La conversazione con un esperto.

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Delle buone domande, delle buone risposte, creano del pubblico intorno a noi. Oriana Fallaci, in una bellissima intervista, incontra Neil Armstrong, che gli ricorda che bisogna sgombrare il campo delle fanfare su questa Luna. Un altro grande maestro delle interviste è  David Letterman, nell’intervista a Madonna nel 1994 pronunciò 13 volte la parola “fuck“. Attenzione quindi alle parole che le ” diranno ” come esperto nelle conversazioni. Alla radio, la Rai fa bellissimi programmi, da sempre, il 1 Luglio del 1974 va in onda la prima puntata delle ” Interviste impossibili “, viene intervistato Attila, il sovrano degli Unni, cominciando l’intervista si presenta come un gioco in cui faccio domande e tu risponde, Attila manda via tutti e dice di dovere parlare con il romano da solo.

L’esperienza dello studio della lingua straniera

Ragioneria ed Inglese non bastano, per capire quando le idee sono ” sposate “, diventano anche un linguaggio, magari una richiesta ” eufonica “, quindi nei manuali di italianistica e giornalismo, troviamo molte risposte, ad esempio sull’uso della D eufonica. Ricordiamo in Manzoni, ad esempio, l’uso della I eufonica, strada → istrada, che nel capitolo XXIX dei Promessi Sposi diviene ” «Dove vanno tutti gli altri? Prima di tutto, anderemo in istrada» . Quindi giornalisti, italianisti, hanno i loro maestri elementari di fiducia, che gli riconoscono esperti. Nel 1961, sempre negli studi, questa volta televisivi, della Rai, viene intervistato il poeta Ungaretti. Parte l’intervista dicendo che la sua vita è stata dura, ha fatto il poeta nel ritaglio di tempo, ha fatto sempre un secondo mestiere quello di Giornalista, Professore, dice il segreto della poesia che è tale quando porta in se un segreto, se è decifrabile in modo elementare, non è poesia.

childhood memories.

Non bastano gli studi televisivi e radiofonici per essere scrittore, poetare su questo ” immenso “, ci vuole una buona scuola, che un testo con cui passi un esame, non lo fa scrivere in 5 minuti, ci vogliono anni di ” mi piace ” e ” non mi piace ” del pubblico. Cosa si può suonare, ad esempio, con un flauto, il poeta può scegliere di essere ” lirico “, sapere dall’estetica “crociana ” cosa sia l’intuizione lirica, , la sintesi a priori di contenuto e forma che costituisce l’essenza della creazione artistica. Seppure scrivere della ” nostra anima “, vuole dire spesso non potersi ” confrontare ” con questi ” mostri sacri “, imparare il silenzio della propria voce. Amleto, che stiamo citando nei post, ci svela nella scena del flauto, che non puoi suonarmi, si tratta di interrompere un ” modo di fare “, che spesso non piace al ” municipio ” di turno, spesso le persone non vogliono si suoni di loro, come ricorda la scena, se non sai tirare fuori il suono, tra la tanta musica, eccellente su di loro. La gloria del sole, di mezzogiorno, la scrive Montale, con un preciso verso,si ricorda una reliquia di vita, si vede, quello che è andato perduto, nel tempo, grazie al sole.

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