Testo decorativo ” e canta ancora….”

Presentiamo il ” menestrello “, il famoso giocoliere, oppure postino di corte, che si esibiva nelle piazze, nelle fiere. Siamo figli di una metrica lenta sapendo che in ogni musica, è la voce la protagonista, oltre al personaggio del postino, ci si serve delle corde vocali, per parlare, ridere, cantare, piangere, oggi un postino difficilmente parla, non risulterà mai alla visita medica, lo sforzo di un menestrello. Viviamo un momento transitorio, parte la voce, viene emessa, poi con calma scompare, finisce l’emissione del suono.

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E canta ancora che non sai, fortuna, e canto di quel posto che non hai visto mai, a piacere. E canto ancora e non lo sai e suona una chitarra, canto la mia terra, parlo e suono ancora, mi ascolta la gente che sente, che beve caffè e che ride. Parlo ancora e canto un’ora e rido e rido e suono e canto quell’uomo. Canta, quell’uomo, canta ancora, balla, ride, suona, gioca con le parole, canta d’amore, canta il bel sole, la terra, canta il verde, il rosso, canta ancora, canta nella vita e suona, suona sempre con la testa che pensa alla gente e alla pace che gli resta.

Pubblicato da cambiogiorno

Un progetto web concluso ed archivato

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