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Remember is important.

SCRITTORI E SCRITTURE ” RECENSIONE “.

Photo by Clem Onojeghuo on Pexels.com

Crescita economica e professione media.

Appena sufficiente, peccato !

Un blog viene letto, nelle sue rubriche, in base al suo percorso, molta notorietà hanno giornali accademici, percorsi accademici, che sanno approfondire importanti questioni.

Il linguaggio scolastico, dibatte su concetti, non facili da conoscere, spesso dice in inglese orale ho la media  del 7½, fare capire oggi, che gli studi online, sono una ” manna dal cielo “, non è facile, i documenti, i computer collegati, persino nel mondo accademico, come nel mondo dei manager, non sono un argomento facile.

Avete capito qualcosa della parola ” subliminale ” ?

Gli studi internazionali, i programmi in questo senso, fanno vedere immagini, seminari, le varie istituzioni accademiche, impegnate nella globalizzazione. Oggi si parla di subliminale, nel caso di trasmissioni occulte, siamo sotto il livello della coscienza.

In Italia, il cinema statunitense, ha iniziato a conquistare il mercato italiano, quando dal 1948, venivano importati dei film, sbarcava in Italia, l’american way of life. Nel cinema italiano, in quel momento, si dovevano rappresentare le lotte operaie e contadine, si parla di autocensura, è il periodo del grande Rossellini.

Stefano Masi, Enrico Lancia, scrivono un bellissimo libro, il primo che presentiamo, nelle recensioni, di Scrittori e Scritture, si tratta dei Film di Roberto Rossellini, editore Gremese. Si legge che al regista non mancavano ragazze ad auto da corsa, suoi sono i capolavori come Roma Città Aperta e Paisà, lui aveva amore e mezzi, si procurò anche i mezzi cinematografici.

In un suo bellissimo film, l’Amore, una grande attrice Anna Managni, fa al telefono la voce umana, un lungo accurato monologo di una donna al telefono, con l’uomo che ha deciso di lasciarla. Roberto, il grande regista, non resiste proprio all’amore, Life, rivista del tempo lo fa vedere mano nella mano con la Bergman, questo incrinò i suoi buoni rapporti con il mondo cattolico.

Oggi, il nuovo corso dell’arte, si annuncia nei media, con altre immagini,. la critica cinematografica ha meno spazio, spesso ci si richiama, per un film, alla validità degli effetti speciali, del suono, dell’immagine, dei principi tecnici fondamentali, di come l’attore sia bravo nella dizione, se sia duttile fisicamente, abbiamo delle moderne differenze, importanti, si vede con il cinema, come la gente, le sue usanze, influenzano il mondo.

Test center

Il sito si chiude, quello filastroccamb.it, nell’Agosto del 2020, con una serie di TEST. Il progetto risponde alla domanda : chi è questo ? con un test sul ” chi sono “. Le parti fisiche allenate, sanno trasmettere l’energia giusta, per la costruzione, con dei test, di questo ” chi sono “. La scelta del modo di allenarsi, basso, medio, alto, cambia le percentuali, potrebbe vincere un cardiologo, che vedendo un valore basso, dice non ti alleni o sei poco allenato, oppure il fisioterapista che ti controlla per i tuoi dolori, non solo molti, possono anche dovere migliorare le prestazioni per gareggiare, quindi il chi sono diventa sempre più complicato, si sa molti nello sport devono registrare i punteggi acquisiti, essere riconosciuti la squadra o l’atleta vincente, quindi se non si hanno quei punteggi, si riceve l’interrogativo ” chi è questo? “

Alla fine del test, in pieno Agosto, siamo oramai anche alla conclusione dello sport, con la Champions League, spesso i test atletici, i test in genere, servono per misurare prestazioni fisiche atletiche che sono dissimili, tra atleti è molto frequente, la nostra abilità, lo abbiamo visto nel video a livello minibasket rimane quella se è meglio palleggiare, avvicinarsi al canestro, per fare canestro, come vedi nel video facendolo sbagliamo, seppure è un esercizio corretto che ripetuto, fa fare canestro anche dalla distanza.

Fra tutti i video il test che viene meglio è il ” livello minibasket “, seppure è tutta la sequenza che vedi qui, le nostre risorse i fondamentali ed il gioco che riesce appieno, si sa il carico di lavoro, nello sport, deve essere capace di sviluppare la qualità fisica e tecnica che si vuole sviluppare.

