Un sito. Una storia di nome CAMBIO GIORNO.

Grazie alle immagini di PIXABAY, è sbarcato in CAMBIO GIORNO, nella sezione Blogging, il nostro Signor Oro, che ha concluso la scrittura di Giuseppe Di Summa, che saluta, nel programma online, gli utenti, non essendo più impegnato nella scrittura, in prima persona, avendo terminato la sua parte nel progetto del Blog.

Ogni uomo, che passa alla storia, ha diritto al racconto delle sue qualità, che ovviamente non sono quelle dell’oro. Non solo spesso, capiscono, la cattiva opinione, con le storie, che hanno gli umani, di quelli che scrivono solo per ” pubblicità “.

Che Giuseppe Di Summa sarebbe stato cestinato, come scrittore della Ragioneria, la scuola che ha frequentato era sicuro, tutti dobbiamo mettere in conto le informazioni relative alla vita, che spesso arriva dopo i ” banchi di scuola “. La scuola, è importante, per il fatto che ci insegna a resistere a un vizio concettuale, proprio quello di vedere la storia degli uomini, solo per il fatto che sono il Signor Oro.

Tutti ci prendiamo un piccola pausa, dopo le 12, ad esempio, molti iniziano a pensare al pranzo, nella nostra giornata scompaiono i numeri.

La scrittura di Giuseppe Di Summa, ha solo bisogno di un aggiornamento, basta essere ” blogger “, senza avere tentazioni di scrittore, per questo il programma è visibile con il sito MAI SCRITTORE, con il sito LA FILASTROCCA DEL MINIBASKET. Si trattava solo di scrivere un testo. Non solo, ci sono i poadcast, proprio per capire come gli ascoltatori, esercitano il proprio diritto di comprendere una scrittura, di coglierne l’interpretazione, quando sono interessati. In pratica, molti, preferiscono usare poche parole, quelle buone per capirsi, le idee, sono poi, per tornare ai numeri della nostra giornata, di tipo ” asimmetriche “, ad esempio l’idea dell’oro, cambia da persona a persona.

"AMOREAMARO", IL NUOVO ALBUM DI MARIA MAZZOTTA

“AMOREAMARO”, IL NUOVO ALBUM DI MARIA MAZZOTTA

Una delle voci più apprezzate del panorama della world music internazionale

Il tour partirà il 13 da Napoli e il 15 da Malgrat (Barcellona, Spagna) e toccherà più di 10 nazioni europee

Un’intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell’amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. E’ “Amoreamaro” (Agualoca Records), il nuovo album di Maria Mazzotta, una delle personalità musicali più emblematiche del Sud Italia, che esce oggi, 10 gennaio, nei negozi di dischi, sulle piattaforme di streaming e in digital download.

Già nel “Canzoniere Grecanico Salentino”, la Mazzotta è arrivata ad essere una delle voci più apprezzate del panorama della world music europea.

Dieci brani in tutto, di cui due inediti, per un disco – presentato in anteprima alla Fira Mediterrania de Manresa (Spagna) nell’ottobre scorso – che attraversa senza timore tutte le emozioni che l’amore può suscitare, trovando nel canto, come da tradizione popolare, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura”. Si va dagli stornelli ai brani di tradizione riarrangiati ed arricchiti con nuove sonorità e parole, sino alle pietre miliari che hanno lastricato la strada della grande canzone Italiana come “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri.

Ma il cuore del disco alberga nei due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e la title track “Amoreamaro”, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. “Amoreamaro” è il singolo che accompagna l’uscita dell’album e che ha ispirato anche un videoclip di visual art che sarà on line dal 15 gennaio.

A guidare musicalmente il tutto ci sono la fisarmonica ed il piano del malgascio Bruno Galeone, al quale talvolta si uniscono i tamburi etnici e le percussioni dell’iraniano Bijan Chemirani (in “Tore Tore Tore”) e il didgeridoo di Andrea Presa (in “Amoreamaro”).

L’illustrazione in copertina è un lavoro esclusivo di Simone Lomartire. Grafica di Giulio Rugge.

Maria Mazzotta, coadiuvata dall’agenzia di booking e management Zero Nove Nove, ha voluto legare a questo suo ultimo lavoro discografico anche l’apertura di una collaborazione con Save the Children per raccogliere fondi da destinare a operazioni umanitarie.

L’uscita dell’album sarà accompagnata da un fitto tour nazionale e internazionale che partirà il 13 febbraio da Napoli e il 15 febbraio da Malgrat, in Spagna. Il tour farà inoltre tappa in alcune delle città più importanti d’Europa come Marsiglia (Francia, 5 marzo), Parigi (Francia, 9 marzo), Vienna (Austria, 10 marzo), Lubiana (Slovenia, 14 marzo), Saragozza (Spagna, 28 marzo), Monaco di Baveria (Germania, 17 aprile). Non mancheranno le tappe nello Stivale: Milano (15 marzo), Catania (2 maggio), Roma (Auditorium Parco della Musica, 8 maggio) e Trento (14 maggio).

CHI E’ MARIA MAZZOTTA

Maria Mazzotta è una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale. Nella sua carriera ha collaborato con nomi del calibro di Bobby McFerrin, Ibrahim Maalouf, Rita Marcotulli, Ballake Sissoko, Piers Faccini, Justin Adams e Juldeh Camara, Mannarino, Hysni (Niko) Zela e Fanfara Tirana, Eva Quartet, Klapa Otok, Bojken Lako, Raiz, Roy Paci, Roberto Ottaviano, Raffaele Casarano, Bijan Chemirani e Mario Arcari.

Dal 2000 al 2015 ha fatto parte del Canzoniere Grecanico Salentino, band con la quale ha inciso sei album e partecipato ai più importanti festival di world music.

