Grazie al lettore.

Oggi è stata una ” giornata di forza in Italia “, il 2 Gennaio, il giorno prima del 3 Gennaio, che è quello del mio compleanno. Da sempre CAMBIO GIORNO, per il fatto che sono un Ragioniere, che non deve avere ragione. Come scriverlo se non con Shopenahauer, con la sua Arte di avere ragione. Cosa ho messo da parte di artistico ?

Come vedi, abbiamo chi va oltre al graffio, per il fatto che nel tuo cervello vi sono delle immagini, che spesso sono nostre, si come insegna il filosofo, spesso, soprattutto nelle inchieste, delle immagini interessa la verità, non quanto esse possano contribuire alla tua vanità.

Non sono riuscito a convincere una ” cantante “, come vedete nelle immagini, di avere messo da parte un ” suono da direttore artistico “. Diciamo che il mio argomento musicale è una ” fittizia apparenza “.

Il giudizio di una parola, con la dialettica, di musica, cinema, richiede un metodo, visto che lo spettatore spesso deve stare seduto, non andandosene in giro. Io ringrazio il lettore di CAMBIO GIORNO, invito, a considerarmi anche un Ragioniere, che a volte, può avere ragione, l’errore è entrare nel pensiero, anche nel pensiero dell’altro, ognuno sulla sedia, ascolti, veda, la musica, il cinema, che preferisce, la verità che le immagini restano nostre, dello spettatore s’intende, chi parla, deve sapere ” mettere al sicuro “, dando i giusti nomi, di quello che ha visto come spettatore, cosa sempre positiva e da cercare. Visto che la prima cosa che si accorge chi canta, in modo artistico e professionale, che non mi hai visto in tv, ad esempio, quando bevevo un caffè.

Questa ” mente ” è molto interessante, a volte per capire, che ” non si segue una donna dello spettacolo ” per correre alla cieca, la sua voce potrebbe fare ” rumore “. Si pensi a chi vogla scrivere di musica, a Roma, ad esempio, tra le 12.00 e le 12.30 trova per le strade degli ottimi ” messaggi sonori “, seppure deve sapere come arrivare alla loro ” lettera “: Dove esiste il vero sentimento, nelle vie perse nelle memoria, che tornano, per essere la nostra storia, è difficile vi sia una illusione, subito si scatta verso la lampadina accesa, seppure le lettere da scegliere si completano con la lettura, non si dice ” si sono un veggente “, un ” mago ” che ha visto nella via il sentimento. Non hai sbagliato, chi scrive sul foglietto, certe cose, non è ” veggente “, non è ” mago ” appartiene a noi, sembrerebbero dire i Signori, che sanno che spesso il ” calcolo è opportunistico “, dello scrivere, quella lettera, non è di sentimento. Gli scrittori ci tengono al ” sentimento puro “, quello vero, quella forza, quella corsa, che è in Italia, è fatica, sudore, di chi lavora, deve essere ” vera “. Oggi, a 48 anni, posso scrivere il nome, di quella forza, fare vedere il mio volto, non su un foglio, mentre viaggio, sono a Roma, come in passato ma qui su CAMBIO GIORNO.

Abbiamo un nuovo passo da scrivere che si chiama 48 ( come gli anni che compio oggi )

” Nel silenzio della notte, venne il nulla, il passo e la voce entrarono in cassaforte, le cifre di lettere d’amore, passarono per ogni portone, l’elisir di ogni amante finì vicino al posto d’amare in modo costante . Occhi di ghiaccio attesero al varco, piccole piante, salirono, alberi si riempirono, foglie mai possono cadere, è il credere di perdere sentimento, di avere scritto l’avverso, nel destino di ogni notte. Ci si gioca quella forza, che va di passo, che a volte non trova che la perdita di ogni ricordo, si io il mio ” veggente “, il ” mio mago ” , lo ho messo in guarda, qui ci si gioca il ” Si “, l’avversario di un quarantotto è vero, è reale, con voce chiede bene una storia irreale, quella del quarantotto, che appunto, fa un botto, con una astuzia, apre disputa, su storia irreali, da veri ciarlatani. Ricorda gli auguri, poi finiscono, arriva la voce del capo che ti manda in ” stanze ipnotizzanti “, in cui finiscono i ” veggenti . ” Sei scrittore, sei professore, sei attore, ti dice il tuo capo, sei indegno, appartieni ai pigri, ricordi che amavi tutte quelle ore di sonno, che furono rotte, da quel botto, il tuo capo si prese la sveglia, in una notte di opinioni, per il suo giudizio, dove il sonno venne sconfitto dal suo sfizio “.