Il palleggio ha una visione fondamentale, la simultaneità rispetto al tempo ed allo spazio, in cui va usato, non se ne abusa, devi essere osservatore corretto, sapere che è in quel momento che serve palleggiare.

Qui vedi un TEST sul tiro, lo stile cognitivo scelto, le abilità visivo-spaziali differenziamo maschi e femmine.

Terminati i test, rimaniamo nelle nostre risorse i fondamentali ed il gioco, ci vuole un opera intenzionale dell’educatore, per sviluppare degli allievi, ecco le nostre intenzioni, sono proprio le nostre risorse i fondamentali ed il gioco.

Gli auguri te li voglio fare con un concetto, di un Clinic Dirigenti Minibasket a Treviso, della bravissima psicologa della Benetton che diceva ricorda ” non hai nessuno davanti ! vai a canestro !! “

Un pallone e una squadra è la scelta, espressione della propria volontà, della propria scelta di fare sport, l’intensità del lavoro, si sceglie con la consapevolezza, con l’autorizzazione dell’atleta, chi conduce una squadra oggi oltre a stare bene con loro, deve mettersi, sempre, a disposizione di tutti. Non devi dire ad un gruppo, una frase tipo io non ti voglio, è sbagliato, come è da sottolineare che guardando i video, cogli, come un playmaker sposta il capo, nello spazio, di che visione periferica è dotato. Spesso un richiamo, va capito, se ti è stato fatto per individuare se la tua voglia di fare movimento è spontanea e voluta, non che non sei a disposizione di tutti. La verifica, nel TEST CENTER, oltre a dove scatta il livello minibasket, è quella se un playmaker muove la testa, ha visione periferica, non se guarda le targhe come un vigile, oppure muove la testa per il fatto che è stato militare. Devi imparare a vedere la via giusta, che è quella che è tra te e il canestro, imparando come fare. Abbiamo visto il primo TEST CENTER, quello del noi non la vogliamo numero 1, prima della quarantena, tra un anno, sperando nella fine definitiva dell’emergenza, torneremo per il noi non la vogliamo numero 2, per vedere quali movimenti sono rimasti sul campo, che possiamo fare, un test per dire che i ” report debbono essere con appeal “, se sono lunghi noiosi, non si leggono. I testimoni ci sono solo se l’ambito e il significato ci sono, è un modo di dire che il non la vogliamo viene dall’ambito, la risposta viene dal ” lived out “, dal nostro vissuto, da come ci siamo ” lined out “, cioè allineati, all’ambito, richiesto, all’appeal, quindi dal test si passa alla parola ” testified ” cioè cosa testimoniata.

Ci occuperemo ancora di psicologia dello sport, come vedi in questo commento, abbiamo tutti bisogno di una lista di buone parole chiave. Il sovraccarico delle fonti informative, ecco il motivo per cui i video sono brevi, fa crollare l’attenzione. Molto spesso la rete è interessata al business del futuro, un’altro modo di dire che a chi scrive non interessa, dove volgere lo sguardo, rimane il problema, ad esempio una parola chiave che oggi va molto di moda è ” flow “, che non riguarda il nostro test, riguarda le squadre che affrontano prestazioni straordinarie. Noi non siamo nemmeno in routine preparatorie, in questo test, siamo il contrario di un mio grande idolo, “Non guardare la palla: cosa è (per me) il calcio”, Ruud Gullit, edizioni Mondadori. Noi la palla la guardiamo, come vedi nel test, lui da campione guarda bene la psicologia dello sport, dice che cosa è il calcio. Il nostro, nel test, è un livello diverso, noi entriamo nella impiantistica sportiva, nella disciplina sportiva e tecnica di allenamento, come prepararsi ad affrontare una possibile situazione agonistica. Il problema non è cosa è per un atleta famoso lo sport, il problema è chi doveva essere ” clemente “, invece ha pensato a fare la storia, molti per fare carriera, non di certo gli sportivi, decidono che si devono rendere scientifici tutti i corsi, non manifestano la dovuta clemenza, sono alla ricerca finale, di ogni test possibile, che confermi che loro hanno fatto carriera, non è il nostro caso ovviamente, noi siamo molto clementi. Non solo oltre che a non essere clementi, dimenticano che le spese, le tasse, per fare carriera devono essere loro a sopportarle, visto che il primo passo, per gli esercizi che si scelgono, per validare un piano di allenamento, è nelle risorse che si hanno a disposizione, in tempo di crisi, bisogna essere molto clementi, non fare molte storie, non pensare a fare la storia, tutti dobbiamo arrivare alla full scale giusta, proporre le cose che riguardano tutti, in vasta scala, al naturale, con pochi artifici scientifici.

