La filastrocca secondo me.

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Un commento alla lettura del nostro E- BOOK ” La filastrocca del Minibasket “. Ve ne consigliamo la lettura per Natale.

A spizzichi e a bocconi ho finalmente letto l’E-book che mi hai inviato. Complimenti, un ottimo lavoro.
Potrei dire un mondo a me sconosciuto ma, per tanti versi, con regole, strategie e riflessioni valevoli un po’ in tutti gli ambiti. La motivazione, il porre il bambino al centro, il gioco individuale e quello di squadra, il riflettere/osservare sulle proprie sconfitte e su quelle degli altri. Penso che tutto ciò sia assimilabile alla preparazione di un bambino alla vita, il condurlo per mano, guidarlo pur incentivandolo a sentirsi libero di mettersi in gioco, di sperimentarsi, di capire l’importanza dell’esercizio (assimilabile ai sacrifici ed impegno che dovrà metterci nella vita) pur mantenendo vivi entusiasmo ed interesse.
Dott.ssa Luce De Marco
Psicologa

SPECIALE NATALE 2020 – CAMBIO GIORNO

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Recensione : Il riscatto del destino.

Scrittori e scritture

L’ottavo mese del calendario è Agosto, un mese di vacanze, con il quale si apre questo libro, siamo, nel testo il Riscatto del destino, di Grazia Riggio, proprio nell’ Agosto del 1985. Questo  destino sembra iniziare da quella data, non si tratta di lasciare sola Annalisa al proprio destino, del quale tu non ti devi già preoccupare, quando ti viene presentata una delle protagoniste. Non sappiamo, dal titolo, se quello del destino si associ al racconto di una storia romantica, certo Annalisa la troviamo in un incidente in partenza, tra le sue ore di danza, dall’altra parte della scoperta della nostra storia romantica, abbiamo il nostro Antonio, che, invece, si organizza mentalmente il lavoro. La nostra Annalisa, che vuole fare la ballerina, passa dal fisioterapista, inizia il dolore, che non sappiamo se resisterà, diventando amore per il ballo, oppure questo dolore è solo la spia iniziale, di un periodo doloroso, che la nostra Annalisa vivrà con la danza. Non sveliamo oltre, lasciando al lettore. Antonio, come detto, invece, lo viviamo occupato nel lavoro, in un modo quasi tutto occupato come lui, che si sposta nel desiderio di lottare al personal computer, lui non perde la sua intelligenza, seppure una sera si trova con la testa tra le mani, pensando che va tutto a rotoli.

Chiediamo all’autrice di spiegarci il legame tra Annalisa e Antonio nel libro : Sono legati dagli eventi del destino, il quale mette Annalisa davanti a una scelta che prenderà con coraggio, mettendo da parte l’egoismo, e ad Antonio presenta su un piatto d’argento una opportunità che non si lascerà scappare, andrà contro ogni scelta sensata, fino alla redenzione che la coscienza gli detterà.

Scorrendo nel tempo, tra le date, di ogni giornata, si arriva alla scelta di adottare un figlio, ad un incontro con un Giudice, che segue il caso. Si conosce la storia per un bambino, è la storia di Antonio e Sara, che non sveliamo.

Ritroviamo, in tutte queste date, con l’orologio che bene scandisce il libro, anche la nostra Annalisa, nel suo Luglio 1989, lei vuole comporre il numero di telefono, oggi sembra strano ai tempi degli sms, dei messaggi, delle chat, ai tempi Annalisa, non poteva che usare il telefono solo dopo le 20  Lei non lotta, come la coppia di prima, per un bambino, bensì per una audizione da ballerina.

I personaggi, della nostra autrice, iniziano ad entrare nella stanza del lettore, la scrittrice sa raccontare le preoccupazioni per questa audizione, i pensieri della notte che cambiano tutto. Per Annalisa la  speranza è Paolo, non vuole chiudersi nel suo inferno, cerca amici, cerca notizie, vuole avere speranze. Come se scrivessimo, sulle vecchie mille lire del tempo, un numero di telefono, dicendo chiamami quando hai lavoro per me, raccontandole poi, come parole, nelle speranze notturne che i grandi ballerini sono pronti ad accoglierla con la banda e il tappeto rosso, a lei. proprio a lei, la nostra Annalisa, che inizia ad essere conosciuta. Questo dovere vivere esperienze da ballerina famosa, non sfugge, anche se non sveliamo come nel libro ci arriva e se ci arriva. Annalisa e la sua lotta con il partner per ballare, che si racconta alla madre, che ora sa se il sogno di bambina, che vede alla tv, una ballerina e dice che quella è famosa più di me, è arrivato a compimento,  a vivere la felicità di essere famosa. La scrittrice, non presenta, solo il sogno di ballerina, presenta, in una giornata a Spoleto, anche il dire e fare di Annalisa, come turista.

