Lo fa, lo faccio, fallo.

Come dire voglio stare vicino a te…..

senza cambiare la tua faccia….

Come previsto se sei ” sovra- pensiero “, fai i ” pensierini “, ti scordi il verbo giusto.

Passato prossimo ” lui ha fatto ” per dire, una cosa facile, a nome di un amico, che cammina affianco a me, un ” lo sa pure lui “.

A me piacerebbe fare un networking a San Marino, un matrimonio a Montecarlo, purtroppo non ci ho mai messo piede, quindi non chi fatto ” mai ” niente, quindi del verbo fare, non capendolo, potrei sbagliare, la coniugazione di un verbo simile che è ” artefare “. Nessuna donna mi ha mai visto a Montecarlo, nessun uomo e donna di San Marino, ha fatto nerworking con me per un contatto televisivo o radiofonico. Io vengo dal paese dei maratoneti, dove si dicono, cosa fanno nello sport, con un ” qui corrono tutti “, dove metti i piedi, un suono lo puoi spostare, la mia voce è vicino a te, ” lui ha corso “, anche qui con passato prossimo. E’ vero ” loro corsero “, qui i maratoneti, avvisandoci, che vicino a loro non abbiamo mai parlato, per fare una battuta, anche se vogliono correre tutti, quindi l’imperativo, di fallo, corri, a loro sta bene, quindi correte. Vivo a Francavilla Fontana, dove il grande risultato è la vittoria della Maratona di New York, tutti sono orgogliosi, giustamente di questo risultato, nel quale, io essendo pigro, non conto nulla, ero in Chiesa in un Comizio politico, mentre appresi la notizia, non seguendo nemmeno l’evento in tv.

Chi ha sentito la telecronaca, visto la gara, si è chiesto ma a noi ” voi ci sentite “, che oggi è un presente, si ” tu avevi sentito bene “, noi non abbiamo vinto con te, anche se a quel Comizio ho sentito la notizia un concittadino ha vinto New York, è un caso, molto semplice, di intelligenza vocale, il filo d’aria, che arriva alle corde vocali. Non bisogna darsi delle arie, che non ti appartengono, la nostra vita emotiva, il nostro assetto posturale, non è coinvolto, in una gioiosa notizia come credi tu, noi ascoltavamo un candidato, quando siamo diventanti, anche noi orgogliosi come te, di un grande evento. Ora ti chiedi, se ti accompagna la voce di uno sportivo, oppure di un politico, quando stai vicino a noi, nulla di ciò la mia è la voce di Giuseppe Di Summa, originale, che come sempre discute, delle solite finalità di una buona comunicazione, oltre che all’accoglienza, si deve arrivare a informazione, socializzazione, motivazione, discussione, educazione, promozione culturale, ricreazione, integrazione psichica e sociale. Quando a te ti dicono, corri, non fare comunicazione, sopratutto politica, spesso ti devi adeguare. Spesso la voce umana, è solo un messaggio sonoro, un tam tam, trasmesso da una voce all’altra, quasi sempre è così, se uno ti ha detto di fare sport, non lo fai, allora, potrà anche passare allo scritto. Lo so, anche io ho detto in tv, che quella vittoria deve essere d’esempio per lo sport, quindi ho fatto qualche corsa, qualche km, non per integrazione psichica della mia comunicazione, bisogna capire la differenza, del livello, s’intende, dei nostri neuroni, nel localizzare i suoni, è ovvio che rispetto a quelli dei maratoneti siamo sempre in ritardo.

Pubblicato da cambiogiorno

Un progetto web concluso ed archivato

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