La percezione fisica.

Dove si andrà ? La domanda riguarda anche lo sportivo, che non solo deve sapere camminare, deve anche sapere, quando stare fermo. Lo yoga, ad esempio, nella sua pratica ci ricorda lo stato armonico del corpo e della mente.

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Molti vedono nella musica, un aiuto, dobbiamo dire che lo yoga si attrezza, con nuove tendenze tipo lo beer yoga, avete capito bene, la birra aiuterebbe a raggiungere la massima coscienza possibile.

Tu hai mai perso coscienza ?

Tutto, quello che è elementare, come ricorda Sherlock Holmes, appartiene a questa domanda, lo sport, infatti, con la musica, come il camminare, ci possono spingere troppo, tanto da fare dire al medico, un ” lei deve stare fermo “. Spesso, lo sforzarsi di ragionare, è uno ” sforzo “, da collegare a quello sportivo classico.

Qui la domanda è ” tu che tecnica scarti dai giornali ” ?

Molto spesso, per chi fa sport, si riporta, da leggere, lo yoga, per chi cucina, quanti panini sforna una azienda al secondo, con quale tecnica di vendita, per chi progetta, come una task- force, studia, le grandi aziende maestre di comunicazione, di pubblicità, di studio del colore, queste sono tutte tecniche, Oggi, i giornalisti, scrivono che la comunicazione è difficile sullo schermo, attraverso lo schermo, altra tecnica da approfondire, il giusto. Stare fermi, non vuole dire, andare, per eccesso, sul salottino dello psicoanalista, oppure, fare vedere una tecnica, non vuole dire rendere solo lode, spesso politica, come tecnica, al leader, al capitano.

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Il social, è diverso dal giornale, sui social puoi trovare, che tu sei il fratello di, cosa che spesso sui giornali, non ha grande importanza, il social ha aperto la parte personale di noi, per chi vuole condividerla. Spesso il momento migliore, da non farsi sfuggire, è l’occasione di raccontare la novità, non solo, spesso, la tecnica di chi lavora sodo, fa molta esperienza, come la spiegazione delle novità, è la più letta. I programmi, per garantire, che qualcosa duri nel lungo termine, non sfuggono, come quelli, spesso chieste al Comune, sullo smaltimento dei rifiuti, che ha la sua tecnica, che ci interessa tutti.

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Il racconto del Cuoco Peppino.

Come scrivere una tecnica, magari quella del cuoco Peppino, il cuoco pasticcione, che vuole la giornata dell’Hamburger, passa per la parola ” record “, che spesso ci fa ottenere con un foglio di ricetta, la licenza. Nello sport, la tecnica dell’esperto, invece, va a referto, dove si legge che quello che è aumentato, in campo, è di natura sportiva. Quindi ogni settore ha la sua performance specifica, non si lavora per una performance indefinita, si capisce subito, dalle notizie, quello che ha titolo, quello che ha appeal.

Tutti sanno che ad ogni referto sportivo, si accompagna, anche la più elementare investigazione, tipo la domanda ” lei che lavoro fa “, che tutti vogliono leggere, nello sport, chi quotidianamente riconosce, anche in un programma di studi, chi fa le cose, in modo tecnico e tecnologico, come le facciamo noi, sviluppa e migliora le nostre tecniche, ha scelto noi come tecnici.