Qui, dopo questo passaggio, leggendo il libro, viene spontanea, una domanda all’autrice : Annalisa ci crede, vuole ballare, quando hai scritto questo personaggio, hai avuto in mente delle storie, che ti hanno ispirato, che hai letto sui giornali oppure visto in tv ?

A dire il vero – risponde Grazia Riggio, sono stata ispirata dai miei stessi sogni. In Annalisa c’è tanto di me, io amo la danza come lei, anche per me danzare è vitale quanto respirare. Non sempre, però la passione basta per fare carriera, occorre avere talento, e ad Annalisa ho donato quel talento che avrei desiderato per me, facendola arrivare dove, nei miei sogni da bambina, sarei voluta arrivare io.

Un libro ovviamente va letto, non svelato in una recensione, possiamo solo consigliare questa lettura, pagina dopo pagina da farsi nella maniera da prendere confidenza con questi due personaggi, tu puoi aprire le pagine cercando di arrivare a leggere quando si sarà resa la vita impossibile ad Antonio. La lettura è bella per il mistero della storia, come stare seduti sulla cattedra leggere il libro ad alta voce, con davanti un amico, capire quando, invece, Annalisa si agiterà sulla sedia per fame, per un litigio.

Il libro nell’epilogo, racconta del periodo più bello che è il Natale, quindi viene da chiedere all’autrice : Il Natale nel tuo libro con Annalisa che guarda tutte le persone a lei care a tavola, per il pranzo, una scena che tutti abbiamo vissuto, in cosa coincide con la vera storia del tuo Natale ?

Sì, mi piace passare le feste in famiglia. Soprattutto da piccola, a casa dei nonni, si riunivano tante di quelle persone, fra zii e prozii, che si faceva fatica a parlare. Ricordo giocate a carte lunghissime e divertentissime. Oggi siamo meno, ma lo stesso mi piace avere accanto chi voglio bene e compiacermi della loro felicità, che poi diventa la mia

SPECIALE NATALE 2020 – CAMBIO GIORNO

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Spaghetto al limone

Cucina

Spaghetto al limone mantecato con crema di zucchine ,coulis di caciocavallo di grotta e tartare di scottona.
Ingredienti
Per 4 persone
400gr di spaghetti al limone (pastificio Ligorio)
300 gr di scottona .
3 zucchine medie
Scalogno
100 ml di latte intero
300 gr di caciocavallo di grotta .
Olio evo
Sale
Pepe qb
Procedimento
Cominciamo con la preparazione della crema di caciocavallo.
in un pentolino mettiamo il latte portiamo ad ebollizione e aggiungiamo il caciocavallo a scaglie sottili, con
l’aiuto di una frusta sciogliamo a fuoco basso, successivamente teniamo a bagnomaria fino al momento
dell’uso.
Ora prepariamo la tartare di scottona.
Prendiamo il pezzo di scottona e con un coltello ben affilato tagliamo a pezzettini piccolissimi come se
dovessimo tritarlo, mettiamo in una ciotola un pizzico di sale pepe un filo d’olio e teniamo da parte.
Ora prepariamo la salsa di zucchine.
Prendiamo le zucchine tagliamo tutta la buccia ,e l’interno, mettiamolo da parte.
In una casseruola mettiamo un filo d’olio 1 spicchio d’aglio in camicia da togliere successivamente, dorare
lo spicchio d aglio, aggiungiamo le bucce di zucchine facciamo stracuocere e frulliamo, sistemiamo di sale e
pepe.
Portiamo in cottura la pasta mantechiamo nella salsa di zucchine se necessita allunghiamo con acqua di
cottura.
Adesso passiamo alle impiattamento .
Sul fondo del piatto mettiamo un po’ di crema che abbiamo tenuto da parte calda ,sopra adagiamo lo
spaghetto mantecato nella crema di zucchine ,e la tartare di scottona precedentemente preparata ,potete
sistemarla lateralmente al piatto oppure sulla pasta direttamente senza mescolarla.
buon appetito.

