La prova – Parlare e dire di politica –

Un Blog, potrebbe andare in crisi, avere meno ospiti con la politica, cercheremo di scrivere tutti, senza essere di parte. Nel 2020, una serie di POST programmati, che piano sto inserendo in archivio.

Photo by Mudassir Ali on Pexels.com

Questo sconosciuto è il ” cittadino “, il ruolo del soggetto in questo è compito dell’educazione civica, naturalmente ogni corrente politica, filosofica, ha il suo fondatore, anche quando si è semplici, non solo ” mistici “. Come ” cittadino ” chi scrive non è nessun docente universitario, di scuola, in italiano, da portare a casa, quando esce di casa, da credere si possa toccare, nonostante il testo, sono contrario alle legende, visto che si parla di politica, vale la pena ricordare ” detti da Confucio “, dove vi sono raccolti i pensieri del maestro, non vi aspettate da chi scrive questa appartenenza, non per tradimento di allievo, oppure esilio, sapendo, che un mio maestro è Confucio, che “ si presentava come messaggero che nulla ha inventato “. La tradizione storica, degli insegnanti italiani, va ovviamente rispettata, anche se nello scrivere questi ” post ” guarderemo, dato che io ne sono l’autore, ad altro. Il percorso, già disponibile su ACADEMIA EDU, viene anche presentato sul Blog, ricordando come scrive WIKIPEDIA ( All’origine dell’utilizzo di tale termine vi è il termine Rújiā 儒家 (scuola dei letterati) termine sotto il quale sono stati raccolti tutti i pensatori dell’epoca degli stati combattenti che nelle loro discussioni e affermazioni si richiamavano esplicitamente ai contenuti dell’insegnamento di Confucio ). Nella seconda parte del 2020, tutte queste riflessioni finiranno, arriverà un testo di chi scrive sui ” letterati “, dopo avere studiato a scuola, ovviamente. Iniziamo con il primo testo, visto che di letterati della scuola, università italiana, non ne resteranno, l’unico cosa che puoi leggere, partiamo con questo testo per questo, è che chi scrive ha fatto la scuola e il servizio civile in Italia, che è l’unico concorso, prova, a cui ha partecipato.

Cittadino1, ma quale Cittadino ?

Il diritto amministrativo2 è una branca del diritto pubblico, disciplinare la P.A ( pubblica amministrazione ) è uno dei suoi compiti principali, visto che il rapporto tra poteri dello Stato, il modo in cui bilanciarlo, diviene questione d’interesse a partire dalla rivoluzione francese. Non tutti gli ordinamenti3 conoscono il diritto amministrativo, oggi possiamo sintetizzarlo nel ramo del diritto che regola i rapporti dello Stato con degli enti autarchici, sottolineando che molte amministrazioni dipendono dai vertici politici, che lo sviluppo di questa materia, in Italia, si lega alla Costituzione. Uno stato democratico deve avere tra le sue importanti finalità, oltre a quella di essere pronto a creare lavoro, anche l’interesse pubblico come finalità della società, si può fare affermando, vale la pena ricordarlo, i valori dello Stato democratico. Il titolo di questo breve articolo potrebbe essere riflessioni varie, visto che la materia è difficile, lunga, dobbiamo ripulirla nello scriverla, presentando subito il concetto risalente al 1892, quando la scienza dell’amministrazione inizia ad interessarsi della felicità del cittadino, compito della Scienza dello Stato.

La domanda di questo testo è: Cittadino, ma quale Cittadino ?

Un ambiente diverso fa nascere una relazione diversa, uno dei cardini ovviamente visto la posizione soggettiva verso la Pubblica Amministrazione, che è rispetto delle leggi, richiesta di legalità, è il principio di legalità, uno dei momenti fondamentali dello Stato di diritto. Possiamo citare, ad esempio, l’Anac4, il suo percorso “ giuridico dei controlli “.

La vera vittoria del sistema della pubblica amministrazione è mettersi nelle mani di persone capaci, che per merito hanno vinto un concorso pubblico, non solo, spetta alla burocrazia pubblica sapere organizzare, con la sua cultura organizzativa, attività importanti, tipo l’esercito, non è una grande sorpresa ovviamente. Il talento di chi vince il concorso pubblico è garanzia per tutti, non solo, la pubblica amministrazione dispone di una proprietà pubblica, sapendo che i beni hanno una funzione sociale, da assicurare.