Hai capito il problema ? Lei chi è ? Noi cosa ci possiamo fare ? Sono espressioni, che nascono dal fatto che il tuo capo, pensa che la cantante debba avere nella bocca, la voce, della via dei musicisti, non di quella che è nella tua memoria, che a volte ritorna come tua storia. Il tuo suono è cortissimo, eccetera, eccetera, nella tua bocca arriva l’arbitro, che conta, quanti secondi, ti muovi o meno, senza la via dei musicisti.

Se il suono, per molti, è quello della musica sacra, dell’amore santo, come Mozart, Vivaldi, Verdi, i grandi insegnano, potremmo della nostra via, persa nella nostra memoria, avere ereditato solo un “buongiorno e buonasera “, per capire che se via e memoria non s’incontrano nel modo giusto, nella parola giusta, a 49 non possiamo arrivare. Che voce, che voce, quella di scegli, allora scegli la via giusta, se lo sai fare, per arrivare a 49. Quindi ora che parola ” scegli ” ?

Il futuro compleanno, lo vedo vicino a bel marmo, con due fiori e luci belle, con tanto verde, a passeggio con il cane, con tanti buongiorno, di caffè ed odore di pane. Lo vedo dopo un bel sonno, con tanto di ricordi di mio nonno, lo vedo imbucato in posta, con la mano e la penna che ho visto ridere, vicino ad una bella giostra, Se buttasti nel pozzo, un suono, che fai lo vai a prendere, come ritorni, è l’astio d’autore, che devi perdere, vedere in noi ” questa onestà “, siamo noi ” la verità “. Come puoi pensare di arrivare al tuo anno 49, se ogni giorno, cerchi quella voce nel pozzo, con un passo, più lungo, dicendo alla via, non capisco, io schiaccio il piede, lo stesso, scegli il tuo pozzo, il tuo eco, non quel bel suono di sorriso, di giostra, che si mostra “.

La cantante, va amata, se ti insegna a sorridere, con il suo autore di musica e parole, non è la voce nel pozzo che va amata, va cercata, spiegata la voce che canti nel tuo bagno sotto la tua doccia. L’uomo è artista, produce arte, questa va cercata nel posto giusto, tu non ci credi ma il bagno per canticchiare un ” motivetto ” è ” perfetto “. Tutti noi usciamo di casa, con un suono nella testa che ci fa sorridere, che portiamo con noi, che ci dice siamo ” con te “, anche se sappiamo che molti, escono, transitano, con il ” verbo che si è fatto carne “. Una simpaticissima donna lo ricorderà a noi con un ” salsiccia “, il nostro destino, tra i 48 e i 49 anni, è quel bel programma, chiamato Piano Urbanistico Generale, che migliori la nostra vita, che faccia togliere, dalla via, dalla memoria, una ” voce nel pozzo “.

In ogni città, la bella e brava cantante, anche con voce ” black “, vuole proprio te, chi a gran voce sa ripristinare un luogo storico. Vai ora con ” ci sono tante vie perse nella memoria, che a volte ritornano, per essere la nostra storia, mi alzo e scatto verso una lampadina accesa “.

