Perchè non andare in un museo.

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La città vuole i suoi spazi culturali, in questo racconto, tratto dalle storie di Jack il cuoco, di Giuseppe Di Summa, è chiaro che i social, servono per dare un volto ai cittadini, che quando s’incontra commentano i mi piace, le foto online, non di certo le più recenti visite ai musei, che sono volti che non incontreranno mai. Si dice in Italia ” impara l’arte e mettila da parte “, qui è la metodologia dell’arte che toglie la ” follia “, la ” pazzia “, che con un tocco magico, rende lo stesso reale, per noi, una immagine.

Ricordate, lo commenteremo in chiusura, che Giuseppe Di Summa, non è amico, non lavora, non ha mai conosciuto, nessun attore o cantante famoso, bisogna capire quando le qualità artistiche, che ovviamente ci sono, vanno riconosciute non per amicizia, ma per mediazione verso noi stessi, i nostri gusti, il nostro tempo libero.

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Jack riceve la sua ennesima mail, esclude che sia libero nelle prossime ore, scopre che deve fare il punto su una vicenda che si svolge ancora in Italia, sempre segnalata da Little John, che precisa, questa sia una questione specifica del rapporto tra il mondo dei social e la parola, la conoscenza della lingua, soprattutto locale, passa per la vittoria di chi nei contenuti sa recitare, sa fare scena.
Pensa di dovere leggere, invece, con suo rammarico, la prima cosa che nota è di dovere riprendere l’aereo per andare in Italia, in un Paese che non esiste dal nome ” Vidivalle “, che poi non è che una piccola frazione vicina a Firenze, a due passi da Roma, la qualità, c’è scritto nella mail dipende dalla scelta di realizzare in un piccolo Comune italiano, un concorso pubblico.
Jack inizia a leggere ad alta voce la lettera che un suo amico Andy, ha girato a Little John, che proviene dall’Italia, proprio da un comune che per questione di privacy ed immagine chiameremo Vidivalle, dandogli un nome inventato nella nostra storia, sono del parere di rispettare, io che scrivo Jack, tutto il territorio, quindi rimaniamo in una storia di pura
fantasia.
La lettera è questa :
Era una notte di Settembre, dopo avere visto un vecchio film, mi preparavo ahime !! – , dato le ultime notti, ad andare a dormire. Ero scettico, avevo scritto di non capire delle voci, molto insistenti, sulla morte di un contenitore culturale della nostra città.
Vidivalle rischiava di perdere il suo vecchio museo.
Dove lo avevo scritto ? Il mio scetticismo era manifestato in un messaggio, sono consigliere comunale nel mio Comune, mi chiamo Gianfabio Tre, i musei non sono la mia passione ma ero comunque preoccupato. La giunta di destra non la pensa come me, che sono di sinistra, dicono che ci sono i ” tagli “, che oggi si usa così. A mettere tutti in riga arriva il bilancio, soldi per il museo non c’è ne sono, per me sul museo il consiglio comunale non ci lascia liberi di dire quello che vogliamo. Comunque leggo pochi giorni dopo che a chiudere il museo ci hanno pensato un gruppo di bulli, dopo atti vandalici hanno pure scritto, sui muri in grande, di chiuderlo per i pochi soldi che vale. Il Sindaco parte subito con un comunicato sull’importanza di ripulire la nostra comunità da questo linguaggio, per lui Vidivalle deve avere lingua ed occhio gentile, dopo avere avuto un litigio con me il Sindaco ha convocato il prossimo consiglio comunale. L’argomento è il
museo, seppure il consiglio comunale, si basa sul testo di un noto avvocato che abbiamo ricevuto prima, il nostro Sindaco ci presenta il racconto di una pittrice, il suo nome è Amanda, si presenta come prima concorrente del concorso sul museo, dobbiamo raccontarlo a parole.

Inizio a borbottare per voglia di vendetta, mi ricordo di un vecchio racconto, scritto da me, sul mio rapporto con un custode, con la sua voglia di sorveglianza a tutti i costi, del nervosismo che creava nella mia mente.
Una donna che non vuole la mia scrittura mi manda questo custode, lo sento persino nell’aria, tra le foglie. Una donna mi dice chiaro, come metrica, di ” sposare il silenzio “, la parte libera di me, che non è sorvegliata, deve mettere sul corpo di uno scrittore delle parole, con rispetto, la gioiosa creatività deve vincere su quel pessimismo. Il testo parla
di questo, è ora in giudizio, per questo concorso.
Ricevo notizia che a vincere il concorso del Sindaco, sul racconto legato al museo, è la pittrice Amanda, ha scritto un racconto che si chiama ” tutti i momenti sui social “, la pittrice invita a dare il ” mi piace ” ad una roackstar, il Sindaco lo trova interessante. La proposta arriva al consiglio comunale, la maggioranza vota si, è che al posto del museo ci sarà un area web, ove si navigherà, non si scriveranno, lo dice sorridendo, storie come
quelle di Gianfabio Tre.
Andy gli risponde : Jack hai letto ? Il cuoco risponde con calma di avere capito il testo, non capisce cosa ci deve andare a fare lui in Italia, aspetta dal suo amico una risposta, quello gli scrive : senti devi andare ad indagare il moderno corteggiamento. Jack subito risponde : no ! no ! dalla politica al corteggiamento, cosa cavolo mai potrà succedere, dai !! dai !!!.
Little John chiude la questione Caro Jack tornerai in Italia, a Roma, questa era una storia inventata, sai arrivano a volte anche lettere su mondi che non esistono, l’unica cosa che puoi fare quando capisci che gli interessi per i cittadini cambiano, ora al posto del museo, della lettura, c’è per molti il web.
Cosa ne pensi ( chiede Little John ) ?
Capo- risponde Jack- è una storia, che ha due versioni linguistiche da interpretare, una classica da letteratura, l’altra da social, più diretta, a confronto io non so nemmeno se sono oggi importanti per un italiano, sono sensibile alla ” difesa ” della cultura.