Queste caratteristiche sono importanti per sottolineare di cosa si occupa il diritto amministrativo ?

Diciamo che fa nascere le scelte, che la funzione politica di un ente persegue, non solo guida l’ente nella funzione amministrativa, legislativa, si aggiorna, partecipa, anche alle regole dell’ordinamento, proprie della funzione giurisdizionale, è un ramo del diritto importante. Venire da me il diritto amministrativo vuole dire, conoscere subito, parlare, dire degli interessi diffusi, interessi soggettivi, delle misure amministrative, sempre tenendo d’occhio l’interesse collettivo, sapendo che sono interessi importanti che appartengono ad una collettività di cittadini, che difende i suoi interessi legittimi5.

1 Un cittadino è un abitante o residente in uno Stato del quale possiede la cittadinanza avendone i conseguenti diritti e i doveri

2 La sua genesi è da collegare al principio di divisione tra i poteri dello Stato

3 Come recita l’antico brocardo “ubi ius ibi societas” (“dove c’è il diritto, ivi [si trova] la società”) e viceversa “ubi societas ibi ius” (“dove c’è la società, ivi [si trova] il diritto”),

4 L’Autorità nazionale anticorruzione, in acronimo ANAC,

Quando si scrive di diritto si ricorda sempre l’importanza delle fonti.

Le fonti di rango costituzionale, le fonti primarie, vedi le norme comunitarie, ad esempio, le fonti secondarie, tipo i regolamenti dello Stato, gli usi normativi, in sintesi danno al termine “ amministrazione “ quel concetto giuridico, che indica la cura in concreto degli interessi. Il numero degli Enti pubblici è mutevole nel tempo, oggi bisogna dirlo in italiano, come in inglese, visto, che l’Unione Europea sottolinea il principio del diritto a una buona amministrazione, quindi nell’esprimere pareri, nella definizione dei rapporti giuridici, l’esistenza della norma giuridica, porta al concetto di situazione giuridica.

Seppure per riconoscere la nostra Repubblica, bisogna anche riconoscere lo “ status “, la posizione di un soggetto rispetto ad un determinato gruppo, che non è l’imposizione per diritto di un comportamento al soggetto, è un rapporto diverso, nei gruppi, tra consociati.

Il diritto soggettivo, infine, attribuisce una posizione giuridica di vantaggio nell’ordinamento giuridico, quindi Avvocati, Giudici, Professori che scrivono di diritto hanno, per legge, il compito di esercitare la professione giuridica, di proporre tutte quelle disposizioni, in caso di inerzia, di tutelare il cittadino, con la loro azione, in passato abbiamo sperato nel difensore civico, nel “ city manager “, che avevano un effetto di conferma del moderno procedimento amministrativo negli Enti. Noi comuni lettori, della materia, alla domanda – Cittadino, ma quale Cittadino ? – come reagiamo, non di certo un modo unilaterale, come potrebbe essere l’incarico di depositare un flusso di comunicazione satellitare ad una Procura della Repubblica, che non è cosa possibile, sapendo tutti benissimo che ogni incarico per lavoro, che cerca giudizio equo di interesse pubblico, oltre che essere retribuito, deve essere super-partes, deve essere affidato a chi ne ha la competenza, spesso in tema di tecnologia, a fisici e ingegneri. La scelta di una progettazione, in tema di comunicazione, passa per la competenza, per quanto essa sia economicamente vantaggiosa, per la comunità. Non essendo dentro i problemi della competenza che fa funzionare l’organo amministrativo, possiamo solo presentare richiesta, alle amministrazioni pubbliche, per avere risposta. Il filosofo, da Platone ad Aristotele, lo vuole anche un cittadino “ felice “, a cui ad esempio, un buon management pubblico, sappia risolvere il problema dell’inquinamento ambientale, come ogni problematica ecologico. Ecco quando scriviamo noi viene visto un cittadino dei “ verdi “, l’interessato, non adottato il testo preciso, potrebbe avere il racconto delle sofferenze che provengono da lui, che non è buono come mentalità, nel dare, quel suo piccolo contributo, di tempo, a fare salire le quotazioni per l’amore, in questo caso per l’ambiente. Siamo tutti d’accordo, nell’ascoltare, come prima cosa, nel tempo, nello spazio, nella via pubblica, le cose che ci fanno stare bene insieme, che ci rendono ricchi di valori, quindi non sempre vale la pena di criticare

