tennis non lo batte nessuno, ha un dritto e un rovescio, come tira forte lui non tira nessuno,  rispetto al gioco di Murray, Federer, Nadal,  ha meno continuità, però l’abbiamo visto anche al Rolland Garros, quando ha battuto  Đoković in finale, se gioca così per gli altri c’è poco da fare.

 

 

Dobbiamo riferire di Đoković, visto che lo hai citato, forse un po’ sottotono, soprattutto sino alla finale, poi il primo set della finale ottimo livello, soprattutto ad inizio partita, ha messo sotto l’avversario, però un  Đoković non in forma…..

Secondo me da Wimbledon in poi c’è stato un calo fisiologico, non può continuare a vincere tutti gli Slam, è chiaro in questo US Open ha beneficiato anche di tre ritiri, poteva vincere il torneo, in finale ha giocato meglio, che negli altri incontri, però questo livello di  Đoković, contro il miglior Wawrinka fa fatica.

Dobbiamo fare i complimenti a Lorenzi, che nel suo US Open, ha giocato delle bellissime partite…….

Lorenzi è una dimostrazione che con umiltà, sacrificio, costanza, si hanno dei buoni risultati, è un giocatore che io ho visto in un Challenger in Emilia, anni fa, ha giocato benissimo gli US Open, anche se io non avrei mai pensato potesse arrivare ad uno scontro con Murray, in un torneo dello Slam, vincendo anche un set. Veramente un ragazzo da prendere da esempio.

Chiuso lo US Open questa stagione va verso la conclusione, adesso abbiamo i tornei asiatici, tu che cosa ti aspetti per questo fine anno, soprattutto per la prossima stagione, quale giocatore possiamo iniziare a tenere d’occhio, dei nuovi, dei giovani, forse quest’anno ha deluso Belinda Bencic, 19 anni, un quarto di finale a New York…..

Ci si aspettava molto dalla svizzera, ha un talento “ pazzesco “, sai in campo femminile c’è l’opportunità di vincere un torneo, non c’è quella che domina in singolare come succedeva con Serena al top, è chiaro che se torna a giocare la Williams il suo miglior tennis, si perderanno queste opportunità, però comincia a sentire l’età, ci sono la Plíšková,  la Muguruza, che sono due giocatrici potenti, che possono essere  veramente delle campionesse, in un prossimo futuro

Noi ringraziamo Stefano Calzolari per essere stato con noi………….

Io ringrazio te Giuseppe ed è sempre un piacere rispondere alle tue domande

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Fonte della foto : Pixabay
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Blogging Scrittori e scritture

Pensieri scritti.

Credere, vivere, divulgare un opera letteraria :

La patria è molto viva. Nel 1924, un romanzo che suona bene, viene proprio scritto in Russia, si chiama ” La guardia bianca “, qui si conosce il concetto di autorità casalinga, Aleksej è il medico, fratello maggiore, che deve prendere il posto dei genitori morti, conosciamo la vita in una casa ubicata al numero 13 di Alekseevskij Spusk. E’ importante chi fa la guardia ai figli, nei percorsi educativi, di crescita, che gli porta ai matrimoni, la loro conoscenza dei rituali, dei percorsi molto
religiosi. Ci vive Elena, in questa casa, abbandonata dal marito, seppure lei capirà che i fratelli, per difendere la propria città, Kiev, in piena guerra civile, sono solo attratti dalle armi.


EROI DEL PENSIERO.

William James Durant ha avuto una madre franco-canadese, con un educazione molto pia, della quale ha poi iniziato a dubitare. Si è battuto per rendere la filosofia accessibile a tutti. Della sua lettura resta solo l’importanza dello studio dei filosofi, in questo mio testo, sapendo che l’autore ha scritto, con l’aiuto della compagna, 32 volumi, di storia della filosofia, in 50 anni.


Si tratta di scegliere un altro personaggio importante, per gli scrittori, che mette in risalto il rapporto dell’impegno, nella scrittura, nella ricerca, con il mito. Nella mitologia Elena, conosciuta come Elena di Troia o Elena di Sparta, è l’icona dell’eterno “ femmineo “, quindi della femminilità.


LA FESTA DEL PADRE LAVORATORE ?

E’ Dickens che fa comparire la malinconia del giovane gentiluomo.
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Scrivere Dickens è una garanzia, nello spazio di lettura soprattutto di ieri e di oggi. Il libro del quale facciamo un breve accenno è ” GRANDI SPERANZE “. I personaggi, gli scambi di ruolo, nel testo di Dickens sono importanti, l’autore presenta figure che turbano nelle stanze, alle quali non si vuole parlare.



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Blogging

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La penna nella nostra testa

La penna : Abbiamo tutti una carta d’identità, fatta ove non piace la libertà, che bella penna salirà, imparerà la resistenza, conoscerà la chiarezza, farà festa, farà danza, con te, che bella penna ho in mano, scrive, imparerà a resistere….con te, parla poco d’amore, penso al tuo viso, vedremo se dopo lo scatto, l’amore s’accende, però- commenta il cuoco- non c’è male….poi arrivo, Con te, andrei nelle nuvole, tornerei nei fiumi, camminerei nei prati, vedrei le stelle, non seguirmi, tanto l’amo……

Giuseppe Di Summa.


Lo ha fatto / ” resta “…….