Festival Combustioni Sonore

“Combustioni Sonore”, festival firmato XO la factory per Angelè Pub di Manduria (TA): 11 artisti in 11 giorni, da giovedì 20 a domenica 30 agosto 2020.

In un periodo di distanziamento sociale e spaziale, in un momento in cui la musica ed i musicisti stanno subendo le conseguenze gravi di una situazione di tutela quasi nulla e promozione ridotta al minimo della cultura e delle iniziative artistiche, c’è chi, come il proprietario dell’ Angelè, pub cult da cui son passati i tour di personaggi incredibili del panorama musicale nazionale, ha il “coraggio” di puntare su un’intera estate in musica, ed affidare ad XO la factory un’intera rassegna, un festival 11 giorni no stop, dal 20 al 30 agosto 2020: “COMBUSTIONI SONORE”.

Gli artisti in calendario sono:
20 agosto Carmelo Pipitone [from Marta sui Tubi]
21 agosto Guignol
22 agosto Dino Fumaretto
23 agosto Putan Club
24 agosto Filippo Poderini
25 agosto Spaccailsilenzio!
26 agosto ElektroWave
27 agosto Ginger Bender
28 agosto Giacomo Toni
29 agosto SmashRoom I Need
30 agosto Secret Sight

I concerti avranno luogo ogni sera alle 21:30, sul palco allestito sotto il campanile, in Vico III Ferdinando Donno 24 a Manduria (TA), conformemente alle attuali disposizioni in materia di sicurezza relativamente al Covid.

Info:
XO la factory
www.facebook.com/XOlafactory
www.instagram.com/XO_lafactory

Alex & Athlos-Moonlight

Presentiamo la canzone Moonlight” di Alex & Athlos, nomi d’arte rispettivamente di Alessandro Spagnuolo Antonio Papagna.

Iniziamo le nostre domande con Alessandro.

Come nasce l’idea di questo brano?

Nasce dall’idea di Athlos di realizzare una hit estiva e dalla mia voglia di scrivere un brano che fosse fuori dai canoni commerciali, senza seguire i trend della moda del momento. 

Da quanto tempo lavorate insieme?

All’incirca da tre o quattro anni. Siamo cresciuti nello stesso quartiere e suonavamo nella stessa band.



 Cosa vi aspettate da questo brano?

Ci aspettiamo che diventi una hit a livello provinciale e ci auspichiamo di allargarci sempre di più sul territorio nazionale, singolo dopo singolo. 


Cosa volete trasmettere?

Questa canzone nasce da un sentimento di rivalsa che non ha nulla a che vedere con l’ostentare, perché è un testo che parla di meritocrazia, di valori e di ideali senza sfociare  perbenismi e moralismi. 


Che tipologia di persone sono i vostri fan?

 Non intendiamo focalizzarci su un target in particolare, anche perché la nostra  base è molto varia.  
Chi vi sostiene, supporta, aiuta? Possiamo contare sul sostegno di amici e famiglia e sul supporto della  fanbase. 


In che modo superate contrasti, problemi, difficoltà?

In generale abbiamo pochi contrasti fra di noi, ma li superiamo parlando in modo diretto e aperto. 


Il momento più bello e significativo della tua carriera artistica?

Quel momento arriverà a breve. 

Progetti futuri?

Il 28 luglio Moonlight è fuori in tutti gli storie digitali, e in autunno, abbiamo in progetto l’uscita del nuovo singolo con i Catena Entertainment al completo. 


Quando e come hai scoperto la passione artistica? In realtà è iniziata con la passione per la scrittura, la musica mi piaceva soltanto da ascoltare finché, sei anni fa, non ho deciso di unire le cose e iniziare a studiare l aspetto tecnico. 


In che modo l’hai assecondata e coltivata?

L’ho coltivata con sacrificio e dedizione, ma anche con una lunga gavetta.  

