Verga e il maritino.

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Chi deve dire o non dire ” ragazzo ” ?

Un ” senatore ” e scrittore italiano di nome Verga ha dato la risposta giusta” Casa da thè. “, come titolo e opera basterebbe a spiegarlo, seppure troviamo il termine giusto. quando per presentare la sua prima opera scrive, ad un amico, come dedica «A Luigi Capuana ‘villano’ di Mineo – Giovanni Verga ‘villano’ di Vizzini “.

Per i naturalisti che fanno breccia l’idolo è Verga, che era per la schiettezza popolare, per il nome del narratore che scompare, cosa gradita all’autore, con la sua poetica dell’impersonalità, non solo l’autore Verga scrive in un periodo di banche, imprese industriali, come ricordiamo sopra.

Il maritino, quello del quale dobbiamo scrivere noi, allora sarà un ” paesano “, che scriverà un sui generis da maritino a maritina, sarà uno molto naturalista. qui viene in soccorso a noi Flaubert, con la sua educazione sentimentale. La storia di Frédéric Moreau, giovane ottocentesco della piccola aristocrazia, e della sua eterna passione, mai consumata, per la sposata Marie Arnoux.

Quindi questa parità della quale scriviamo è interrotta, un libro non facile da leggere, ricordate che “almeno quattordici volte”, diceva Ford Madox Ford, bisogna leggerlo. Qui conosciamo una parola, che come suono, anche in Sheakespeare, di molto rumore per nulla, oppure un molto rumore per la F….., ha la sua importanza, in quanto presenta la passione carnale tra uomo e donna, la parola baisade, scopare, appare spesso nelle sue lettere.

Allora cosa contengono queste lettere d’amore ?

Molto spesso che uno il cui amore non è ricambiato si chiude in casa.

Cosa fare allora se non va bene con l’autore del thè ?

TRIPPA E POESIA

Ovvero

Galeotto fu quel lampredotto e chi lo cosse

Commedia brillante in 3 atti

Di Massimo Beni

Alla ” generosa ” offerta della Marchesa per scrivere, d’amore, non si deve dire “GRAZIE “, quindi si legge che Marchesa (irritata)Le ho già detto che non deve ringraziare me, ma lui !, è un amico, a cui dire grazie, che ha fatto finanziare un talento poetico.

Quando il maritino è ” bello “, come giudizio, dell’amore è anche giudice, avremmo risolto il problema, non è tanto essere bello per avere fatto 13, ci vuole proprio il testo. Come ricordano tutti i grandi musicisti italiani, vedi i Pooh, in chi fermerà la musica, bisogna essere ” bravi a mangiarsi la vita “

Tutti vorrebbero scrivere che ” la vita è bella “, ” ho messo ai tuoi piedi un tappeto rosso “; per te ho scritturato la banda che canta cose d’amore, oppure io ti voglio bene assai ma tu non pensi a me, ci si ferma spesso ” al vorrei “, poi la musica ha spiegato il motivo per il quale si può, quello per cui non si può. Stare in questo ” si ” e ” no ” è molto faticoso si dice ” pena d’amore “, molti vorrebbero farne a meno. Vediamo di ricorrere allora al nostro amico Giovanni Verga, visto che il giudice del ” bello “; deve essere musicologo, filologo, molto spesso storico, di un certo livello. Il cinema ti aveva avvisato con ” la società dei poeti estinti “, del Prof, del ” carpe diem “, cosa vuole dire rinunciare a scrivere della ” nostra società “, per scegliere il pacifico ” maritino “.

Le posizioni sono ” assai diverse ” sia nella nostra società che scrive, sia nel maritino che scrive, i mezzi a disposizione sono gli stessi, si deve sapere instaurare una buona accumulazione di parole, sulla vita, sulla poesia, che spesso per molti è una falsa concretezza, è una forma ” seducente “, per distrarre. Se le posizioni sono assai diverse, se la concretezza è come non ti aspetti, non sei dinnanzi alla falsa comunicazione audiovisiva, non hai solo compreso i mezzi, del mondo multimediale di oggi, per presentarti le parole seducenti, poetiche, dei naturalisti di oggi che fanno breccia, a cui piacciono i satelliti, audio e video, sino all’ultima parola possibile, voglio dire che tutti i naturalisti, come prima cosa sanno quella modernità che è il grande cambiamento, muta o meno la natura.

In Mastro Don Gesualdo, Verga, non utilizza solo la narrazione popolare, come nei Malavoglia, utilizza anche un’altra narrazione, il protagonista che ha fatto studiare la figlia, non riesce a farla sposare con chi ha deciso lui, è la conoscenza del matrimonio del Mastro e di Bianca, secondo una logica utilitaristica, qui però conosciamo il grande valore di Verga per i naturalisti, la nuova mania per l’accumulazione della roba figlia della modernità.

SCEGLI ?

Sia che tu voglia scrivere del ” maritino , che della nostra società, scoprirai che ti servono sempre due braccia, per leggere, per scrivere, ti serve un pò di genialità, nel proporre il testo, come ti serve l’insegnamento di un buon Professore, che accetti sia di insegnarti il ” maritino”, sia di insegnarti la nostra società. Se ti fai una passeggiata, senza fermarti, senza vedere guardare, poi te ne fai una fermandoti, comprendi la differenza della materia, devi trovare un docente che sviluppi la tua ” genialità ” , non essendo uno che propone, da militare, una disciplina tipicamente ” virile “. La cultura, la società, hanno avuto il suo famoso incidente con il ” maritino “; quando i sistemi di comunicazione, hanno causato la morte della Principessa Diana e del suo compagno. I media, nella costruzione, delle cognizioni reali, sull’amore, tra uomo e donna, di identità sociali, che sono molto presenti nella società, debbono sapere scegliere la giusta terminologia, noi, che identità famose non siamo, vi consigliamo un maritino scritto alla maniera di Verga.

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