Sergej Sergeevič Prokof’ev è un grande musicista russo, con una famiglia, che avendone le possibilità, sin da bambino gli fece studiare musica. Lavorerà anche come compositore di colonne sonore. Famoso per ” poesie musicali “.

Pensateci prima di spostare un’ albero, la ninfa che protegge l’albero è lì con lui, visto che nella cultura russa, lo dimostra Dmitrij Lichacëv, gli alberi possiedono uno spirito, sono abitati. Nelle favole l’albero rappresenta qualità positive, quindi ” convivere ” con i boschi, le foreste, nel tempo, è stata la scelta. Nulla poi si è potuto con l’avanzare del progresso economico. Non tutti abbiamo la fortuna di avere protezione per amore. Un grandissimo poeta Yeats, scrive “ I due alberi “, di un immagine fatale, ricordiamo una frase del famoso poeta “Se ciò che io dico risuona in te, è semplicemente perché siamo entrambi rami di uno stesso albero “.Il mistico irlandese, non è russo, l’immagine, il suono, potrebbero rimanere troppo legata ai miti e al folclore irlandese.


Importanti sono le visioni della felicità.

Dobbiamo arrivare al Racconto della Signorina di Cechov, che nella natura, in mezzo al vento, riceve la dichiarazione, la più classica, vi amo, per il fatto che vi vedo, Natalia Vladimirova, darei tutto il mondo per restare a guardarvi il più a lungo possibile, Petr Sergeic dice. Natalia è donna ricca, di nobile casata, Peter, che la corteggia, è umile e povero, che sapendo del matrimonio impossibile, rimane per ore a guardare il viso dell’amata. L’autore è famoso per il suo modo di comunicare con gli uomini i suoi personaggi, meglio per non comunicarli, sostiene nella vita, visto che non ha avuto un buon rapporto con gli insegnanti, che
essi sono dei ” miserabili funzionari “.
Ceckov nel 1884 si laurea in medicina, ha una visione cupa della vita, seppure grazie alla letteratura, che definisce la sua amante, arriva alla visione del viso amato, così convincente, per tutti quelli come noi hanno affrontato l’ostacolo del matrimonio impossibile da farsi ( si legge la storia del lei non sposerà una ragazza di questo paese). Gli uomini sciupano le occasioni della vita, lo si comprende nei racconti di Ceckov, è lui
che scrive in un racconto che Dio ha insegnato un amore ragionevole, utile, sensato, che noi non-cattolici, è un pensiero che viviamo, anche senza essere credenti, proprio davanti al matrimonio.
A proposito di questo autore, in merito alla riflessione, che facciamo sul testo, sul creare o meno personaggi, interessanti, dichiara che è contento che il suo Ivanov è un personaggio letterario riuscito.

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Parlare e dire di politica

Noi siamo la generazione dei suoni

“ quando il sole sulla terra cadrà il nostro amore scomparirà “.

MA MAGICAL

Il termine “ MA “ sta ad indicare “ mamma “. MAGICAL sta per magico, incantevole, meraviglioso, come anche appartenente alla magia, caratteristico della magia. Non siamo alla stregoneria nel testo, alle pratiche magiche. Siamo a spiegare il verso “ quando il sole sulla terra cadrà il nostro amore scomparirà “ Il libro dei morti degli antichi egizi che in origine era definito: “incantesimi che narrano l’uscita dell’Anima Verso la piena Luce del Giorno, è lo spunto di magia che prendiamo per il nostro verso.


Il suono è in generale una sensazione che nasce nell’uomo.

Il piacere dell’onestà è una commedia in tre atti di Luigi Pirandello; Angelo Baldovino, uomo di poco conto, dalla moralità accomodante, un fallito, accetta per denaro di sposare Agata.


Un invito accomodante

Allora per godere dei volti, dei sorrisi, dei suoni, bisogna passeggiare nell’Eden, il nostro sommo poeta Dante Alighieri lo usa per rappresentare la possibilità di perdere la memoria del male commesso, il brutto di certe passeggiate, che il bello si scontra con il brutto, il male con il bene, non a tutti è concesso di “ vivere per il futuro”, avendo memoria del passato. Il verso antico, infatti, dice che nella fitta nebbia, torna un verso
antico, potrei essere un semidotto, semi-filosofo, vivo per il futuro, non è più formula moderna dicesti.
La nostra educazione, come corpo, sta prima nella scuola, poi nell’ università, che di certo non sono l’Eden.


Ve lo ricorderemo noi :

1 – Il giardino dell’Eden è un luogo citato nella Bibbia e presente anche nella mitologia sumera.
2- libertà in tal modo tradita, scambiata e posta in discredito da questi semifilosofi.» (da Vita di V. Alfieri, Epoca quarta, 1790, titolo del capitolo XIX)


Noi siamo i verdi che parlano……

Vitaly Tepikin, diffonde il termine importante che è Intelligencicija, che mette in evidenza il valore di un gruppo che deve con patriottismo, lealtà, fare avanzare, facendo registrarne i passi nel campo intellettuale, visto che il termine viene da una rivista, che si chiamava ” Biblioteca per la lettura “, ove gli intellettuali diventavano protagonisti delle parole, dei romanzi. Ricordate cosa significa la rosa ( La rosa in pugno, uno dei simboli della sinistra e della socialdemocrazia ).