Intervista con Ilaria Francesca Martino

– 1 – Presentiamo Ilaria Francesca come scrittrice, come è nata la tua passione, soprattutto cosa ti piace interferisca spesso con quello che scrivi, giallo, fantasy, romanzo, storico?

Non è stata propriamente la scoperta di una passione. La scrittura è stata quel qualcosa che mi ha tenuta assieme in un momento di possibile “slegatura”.
Mi piace entrare nel cuore dei personaggi di cui parlo, nella loro pelle, sentirne gli odori, le voci, le temperature.

2- Dovendo per te presentare, nel tuo scrivere, una serie di regole per te importanti, quali personaggio tuo, oppure di altro autore, sa personificarlo ?

Beh, in “io sono Kore” c’è la me ideale e la me potenziale che dialogano tra loro.
La donna e la fanciulla. La madre e la figlia.
Assieme sono il personaggio che mi assomiglia di più. Ma assieme, anche con i loro reciproci fantasmi! Guai a slegarle!

-3- Presentaci il tuo libro, l’ultimo che hai scritto, scrivendolo, ha confidato qualcosa, di personale di te, che tenevi nascosto?

Ahi. Facciamo una anticipazione?
Ok! Vada: l’ultimo si intitola: “Zùccaro e sale”. Sta per uscire con la Casa Editrice ” il filo di Arianna”.
E certo che ho confidato qualcosa di personale! Molto. Moltissimo!

4- Secondo te quale è la strada migliore, da scegliere, da imboccare, per pubblicare, casa editrice oppure autopubblicazione.

Credo Casa Editrice. Qualcuno che ti noti e che creda in te. Può essere anche una realtà di nicchia, una piccola Casa Editrice, ma il confronto con esperti del settore è sempre motivo di grande arricchimento per chi scrive, soprattutto se lo fa per passione!

5- Hai mai letto delle parole trovate bellissime, dicendo queste vorrei fotocopiarle, in un mio testo, un libro?

Certo queste quattro:
“Col passo di bimba, scalza”
Antonia Pozzi.

6- Progetti futuri, non solo riprendendo la stessa domanda, con cui abbiamo iniziato la nostra conversazione, hai scelto un genere in particolare da seguire.

Amo leggere i saggi di argomenti che mi interessano in quel particolare momento. Ora la psicoanalisi, per esempio.
Oppure le biografie di personaggi che mi incuriosiscono.
Dubito, tuttavia, che scriverò mai un saggio nè una biografia, però amo viaggiare nell’emozioni, nelle storie, scavare oltre la materia. Amo afferrare le parole quando giungono sottoforma di impalpabile intuizione di un sentire potente che mi attraversa! Ecco questo sì, mi piace. Moltissimo.

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