Articoli del Blog

Scrittori e scritture

Elisabetta Cassone

Mi presento: sono Elisabetta Cassone, una scrittrice e poetessa in erba. Mi piace definirmi una persona creativa ma al contempo pragmatica. Sono una vorace lettrice e una strenua appassionata di letteratura e lingue straniere.

Il mio percorso da autrice è iniziato dall’adolescenza e prosegue tuttora. Ho ricevuto diversi riconoscimenti letterari ma sento che la mia strada sta per avviarsi. Ho appena finito la bozza di un romanzo fantasy che spero vedrà presto la sua luce.

Le mie poesie si ispirano a diversi accadimenti, metafore e sentimenti o emozioni del momento. Alle volte nei miei componimenti mi astraggo trasfigurando la mia identità.

Faccio degli esempi.

La seguente poesia è molto concreta, spontanea e scritta in un momento meno recente:

SFUGGENTE

Ti imponi
col tocco furtivo
di un’alba silente
col manto irriverente
di un solleone
con la beffa di un tramonto
che trafigge il dì
liquefacendo i sogni.

Sei sfuggente
come l’onda del mare
che deride il lido
seducendolo, abbandonandolo,
recalcitrando, amandolo appena.

Questa poesia contiene molti riferimenti paesaggistici e molte metafore collegate al tema dell’amore sfuggente.

Per contro c’è una poesia più recente in cui lo stesso concetto dell’amore diventa più astratto e generale, come nel seguente componimento:

AMORE

Il senno
s’invola,
s’insedia
un morbo,
deflagra
una rivoluzione
di sensi
che non s’acquieta…
Si rinasce,
si sogna
o ci si logora un po’…

Il lettore può dedurre da queste due poesie anche la trasversalità della mia scrittura.

Spero di crescere in questo mio percorso e di raggiungere traiettorie più decise e che convincano editori ma soprattutto lettori disincantati e distaccati dal genere letterario della poesia.

Elisabetta Cassone

Blogging

Chi non " farfuglia "

Scassato, con delle parole da aggiungere mentalmente, in un blog, essere raffreddato verso il pubblico. Come si usa oggi una ” voce ” di protesta, un social, un blog, se non si dice nel proprio stato che ti senti ” raffreddato ” oppure ” scassato “. Noi abbiamo scelto la via della gentilezza, lottiamo dalla tentazione di essere topic, con gli hashtag, cioè parlare quante parole ne parla il web. Il poeta, invece, con le sue lettere, sull’amore gentile, sulla cortesia, è sempre gradito riesce a far riprendere a palpitare la platea, cattura, la gente.

Senza categoria

Foto : Azione.

Photo by Engin Akyurt on Pexels.com

Il tempo si esprime con l’orario , come si forma, la bellezza, è nell’infinito, non sempre abbiamo lo spazio dove cercare. Il soggetto, la persona, si esprime, con le sue verità, consolida la frase identica alla sua azione. Quando lo spazio è vasto, possiamo entrare nelle nostre contraddizioni, si annunciano su questo le domande, per chiarire e chiarirci, Ecco una donna che dice ” io sono Chiara “, che forse non sei in grado di capire, che si esprime in uno spazio, che sempre, spesso, mai, di solito, frequenta, in modo regolare, oppure irregolare. Nello specifico la foto ti fa vedere, che per le immagini, non ti serve una calcolatrice, ti serve un soggetto, che ti faccia capire cosa significa. Non solo ti dia l’autorizzazione a parlare di un’azione, spesso già passata sotto i nostri occhi. Passiamo dall’occhio al cervello, nel meccanismo della visione, spesso abbiamo delle immagini che mancano, quando uno spazio, fatto di immagini viene ricostruito. Non tutte le donne possono essere così chiare, quindi, a volte capita di non vederle, soprattutto se nascoste sott’acqua. Poi tutti abbiamo una strategia, nell’osservare un’immagine, fino a quando non ci danno il permesso, ci sentiamo quasi inibiti ad avere guardato, senza questo permesso. Durante il giorno abbiamo, come nella lettura, immagini visitate frequentemente, altre ignorate.


underwater

CAMBIO GIORNO presenta le sue immagini. eravamo previsti come ” reattivi “, nello stesso tempo teorici, in inglese e francese.

Sport

Il minibasket in cartella.

CARI ISTRUTTORI MINIBASKET “CERCATE” DENTRO DI VOI!