Nel suo percorso di approfondimento delle varie tecniche volali ha incontrato Sayeeduddin Dagar, tra i più noti cantanti Dhrupad Indiani, e Bobby McFerrin che la sceglie per duettare nell’edizione 2008 del “Bari in Jazz”.

Volgendo lo sguardo ad est si appassiona alla musica balcanica e a soli 21 anni inizia una ricerca musicale con vari musicisti di diverse nazionalità (greci, albanesi, macedoni, croati, rumeni, bulgari e

tzigani che incontra nei suoi numerosi concerti). Da qui nasce il sodalizio col violoncellista albanese Redi Hasa in una simbiosi musical-culturale da cui scaturisce il duo “Hasa-Mazzotta”.

Nel 2006 fa parte dell’Orchestra Notte della Taranta diretta dal M° Concertatore Ambrogio Sparagna. Dal 2011 al 2014 è voce solista della stessa con la direzione del M° Ludovico Einaudi, del M° Goran Bregovic e del M° Giovanni Sollima.

Dal 2013 collabora, in qualità di cantante, con la compagnia di danza di Miguel Angel Berna realizzando gli spettacoli “Mediterraneo”, “La jota e la taranta”, “Cardia”, “Dos Tierras” esibendosi in diversi teatri nel mondo tra i quali Teatro Olimpico di Roma, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro del Canal di Madrid, Suzanne Dellal di Tel Aviv. Nel 2015 partecipa come cantante nella nuova pellicola di Carlos Saura “La jota”.

Ha cantato in festival e rassegne in tutto il mondo, tra questi: Womad (Australia, Nuova Zelanda, Uk), GlobalFest (New York), South by Southwest (Texas), Small World Music Festival (Canada), Rainforest (Malesia), TarabTanger (Marocco), Soglie (Arabia Saudita), Womex (Grecia), Babel Med Music (Francia), Les Suds a Arles (Francia), Sete Sois Sete Luas (Portogallo e Spagna), Karneval der Kulturen (Germania), At-tension (Germania), Festival Mito (Milano).

AMOREAMARO traccia dopo traccia (Guida all’ascolto)

01- VORREI VOLARE / BALLATA DELLA PRESA DI COSCIENZA

(Trad. / R.Durante – D.Durante)

Si tratta di due stornelli, che nella tradizione sono una forma musicale utilizzata per comunicare qualcosa che solitamente in pubblico non si può comunicare, come una dichiarazione d’amore o, al contrario, delle offese.

“Vorrei volare” é uno tra gli stornelli d’amore tradizionali più conosciuti in Salento.

“Ballata della presa di coscienza” è invece scritto da Rina Durante, una scrittrice salentina che negli anni 70 descriveva la condizione sociale della donna in Salento.

02- SCURA MAJE (Trad.)

Brano tradizionale abruzzese, conosciuto anche come “Il canto della vedova”. É la disperazione per la perdita dell’amore, tanto che la moglie vorrebbe morire nelle braccia del marito defunto.

(VIDEOwww.youtube.com/watch?v=mbnXp4x7aXU&feature=emb_logo)

03- NU ME LASSARE (M.Mazzotta – B.Galeone)

Primo inedito del disco. Una ballata d’amore in salentino, il desiderio di «ritrovare» qualcuno che non c’é più.

04- ROSA CANTA E CUNTA (Rosa Balistreri)

Un omaggio a Rosa Balistreri. Racconta la sua storia: la sofferenza, la fame, la sopraffazione dei padroni, la rabbia per le ingiustizie della sua terra. Ma anche la non rassegnazione, il desiderio di restare quel che si è, di mantenere la propria dignità.

05- NO POTHO REPOSARE (S.Sini – G.Rachel)

É una canzone d’amore sarda scritta nel 1920 ma oramai considerata un classico della canzone tradizionale dell’isola. Racconta della fragilità dell’amore che è tenero come un bambino: “Se mi fosse possibile ruberei lo spirito invisibile dell’angelo, prenderei il sole e le stelle del cielo e creerei un mondo bellissimo per te, per poterti regalare ogni bene”.

06- TORE TORE TORE (Trad. – el. M.Mazzotta, B.Galeone)

Una ninna nanna in griko o grecanico (lingua minoritaria parlata nei comuni detti della Grecía Salentina, risalente probabilmente al periodo bizantino). Il testo in salentino è inedito, scritto appositamente per questa versione del brano, mentre quello grecanico (tradizionale) è stato adattarlo musicalmente su un tempo dispari, tipico dei balkani, proprio per creare un ponte, un legame più stretto tra queste due terre.

07- LU PISCI SPADA (D. Modugno)

Famosissimo brano di Domenico Modugno, ispirato alla pesca del pesce spada che fino agli anni 50 si praticava nello stretto di Messina. Una volta presa la femmina, i pescatori aspettavano il maschio che per istinto non abbandonava la compagna ma si lasciava morire con lei. Un amore unico ed esclusivo, il modello romantico dell’immaginario femminile, almeno del sud Italia, in un passato non tanto lontano.

“Ma l’esclusività oggi – spiega la Mazzotta – talvolta ha ben altre conseguenze, spesso irreparabili”.

08- BEDDHA CI STAI LUNTANU (trad.)

Brano tradizionale salentino, una delle poesie d’amore più belle. Qualcuno, da molto lontano, parla al suo amore e dice: “bella, se sei lontana e vuoi vedermi affacciati alla finestra di ponente, se hai freddo sono i miei sospiri, se hai caldo è questo mio cuore che arde, se vedi onde in mare non le temere, sono le mie lacrime, fiumi correnti, e se senti voci e lamenti, sono io che ti chiamo, e tu non mi senti”.