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Il nostro motto è ” sono pronto ad una pittura “, oggi ci vuole anche una buona mappa satellitare, per sapere cosa compare, in realtà, come soggetto da dipingere, un buon GIS, così le persone si possono incontrare. Entra in scena il grande valore della filosofia, che ci dice le gerarchie che ci sono dietro ad un disegno al suo colore, quindi in passato l’immagine la chiedeva un mecenate, un Pontefice, nelle dittature spesso un Re o un Generale, le rappresentazioni, spesso tra le gente, sono delle controversie, quindi è il sociologo, in questo caso che le spiega.

Spesso l’arte, è apparsa all’improvviso come una tempesta, in modo anche convincente, per il pubblico, spesso ha riflettuto, sull’inganno di un abbraccio sensuale tra due amanti, a volte ha aspettato la firma dell’autore, il suo scrivere di avere dipinto un immagine con colori durevoli, altre volte all’immagine del Re, della Regina, coma autoritratto ha dato subito la sua benedizione.

Uno schiaffo, prima di partire, in casa, lo potrai trovare quando incontri qualcuno, spesso il tuo capriccio è soddisfatto, quello che hai visto nella tua camera, puoi vederlo anche per le strade, vi è l’azione, il fare, il fisico, non solo il contemplare, quando s’incontra un volto.

E’ stato Leonardo a chiedere al Generale di oggi, di entrare nella tua camera con vista, per ricordartelo, per farti dire che con Lorenzo il Magnifico, la filosofia guarda, la statura civica dell’uomo, come quella spirituale, quindi essere riconosciuto in una città è capire il problema. Al nostro occhio, questa osservazione arriva, con l’effetto finale di una superficie continua, proprio per dire, che oltre alla sovranità del Generale, di Lorenzo il Magnifico, esiste quella del verde, della natura, che deve permetterti questi incontri e visioni. Si veda il recente caso della via dei sogni, in America, che le rocce, che franano, spostano da un’altra parte, seppure resta e resterà in tutti la via del ” sogno democratico “, che tutti vorremmo percorrere.

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Pavese, scrive un bellissimo testo Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi, per dire che a volte vediamo il ” vizio assurdo “, quello di dire per Pavese cosa sono le cose belle è importante, usando le sue parole ” “due cose belle ha il mondo: / Amore e Morte”. Si dice l’arte sia concezione del ” bello “, si scelgono immagini gradevoli, persone vive, molto spesso, non solo, ogni nostra casa deve sapere conservare ogni nostro, amato, ricordo artistico. Questo è un altro modo di vedere le cose belle, che non sempre sono cose buone, spesso l’artista si fa prendere dalla bellezza, quasi fosse finta, chiede di essere ottimisti, sulla sua visione. L’arte è collegata alle persone famose, spesso i ricchi cantanti posseggono collezioni d’arte, non solo l’arte ci fa sapere cosa ci sia, oppure non ci sia, in un paese. Quando un quadro sembra dirti ” lei non sposerà una ragazza di questo paese” , lo si vede nell’arte, l’idea tua di solitudine, è difficile. La domanda qui è di Lev Tolstoj, filosofo e scrittore russo, che a fine Ottocento , si chiese ” se l’arte possa essere considerata qualcosa che produce solo del bello “, risposta che è l’arte è gioia, per condivisione, quindi spesso condividere un quadro dove si vede che non ti sposi, non è una grande gioia, vedere un pensiero, quello, anche che non ti procura gioia, è compito dell’arte, qualcosa che ti entra nel pensiero, che ti disturba, deve essere curata dall’immagine artistica.

La tempesta emotiva arriva sempre, anche quando si legge, la gelosia per la sorella, la gelosia per la moglie, la gelosia per i compagni di lavoro, sondo in agguato, diciamo che nessuno vuole scritto sulla fronte un ” giocondo “.

La risposta, ai suoni ed immagini che non esistono, arriva dalla Sapienza, Università che si occupa della lettura degli altri, in modo che tutti possiamo capire, senza nessuna forma di gelosia, invidia, quando non ci leggono, quale sia il motivo. Si cita la lettrice a cui danno una biblioteca a casa, le danno le chiavi, con la collaborazione anche del fratello avrà libri in prestito, è la storia di una morale patriottica di Wilhelmina Noordkerk, che riguarda le donne e le ragazze olandesi, un personaggio di Fenna Mastenbroek, scritto nel 1818. Qui la parola è cosa SCEGLI nella tua biblioteca ? Questa lettrice libera, al tempo cosa non facile, decide di non leggere cose scandalose, di rimanere fedele alle cose amorose, alle buone intenzioni, alla giusta saggezza. Quindi il libro, insegna, che tutto dipende da chi legge.

Pubblicato da cambiogiorno

Un progetto web concluso ed archivato

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