Stai attento a scrivere, che chi è Preside, fa 60 nel modo sbagliato, sentendo una ” voce nel pozzo “, la misura di quello che è bello, con la voce, in un Paese, la sua specificità, è un merito da doppio 60, quando hai fatto il ” doppio “, tieniti la voce giusta. Il piano urbanistico generale, è quello che serve per innalzare la qualità di ogni contesto, la voce oggi, importante, è ” siete nati “, visto l’andamento delle nascite, in ogni paese. Il cinema, con le sue immagini, è già nato, nelle città è già passato, si pensi al film del 1951, la bambina nel pozzo, tradotto dall’inglese The Well, quindi si sa che è il film giusto per essere riconosciuto, famoso, si dice in inglese, ad esempio, the well-known surgeon, sono dissapori razziali, in America, tra due comunità una di neri e una di bianchi, che si raccontano in un film, con la bambina di colore, nel fondo del pozzo, salvata da un bambino bianco, che la vede e corre a dare l’allarme, i neri e i bianchi in battaglia, decidono di fare vincere la solidarietà e salvarla insieme.

Dobbiamo tutti ” ringraziare ” la voce del vero ” maritino ” il Pontefice, che ricorda come dire grazie, vuole dire sapere di essere ” amato “.

Uno che vuole essere il ” maritino ” vuole solo ” amato “, dirlo a parole, ringraziare di esserlo stato. Chi scrive, non riconosce mai i medici, se dovessero riconoscermi loro, sentiresti un ” non la conosce nessuno e non la vuole nessuno “. Qui ci vuole Platone, che spiega come sempre la conoscenza, l’anamnesi, l’amore platonico, quindi per dire ” grazie al lettore deve essere amore vero “. Come, insegna Platone, una ” faccia fredda “, che sembra sempre tale, non è fonte di conoscenza, la musica, il cinema, la televisione, sono fonte di conoscenza, come Giuseppe Di Summa non è fonte di conoscenza sanitaria, in nessun modo, non lo è mai stato. La linea per creare, con un collegamento, un capolavoro della ” settima arte “, non è facile. Gli americani, hanno messo, in giro le parole di Moby Dick, Vediamo di conoscere, il produttore cinematografico, che parla un effetto sonoro, che chi scrive ti ha scritto in ipotetici versi, per il fatto che ” a te ti devono bocciare “, ” quella ragiona come una pazza, come una rivoluzionaria “, come scrive, benissimo, da Premio Nobel della letteratura, Melville, la conversazione ha sempre un modo di essere interrotta.

Quindi la domanda è : Tu con chi stai parlando che una conversazione non può essere interrotta ?

Spesso, hai detto il tuo essere, magari di scrittore, oppure oltre, a chi ha previsto il tuo divenire, quindi sei stato troppo ” audace “, la conversazione ha prodotto ” te lo ricorderemo noi “.

A parlare, però di medicina, in modo audace, non posso essere stato io, dato che non ho mai proferito parola su di essa, per scelta da tempo, ho sposato il silenzio, l’approccio, con una che ama la letteratura, la musica, il cinema, per farsi dire ” grazie amore ” lo si fa con figure di spicco, personaggi famosi, anche qui non troverai mai parole, per me la corte la sia fa con Giuseppe Di Summa, in versione originale, al 100%, ricordando che i soggetti sono sensibili alle opinioni, in questo caso interviene la scienza, non è a me che si dice ” tu hai tutta una scienza “.

Una voce che non si ferma mai ?

La voce va subito fermata, la conversazione anche, chi scrive non parla dell’insegnamento in Italia, di ogni ordine e grado, non essendo ” interessato “, non solo non riconosce nessun concorso pubblico, non essendo ” abile “, anche ” fisicamente a farlo, è una questione di merito, ognuno deve accettare di avere avuto ” quello che si merita “. Il Blog Cambio Giorno, ha finito la sua conversazione, come direbbe D’Annunzio, per ricordarvi che Giuseppe Di Summa non è di sinistra, quindi come me è inutile parlare della ” sinistra “, che non vi capisco, per chi scrive chi è in cattedra è Omero, proprio per quello che scrive il vate, che quella scrittura, è perfetta per dimostrare di essere l’irreale, che l’arte deve sapere realizzare.