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pastificioligorio

macelleriamadaghiele

Laganari di grano duro

Cucina

Laganari di grano duro Senatore Cappelli (pastificio Ligorio) con ragù di scottona e salsa al datterino giallo .

macelleriamadaghiele

pastificioligorio

Ingredienti: Per 4 persone
500 gr di scottona tritata una volta .
2 kg di datterini gialli
400 gr di laganari (pastificio Ligorio)
Brodo di carne
Scalogno
10 foglie di basilico
Prosecco.
Olio evo
Sale
Pepe.
Procedimento
Cominciate con i datterini , tagliateli a metà e frullateli .
Prendete una casseruola mettete l olio , lo scalogno fate dorare aggiungete il trito ,fate rosolare e sfumate
con prosecco .
Aggiungete i datterini allungate con brodo se necessita,fate cuocere per due ore.
Quando sarà ridotto a fine cottura aggiungete il basilico tagliato sottile.
Cuocete la pasta e mantecatela nella salsa .
Se necessita aggiungete un po’ di acqua di cottura .
Consiglio ( a parte potete piastrare dei datterini tagliati a metà e aggiungerli nell impiattamento.

giuliadelia_chef

“All’amore non si sfugge”

Scrittori e scritture

All’amore non si sfugge”

Placebook Publishing 2019

Ci sono storie che nascono molto prima di essere raccontate, sono parole ascoltate, intrise di un dolore che aprono una ferita suppurante nel cuore, le fai tue empaticamente, le nascondi gelosamente ma il tempo passa e non ci pensi più, poi…

Poi una sera, ascoltando una canzone, non importa quale solo una voce che mette in connessione mente e anima, tutto si ricompone, come un puzzle dimenticato su di un tavolo impolverato e mancante di quel pezzo che improvvisamente svela l’immagine.

Così è stato per la creazione del mio primo romanzo (nato nel 2016 e rieditato nel 2019).

Tutto comincia un 23 dicembre e si chiude dopo pochi anni di nuovo con una Vigilia di Natale!

Casualità?

Dire proprio di no, non per nulla il mantra che è al centro della storia è appunto “niente succede per caso” (Paulo Coelho docet).

Un “racconto circolare” aperto e chiuso nello stesso periodo dell’anno, scandito a cadenza dai Natali, uno di seguito l’altro… il dolore e la distruzione del primo, dirompente negli eventi che portano la protagonista, Carolina, a ribellarsi alla violenza pur di salvare se non sé stessa almeno suo figlio, rimasta unica ragione di vita.

Ecco che si scopre come la giovane donna sia priva di difese, subisce, nasconde perfino agli amati genitori ogni cosa, la vergogna che prova è talmente grande da offuscarle quasi la ragione; i sentimenti cristiani che hanno sempre fatto parte della sua vita non l’aiutano più, è sconfitta…

In quell’abisso buio in cui si è rintanata non scorge via di salvezza eppure essa c’è, forze nuove ed inaspettate vengono in suo soccorso, l’animo non è quindi così privo di forza!

La graduale rinascita, lentissima, srotola altri Natali ed ogni anno porta il ricordo del primo, di quell’incipit che ogni volta le risuona nel cervello come un fallimento, è zio Giuseppe, vescovo della Diocesi ed il papà Giacomo che donano la certezza del perdono e la dolcezza di una speranza nel futuro prossimo.

La religiosità in lei non si è annullata dagli infausti eventi ma è come diventata refrattaria agli insegnamenti che l’hanno formata, non è raro questo atteggiamento, se infatti le parole non hanno un seguito nelle azioni e nell’esempio diventano un puro esercizio senza costrutto. La Fede non può e non deve essere un dovere ma un moto fortissimo, una propulsione del nostro centro verso l’Alto!

Il Natale, periodo da me scelto per scandire la storia narrata, diventa la preparazione alla “nascita” o ancor meglio alla “rinascita” vera e propria di Carolina e di Adriano (il provvidenziale “lui” che arriva a ripristinare la giustizia) diventando un nucleo intorno al quale gli altri personaggi non meno importanti ruotano, un cerchio che si trasforma, attirando come una calamita fortissima eventi tristi e felici fino al degno finale.

La soavità del periodo, così come spesso la pubblicità ce lo fa vedere, deve far spazio alla realtà, essa è inequivocabilmente il metro con cui ogni storia si deve misurare, le descrizioni che offro sono mie naturalmente, facenti parte della mia indole ma esse sono parte di un’atmosfera nel quale mi piace accogliere il lettore, che diviene ospite gradito.

Amo raccontare la vita senza paraocchi, non sono Liala o Delly di adolescenziale memoria, sono una donna del mio tempo, radicata nel tessuto sociale attuale, scrivo del presente ma preferisco ed amo il lieto fine, sempre!

Concludo con una citazione dal mio romanzo “All’amore non si sfugge”, che trovate su Amazon e nelle librerie Giunti al Punto.

Lo guardò. Aveva gli occhi lucidi, glieli aveva visti raramente ed in circostanze più che emozionanti, più che importanti. In realtà solo una volta prima di quella, quando le aveva detto di amarla!

“Non pensavo mi avrebbe fatto questo effetto, in fondo è solo una parola, io mi sentivo già suo padre, e invece…”

Gli baciò gli occhi.