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Per cuoco Peppino, il nostro cuoco pasticcione, che graffia la ” padella “, nulla, in contrario, se è tutto a km zero, peperoni, pasta al forno, compreso il sofficino, magari anche il latte, oltre al solito pane del fornaio. Se dobbiamo vedere, la nostra maturità, con uno psicologo per questo, come si dice ” mangiare bene, oppure, come si dice che non sanno mangiare “, potremmo confrontare il cuoco Peppino con il cuoco Galante ( di Vincenzo Corrado ). In questo libro, si legge che bisogna vigilare sul travaglio, del cuoco, su come usa la bottiglia, quando si prova antipatia, magari la cucina di cuoco Peppino, è sempre piena di fumo, lo si vede con questi occhi. Oggi sentire, che il brodo deve essere chiaro per la zuppa, con la marmitta, fa venire in mente il druido Panoramix, seppure il cuoco, attiva, sempre, se è galante, con il nostro pasto, il vero sapore, quindi la zuppa, la vogliamo assieme ai piselli, al purè, che è fatto di patate, quasi sempre, quanto anche di legumi, seppure qui il cuoco, è invisibile, dato che spesso il purè viene fuori dalle buste confezionate, non solo spesso il brodo si sceglie, non rimanga chiaro, ci si aggiunge altro, anche del basilico. Il mio menù quando ero bambino, in Ospedale a Roma, ancora lo ricordo, purè di patate, brodo, hamburgher, piselli, erano sempre con me, oggi per me il brodo, diventato grande, è simbolo del parmigiano. Ho sostituito i piselli, gli spinaci, di bambino, con le zucchine, come dire, con il cuoco pasticcione, la frittata è fatta, seppure uso poco le uova. Le cose cotte, quando si è bambini, si associano al latte, sono cose diverse poi da grandi, non solo il brodo, è servito caldo, molti, vogliano arrivare alla frittura, non solo dire che non vi è solo l’Hamburger, americano, di stile, che abbiamo le nostre ” salsiccie “, per dimagrire da sempre la cucina italiana, presenta il biancomangiare, quello che non stuzzica troppo l’appetito.

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Hai trovato ora la tua spiegazione, quando una donna ti dice, vicino alla pasticceria, un lei ci deve cedere un alimento, magari dalla lista della spesa, ti ricorda che devi essere un ” cuoco galante “, che nel mio caso, essendo io di Francavilla Fontana, vuole dire riconoscere qualcosa di importante, infatti, l’autore del cuoco galante è Vincenzo Corrado, che orfano, fu portato a Napoli come paggio alla corte del Principe di Modena e Francavilla Fontana Michele Imperiali.

Il suo testo, richiesto dalle autorità tempo, fu ristampato per ben 6 volte, come ricorda Wikipedia : Il Principe di Francavilla gli attribuì la mansione di “Capo dei Servizi di Bocca” , fu con il Cuoco Galante, capace di avere fama nella nobiltà, introdusse novità sulla patata, il pomodoro, il caffè e la cioccolata.

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Torniamo al protagonista del nostro POST, il nostro cuoco Peppino, che deve replicare il menù ospedaliero, per raggiungere il peso da palestra, da allenatore di basket, quindi ” brodo chiaro “, con la giusta dose di ” pastina per il brodo “, attenzione a quanto parmigiano, al tipo di purè, non solo di patate, anche di legumi, al nostro amato Hamburger, ai piselli, agli spinaci, tutto con acqua, unica bevanda. Non è un menù ideale per chi fa sport, anche se è l’unico per perdere del peso, non solo, il nostro pasticcione non deve dimenticare di bere acqua ogni giorno. Ora chi fa sport dirà al nostro pasticcione, che ci vuole lo yogurt, il minestrone, il panino, il frullato, il riso, i legumi, il pesce, persino il cappuccino e la briochè, come gli gnocchi, un pò di pasta, la carne, tutto condito da tanta verdura, quindi il cuoco Peppino esce a cena con la sua famosa ” dieta bilanciata “.

La percezione fisica, della terra, è diversa da quella spirituale, il pomodorino, l’insalata, la nostra frutta, hanno un suono della terra, quindi ogni piatto, per come viene percepito, è una esperienza che riguarda la nostra bocca, qui la tecnica è delle neuroscienze, è dimostrato che se mangiamo, ascoltando un buono, croccante, fresco, invitante, il gusto aumenta.

Cuoco Peppino, parte sconfitto, con il suo brodo chiaro, simbolo del biancomangiare, lui deve sapere la percezione fisica, per passare sulla terra, aumentando il concetto di sapore. Non si arrende vuole dimagrire e vedere un allenatore cosa ne pensa del suo brodino.

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Il simpatico allenatore, noterà, giustamente, che il nostro Cuoco Peppino ha problemi con la ” trippa “, cosa seria, non sapendo, il nostro pasticcione, che il cibo è obbligatorio sia associato al suono di uno strumento, che è l’oboe, creato dal legno rosa, siamo sempre ad una esperienza sensoriale, che dobbiamo imparare dall’antica Roma, dove si mangiava con strumenti e canti. Come funziona il nostro cervello si comprende da una esperienza enogastronomica, a cui si aggiunge, uno sguardo emozionato, che il linguaggio del corpo femminile, come anche l’uso delle gambe, viene usato per dire che si è a proprio agio, il difficile ruolo del Cuoco Peppino, sarà quello di fare accettare l’esperienza di cucina,di un brodino, non della trippa, cosa difficile, impossibile da credere. Bisogna stare attento, alla cucina dell’infanzia del Cuoco, che possa richiamare una infanzia felice in comune, tra un lui ed una lei.

