Con la voglia di cercare ” più lontano di così “.

Più lontano di così è un libro di Lucrezia Lerro , pubblicato nel  2019, dalla casa editrice La nave di Teseo, una romanzo mai banale e benefico, che ho letto negli ultimi giorni, senza mai sentirmi ” soffocato ” dalla storia, sempre con la voglia di cercare una nuova pagina. Ho scelto dopo la lettura, di fare una breve recensione, guardando personalmente, con impegno, la vicenda dei personaggi, ricordando che per avere tutto chiaro il libro, dovete portarlo via dalla libreria, oppure acquistarlo in rete, impegnandovi anche voi in prima persona nella sua lettura.

Il nostro protagonista vuole realizzarsi al Nord, all’inizio si sente protetto dalla sua famiglia, che lo ospita, vive degli incontri, che in modo imprevisto per lui, essendo giovane, gli fanno comprendere che l’aiuto dei parenti è venuto meno, che ora di lui, dopo averlo ospitato, non ne vogliono sapere.

Luigi decide di fare il soldato, non scoraggiato dalla famiglia, in questo caso, le cose belle che vuole incontrare nella sua vita, riguardano sempre di più una donna a cui si sente legato, anche se non manca tra le righe del libro la descrizione, fatta risultare in modo preciso dall’autrice, dello “ sforzo “ nell’affrontare la vita militare, a cui Luigi si sottopone gradualmente nella sua permanenza a Roma, città che lo accoglie dopo la sua scelta.

Il nostro gusto letterario va verso il segreto di una famiglia, che per molto tempo è stato trattato con me il “ nostro segreto “, qualcosa da tenere nascosto. Con Leda, il lettore comincia a comprendere della memoria di un parente ucciso, di un mancato amore, che lo ha portato ad una fine tragica, per capire come lei, dopo le dovute autorizzazioni, studia il caso, affronta le sue paure,  facendo diventare viva nel libro anche la sua storia di bambina, ossessionata dalla fine tragica di suo zio Luigi, si comprende seguendo la storia che nelle ricerche non sta giocando, seppure per il lei il caso vuole dire viverlo anni dopo, quando oramai tutto sembra dimenticato, non cerca come di solito accade di saperne di più di un avventura amorosa, a lei tocca affrontare un periodo della sua vita, quella di tutti i giorni, alla ricerca della verità . Scopriremo che per affrontare i fantasmi della sua famiglia, decide di “ fare un indagine “, giunge sino a Francesca, zia di Luigi, la donna che gli ha sparato. Aprendo la nostra recensione abbiamo descritto qualcosa che capita in tutte le famiglie, quella di dovere trovare lavoro ad un giovane, quella di scegliere per lui la vita militare, si tratta della vita di molti che debbono cercare la fortuna, soprattutto ai tempi a cui si riferisce la storia, qui siamo, a qualcosa che “ scotta “, un caso di omicidio, con dei colpi di pistola, tra parenti, che lascia in Leda la voglia di capire, una voglia che forse prende di sorpresa lei stessa, che continuerà ad avere fino alla fine, anche quando si renderà conto di come lei può vivere realmente, in base alle sue possibilità, mentre indaga.

Francesca arriva a Roma, con la sua pistola, lui le scriveva lettere dalla caserma, non un vero dialogo, non si era trovato il contatto per stare vicini, come due innamorati. Non si trattava di lettere di buona educazione tra parenti, quanto di suppliche d’amore, poi il caso, dopo il delitto andrà sul giornale, con un titolo che non lascia molto alla nostra immaginazione, dove si segnala come l’ opinione pubblica rifletta su un delitto, in cui la zia 28enne, uccide il nipote che la perseguitava con lettere di morbosa passione. Non se ne parla con entusiasmo, tanto che Leda, in vari momenti dovrà fingersi un’altra persona, per potere interloquire, in varie telefonate, con i testimoni del tempo, anche se lontani parenti, fingendosi chi non è.

Il libro va letto con il ricordo di questo omicidio in Piazza dell’Indipendenza, nel 1951, dove la nipote Leda Linzio, indaga sulla morte di Luigi Linzio, Non entriamo in tutti i luoghi nei quali la nipote rivive la morte dello zio, con il sogno in testa di studiare giurisprudenza, che poi vedremo leggendo il libro come andrà a finire, lasciamo al lettura la sua voglia di leggere, senza rivoluzionare la storia, accennando ad un piccolo studio di un personaggio, sapendo che spesso, ancora oggi, sono i cronisti specializzati a scrivere di cronaca nera. Scoprirai come Leda nella sua opera di ricerca spesso è sola, come molte delle strutture che possono aiutarla non hanno molto materiale, che è lei, con le sue intenzioni, con la sua voglia di andare avanti, che sceglie come dirigere la sua ricerca.

Mantenere la “ forza “ per giungere a delle conclusioni non è facile, la vista delle fonti sul caso, il modo in cui si ricostruisce il “ desiderio “ di Luigi, fanno entrare in un rapporto tra il comportamento “ strano “ della vittima, con la risposta “ crudele “ dell’omicida, non tutti accettano di sentirsi coinvolti, tanto che quando Leda entrerà, molti anni dopo, nella caserma di Luigi, nessuno si ricorda dell’accaduto oppure ne ha sentito parlare, non una cosa importante per molti, a cui fare attenzione, non è facile per chi vuole capire la storia riuscire a vederla chiaramente, rimane sempre nella sua evoluzione, che non sveliamo al lettore, in una specie di fitta nebbia, causata dal tempo, come dal fatto che tutti i protagonisti vogliono dimenticare.

A Roma, voglio capire la ragione di un uomo ucciso per amore, cosa ha lasciato alla nostra famiglia, potremmo così scrivere di Leda, invece, in una piccola frase, potremmo dire del libro che Leda è viva per scrivere, per farci vivere una storia, che conquisterà il lettore.

Giuseppe Di Summa.

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