Coscienza storica e culturale.

COSCIENZA STORICA E CULTURALE

Normalità e cose nuove :

Possiamo fare un breve ricordo, della mia presenza, in questo spazio di scrittura, proprio dell’Università, che certamente saprà correggere, emendare, modificare, revisionare, i testi. Devo scrivere del mio studio del periodo dei romani- del cattolicesimo- del fascismo, spesso un mondo estraneo, con il tempo diventa sempre più potente, quindi dobbiamo farlo conoscere al lettore, con il nome Giuseppe Di Summa, che non è un ricercatore, un professore, si sa le discipline definiscono le professioni, come i malati, i poveri, i criminali, i disoccupati, con una certa dose di “ scientificità “.

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Il punto d’origine :

Per esempio, sui romani, potremmo dire che siamo post-moderni, quando ricordiamo i loro gesti, per loro il pensiero si poteva esprimere, con una certa dose di gestualità, sono famosi per il saluto militare, loro stanno a 3, nel senso, che il loro gesto propiziatorio era proprio la mano con tre dita, spesso usata come immagine della pittura.

Sicuramente la storia del romano non si è rovinata con un “ gesto “, dobbiamo ora informarci sulle espressioni del lavoratori romani, ad esempio, i medici facevano pratica a spese dell’ammalato, avevano una parlantina efficace, non tanto una buona medicina. Il vino si beveva nel “ termopolio “, il bar del tempo, non sempre comunque il lavoratori si scambiavano i “ complimenti “.

Valore per i romani era la “ fides “, la fiducia, dalla quale deriva la buona fede, l’essere credibili, si riteneva che la “ fides “ abitasse nella mano destra di un uomo, la mano dei giuramenti.

La Chiesa come animatore :

La parola di Dio, il messaggio di Gesù, è una parola da leggere e spiegare, occupa uno spazio preciso, il lettore, nel conoscere le parole del libro delle scritture.

Un gesto cristiano famoso è “ il segno della croce “, ricordando che secondo Ezechiele[1] “Il Signore gli disse: “Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono”.

Dibattito pubblico sulle tecniche comunicative :

Il fascismo, invece, s’ispirava al saluto romano, ,mentre la lingua cattolica, come spiegato sopra è uno spazio preciso, universale, che avvicina la gente, il fascismo si butta verso un’autarchia linguistica. Si intuisce il rapporto tra politica e comunicazione, uno che vuole conoscere bene, per poi influenzare a dovere, la mentalità della gente. Si scopre in questo periodo il “ motto “, si presentarono ortografia e pronuncia richiesta dal regime.


[1] Ezechiele 9,4

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