Far giocare i bambini, giocare con i bambini è difficile, dobbiamo essere in grado di capirli, di educarli, di emozionarsi con loro e di sorridere. Per me è una grande soddisfazione continuare a crescere dentro e diventare più giusto, vero, gentile, attivo, competente. Cercavo la forza e la sicurezza al di fuori di me, ma le ho trovate dentro: sono sempre state lì. Cerchiamo! Possiamo farlo tutti, svolgendo il nostro lavoro quotidiano in palestra come meglio possiamo. Io svolgo il mio lavoro con passione e amore, credo in quello che faccio e sono sempre in cammino.

Prof. Maurizio Mondoni

Il libro del Prof. Maurizio Mondoni, dedicato al minibasket, che presenta giochi e proposte per una lezione minibasket. Un libro sul quale abbiamo chiesto all’autore di esprimere in poche parole, una chiave di lettura, in modo da evidenziare le ” finalità ” per educatori, associazioni sportive, nella speranza di cogliere il ruolo importante del minibasket. Come ricordare a tutti che bisogna essere consapevoli del proprio ruolo, quello di Istruttore, con parole di oggi, con le quali dire che è bello insegnare il gioco.

Blogging

La produzione del testo ( l'idea della vita come sensazione addosso ).

Le parole sono migliaia quali scegliere ?

Photo by Alexas Fotos on Pexels.com

Cambio Giorno deve fare qualcosa per trovare le ” cose grandi “. Il lettore deve essere raggiunto e convinto, è in preda alla tristezza, considera le posizioni assai diverse, è fiducioso di leggere il legame tra esercito e storia, un modo di dire che gli studi svolti sono poi riconosciuti dai titoli. Noi ci facciamo riconoscere con questo titolo, un modo di dire buon viaggio e felice ritorno in CAMBIO GIORNO, che è un nome che non ha una storia burocratica, è alle prese con la pubblicità, il suo modo di scrivere un ritorno d’immagine, se vuoi provare cosa sia un saggio, che spiega cosa sarà concerto, rivista, programma radio e tv, queste sono, come scrittore, delle dure prove, visto che la star di radio e tv ci tiene al pubblico. La persona molto importante e Giuseppe Di Summa non si conoscono, noi facciamo nostro Leopardi, che ricordava, che tutto giorno si dice e lo si fa sinceramente, capita che a qualcuno non venga in mente cosa voleva dire, non è una bugia che Giuseppe non dice le parole di persone importanti.


Rendilo un grande giorno

Dobbiamo lottare contro la ” debolezza “, spesso ci consoliamo dicendo che il mondo è ” una gabbia di matti “, non solo se il testo è misterioso, diciamo subito al ” lettore vorrei ma non posso ” cioè rendere quel giorno, un grande giorno. La scrittura è prevista da regolamenti. La prima regola è che il lavoro è vita per lui, la seconda è che si viaggia molto in gioventù, nella vita ovviamente troviamo chi rema contro, chi non vuole farti partecipare, quindi arrivano i poeti, che scrivono delle belle della scuola, del quartiere, quindi la poesia ci fa prendere parte a sentimenti altrui. Il poeta accetterà la missione, anche senza la fissa del regolamento, del titolo burocratico, quindi il successo, la sua prova, non è nell’ignoto, nel crudele, nel procurare strazio fisico e morale. Il giorno deve diventare grande, capace di fare notare quello che pulsa, che ha tessuto la vita, dell’uomo, non solo eroico, quindi avventure, menzogne, diventano trame, seppure il pubblico non è ingenuo, non si commuove solo con il poeta. Uno shock, un conflitto, rende affaticato, indisposto, quindi il poeta deve farlo sentire ” un essere umano normale, “, spingerlo, ad esempio, a mangiare bene, a tutti, in modo rassicurante, ricordiamo di abbandonare l’atteggiamento del paziente alla ricerca di risarcimento, visto che alle ferite dell’anima, si risponde con ” personalità “, anche se la poesia ti seduce, con voce, con testo, che ti ricorda l’amore, spesso l’atto sessuale, ricordandoti la bellezza di un viso sereno, che non si sente triste e solo nella vita, ricordandoti che l’uomo non si loda da solo. Il poeta ha scelto spesso di dare fiducia a chi viene detto ” noi non la vogliamo “, ti ispira a metterci qualcosa di buono nella vita, di scrivere ad un giornalista, per dire che ” condivide “. Poi la dura prova è avere detto ti voglio bene con malizia. Quindi presentarsi come latin lover, colui che possiede l’arte di amare, che fa cascarci tutti, qui la poesia è poco indicata.

