Diario di coach- numero 2

So social

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Che cosa è DIARIO DI COACH ? Faccio il simpatico, in modo social, per presentare i ricordi di scuola, non per una doppia personalità, avendo oggi 46 anni, per permettere di esprimersi in modo corretto, riflettendo sul luogo di preparazione intellettuale, cosa importante per passare da ogni dialetto, alla propria lingua, alla lingua straniera. Una società sportiva è professionalizzata, burocratizzata, urbanizzata, questo lo s’impara usciti dalla scuola, il programma da valore al concetto di fuga, per molti, noi nello sport, visto l’utente, dobbiamo restare sui banchi di scuola, spingere per il successo organizzativo, dell’E-Book dal titolo La filastrocca del Minibasket, essendo inclini alla innovazione.

Quello che l’utente della Filastrocca del Minibasket, non sapeva, è come ci avrebbe visto alla fine dell’esperienza sui social. La filastrocca, ovviamente, in inglese, deve essere capace di  to speak off the cuff,cioè improvvisare un discorso. Mr Di Summa as an Italian speaker. Sono le immagini, di persone che vivono gli esercizi di un allenamento, non si sottopongono a tecniche cliniche, per suoni e immagini che non esistono.  Basta sapere con chi voglio e come voglio comunicare qualcosa. 

Un esito sportivo di Giuseppe Di Summa ? Quando ai tempi della ” Ragioneria ” collaborava per la scelta dei giocatori, per gli allenamenti, con il Prof. di Educazione Fisica. Nella formazione, poi di Istruttore,vi sono diversi significati, visto che un allenatore, un Istruttore, come il Prof. di Educazione Fisica, per motivi diversi devono ” aiutare ” la crescita di un giocatore. Nasce l’idea del ” giocare per crescere “, ovviamente per molti vuole dire ” giocare la partita “, raggiungere un punteggio. Cambia la forma di apprendimento, il Prof, di Educazione Fisica, ovviamente, giustamente, è molto ” didattico “. 

E’ logico, è naturale, che ” le sette note dei sogni “, spesso in una segreteria comunale, siano cosa diversa, visto che il ” record “, la registrazione è fatta in modo professionale. Non si può immaginare che una rete di centri urbani, sia cosa diversa, la realtà si fa risultare o raggruppando la maggioranza, oppure facendo il contrario disperdendola. Con la mia immagine, a basso ascolto, nella segreteria comunale, le folle possono solo ” disperdersi “.Chi scrive prima di spingersi nel mondo dell’esito sportivo, era indeciso se suonare il piano presso una scuola di musica, è certo di avere lasciato su questo un testo, che poi dalla scuola, ha dovuto ritrovare spazio nella nostra casa, tutti quando abbiamo un incontro, dobbiamo sapere sfruttare il debole per l’arte di qualcuno, poi se quelle sette note, non sono così congeniali, può nascere la battuta ” noi non la vogliamo “.

Accogliamo la musica, che ci fa vivere momenti magici, superare la noia, è una fedele compagna di vita.  Tra le ” prospettive ” vi è la musica.

Come vedi nella foto, dei tempi della scuola, al massimo resta un ” POSTER”, la propaganda, sapendo che poi i giocatori hanno degli incidenti, anche nell’avere o meno il ” benvenuto “, negli spazi. Lo sforzo non è uguale per tutti, si fanno dei ” test ” per comprendere, ad esempio, quale sia la preparazione psico-fisica migliore da raggiungere. Per me ci vuole sempre un fiore, tutti siete benvenuti nelle palestre, nei palazzetti, nelle aule scolastiche, sapendo che un  tecnico deve sapere, dal punto delle emozioni che vive, dove sta un giocatore, spesso è nello spazio ove il suo allenatore gli garantisce la giusta protezione per allenarsi. Ricorda che il giocatore, che sbaglia, si ferma, gli si ricorda la buona esecuzione, seppure abbiamo tre settori da seguire, qui sulla Filastrocca, l’avviamento allo sport, l’attività agonistica, l’attività amatoriale. Chi scrive si occupa, nella stagione 2019-2010, solo di avviamento allo sport e di attività amatoriale. Seppure vi è una riflessione sul tipo di attività agonistica, sapendo che come leggi l’ambiente della nostra società è fondamentale, ognuno di noi ha un ruolo, dei vincoli contrattuali e professionali da rispettare. Il mio ruolo è di accompagnare il bambino in una situazione motoria, cognitiva, mentre l’atleta nella squadra deve avere un lavoro, anche a volte, di tipo tecnico e tattico, che spetta, per me ad un coach, non ad un Istruttore. 

Cosa significa ” ci vuole un fiore ” ? Che per il bambino è fondamentale una ” alfabetizzazione ” di tipo socio-affettiva, quindi l’argomento di sopra, per l’accoglienza, diventa quante volte il tuo Istruttore, ad esempio, è stato ” gentile ” con te. Non solo, l’Istruttore ti deve dire che i comportamenti non sono belli, che ti devi impegnare per cambiarli.Non solo quello che leggi di tecnica qui sulla Filastrocca, a volte ” per un bambino ” può essere troppo difficile, troppo fastidioso, va accettato., non solo tutti i bambini si prendono in giro, prima o poi capita a tutti, questo va fatto capire, durante l’attività sportiva va insegnato al ” piccolino ” come piacersi mentre gioca, come essere contento di essere qui con noi. Una accoglienza diversa rispetto, a quella che leggi sopra, tra allenatore e giocatore. 

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