09- AMOREAMARO (M.Mazzotta – B.Galeone)

E’ il secondo inedito del disco. Un canto al “mondo malato” che si tenta di guarire con questa pizzica, tradizionalmente usata per curare le donne “tarantate”, simbolicamente morse dal ragno, ma realmente affette da una sorta di depressione. “É quello che cerchiamo di fare con questo brano – spiega Maria Mazzotta – cerchiamo e sperimentiamo le diverse possibilità di vibrazione, del corpo strumento e della terra, per scatenare una reazione, provocare il caos che riporta alla quiete, all’equilibrio”.

10- TU NON MI PIACI PIÙ (M.Castellacci – D.Gribanovski)

Un omaggio alla grande Gabriella Ferri e un ideale chiusura con il lieto fine: il riscatto di chi si libera, con dignità, dal dolore di una storia finita e guarda avanti.

CREDITS

Agualoca Records – www.agualocarecords.com

Booking Management: Zero Nove Nove – www.zeronovenove.com

Recorded, mixed and mastered by Guglielmo Dimidri

Recorded at Corrado Productions in Supersano (Le/Italy)

Artwork by Simone Lomartire – Graphic Design by Giulio Rugge

Nell’album hanno suonato:

Maria Mazzotta – voice, tamburine

Bruno Galeone – accordeon, piano

Bijan Chemirani – zarb, percussions (nella traccia nr.6)

Andrea Presa – didgeridoo (nella traccia nr.9)

COMUNICAZIONE A CURA DI :

Zero Nove Nove
www.zeronovenove.com

Elisabetta Cassone

Mi presento: sono Elisabetta Cassone, una scrittrice e poetessa in erba. Mi piace definirmi una persona creativa ma al contempo pragmatica. Sono una vorace lettrice e una strenua appassionata di letteratura e lingue straniere.

Il mio percorso da autrice è iniziato dall’adolescenza e prosegue tuttora. Ho ricevuto diversi riconoscimenti letterari ma sento che la mia strada sta per avviarsi. Ho appena finito la bozza di un romanzo fantasy che spero vedrà presto la sua luce.

Le mie poesie si ispirano a diversi accadimenti, metafore e sentimenti o emozioni del momento. Alle volte nei miei componimenti mi astraggo trasfigurando la mia identità.

Faccio degli esempi.

La seguente poesia è molto concreta, spontanea e scritta in un momento meno recente:

SFUGGENTE

Ti imponi
col tocco furtivo
di un’alba silente
col manto irriverente
di un solleone
con la beffa di un tramonto
che trafigge il dì
liquefacendo i sogni.

Sei sfuggente
come l’onda del mare
che deride il lido
seducendolo, abbandonandolo,
recalcitrando, amandolo appena.

Questa poesia contiene molti riferimenti paesaggistici e molte metafore collegate al tema dell’amore sfuggente.

Per contro c’è una poesia più recente in cui lo stesso concetto dell’amore diventa più astratto e generale, come nel seguente componimento:

AMORE

Il senno
s’invola,
s’insedia
un morbo,
deflagra
una rivoluzione
di sensi
che non s’acquieta…
Si rinasce,
si sogna
o ci si logora un po’…

Il lettore può dedurre da queste due poesie anche la trasversalità della mia scrittura.

Spero di crescere in questo mio percorso e di raggiungere traiettorie più decise e che convincano editori ma soprattutto lettori disincantati e distaccati dal genere letterario della poesia.

Elisabetta Cassone

Chi non " farfuglia "

Scassato, con delle parole da aggiungere mentalmente, in un blog, essere raffreddato verso il pubblico. Come si usa oggi una ” voce ” di protesta, un social, un blog, se non si dice nel proprio stato che ti senti ” raffreddato ” oppure ” scassato “. Noi abbiamo scelto la via della gentilezza, lottiamo dalla tentazione di essere topic, con gli hashtag, cioè parlare quante parole ne parla il web. Il poeta, invece, con le sue lettere, sull’amore gentile, sulla cortesia, è sempre gradito riesce a far riprendere a palpitare la platea, cattura, la gente.

Foto : Azione.

Photo by Engin Akyurt on Pexels.com

Il tempo si esprime con l’orario , come si forma, la bellezza, è nell’infinito, non sempre abbiamo lo spazio dove cercare. Il soggetto, la persona, si esprime, con le sue verità, consolida la frase identica alla sua azione. Quando lo spazio è vasto, possiamo entrare nelle nostre contraddizioni, si annunciano su questo le domande, per chiarire e chiarirci, Ecco una donna che dice ” io sono Chiara “, che forse non sei in grado di capire, che si esprime in uno spazio, che sempre, spesso, mai, di solito, frequenta, in modo regolare, oppure irregolare. Nello specifico la foto ti fa vedere, che per le immagini, non ti serve una calcolatrice, ti serve un soggetto, che ti faccia capire cosa significa. Non solo ti dia l’autorizzazione a parlare di un’azione, spesso già passata sotto i nostri occhi. Passiamo dall’occhio al cervello, nel meccanismo della visione, spesso abbiamo delle immagini che mancano, quando uno spazio, fatto di immagini viene ricostruito. Non tutte le donne possono essere così chiare, quindi, a volte capita di non vederle, soprattutto se nascoste sott’acqua. Poi tutti abbiamo una strategia, nell’osservare un’immagine, fino a quando non ci danno il permesso, ci sentiamo quasi inibiti ad avere guardato, senza questo permesso. Durante il giorno abbiamo, come nella lettura, immagini visitate frequentemente, altre ignorate.


underwater

CAMBIO GIORNO presenta le sue immagini. eravamo previsti come ” reattivi “, nello stesso tempo teorici, in inglese e francese. Il 2020 sarà l’anno del laboratorio di scrittura.

Il minibasket in cartella.

CARI ISTRUTTORI MINIBASKET “CERCATE” DENTRO DI VOI!

