Recensione ” L’ordine di Liliana Marchesi “.

Scrittori e scritture

Apre il libro di Liliana Marchesi Syria, con la sua storia, dobbiamo immergerci come lettori nella ricerca di “ cose bellissime “ , che si toccano con la vista, con la mente, mentre si girano le pagine. Leggendo l’Ordine potremmo chiederci come è il corpo di Greg, che nei ricordi di Syria è bello, come il posto dei loro incontri. Nelle dichiarazioni di questi due personaggi, scopriamo i motivi dell’ordine, negli argomenti del loro stare insieme ci appare, anni dopo la nostra Syria rivive attimi felici, di queste ore, seppure la loro felicità, si confronta con la vita dell’Ordine, che ha cambiato le regole e costruito Istituti in cui i bambini vengono condotti e cresciuti dal loro primo giorno di vita, lottando come Syria e come Greg per lasciare il nido. Nella trama del libro, assume molto peso, essere cresciuti fuori oppure dentro l’Ordine.

Qui la prima domanda a Liliana Marchesi che è ” Come si vive nell’ordine ? “

In realtà la risposta è semplicissima. Nell’Ordine non si vive, si sopravvive, ci risponde.

Domande, visi, sui quali cercare risposte sono per Gregory parole, quelle giuste, che permettono ancora di dire, di parlare, lui vuole sapere la sua origine, come è nato nell’Ordine, come ci è arrivato, come ha perso padre e madre. Si conosce la violenza, gli schiaffi dell’Ordine, che ci fanno riflettere sul termine “ deciso “, per comprendere che chi comanda è l’Ordine, è sempre pronto ad agire, ha energia, ad esempio il Lupo è deciso a tutto, braccio dell’Ordine. Un confronto, tra le cose bellissime, che si cercano, con quello che l’Ordine considera educazione, la cultura di due genitori, cerchiamo un po’ di sentimento, soprattutto fuori dall’Ordine, in queste storie. Da dove passa nel libro chi vuole la libertà ? E’ la vita dei villaggi che conosce , chi ha paura di soffrire di paura, muore di paura si dice, seppure l’Ordine blocca, fa paura, non solo, si rimane solo, i pensieri, anche nei testi, divengono confusi, dopo che l’Istituto, ha tolto il permesso di leggere, la capacità di lettura viene meno, la paura è passata anche per le lettere, per quelle parole giuste, che cercava il nostro Gregory.

A Liliana, gentilissima nell’accogliere le nostre domande, chiediamo : ” Come sono le parole con le quali l’Ordine da i comandi ” ?

Ci risponde che i comandi arrivano ” attraverso la litania che ogni mattina i ragazzi ripetono. Parole che affondano le radici nell’animo, sostituendo pensieri di libertà con obblighi “.

Cerchiamo di spingerci in due riflessioni da lettore, come si conosce il “ metodo “ dell’Ordine e come l’autrice sappia raccontare una buona storia. Non è facile spingersi ed introdurre parti del testo che si devono conoscere direttamente con l’esperienza di lettura, a “ noi ci basta “ superare l’ovvio che è “ andatevene dall’Ordine “ se non vi piace, come leggerete non è facile. Dopo che avrai letto il libro anche tu saprai perché, qui la costruzione della storia è importante, l’autrice ci introduce alla sua idea di racconto, dove ci si racconta, si parla di questioni private, di sentimenti, dove “ andarsene “ è difficile per il lavoro delle Guardie, che l’Ordine ha messo al confine. Si legge di come cresce, rimanendo nell’Ordine la solidarietà, s’iniziano ad intravedere poi a conoscere, personaggi timidi, paurosi, come personaggi più solidi, nel racconto. Si tratta di sopravvivere, di trovare un modo potente per sconfiggere la realtà che si vive nell’Ordine, è divertente leggere di molti “ battibecchi “, di come si definisce, in modo divertente, chi si è perso, allontanandosi nella direzione sbagliata, anche noi non vogliamo allungare troppo la strada della nostra recensione. L’Ordine invece non si muove che con il treno, in modo organizzato, si muove con gli aerei, è chiaro che spesso l’Ordine usa mezzi per non dare accesso in degli spazi, da dei nomi alle zone, vedi la Zona C, sembra portarti sempre in uno spazio chiuso, appena hai troppi pensieri sugli amici, i sentimenti, è come se avesse rapito tuo figlio, meglio lo avesse sottoposto ad un trattamento curativo, una dolorosa cura, che quasi tutti vogliono sconfiggere. Non solo l’Ordine, vuole evitare il contatto umano, parlare con i video, i numeri, aprire gli occhi su chi è nell’Ordine un “ pezzo grosso “, un Capo, un Governatore, anche se chi è non è nell’Ordine un ” alleato “fa una contestazione, anche giovanile, più che dire “ Governatore “, vuole dire “ Bastardo “, chi è con un piede fuori l’Ordine, tra i protagonisti, non vuole dire città, vuole dire questo “ cazzo di città “. Si tratta di creare “ delegittimazione dell’Ordine”, al quale si prepara, dall’interno una vera guerra, una battaglia, per cambiare quello che sta succedendo.

A Liliana, ringraziandola, chiediamo ” Come si combatte l’Ordine ” ?

Accettando il caos che abbiamo dentro. Perché non esiste una regola, ma solo il buonsenso di dare ascolto ai sentimenti, coltivandoli affinché sboccino in qualcosa di positivo.

BUONA LETTURA

Un modo di riflettere anche sulle origini, la nostra nascita, spesso molti sono legati alle tradizioni, al mondo contadino, le hanno vissute le tradizioni, sono diventate un ” paesano “, diverso è se dopo che si è nati si viene messi nell’ Ordine.

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