Recensione : Gli occhi di Asha

Oggi il ruolo del romanzo, culturalmente è ancora importante, in esso troviamo storie e persone, racconti. In questo lavoro di Alessandra Iannotta conosciamo Asha, che ama danzare, vive diverse vite, è una donna che produce diverse sensazioni. Si trova in spazi che non conosce, vive le sue amicizie, sono diverse le cose che catturano la sua attenzione. Lei vivrà anche in Emma, Zoe, Matilde, Elena, Maddalena e Delia sotto le sembianze di sette donne. Nel romanzo entra in scena Ayrton che vuole rivedere Giselle, conosciuta a Parigi, cerca la maniera giusta per farlo. Incontriamo Kamala e le sue estati. Giordana con al giornata che le cambia la vita e il suo grande amore. In breve, con stile, appare e prende vita, la storia, il racconto, che si legge con eleganza nel modo di scrivere.

Come leggi sono dei caratteri ben definiti dalla scrittrice nel suo libro, che hanno preoccupazioni diverse, il racconto nel libro, saprà mettere in evidenza la direzione che prenderanno le loro storie con delle precise parole, che citeremo tratte del libro.

Una terra misteriosa, gli occhi descritti, dall’autrice già in partenza, il concetto di spazio, che a ragione viene anche esso descritto, il sapere spiccare il volo, ci portano dentro questa storia, il posto non è vacante, abbiamo per noi, personaggi da immaginare, pensieri, entra in noi la musica, il suo grande valore, anche nel rapporto con la propria malattia, è feconda la scrittura. Riempiamo, con questo libro, questo posto, dove la musica ci trasforma. Dobbiamo anche pronunciare, d’accordo con la storia da leggere, da non svelare, la parola vita, sono tanti, nel testo. i momenti in cui confrontarsi con questa parola, è appuntito, penetrante e sottile, il personaggio di Zoe. la fa conoscere anche a noi, il suo vivere il momento del monologo di Scarpe a spillo, nel quale lei aveva sentito, si deve vivere il momento per imparare a camminare, un momento non da vivere con astuzia, con il pericolo di uno schianto, un momento di pace, che si cerca anche sulla faccia di Zoe, si tratta di volare, non di camminare. Che dire di Matilde, non le presento tutte, sono protagoniste naturali e semplici, lei stessa, viene definita con un bel corpo, alla ricerca dell’uomo giusto, qui si tratta di sognare, cosa che non si può far credere a tutti gli uomini. Qui, con questo personaggio, il viaggio arriva nel posto, nei dettagli precisi, in un Hotel, dove tutto è curato nei minimi dettagli, ogni momento ha i suoi nemici, quel luogo sembra comunque possedere tutto per giungere al rapporto con quell’uomo, uno sconosciuto, che avrebbe creato un’altra donna. Asha, vive le sue vite, lentamente, danzando, vivendo i ritmi del sole, con i suoi vari nomi, fino a quando non ha letto del giardino incantato, dell’emozione, di rivedersi, in questo caso come uomo, lo fa Roberto, un bambino, felice, incantato, non sveliamo cosa di questo incanto e minacciato dal vizio.

Ci si illumina si cerca di apprendere, nel segreto, come si possa conoscere, solo restando in un posto, cambia il tempo e in modo saggio puoi entrare lì, non dove va tutto il mondo, non solo, devi trovare la donna, quella che ti regala più emozioni, continuando nella lettura, conosci gli alti e bassi che la vita ci destina. Non si tratta solo di raccontare di un posto magico, incantato, si racconta anche l’inferno, con amicizia e amore non ci si deve chiudere davanti a questo inferno, una donna futuro medico, vuole staccarsi dal dolore, ci si confronta con il fallimento della propria vita, il luogo spesso chiede in modo solenne, di essere legittimo. Non compare esplicitamente l’insidia, essa si comprende, tra le righe, per concludere, il nostro breve momento di lettura insieme, il nome di Delia, che forse doveva avere un altro nome, che sa dare colore alla cucina, indovina i giusti colori della casa, come dire di questa casa un parere di una donna, arriviamo in un posto meno magico, forse comune come la nostra casa, il posto legittimo dove viviamo, dove possiamo dire che ritorniamo alla nostra casa. L’autrice, con grande bravura, non può non soffermarsi su poesia e scrittura, sui musicisti, sulle mostre, sul brivido che tutti abbiamo vissuto nel fare compagnia, su prove difficili della vita. Un invito, in conclusione, molto ben scritto a prendere le precauzioni dai propri pensieri, spesso gli eroi del nostro pensiero, sono sulle nostre spalle, possiamo fare spallucce, oppure avere le spalle larghe,

Pubblicato da cambiogiorno

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