Far giocare i bambini, giocare con i bambini è difficile, dobbiamo essere in grado di capirli, di educarli, di emozionarsi con loro e di sorridere. Per me è una grande soddisfazione continuare a crescere dentro e diventare più giusto, vero, gentile, attivo, competente. Cercavo la forza e la sicurezza al di fuori di me, ma le ho trovate dentro: sono sempre state lì. Cerchiamo! Possiamo farlo tutti, svolgendo il nostro lavoro quotidiano in palestra come meglio possiamo. Io svolgo il mio lavoro con passione e amore, credo in quello che faccio e sono sempre in cammino.

Prof. Maurizio Mondoni

Il libro del Prof. Maurizio Mondoni, dedicato al minibasket, che presenta giochi e proposte per una lezione minibasket. Un libro sul quale abbiamo chiesto all’autore di esprimere in poche parole, una chiave di lettura, in modo da evidenziare le ” finalità ” per educatori, associazioni sportive, nella speranza di cogliere il ruolo importante del minibasket. Come ricordare a tutti che bisogna essere consapevoli del proprio ruolo, quello di Istruttore, con parole di oggi, con le quali dire che è bello insegnare il gioco.

La produzione del testo ( l'idea della vita come sensazione addosso ).

Le parole sono migliaia quali scegliere ?

Photo by Alexas Fotos on Pexels.com

Cambio Giorno deve fare qualcosa per trovare le ” cose grandi “. Il lettore deve essere raggiunto e convinto, è in preda alla tristezza, considera le posizioni assai diverse, è fiducioso di leggere il legame tra esercito e storia, un modo di dire che gli studi svolti sono poi riconosciuti dai titoli. Noi ci facciamo riconoscere con questo titolo, un modo di dire buon viaggio e felice ritorno in CAMBIO GIORNO, che è un nome che non ha una storia burocratica, è alle prese con la pubblicità, il suo modo di scrivere un ritorno d’immagine, se vuoi provare cosa sia un saggio, che spiega cosa sarà concerto, rivista, programma radio e tv, queste sono, come scrittore, delle dure prove, visto che la star di radio e tv ci tiene al pubblico. La persona molto importante e Giuseppe Di Summa non si conoscono, noi facciamo nostro Leopardi, che ricordava, che tutto giorno si dice e lo si fa sinceramente, capita che a qualcuno non venga in mente cosa voleva dire, non è una bugia che Giuseppe non dice le parole di persone importanti.


Rendilo un grande giorno

Dobbiamo lottare contro la ” debolezza “, spesso ci consoliamo dicendo che il mondo è ” una gabbia di matti “, non solo se il testo è misterioso, diciamo subito al ” lettore vorrei ma non posso ” cioè rendere quel giorno, un grande giorno. La scrittura è prevista da regolamenti. La prima regola è che il lavoro è vita per lui, la seconda è che si viaggia molto in gioventù, nella vita ovviamente troviamo chi rema contro, chi non vuole farti partecipare, quindi arrivano i poeti, che scrivono delle belle della scuola, del quartiere, quindi la poesia ci fa prendere parte a sentimenti altrui. Il poeta accetterà la missione, anche senza la fissa del regolamento, del titolo burocratico, quindi il successo, la sua prova, non è nell’ignoto, nel crudele, nel procurare strazio fisico e morale. Il giorno deve diventare grande, capace di fare notare quello che pulsa, che ha tessuto la vita, dell’uomo, non solo eroico, quindi avventure, menzogne, diventano trame, seppure il pubblico non è ingenuo, non si commuove solo con il poeta. Uno shock, un conflitto, rende affaticato, indisposto, quindi il poeta deve farlo sentire ” un essere umano normale, “, spingerlo, ad esempio, a mangiare bene, a tutti, in modo rassicurante, ricordiamo di abbandonare l’atteggiamento del paziente alla ricerca di risarcimento, visto che alle ferite dell’anima, si risponde con ” personalità “, anche se la poesia ti seduce, con voce, con testo, che ti ricorda l’amore, spesso l’atto sessuale, ricordandoti la bellezza di un viso sereno, che non si sente triste e solo nella vita, ricordandoti che l’uomo non si loda da solo. Il poeta ha scelto spesso di dare fiducia a chi viene detto ” noi non la vogliamo “, ti ispira a metterci qualcosa di buono nella vita, di scrivere ad un giornalista, per dire che ” condivide “. Poi la dura prova è avere detto ti voglio bene con malizia. Quindi presentarsi come latin lover, colui che possiede l’arte di amare, che fa cascarci tutti, qui la poesia è poco indicata.

Noi il poeta, il grande Neruda, scomodiamo, sperando di fare cosa gradita :

Vivi ogni giorno come se fosse ogni giorno. Né il primo né l’ultimo. L’unico.
(Pablo Neruda)

Ricordati che vi è differenza tra il poeta che scrive l’amore, con il linguaggio che ci parliamo tutti, che ci scambiamo, che è quello che è nella ” routine ” di ogni giorno, nella nostra mente. Poi qualcuno si perde, in qualcosa di diverso, con le parole, in qualche termine astruso, di ricerche impossibili, la realtà inizia a diventare incomprensibile, lo spingere via, il nascondere sia le parole dell’amore, come quelle che ci parliamo tutti, da rendere chiare,non è possibile. Ogni giorno lottiamo per la nostra cultura, con concetti famosi in tutto il mondo, sapendo che lo psicoanalista, ha trovato la via per spiegare il nostro conflitto. Carl Jung una volta disse che “Siamo tutti nati originali e moriamo di copie”.  Siamo illusi che il poeta sappia essere quello di originale di noi, anche per cultura, non solo la copia burocratica, un titolo, un numero, un documento.

