Le lettere sui libri.

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Non bisogna fare ” favoritismi ” verso i ricchi, nella lettura, nella scrittura, tra una lettera e l’altra, tra una parola scelta e l’altra, si riempie un vuoto, seppure a volte una città dei volti, diventano troppo belli ai nostri occhi, per non essere descritti come ricchi di piacere. Forse nel 401, viene scritta una lettera importante la LETTERA 58 Agostino scrive a Pammachio, illustre senatore romano. Da quel tempo, vedere o non vedere, un programma, per questioni politiche, fa la differenza. Si chiede in una lettera di fare contare l’amicizia per fare ritornare nella Chiesa delle ” anime “.

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Seneca scrisse 12 libri di Dialoghi, è chiaro che vedere un programma dell’università, che su queste lettere ha presentato del materiale in occasione del seminario Mecum loquor. Seneca e l’esperienza epistolare, tenutosi a Palermo l’11 maggio 2018, non vuole dire vedere il programma di CAMBIO GIORNO, sono cose diverse. Il Comune, il lettore, lo studente, sono al sicuro, diciamo si, per il fatto che seguono questi programmi, quelli accademici, quando vogliono studiare. In queste lettere s’impara a considerare l’interlocutore, a capire gli argomenti del dialogo, l’interesse di chi lo scrive. Si presenta, in queste lettere, la struttura fisica dell’uomo portato alla contemplazione. Questo è un caso di lettere utilizzate per gli amici, seppure vi è uno scarto tematico, nel convertire la lettura in un programma per un Blog, noi non possiamo spingere tanto, nello scrivere, lo stile, la conoscenza del dialogo, che si realizza con queste lettere ci basti.

L’errore, o meno, di chi ha ” detto ” lei deve diventare ” vecchio ” come ricorda BENEDETTO XVI, su SAN GIOVANNI CRISOSTOMO, la riflessione, il confronto tra le parole coraggiose di Seneca, con quella che il Pontefice ricorda essere la possibilità di conversare con Cristo. Vi sono voci della tradizione dello studio, che sono capaci o meno, di fare parlare i ” cristiani “, che sanno come leggete in apertura, che non vi sono differenze tra ricchi e poveri, nel patrimonio di sapienza, per riflettere sui commenti del nostro tempo. E’ chiaro che tutti possono studiare gli ” Eroi del Pensiero”, da ricchi, da poveri, le lettere s’imparano e si studiano ancora nelle scuole ed università, dove giustamente anche chi insegna i programmi viene valutato per le sue lettere sui libri. La valutazione per noi viene dallo storico, filosofo, Will Durant, che sosteneva giustamente che ” “L’ educazione è la progressiva scoperta della nostra stessa ignoranza.”

Il filosofo qui in inglese si esprime sulla ” eguaglianza “, che proviene da motivi politici, economici, di un uomo, da una Costituzione. Lui sa ” tutta la costituzione ” dal punto di vista liberale, del post- rivoluzione francese, l’uomo combatte per una naturale disuguaglianza, da trasformare in pari diritti. Questa è una presentazione del 1933.

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