Diario di coach- numero 3

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Che cosa è DIARIO DI COACH ? Faccio il simpatico, in modo social, per presentare i ricordi di scuola, non per una doppia personalità, avendo oggi 46 anni, per permettere di esprimersi in modo corretto, riflettendo sul luogo di preparazione intellettuale, cosa importante per passare da ogni dialetto, alla propria lingua, alla lingua straniera. Una società sportiva è professionalizzata, burocratizzata, urbanizzata, questo lo s’impara usciti dalla scuola, il programma da valore al concetto di fuga, per molti, noi nello sport, visto l’utente, dobbiamo restare sui banchi di scuola, spingere per il successo organizzativo, dell’E-Book dal titolo La filastrocca del Minibasket, essendo inclini alla innovazione.

La storia del farmaco raccontata in questa nuova versione, riguarda la scuola, il minibasket, la storia, l’allenatore, partendo dal 10 Settembre del 2002. Conservando i valori di frequenza nell’attività sportiva, in base al sesso del consumatore, si vedono comportamenti positivi o meno, di soggetti appartenenti a maggioranza o a minoranza, nel rapporto tra consumo e sport.  La scuola ha infatti la sua storia, i suoi contenuti, i suoi volti già visti, chi rappresenta un gruppo, un centro minibasket, ha scelto la via del farmaco, per tutto quello sconosciuto agli altri. La categoria, quella degli Istruttori Sportivi, si collega, infatti, per quello che è in memoria, che appare come contenuto registrato nella scuola. Se togliamo la nuvoletta, la scrittura, appare la ” stella blu “, voglia di lavorare, ordine e fantasia, sono nascosti nello sguardo di quella stella, che accende, senza la scrittura della nuvoletta, la ” fantasia “.

Il medico fa il medico, come il coach fa il coach, l’atleta fa l’atleta, nella attività di una Federazione Sportiva, i medici della Federazione Pallacanestro, controllano la tecnica la sua applicazione, il grado di possibilità, quando essa sia bloccata, magari dal rischio di un operazione. E’ chiaro che una tecnica sonora, la voce, per molti medici è l’obiettivo primario del trattamento sanitario, la positività ad un esame, da origine o meno al trattamento con una voce.  Saprai quanti secondi il tuo coach potrà tenerti nello spazio, quanto potrai stare vicino all’avversario. Ricorda, infatti, una grande verità sullo spazio, ” Tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio è il nostro potere di scegliere la nostra risposta.” (Viktor E. Frankl). Anche sul campo si sceglie una risposta, quella ” scelta “, Come ricorda Voltarie, nel Candido, una cosa è parlare pieno di ” marcia “, cioè di allenamento, una cosa è parlare pieno d’aceto, quindi senza essersi allenato per bene. La tua risposta, al medico, alla sua voce, può arrivare solo se sei pieno di ” marcia “. Quindi l’individuo sconosciuto, mai in marcia, non appartiene al gruppo che ha dato la risposta, scelta, nello spazio. Non si possono indovinare le parole apparse di quella voce, queste hanno una valenza di risposta riconosciuta, dal gruppo, che lo sconosciuto deve sapere, l’aspetto di una patologia valida per l’atleta del basket ” si manifesta così e la voce ti spiega il suo trattamento, quindi non hai risposto, non sei allenato, quando nello spazio era il tuo momento. Noi abbiamo scelto di farlo anche noi, marciare, con il sottofondo dello ” scherzo russo “, tipica ” tecnica sonora ” con il nome CAMBIO GIORNO e GIUSEPPE DI SUMMA.

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