L’idea di mettere delle parole ” addosso ” per fare vedere che non si ha l’esperienza di una materia, per fare spazi audio e video, non è originale, seppure nella trasmissione le radio, le tv, hanno bisogno degli spazi che creano i progettisti, riconosciuti da finanziamenti, diritti televisivi, ascolti, che creano audience, che hanno bisogno del legame tra esperienza e materia per essere creati. Dipende come rispondiamo alla domanda ” cosa vogliono “, non possiamo fare il racconto di un usurpazione di tale spazi, il blog deve riconoscerli, nella visione del nostro scritto, non siamo una comunità, una rete, resa armonica, ovviamente, dalla visione commerciale. Noi siamo connessi, nella rubrica nella sezione blogging, di Giuseppe Di Summa per il nostro orientamento, indipendente da calcoli dell’economia. Quali sono le parole di ” oggi “, quelle che scegliamo dalla nostra memoria, dal passato, immagini ad esempio del 1923, spesso chiuse in un ottimo nascondiglio, che come i fantasmi, si cercano, ad esempio, Mussolini appare in una copertina del ’23, in una fiera campionaria con il Re, il giornale è la Domenica del Corriere. Nelle parole di oggi, non sempre queste immagini si possono sentire. E’ il 1999 quando il Corriere della Sera si occupa del rapporto dei Sindaci con i graffiti sui muri, quindi nelle città appaiono quelle parole di oggi, in modo anche spontaneo, anche se si riflette sul rapporto tra arte e vandalismo. Quindi alla nostra memoria, oggi ci dà delle parole, la storia, che come vedete è piena di dibattito sullo stile di scrittura, Le nostre espressioni nascono, comunque a dire il vero, anche da chi ha vissuto quel 23, che non tiene come ricordo in un nascondiglio, che subito per quello ha voluto coniare parole nuove di oggi. L’espressione “mondo libero” risale al celebre discorso di Fulton (Missouri, Stati Uniti) pronunciato il 5 marzo 1946 al Westminster College da Churcill. Un solo consiglio stiamo attenti a non dire quelle parole, poetiche o meno, che si sono vissute con le immagini di quel ’23.

Annamaria Fantini – Intervista.

Grazie Annamaria di essere qui con noi.

Tra le attenzioni oggi che deve avere un coach di basket, quali ritrovi più importanti, anche confrontandole, con quando giocavi tu, cosa è che ti fa stare dietro alle tue ragazze, che col tempo capisci, è una cosa importante, una regola a cui non rinunciare ?

Le attenzioni che oggi un coach di basket dovrebbe avere verso i ragazzi e ragazze sono molteplici: ognuno ha sensibilità diverse e molteplici interessi che li portano a vivere questo sport con varie intensità. Bisogna avere pazienza, cercare di trovare la chiave giusta per ottenere fiducia e rispetto. Poi bisogna farli parlare ed ascoltare.

Parliamo di te, come ha appreso il basket, quali pensi siano le capacità importanti, anche alla luce dell’esperienza americana, con la quale penso tutti i coach si confrontano, come è il tuo rapporto con chi ti ha insegnato la pallacanestro oggi ?

Credo che alla base di tutto ci sia la PASSIONE, ed è la cosa più importante che mi ha insegnato per primo la pallacanestro, ovvero Lupo Giordani: la passione muove ogni cosa, ti fa prendere aerei, ti fa parlare con gente sconosciuta anche domandando, forse, banalità; la passione ti fa chiamare persone a qualsiasi orario per domandare di un esercizio ed è la stessa che ti fa andare a vedere allenamenti di persone che sanno spiegarti come allacciarsi le scarpe da un’altra prospettiva. Giordano Consolini è un maestro che mi ha fatto vedere la pallacanestro nella sua assurda semplicità.

Ti vediamo in diverse foto sui social in un viaggio tra il basket americano, i consigli che ti senti di dare a chi vive con te qui in Italia, ora nel 2020, le partite di basket, oltre all’importanza delle persone, dei record, che crea la NBA nel mondo, qualcosa che hai fatto tuo in quel viaggio ?

In quel viaggio con Stars Camp (devo ringraziare sempre Richard Lelli e Simone Pierich per l’opportunità) è stato stimolante vedere quanto il lavoro negli USA sia improntato sul lavoro individuale, sull’esaltazione del singolo in un gioco di squadra incentrato sull’1c1 con e senza palla. In Italia si parla sempre dell’importanza dei fondamentali, ma ci piace anche che le nostre squadre giochino “bene”: dobbiamo essere bravi a non perdere tempo in cose poco importanti. Ho imparato che più si diventa bravi e più ci si diverte, questo lo tengo sempre in considerazione.

In che squadra alleni in questa stagione, quali sono gli obiettivi, che ha rapporto hai con giocatrici, società, tifosi ?

Questo è il secondo anno che alleno le giovanili femminili della società Hellas Basket Cervia, la società dove sono cresciuta. La cosa più difficile per me è stato il rapportarmi con le ragazze: ho sempre allenato nel maschile e certe dinamiche sono davvero diverse. Tuttavia mi hanno aiutato a capirle, ho cercato di allenare per appassionarle e per far loro conoscere questo sport da diverse angolazioni. Gli obiettivi? Migliorare e diventare le migliori giocatrici possibili.

Tra le azioni di chi gioca oggi una partita, cosa pensi sia importante, da fare nostro, come educatori, tecnici, per spingere l’atleta a farlo suo ?

A livello giovanile credo sia fondamentale la SCELTA giusta, applicando il gesto tecnico adatto. Far passare questo messaggio credo sia importante.

La Romagna offre grande basket, grande spettacolo al pubblico, dando lo sguardo al passato di grandi tecnici, come Bucci, recentemente scomparso, cosa ritieni oggi sia utile, all’intero movimento basket, per tornare a raggiungere dei risultati a livello internazionale ?