“Che splendido Natale! L’anno scorso, ti ricordi?” Lui rievocava.

“Sì, ma preferisco questa Vigilia, questa è nostra!”

“Sì anch’io, se pensi però a quanti passi abbiamo fatto da allora, quanti per raggiungerci, per essere felici…”

“È vero…”

Risero.

Arrivò Matteo e mischiò la sua gioia alla loro tuffandosi nel loro abbraccio:

“Mamma, papà, avete visto? Nevica!”

Infinitamente grazie per lo spazio concessomi sperando che le mie parole siano state interessanti e vi abbiano incuriosito ed a quanti vorranno leggermi.

Il mio speciale ringraziamento a Giuseppe Di Summa per la cordiale e gentile accoglienza, cosa preziosa e rara.

Un caro saluto a tutti,

Rosi Brescia

Note Biografiche :

Rosi Brescia, nata ad Oliena (NU) nel 1962 da genitori pugliesi.

Dopo un’infanzia felice vissuta fra Sardegna, Umbria e Basilicata ritorna in Puglia nel 1976.

Qui completa gli studi classici, ma non disdegna ritornare a percorsi di arti varie di cui si appassiona, la scrittura però rimane grande, primo ed immarcescibile amore.

Opera prima “All’amore non si sfugge” 2016/ 2019 (Placebook Publishing)

Un borgo nel cuore” 2018 (Amazon Publishing)

2021… novità…

Per contattarmi:

bresciarosi@gmail.com

La mia pagina/autore facebook “I romanzi di Rosi Brescia”

SPECIALE NATALE 2020

CAMBIO GIORNO

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Risotto con Capocollo di Martina Franca mantecato con crema di Barbabietola.

Cucina

Buon giorno
Aforisma del giovedì :
Quando hai paura, chiediti cosa faresti se non avessi paura e subito dopo fallo.
Oggi uno dei risotti che più mi piace fare in questo periodo .
Risotto con Capocollo di Martina Franca mantecato con crema di Barbabietola.

Ingredienti per 4 persone:
.400 g di riso Carnaroli
.Brodo vegetale o di carne filtrato
.Scalogno
. 300 grammi di Capocollo di Martina a cubetti
. 2 barbabietole cotte
.1 barbabietola fresca
.Prosecco
.Olio EVO
.Sale
.Erba cipollina fresca
.Pepe
Procedimento
Cominciamo con la preparazione dei vari ingredienti.
La barbabietola cotta verrà tagliata a pezzi frullata,
filtrata e la crema ottenuta messa da parte.
La barbabietola cruda verrà pulita dalla buccia grattugiata è messa da parte.
Il capocollo di Martina tagliato a cubetti, una piccola parte lasciata croccante per la finitura del piatto.
Cominciamo con la preparazione del risotto.
In una casseruola mettete due cucchiai di olio lo scalogno e fatelo rosolare aggiungete il riso tostate lo
sfumate con prosecco.
Successivamente aggiungiamo il Capocollo tagliato a cubetti e la barbabietola cruda grattugiata copriamo
con brodo e lasciate cuocere al dente.
Togliete dal fuoco e fate riposare per un minuto successivamente aggiungiamo la crema di barbabietola
cotta ,un filo d’olio, l’erba cipollina precedentemente tritata e se gradite un cucchiaio di parmigiano.
Mantechiamo per bene il risultato dovrà essere colorato e molto profumato.
Correggiamo di sale e pepe .
Impiattiamo e aggiungiamo il Capocollo precedentemente saltato croccante.
Buon appetito
Se vi e piaciuto condividete.

giuliadelia_chef

ortofruttamonopoli

Trancio di baccalà cotto al vapore

Cucina

Buongiorno
Oggi vi presento un secondo di pesce adatto per il giorno dell’Immacolata.
Trancio di baccalà cotto al vapore in crosta di tarallo e pomodori secchi su crema di riso.
👩🍳👩🍳👩🍳👩🍳👩🍳👩🍳
Ingredienti per 2 persone:
Due tranci di baccalà
300 g di riso carnaroli
Brodo vegetale
100 grammi di taralli
Due pomodori secchi
Una noce di burro e un cucchiaio di parmigiano
2 uova
Olio per friggere
Sale pepe quanto basta.
Procedimento
Per la crema di riso:
Seguite il procedimento come da risotto classico.
Se la cottura del riso è di 18 minuti portatelo a 20 minuti .
mantecate con burro e formaggio allungate con un po’ di brodo in modo che sia morbido. frullate il tutto in
modo che esca una crema liscia e omogenea e tenete bagnomaria.
Per il baccalà al vapore :
se avete a disposizione una vaporiera dovete semplicemente cuocere il trancio di baccalà per 20 minuti.
Se non avete a disposizione una vaporiera potete cuocerla in padella per 15 minuti con l’aiuto di un po’ di
brodo e asciugarlo successivamente.
Per la crosta
In un tritatutto mettete taralli, Pepe Sale ,pomodori secchi un filo d’olio è un po’ di pane grattugiato per
allungare.
Frullate tutto in modo grossolano.
Dopo aver asciugato il baccalà facciamo una panatura classica con uovo e crosta polverizzata , uovo e crosta
almeno per tre volte successivamente friggete in olio caldo fino a doratura completata.
nella sistemazione del piatto al di sotto metteremo la crema liscia e calda di riso e sopra adageremo il
baccalà in crosta.
Buon appetito se vi è piaciuto condividete