Passiamo ora alle domande per Antonio.

Come nasce l’idea di questo brano?-

Circa un anno fa ebbi l’ispirazione per questo brano. Quando l’arrangiamento fu ultimato, lo feci ascoltare ad Alex che subito si adoperò a scrivere il testo. Fu così che nacque Moonlight. 

Da quanto tempo lavorate insieme?-

In passato suonammo per qualche anno nella stessa band, io come batterista ed Alex come cantante. 


C’è un leader tra di voi?-

Ognuno di noi ci mette il suo e contribuisce in maniera eguale alla realizzazione dei brani. 
Cosa vi aspettate da questo brano?- Sarebbe bello potersi affermare in provincia e perchè no? Arrivare su tutto il territorio nazionale! 

Cosa volete trasmettere?-

Tema centrale della canzone è quello del riscatto e della meritocrazia. 

Che tipologia di persone sono i vostri fan?

– Avendo una grande varietà nelle sonorità e nello stile, non abbiamo un pubblico ben definito. 

Chi vi sostiene, supporta, aiuta?

– Senz’altro possiamo contare su amici e famigliari e sulla nostra fanbase. 

In che modo superate contrasti, problemi, difficoltà?

– Oltre ad essere musicisti che collaborano, siamo amici che escono nello stesso gruppo. Semplicemente si parla e ci si organizza sul “da farsi”.

Il momento più bello e significativo della tua carriera artistica?

– Il bello deve ancora venire!! 

Progetti futuri?

– Abbiamo qualcosa che “bolle in pentola”. Seguiteci per aggiornamenti!! 

Quando e come hai scoperto la passione artistica?

– Potrei dire di essere figlio d’arte in quanto proveniente da una famiglia di musicisti. Vivo la musica da ancor prima di nascere! 

In che modo l’hai assecondata e coltivata?

– Da piccolo mi dilettavo suonando alcuni accordi sulla tastiera e cantando Celentano, ma è dal 2015 che decisi di intraprendere un percorso di studio della batteria, assieme al mio maestro Mario Ciuffreda. In contemporanea è iniziata la mia produzione di musica. 

Manfredonia sempre più città dello sport.

Il racconto di Matteo SImone ( Psicologo dello Sport ).

Manfredonia sempre più città dello sport con atleti del passato e del presente che si mettono in gioco, ognuno con i propri mezzi e proprie possibilità, ognuno è una risorsa per l’altro e per il gruppo che cresce non solo numericamente ma anche qualitativamente diventando un punto di riferimento per altri che si vogliono sperimentare nelle acque libere del Golfo di Manfredonia la mattina alle 6.30 in acqua all’Isola che non c’è.Manfredonia sempre più città dello sport con diverse modalità e gruppi che invogliano a mettersi in gioco e a sperimentarsi gradualmente con fiducia e resilienza.

Che succede a Manfredonia? È facile imbattersi in qualcuno che fa sport e che ti invoglia a fare un’uscita in compagnia, soprattutto se si tratta di un campione come Filippo Castriotta, meglio conosciuto come “Il pirata del Gargano” per i suoi trascorsi in bici sfidando i campioni del ciclismo locale e ora fortissimo ultrarunner già sul podio di due 100km a Torino e nel Gargano.E vuoi mettere una location come la città di Manfredonia alle porte del Gargano tra mari e porti, al tramonto? Questi sono i regali dello sport.Lo sport permette di sperimentare sia benessere che performance, fa rincontrare vecchi amici e ne fa conoscere nuovi amici, fa conoscere nuovi luoghi e nuove culture, fa apprezzare luoghi e persone. Lo sport abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi.

Non c’è un età per iniziare o per smettere, se sei stanco puoi rallentare.Il treno dello Sport raccoglie gente e le porta in giro per allenamenti e gare, per faticare e divertirsi insieme, per sperimentarsi e mettersi in gioco, condividere partenze, percorsi e arrivi. Questo è lo sport che vogliamo, uno sport che rende felici nonostante la fatica.Conosci la Puglia? Il Gargano? Manfredonia? Lo sport diventa un treno che ti porta in giro per continenti, nazioni, città e paesi per sperimentare fatica e condivisione, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Non c’è un momento preciso per salire sul treno dello sport, è sempre il momento per provare, per iniziare; non c’è un’età per smettere ma è importante ascoltare le proprie sensazioni e apprendere sempre dall’esperienza. Il treno dello sport a volte passa e bisogna farsi trovare pronti e decisi per prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi, monti, mari e spiagge.Lo sport avvicina persone e incrementa consapevolezza corporea, mentale, amorevole e ludica, apprendendo sempre dall’esperienza trasformando errori in perle preziose e utili.Nella vita prima o poi lo trovi uno Sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi.

