Dalle finalità alla fine.

Giuseppe Di Summa ha finito ” correre, saltare, camminare, bisogni primari in una città “, che chi ha letto come titolo ha pensato vivesse nelle vie colorare, come vedi, nel testo.

Diciamo, che la visione periferica, come vedete con chi scrive si deve esercitare nella coordinazione oculo- manuale, in modo che nell’ambiente si sappia focalizzare, la visione centrale che si occupa della figura, la visione periferica che si occupa dello sfondo.

Ora appare, qui sul blog, tutto il cammino di Giuseppe Di Summa, per risolvere questo problema, sono scelte tattiche di un buon giocatore, quando qualcuno sente il punteggio del migliore playmaker che ha mai visto, lo accerta in questo modo.

In molti, ritengono, non a torto che la migliore università italiana sia la Alma Mater Studiorum, certo lo studio di casa tua, oppure di parenti, amici, dove leggi e scrivi, non è a livello di aula con queste storie di studio, come certi playmaker non sono a livello di chi ha fatto la storia del basket italiano.

Si ricerca, come nel caso delle migliori Università, che sanno scrivere su una rivista, l’immagine giusta, non posso dirti qui come si scrive, va in biblioteca a cercare la rivista giusta. Oggi l’immagine giusta, è quella degli scavi di Pompei, che trova il cibo in padella.

Il suono in una stanza per trovare Giuseppe Di Summa te lo svelo io. Chi scrive è un Istruttore, che è un testo, da ricercare sempre in ogni facoltà della tua città, il testo me lo devi dare tu a me non io a te, anche se hai voluto ricambiare con un E- Book. Oggi, per te giustamente non si cammina, ci sono i collegamenti via satellite, le chat. Io ho amato il basket a Brindisi 10 anni quando ho visto all’opera Pentassuglia, il grande maestro del basket brindisino, che ho poi visto live, come osservatore, essendo troppo scarso per essere selezionato, nel mio Comune, a me la passione per andare io di persona resta, nonostante non ami essere un frequentate, anche io. Il motivo, è politico, quando siamo dello stesso parere, abbiamo gli stessi punti di vita, si può scrivere in un documento, dire la famosa parola ” documentazione “.

Incontrarsi è fondamentale, di persona, chi scrive quando era ragazzo, passeggiava, alcune volte, per ripassare prima della maturità, con un futuro produttore tv, non vi dico come è finita per la privacy. Non solo, ai tempi dell’archiviazione digitale di ognuno di noi scrivere in modo fiction con le storie, senza fare nomi e persone è fondamentale, seppure le denominazioni di transito sono fatti di transit exit, di persone concrete, che fanno dire a Magistrati e Docenti i movimenti si fanno così, non come li fa la televisione. Arriviamo alla fine, della nostra scrittura, con un ” giorno andremo a letto insieme “, sperando che non sia quello ” assegnato da un medico del Policlinico della città dove studi “, chi scrive sui testi, le riviste, ad esempio, mentre scrive questi testi, della Università che ha frequentato è volutamente, in modo selezionato, suoni ed immagini che non esistono, come sono volutamente, sulle riviste, suoni ed immagini che non esistono per i diritti televisivi dei campionati, come sono, volutamente, suoni ed immagini che non esistono delle rock star, siamo su un Blog dobbiamo essere umili, non occuparci di cose difficili ed impegnative. Andare a letto insieme, merita un’altro testo, sulla passione, sull’amore, non sconcerto, pazzia, un modo irregolare di vedere le cose, come ricorda Dostojevsky, a cui dobbiamo riconoscere i diritti d’autore, io di suoi libri ne ho comprati molti. Io non vado a letto insieme a chi vuole andare a lavorare in Inghilterra, ad esempio, per farmi dire che la bambina sta giocando, non capisce in coscienza mentre muore una donna, cosa tu hai fatto all’infanzia, per quello che ti è successo a te, questa pazzia di volere sposare un americana, una inglese, visto che io, ora voglio andare, anche io in Inghilterra, sul libro devi leggere il mio onore personale, che ho sui libri ufficiali che ho studiato. Un grazie Fedor, sarebbe necessario, per metterci in guardia, quindi, come ricorda lui, ci sei andato o no, lui direbbe ti senti o meno un Napoleone, io dovrei dirmi di sentirmi il marito di una inglese o americana. Come sempre io mi sento Giuseppe Di Summa, non mi piace salvare lo spettacolo con il corpo, anche se alcune volte, per quello che leggi su CAMBIO GIORNO, lo ho fatto pure io.

Pubblicato da cambiogiorno

Un progetto web concluso ed archivato

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