Il ruolo soggettivo.

Incoraggiare la critica

Stare in piedi durante il giorno, fare i passi giusti, per sentire voci, vedere immagini, fa conoscere il punto di vista logico, tutto non è solo bianco, tutto non è solo nero. Lo studio scientifico del mondo fisico ci da la misura.

Fatta questa precisazione ricordiamoci di WOJTYLA, il grande Papa viaggiatore, che con i suoi viaggi apostolici, ha coperto tanti, tantissimi km in giro per il mondo. Nel 1999 esce un documentario sui suoi ” viaggi “, Un Papa alla ricerca della giustizia sociale, a contatto con i fedeli, la gente comune.

Oggi per essere creduti, in pubblico, se non si gode di tale fama, bisogna rifare i discorsi, produrre il ” parlato “, delle proprie ricerche, almeno tre volte, non solo il trend educativo, su quello che facciamo prima di andare a letto, su come mangiamo, fa riflettere su come predire il futuro, senza affidarsi solamente alla buona volontà di Dio.

Micheal Curtiz, dirige un film, sulla buona volontà, dal titolo ” Le Avventure di HUCK FINN “, tratto dal noto libro, il regista ungherese, noto anche per Casablanca, In Ungheria con altro nome dirige 43 film, immagini e suoni che esistono, anche se poi il nome con il quale arriva al successo è diverso. Nel 1960, il regista di Bianco Natale, presenta HUCK FINN, la storia di due amici nell’800. Questo regista è noto per un particolare ” stile visivo “.

Argomenti, pro e contro la morale, fanno venire fuori queste immagini, si pensi ai film sul periodo di gravidanza, sulle corna tra marito e moglie, sulle sedute di ipnosi. Si sa spesso sulle relazioni sociali bisogna esprimersi, fare una mediazione, non sottovalutare l’effetto domino, un piccolo cambiamento, importante, anche nei film, ne produce un’altro analogo. Il termine effetto domino, è anche politico, finanziario, per dire che una nazione svolge un ruolo chiave, in questi cambiamenti.

Il calcolo delle probabilità, presenta problemi di credibilità, impegno, degli effetti innovativi, che devono anche sapere pareggiare con le ” zavorre “, dei confronti con il mondo della pubblicità, che spesso sfrutta questi cambiamenti. Il luogo del dialogo è aperto, conoscere come comunicare, in modo intellettuale, televisivo, letterario, cartografico, porta a riflettere sull’avere vissuto o meno tutto sulla propria pelle.

Avete capito bene, spesso ci dobbiamo svegliare, troppe immagini ci rendono come il ” Sonnambulo “, noto film con Fernandel, del 1968, racconta di una notte, sotto il disturbo del protagonista, che è proprio quello del titolo. Il protagonista ruba in un magazzino. Fernandel, debutta nel 1931, nel film Le Blanc et le noir. In questo film, una donna gelosa, a proposito dello stare in piedi, decide di tradire il suo uomo con il primo che passa, è un modo di raccontare un amore pazzo, quindi non è solo logico, per lo spettatore, si vive anche quello che è naturale, come la crisi di gelosia, di una donna.

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