Il Cuoco Peppino ha accettato la sfida.

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La percezione fisica, in conclusione, su quando cade una penna, la ricetta va persa, ci porta al rapporto tra i due termini spontaneamente e liberamente, quindi quell’obbligo dell’oboe, collegato al Cuoco Galante, viene meno, la nostra ricetta, perde il suo fattore di puntigliosa e complicata, arriva al cuore, vuole parlare alla nostra testa, ci ricorda che è un piatto che vuole apprezzato per la fedeltà, il cuoco è diverso da quello che vive, ha vissuto nella vita di corte. Della corte, del nostro Cuoco Peppino, fatta di brodino, più altri piatti, come menù, si deve dire che ha fatto tutto il bene possibile.

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Il nostro Cuoco Peppino, finendo la sua avventura, è ora a ” 3 ” per non mangiare da solo.

Come spiega il suono di un Ospedale, nella sua casa, per un suo Menù ?

1- Si disegna e si mangia in bianco per avvicinarsi ad una nuova immagine

2- Si mette in scena uno spettacolo usando la nostra acqua

3- Oppure, toglie, tutti i suoni ed immagini, che non esistono dalla sua casa, con un ” noi beviamo il vino “, con un sorriso spontaneo, inaspettato.

Chi ha la ricetta giusta, infatti, avrà come ricompensa un periodo di grande felicità.

Se ti viene, invece, chiesta una percezione fisica, per un bambino, con un suo Menù tipico, non ti puoi tirare indietro. Chi incontra la sostanza, sia nel cibo, che nel suono, vuole le sue spiegazioni. Se in una stanza misurata in centimetri, entra il suono, del cibo, che compri e cucini, nel tempo, il volume della tua voce, quello che vedi, di questo suono, dipende da quanto sei felice, saprai dirlo. Il valore di un suono che arriva direttamente nella tua casa, con del cibo, è diverso da quello che porti con te nelle sale dove si tengono i concerti, quando il momento è quello di capire, che per il tuo Menù, vi è sempre meno gente, la cosa potrebbe non farti felice. La musica ha bisogno di passaggi chiari, per essere eseguita, quindi non capisce, come parli, ascolti, un suono, nella tua casa, può decidere di misurarlo, chi sa ascoltare bene, al contrario, il suono, la musica,può svilupparlo, Quindi un azienda alimentare, può verificare, se il Menù del Cuoco Peppino, nostro personaggio simbolico, sia buono o cattivo come ascoltatore di musica. E ‘ chiaro da quello che leggi, che con tutti questi ” effetti sonori “, la lotta è dura, per il nostro eroe Cuoco Peppino, che vive questo intervallo di tempo, di maggiore forza acustica, devi sapere che i due termini, da dire, se sono trasmissione e qualità, negli appartamenti, nelle stanze, finiscono nel comprendere quanto è noiosa o meno una tecnica, di cucina, di ascolto, su quanto sappiamo farlo bene. Ora la storia del Cuoco Peppino, è arrivato il tempo di ” spazzare ” via dalla sua stanza, dalla sua via, il problema, è un problema di connessione, per fare un esempio, una classe di studio, come stanza, è connessa con un Ateneo, ci sembra il minino, la cucina di casa, è ovviamente connessa con il supermercato dove facciamo la spesa, quindi attenzione, a fare vedere che il tuo passo è come quello di un film, spesso di questo approccio se ne ha abbastanza. Spesso, il carico della spesa, riguarda in base alla connessione delle Professoresse, non puoi eliminarle fisicamente, passare sopra di loro, non devi usare il trucco di girare la figura, dicendo che per questa connessione, non ci saresti nemmeno andato a fare la spesa. Siamo arrivati, al Cuoco Peppino, che deve dimostrare, di non essere un ” brutto moccioso “, quindi la voce diventa sempre più forte, si avvia, quasi, un ciao, l’orario è giunto. Sei giunto a dire, con la tua voce, al Cuoco Peppino, che è un bambino, con la nostra frutta, la nostra carne, il nostro pollo, il nostro spaghetto. Abbiamo, un unica risposta, senza che essa sia un alterazione, che sia quella odorosa pianta, che è la camomilla, il Cuoco, fa finire il collegamento, sapendo come si spiega il termine classe. Per applaudire un Menù, abbiamo vissuto questa storia, qualcosa che ha fatto un forte rumore, che ha spostato coltello e segnaposto a tavola, che non rispetta l’ordine e le persone, che non permette, appunto, di spazzare via, quel brutto moccioso, con la pace, la pulizia, della nostra stanza. Ora il Cuoco Peppino, ha scritto, con una storia, di tipo docu- fiction, il suono in una stanza, della classe con lui connessa, che lo vede Personable, appare simpatico, seppure è anche un Personage, un carattere, un personaggio, che è divenuto tale con gli acquisti personali del suo Menù, scelto per motivi filosofici, farmacologici, apparenti, la storia, di notte, si chiude, si dice basti un pizzico per risvegliarsi, da quel Menù. Gli dicono subito, al nostro Cuoco, dopo il pizzico, che il turismo è sempre la cucina paesana, sono due cose collegate. Non solo se non sai come si dice, te lo ricordano loro che dove vai devi assaggiare cose del posto, anzi qualche portiere d’albergo ti può dire che devi assaggiare proprio la pizza sua.

