Intervista a Sergio Cardinali.

Scrittori e scritture

“Finis laus Deo” spiegaci questo titolo.

Siamo nel 1736. Il compositore Giovan Battista Pergolesi è molto malato. Gli consigliano di rifugiarsi nel monastero di Pozzuoli. L’aria di Napoli non è in grado di sanare i polmoni del giovane musicista. Pergolesi ha solo ventisei anni e un futuro da costruire. “Finis laus Deo” è la frase che scrive nell’ultima pagina dello Stabat Mater, sua ultima opera. Il ringraziamento a Dio per una battaglia vinta contro la morte. Il compositore ha ricevuto un anticipo per la sua composizione, non può morire prima di averla portata a termine. Una scrittura affrettata, con parti mancanti; una lotta contro il destino. La stessa battaglia intrapresa, qualche anno dopo e con meno successo, dal grande Mozart con il suo Requiem. Pergolesi vince, onora il suo debito e si guadagna l’immortalità.

La storia ci viene raccontata dal suo amico/rivale Egidio Romualdo Duni. Siamo a Parigi, molti anni dopo. Duni, oramai in punto di morte, ripercorre la sua vita e quella del giovane Pergolesi. Gli ultimi dodici giorni della sua esistenza scanditi, in dodici capitoli, dai dodici brani dello Stabat Mater. Nell’intreccio, una lettera d’amore della nobildonna Maria Spinelli indirizzata al suo maestro Pergolesi. Lettera intercettata da una mano ostile e consegnata alla famiglia di lei. Proprio Egidio Romualdo Duni viene accusato di questo gesto

.

Adeline e il suo talento, spesso si dice di non sprecarlo, di non fare così, spiegaci questo personaggio femminile, il suo rapporto con le cose belle.

Adeline è una donna del settecento, l’arte non è fatta per lei. Solo le ragazze giovani avevano la facoltà di dedicarsi alle esperienze artistiche. La nobiltà confezionava le sue figlie da marito con lo scopo di conquistare ambiti e convenienti matrimoni. In alternativa esisteva la clausura. Adeline non si rassegna al suo destino e preferisce cambiare vita per non sottostare all’inevitabile sopruso.

Sarà al fianco di Duni fino alla sua morte, fino a rivelare la sua vera e drammatica identità.

Cosa hai in mente di scrivere in questo momento.

L’ultimo romanzo, in via di ultimazione, è una storia di malessere e solitudine. Ascanio e Aida sono due giovani che da anni hanno deciso di rifiutare il mondo, scegliendo di segregarsi dentro le loro rispettive abitazioni. Poi, la folle idea di scriversi e di rivelarsi le loro debolezze. Infine il proposito di uscire, di incontrarsi e di affrontare la vita. Quella vera. Un romanzo epistolare che evidenzia la fragilità umana ma anche il desiderio di ribellarsi alla paura. Due personalità diverse ma accumunate da problematiche comune. Un finale inaspettato.

Si legge di te musicista ed insegnante. Che differenza vi è, nelle pubblicazioni per una Istituzione come la scuola, con quelle di uno scrittore.

La scrittura ruba le parole al mondo, a qualsiasi aspetto della vita ordinaria. Insegnare significa comunicare un sapere ma anche continuare a studiare e a imparare dai propri allievi, giorno dopo giorno. Il romanzo è solo un avvenimento della vita, naturalmente elaborato e impreziosito dalla creatività. Il prodotto finale deve essere “talmente finto da sembrare vero”. Infine, la musica e la scrittura hanno molti punti in comune. Entrambi esprimono la loro sonorità e il loro ritmo, più regolare quello della musica, più frastagliato quello della scrittura.

Scrivere per il teatro, scrivere romanzi, scrivere narrativa per bambini. Prima le donne erano allo scrittoio a scrivere lettere d’amore, bigliettini di buongiorno, buonasera, anche clandestini, oggi abbiamo il digitale, il sociale, il libro elettronico. Come pensi sia cambiato il testo.

L’artista si ciba del mondo intorno a lui. Il testo cambia in relazione al tempo storico. Oggi dobbiamo fare i conti con la velocità e con un mondo più sonoro. L’ottocento di Manzoni poteva passeggiare lentamente e ammirare tutti i particolari del paesaggio. Se, nel nostro tempo, riusciamo a percorrere lunghi spazi, nuotando a pelo d’acqua; in passato si preferiva immergersi nelle profondità senza allontanarsi però dalla proprio postazione. Scrivere significa ricercare le parole della propria esistenza, il ritmo della propria vita; naturalmente ogni epoca ha i suoi fonemi e il proprio andamento.

Il testo, scriverlo, pensarlo, pubblicarlo, in quali di questi passaggi soffri di più.

Scrivere è sofferenza. La ricerca della parola giusta, abolire l’idea del sinonimo, cucire la frase perfetta, ideare l’intreccio più accattivante. Nonostante ciò, l’idea di creare un mondo inesistente vince qualsiasi difficoltà. La paura maggiore coincide con il distacco, affidare la tua opera a una casa editrice. Un figlio che si allontana dalla tua casa senza che tu possa prevederne il futuro. Vorresti il meglio per lui, lo hai plasmato con la massima cura, ma non avrai mai certezze sul suo destino.

Fai un elenco dei tuoi libri dandone una breve definizione.

Fiori Primaverili: il romanzo d’esordio, costruito sulle esperienze personali, perché è meglio partire dalla propria vita prima di crearne un’altra.

Le ragazze entrano gratis: il romanzo nel romanzo. Lo scrittore che incontra i personaggi della sua storia  e che si ritrova a convivere con la sua stessa creatività.

Non aveva la faccia: il conflitto fra un padre che non ha la faccia da padre e un figlio che non accetta il suo genitore.

Il bambino che seppelliva chitarre: una strana storia d’amicizia e d’amore che dura tutta una intera vita.

Un regalo utile (poi nuova edizione: Il regalo): Un banale regalo che passa di mano in mano e diventa il prezioso testimone per un secolo di storia di una famiglia contadina marchigiana (vincitore di undici premi nazionali).

Il viaggio che vorrei: Un viaggio a ritroso nella memoria. La ricerca della verità e della personalità del proprio genitore.

Io sto bene, spero anche di te: una storia vera. La seconda guerra mondiale e uno dei tanti giovani soldati partiti con l’euforia dell’età e ritornati con l’orrore del conflitto stampato negli occhi. Il romanzo è stato ricostruito grazie e lettere e foto personali dello stesso protagonista.

I romanzi per bambini (Alice, il castello noioso; Alice, il pianeta ghiacciato; Alice, il gelato di nuvole): viaggi nella fantasia sfrenata. Romanzi seriali ispirati dal mio lavoro di insegnante e dal contatto diretto con i più piccoli.

Storie di ragazzi: antologia curata e editata da me. I racconti sono stati ideati da ragazzi di dodici anni dopo un mio corso di scrittura creativa in classe.

Di Finis laus Deo abbiamo già parlato.

Il sogno nel cassetto.

Continuare nel mio lavoro fino all’ultimo dei miei giorni e il poter vedere un mio romanzo su una pellicola cinematografica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...