Noi il poeta, il grande Neruda, scomodiamo, sperando di fare cosa gradita :

Vivi ogni giorno come se fosse ogni giorno. Né il primo né l’ultimo. L’unico.
(Pablo Neruda)

Ricordati che vi è differenza tra il poeta che scrive l’amore, con il linguaggio che ci parliamo tutti, che ci scambiamo, che è quello che è nella ” routine ” di ogni giorno, nella nostra mente. Poi qualcuno si perde, in qualcosa di diverso, con le parole, in qualche termine astruso, di ricerche impossibili, la realtà inizia a diventare incomprensibile, lo spingere via, il nascondere sia le parole dell’amore, come quelle che ci parliamo tutti, da rendere chiare,non è possibile. Ogni giorno lottiamo per la nostra cultura, con concetti famosi in tutto il mondo, sapendo che lo psicoanalista, ha trovato la via per spiegare il nostro conflitto. Carl Jung una volta disse che “Siamo tutti nati originali e moriamo di copie”.  Siamo illusi che il poeta sappia essere quello di originale di noi, anche per cultura, non solo la copia burocratica, un titolo, un numero, un documento.

L’idea di mettere delle parole ” addosso ” per fare vedere che non si ha l’esperienza di una materia, per fare spazi audio e video, non è originale, seppure nella trasmissione le radio, le tv, hanno bisogno degli spazi che creano i progettisti, riconosciuti da finanziamenti, diritti televisivi, ascolti, che creano audience, che hanno bisogno del legame tra esperienza e materia per essere creati. Dipende come rispondiamo alla domanda ” cosa vogliono “, non possiamo fare il racconto di un usurpazione di tale spazi, il blog deve riconoscerli, nella visione del nostro scritto, non siamo una comunità, una rete, resa armonica, ovviamente, dalla visione commerciale. Noi siamo connessi, nella rubrica nella sezione blogging, di Giuseppe Di Summa per il nostro orientamento, indipendente da calcoli dell’economia. Quali sono le parole di ” oggi “, quelle che scegliamo dalla nostra memoria, dal passato, immagini ad esempio del 1923, spesso chiuse in un ottimo nascondiglio, che come i fantasmi, si cercano, ad esempio, Mussolini appare in una copertina del ’23, in una fiera campionaria con il Re, il giornale è la Domenica del Corriere. Nelle parole di oggi, non sempre queste immagini si possono sentire. E’ il 1999 quando il Corriere della Sera si occupa del rapporto dei Sindaci con i graffiti sui muri, quindi nelle città appaiono quelle parole di oggi, in modo anche spontaneo, anche se si riflette sul rapporto tra arte e vandalismo. Quindi alla nostra memoria, oggi ci dà delle parole, la storia, che come vedete è piena di dibattito sullo stile di scrittura, Le nostre espressioni nascono, comunque a dire il vero, anche da chi ha vissuto quel 23, che non tiene come ricordo in un nascondiglio, che subito per quello ha voluto coniare parole nuove di oggi. L’espressione “mondo libero” risale al celebre discorso di Fulton (Missouri, Stati Uniti) pronunciato il 5 marzo 1946 al Westminster College da Churcill. Un solo consiglio stiamo attenti a non dire quelle parole, poetiche o meno, che si sono vissute con le immagini di quel ’23.

Sport

Annamaria Fantini – Intervista.

Grazie Annamaria di essere qui con noi.

Tra le attenzioni oggi che deve avere un coach di basket, quali ritrovi più importanti, anche confrontandole, con quando giocavi tu, cosa è che ti fa stare dietro alle tue ragazze, che col tempo capisci, è una cosa importante, una regola a cui non rinunciare ?

Le attenzioni che oggi un coach di basket dovrebbe avere verso i ragazzi e ragazze sono molteplici: ognuno ha sensibilità diverse e molteplici interessi che li portano a vivere questo sport con varie intensità. Bisogna avere pazienza, cercare di trovare la chiave giusta per ottenere fiducia e rispetto. Poi bisogna farli parlare ed ascoltare.

Parliamo di te, come ha appreso il basket, quali pensi siano le capacità importanti, anche alla luce dell’esperienza americana, con la quale penso tutti i coach si confrontano, come è il tuo rapporto con chi ti ha insegnato la pallacanestro oggi ?