giuliadelia_chef

pescherianautilus

ortofruttamonopoli

Intervista a Grazia Riggio

Scrittori e scritture

Il titolo del tuo libro è Il riscatto del destino, ognuno ha il suo, quale è quello di Paolo ed Annalisa, cosa vivono di imponderabile, leggendo il libro ci puoi almeno dire se è bello o brutto come destino ?

Ho scelto questo titolo perché credo nel destino, nel senso che sono convinta ci sia qualcosa che si diverte a giocare mandandoci dei messaggi più o meno chiari. La scelta finale tocca solo a noi, però, dobbiamo essere bravi a cogliere questi segnali e far concretizzare quelli che ci indirizzeranno verso qualcosa di buono. Nel mio romanzo il destino ha un ruolo predominante. Paolo e Annalisa si troveranno coinvolti in scelte di vita, si faranno entrambi tante domande, le cui risposte si avranno solo alla fine, quando il tempo sarà maturo. Lascio al lettore la scelta se il loro destino sia bello o brutto.

Leggendo l’analisi del tuo testo, dell’amico Vincenzo Calò. dobbiamo considerare un argomento di tipo culturale, come la lettura, definisce la tua una creatura letteraria, che alterna due storie, quali sono le storie di questo libro ?

Intanto ringrazio Vincenzo Calò per le bellissime parole che ha speso per la mia creatura, come l’ha definita lui. Le storie sono due, appunto. Oltre Paolo e Annalisa ci sono Antonio e Sara, due ragazzi che si sono sposati giovanissimi e che ancora non si sentono di abbandonare la vita sregolata e senza freni tipica degli studenti. Proprio per questo, quando Antonio propone alla moglie di adottare un bambino, scoprirà in lei la totale mancanza di senso materno. Nella storia di Paolo e Annalisa si parlerà di violenza, del bisogno di realizzare i propri sogni, d’amore. Con Antonio e Sara si tratteranno i temi dell’adozione, della perdita del lavoro, della necessità di scendere a compromessi. Andando avanti queste due storie troveranno il senso che il destino si è divertito ad attribuirgli.

Cosa trovi di bello e sfortunato, in Annalisa, protagonista del tuo libro ?

Di bello tutto, di sfortunato niente, nonostante i guai che le capiteranno. In Annalisa c’è il desiderio di realizzare i suoi sogni, crede nei valori della famiglia e dell’amicizia, e a quelli si affiderà per affrontare le difficoltà. Il messaggio che spero di essere riuscita a trasmettere è proprio quello di non lasciarsi abbattere, di sperare nel prossimo e nel futuro, perché prima o poi qualcosa di bello arriverà. Bisogna solo avere la pazienza di aspettare.

Siamo a Natale, molti di questo evento, hanno un opera, una interpretazione, tipo la famosa poesia, un luogo a cui sono affezionati, tu ?

Tanto per parlare della mia passione per la danza classica potrei citare “Lo schiaccianoci”, ma la verità è che sono molto tradizionalista. Mi piace l’atmosfera del Natale, le luci, aprire i regali sotto l’albero, addobbare casa. Un luogo o un’opera in particolare non ce l’ho. Mi lascio riempire dalle cose che vivo in quel determinato momento.

Cosa scriverai sui bigliettini d’auguri di questo ( particolare ) Natale 2020 ?

Non sono sicura se scriverò bigliettini d’auguri. Sicuramente ciò che mi auguro è che quest’esperienza lasci qualcosa di buono in ognuno di noi. Che quando finirà, spero presto, nessuno dimentichi quanto è dura non avere la totale libertà di azione e che s’impari a trovare il bello anche nelle piccole cose.

I tuoi progetti per il futuro ?

