La forma della politica.

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Siamo nel 2019, la storia può leggersi sul Blog, il mio pensiero nello spazio di CAMBIO GIORNO vuole essere una vera ” esplosione pacifista “, ricordando che il POST, il sito web, non è il prodotto editoriale, che è la scelta di chi pubblica libri, non è i calcoli, gli studi, della scienza, nel mondo universitario, non è le inchieste dei giornali e dei giornalisti. Seppure oggi si dice che i giornali, pubblicano, la versione cartacea, quella online, secondo principi scientifici. Non solo, oggi, come ieri, il giornalista è autorità, per le notizie, che sa dare in modo credibile, arrivando alle giuste fonti, esprimendo concetti reali, seppure a volte contestati dagli interessati. Un grande autore, vedi Hemingway, può arrivare a pubblicare anche 50 libri, quindi lo spazio scritto, prodotto, è di un certo livello. Non è possibile, il confronto nel mio spazio, con un autore di libri di livello, come con un giornalista, seppure lo spazio è arrivato a dei post, che deve capire la competenza, riconoscerla. Partiamo con le nostre intenzioni, scriviamo le nostre esperienze, guardiamo nel mio caso, come reagisce il web, dobbiamo sapere, che la politica non si può vedere, fare, senza la scrittura. Non abbiamo da affrontare argomenti platonici, non solo nella scrittura fa la parte di primo piano l’insegnante, che assegna il compito da scrivere, ne valuta il modo in cui è stato prodotto. Il soggetto che scrive ha una relazione con il suo lavoro. La mia scrittura, di Parlare e dire di politica, si collega agli studi, non ad altro, servirebbe ad arrivare all’attenzione di un Parlamentare, che vorrebbe questi studi, non ha altro obiettivo. Un vero bilancio, attribuito alle nozioni, va fatto da chi, per la sua elezione, sa quali esami o meno si devono fare, alla luce del rapporto tra sapere e formazione professionale, non è fermo solo al mero studio. Chi fa una buona analisi del lavoro, oltre a sapere le caratteristiche psico- fisiche necessarie, sa il suo legame con i programmi di formazione.

Cosa penso della sinistra ?

Veltroni definisce il novecento come il ” secolo del sangue “, sicuramente ha presentato al suo inizio la lotta tra partito della guerra e partito della pace, a lungo, nei libri, nel mondo accademico, le commissioni si sono occupati di come va la sinistra nella cabina elettorale. L’economia ha i suoi autori, gli abili scrittori, sicuramente non ha sentito parlare di CAMBIO GIORNO, seppure molte delle cose lette e recensite, fanno parte delle esperienze degli studi, un partito si fa prendere dalla febbre polemica, per diffondere sentimenti come quello della solidarietà, si affida ad autori affidabili.

Cosa penso della destra ?

Parlare e dire di politica- con le sue fonti- è oggi, nel 2019, una importante conseguenza, soprattutto nella ricerca degli autori che devono parlare di pace e di guerra, ricordandoci che il luogo esiste davvero, la città, le strade, sono vere, non sono solo ristoranti, cinema, musica, sport, ove si hanno visioni fantastiche, sono anche sedi di partiti, di comitati, di sindacati, che lavorano per la politica. Nella Repubblica italiana ovviamente il ” capolavoro della destra ”  non è il fascismo, come la vittoria della cultura liberale non è oggi dire di no al dirigismo, le forze politiche giovani che nascono non si dicono di destra e di sinistra come prima, l’arena politica è ancora nelle mani degli strumenti della politica di partito.

Lo spazio per destra e sinistra non è molto, la lista dei candidati, la direzione dei partiti, vuole scegliere nuovi volti che non sono legati con le scelte di Prima e Seconda Repubblica, i progetti sociali sono molto importanti, le dottrine e le questioni su come dare ordine normativo ad un governo anche, non solo oggi l’organizzazione giuridica della presenza ad un partito si serve di considerazioni etiche sui candidati.

Ricordate che l’uomo della strada rappresenta ” tutti “, l’uomo, invece, di un partito rappresenta una parte, quindi chi garantisce l’ordine concreto, la legge, si garantisce con chi garantisce l’ordine politico, con chi per la strada parla la parola di Dio, con chi organizza spettacoli.

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