Credo che alla base di tutto ci sia la PASSIONE, ed è la cosa più importante che mi ha insegnato per primo la pallacanestro, ovvero Lupo Giordani: la passione muove ogni cosa, ti fa prendere aerei, ti fa parlare con gente sconosciuta anche domandando, forse, banalità; la passione ti fa chiamare persone a qualsiasi orario per domandare di un esercizio ed è la stessa che ti fa andare a vedere allenamenti di persone che sanno spiegarti come allacciarsi le scarpe da un’altra prospettiva. Giordano Consolini è un maestro che mi ha fatto vedere la pallacanestro nella sua assurda semplicità.

Ti vediamo in diverse foto sui social in un viaggio tra il basket americano, i consigli che ti senti di dare a chi vive con te qui in Italia, ora nel 2020, le partite di basket, oltre all’importanza delle persone, dei record, che crea la NBA nel mondo, qualcosa che hai fatto tuo in quel viaggio ?

In quel viaggio con Stars Camp (devo ringraziare sempre Richard Lelli e Simone Pierich per l’opportunità) è stato stimolante vedere quanto il lavoro negli USA sia improntato sul lavoro individuale, sull’esaltazione del singolo in un gioco di squadra incentrato sull’1c1 con e senza palla. In Italia si parla sempre dell’importanza dei fondamentali, ma ci piace anche che le nostre squadre giochino “bene”: dobbiamo essere bravi a non perdere tempo in cose poco importanti. Ho imparato che più si diventa bravi e più ci si diverte, questo lo tengo sempre in considerazione.

In che squadra alleni in questa stagione, quali sono gli obiettivi, che ha rapporto hai con giocatrici, società, tifosi ?

Questo è il secondo anno che alleno le giovanili femminili della società Hellas Basket Cervia, la società dove sono cresciuta. La cosa più difficile per me è stato il rapportarmi con le ragazze: ho sempre allenato nel maschile e certe dinamiche sono davvero diverse. Tuttavia mi hanno aiutato a capirle, ho cercato di allenare per appassionarle e per far loro conoscere questo sport da diverse angolazioni. Gli obiettivi? Migliorare e diventare le migliori giocatrici possibili.

Tra le azioni di chi gioca oggi una partita, cosa pensi sia importante, da fare nostro, come educatori, tecnici, per spingere l’atleta a farlo suo ?

A livello giovanile credo sia fondamentale la SCELTA giusta, applicando il gesto tecnico adatto. Far passare questo messaggio credo sia importante.

La Romagna offre grande basket, grande spettacolo al pubblico, dando lo sguardo al passato di grandi tecnici, come Bucci, recentemente scomparso, cosa ritieni oggi sia utile, all’intero movimento basket, per tornare a raggiungere dei risultati a livello internazionale ?

Credo che sia importante che ci siano società solide, con dirigenti che permettano di lavorare con programmazioni a lungo termine e che abbiano chiaro che bisogna fare il bene dei ragazzi: per avere al centro i ragazzi e la loro crescita ci vogliono tecnici preparati, appassionati e pagati adeguatamente per il loro impegno.

Sul blog Cambio Giorno abbiamo sempre una domanda dedicata alla cucina. Cosa ti piace mangiare ?

A me piace molto la cucina romagnola, ma pizza e sushi sono spesso sulla mia tavola.

Nel chiederti i tuoi progetti per il futuro ne approfittiamo anche per farti gli auguri per un felice 2020 !

Il mio futuro? Sono ambiziosa e desidero migliorare, perciò lavoro per essere sempre più pronta a vivere la pallacanestro al meglio delle mie possibilità. Ma essendo anche insegnante di scuola primaria, non ti nascondo che ho scritto diversi libricini per bambini che mi piacerebbe pubblicare!

Ringrazio per questa piacevole intervista e auguro a tutti un felice e sereno 2020 all’insegna dei miglioramenti e dei sorrisi dati e ricevuti.

Scrittori e scritture

Intervista a Davide Bottiglieri

Davide Bottiglieri

Scrittore, poeta, responsabile rubrica Web Magazine L’Espressione

Prove per un requiem, è il tuo libro, parlaci di qualcosa di ” forte ” che hai raccontato, che possa rendere l’idea e appassionare, soprattutto in merito al tuo stile di scrittore ?