Credo che sia importante che ci siano società solide, con dirigenti che permettano di lavorare con programmazioni a lungo termine e che abbiano chiaro che bisogna fare il bene dei ragazzi: per avere al centro i ragazzi e la loro crescita ci vogliono tecnici preparati, appassionati e pagati adeguatamente per il loro impegno.

Sul blog Cambio Giorno abbiamo sempre una domanda dedicata alla cucina. Cosa ti piace mangiare ?

A me piace molto la cucina romagnola, ma pizza e sushi sono spesso sulla mia tavola.

Nel chiederti i tuoi progetti per il futuro ne approfittiamo anche per farti gli auguri per un felice 2020 !

Il mio futuro? Sono ambiziosa e desidero migliorare, perciò lavoro per essere sempre più pronta a vivere la pallacanestro al meglio delle mie possibilità. Ma essendo anche insegnante di scuola primaria, non ti nascondo che ho scritto diversi libricini per bambini che mi piacerebbe pubblicare!

Ringrazio per questa piacevole intervista e auguro a tutti un felice e sereno 2020 all’insegna dei miglioramenti e dei sorrisi dati e ricevuti.

Intervista a Davide Bottiglieri

Davide Bottiglieri

Scrittore, poeta, responsabile rubrica Web Magazine L’Espressione

Prove per un requiem, è il tuo libro, parlaci di qualcosa di ” forte ” che hai raccontato, che possa rendere l’idea e appassionare, soprattutto in merito al tuo stile di scrittore ?

Prove per un requiem è il sequel di Omicidi in si minore, un thriller che si differenzia enormemente dal primo capitolo che vede protagonista l’ispettore Ljudevit Alecsandri. Il mio stile ha subito una fisiologica evoluzione dalla pubblicazione del primo volume e questo i lettori possono percepirlo subito. Al di là dei tecnicismi, una delle differenze cruciali risiede proprio nel protagonista, analizzato attraverso un filtro diverso: se in Omicidi in si minore si vede un Ljudevit Alecsandri in piena crisi esistenziale, in rotta con i dogmi cristiani e con lo stesso Dio al quale si aggrappava nei momenti di difficoltà, in Prove per un requiem è presente un ispettore cinico, risoluto, a tratti crudele, completamente distante da quel Ljudevit visto nel primo capitolo. La metamorfosi è iniziata già in Omicidi in si minore in cui il lettore vede il bianco sempre più contaminato dal nero. In questo ultimo volume, una settecentesca Vienna fa da cornice ad un uomo difficilmente riconoscibile. L’allontanamento dalla fede è un tema forte, trattato in modo altrettanto duro. Ma che sia il lettore a trarre le sue conclusioni. Io, da scrittore, fornisco solo le domande.

Scegli, di omicidi in si minore, un altro testo,che ha un atmosfera gotica, quello che non puoi nascondere al pubblico, che vuoi sia notato ?

Di Omicidi in si minore vorrei venisse notato l’importante mole di studio alle spalle della stesura del libro (uno studio che si è solo intensificato per la realizzazione del sequel). È ambientato nel vecchio Regno di Ungheria, nel 1780, motivo per cui ho dovuto fare ricerche in tante direzioni, dalla storia, alla toponomastica, alla geografia del luogo, alla chimica. Vorrei venisse notata la complessità della trama e la trattazione di tutti i personaggi: nessuno è stato lasciato piatto, a tutti è stato dato spessore.

Un autore, il suo rapporto con il testo, il suo essere innovativo, come la vedi, cosa è al tuo fianco, nella ricerca, dal punto di vista espressivo ?

Uno scrittore deve sempre cercare di evolvere il suo stile di scrittura ed evitare fasi di ristagno. L’evoluzione è fondamentale per la qualità del testo e la si ottiene solo attraverso lo studio. Per studio non intendo (solo) quello accademico, ma la ricerca di tanti stimoli, di essere multidisciplinari. Si apprende ovunque: dai libri di grandi autori ai romanzi di scrittori meno noti, dal cinema alla televisione, dalla pittura alla musica.  Se si sa osservare con occhio critico tutto ciò che ci circonda, senza levare spazio all’intrattenimento, allora si può vedere una lezione in tutto e godersi tutte le forme d’arte che ci vengono messe a disposizione.

Il Natale, non è forse di moda come prima, visto che ci siamo quale trama di film ricordi con piacere, sulle feste, quale è la colonna sonora migliore ?

Il Natale non deve essere una moda. Se regredisce in tale status, come tutte le mode ha tempo limitato. Questa è la grande sconfitta di questa festività.
Io adoro il Natale. Ad esso sono legati tantissimi ricordi, spesso collegati a film o canzoni tipiche. Sono un tradizionalista, motivo per cui continuo a vedere tutti e due i film di Mamma ho perso l’aereo, coperta addosso e dolce compagnia al mio fianco!

Come colonna sonora suggerisco il CD di Michael Bublè Christmas Deluxe Special Ediction o, in alternativa, il CD di Natale realizzato dalla serie televisiva Glee!

Cosa è per te la festa in genere ?

Festa è uno stato d’animo. Si può essere in un luogo affollato e festeggiare tra la gente mentre si muore dentro oppure stare soli e cantare e ballare, spumante alla mano. In particolare la festa del Natale, indipendentemente da discorsi religiosi, andrebbe vissuta ricordandone la spontaneità, scevra da influenze consumistiche o altro. Bisognerebbe guardare di nuovo le cose con gli occhi di un bambino. Abbiamo perso il dono della meraviglia e questo rende tutto più grigio, anche una festa che colora un intero mondo.

Progetti per il futuro ?