Non c’è un’età per iniziare o per cambiare uno sport, importante è quello che si sperimenta e a volte le sensazioni e le emozioni sono ricche e intense. Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza e portare a casa sempre insegnamenti. Lo sport permette di sperimentare tanto, dalla fatica negli allenamenti e nelle gare alle soddisfazioni per essere riuscito a raggiungere propri obiettivi. Si impara a conoscere la vita come ciclica, tensione e rilassamento, fatica e gioia, sconfitte e vittorie, seguendo proprie direzioni che portano a mete e a raggiungere obiettivi difficili e sfidanti ma raggiungibili, cercando di trasformare sogni in realtà. Sali in carrozza, la carrozza dello Sport, fatti trasportare e coinvolgere, contribuisci a spingere la carrozza con la tua volontà e le tue forze, segui un coach o un atleta più esperto o diventa il coach di te stesso, non aspettare il momento migliore, non rimandare, è ora il momento. All’inizio può bastare anche un solo minuto al giorno, il resto viene da sé, sperimentando sempre più benessere e performance. Lo sport diventerà la tua vera zona di comfort, fidati. È importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.

Si impara sempre dall’esperienza, l’importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente, migliorando. Solo chi fa sa. Lo sport che vogliamo è competitivo ma non aggressivo; uno sport dove si rispetta sé stessi e gli altri, dove si può sperimentare uno spirito di squadra accogliente e rispettoso dove c’è posto per tutti e ognuno apporta il proprio importante contributo; uno sport dove la fatica e l’impegno vengono ripagati con riconoscimenti e attestati di stima e di rispetto. Lo sport che vogliamo è lo sport che ci permette di metterci in gioco apprendendo dall’esperienza; uno sport dove si sperimentano sensazioni ed emozioni; uno sport che fa ritornare a casa soddisfatti e contenti.

Lo sport è un mondo dove si può scaricare tensione, dove ci si può mettere alla prova, dove puoi sentire il tuo corpo, dove ti puoi testare, dove c’è un percorso, un inizio e una fine, come nella vita, dove trovi tanti compagni di viaggio lungo percorsi sconosciuti, un mondo dove si attraversano ansie, tensioni, paure, stanchezza, incredulità, gioia, precarietà: niente è stabile, niente è per sempre.

Le bands : New York Dolls

Andrea Bianchi - Drummer

Sylvain Sylvain e Billy Murcia, che andavano alle scuole medie e superiori insieme, iniziarono a suonare in una band chiamata “the Pox” nel 1967. Dopo che il frontman lasciò, Murcia e Sylvain iniziarono un’attività di abbigliamento chiamata Truth and Soul e Sylvain prese un lavoro presso A Different Drummer,  boutique per uomo che si trovava dall’altra parte della strada rispetto al New York Doll Hospital, un negozio di riparazioni di bambole. Sylvain ha detto che il negozio ha ispirato il nome della loro band futura. Nel 1970 formarono di nuovo una band e reclutarono Johnny Thunders per unirsi al basso, anche se Sylvain finì per insegnargli a suonare la chitarra. Si chiamavano Dolls. Quando Sylvain lasciò la band per trascorrere alcuni mesi a Londra, i Thunders e  Murcia si separarono.Alla fine Thunders fu reclutato da Kane e Rick Rivets, che avevano suonato insieme nel Bronx. Su suggerimento di Thunders, Murcia…