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Il Cuoco Peppino, svegliato, dal suo sogno chiamato DREAM MUSIC, va dunque a vedere nel suo frigorifero, appare il suo prossimo piatto, decidere di accettare l’invito di nome ” stattene a Casa “.

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Ha ragione un Generale, che mentre leggi il giornale, bevi il caffè, capisce che le onde acustiche della tua voce, il tuo sistema nervoso, devono fare ascoltare, le informazioni, che leggi, in due strutture, la scuola, la cucina, dove la trasmissione di quella parola, che riguarda quella informazione, è possibile, quindi saprai quale immagine dare del Cuoco Peppino, delle sue informazioni, in modo che alla società, quella di oggi, che vive un periodo di difficoltà, possa essere restituito, tutto quello che funziona, nel dominare, con terapia, quello che rende nervoso, eccitabile, un soggetto, che deve legare caffè e giornale. Uno che è diventato Generale, sa il significato di inchiesta, il giornale, vuole smascherare il Cuoco Peppino, con le sue migliori canzoni sul sesso, sulla violenza, sui giovani.

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Il Cuoco Peppino, si nasconde dietro al brodino, seppure è innamorato della sua amata bevanda, la Cola, nota famosa, è stato ” smascherato “, anche lui ama il suo alimento. In molti non vogliono essere seguiti in eterno dal Liceo, vogliono che quello scompaia, altri invece, che vogliono farti convivere con la tua classe, i famosi compagni di scuola. L’elaborazione delle eresie, ricorda il Generale, al Cuoco Peppino, sino a quando non sento, gli ripete il militare, le onde acustiche giuste, io sento eresie. Il Cuoco Peppino gli dice ” ci sono tante vie perse nella memoria, che a volte ritornano, per essere la nostra storia, mi alzo e scatto verso una lampadina accesa “. Il Generale, per chiudere con il Cuoco Peppino, gli dici quale è la via, secondo te della Cola, dimmelo. Quello in cui mi trascina a forza il suono, che manda lei, gli risponde. Si, per farti stare lontano, dalla tua lampadina accesa, lo sai dove sta, quella lampadina è nella parola ” Ascolta ! Hai capito !!! E’ nazionale “