I progetti sono numerosi. Continuerò a presentare i miei due libri in giro per lo stivale. Ho in programma una presentazione a Napoli e diverse in Puglia. A metà gennaio ci sarà una rassegna di libri a Salerno in cui sarò presente in veste di co-organizzatore di un contest legato ai booktrailer. La primavera del 2020 vedrà l’uscita della graphic novel legata a Omicidi in si minore, a cura del fumettista Salvatore Parola. Di lì inizierà un nuovo tour di presentazioni.

Intanto mi sto occupando della stesura di un nuovo libro, ma che non sarà collegato ai primi due. È un lavoro del tutto diverso, legato più alla mia Salerno. Prevedo di pubblicarlo prima dell’arrivo dell’autunno.



Nella 34° Strada- Intervista a Francesco Mastrorizzi

Grazie Francesco di essere qui con noi su CAMBIO GIORNO,.

Iniziamo subito spiegando cosa fai con il sito web, nella 34a strada. Che ovviamente, come vediamo, già dalla home page, tratta l’argomento del Natale. Spiegaci come è nata l’idea?

Ciao Giuseppe, grazie per avermi chiesto di scambiare due chiacchiere sul mio blog “Nella 34ª Stada”, il cui motto recita: “È sempre tempo di Natale”. L’intento è quello di fornire informazioni e curiosità sulla festività del Natale e su tutto ciò che la riguarda, distribuendo per 365 giorni l’anno lo spirito gioioso che ci accompagna nel periodo natalizio. L’idea nasce come prosecuzione di un’esperienza fatta un po’ di anni fa, quando gestivo, per il portale nazionale Guide di Supereva, proprio la “Guida sul Natale”. Dopo la chiusura del sito, ho deciso di continuare a scrivere sullo stesso argomento, aprendo questo spazio a tema natalizio.

Il blog è rivolto ai tanti “fan” del Natale, che amano questa festa con le sue tradizioni, i suoi rituali, le storie e i personaggi, l’atmosfera che si respira, le luci per le strade e gli addobbi in casa, che trovano soddisfazione nel preparare il presepe e decorare l’albero, fare e ricevere regali, guardare film e ascoltare canzoni in tema, che si emozionano nello scambiarsi gli auguri, nel trascorrere del tempo con i propri cari, a tavola o davanti a un fuoco acceso, mangiando dolci tipici o facendo giochi tutti insieme.

Racconti, nel sito web, le tradizioni natalizie, in Italia, nel mondo, tra quelle che hai scritto, per i nostri lettori, quale è quella che incuriosisce di più il pubblico?

Ci sono alcuni post particolarmente apprezzati dai lettori, che registrano molte visite anche nei mesi dell’anno lontani da Natale. Quelli più visualizzati riguardano lo spot natalizio della Coca-Cola che andava in onda negli anni 80, rimasto nel cuore di tantissima gente per la canzone che lo accompagnava, dal titolo “Vorrei cantare insieme a voi”. Poi c’è il film “Mamma, ho perso l’aereo”, un cult movie delle feste diventato un classico della commedia per famiglie, che sa creare l’atmosfera perfetta per il periodo di Natale, sia per la sua ambientazione in una casa riccamente colorata e illuminata sia per la coinvolgente colonna sonora. Tra le tradizioni più apprezzate ci sono quelle culinarie, che vanno dal classico panettone milanese agli omini di pan di zenzero, i biscotti di Natale speziati che, pur non essendo un dolce tipico delle nostre parti, sono diventati famosi grazie ai telefilm e film americani, in particolare con il personaggio Zenzy della saga di Shrek.

Il Natale è il dolce tipico, il panettone, come anche la musica, che descrivi nelle tue pagine, tra i classici di Natale cosa regaleresti?

Regalerei senz’altro un cofanetto con tutte le canzoni di Natale più famose. I classici che hanno fatto la storia della musica natalizia sono tantissimi e l’elenco sarebbe infinito, ma tra i miei preferiti ci sono il canto “Stille Nacht”, l’allegro motivetto “Jingle Bells”, un altro canto tradizionale come “We wish you a merry Christmas” e la più recente hit pop “All I want for Christmas is you” di Mariah Carey, che sotto le feste spopola in ogni dove.

Portare un libro sotto l’albero, non fa mai male, tra le belle letture, che segnali, ci dai un consiglio, ci aiuti a capire il mondo natalizio in libreria?

Il libro rimane uno dei regali per eccellenza, perché è un pensiero semplice, ma efficace, soprattutto quando si riesce a scegliere quello più vicino ai gusti e alla personalità di chi lo riceve. Un libro di qualche anno fa che andrebbe recuperato è “Sette storie di Natale”, pubblicato nel 2016 da Sellerio. Si tratta di un’antologia di racconti a tema natalizio, firmati da sette autori di punta della casa editrice siciliana, che hanno interpretato a loro modo il classico racconto di Natale, dando alla luce storie fuori dall’ordinario e non convenzionali.

Consiglio vivamente anche “Falso Natale” di Errico Buonanno, che analizza i principali elementi della tradizione, religiosa e non, legata al Natale, svelando le numerose bufale storiche e false leggende, per farci capire come ogni tradizione culturale o religiosa sia il frutto di continue rielaborazioni, riscritture, contaminazioni e pure casualità.

Una lettura che consiglio ai bambini, invece, è “Il secondo lavoro di Babbo Natale” di Michele D’Ignazio, in cui si racconta del licenziamento di Babbo Natale e delle sue difficoltà nel trovare un nuovo lavoro adatto a lui. Un libro sull’importanza dei desideri, ma anche con una forte tematica ambientale.

Come domanda conclusiva. I tuoi progetti per il futuro, non solo del blog, poi, ringraziandoti per la cortesia, nel rispondere alle nostre domande, ti preghiamo di porgere un messaggio di auguri ai nostri lettori.