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Le bands : King Crimson

Andrea Bianchi - Drummer

Nell’agosto del 1967, i fratelli  Michael Giles (batteria) e Peter Giles (basso), che erano stati musicisti professionisti in varie bande giovanili sin dalla loro adolescenza nel Dorset, in Inghilterra, cercavano un organista cantante per unirsi al loro nuovo gruppo.
Il musicista del Dorset Robert Fripp – un chitarrista che non ha cantava – ha risposto e il trio ha formato la band Giles, Giles & Fripp. Basato su un formato di canzoni pop eccentriche e strumentali complessi, la band ha registrato diversi singoli senza successo e un album, The Cheerful insanity of Giles, Giles & Fripp .
La band è rimasta al limite del successo, con diverse sessioni radiofoniche e un’apparizione televisiva, ma non ha mai segnato il successo che sarebbe stato cruciale per una svolta commerciale.
Tentando di espandere il loro suono, i tre reclutarono  Ian McDonald su tastiere, ance e fiati. McDonald ha portato con sé la…

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Fiati e d’intorni : Jackie McLean ★

Andrea Bianchi - Drummer

McLean è nato a New York City.
Suo padre, John Sr., suonava la chitarra nell’orchestra di Tiny Bradshaw. Dopo la morte di suo padre nel 1939, l’educazione musicale di Jackie fu continuata dal suo padrino, dal patrigno, del proprietario del negozio di dischi e da alcuni noti insegnanti.
Ha anche ricevuto tutoraggio informale dai vicini Thelonius MonkBud Powell e Charlie Parker. Durante il liceo McLean suonò in una band con Kenny Drew  e Sonny Rollins .
Insieme a Rollins, McLean ha suonato nell’album Dig di Miles Davis, quando aveva 20 anni. Da giovane ha anche registrato con Gene AmmonsCharles Mingus (per Pithecanthropus Erectus), George Wallington e come membro di Jazz Messengers di Art Blakey. McLean si unì a Blakey dopo essere stato colpito con un pugno da Mingus. Temendo per la propria vita, McLean tirò fuori un coltello e contemplò di usarlo…

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Fiati e d’intorni : Clifford Brown ★

Andrea Bianchi - Drummer

Brown ha frequentato brevemente la Delaware State University  come laurea in matematica, prima di passare al Maryland State College, che era un ambiente musicale più prospero. Come sottolinea Nick Catalano, i viaggi di Brown a Filadelfia sono cresciuti di frequenza dopo essersi diplomato al liceo ed entrato all’Università statale del Delaware; si potrebbe dire che, sebbene il suo dormitorio fosse a Dover, la sua classe era a Filadelfia. Brown ha suonato nel quattordici pezzi, orientato verso il jazz, Maryland State Band. Nel giugno 1950, fu gravemente ferito in un incidente d’auto dopo un concerto di successo. Durante il suo ricovero di un anno, Dizzy Gillespie ha visitato il trombettista più giovane e lo ha spinto a proseguire la sua carriera musicale.  Le ferite di Brown lo hanno limitato al piano per mesi; non si è mai completamente ripreso e avrebbe avuto  slogata di routine la spalla per il resto della…

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Filippo Poderini_Moshi Moshi Pronto Pronto


Una volta Filippo incontrò Mogol, che gli disse che doveva decidere che genere di musica fare. Siccome Filippo è cocciuto figurati se gli dava retta a Mogol.
Iniziò quindi a provarli tutti, i generi.
Così studia jazz al conservatorio di Bologna mentre scopre i CCCP, Thom Yorke lo ascolta mentre è in tour in Est Europa con la Mr No Money Blues Band, poi gli prende nostalgia di Bill Evans al concerto dei Telefon Tel Aviv e finisce a ballare i Moderat in cuffia mentre fa un altro tour a Fuerte Ventura.
Non si è mai ben capito, a vederlo dall’esterno, se lo faccia apposta di esser fuori luogo o sia solo un’abitudine consolidata.
Dal 2017 si mette a fare i concerti in solitaria e a produrre i dischi,
Dopo un date da Roma a Praga e pure 2 dischi(Irony & Sorrow, Acoustic Dj con Meltina Records) con lo pseudonimo “iF L”, e arrangia pure il disco “Altrove” col duo elettro rock “Algo vuol dire qualcosa”(Resisto Distribuzione) nel 2020, finalmente l’outing al mondo intero col suo vero nome “Filippo Poderini”, col disco dal titolo profetico “Moshi Moshi Pronto Pronto”. 11 canzoni inquiete, tra entropia pop e meraviglia cantando qua e là qualche romantica e dolce idiozia, dispensando pure qualche buon consiglio che chissà se Filippo stesso riesce poi a mettere in pratica.
Un disco pervaso da una strana miscela di ottimismo e malinconia dalla quale lasciarsi trasportare senza opporre resistenza,. Filippo, dal vivo, con una loop station Boss, un synth svedese e una chitarra col delay fa dei beat elettro pop a 133bpm.
Ci dice sopra delle cose anche importanti, a volte lucide e altre acide, ma sempre cantando, anche in coro, con l’harmonizer. Un suo live è un viaggio in cui potremo ballare a 133 bpm
da soli o tutt’uno con qualcun altro, per perderci negli spazi sonori che si rarefanno con lo scendere dei bpm.

