La selezione dei candidati.

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Come osserva Duverger, l’organizzazione di partito è un successo, nel 1850 nessun sistema politico riconosceva i partiti moderni, tranne gli Stati Uniti d’America, invece nel 1950, i partiti sono già all’opera nei paesi civili. Max Weber si era occupato del solido partito di massa, con alla testa un capo, mettendo in risalto che il partito ha bisogno di una macchina organizzativa. Negli anni ottanta s’incomincia a parlare di crisi del partito, all’Istituto Gramsci si Bologna, si tiene un convegno, nel Maggio del 1989, in cui si presenta il mutamento dell’interesse verso l’esperienza statunitense. Nella foto vedi dei soldati si ricordi che il numero, lo insegna il 2, fa la realtà associativa, diplomatica, ad esempio, chi scrive non lo troverai mai nei soldati, tra i professori, è impossibile, questo non vuole dire che Di Summa non sia un soggetto che puoi vedere in politica, vicino magari ad un democristiano, ad un ex democristiano, magari mangiando un panino, a parlare della prossima crisi di governo, dei partiti di oggi, che hanno scelto come capo, non un democristiano. Il cittadino, quindi, diviene il soggetto della nuova politica, come sottolinea nel 1992 Panebianco, il partito deve avere una organizzazione solida. Entrando in biblioteca faremo scrivere quindi che non riconosciamo, con i libri dei dipendenti pubblici, le persone, il cittadino, che in tale organizzazione non rientra, sottolineando i passaggi burocratici, dei sistemi di partito. Salvatore Vassallo, parla di blocco ai giorni nostri di partiti di destra, di centro, a chi scrive da simpatizzante, elettore di centro, questo va bene, anche se in Italia, per il post DC, si è guardato a Forza Italia, che ha promesso all’elettore di acquistare amore per la politica, quella che piace la cittadino, non quelle delle biblioteche pubbliche, di polverosi libri, che come previsto ci seppelliscono in biblioteca. Il cittadino va recuperato alla politica, questa è una buona idea di Berlusconi, che presenta temi validi per la società. Ai tempi degli anni 1970 Almirante diventato votato, disse che a civiltà bisogna sostituire libertà, poi litiga con Democrazia Nazionale, perdendo un pezzo di partito. Oggi tutti i partiti hanno perso il legame tra Democrazia Nazionale e Democrazia Europea, come se ci fosse un ” esproprio ” della democrazia interna ai partiti, che garantisce la candidatura, di chi come si dice in questi casi ha l’imprimatur. Si stiamo lottando per il permesso per stampare questo passaggio da Democrazia Nazionale a Democrazia Europea. In una struttura organizzativa, il notabile, lo sappiamo da Duverger, crea una struttura quasi nulla, i partiti di massa hanno struttura solida, il partito pigliatutto si dota di una organizzazione medio/bassa, tenta di ridurre i costi della burocrazia. Il passaggio da nazionale ad europeo non si può dire ” la burocrazia mette vincoli “, visto che l’organizzazione politica, che cerca risorse, sa che la leadership, saprà risolvere un problema e creare un tipo di coalizione, per noi ci vuole una leadership come quella di Prodi, che fa passare dalla Democrazia Nazionale alla Democrazia Europea.

Pubblicato da cambiogiorno

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