Nuovi canali

GLI ANNI DELLA MUSICA.

E’ chiaro che chi, come me, non ha ottenuto uno spazio, in un aula scolastica, nel tempo ha dovuto ridurre il tempo e lo spazio, da dedicare ai concetti propri dell’insegnamento, che sono obbligatori nella formazione. Non solo ” socio-educativo ed economico finanziario “, finiscono sempre nel termine ” planning “, che riguarda i soldi, in genere, che ci possiamo permettere, programmare, anche in questo caso non avendo avuto finanziamenti, per questo socio-educativo legato ad economico-finanziario ho dovuto ridurre lo spazio, il tempo, i concetti.

Sappiamo che le ” mappe mentali “, come ” l’infografica “, servono a ” ripulire le proprie idee “, a fare ” chiarezza ” su concetti complicati, ovviamente i concetti, spesso, sono quelli della formazione, dello studio, che non ci riguarda, come spazio.

Servono i concetti, a creare un immagine digitale, sino al brand, non solo, l’immagine si serve della voce, per essere afferrata e compresa, quindi le immagini, i dati, devono essere precisi, per avere storie coerenti.

Non sfugge al nuovo canale web, questa precisazione, in tema di musica, spesso i concetti, sono prodotti, per la precisione, con le grandi multinazionali, a qui la musica, nel bene e nel male appartiene.

Lo spot televisivo, radiofonico, della musica, debbono spingere anche su un marketing semplice, che si concentri sulla reale esperienza, anche comune con altri, dell’ascoltatore di un brano.

Una cosa è uno spazio per ” lanciare un artista “, un’altro è uno spazio per fare ” rigenerare un musicista già conosciuto “, non solo bisogna assicurare una visibilità mass-mediatica ad un artista, con passaggio dei suoi brani in radio ed in tv.

Ascoltare, ad esempio, Antonio Vivaldi, oggi nel 2019, vuole dire per un ” musicologo “, ascoltare gli ospedali, secondo Charles de Brosses, un magistrato, filosofo, anche musicologo che precisamente ricorda come Vivaldi fu ingaggiato come ” maestro di violino “, dal Pio Ospedale della Pietà.

Quindi il luogo, lo spazio, il nostro datore di lavoro, anche nel caso del suono, sono importanti.

De Andrè nelle Nuvole, album del 1990, presenta ” Mégu megún “, un brano in genovese, scritto con Ivano Fossati. Il ” medico-medicone “, il lamento di un malato immaginario contro il suo medico, colpevole di volerlo fare alzare dal letto.

Per noi spesso la musica è quello scatto, quella luce, verso una lampadina accesa, da qualche parte, non vivere alla Oblomov, per ritornare alla Russia, nostro argomento del 2019. Oblomov è un romanzo dello scrittore russo Ivan Aleksandrovič Gončarov, pubblicato nel 1859. Il protagonista, per pigrizia, meditazione spensierata, conduce un vita giacendo sul divano oppure a letto, Ricordando, la mia esperienza lo conferma, che non si può leggere di filosofia, solo nel letto di casa, sul divano di casa propria. Qui s’impara che il torpore esistenziale è Oblomovismo.

Nel 1989, un’altro grande della musica, Franco Battiato, propone ” Giubbe Rosse “, dove si raccoglie il materiale di un tour, del cantante. Vi è l’inedito Giubbe Rosse, che è un “inno alla Sicilia “, dove appunto la voce esprime l’immagine, il testo si richiama, infatti, alla giovinezza, nell’amata terra natia. Vi sono proprio i luoghi, citati nel brano, passare dal ” mercato del pesce, alla farmacia, ai cani, ai vetri della cattedrale “.

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