Abbiamo raggiunto Federico, per tre brevi domande, in modo che possa presentarsi ai lettori del nostro blog.

Come passerai l’estate ?

 L’estate la passerò come passo le altre stagioni, con la musica, con la didattica, con l’arrangiamento.Non se sia riduttivo pensarla così, ma la musica ha un unico difetto, se così si può chiamare:non puoi amarla un po’, devi dedicargli sempre qualcosa(più di qualcosa),oltretutto c’è un livello altissimo di produzione musicale al mondo, la cui diffusione è amplificata dai mezzi comunicazione moderni e, se un musicista non vuole accontentarsi di ciò che ha appreso ma approfondirla finchè morte non vi separi, non può che fare come faccio io.

Quando arrivi in Puglia ?

Il concerto sarà nel festival Elettro Cantautorale “Combustioni sonore”, al quale farà da apripista Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi).Tutto inizierà il 20 agosto, il mio set sarà il 24.per questa opportunità posso ringraziare il mio amico leccese Andrea Rizzo,che fa parte dell’organizzazione.

Cosa preferisci tra la pineta e il mare per ricaricarti ?

Sono umbro, per ricaricarmi preferisco le colline, la corsa; non sono un amante dei bagni al mare, che in fondo preferisco guardare ed ascoltare piuttosto che immergermi.Sono profondamente legato alla terra, volare e nuotare non sono cose che fanno per me.

FattoSano ” Buffet “

“Buffet”, un nome originale per una canzone, come nasce, a cosa ti sei ispirato?

La composizione rock, punk di Adriano Sette Vecchio ha suscitato in me un’immagine. Il pogo. Ho pensato “qual è l’immagine perfetta per rappresentare il pogo?”. Non so voi, ma dalle mie parti, all’ora dell’aperitivo, le persone si trasformano in guerrieri ed hanno un unico solo obbiettivo: “il bufffet”. Tra le sfumature di questa rappresentazione divertente, si cela la tematica importante dell’incapacità dell’uomo di saper condividere col prossimo. 

Mi piace molto l’uso che fai nella canzone del termine “condividere”, cosa a te piace leggere, vedere, condividere, in tema musicale?

Ora qualcuno mi lapiderà. Non sono amante della lettura a meno che non si tratti di biografie o simili di artisti (non per forza musicali). Preferisco guardare e condividere bei film, ascoltare e condividere canzoni che mi piacciono. Insomma, se una cosa mi piace mi fa piacere condividerla, anche se non legata strettamente al tema musicale.

Ma che sbatta, rap e musica, spesso fanno rumore, tu cosa pensi del messaggio di una canzone al pubblico?

L’artista quando si esprime, non può pensare troppo a dove andrà a finire la propria arte, rischierebbe di comprometterla e non essere sincero pienamente con se stesso. Il rap ha sempre fatto rumore e ne farà per sempre, c’è bisogno di maestri in grado di renderlo digeribile, spiegarlo, soprattutto per le menti più giovani.

Il titolo Italiano loco Yankee è un bel titolo, il nostro paese spesso butta in “caciara”, come ricordi nel pezzo, tu come ti comporti con una canzone, quando invece accade il contrario non si sente bene?

Il comportamento deriva dalle sensazioni che si provano. Le canzoni a volte non troppo “caciarose” sono le più belle e più sentite. Questa domanda mi ricorda una canzone scritta un po’ di tempo fa: “Lacrima”.

Quali sono le prossime novità che ti riguardano?

Verso l’autunno organizzeremo i Live. Abbiamo voglia di raccogliere i frutti de “Il ballo del grizzly” i FanFrutti (ride).

Come seguirti sul web e sui social?

Mi trovate su Instagram, Facebook, Soundcloud, YouTube e Spotify. Basta cercare “fattosanofficial” o “Fattosano” . Buon ascolto!