Intervista a Saretta Domanin

1- Presentiamo il coach, la tua esperienza nello sport, i tuoi riferimenti, come sei partita, ad esempio, con quali tecniche, hai impostato il tuo lavoro, sul campo ?

Sono allenatrice da quasi 3 anni. Ho giocato per 27 anni, ho smesso a 35 anni e non potendo fare a meno del basket, la mia vita, ho pensato che l’unica cosa che potevo fare era trasmettere nozioni e passione per questo sport alle giovani. Ovviamente conosco bene lo spogliatoio delle squadre femminili, cosa passa nella testa di una ragazza, paure, limiti fisici e mentali che spesso sono anche punti di forza. Nel 2017 ho fatto il corso da allievo allenatore, corso utilissimo per chi è giocatore perché si riescono a comprendere meglio alcune dinamiche di gioco su più punti di vista e a sfruttare questi dettagli con migliori letture in campo. Lo stesso anno ho preso la tessera da allenatore di base. La mia prima esperienza è stata con 2 gruppi: U16-U20. Sono stata convocata agli allenamenti del CTF Abruzzo e anche questo mi ha permesso di avere nuovi spunti. Ovviamente non basta l’esperienza da giocatrice quindi mi sono documentata attraverso video e libri e ho programmato un piano di lavoro per obiettivi. Con una squadra giovane mi sono posta fondamentali offensivi e difensivi da sviluppare in due anni. Le partite aiutano molto perché programmi il lavoro settimanale sia sulla squadra da affrontare sia sulle carenze e gli errori che si sono evidenziate durante il gioco competitivo. Prendo delle azioni chiave e le scorporo per arrivare a costruire soluzioni che limitino le lacune

2- Creare uno staff tecnico oggi, di cosa ha bisogno un’ allenatore, quali tappe debbono essere vissute insieme, quale gioco proporre ?

Lo Staff tecnico a mio avviso deve essere composto-come chiede il basket integrato- da una forte sinergia e collaborazione tra allenatori, preparatore atletico e staff fisioterapico. Possono esserci diversi punti di vista sul gioco, anzi accrescono perché spingono al ragionamento, l’importante è che al centro di questo cerchio ci sia una forte propensione alla psicologia della giocatrice. Il tutto va vissuto insieme: non possiamo avere le risposte a tutto e ognuno accresce l’altro purché ci siano obiettivi condivisi. È fondamentale collaborare e programmare interfacciandosi con lo staff. Poi si tira una linea: cosa serve? Cosa migliorare? Quali obiettivi sono stati raggiunti e quali no? Il gioco da proporre a livello giovanile è sicuramente dinamico, con tanto contropiede e fondamentali individuali iniziando ad abituarli ad un contesto senior. A livello senior invece vanno sfruttate le caratteristiche delle giocatrici senza dimenticare che anche le più esperte hanno sempre da imparare. Dico sempre che il basket è un gioco che (scusate la ripetizione) più lo giochi e più lo sai giocare.

3- Le caratteristiche fisiche di un giocatore, le sue motivazioni, i gesti tecnici da proporre, nel settore giovanile, per un coach come è il rapporto con l’ideale di sport del suo giocatore, magari rimasto dopo le ore di minibasket, quando spesso si è illuminati dai campioni internazionali, non avendo ancora vissuto un vero e proprio allenamento ?

La motivazione è tutto, la voglia di migliorarsi li porta in campo non per passare un’ora e mezza ma per apprendere il più possibile tanto da rimanere anche dopo l’orario concesso. Non nego che il fisico in questo sport è importante o meglio aiuta molto, ma la voglia di riuscire ad avere una buona prestazione ti porta a trattare bene il tuo corpo che è lo strumento attraverso il quale ti puoi esprimere. Anche un piccolo può ottenere molto dal suo fisico. Quindi un piccolo dovrà sfruttare molto la rapidità, la ripartenza, il tiro, la difesa e la tecnica in generale. Un lungo dovrà utilizzare il suo fisico per avere maggiore equilibrio e possenza fisica. A livello giovanile credo che tutti debbano conoscere tutti i ruoli; a livello senior le cose cambiano, i fisici sono definiti e salvo qualche esercizio che è sempre giusto riproporre, non userei il tempo per lavorare su situazioni di gioco improbabili. Quello peró su cui punto tutto è la crescita psicologica delle giocatrici: lo sport deve insegnare a non mollare mai, a insistere quando stai per cadere e rialzarti più forte di prima. Caparbietà,grinta e forza d’animo. Questo dovremmo infondere nelle atlete, perché ciò che sei in campo deve aiutarti ad affrontare senza paure ciò che sei nella vita!

4- Su che cosa non fai sconti quando devi rinnovare il tuo impegno con una società di basket ?

Sulla serietà, sulla condivisione di obiettivi, sulla fiducia, sulla giustizia e sulla correttezza. È vero che dobbiamo premiare l’impegno ma nello sport vige la legge del più forte. Bisogna essere coerenti e onesti. Non accetterei mai compromessi e imposizioni. Se ti fidi di me, devi lasciarmi fare.

5- Oltre ai gesti tecnici, vi sono poi i principi, soprattutto nel settore giovanile, con cui creare una squadra, presentaci la tua impronta, su cosa spingi, cosa tieni a cuore ?

Possiamo parlare di fondamentali, di letture, di gioco ma come dicevo io ho una regola: mai mollare fino alla fine dando tutto. Poco conta vincere o perdere, l’importante è uscire avendo buttato cuore e sudore, con carattere, grinta e senza paura, lavorando l’uno per l’altro, perché la tua vittoria è la mia vittoria. Principio base della vita.

6- La maggiore soddisfazione che hai avuto nella tua carriera sportiva ( non solo per una questione di record )?

Da giocatrice sicuramente le due promozioni consecutive in A. Da allenatrice è presto per dirlo. Quando vedo una mia under calcare un campo di serie B o vedere atlete che mettono in pratica i miei suggerimenti o semplicemente vederle sorridere perché amano quello che fanno con passione! Le loro vittorie personali sui loro limiti sono le mie più grandi soddisfazioni! Personalmente non dimenticherò mai il mio esordio da Head Coach in serie B: le ragazze mi hanno fatto un grande applauso, hanno giocato per me e dopo la vittoria sentirmi gridare MVP mi ha fatto esplodere il cuore di gioia!

7- Presentaci la tua attuale società, i tuoi gruppi, cosa fate, quali sono gli obiettivi ?

Alleno l’under18 (da settembre) e la serie B (da 3 settimane) della Pallacanestro Antoniana Pescara. L’obiettivo è dare spazio alle giovani locali supportate da giocatrici esperte ma comunque giovani per ridare vita alla realtà pescarese. L’obiettivo è centrare i playoff e poi arrivare il più lontano possibile aumentando il minutaggio delle nostre Under.

8- Se non dovessi fare tu qualcosa oggi, per il tuo programma di allenamento, in cosa ti faresti sostituire psicologia, atletica, tattica, da quali capacità, valori, avresti bisogno come collaborazione ?

È chiaro che nella femminile fa tanto la psicologia secondo la mia visione. Ma caratterialmente sono abituata a fare e non a guardar fare, quindi mi avvalorerei della sinergica collaborazione di un preparatore atletico, di un mental coach e umilmente di un allenatore vecchio stampo per consigli tecnico-tattici.

Pubblicato da cambiogiorno

Un progetto web concluso ed archivato

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