Da friends a the best sound

Il suono c’è per migliorare la performance.

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Viaggiare o non viaggiare, per i sogni della musica, questa è la nostra performance.
Giuseppe Di Summa e DREAM MUSIC

Parleremo di centro sociale, cinema, albergo, chiesa, discoteca, palestra e radio, del loro rapporto con la musica, presenteremo una serie di canzoni italiane. Una performance molto bella è l’incontro, anni fa incontrai un coach famoso di basket, della nazionale, non solo, in visita a Trieste, poi un giocatore del mio comune, non allenato da me, è andato a Trieste per fare un piano di allenamento di settore giovanile, di una società di serie A, lo sport come la musica, con le performance fa viaggiare. I servizi possono essere ricreativi, utili per la comunità, come cantava Barsotti nell’album Vitamina, bisogna dire mi piace. Uno nato a Brindisi, vissuto a Mestre, per collegarci ai sogni che si fanno nella propria città, un laureato in criminologia, giornalista di professione, è lui l’autore di una performance nello sport, insieme alla scrittrice Chiara Gamberale e ai Summertime scrive l’inno della maratona di Sant’Antonio, siamo intorno al 1997. Dallo psicologo, racconta in un intervista, si va per dire lei chi è, per se stesso, seppure racconta che ” mi piace ” l’ha scritta per il fatto di essere molto innamorato. Il critico musicale, si aspetta dal cinema sempre una colonna sonora espressiva, la musica, in albergo, vedi Hotel California, degli Eagles, è una esperienza culturale, sensoriale. Con la musica, per il dialogo, ci si può incontrare anche in Chiesa, per esprimere i propri interessi musicali, a volte c’è pure l’edicola, che qui in questi spazi non è studiata. Io che sono un dj, forse avrò un genere contrario, dal mondo della cultura, si sa dopo i 35 anni, il genere, come leggi è un pò retrò. Accetto la sfida anche da palestra, radio, quando le cose non vanno bene, la musica dice ” change “, cioè cambia, con arrangiatori, musicisti, ingegneri del suono, ci prova, quindi la musica di oggi ci ha provato, alla performance ” dream music “. Il ” moods ” ci ha presentato, Barsotti, che come cantante ci ha presentato ” il francese Serge Gainsbourg “, con un libro, è stato bravo, dopo l’inno della maratona e la vitamina, nonostante sia di professione un giornalista. Il vincitore spesso è una “big band , un musicista professionista, non un dj, un giornalista, ” che sa suonare rock, jazz, il country, come hanno sempre ” risuonato ” nella nostra testa. Il suono è ” gloomy “, cupo, oppure ” malinconico “, non è il ” mi piace ” di sopra, spesso uno è desolato, si sente giù, è il ” mood “, la motivazione che fa la differenza.

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