Intervista con Antonella Polenta.

Scrittori e scritture

Cosa ami scrivere in modo particolare?

Prima di tutto vorrei ringraziare, Giuseppe Di Summa, per questa intervista che ho il piacere di rilasciare. Devo confessare che sono molti i generi che mi stimolano nella scrittura.  Gli stessi, però,  non trovano la medesima corrispondenza nella lettura. Finora ho sperimentato svariati generi letterari: dalla poesia al thriller, passando per il fantasy. Mi viene abbastanza facile scrivere racconti o romanzi eminentemente di fantasia, e per contro romanzi storici che invece devono necessariamente essere aderenti alla realtà.

Quale libro hai iniziato a leggere per primo?

Ora non ricordo di preciso, perché ho sempre amato leggere. Da piccola mi intrattenevo con le fiabe che ancora oggi amo. Da adolescente ho letto “Piccole donne”, “Il padrone delle ferriere”, “Cime tempestose”, molti libri di A.J. Cronin, per passare a Moravia, Cassola e ai libri di Mario Tobino che ho letteralmente divorato. Ma quale sia il libro che ha detenuto il primato di essere il primo non lo ricordo.

Il tuo ultimo libro “3013 I sentieri del futuro” parla di un viaggio, come ti è venuto in mente di scriverlo?

Desideravo cimentarmi con la fantascienza, un genere che non avevo mai sperimentato. Premetto che non ho mai letto libri di fantascienza, invece, ho avuto il piacere di apprezzare alcuni film:2001: Odissea nello spazio del grande Stanley Kubrick e l’indimenticabile Blade Runner di Ridley Scott, un regista che apprezzo molto. Circa un paio di anni fa ho avuto il piacere di vedere il sequel Blade Runner 2049, sempre di Ridley Scott e con Harrison Ford seppur in fugace apparizione rispetto al primo. Ritornando alla domanda posso dire che i viaggi, soprattutto quelli lontani, in luoghi insoliti, con culture distanti dalla nostra mi hanno sempre stimolata. Addirittura da adolescente desideravo effettuare delle orbite attorno alla terra per apprezzare la fantasmagoria e immensità dell’universo. Dunque il passo è stato breve. Scrivendo il romanzo mi è sembrato di poter viaggiare tra asteroidi, pianeti sconosciuti, nebulose e di entrare in contatto con altre civiltà.

L’uso del vocabolo per te cosa rappresenta, dove hai trovato, le parole per scrivere?

Le parole fioriscono dentro di me spontaneamente. Raramente faccio uso del dizionario. La scrittura me le evoca senza sforzi. Mentre scrivo a volte affiorano alla mia coscienza vocaboli da me poco usati o addirittura che non mi pareva di conoscere. Solo allora verifico che il termine sia adeguato al passo che sto scrivendo. In “3013 I sentieri del futuro” per adeguarmi alla tecnologia futuristica e alle situazioni descritte ho inventato alcuni termini per indicare materiali, sostanze chimiche e minerali in uso sul pianeta.

Presentaci i personaggi del tuo nuovo libro?

I personaggi del mio romanzo sono molti e direi difformi gli uni dagli altri. Troviamo gli umani che giungono su Daleth, un pianeta situato in un’altra galassia rispetto alla nostra. Gli umanoidi che popolano il pianeta e che vengono denominati figli di Daleth, i robot senzienti e infine gli androidi, esseri derivanti dall’unione di parti organiche e vitali con pezzi metallici.

Su cosa deve porre secondo te, in modo particolare, l’attenzione il lettore, sfogliando “3013 I sentieri del futuro”- Masciulli Edizioni?

Per vivere appieno l’avventura narrata, secondo me, il lettore deve lasciarsi andare, come se intraprendesse in prima persona  le varie fasi del viaggio. Dapprima attraverso la Via Lattea che  è la galassia del nostro sistema solare, poi all’interno del buco nero nel quale la navicella spaziale         viene risucchiata, infine sul pianeta sul quale approdano i personaggi umani del romanzo. Nel libro affronto il tema delle emozioni e di come si sono modificate alcune aree del cervello preposte alla loro genesi. Insomma è un libro che offre diversi spunti sia filosofici sia esistenziali.

 Come vanno le presentazioni in questo momento, hai scelto, un modo per interagire a distanza con i lettori?

Purtroppo non bene, a causa del Covid le presentazioni dal vivo sono interdette. Per interagire a distanza ho prodotto dei video che condivido sui social. Sinceramente non so quale possa essere l’impatto reale sulle vendite. A me piace il contatto visivo con il pubblico, l’interazione immediata, il feedback.

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