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Il Cuoco Peppino finisce il suo Menù, la filosofia del minus sound, che ha meno, merita un eufemismo, minus habens, meno intelligenza, il Cuoco Peppino, ha perso, come previsto, la sua intelligenza, per una che si chiama ” pasta “. Il Cuoco, non ci sta, vuole parlare, ha bisogno di plus sound, il non plus ultra, in cucina, s’intende, meglio del brodino, che sono spaghetti, con il sugo, spolverata di parmigiano, piatto molto nazionale. Il Generale, del nostro racconto, lo ferma, con il suo ” Speriamo bene, Speriamo in Dio, tutto passa anche le fesserie “, caro Cuoco Peppino, hai anche scritto, pensa ad un suono che scorre, che è casuale, anche di quello ci devi parlare. Le stesse lettere tue, da sempre, hanno un suono, non sappiamo se è lo stesso che scrivi tu, sai io non riesco a sentire lo stesso, se non metti un Menù nazionale, la tua trasformazione da bambino, a ragazzo, a uomo, non si può interrompere, se rimani al canto della culla, caro Cuoco Peppino, al brodino, le cose non vanno bene, fai vedere di essere diventato ” quell’uomo “, cucina gli spaghetti.

Bisogna essere capaci, leggendo la storia del nostro Cuoco Peppino, di comprendere come si scrivono le espressioni di funzionamento, dell’analisi finale, che vengono presentati come ” svegliarsi ” dai giornali, è una classe che scrive i suoi amati ” risvegli “. Il nostro Cuoco Peppino, comprende quanto siano oscuri, i brani musicali, quanto, senza quei risvegli, vi sia una illusione, che non sia realtà.

La parola turismo, sale con lo sport, seppure il Cuoco Peppino, abbia voluto scrivere le espressioni con cui fanno funzionare, per parlare, ascoltare suono, quelli che hanno scelto la qualità della vita dopo il primo respiro.

Abbiamo concluso con un cosa significa la parola UP ?

Per le nostre bellissime parole, di letteratura, cinema, prosa, poesia, ci vuole una “grande voce “. Come vedi sul divano, la frase, che ti entra in casa, è una He stood up, si è alzato in piedi, non capisce, il significato, del pizzicotto, dei risvegli, per ricordati le parole che sono una grande scrittura, che sono le cose grandi, traduzioni storiche, che ti fanno sapere, che non devi essere ” pigro “, devi stare fuori dal letto, capire il termine ” seduto sulla sedia “, con un inglese not in bed, sveglio, che sente e conosce quella ” grande voce “

Il Cuoco Peppino, è una identità nata dai medici, quelli che non vogliono uno scrittore e vogliono che bevi acqua, in modo che si ascolti il suono, per il cibo, non vi sia il testo. Per un suono, vogliono, infatti, una performance pratica, che è quella del Cuoco. Una solida tecnica, quella degli alimenti, come quelle dei noti giornali, delle nostre casalinghe, che non le loro espressioni, fanno funzionare le mura domestiche. Si deve arrivare allo stile cantabile, nel gioco, le nozioni ulteriori, non interessano.

Il Cuoco Peppino fa il colpo di scena adotta un Menù di tipo vegano.

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Il suono smette, le parole, le tecniche, tutto d’improvviso si calma. Il trionfo della libertà e del diritto, gli ha fatto prendere la soluzione più semplice, ha scelto il benessere, sapendo anche la faccia negativa della libertà, che sono le cose che spesso ci fanno il lavaggio del cervello. E’ solo la lotta, nella comunicazione, tra chi vuole un atteggiamento protettivo dei suoi prodotti, con chi vuole la globalizzazione, quindi un atteggiamento meno protettivo. Il cuoco, sceglie, l’umanità, l’ambiente.

Fine Prima puntata : Quella del Cuoco Peppino, è la prima puntata di una serie di storie, scritte da Giuseppe Di Summa, in esclusiva per CAMBIO GIORNO, a sfondo Economia Aziendale. La competenza linguistica, fa parte delle abilità comunicative, quindi Peppino, il nostro personaggio, diviene, in questo senso, BABBO NATALE PEPPINO, REGISTA PEPPINO, DJ PEPPINO, SCRITTORE PEPPINO, nei prossimi racconti. Il primo racconto, CUOCO PEPPINO, sceglie la validità predittiva, nel senso di quanto devi fare ricorso all’adulto, come Cuoco definito ” il bambino “. Stare, nel gruppo di pari, non mangiare e giocare solitario, avere connessioni con gli adulti, sono argomento di questo racconto, il comportamento del cuoco, il cucinare, è il simbolo del rapporto con gli altri, dell’essere co- occorrenti.

Pubblicato da cambiogiorno

Un progetto web concluso ed archivato

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