Devo ringraziare gli editori, che sanno che Giuseppe Di Summa come medico, atleta professionista, docente universitario, è irreale, lo dicono a me, in modo preciso da tempo. Quindi nella comunicazione, da sempre non ci parliamo, in questa maniera, della scrittura, noi ci parliamo di ” politica “, quello che è Giuseppe Di Summa di irreale esiste, è pacifico, rimane nella testa di un uomo curioso, che è molto pacifico. Giuseppe Di Summa non vuole ” comunicare con te “, nella chiusura del Blog CAMBIO GIORNO, va spiegato. E’ vero, non vuole comunicare proprio con te, il motivo è nel grande insegnamento di Gramsci, la politica si deve accorgere, saperlo sempre fare, di quello che è un valore strumentale, di essere una misura e nulla di più. Quando abbiamo spiegato alla politica, questo 48 e 49, parlando anche molto da solo, abbiamo finito, loro hanno chiesto a noi questa spiegazione. Quindi ora sapete quanto sia o meno, con testimoni i politici, questo 49 che arriva l’anno prossimo come tecnica, come strumento di comunicazione di massa. Abbiamo solo riparato il nostro ” elaboratore elettronico ” come tutti.

A cosa serve oggi un collegamento con un negozio ?

In pieno virus, con zone chiuse dai militari, non a molto, lo stiamo scoprendo tutti, è come se fosse scomparsa una moto, che ha creato disordine, in delle zone, per il fatto che una generazione, è attratta dalla perfezione, in un negozio, del cibo. Hai capito bene una moto, un mezzo di trasporto, quindi il processo intellettivo, di chi voleva entrare in contatto con il negozio, era l’intelligenza di andarsene in macchina e in moto. Speriamo che ora la zona a traffico limitato, gli acquisti a piedi, il concetto di ” boulevard “, quindi di strada di comunicazione sia rivisto, con delle strade concentriche, che hanno lo stesso centro, quindi quel ” mi accompagni in centro “, prenda un nuovo significato, proprio l’avere il medesimo centro. Che il processo accettato sia quello di ” dare una carezza al maritino “, quindi la strada migliore, sia quello di dare, con la strada, l’aiuto migliore per un processo intellettivo.

Tutti gli attori e cantanti, personaggi tv, devono passare dei test, di tipo psicologico ed educativo, capire anche chi è ” quello che parla solo “. Ricordatevi che spesso, l’allenamento per la lettura, è fatto di norme di riferimento, anche quando sbagli a leggere, in bocca, sulla gola, alla visita medica si vede, che sei fuori le norme, che non ti alleni bene a leggere. Tutti si aspettano che sbagli la famosa cifra di economia aziendale, molto americana, che leggi in questo cartello ” test “, chi parla, in tv, ad esempio, capisce il livello di scolarità, attuale, generale, si mantiene al suo ” livello di scolarità “.

CAMBIO GIORNO è concluso, in questo POST, vedi che tipo di ” televisione guardo io in questo momento “. Non mi salterebbe mai in mente di dire che conosco quello che si vede davanti alla televisione, nonostante appartengo al ceto medio, anche se diciamo che sono in zona non molto ” benestante “, quindi la televisione per me è solo una compagnia. E’ ovvio, che chi scrive, ricordando i tempi di scuola, chiudendo i post, ha detto di non avere risposto a molti quesiti, di non avere fatto spazi ed attività insieme, mentre studiava, è chiaro, non mi verrebbe mai in mente di dire di avere mani così abili da salire in cattedra, sapendo il percorso costituzionale, per concorso, che si deve fare per arrivare alla libertà d’insegnamento. I linguaggi controllati a scuola, possono essere di tipo alfabetico e numerico, ti confesso che io andavo male sia in italiano, che in matematica. Quando alla maturità mi chiesero Masaniello, entrai nella comprensione dei segni di squilibrio, che molti rivoluzionari, mostrano davanti a tribunali civili e militari. E’ un insegnamento importante, che i docenti, sanno fornire. Molti vorrebbero risolvere la questione del suono, da fare ascoltare, con un ” prepotente schermo “, invece, per chi scrive, è adorabile il basso ascolto. Un racconto la cui visione non disturba è bellissimo da guardare.

Pubblicato da cambiogiorno

Un progetto web concluso ed archivato

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