  • 5 Cordero: “è la personificazione di un’ombra”;- riferito all’interesse legittimo.

un ente pubblico, quando è inesistente un fatto, conviene capire, dal punto di vista pubblico, la competenza tecnica di un’amministrazione, rimanere pure degli ecologisti, dei verdi, accettando l’attività pubblica, lo scrive una persona abbastanza distante dai no-global. Il maestro del diritto amministrativo in Italia è Sabino Cassese, autore di un libro “ L’Italia : una società senza Stato ?, ove scrive di un paese nella storia, che ha dovuto, ovviamente, dotarsi con l’unità anche di pesi e misure, come di una formazione, che riguardasse tutti i beni pubblici, parla già al tempo, in tema di debito, grande problema di oggi dell’Italia, dell’attività di una commissione parlamentare di vigilanza. Questo libro, molto interessante, è pubblicato nella collana “ Voci “, dalla casa editrice Il Mulino. Un manager pubblico, di grande importanza, è Pasquale Donvito, che nel libro “ La riforma della Pubblica Amministrazione “, editore Cacucci Bari, parla di un seminario della rivista “ L’imprenditore “ argomento la semplificazione amministrativa, altro argomento importante oggi, come il debito, è proprio l’aiuto, la crescita della cultura d’impresa. Vengono citati i nomi di grandi studiosi, che ti fanno sapere come è difficile restartene qua, nel diritto amministrativo, nella ricerca del cittadino felice, anche se per molti di noi, è grande infelicità starsene qua, appunto, nel diritto amministrativo.

Uno dei massimi studiosi di diritto italiano, su i cui libri è stato bocciato chiunque, ha bocciato anche me, è Francesco Galgano, che occupa tutto il mondo dello studio della materia del Diritto Commerciale, con grande competenza. Nel suo testo dedicato alla “ Lex mercatoria “, sempre edizioni il Mulino, si riflette su come il mercato comune europeo, serve alle imprese “ nostre “, per riuscire a realizzare un modello di sviluppo come quello delle imprese americane, per restare alla cultura d’impresa, non solo nel testo sa affrontare la gestione della “ nostra società “, grazie alla “ mano pubblica “.

Questi grandi studiosi sono garanti dei punteggi nel “ suo comune “, inteso di quello dello studente, esprimendo la dottrina dello Stato, sapendo il “ se “, il “ dove “, il “ come “, il “ quanto “, sapendo bene, che anche nel caso del bene comune, le persone non leggono, non leggeranno, come ogni bravo studioso, ha sperimentato sulla sua pelle. Quelle persone sanno il difficile percorso, dato il rapporto con il Governo, della stabilità delle politiche pubbliche. Grandi Presidenti americani, come Roosevelt, hanno dovuto contrattare la spesa pubblica, non tocca solo oggi a Trump. Il salvatore del Parlamento e dello Stato, ha vita difficile, quando la popolazione percepisce ogni modificazione della sua vita, che viene dall’economia, dalle cifre che calcolano in modo preciso i consulenti, i tecnici, dei Ministeri economici, che in passato sono state anche oggetto, nel nostro Mezzogiorno, di politiche per il Sud, che hanno sempre da combattere con il problema del disavanzo per la gestione statale. Chi scrive è sostenitore del “ reddito di cittadinanza “, che si deve conquistare non solo la proposta teorica, deve diventare un caso di buona amministrazione, sapendo che il titolare di un organo, di un ufficio, è quello che occupa la carica, è lui che si occupa degli investimenti pubblici, della lettura dei bilanci, non solo, quindi dobbiamo sentire l’economista, il giurista, che dice che siamo in crescita zero, un modo di portare tra di noi investimenti pubblici va trovato, chi scrive, non ricoprendo carica, ufficio, naturalmente, può solo dire di essere favorevole al “ reddito di cittadinanza “, seppure la concorrenza tra salari, ci porta a dovere tutelare, con un salario minimo obbligatorio.

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