Il castello, la preghiera, il giornale.

Se è negativa la struttura, a molti, viene in mente di fare dire l’esame di storia al Castello, di farlo leggere sui giornali, di ascoltarlo in preghiere, come ogni esame che si rispetti, sulla storia. Poi in filosofia, in storia, la tecnica comunicativa, apre sempre la riflessione sulla qualità del pensiero da dire, per gli storici, che riguardi quello che consideriamo di sinistra.

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Il castello, oltre alla parola struttura, fa venire in mente una buona strategia d’insediamento, non solo la scelta di lavoratori che si riconoscono nell’identità di paesani, abitanti, forestieri, con i quali da sempre si cerca di tirare fuori dei documenti storici interessanti, sul lavoro dei nostri parenti. Ricordate il detto latino : Concordiam inter cives semper esse oporte, bisogna che vi sia sempre concordia tra i cittadini. Scrivere ad un giornale, un giornalista, un grande come Montanelli, ad esempio, che la scuola, i ragazzi, si sentono troppo di sinistra, vuole dire ad un giornale, ricevere come risposta, che per queste osservazioni, non vi è pubblico, non si possono formare, sui giornali, questi argomenti, un problema di trasmissione. Nella concordia dei cittadini,ha importanza l’eredità della preghiera, è quel cercare, non uno che abita in un castello, per la concordia, andare, invece, alla ricerca volgendo gli occhi al cielo, proprio di chi abita in cielo. Il problema delle immagini di gloria, che fanno platea, da concordare, condividere come cittadini, passano per un buon giornale, che capisca la struttura, quello che abbiamo in eredità da essa, sia casa, oppure castello, la sua trasmissione. La preghiera insegna, che al cittadino non piace si punti il dito, si faccia parola, la preghiera, insegna, che una parola rimasta occulta, non detta, che sta molto a cuore, è difficile da rinunciare, anche se spesso alla platea non interessa.

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Molti oltre al giornale, vogliono la rivista, non solo molti studiosi del diritto chiedono il ” bollettino “, quindi chiedono obiettività sempre maggiore, in Italia, nel parlare e dire di politica, è ovvio un problema di egemonia della cultura, anche se nella struttura negativa, il vero storico, saprà chiedere ed ottenere un appendice documentale, che faccia chiarezza. Che sia casa, che sia scuola, che sia castello, il titolo in palio è di sede editoriale di un buon giornale, gruppo editoriale, sapendo che affrontare la sinistra vuole dire combattere contro tanta dottrina. Possiamo finalmente giungere al dunque sentire queste parole da chi le sa dire. che garantisca si dica, si parli, non vi sia copertura di nessun tipo di complotto, contro la buona scuola, in storia, degli studenti. Lo storico, non è come il Principe del Castello, che arrivando in città da lustro, riporta la concordia tra i cittadini, soffre, nel dire, non solo, poi il tempo passa, per il cittadino il processo non è più cosa vitale, la lezione della scuola, della storia, passa di moda.

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