Per quanto riguarda il blog, gli argomenti da trattare che potrebbero interessare gli utenti sono ancora tanti e non mancheranno nuovi articoli da qui al Natale 2020. Per il resto sto lavorando ad un progetto che riguarda i libri e più in generale il raccontare storie, che spero possa venire alla luce il prossimo anno, ma in cantiere ho anche la realizzazione di un festival culturale su un tema molto particolare, di cui per il momento non posso rivelare i dettagli.

Ai lettori di “Cambio Giorno” auguro di trascorrere un Natale sereno in compagnia delle persone più care, mettendo da parte le piccole incomprensioni e i rancori, e di conservare per tutto l’anno a venire quello spirito di solidarietà e di amore che da secoli si rinnova nella festa di Natale.


visita il sito web : https://nella34a.francescomastrorizzi.it/

CAMBIO GIORNO SPECIALE NATALE 2019

La cucina cinese.

Photo by Jens Mahnke on Pexels.com

I terreni coltivabili in Cina sono al 16.7% della superficie complessiva. Partiamo il nostro cammino alla ricerca dell’affare perso. L’agricoltura rappresenta il 15% del PIL cinese, il problema è la perdita di terreno coltivabile. Il miglioramento dei terreni per il raccolto è un’attività incoraggiata. L’Unione europea,ha indirizzato la politica agricola comune (PAC) verso la sostenibilità, in Cina si deve migliorare il rapporto tra zone rurali e zone urbane.  il Documento Centrale numero 1 del 2014, pone lo sviluppo agricolo come punto fondamentale. Il governo cinese incoraggia i cittadini ad usare più latte, 1.600 ristoranti di Pizza Hut, qui chiamato Bìshèng Kè, vendono pizza con mozzarella. Il formaggio maggiormente importato è proprio la mozzarella ( da sola copre il 40 delle importazioni di formaggio ). In Cina ovviamente si mangia il riso, si mangiano anche verdure, zuppe, esiste anche la pizza cinese, diversa da quella che citiamo sopra, una sfoglia salata ripiena di verdure, carne, di tofu, non il massimo per noi, amanti del pomodoro e mozzarella. Il trasferimento tecnologico sa che il know- how per conoscere nuovi prodotti è importante, non solo il miglioramento delle diete dei consumatori è un’altro obiettivo, tutta la gente che vuole essere assunta, per un azienda alimentare sa che deve puntare su questa formazione e qualità professionale. I cibi freschi debbono essere appetibili e se ne deve incoraggiare il consumo. L’alimentazione si deve ricordare, di comprendere la gente che consuma, 24,4% di persone a rischio povertà nel mondo, sono un dato importante, che spesso torna d’attualità. In Cina, noi italiani portiamo olio, vino, cioccolato, siamo il primo fornitore di pasta della Cina. Una nazione famosa per il thè che è un antica tradizione. Si narra una leggenda su un imperatore Shen Nong, che era solito bere acqua calda, un giorno fermatosi sotto un’albero di te, delle foglie entrarono nell’acqua calda, trasformandola in oro. La cerimonia del thè, l’arte di fare bene, è un vero e proprio rito. Il maestro Zen insegna che bere il thè richiede armonia, rispetto dell’altro, solitudine e tranquillità. La Coca- Cola, in Cina, con i suoi programmi globali, si è fatta un nome in cinese, superando il problema di essere vista come il simbolo del capitalismo americano. La Cina è il terzo paese che consuma Coca-Cola. Il problema della nutrizione, si espande negli affari, Coca – Cola e Cina hanno aperto un confronto, per concludere, nelle storie e nel linguaggio della pubblicità, Uno spot dell’azienda statunitense, del 1971, faceva così :  “I’d like to buy the world a Coke” (“Vorrei comprare al mondo una Coca-Cola”) . Un target, una cosa da fare, un piano, abbastanza ambizioso, tra i consumatori, anche se in molti hanno risposto di si, ci sono stati risultati. Un giornale cinese, il Quotidiano del Popolo, nel 2013, per celebrare la nuova via della seta, usava questa frase : “I’d like to Build the World a Road” (“Vorrei comprare al mondo una via”).

CONCERTO DI MORTE- Laura Veroni

CONCERTO DI MORTE

IL MAGISTRATO MACCHI E I DELITTI DI MARZIO

Laura Veroni           
Fratelli Frilli Editori

Il magistrato Elena Macchi si trova alle prese con un nuovo caso che vede coinvolto il personaggio di un famoso pianista, Aldo Marini, la cui ex moglie, viene trovata assassinata nel garage della propria abitazione a Comerio.       
Quello della ex signora Marini, donna in carriera, non sarà l’unico omicidio di questa intricata indagine.            
La storia si svolge tra Marzio, una tranquilla cittadina in provincia di Varese, e le zone limitrofe, durante un freddo e nevoso inverno.       
Si ritrovano alcuni personaggi già presenti nel precedente volume: il commissario Auteri, l’ex commissario Torrisi e lo spasimante dell’algida Macchi, Lorenzo Chiari.  
Ricca di colpi di scena, la storia non manca di momenti di intenso sentimentalismo e di emotività che non lasceranno indifferente il lettore.   
Qui si incontra una Elena Macchi più matura e riflessiva, preda di tormenti interiori legati alla sfera affettiva, una donna autentica, che svela anche il lato debole di sé, non più solo il magistrato tutto d’un pezzo, integerrimo e distaccato come nella sua prima apparizione. Non per questo verrà meno il lato ruvido del suo carattere col quale il P.M. d’acciaio darà ancora del filo da torcere ai suoi collaboratori.           
Un noir torbido dove passione, sesso e follia si mescolano in un fitto intreccio di relazioni pericolose che terranno il lettore con il fiato sospeso fino alla fine.

Buona lettura e BUONE FESTE a tutti voi

Laura Veroni

CAMBIO GIORNO SPECIALE NATALE 2019