Per il futuro ho tanti progetti. Non ho più intenzione di smettere di scrivere. È una passione che ho da piccola, insieme a quella per la lettura, ma che sono riuscita a lasciare andare solo adesso che sono più matura. Ho un secondo romanzo pronto, in attesa di pubblicazione, e un terzo in cantiere. Confido nel destino che m’indicherà la strada giusta da seguire.

NATALE 2020

SPECIALE ” CAMBIO GIORNO “

Intervista a Nardelli Damiano.

Scrittori e scritture

Da quanto tempo scrivi, per te scrivere bene, toccare le corde giuste, testimoniare , con un racconto è facile, oppure hai bisogno di molto tempo ?

Scrivo da quando avevo 14 anni, prima testi per canzoni, volevo formare una Band hard rock, stile Guns N Roses, adoro anche Elvis Presley e Jim Morrison, per molti anni dopo aver scritto un romanzo, che adesso ho pubblicato e due raccolte di racconti, mi sono fermato per via di impegni lavorativi, ho bisogno di tempo per scrivere, per curare personaggi, avvenimenti pensieri e dialoghi, trascuro descrizioni di ambienti e persone….

Quanto è di aiuto per te, nello scrivere, il posto in cui vivi ?

Non mi interessa il posto in cui vivo uso molto l’immaginazione.

Come si chiama il tuo ultimo.libro ?

La fine del buoni sentimenti.

Cosa leggiamo di te come autore che ti piace sottolineare ?

In ciò che scrivo ce il dramma, ci sono i sentimenti ed il desiderio di libertà. mi piace arrivare al cuore della gente, se chi legge si annoia ed è indifferente a ciò che scrivi, per me è meglio fare altro non lo scrittore……

In questo momento hai in mente una storia da scrivere ?

Ci sto lavorando è un libro complesso ma conto di potercela fare ho bisogno di un pò di tempo.

Siamo in clima natalizio. Ricordi un posto in particolare dove hai vissuto un Natale che ricordi ?

Il Natale lo ho trascorso sempre in famiglia, anche quando ero lontano dal mio paese, per lavoro sono tornato, nella mia casa per il Natale !

Dovendo scrivere una sceneggiatura con Scrooge di Dickens, come soggetto sceglieresti il 900 o gli anni 2000 ?

Non ho letto Dickens, anche se voglio acquistare e leggere Grandi Speranze, io leggo molta letteratura classica, penso che gli anni 2000 li preferisco, perchè ce più libertà sessuale a quell’epoca, c’era troppo proibizionismo, troppo moralismo, penso che la libertà sia importantissima per qualsiasi essere umano.

VISITATE IL SITO DELLA CASA EDITRICE.

La fine dei buoni sentimenti

Axl è un adolescente ribelle Che non accetta l’autorità e le regole di comportamento, e mal sopporta l’ educazione ricevuta dai genitori. Per una tragica circostanza conosce in ospedale due ragazzi senza famiglia che vivono spacciando. Attratto dalla loro vita libertina, fugge di casa, unendosi a loro. Questa nuova sfrenata esistenza lo condurrà in un vortice di follia che lo porterà a condurre dei crimini. Ne seguirà un intimo travaglio che accenderà in lui il desiderio di tornare alla vita precedente, prima così detestata: tornare dai genitori per restare lontano dai guai e condurre una vita “Normale” ma sarà possibile?

SPECIALE NATALE 2020

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Spaghettone.

Cucina

Spaghettone (pastificio Ligorio )
Con salsa alla cime di rapa, pomodori secchi sgombro al prosecco e caviale di aceto balsamico ..
Ingredienti
per 4 persone
210 gr di Spaghettoni
500gr cime di rapa fresce
4 pomodori secchi
4 filetti di sgombro fresco
Prosecco
Olio sale
Peperoncino
Aglio
Pepe
Procedimento
Cominciamo con la preparazione del filetto di sgombro:
Tagliateliamo a pezzetti ,lasciando la pelle .
Prendiamo una piastra antiaderente olio, facciamo riscaldare mettiamo il pesce ,sale e sfumiamo con
abbondante prosecco , tenete in caldo .
Passiamo alle cime di rapa che avremo pulito ,immergiamo in acqua bollente ,cuociamo per 15 minuti e
passiamoli in acqua e ghiaccio.
Lasciate l acqua di cottura per dopo .
Appena saranno freddi li passiamo in un frullatore ,correggiamo con sale pepe riscaldiamo a bagno Maria e
teniamo da parte.
Cuociamo la pasta nell’ acqua di cottura delle rape ,teniamoli al dente .
In una casseruola mettiamo la crema di cime di rapa,lo spaghetto ,pomodori secchi tagliati a filetti
,mantechiamo il tutto .
Adesso impiattiamo:
Se riuscite create un nido e adagiatelo sopra al piatto ,aggiungete un po’ di salsa colata ,e dopo a pioggia il
pesce ,e il peperoncino …
Se avete voglia potete disidratare in microonde delle foglie di cime e sbriciolarle sopra …
Buon appetito