Prove per un requiem è il sequel di Omicidi in si minore, un thriller che si differenzia enormemente dal primo capitolo che vede protagonista l’ispettore Ljudevit Alecsandri. Il mio stile ha subito una fisiologica evoluzione dalla pubblicazione del primo volume e questo i lettori possono percepirlo subito. Al di là dei tecnicismi, una delle differenze cruciali risiede proprio nel protagonista, analizzato attraverso un filtro diverso: se in Omicidi in si minore si vede un Ljudevit Alecsandri in piena crisi esistenziale, in rotta con i dogmi cristiani e con lo stesso Dio al quale si aggrappava nei momenti di difficoltà, in Prove per un requiem è presente un ispettore cinico, risoluto, a tratti crudele, completamente distante da quel Ljudevit visto nel primo capitolo. La metamorfosi è iniziata già in Omicidi in si minore in cui il lettore vede il bianco sempre più contaminato dal nero. In questo ultimo volume, una settecentesca Vienna fa da cornice ad un uomo difficilmente riconoscibile. L’allontanamento dalla fede è un tema forte, trattato in modo altrettanto duro. Ma che sia il lettore a trarre le sue conclusioni. Io, da scrittore, fornisco solo le domande.

Scegli, di omicidi in si minore, un altro testo,che ha un atmosfera gotica, quello che non puoi nascondere al pubblico, che vuoi sia notato ?

Di Omicidi in si minore vorrei venisse notato l’importante mole di studio alle spalle della stesura del libro (uno studio che si è solo intensificato per la realizzazione del sequel). È ambientato nel vecchio Regno di Ungheria, nel 1780, motivo per cui ho dovuto fare ricerche in tante direzioni, dalla storia, alla toponomastica, alla geografia del luogo, alla chimica. Vorrei venisse notata la complessità della trama e la trattazione di tutti i personaggi: nessuno è stato lasciato piatto, a tutti è stato dato spessore.

Un autore, il suo rapporto con il testo, il suo essere innovativo, come la vedi, cosa è al tuo fianco, nella ricerca, dal punto di vista espressivo ?

Uno scrittore deve sempre cercare di evolvere il suo stile di scrittura ed evitare fasi di ristagno. L’evoluzione è fondamentale per la qualità del testo e la si ottiene solo attraverso lo studio. Per studio non intendo (solo) quello accademico, ma la ricerca di tanti stimoli, di essere multidisciplinari. Si apprende ovunque: dai libri di grandi autori ai romanzi di scrittori meno noti, dal cinema alla televisione, dalla pittura alla musica.  Se si sa osservare con occhio critico tutto ciò che ci circonda, senza levare spazio all’intrattenimento, allora si può vedere una lezione in tutto e godersi tutte le forme d’arte che ci vengono messe a disposizione.

Il Natale, non è forse di moda come prima, visto che ci siamo quale trama di film ricordi con piacere, sulle feste, quale è la colonna sonora migliore ?

Il Natale non deve essere una moda. Se regredisce in tale status, come tutte le mode ha tempo limitato. Questa è la grande sconfitta di questa festività.
Io adoro il Natale. Ad esso sono legati tantissimi ricordi, spesso collegati a film o canzoni tipiche. Sono un tradizionalista, motivo per cui continuo a vedere tutti e due i film di Mamma ho perso l’aereo, coperta addosso e dolce compagnia al mio fianco!

Come colonna sonora suggerisco il CD di Michael Bublè Christmas Deluxe Special Ediction o, in alternativa, il CD di Natale realizzato dalla serie televisiva Glee!

Cosa è per te la festa in genere ?

Festa è uno stato d’animo. Si può essere in un luogo affollato e festeggiare tra la gente mentre si muore dentro oppure stare soli e cantare e ballare, spumante alla mano. In particolare la festa del Natale, indipendentemente da discorsi religiosi, andrebbe vissuta ricordandone la spontaneità, scevra da influenze consumistiche o altro. Bisognerebbe guardare di nuovo le cose con gli occhi di un bambino. Abbiamo perso il dono della meraviglia e questo rende tutto più grigio, anche una festa che colora un intero mondo.

Progetti per il futuro ?

I progetti sono numerosi. Continuerò a presentare i miei due libri in giro per lo stivale. Ho in programma una presentazione a Napoli e diverse in Puglia. A metà gennaio ci sarà una rassegna di libri a Salerno in cui sarò presente in veste di co-organizzatore di un contest legato ai booktrailer. La primavera del 2020 vedrà l’uscita della graphic novel legata a Omicidi in si minore, a cura del fumettista Salvatore Parola. Di lì inizierà un nuovo tour di presentazioni.

Intanto mi sto occupando della stesura di un nuovo libro, ma che non sarà collegato ai primi due. È un lavoro del tutto diverso, legato più alla mia Salerno. Prevedo di pubblicarlo prima dell’arrivo dell’autunno.