Giuseppe a 3

Nel chiudere ” la stanza dei ricordi ” qui sul Blog, presento la mia intervista più famosa, nel Comune dove vivo, Francavilla Fontana, Provincia di Brindisi, dove ho anche avuto una breve esperienza su una web radio, da otto, nove ascoltatori a puntata, poi finita su SPREAKER, come archivio, con oltre 6.000 visite. Oggi, su Spreaker, ci sono per un altra esperienza, del mio Comune, che è ad ascolto basso, che riguarda gli scrittori.

Photo by Jean Balzan on Pexels.com

A volere fare la parte del leone, sono i pugliesi, a giusta ragione. Chi scrive ha intervistato tre volte Giacomo Leone, uno dei pugliesi più famosi nello sport, in Italia, vincitore della Maratona di New York, uno dei personaggi di spicco della nostra atletica nel mondo. E’ lui che ha vinto la Maratona più famosa del mondo, non io, prima precisazione, ricordate che con lo sport non si deve entrare in un circolo vizioso, altrimenti poi sono gonfiori ed irritazioni. Una intervista per un giornale locale, della sinistra giovanile, una per la Filastrocca del Minibasket, una per un rubrica in Provincia di Brindisi, legata allo sport, tenuta su una pagina Facebook. Cosa dobbiamo sapere riconoscere ai pugliesi ? Chi vuole la libertà passa di qua, dal CONI, che insegna che la tua libertà di giocare, passa per quella che ti sei conquistato con i compagni di squadra, diciamo che Leone e Di Summa non hanno mai giocato nella stessa squadra, quindi godono di libertà diversa nel CONI, giustamente. Chi ha vinto una importante corsa su strada, è diverso da chi come me ha corso massimo una amatoriale Vivicittà a Taranto, della UISP, per il fatto che lui non noi, si è conquistato lo spazio, con respirazione ed ossigeno, cosa difficile mi si creda. A New York, possiamo segnalarlo per i suoi meriti, che non sono nostri, anche se siamo tutti pugliesi come lui, possiamo usare le sue parole, per presentare un libro sulla Corsa su Strada, proprio quelle di Leone, stampate da una casa editrice, la De Vecchi Editore, con un testo di nome La corsa su strada, di Furio Oldani, dove nella prefazione, da vincitore di New York, segnala che la corsa aumenta l’autostima, possono farla tutti, nel rispetto delle proprie capacità e dei propri limiti.

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E’ una buona idea vedere passare una faccia che fa sport, non vedere sul suo volto, un campione, volerne stare lontano, per il fatto che non è la nostra stessa libertà, nello sport, come compagno di squadra ? Oltre che con la contrazione muscolare e sviluppo fisiologico, risponde il CIO, che definisce cosa sono i professionisti, cosa sono i dilettanti, nello sport. Noi apparteniamo da sempre, alla seconda categoria, quelli del volontariato, dei dilettanti, non avendo titoli, come tecnici, atleti, per avere libertà maggiore, quindi non chiedeteci quando vedete la nostra faccia, uno sviluppo fisiologico, una contrazione muscolare, che non sia una passeggiata, per rilassarci. Per sentire un suono sulla nostra faccia, vi dovete accontentare, di pochi esercizi, nemmeno di lunghe ore di allenamento, di palestra, se siete arrivati a sentirlo, dopo anni, quando non siamo più atleti. Dove hai sbagliato ? Nel viso, nel volto, quando hai visto ” saluti e baci “, non ho ricevuto molti baci, anzi, tutti mi hanno chiesto di non fare salutare la mia amata cantante, vogliamo, cerchiamo, solo le canzoni.

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Puoi trovarle sul mio campetto in campagna dove mi allenavo da bambino ( roba da dilettante )

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Puoi trovarle nei palleggi al muro che facevo ( sempre in campagna da bambino )

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Puoi trovarle nelle partite a Subbuteo che facevo sempre da bambino.

Sul web, hai il confronto, per il fatto che nello sport non si butta niente, proprio con la Filastrocca del Minibasket.

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Anche io ho avuto i miei tre idoli ( anche se non è un nostro atleta del CONI )

  • Tennis : il mio idolo era Hanry Leconte ( Tennista francese )
  • Basket : il mio idolo era Andrew Gaze ( Playmaker australiano )
  • Calcio : il mio idolo era Kalle cioè Rumenigge ( Calciatore tedesco )

A noi ci prendono in giro per una vittoria, sorridono di noi per un allenatore che vince un campionato, è normale, noi dilettanti ci consoliamo con Homer, lui spiega come sia fattibile, accessibile, raggiungibile per lui il mondiale di calcio, dove deve dimostrare di essere fedele e generoso, lo troviamo nella puntata numero 16, della stagione 25 dal titolo ” Non sei tenuto a vivere come un arbitro “.

Di certo noi non siamo arbitri, giudici di gara, di grandi eventi, come la Maratona di NY, le soluzioni che staff e allievi prendono con noi, sono simili a quelle di Homer, non solo, nelle progettazioni ufficiali, nella didattica ufficiale del CONI, noi non abbiamo nessun ruolo di ” ideazione “. Devi capire, in modo diligente, una storia già scritta, la cui percezione, deve finire in memoria, la tua di Istruttore e Giocatore. Questo è vero, quindi si capisce, si conferma, con il tagliando, il buono necessario, anche pasto, il documento giusto, che a volte può essere anche quello di Ufficiale di Campo, del CSI, come nel mio caso, rimanendo sempre fedeli e generosi con lo sport, la cosa negativa, spesso come Istruttore, è proporre i contenuti, visto che ad un allievo di solito si chiede una valutazione scritta ed anonima di un corso.

Il suono nella stanza, finisce, te lo faccio vedere con MJ, ti aspetti un tiro, lui fa la ” finta “, con la palla, un grande. Questo suono abbiamo visto nel basket. Come concludere la nostra filastrocca, se non con questa immagine, ci siamo emozionati, abbiamo tentato di stoppare, abbiamo scoperto che non ci fanno giocare. La Direzione Didattica di una scuola, ti ha messo per i corridoi il suono, le parole, della partita, visto che ogni buon Ufficiale di campo, deve sapere le parole, ogni discorso, riguardante la partita. Giuseppe Di Summa, non arriva alla partita, la Direzione Didattica è sicura, quindi le parole non le sa, ora che hai letto la Filastrocca, puoi scrivere che non la vuoi in partita, per farti questo movimento, identificare un suono in una stanza, ricordate che la struttura, la dimensione della personalità, nella scuola italiana non è quella nello sport di essere una personalità come Micheal Jordan, quindi attento a come parli la partita, nelle scuole elementari, giustamente per tutti, ci sono gli schemi motori di base. Il punteggio, rimane anche negli schemi, motori quello che vedi con MJ, sapere rispettare i rapporti di distanza tra le misure. Devi avere un testo, un taccuino, di tipo ” visuale e spaziale ” giusto.

Pubblicato da cambiogiorno

Un progetto web concluso ed archivato

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