giuliadelia_chef

SLOW FILM FEST 6.0

Scrittori e scritture

SLOW FILM FEST 6.0

VI EDIZIONE

10/15 DICEMBRE 2020

LO SLOW FILM FEST QUEST’ANNO È ONLINE

SU SLOWFILMFEST.STREAM

Giunto alla sua sesta edizione, lo SLOW FILM FEST, organizzato dall’Associazione Culturale Muovileidee, con il contributo della Regione Lazio e il sostegno della Fondazione Cinema per Roma e della CNA Roma, con i Patrocini dei Comuni di Acquapendente e di Antrodoco e di LegaCoop Lazio, con la collaborazione della casa di produzione Wuman Visions, dell’Accademia di Cinema e Televisione Griffith e di Finca (Festival Internacional de Cine Ambiental), e con la media partnership di DaSapere.it, sbarca in streaming da giovedì 10 dicembre a domenica 13 dicembre 2020 su slowfilmfest.stream, in collaborazione con la piattaforma ODDB e fino al 15 dicembre con incontri on-line e passeggiate.

Dopo il successo delle prime cinque edizioni, lo SLOW FILM FEST, la prima kermesse interamente dedicata ad una visione cinematografica “slow”, si presenta ai nastri di partenza con un ricco programma, attento ai nuovi linguaggi e alla produzione cinematografica indipendente.

Lo SLOW FILM FEST, diretto da Maria Luisa Celani, con la collaborazione alla programmazione di Florencia Santucho, Cristina Borsatti, Ilaria Iovine e Susanna Stivali, continua ad essere un festival esperienziale. Anche se per forza maggiore quest’anno perde il suo spirito itinerante, resta sempre un festival “slow”, come il concetto alla base dell’iniziativa. Un evento che punta all’aggregazione e al confronto, non ad una semplice visione passiva, ad un “rallentamento” che è alla base del ritrovarsi e dell’incontro.

Al centro della manifestazione, le immagini (proiezioni di documentari e cortometraggi, fiction, docu e di animazione) e i temi, ma anche passeggiate tra storia e cultura e incontri.

In primo piano, l’universo femminile e non solo perché la kermesse è pensata, sviluppata, organizzata e promossa da un team di donne. Anche merito della collaborazione con la neonata casa di produzione romana Wuman Visions e alla presenza di numerose registe.

I temi restano il cuore dell’iniziativa. Lo SLOW FILM FEST 6.0 abbraccia, come sempre, il tema dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, i diritti umani e i temi di genere, le trasformazioni urbane, la memoria e i territori. E, come da tradizione, li svilupperà attraverso le sezioni DOCUMENTA, dedicata ai film documentario indipendente, di provenienza italiana ed internazionale, e SMART, una vetrina sul “nuovo”, in cui si dà spazio ai giovani autori e alle nuove forme di sperimentazione cinematografica e audiovisiva.

Molte le anteprime, nazionali e mondiali. Numerosi i documentari appartenenti alla sezione DOCUMENTA e dedicati ai diritti dell’uomo e dell’ambiente.

Tra questi, Grit di Cynthia Wade & Sasha Friedlander, anteprima coprodotta da Indonesia e America per portare a galla una delle tante tragedie ambientali di cui siamo responsabili. Nel 2006, la società di trivellazione Lapindo ha scatenato un flusso di fango tossico inarrestabile nella Giava orientale, seppellendo decine di villaggi e spostando 60.000 indonesiani. Il documentario si concentra sugli anni dell’adolescenza di Dian, un sopravvissuto di sedici anni che subisce le conseguenze della tragedia per un decennio e diventa un accanito sostenitore dei diritti dell’ambiente.

Ci porta invece in Colombia Sumercé di Victoria Solano Ortega, per farci riflettere sui diritti e sulla sovranità del cibo. La regista segue l’attivista veterano Don Eduardo, il nascente leader politico César Pachón e la leader contadina Rosita mentre combattono il loro governo e le sue decisioni sullo sfruttamento delle zone dove nasce l’acqua dolce della Colombia: i páramos.

Argomento trattato, sotto una lente diversa, anche da Understory, anteprima diretta della regista portoghese Margarida Cardoso. Viaggiando attraverso Sao Tome e Principe, Inghilterra e Brasile, la regista cammina tra passato e presente, smantellando gli schemi dell’oppressione coloniale europea e indagando le possibilità di un giusto sfruttamento della pianta del cacao. Nei vari angoli del mondo, sono le donne che portano il cambiamento.

