“Le Congiunzioni della Distanza” – Mimma Leone

Sinossi

“Le Congiunzioni della Distanza” – Mimma Leone

La storia di Ginevra Carrara, affascinante antropologa e docente universitaria, inizia ai giorni nostri, da un balcone che si affaccia sulla laguna veneziana. Ma i suoi incubi e le sue paure prendono vita molto tempo prima, nel Salento assolato degli anni 70; la realizzazione professionale fa infatti da contrappeso a un’infanzia difficile, segnata dal dolore dell’abbandono e dell’emarginazione.

Impegnata in un ambiente accademico spesso ostile, nella vita privata Ginevra vive gli alti e bassi di un rapporto mai risolto con Davide, l’ex compagno, e di un’inquieta ricerca della propria identità. Le lettere di Anna Palumbo, amica d’infanzia, rappresentano un filo rosso che la trattiene sotto l’ombra di ciò che è stato, un tuffo spericolato in un mondo lontano che ormai non le appartiene più.

Ma un giorno è proprio dal profondo Sud che irrompe la telefonata di Antonio, poliziotto e vecchia conoscenza della donna: Anna è scomparsa nel nulla. Forse solo la sensibilità di Ginevra, il legame speciale che la lega ad Anna e la sua conoscenza del territorio, possono trovare una traccia, un segno…una speranza. Intuendo di essere coinvolta nella vicenda, e spinta anche dalla volontà di allontanarsi momentaneamente dall’insegnamento e dalle sue attività, Ginevra parte verso il Salento. Nella terra che l’ha vista nascere, Ginevra si lascia finalmente andare ai ricordi dettati dalle parole scritte da Anna e attraverso la storia dei suoi genitori, Enrico e Sofia, e prima ancora dei nonni Guido e Monique, ripercorrendo una fetta importante della storia d’Italia parallela a una costellazione familiare complessa, dove ogni esperienza resta custodita in un’eco intermittente ma molto forte.

Ginevra prende dimora all’Hotel Piccolo, costruito proprio laddove sorgeva la casa in cui ha trascorso i suoi primi anni di vita con una madre assente, schiava della depressione, e con un padre generoso ma sognatore a dismisura. E nel Salento ritrova Giovanni Palumbo, il padre di Anna, provato dalla solitudine e dal dolore.

Gli unici indizi relativi all’amica scomparsa sembrano partire dalla Baia del Diavolo, uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi delle coste salentine, dove è in corso uno scavo archeologico da parte di un gruppo di ricerca al quale Ginevra si aggrega.

Ma è nella memoria, ancora una volta, che si trova la chiave d’accesso dei segreti più reconditi. Ginevra deve vivere un viaggio a ritroso sulla propria pelle, prendere coscienza dell’influenza dei luoghi, della ri-scoperta delle origini, della conoscenza di sé attraverso le ferite aperte. Nella consapevolezza del contatto ogni distanza si ricongiunge al centro, e tutto ha un senso profondo. Anche la passione vissuta con l’enigmatico Roberto Vincitorio fa parte di un progetto più ampio, così come i sogni, le giostre in paese e il ritorno del cigno reale nei cieli salentini.

Ginevra ritorna a Venezia con la certezza della morte di Anna e della colpevolezza di Antonio. Ma la fatica a rientrare nella routine e le parole del suo terapeuta la portano a riconsiderare il suo percorso, confermandosi personalità complessa, dotata di un intuito raro, che a tratti riesce a superare i limiti del tempo, dello spazio e della consuetudine. E se Anna fosse ancora viva?  L’ipotesi è plausibile, perché arriva un’altra lettera, stavolta dalla Grecia: Anna è andata via per raggiungere la salvezza. Resta una sorellanza di cuore che non conosce distanze e sfida ogni razionalità.

Mimma Leone

“Le Congiunzioni della Distanza”

Quarta di copertina

È passato molto tempo da quando Ginevra era solo una bambina timida, che parlava poco e andava in bici con Anna, la figlia dei vicini. Cresciuta, Ginevra è scappata al nord per fare l’antropologa e seppellire i ricordi di un’infanzia difficile.

Anna invece è rimasta al sud, ma un giorno scompare nel nulla.

Solo Ginevra potrà trovarla, nel nome di una sorellanza di cuore che la porta da Venezia al Salento, nella memoria sopita e nelle ferite segrete. Anche lei dovrà perdersi per imparare ad ascoltare l’eco del mare.

Mimma Leone

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