AVVISO AL LETTORE : Il Blog CAMBIO GIORNO, dal 31 Gennaio 2023, ha chiuso tutte le sue rubriche. E’ attiva solo la sezione Parlare e dire di politica.

IL PERCORSO, AMORE, LETTERATURA.


In quale città hai detto ” ti amo “, ” TI VOGLIO BENE “, hai avuto una storia. Il nostro romano, nella domus esercitava il completo controllo sulla moglie, da questo rapporto nasce la parola struttura sociale per sapere cosa sia ereditato e trasmesso oggi : La struttura sociale, con religione e tradizione, le regole erano in mano agli uomini e ci si aspettava che le donne le seguissero. Noi abbiamo il problema della differenza tra un testo tecnico, rispetto ad uno che serve solo alla divulgazione, alla lettura, passando il tempo. Direbbe Giuseppe ” coming up go to the step one :cover story about us “.


IL MODELLO OPERATIVO.

Iniziamo col politico, che ha saputo fare il discorso della Montagna, non solo per dire sono nella tua casa con gli alpini, dicendoti guarda che sono io che ti faccio domanda, “come potrai dire al tuo fratello ‘permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio’, mentre nell’occhio tuo c’è la trave?”. Giuseppe risponde, con un testo.


COSA IMPARARE.

Ti presento una recensione di storia, scritta negli anni 90, quando si diceva si saprà la verità sul Fascismo, si direbbe quindi, come è stato,che ogni politico che aspira ad una direzione politica, lo dovrà sapere, come dire il ” buffone ” sarà sostituito, da chi è nella ” realtà “, quando uno nella vita scrive di quelle che sono opere, buone o meno, deve aspettarsi lo ” pseudonimo “, un modo di dire ” alleato “, se quindi l’opera non è completa non sarai compreso ed appoggiato.


Nel solo ricordo possibile, nel silente mare azzurro, la vita insegna molto, vedi le stelle lontane

Giuseppe Di Summa

“All’amore non si sfugge”

All’amore non si sfugge”

Placebook Publishing 2019

Ci sono storie che nascono molto prima di essere raccontate, sono parole ascoltate, intrise di un dolore che aprono una ferita suppurante nel cuore, le fai tue empaticamente, le nascondi gelosamente ma il tempo passa e non ci pensi più, poi…

Poi una sera, ascoltando una canzone, non importa quale solo una voce che mette in connessione mente e anima, tutto si ricompone, come un puzzle dimenticato su di un tavolo impolverato e mancante di quel pezzo che improvvisamente svela l’immagine.

Così è stato per la creazione del mio primo romanzo (nato nel 2016 e rieditato nel 2019).

Tutto comincia un 23 dicembre e si chiude dopo pochi anni di nuovo con una Vigilia di Natale!

Casualità?

Dire proprio di no, non per nulla il mantra che è al centro della storia è appunto “niente succede per caso” (Paulo Coelho docet).

Un “racconto circolare” aperto e chiuso nello stesso periodo dell’anno, scandito a cadenza dai Natali, uno di seguito l’altro… il dolore e la distruzione del primo, dirompente negli eventi che portano la protagonista, Carolina, a ribellarsi alla violenza pur di salvare se non sé stessa almeno suo figlio, rimasta unica ragione di vita.

Ecco che si scopre come la giovane donna sia priva di difese, subisce, nasconde perfino agli amati genitori ogni cosa, la vergogna che prova è talmente grande da offuscarle quasi la ragione; i sentimenti cristiani che hanno sempre fatto parte della sua vita non l’aiutano più, è sconfitta…

In quell’abisso buio in cui si è rintanata non scorge via di salvezza eppure essa c’è, forze nuove ed inaspettate vengono in suo soccorso, l’animo non è quindi così privo di forza!

La graduale rinascita, lentissima, srotola altri Natali ed ogni anno porta il ricordo del primo, di quell’incipit che ogni volta le risuona nel cervello come un fallimento, è zio Giuseppe, vescovo della Diocesi ed il papà Giacomo che donano la certezza del perdono e la dolcezza di una speranza nel futuro prossimo.

La religiosità in lei non si è annullata dagli infausti eventi ma è come diventata refrattaria agli insegnamenti che l’hanno formata, non è raro questo atteggiamento, se infatti le parole non hanno un seguito nelle azioni e nell’esempio diventano un puro esercizio senza costrutto. La Fede non può e non deve essere un dovere ma un moto fortissimo, una propulsione del nostro centro verso l’Alto!

Il Natale, periodo da me scelto per scandire la storia narrata, diventa la preparazione alla “nascita” o ancor meglio alla “rinascita” vera e propria di Carolina e di Adriano (il provvidenziale “lui” che arriva a ripristinare la giustizia) diventando un nucleo intorno al quale gli altri personaggi non meno importanti ruotano, un cerchio che si trasforma, attirando come una calamita fortissima eventi tristi e felici fino al degno finale.

La soavità del periodo, così come spesso la pubblicità ce lo fa vedere, deve far spazio alla realtà, essa è inequivocabilmente il metro con cui ogni storia si deve misurare, le descrizioni che offro sono mie naturalmente, facenti parte della mia indole ma esse sono parte di un’atmosfera nel quale mi piace accogliere il lettore, che diviene ospite gradito.

Amo raccontare la vita senza paraocchi, non sono Liala o Delly di adolescenziale memoria, sono una donna del mio tempo, radicata nel tessuto sociale attuale, scrivo del presente ma preferisco ed amo il lieto fine, sempre!

Concludo con una citazione dal mio romanzo “All’amore non si sfugge”, che trovate su Amazon e nelle librerie Giunti al Punto.

Lo guardò. Aveva gli occhi lucidi, glieli aveva visti raramente ed in circostanze più che emozionanti, più che importanti. In realtà solo una volta prima di quella, quando le aveva detto di amarla!

“Non pensavo mi avrebbe fatto questo effetto, in fondo è solo una parola, io mi sentivo già suo padre, e invece…”

Gli baciò gli occhi.

“Che splendido Natale! L’anno scorso, ti ricordi?” Lui rievocava.

“Sì, ma preferisco questa Vigilia, questa è nostra!”

“Sì anch’io, se pensi però a quanti passi abbiamo fatto da allora, quanti per raggiungerci, per essere felici…”

“È vero…”

Risero.

Arrivò Matteo e mischiò la sua gioia alla loro tuffandosi nel loro abbraccio:

“Mamma, papà, avete visto? Nevica!”

Infinitamente grazie per lo spazio concessomi sperando che le mie parole siano state interessanti e vi abbiano incuriosito ed a quanti vorranno leggermi.

Il mio speciale ringraziamento a Giuseppe Di Summa per la cordiale e gentile accoglienza, cosa preziosa e rara.

Un caro saluto a tutti,

Rosi Brescia

Note Biografiche :

Rosi Brescia, nata ad Oliena (NU) nel 1962 da genitori pugliesi.

Dopo un’infanzia felice vissuta fra Sardegna, Umbria e Basilicata ritorna in Puglia nel 1976.

Qui completa gli studi classici, ma non disdegna ritornare a percorsi di arti varie di cui si appassiona, la scrittura però rimane grande, primo ed immarcescibile amore.

Opera prima “All’amore non si sfugge” 2016/ 2019 (Placebook Publishing)

Un borgo nel cuore” 2018 (Amazon Publishing)

2021… novità…

Per contattarmi:

bresciarosi@gmail.com

La mia pagina/autore facebook “I romanzi di Rosi Brescia”

SPECIALE NATALE 2020

CAMBIO GIORNO

Photo by Daria Shevtsova on Pexels.com

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