Storia tutta al femminile come Jovanna For Future di Tangerine Tree. Dai Paesi Bassi arriva la storia della giovane Jovanna che, come migliaia di giovani nel mondo, è stata ispirata dall’attivista ambientale Greta Thunberg. Come Metamorphosis di Nova Ami e Velcrow Ripper, alle prese con la poesia e con la crisi ambientale del pianeta. Nel loro film in anteprima, gli incendi boschivi consumano comunità, le specie svaniscono e interi ecosistemi collassano. La crescita economica, legata alla maggiore velocità di estrazione delle risorse, ha creato una macchina con la capacità di distruggere tutta la vita. Ma questa crisi è anche un’opportunità di trasformazione.

Esplora le connessioni tra il cambiamento climatico e le migrazioni, il documentario italiano The Climate Limbo, diretto da Elena Brunello, Paolo Caselli e Francesco Ferri. I rapporti avvertono che il cambiamento climatico, i disastri naturali, la carestia di acqua e cibo potrebbero portare milioni di persone a lasciare le loro terre. Entro il 2050 le migrazioni guidate dal cambiamento climatico potrebbero contare fino a 300 milioni di nuovi rifugiati.

Ed è nostrano anche The Sound of the Tigris di Laura Silvia Battaglia, affascinante diario visivo e sonoro delle avventure di alcuni membri della Tigris River Flotilla, associazione che si occupa di far comprendere l’importanza della difesa dell’ecosistema mesopotamico e di rendere consapevoli i governi iracheno e turco delle drammatiche conseguenze dello sfruttamento delle acque del Tigri sulla popolazione locale.

Arriva invece dalla Svizzera Messaggi dalla fine del mondo di Matteo Born, in cui Doris e Charles, sopraffatti dalle conseguenze del cambiamento climatico, sono determinati a fare qualcosa. La loro idea è semplice: portare cinque giovani svizzeri al circolo artico ad osservare i segni del surriscaldamento globale e poi sensibilizzare la loro generazione attraverso i social media.

Altro tema caro allo Slow, le migrazioni sono al centro del documentario Fuori Campo di Melkanaa. L’obiettivo è puntato sulla Liberi Nantes Football Club, una squadra di calcio composta da rifugiati e richiedenti asilo che partecipa al campionato di terza categoria senza poter concorrere al titolo. Alla maggior parte dei giocatori, infatti, mancano ancora i documenti richiesti dalla federazione per poter competere a tutti gli effetti.

Trasformazioni urbane e territori sono invece il focus di Roma di Carlos Higinio Esteban, che ci porta nella periferia di Roma tra gli anni Sessanta e Settanta, per parlare di progetti urbanistici e di spazio urbano, e di Soñando un lugar (in anteprima) di Alfonso Kint, film sui piccoli villaggi e sui loro grandi potenziali, sullo sradicamento e sull’arte come motore del cambiamento.

Chiude la carrellata di documentari, Pink Ribbons Inc. della regista canadese Lèa Pool, che documenta come alcune aziende utilizzano il marketing legato al Nastro Rosa per aumentare le vendite, contribuendo solo con una piccola parte del ricavato alla causa del cancro al seno in sé. Racconta, inoltre, come le aziende usano il cosiddetto “pinkwashing” per migliorare la propria immagine pubblica mentre continuano la produzione di prodotti che potrebbero essere cancerogeni. 

Quanto ai cortometraggi, la sezione SMART regalerà più di una sorpresa. Molti i corti internazionali, principalmente d’animazione. Numerosi anche quelli italiani, in parte provenienti dalla recente produzione dell’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma. Opera di giovani autori che saranno al centro di un panel dal titolo Nuove visioni: il cinema che verrà organizzato in collaborazione con DaSapere.it e moderato dalla giornalista e scrittrice Elena Torre, dedicato al futuro del cinema e della televisione nostrane.

Si tratterà di uno dei tanti incontri previsti, che coinvolgeranno partner e registi di questa edizione, in cui non mancheranno le passeggiate, in collaborazione con l’Associazione culturale Ottavo Colle. Emergenza sanitaria permettendo, e seguendo i protocolli, Roma sarà protagonista di una passeggiata, a cura di Irene Ranaldi, alla scoperta del quartiere Garbatella. Altre analoghe iniziative coinvolgeranno i comuni di Antrodoco e Acquapendente.

Slow Film Fest 6.0 è interamente a partecipazione gratuita, grazie al contributo della Regione Lazio, al sostegno della Fondazione Cinema per Roma e della Cna Roma, ai Patrocini del Comune di Acquapendente, del Comune di Antrodoco e di Legacoop Lazio, e alle tante preziose collaborazioni.

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